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giovedì 4 dicembre 2025

Oh, quelle nostre sere


HALLDIS MOREN VESAAS

SERE

Oh quelle nostre sere, sotto alberi carichi di foglie!
Noi, testimoni attenti della bellezza che si spiegava intorno.
Ai confini del cielo assolato le vette bruciavano ancora,
la città si spegneva, i flutti lambivano piano la riva
come in sogno, le barche eran voltate sulla sabbia,
i giardini chiudevano gli occhi, respirando in silenzio.

Come pioggia silente il buio calava e spegneva le ultime cime.
Il mondo scompariva nella sera, sconfinato e invisibile.
Nell’aria calda e scura le stelle crescevano basse.
Non vedevamo più i nostri visi e restavamo avvolti
nel buio come tutto il resto, pieni della stessa pace
– due anime mai furono tra loro più vicine!

Oh, quelle nostre sere! – che bella era la vita!
Immobili e senza parole lasciando scorrere tempo,
svegli insieme alle stelle, respirare a fondo la pace
di ciò che nel buio dorme chiedendosi beati:
Credi che la tua anima sia ora nella mia, vicini come siamo?
– Quelle nostre sere! dissolvevano quel che separa due anime tra loro.

(da Spiagge, 1933 - Traduzione di Sara Culeddu)

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L'intimità assoluta e silenziosa dell'empatia amorosa emerge dai versi della poetessa norvegese Halldis Moren Vesaas: il crepuscolo estivo si va trasformando lentamente in una sera di stelle, e in quell'atmosfera i due amanti silenziosi sentono la dolcezza del momento, la fusione stessa delle anime.

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RICHARD BLUNT, "PRENDITI CURA DEL MOMENTO"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Caro, mi sembra che il mio corpo / si avvicini al tuo, sempre di più, / come un albero nel bosco / che si piega verso un altro.
HALLDIS MOREN VESAAS

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330px-Halldis_Moren_VesaasHalldis Moren Vesaas (Trysil, 18 novembre 1907 – Oslo, 8 settembre 1995) poetessa, traduttrice e scrittrice per l’infanzia norvegese. Visse in una fattoria con il marito poeta Tarjei Vesaas e fu molto nota nel suo paese per le sue coraggiose posizioni sui diritti delle donne.


sabato 22 novembre 2025

La bianca pura neve


OLAV V. HAUGE

NEVE

Mi sono svegliato
e riluceva la mia stanza
del bianco
santuario.

Azzurro era il giorno.
La betulla fuori,
ramoscelli brinati sul
vetro del cielo.

La pernice soltanto
poteva calcare
la bianca
pura neve!

(da La terra azzurra, Crocetti, 2008 - Traduzione di Fulvio Ferrari)

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il poeta norvegese Olav V. Hauge ci immerge in un'atmosfera bianca: neve e brina sui rami in contrasto con l'azzurro del cielo. Tutta la purezza del giorno d'inverno dopo la fitta nevicata notturna può essere poeticamente colta solo dal bianco immacolato della pernice.

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FOTOGRAFIA © KIMBERLY ALLEN

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Cosa vuole questa luce strana? / Il giorno è sotto stelle bianche. / E i sogni germogliano sotto la luna.
OLAV V. HAUGE, La terra azzurra

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Olav Håkonson Hauge (Ulvik, 18 agosto 1908 – 23 maggio 1994), traduttore e poeta norvegese. Giardiniere, uomo di grande cultura, tradusse in lingua nynorsk Blake, Brecht, Celan, Hölderlin e Sylvia Plath. La sua è poesia modernista, che invade il territorio della poesia concreta.


sabato 22 febbraio 2025

Teneri rami


HALLDIS MOREN VESAAS

ALBERO NEL BOSCO

Caro, mi sembra che il mio corpo
si avvicini al tuo, sempre di più,
come un albero nel bosco
che si piega verso un altro.

