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sabato 13 giugno 2026

Barchette di carta


ANA BLANDIANA

DOVE VANNO LE ORE?

Dove vanno le ore?
Hanno un modo sospetto di svignarsela,
di sfuggire all'attenzione
semplicemente sparendo.
Ma cosa significa sparire?
Come può qualcosa che esiste
non essere più
come se non fosse esistito?
Dove vanno le ore all'improvviso
e, soprattutto, da dove arrivano
simili a barchette di carta
che scivolano quiete
sopra un mare ondoso
disegnato a memoria

(da Variazioni su un tema dato, Donzelli, 2023 - Traduzione di Bruno Mazzoni)

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Variazioni su un tema dato è la raccolta di Ana Blandiana in cui la poetessa rumena medita sulla perdita del marito, lo scrittore Romulus Rusan, scomparso nel 2016. Sono parole che, come queste, si interrogano in modo intimo sul mistero del tempo, della finitezza umana, dello scorrere inesorabile delle ore e dei giorni, con la consapevolezza che la perdita è solo un mutamento metafisico e il dialogo con l'amato continua.

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FOTOGRAFIA © MIGUEL A. PADRIÑÁN/PEXEL

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Semplicemente le domande / sorgono solo / quando non c'è più nessuno che possa rispondere.
ANA BLANDIANA, Variazioni su un tema dato

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Ana Blandiana, pseudonimo di Otilia Valeria Coman (Timișoara, 25 marzo 1942), poetessa romena, sostenitrice dei diritti civili in Romania .Prima della rivoluzione del 1989, famosa dissidente e sostenitrice dei diritti dell'uomo, ebbe il coraggio di contestare in numerose interviste e dichiarazioni pubbliche il dittatore Nicolae Ceaușescu.


venerdì 13 marzo 2026

La sabbia nella clessidra


ANA BLANDIANA

CONDIZIONE

Sono
simile
alla sabbia nella clessidra
che
può essere tempo
solo
cadendo

(da Il terzo sacramento, 1969, in Raccolta d'angeli, Bompiani, Bompiani, 2025 -Traduzione di Mauro Barindi)

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La sabbia di una clessidra è tempo solo finché è in movimento, ovvero mentre cade: usa questa similitudine la poetessa rumena Ana Blandiana per esprimere la condizione della sua esistenza - quando scrive questi versi è una giovane donna nella Romania sottomessa alla feroce dittatura comunista di Ceausescu. Fermare la caduta significherebbe negare la propria essenza e trasformarsi in materia inerte, poiché  l'essere umano realizza se stesso solo attraverso il consumarsi. La vita non è un possesso statico, ma un processo di trasformazione continua.

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IRINA KUZNETSOVA, "CLESSIDRA”

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Ma – lo senti? – il tempo si sta dispiegando in me / E tutto ciò che so essere passato sarà reale.
ANA BLANDIANA, Poesie

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Ana Blandiana, pseudonimo di Otilia Valeria Coman (Timișoara, 25 marzo 1942), poetessa romena, sostenitrice dei diritti civili in Romania .Prima della rivoluzione del 1989, famosa dissidente e sostenitrice dei diritti dell'uomo, ebbe il coraggio di contestare in numerose interviste e dichiarazioni pubbliche il dittatore Nicolae Ceaușescu.


domenica 14 dicembre 2025

Due volte


MARIN SORESCU

DUE VOLTE

Guardo ogni cosa due volte,
una per essere felice
e una per essere triste.
Gli alberi hanno scoppi di risate
nelle chiome delle loro foglie
e una grande lacerazione
alle radici.
Il sole è giovane
alla punta dei suoi raggi,
ma i suoi raggi
sono trafitti dalla notte.
Il mondo è perfettamente racchiuso
tra queste due coperture,
dove ho raccolto tutto
ciò che ho amato
due volte.

(da La morte dell'orologio, 1966)

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"La parola è una frontiera incrociata: con l'atto di dire qualcosa, non riesco a dire molte altre cose" scrisse il poeta rumeno Marin Sorescu. La seconda lettura è un po' quella della comprensione, del distacco tra soggettività e oggettività, un po' come teorizzava Cesare Pavese nel suo diario: “Le cose si scoprono attraverso i ricordi che se ne hanno. Ricordare una cosa significa vederla – ora soltanto – per la prima volta”.

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AUTORITRATTO DI ERIC MACKAY  © FLICKR

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Camminerò oltre tutte le cose / finché tutte le cose / non mi conosceranno.
MARIN SORESCU

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Marin Sorescu (Bulzești, 29 febbraio 1936 – Bucarest, 8 dicembre 1996), poeta, drammaturgo e romanziere romeno. La sua poesia abbraccia un vasto ambito letterario, con uno stile ironico e rilassato che risveglia nel lettore lo spirito giocoso dell'infanzia. Fu ministro della Cultura dopo la rivoluzione del 1989.


lunedì 14 aprile 2025

Qualcosa che non sapremo mai


LUCIAN BLAGA

EVA

Quando il serpente porse ad Eva la mela,
le parlò con una voce che tintinnava.
tra le foglie come una campanella d'argento.
Ma accadde che più tardi una voce ancora più bassa
le disse qualcosa all'orecchio
un sussurro appena,
qualcosa che non è nelle Sacre Scritture.

Nemmeno Dio stesso poté sentirla
anche se ascoltava.
Ed Eva non volle dirlo a nessuno,
neppure ad Adamo.
Da allora la donna cela sotto le palpebre
un mistero,
e muove le ciglia come per dire
che sa qualcosa
che non sapremo mai,
quello che nessuno sa,
nemmeno Dio stesso.

1919

(da I poemi della luce, 1919)

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"Qualcosa che non sapremo mai": il mistero dell'universo femminile è nascosto in questa rilettura del poeta rumeno Lucian Blaga di uno dei più celebri episodi della Genesi, la tentazione di Eva da parte del serpente. E quel "qualcosa" è veramente speciale, tanto da essere ignoto persino a Dio.

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ILLUSTRAZIONE © DANDDDIGITALDELIGHTS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Bella, / hai gli occhi così neri che di sera / quando appoggio la testa sul tuo grembo / mi sembra / che i tuoi occhi profondi sian la fonte / da cui corre la notte misteriosa alle valli / e suoi monti e le piane / inondando la terra / con un mare di tenebre. / Così neri i tuoi occhi, / luce mia.
LUCIAN BLAGA, I poemi della luce

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Lucian Blaga (Lancrăm, 9 maggio 1895 – Cluj-Napoca, 6 maggio 1961), filosofo, poeta e drammaturgo rumeno. Nei suoi versi ha perfezionato una lirica di ampia apertura metafisica, inserendo nelle tradizioni rumene le esperienze poetiche contemporanee e in primo luogo l'espressionismo tedesco.


sabato 29 marzo 2025

Guardano senza vedere


ANA BLANDIANA

CHIESE CHIUSE

Chiese chiuse
come le case i cui proprietari se ne sono andati
senza dire per quanto tempo,
e senza lasciare un indirizzo.
Per la città,
i tram e le biciclette girano,
Clacson, lamentele,
gli abitanti frettolosi
vendono e comprano, vendono e comprano,
mangiano in piedi,
e, di tanto in tanto, stanchi,
si siedono a bere un caffè
su una terrazza
accanto a una cattedrale dell'XI secolo,
che guardano senza vedere,
dal momento che parlano al telefono
e non si chiedono
chi è colui che ha mai vissuto
in una casa così grande.

(da La mia patria A4, 2010)

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Se ci guardiamo intorno - in metropolitana, sui treni, nelle sale d'attesa - c'è un sacco di gente che si perde nello schermo rettangolare del proprio telefonino. Una mania sociale che stigmatizza anche la poetessa rumena Ana Blandiana, che nota quanto le città moderne siano frettolose e caotiche, e i cittadini incapaci di soffermarsi anche un solo istante a cogliere la bellezza, a meditare sulle cose più grandi di noi.

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FOTOGRAFIA © WAL172619/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Le informazioni non sono più una merce rara, mentre l'attenzione sì.
CLIVE THOMPSON, Internazionale, 4 novembre 2005

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Ana Blandiana, pseudonimo di Otilia Valeria Coman (Timișoara, 25 marzo 1942), poetessa rumena, sostenitrice dei diritti civili in Romania .Prima della rivoluzione del 1989, famosa dissidente e sostenitrice dei diritti dell'uomo, ebbe il coraggio di contestare in numerose interviste e dichiarazioni pubbliche il dittatore Nicolae Ceaușescu.


giovedì 12 dicembre 2024

Nel suo idioma


LUCIAN BLAGA

IL POETA

Anche se invento una poesia
non faccio che tradurre.
E poi, è giusto che così sia.
Così soltanto ogni verso ha una terra
per germogliare e diventare fiore.
Traduco sempre. Traduco
in lingua romena
un canto che il mio cuore
dolcemente m’annuncia, nel suo idioma.

(da I poemi della luce, 1919 - Traduzione di Sauro Albisani)

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Lucian Blaga, poeta rumeno, nella sua poetica rispecchia il pensiero filosofico - pubblicò ben 25 volumi per manifestarlo, a fronte di 9 raccolte di poesia: la "traduzione" in versi è dunque l'espressione della congiunzione estetica tra conoscenza, valori e cultura e, in particolare, dell'equilibrio tra la "conoscenza paradisiaca" raggiungibile attraverso la logica razionale e il mondo oggettivo, e la "conoscenza luciferica", gestita dagli stati al di sotto della coscienza che aprono un mondo metafisico.