Teneri rami ti si attorcigliano intorno,
le nostre chiome mescolano le loro foglie,
le radici, invisibili,
s'intrecciano amorose
profondamente nella terra e nella notte.

Che grande bosco! e noi che qui possiamo crescere insieme!
Siamo immobili:
sta passando una sera mite e solenne
attraverso il bosco.

Passa ondeggiando anche attraverso la nostra chioma
nel suo andare per la terra intera
scivola come una lenta carezza
lungo i nostri corpi.

Svegli respiriamo verso di lei.
Prende il nostro respiro come,
come una corrente nel suo mare?
Quella corrente si chiama allora: felicità.

- Il buio si infittisce sulla nostra chioma.
Notte in tutto il nostro bosco.
E la notte diventa sempre più vicina e lontana,
piena di stelle -

(da Nuove poesie d'amore, Crocetti, 2010 - Traduzione di Paola Carú e Ann-Magritt Sævold)

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L'analogia alberi/amanti appare spontanea nella poesia di Halldis Moren Vesaas. La poetessa norvegese già in Arpa e pugnale scriveva con un'intonazione naturale: "Tutto il tuo corpo emana odor di terra / – Tra le tue braccia me ne inebrio e scaldo, / affondo in te come un corpo nel fango / e una notte ancora dormo sul tuo petto". Qui l'amore diventa una forza che unisce i due amanti/alberi e li lega insieme profondamente.

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IMMAGINE © WALLPAPERCAVE

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Piantare un albero è aprire una strada / che conduca attraverso gli anni.
HALLDIS MOREN VESAAS, L'albero

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330px-Halldis_Moren_VesaasHalldis Moren Vesaas (Trysil, 18 novembre 1907 – Oslo, 8 settembre 1995) poetessa, traduttrice e scrittrice per l’infanzia norvegese. Visse in una fattoria con il marito poeta Tarjei Vesaas e fu molto nota nel suo paese per le sue coraggiose posizioni sui diritti delle donne.


venerdì 6 dicembre 2024

Piantare patate


OLAV H. HAUGE

OGNI GIORNO

Le grandi tempeste
le hai alle tue spalle.
Non domandavi un tempo
perché esistevi,
da dove venivi o dove stessi andando,
eri soltanto nella tempesta,
eri nel fuoco.
Ma si può anche vivere
nella vita d’ogni giorno,
il grigio calmo giorno,
piantare patate, rastrellare foglie
e raccogliere rametti,
ci sono tante cose a cui pensare al mondo,
a tutto non basta la vita di un uomo.
Dopo il lavoro puoi arrostire il maiale
e leggere poesie cinesi.
Il vecchio Laerte tagliava i rovi
e rincalzava il fico,
e lasciava gli eroi combattere a Troia.

(da La terra azzurra, Crocetti, 2008 - Traduzione di Fulvio Ferrari)

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Laerte, padre di Odisseo, e re di Itaca, prese parte alla spedizione degli Argonauti. Rientrato vittorioso dal viaggio con Giasone, si dedicò con grande abilità alla coltivazione della sua terra e alla cura dei suoi vigneti. Su questa vita tranquilla dopo le grandi battaglie o dopo le grandi tempeste dell'esistenza punta lo sguardo il poeta norvegese Olav H. Hauge: la serena quotidianità di chi si contenta.

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BRENDA LANEY, "CONTADINO NEL CAMPO"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Ogni uomo ha bisogno di trovare una vetta, una cima di montagna o un'isola remota di sua scelta, che possa raggiungere con le sue forze, da solo e nel momento più opportuno.
OLAV H. HAUGE

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Olav Håkonson Hauge (Ulvik, 18 agosto 1908 – 23 maggio 1994), traduttore e poeta norvegese. Giardiniere, uomo di grande cultura, tradusse in lingua nynorsk Blake, Brecht, Celan, Hölderlin e Sylvia Plath. La sua è poesia modernista, che invade il territorio della poesia concreta.