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RAFAL OLBINSKI, "CALENDARIO DEI DESIDERI DI IERI"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Il poeta. Un donatore di sangue all'ospedale delle parole.
LUCIAN BLAGA

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Lucian Blaga (Lancrăm, 9 maggio 1895 – Cluj-Napoca, 6 maggio 1961), filosofo, poeta e drammaturgo rumeno. Nei suoi versi ha perfezionato una lirica di ampia apertura metafisica, inserendo nelle tradizioni rumene le esperienze poetiche contemporanee e in primo luogo l'espressionismo tedesco.


mercoledì 27 novembre 2024

Centenario di Nina Cassian


Le poesie di Nina Cassian, che nasceva il 27 novembre1924 a Galati, in Romania, hanno uno stile unico: sono sfrontate, capaci di essere sottili e feroci, di raggiungere toni lirici e di volare basse. Come ad altri poeti rumeni, le toccò l'esilio: nel 1985, mentre era "visiting professor" alla New York University, chiese asilo politico per le sue idee contrarie al regime comunista di Ceausescu. Ne approfittò per riproporre e ricreare le sue poesie e per scriverne nuove direttamente in inglese.

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LA TENTAZIONE

Più vivo di così non sarai mai, te lo prometto.
Per la prima volta vedrai i pori schiudersi
come musi di pesce e potrai ascoltare
il mormorio del sangue nelle gallerie
e sentire la luce scivolarti sulle cornee
come lo strascico di un abito; per la prima volta
avvertirai la gravità pungerti
come una spina nel calcagno
e per l’imperativo delle ali avrai male alle scapole.
Ti prometto di renderti talmente vivo che
la polvere ti assorderà cadendo sopra i mobili,
che le sopracciglia diventeranno due ferite fresche
e ti parrà che i tuoi ricordi inizino
con la creazione del mondo.

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SERENO

Sarà un tempo sereno, un tempo da inni.
Con un sol gesto l’aria fenderò,
pronuncerò solo parole immacolate.
Dirò “cielo”, “fonte”, dirò “sole”
e “lacrima” e “musica”, “immunità”.
Sarà il tempo in cui il mio ricordo
non sarà sfiorato da eco di massacri
ma da aliti soavi di poesia
ché a volte anche il sangue alita.
Di tutto quel che un tempo era promiscuo
conservo solo il sacro e mossa al perdono
loderò i contrasti perdonanti.
Dirò “cielo” e “sole” ma anche “musica”
e sarà “sole”, “musica” e “cielo”
intorno a me e intorno al mondo.
Le vocali assumeranno, naturali, la loro gloriosa aureola.
E verrà il tempo sonoro, scintillante,
un tempo solenne e puro, un tempo da inni
e verrà un giorno il tempo! Oh se verrà!

(da C’è modo e modo di sparire. Poesie 1945-2007, Adelphi, 2013 - Traduzione di  A. N. Bernacchia e O. Fatica)

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Altre poesie di Nina Cassian sul Canto delle Sirene:



   LA FRASE DEL GIORNO   

Tutto quel che mi accade e si ripete / accade a me. / Il paesaggio che descrivo / sono io stessa.
NINA CASSIAN, C'è modo e modo di sparire

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Nina Cassian, pseudonimo di Renée Annie Cassian-Mătăsaru (Galați, 27 novembre 1924 – New York, 15 aprile 2014), poetessa, scrittrice e traduttrice rumena. Esponente del Modernismo, nel 1985 si rifugiò negli Stati Uniti per sfuggire alla repressione del regime di Ceausescu, e lì rimase non solo a vivere, ma anche a scrivere poesie nella lingua del suo nuovo paese.


domenica 17 settembre 2023

L’uno all’altro siamo patria


ANA BLANDIANA

PATRIA

In te nessuno mi manca mai,
terra tramontata nel sonno
lungo orbite verdi,
e sono straniera se varco il confine
delle tue chiome sfibrate.
Soltanto la tua lingua
so parlare in sogno
e dire fiabe solo per te,
mio precario paradiso,
mio precario signore.
È freddo fuori
e fitta è la nebbia,
si fa sera,
Il tempo scende lento,
ma come si sta bene e al caldo a casa,
quando l'uno all'altro siamo patria.

(da Il sonno nel sonno, 1977 – Traduzione di Biancamaria Frabotta e Bruno Mazzoni)

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Il concetto di patria è spesso presente nei versi di Ana Blandiana, poetessa rumena. Ma non la patria come nazionalità – sebbene il fatto di avere scelto il nome del villaggio dei genitori come pseudonimo sia significativo dell’attaccamento alle radici – quanto piuttosto un paese personale, che sia la“patria fragile” dell’estate o quella inquieta della poesia. C’è poi la minuscola patria, quella a due, il paese dell’amore, nella cui intimità ci si sente a casa.

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FOTOGRAFIA © BING IMAGE CREATOR

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Io vedo soltanto il sentiero / e di tanto in tanto / le ombre delle nuvole / inviarmi messaggi / che non capisco.
ANA BLANDIANA, Ottobre, novembre, dicembre

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Ana Blandiana, pseudonimo di Otilia Valeria Coman (Timișoara, 25 marzo 1942), poetessa romena, sostenitrice dei diritti civili in Romania .Prima della rivoluzione del 1989, famosa dissidente e sostenitrice dei diritti dell'uomo, ebbe il coraggio di contestare in numerose interviste e dichiarazioni pubbliche il dittatore Nicolae Ceaușescu.


martedì 13 settembre 2022

Scorza d’albero


PAUL CELAN

L’ETERNITÀ

Scorza d’albero notturno, coltelli nati dalla ruggine
ti sussurrano i nomi, il tempo e i cuori.
Una parola, assopita quando l’udimmo
sguscia sotto il fogliame:
l’autunno sarà eloquente,
ma di più la mano che lo coglie,
e la bocca che la bacia
sarà fresca come il fiore dell’oblio.

(da Papavero e memoria, 1952 - Traduzione di G. Bevilacqua)


"Dialoghi con cortecce d’albero.  Tu / scorzati, vieni, / scorzami dalla mia parola": il poeta rumeno Paul Celan interroga sovente gli alberi, ne mutua il linguaggio e i suoni, ne fa metafora per il suo dire.


FOTOGRAFIA © ENGIN AKYURT/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Non dalla radice, che non possiamo più percepire, ma dai rami protesi nel tempo ricaviamo il vero fondamento.
PAUL CELAN, Microliti




Paul Celan, nato Paul Antschel (Cernauți, 23 novembre 1920 – Parigi, 20 aprile 1970), poeta rumeno di origine ebraica, nato nel capoluogo della Bucovina settentrionale, oggi parte dell'Ucraina. Tormentato da crisi di angoscia, dopo numerosi ricoveri in cliniche psichiatriche, si uccise gettandosi nella Senna.


lunedì 22 agosto 2022

Indecifrabili


NINA CASSIAN

PERFETTI SCONOSCIUTI

Non posso dire “Salve”. Non ci siamo mai incontrati.
Non posso dire “Addio”. Non ci siamo mai lasciati.
Non posso farmi abbracciare. Non ci hanno mai presentato.

Il cielo riacquista le manette di cenere.
L’azzurro di ieri è un inganno.
Fiori artificiali appassiscono.

Non riesco a ricordare i nostri nomi.

Come antichi manoscritti, siamo indecifrabili.

(da C’è modo e modo di sparire,  Adelphi, 2013 - Traduzione di Anita Natascia Bernacchia e Ottavio Fatica)

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"Devo molto / a quelli che non amo. /Il sollievo con cui accetto / che siano più vicini a un altro” scrisse Wisława Szymborska nella sua poesia Ringraziamento. Sulla stessa lunghezza d'onda è la poetessa rumena Nina Cassian: nessuna relazione, nessuna accecante passione, nessun sentimento tra sconosciuti, nessun bisogno di formalità.

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RENÉ MAGRITTE, "GLI AMANTI"

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  LA FRASE DEL GIORNO   

Gli “altri” sono, bene o male, la prova che noi stiamo vivendo. Non sottovalutarli.
ENNIO FLAIANO, Don't forget




Nina Cassian, pseudonimo di Renée Annie Cassian-Mătăsaru (Galați, 27 novembre 1924 – New York, 15 aprile 2014), poetessa, scrittrice e traduttrice rumena. Esponente del Modernismo, nel 1985 si rifugiò negli Stati Uniti per sfuggire alla repressione del regime di Ceausescu, e lì rimase non solo a vivere, ma anche a scrivere poesie nella lingua del suo nuovo paese.



domenica 10 luglio 2022

Io vengo dall’estate


ANA BLANDIANA

DELLA TERRA DA CUI VENIAMO

Su parliamo
della terra da cui veniamo.
Io vengo dall'estate,
è una patria fragile
che qualunque foglia,
cadendo, può annientare,
ma il cielo è così greve di stelle
che talvolta pesa fino a terra
e se ti avvicini senti l'erba
solleticare le stelle ridenti,
e i fiori sono così tanti
che ti dolgono
le orbite bruciate dal sole,
e soli rotondi pendono
da ogni albero;
da dove vengo io
non manca che la morte,
e tanta è la felicità
che quasi ti addormenti.