martedì 17 settembre 2024

Il grande melo


OLAV H. HAUGE

HO TAGLIATO IL GRANDE MELO

Ho tagliato il grande melo
davanti alla finestra.
Mi bloccava la vista, questo era un motivo,
anche d'estate la stanza era buia,
e poi al mercato della frutta non volevano
più le sue mele.
Ho pensato a cosa avrebbe detto mio padre,
gli piaceva quel melo.
Ma l'ho tagliato.
Tutto è diventato più luminoso,
posso vedere tutto il fiordo
e seguire meglio ciò che accade
in tutte le direzioni,
la casa ora è più visibile,
è meglio esposta.
Non voglio ammetterlo,
ma mi manca il melo.
Non è più come prima.
Ci proteggeva dal vento
e ci dava buona ombra,
il sole filtrava tra i rami fino al tavolo,
e la notte mi sdraiavo
ad ascoltare il fruscio del fogliame.
E le mele,
non esistono mele migliori in primavera,
hanno un sapore così aromatico .
Mi fa male ogni volta che vedo il ceppo,
quando sarà marcito lo scaverò dal terreno
e lo taglierò per farne legna da ardere.

(da Chiedi al vento, 1971)

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Abbiamo visto la poetessa statunitense Mary Oliver compiere la scelta contraria: evitare di tagliare il noce nero davanti casa in nome dei ricordi della famiglia e dell'affetto per il vecchio albero. Il poeta norvegese Olav H. Hauge invece quell'albero avito - un melo - lo taglia e per metà della poesia sembra convincersi di aver fatto la scelta giusta valutando i "pro". Ma, ahimè, ci sono anche i "contro" e sono proprio questi a lasciare infine un amaro e doloroso rimpianto.

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GINETTE CALLAWAY, "ALBERO DI MELE"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Gli alberi sono le colonne del mondo, quando gli ultimi alberi saranno stati tagliati, il cielo cadrà sopra di noi
PROVERBIO DEI NATIVI AMERICANI

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Olav Håkonson Hauge (Ulvik, 18 agosto 1908 – 23 maggio 1994), traduttore e poeta norvegese. Giardiniere, uomo di grande cultura, tradusse in lingua nynorsk Blake, Brecht, Celan, Hölderlin e Sylvia Plath. La sua è poesia modernista, che invade il territorio della poesia concreta.


giovedì 8 agosto 2024

Piccole preziose pietre


JAN ERIK VOLD

I TUOI OCCHI

I tuoi occhi
piccole preziose pietre
trovate su una spiaggia

da scrutare
meravigliato
come un bimbo

giocarci un attimo
e poi
gettarle via

(da Fra specchio e specchio, 1965 - Traduzione di Bruno Berni)

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Prima di passare nel 1968 alla poesia sperimentale, addirittura provocatoria e insensata, il poeta norvegese Jan Erik Vold scrisse quattro raccolte capaci di esprimere in modo concreto le immagini interiori, come in questa lode alla bellezza degli occhi dell'amata, "l'intimo bagliore di un paio di occhi scintillanti"..

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RAFAL OLBINSKI, "COMPLESSITÀ DEL MOVIMENTO"

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  LA FRASE DEL GIORNO   

Ci sono intere vene di diamanti nei tuoi occhi, / che potrebbero fornire corone per tutte le regine della terra.
PHILIP JAMES BAILEY, Festus

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Jan Erik Vold (Oslo, 18 ottobre 1939), poeta lirico, cantautore jazz e traduttore norvegese. Membro fondamentale della cosiddetta "generazione Profil", il circolo legato alla omonima rivista letteraria, ha contribuito notevolmente al rinnovamento della poesia norvegese diffondendo l'imagismo e la poesia concreta.


mercoledì 12 giugno 2024

Un riflesso


OLAV H. HAUGE

NON VENIRE DA ME CON TUTTA LA VERITÀ

Non venire da me con tutta la verità,
non portarmi il mare se ho sete,
non darmi il cielo, quando chiedo la luce,
ma un riflesso, rugiada, pulviscolo,
come gli uccelli portano gocce d’acqua
e il vento un granello di sale.