(da Ottobre, novembre, dicembre, 1972 - Traduzione di  Bruno Mazzoni)

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È un paese ideale la patria della poetessa rumena Ana Blandiana, un luogo dove regna la felicità di un’estate che non è eterna, ma che segue i suoi ritmi fino a sconfinare nelle foglie d’autunno. Un luogo dagli scenari incantevoli la cui bellezza arriva a travolgere l’io lirico. Potrebbe esistere oppure trovarsi solo nella poesia: “La patria è qui, / fra queste pareti / a pochi metri l’una dall’altra, / e neppure in tutto lo spazio che le separa, / ma solo sul tavolo cosparso di fogli e di matite / pronte a scattare in piedi e mettersi a scrivere”; o potrebbe ancora essere utopia: “Il nostro posto / è altrove, più lontano / o magari è passato / e non l’abbiamo riconosciuto.

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DIPINTO DI HACEK YERKA

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LA FRASE DEL GIORNO
Penso che l'unica giustificazione per la poesia sia che è inevitabile. Scrivo perché scrivo. Il conquistatore dell'Everest ha dato una risposta straordinaria alla domanda sul perché ha compiuto un tale sforzo per raggiungere la vetta. Ha risposto: "Perché esiste".
ANA BLANDIANA, Adevarul, 14 dicembre 2010




Ana Blandiana, pseudonimo di Otilia Valeria Coman (Timișoara, 25 marzo 1942), poetessa romena, sostenitrice dei diritti civili in Romania. Prima della rivoluzione del 1989, famosa dissidente e sostenitrice dei diritti dell'uomo, ebbe il coraggio di contestare in numerose interviste e dichiarazioni pubbliche il dittatore Nicolae Ceaușescu.


martedì 24 maggio 2022

Io, ovvero Io


NINA CASSIAN

IO SONO IO

Sono personale,
soggettiva, intima, singolare,
confessionale.
Tutto quel che mi accade e si ripete
accade a me.
Il paesaggio che descrivo
sono io stessa.
Se vi interessano
gli uccelli, gli alberi, i fiumi,
consultate i libri degli esperti.
Io non sono un dato uccello,
un dato albero,
un dato fiume.
Io sono registrata solo
come un Sé,

Io, ovvero Io.

(da C’è modo e modo di sparire, Adelphi, 2013 – Traduzione di Anita Natascia Bernacchia e Ottavio Fatica)

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C’è in Nina Cassian, poetessa romena espatriata negli Stati Uniti, un’avidità di affermarsi nonostante tutto, di professare il suo personalissimo anticonformismo, di esprimere il suo pensiero poetico prima in rumeno poi in inglese e persino in “spargano”, lingua inventata ad hoc. Perché i poeti sono “seppie / che si difendono / schizzando inchiostro”.

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FOTOGRAFIA © DRAGOSTE

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LA FRASE DEL GIORNO
Non ho tempo di dare a tutti prova / delle mie grandi, insolite virtù, / chi ha occhi per vedere, veda. / Altrimenti, avrò occhi ignoti ai più.
NINA CASSIAN, C’è modo e modo di sparire




Nina Cassian, pseudonimo di Renée Annie Cassian-Mătăsaru (Galați, 27 novembre 1924 – New York, 15 aprile 2014), poetessa, scrittrice e traduttrice rumena. Esponente del Modernismo, nel 1985 si rifugiò negli Stati Uniti per sfuggire alla repressione del regime di Ceausescu, e lì rimase non solo a vivere, ma anche a scrivere poesie nella lingua del suo nuovo paese.


venerdì 17 dicembre 2021

Occhio tondo tra le sbarre


PAUL CELAN

GRATA DI PAROLE, III

Occhio tondo tra le sbarre.

Palpebra, sfarfallante animale,
voga verso l’alto,
fa passare uno sguardo.

Iride, natante, opaca e senza sogni:
sarà prossimo, il cielo, grigio-cuore.

Storta, nel beccuccio di ferro,
la scheggia fumigante.
Al senso che la luce prende
tu indovini l’anima.

(Fossi io come te. Tu come me.
Non sottostammo forse
al medesimo vento?
Siamo estranei.)

Pavimento. Sopra,
l’una accanto all’altra, le due
pozzanghere grigio-cuore:
due
bocconi di silenzio.

(da Poesie, Mondadori, 1998 - Traduzione di Giuseppe Bevilacqua)

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L’occhio di Paul Celan indaga – dopo Auschwitz - la condizione di sofferenza e compie una ricerca della realtà attraverso frammenti, puri segni grafici che si presentano come indizi, quasi come spezzoni di un film espressionista. È il tentativo del poeta di ritrovare l’uso delle parole attraverso la grata che le reclude, di recuperarle dopo la deportazione cui sono state sottoposte.

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VLADIMIR KUSH, "ECLISSE"

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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia, essendo una manifestazione della lingua, e perciò per sua essenza dialogica, può essere un messaggio nella bottiglia, lanciato nella fiducia, certo non sorretta da ferma speranza, che la corrente la spinga comunque in qualche luogo, ad una terra; terra del cuore forse.
PAUL CELAN




Paul Celan, nato Paul Antschel (Cernauți, 23 novembre 1920 – Parigi, 20 aprile 1970), poeta rumeno di origine ebraica, nato nel capoluogo della Bucovina settentrionale, oggi parte dell'Ucraina. Tormentato da crisi di angoscia, dopo numerosi ricoveri in cliniche psichiatriche, si uccise gettandosi nella Senna.


domenica 31 ottobre 2021

Spiaggia bretone


PAUL CELAN

SPIAGGIA BRETONE

Riunito è tutto ciò che vedemmo,
a prender congedo da te e da me:
il mare, che scagliò notti alla nostra spiaggia,
la sabbia, che con noi l’attraversò di volo,
l’erica rugginosa lassù,
tra cui ci accadde il mondo
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(da Di soglia in soglia, 1955 - Traduzione di Giuseppe Bevilacqua)

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Nei luoghi della Bretagna il poeta rumeno di lingua tedesca Paul Celan trovò quello che più da vicino rassomigliava alla patria perduta, una patria del cuore – “Uno è dove si sente meglio” per dirla con Luis Sepúlveda – il sito dove riordinare metaforicamente l’orizzonte esteriore per trovare una prospettiva all’orizzonte interiore attraverso una sorta di rapimento estatico.

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FOTOGRAFIA © B. MONGINOUX/PHOTO-PAYSAGE

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LA FRASE DEL GIORNO
Quello che ora si leva e discende / riguarda ciò che è più profondamente nascosto: / è così che il tempo – cieco come lo sguardo che ci offriamo – / ci bacia sulla bocca.
PAUL CELAN, Papavero e memoria




Paul Celan, nato Paul Antschel (Cernauți, 23 novembre 1920 – Parigi, 20 aprile 1970), poeta rumeno di origine ebraica, nato nel capoluogo della Bucovina settentrionale, oggi parte dell'Ucraina. Tormentato da crisi di angoscia, dopo numerosi ricoveri in cliniche psichiatriche, si uccise gettandosi nella Senna.


mercoledì 22 settembre 2021

Le foglie riarse


NINA CASSIAN

SMORFIA

Nel mezzo dell’estate
le foglie riarse impongono
la loro grinzosa durata.
Graffiano la tovaglia,
si rimpiattano a volte dietro
le nuove generazioni
e poi, d’un tratto, scoprono i loro volti di megera,
dal ghigno giallognolo-caffè.
Nell’avvizzire sono assai costanti,
assai coerenti nell’aggressività.
Dirò questo soltanto:
le foglie tenaci hanno becchi e artigli.
Come quasi tutti noi
invecchiano male.
Come alcuni di noi
sono immortali.

(da C’è modo e modo di sparire, Adelphi, 2013)

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Si avvicina a grandi passi l’autunno. Le foglie continuano ad essere verdi ma qua e là si notano i prodromi della nuova stagione sotto forma di foglie ingiallite, quelle cui rivolge l’attenzione la poetessa rumena Nina Cassian riflettendo sulla vecchiaia e sulla cattiveria che essa talora comporta.

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FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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LA FRASE DEL GIORNO
Correre, cadere e ridere per terra adorna / del tuo bacio giallo dalle mille labbra, autunno!
NINA CASSIAN, C’è modo e modo di sparire




Nina Cassian, pseudonimo di Renée Annie Cassian-Mătăsaru (Galați, 27 novembre 1924 – New York, 15 aprile 2014), poetessa, scrittrice e traduttrice rumena. Esponente del Modernismo, nel 1985 si rifugiò negli Stati Uniti per sfuggire alla repressione del regime di Ceausescu, e lì rimase non solo a vivere, ma anche a scrivere poesie nella lingua del suo nuovo paese.


lunedì 23 novembre 2020

Centenario di Paul Celan


Il poeta rumeno di origini ebraiche Paul Celan nasceva il 23 novembre di cento anni fa a Cernauți (oggi Černivci, in Ucraina), capoluogo della Bucovina, allora facente parte della Romania dopo la dissoluzione dell’Impero austro-ungarico. Durante gli anni del nazismo riuscì a sfuggire alla deportazione finendo in campi di lavoro, ma perse i genitori, morti nei lager. Le sue poesie riflettono quella tragedia personale e l’Olocausto, intrecciano amore e morte, distruzione e tenerezza. Con gli anni la tristezza ebraica si trasforma nell’angoscia esistenziale dell’uomo moderno, espressa con un’oscurità di linguaggio e con metafore dal gusto surrealista. Celebre, anche per il carteggio letterario di alto spessore, è la relazione tra Celan e la poetessa tedesca Ingebor Bachmann. Nella notte tra il 19 e il 20 aprile 1970 Celan si uccise gettandosi nella Senna dal Pont Mirabeau, nel punto esatto cantato nell’omonima poesia da Guillaume Apollinaire.

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CORONA

L’autunno mi bruca dalla mano la sua foglia: siamo amici.
Noi sgusciamo il tempo dalle noci e gli apprendiamo a camminare:
lui ritorna nel guscio.