(da Sulla collina dell'aquila, 1961)

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Possedere tutto o capire tutto non è possibile. Ma da piccoli segni, da pochi particolari si può ricostruire il mondo e il suo significato: è in fondo l'essenza stessa della poesia quella che registra il poeta norvegese Olav H. Hauge in questi versi dall'afflato metafisico. A sedurci è la ricerca del vero, è il desiderio di comprendere, e il fascino del mistero è fondamentale per la nostra esplorazione del vivere.

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RAFAL OLBINSKI, "SPERANZA"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

E non segni la strada, / nemmeno tu. / E il vento cancella le tue impronte /sulla montagna deserta.
OLAV H. HAUGE, La terra azzurra




Olav Håkonson Hauge (Ulvik, 18 agosto 1908 – 23 maggio 1994), traduttore e poeta norvegese. Giardiniere, uomo di grande cultura, tradusse in lingua nynorsk Blake, Brecht, Celan, Hölderlin e Sylvia Plath. La sua è poesia modernista, che invade il territorio della poesia concreta.


martedì 16 gennaio 2024

Come la luna e le stelle


GUNVOR HOFMO

LA NEVE DIFENDE LA PROPRIA SOLITUDINE

La neve difende la propria solitudine
non vuole finestre illuminate
accanto a sé
solo lei deve risplendere.
Non vuole impronte umane
su di sé
solo cani, gatti, volpi
e cornacchie devono lasciare impronte
essi hanno il suo stesso silenzio
dentro di loro
come la luna e le stelle.

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La neve assume il ruolo di elemento naturale in questi versi della poetessa norvegese Gunvor Hofmo: il suo silenzio ovattato cancella ogni cosa esterna, la presenza umana in primis, che potrebbe solo ferirla, a differenza delle impronte degli animali: “Una cornacchia che vola. Tutta per sé, per gli alberi immobili nella neve. Per l’attimo presente del mio occhio, un segno della mia amara certezza che niente ha fine, che l’eternità nasce e muore in una danza circolare di forme scure”.

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FOTOGRAFIA © KINKATE/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La neve fornisce carta da lettere all'intero paesaggio.
RAMÓN GÓMEZ DE LA SERNA, Totale delle greguerías

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Gunvor Hofmo (Oslo, 30 giugno 1921 – 17 ottobre 1995), scrittrice e poetessa modernista norvegese. Nel periodo 1954-1975 fu ricoverata più volte in un ospedale psichiatrico.  Nelle sue poesie successive, le sofferenze della guerra, il dolore per la perdita dell’amata Ruth, il senso di colpa e la vita ospedaliera sono temi ricorrenti.


giovedì 23 febbraio 2023

La tua parola segreta


ELDRID LUNDEN

DEVI DECIDERE

Devi decidere ora
se vuoi parlare
O preferisci lasciare che sia il linguaggio
a esprimere chi sei.

La tua parola segreta
non è più segreta
appartiene a tutti noi.

(da Ricognizione, 1982)

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"Che sia il linguaggio a esprimere chi sei": come nota la poetessa norvegese Eldrid Lunden, è questa l'arte di chi scrive, lasciare che il proprio io trabocchi sulla pagina. Anche quando parla d'altri - non a caso Flaubert andava ripetendo che "la Bovary c'est moi". Scrivere dunque significa rivelare il proprio intimo,  senza mantenerne i segreti.

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ROBIN WETHE ALTMAN, "DONNA ALLO SCRITTOIO"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Creo il mondo / quando parlo con il mio vicino / e quando scrivo una poesia.
ELDRID LUNDEN




Eldrid Lunden (Naustdal, 5 ottobre 1940) poetessa norvegese di lingua nynorsk. Laureata in Filologia, per molti anni è stata docente di scrittura ed esponente di spicco della rivista Profil; è considerata uno dei poeti più importanti della Norvegia all'interno del modernismo.


giovedì 15 dicembre 2022

Nuove lavagne


OLAV H. HAUGE

DISEGNO

Fosco giorno d’autunno, nevischio.
Un morbido grigio disegno,
tracciato come in un sogno.
I pini han raccolto cotone di cielo
e infilato i fiocchi tra i capelli,
e le betulle tendono i rami sottili
delicatamente, delicatamente…
Su pozze ghiacciate scrivono gli uccelli
su nuove lavagne.