Nello specchio è domenica,
nel sogno si dorme,
la bocca fa profezia.

Il mio occhio scende al sesso dell’amata:
noi ci guardiamo,
noi ci diciamo cose oscure,
noi ci amiamo come papavero e memoria,
noi dormiamo come vino nelle conchiglie,
come il mare nel raggio sanguigno della luna.

Noi stiamo allacciati alla finestra, dalla strada ci guardano:
è tempo che si sappia!
È tempo che la pietra accetti di fiorire,
che l’affanno abbia un cuore che batte.
È tempo che sia tempo.

È tempo.

(da Papavero e memoria, 1952 – Traduzione di Giuseppe Bevilacqua)

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CON ALTERNA CHIAVE

Con alterna chiave
tu schiudi la casa dove
la neve volteggia delle cose taciute.
A seconda del sangue che ti sprizza
da occhio, bocca ed orecchio
varia la tua chiave.
Varia la tua chiave, varia la parola
cui è concesso volteggiare coi fiocchi.
A seconda del vento che via ti spinge
s'aggruma attorno alla parola la neve.

(da Di soglia in soglia, 1955 – Traduzione di Giuseppe Bevilacqua)

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SALMO

Nessuno ci impasta più con terra e argilla,
nessuno evoca la nostra polvere.
Nessuno.

Sia lode a te, Nessuno.
Per amor tuo
fioriremo.
Incontro a te.

Noi siamo
fummo,
e resteremo sempre
un Nulla che fiorisce:
la rosa di Nessuno.

Con
lo stelo lucente come l’anima
con lo stame ebbro di cielo,
la corona imporporata
dalla parola, che cantammo
sopra, oh al di sopra
della spina.

(da La rosa di nessuno, 1963 –Traduzione di Mario Specchio)

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Altre poesie di Paul Celan sul Canto delle Sirene:

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LA FRASE DEL GIORNO
Le poesie si dirigono verso qualcosa. Che cosa? Qualcosa di aperto, occupabile, il tu a cui si può parlare, forse una realtà a cui si può rivolgersi.
PAUL CELAN




Paul Celan, nato Paul Antschel (Cernauți, 23 novembre 1920 – Parigi, 20 aprile 1970), poeta rumeno di origine ebraica, nato nel capoluogo della Bucovina settentrionale, oggi parte dell'Ucraina. Tormentato da crisi di angoscia, dopo numerosi ricoveri in cliniche psichiatriche, si uccise gettandosi nella Senna.


giovedì 19 novembre 2020

Le mie poesie


NINA CASSIAN

RACCOLTE, SCELTE, TRASCURATE…

…Le mie poesie…
le scrivo, le dimentico o smarrisco! tornano,
allora le cambio – anche se non cambiano il mondo
cambiano me… A volte non siamo d’accordo.
Sono il mio lascito… ma chi sono gli eredi?
Chi, per quanto povero, ha bisogno di questa improbabile, quasi
             inutile ricchezza,
mentre i grandi oppressori mantengono e adorano la povertà degli altri?
Perché dovrei raccoglierle (ce ne sono di penose)?
Perché sceglierle (sarei io il giudice imparziale del loro
            presunto valore)?
Meglio trascurarle, pezze di carta e parole, lasciarle a cavarsela
            da sole.
Noi scompariamo nel gelido riscaldamento globale
della Terra Matrigna…

(da C’è modo e modo di sparire, Adelphi, 2013 – Traduzione di Ottavio Fatica)

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La poetessa rumena Nina Cassian indaga, in questa confessione autobiografica, sul rapporto tra poeta e poesie. I versi scritti, con il passare del tempo, dove finiscono? Come centinaia di figli crescono, vanno per il mondo, ritornano talvolta, magari non le si riconosce più. La Cassian non si erge a giudice, non le distrugge, non le rinnega: belle o brutte che siano, lascia semplicemente che vivano la loro vita.

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DIPINTO DI VLADIMIR KUSH
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LA FRASE DEL GIORNO
Cosa cerchi tu  qui in vesti diafane / mentre accosti una coppa di parole / alle labbra indifferenti del tempo?
NINA CASSIAN, C’è modo e modo di sparire




Nina Cassian, pseudonimo di Renée Annie Cassian-Mătăsaru (Galați, 27 novembre 1924 – New York, 15 aprile 2014), poetessa, scrittrice e traduttrice rumena. Esponente del Modernismo, nel 1985 si rifugiò negli Stati Uniti per sfuggire alla repressione del regime di Ceausescu, e lì rimase non solo a vivere, ma anche a scrivere poesie nella lingua del suo nuovo paese.


giovedì 5 marzo 2020

Tempo del cuore


PAUL CELAN

COLONIA AM HOF

Tempo del cuore, stanno in piedi
i sognati per
la cifra della mezzanotte.