(da La terra azzurra, Crocetti, 2008 – Traduzione di Fulvio Ferrari)

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"Non darmi tutta la verità, / non darmi l'oceano se ho sete,  / non darmi il cielo se chiedo luce, / ma dammi un luccichio, una goccia di rugiada, una briciola / come gli uccelli portano una goccia d'acqua / e il vento un grano di sale": basta poco al poeta norvegese Olav H. Hauge, basta addentrarsi nel meraviglioso paesaggio scandinavo per ritrovare la spiritualità di cui ha bisogno, come dentro "le capanne di foglie / che costruivamo / quando eravamo piccoli: / infilarcisi dentro,  sedersi / e ascoltare la pioggia, / sapersi soli nella natura, / sentire le gocce sul naso / e tra i capelli".

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FOTOGRAFIA © COULEUR/PIXNIO

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Se riesci a comporre un verso / che soddisfa un contadino / devi esserne contento.
OLAV H. HAUGE

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Olav Håkonson Hauge (Ulvik, 18 agosto 1908 – 23 maggio 1994), traduttore e poeta norvegese. Giardiniere, uomo di grande cultura, tradusse in lingua nynorsk Blake, Brecht, Celan, Hölderlin e Sylvia Plath. La sua è poesia modernista, che invade il territorio della poesia concreta.


sabato 26 novembre 2022

Querce nel sole d’autunno


OLAV H. HAUGE

LA TERRA AZZURRA

Qui sono al sicuro, qui ci sono querce intorno ai muri,
qui scintilla lo stretto tra monti corrosi dal mare.
Se me ne sto in piedi alla finestra
le querce immense hanno
una profonda tonalità oleosa
come un dipinto antico,
sul cielo di smalto azzurro
nubi ritardatarie
si rincorrono dal mare.
Querce nel sole d’autunno!
Terra azzurra, terra di monti, terra di mare
ed ere alle mie spalle
in una festa di colori
e ardore.

Oggi ci sono freddo e fiocchi di neve nell’aria,
i rami nudi si protendono come artigli
verso il caldo e l’ultimo ozono.
Mi inoltro nella terra azzurra
sotto le foglie che cadono.
E un giorno sarà spoglio Yggdrasil.

(da La terra azzurra, Crocetti, 2008 - Traduzione di Fulvio Ferrari)

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Il poeta norvegese Olav H. Hauge va alla ricerca di spazi luminosi: la sua mente irrequieta, il suo cuore turbato cercano la spiritualità attraverso la  sterminata bellezza della natura. La poesia nasce dalla necessità di conoscere, dalla volontà  di vivere in armonia con il mondo naturale: Yggdrasil è l'albero della vita nella mitologia norrena.

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FOTOGRAFIA © OLE HENRIK SKJELSTAD/500PX

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Getta via la tua oscurità e sarai ricco.
OLAV H. HAUGE, La terra azzurra

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Olav Håkonson Hauge (Ulvik, 18 agosto 1908 – 23 maggio 1994), traduttore e poeta norvegese. Giardiniere, uomo di grande cultura, tradusse in lingua nynorsk Blake, Brecht, Celan, Hölderlin e Sylvia Plath. La sua è poesia modernista, che invade il territorio della poesia concreta.


domenica 27 febbraio 2022

Dopo la neve


OLAV H. HAUGE

POMERIGGIO DI NEVE

Getta via la tua oscurità e sarai ricco.
Come una sera dopo la neve.
Il campo è ricco, e la brughiera,
ovunque aghi di pino,
e le case sono ricche, sicure
per la vita e il calore.
La terra addormentata conosce
il proprio splendore.
Le sopracciglia brinate del cielo
sono piene di stelle

(da La terra azzurra, Crocetti, 2008 - Traduzione di Fulvio Ferrari)

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“L’oceano / in un mattino azzurro / può aprirsi / al cielo e alla solitudine. / Guarda, l’oceano scintilla, / anch’io ho stelle / e azzurre profondità”: c’è un invito all’elevazione talora nei versi del poeta norvegese Olav H. Hauge, probabilmente derivati dall’assidua lettura delle poesie cinesi e dalla natura frequentata quotidianamente – Hauge era giardiniere nel proprio frutteto. Così, esorta ad aprire l’animo davanti al bianco della neve.

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FOTOGRAFIA © WALLPAPERS4U

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LA FRASE DEL GIORNO
Costruisci una casa per la tua anima / e vaghi fiera / alla luce delle stelle / con la casa  sul dorso / come una chiocciola.
OLAV H. HAUGE, Sotto la rupe




Olav Håkonson Hauge (Ulvik, 18 agosto 1908 – 23 maggio 1994), traduttore e poeta norvegese. Giardiniere, uomo di grande cultura, tradusse in lingua nynorsk Blake, Brecht, Celan, Hölderlin e Sylvia Plath. La sua è poesia modernista, che invade il territorio della poesia concreta.


martedì 18 gennaio 2022

Stelle bianche


OLAV H. HAUGE

GIORNATA D’INVERNO

Cosa vuole questa luce strana?
Il giorno è sotto stelle bianche.
E i sogni germogliano sotto la luna.

La montagna ha parole racchiuse dentro di sé
ma il petto è rigido e la barba gelata.
Il fiume risponde con brevi riflessi, si apre per un attimo breve,
e i pini offrono un po’ di resina.
Il regalo scuote la neve
e il cavallo freme con il muso coperto di brina.
La legna spreme fuori una crosta di grasso gelato,
e il ghiaccio divora il taglio della scure.

Ma ora la vetta manda in mille pezzi il disco del sole, torce
il suo sguardo furtivo verso un mondo lontano.
Gli alti abeti candele sulle creste dei monti si spengono,
e gli alberi si acquietano nel bosco per la notte.
Il fiume sospira nella gola, condensa in ghiaccio la nostalgia di mare,
e le pietre dormono sotto la neve con sogni verdi nel cuore.

(da La terra azzurra, Crocetti, 2008 - Traduzione di Fulvio Ferrari)

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È pieno inverno nei versi del poeta modernista norvegese Olav H. Hauge, l’inverno nordico del fiordo di Vestland, fatto di neve e di ghiaccio, di riflessi accecanti nel giorno brevissimo pronti a precipitare nel buio. Restano i sogni del disgelo e della primavera, congelati anch’essi nel ritmo lento dell’attesa.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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LA FRASE DEL GIORNO
La terra addormentata conosce / il proprio splendore.
OLAV H. HAUGE, La terra azzurra




Olav Håkonson Hauge (Ulvik, 18 agosto 1908 – 23 maggio 1994), traduttore e poeta norvegese. Giardiniere, uomo di grande cultura, tradusse in lingua nynorsk Blake, Brecht, Celan, Hölderlin e Sylvia Plath. La sua è poesia modernista, che invade il territorio della poesia concreta.


martedì 18 maggio 2021

Tutto ciò che hai sognato


ASTRID TOLLEFSEN

IL SOGNO

Se ancora desideri incontrare
chi non hai mai conosciuto
puoi aspettare un’ora qui
al confine.

La sera è fredda
E la notte si fa buia.
Di qui passano tutti,
e se anche camminano
con il capo piegato,
devono alzarlo alla luce violenta
delle lanterne delle guardie di frontiera.

E quando lo sconosciuto giunge,
tu vuoi riconoscerne il volto
dalla sua stanchezza e dalla sua forza,
tu vuoi riconoscerne le mani
dal modo in cui esse si congiungono l’una nell’altra
dal modo in cui esse si modellano ad una coppa
al fine di porgerti ciò
di cui tu sei assetato.