Qualcosa fu detto nel silenzio, qualcosa fu taciuto,
qualcosa andò per la sua strada.

Esule e Perduto
erano a casa loro.

Voi duomi.
Voi duomi non visti,
voi torrenti inascoltati,
voi orologi sprofondati in noi.


(da Opere complete, 1983)

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Am Hof è una via di Colonia dietro il maestoso duomo gotico e la stazione ferroviaria: qui rappresenta il luogo d’incontro avvenuto nel 1957 tra il poeta ebreo rumeno di lingua tedesca Paul Celan e la poetessa che fu sua amante sette anni prima, Ingebor Bachmann. In questo “tempo del cuore” le ore assumono una diversa valenza e il luogo stesso si trasforma in un utopico sito dove l’Esule e il Perduto hanno una patria.

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FOTOGRAFIA © GODDFREEPHOTOS


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LA FRASE DEL GIORNO
Qualche volta parto anche in senso diverso, pensando: spesso si può ritornare
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PAUL CELAN, Lettera a Ingebor Bachmann




Paul Celan, nato Paul Antschel (Cernauți, 23 novembre 1920 – Parigi, 20 aprile 1970), poeta rumeno di origine ebraica, nato nel capoluogo della Bucovina settentrionale, oggi parte dell'Ucraina. Tormentato da crisi di angoscia, dopo numerosi ricoveri in cliniche psichiatriche, si uccise gettandosi nella Senna.


lunedì 24 febbraio 2020

Le lune del cuore


PAUL CELAN

SEMPRE E MAI

Di notte, quando l’amore come un pendolo
oscilla tra Sempre e Mai
la tua parola incrocia le lune del cuore
e il tuo occhio grigio e azzurro
dona alla terra lo sguardo del cielo.

Dal bosco lontano, nero
di sogno, ci arriva il vento
di ciò che è passato,
e quello che abbiamo dimenticato
ci gira intorno,
enorme
come sa esserlo solo
lo spettro di ciò che sarà.

Quello che ora si leva e discende
riguarda ciò che è più profondamente nascosto:
è così che il tempo – cieco come lo sguardo che ci offriamo –
ci bacia sulla bocca.


(da Papavero e memoria, 1952)

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È un pendolo particolare quello che il poeta rumeno di lingua tedesca Paul Celan definisce “tempo del cuore” in un’altra poesia, dedicata anch’essa a Ingebor Bachmann, poetessa con cui ebbe una breve relazione: è un tempo fatto di amore e di sogno, di desiderio e di appagamento, un tempo che travalica la convenzione e gira sui cardini del Sempre e del Mai.

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DIPINTO DI MARC CHAGALL

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LA FRASE DEL GIORNO
Quanto lontana o quanto vicina sei, Ingeborg? Dimmelo, così saprò se tu chiudi gli occhi, quando io adesso ti bacio.
PAUL CELAN, Lettera a Ingebor Bachmann




Paul Celan, nato Paul Antschel (Cernauți, 23 novembre 1920 – Parigi, 20 aprile 1970), poeta rumeno di origine ebraica, nato nel capoluogo della Bucovina settentrionale, oggi parte dell'Ucraina. Tormentato da crisi di angoscia, dopo numerosi ricoveri in cliniche psichiatriche, si uccise gettandosi nella Senna.


venerdì 21 febbraio 2020

Schizzando inchiostro


NINA CASSIAN

LI AMO

Poeti
i misteriosi,
gli schietti,
una scatola cranica per elmo,
per scudo un velo di cellofan,
poeti,
queste specie, queste seppie
che si difendono
schizzando inchiostro.

(da C’è modo e modo di sparire, Adelphi, 2013 – Trad. A.N. Bernacchia e O. Fatica)

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I poeti – dice la poetessa rumena Nina Cassian – sono alla fine come dei cavalieri erranti che vagano per le sconfinate lande del visibile alla ricerca dell’invisibile. La loro non è però una scelta, è un modo di vivere, una specie di missione: “Saggio tra i denti una sillaba di eternità / come se fosse una moneta dubbia. // Sono la scimmia condannata a scrivere”, come dice in un’altra poesia aggiungendosi alle celebri tre scimmie sagge della tradizione giapponese.


ILLUSTRAZIONE DI CHRISTIAN SCHLOE

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LA FRASE DEL GIORNO
La mia protesta linguistica / non ha potere. / Il nemico è analfabeta.
NINA CASSIAN




Nina Cassian, pseudonimo di Renée Annie Cassian-Mătăsaru (Galați, 27 novembre 1924 – New York, 15 aprile 2014), poetessa, scrittrice e traduttrice rumena. Esponente del Modernismo, nel 1985 si rifugiò negli Stati Uniti per sfuggire alla repressione del regime di Ceausescu, e lì rimase non solo a vivere, ma anche a scrivere poesie nella lingua del suo nuovo paese.