Tu non vuoi poter gridare,
tu non vuoi poter bere,
ma soltanto sapere
che tutto ciò che hai sognato è vero.

(da L’altro sguardo - Antologia delle poetesse del ‘900, Mondadori, 1996 – Traduzione di Renzo Pavese)

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Una scena che per ambientazione ricorda L’urlo di Edvard Munch: una sera fredda, un territorio di confine, il buio che scende dopo il tramonto. La poetessa Astrid Tollefsen, norvegese come il pittore, è all’interno di questa atmosfera, in un sogno dove passa molta gente, in attesa che infine giunga lo sconosciuto che possa cambiarle la vita.

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CRISTOPHER THOMPSON, "FUMATORE"

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LA FRASE DEL GIORNO
Gli attimi segreti / ci profumano accanto / sia presto che tardi / nel giorno, / gli attimi segreti / alzano i loro visi verso noi / sia presto che tardi /nella vita.
ASTRID TOLLEFSEN, Ogni giorno è con noi




Astrid Wictoria Tollefsen (Horten, 11 dicembre 1897 – 9 ottobre 1973), poetessa norvegese. Debuttò con i suoi versi modernisti nel 1947 con la raccolta Ritratto allo specchio. Nel 1967 fu insignita del Premio della Critica Norvegese per la raccolta Eventi.


lunedì 11 novembre 2019

La casa sul dorso


OLAV H. HAUGE

CONCHIGLIA

Costruisci una casa per la tua anima
e vaghi fiera
alla luce delle stelle
con la casa sul dorso
come una chiocciola.
quando si avvicina il pericolo
ti infili dentro
e sei al sicuro
dentro la tua dura
conchiglia.

E quando non ci sei più
la casa
sopravvive,
testimonianza
della bellezza della tua anima.
e il mare della tua solitudine
vi canterà
nell'intimo
.


(da Sotto la rupe, 1951)

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Non è solo la conchiglia a “costruire una casa per la tua anima” e a lasciare in questo modo una traccia di sé, del suo transito terreno: dietro le parole del poeta norvegese Olav H. Hauge c’è la vita stessa di ogni uomo e di ogni donna, di ogni essere umano che lascia testimonianza della sua esistenza sotto forma di memoria, che sia ricordo o poesia, che sia arte o una casa. Tutti noi costruiamo ogni giorno questa conchiglia.

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JAI JOHNSON, “CONCHIGLIA”

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LA FRASE DEL GIORNO
Guarda, l’oceano scintilla, / anch’io ho stelle / e azzurre profondità.
OLAV H. HAUGE, Sotto la rupe




Olav Håkonson Hauge (Ulvik, 18 agosto 1908 – 23 maggio 1994), traduttore e poeta norvegese. Giardiniere, uomo di grande cultura, tradusse in lingua nynorsk Blake, Brecht, Celan, Hölderlin e Sylvia Plath. La sua è poesia modernista, che invade il territorio della poesia concreta.


sabato 26 ottobre 2019

Immenso e grigio


OLAV H. HAUGE

OCEANO

Questo è l’oceano.
Immenso e grigio,
la gravita stessa.
Come la mente
che nei momenti di solitudine
apre all’improvviso
i suoi volubili pensieri
alle segrete profondità -
così l’oceano
in un mattino azzurro
può aprirsi
al cielo e alla solitudine.
Guarda, l’oceano scintilla,
anch’io ho stelle
e azzurre profondità
.

(da Sotto la rupe, 1951)

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L’oceano come la mente umana: una bella analogia scelta dal poeta modernista norvegese Olav H. Hauge per esprimere le volubilità dell’animo umano, che talora scintilla di riflessi come la superficie di quelle acque marine e talora si trova immerso nelle buie profondità.

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PETER SEMINCK, "WAITING FOR BONNIE"


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LA FRASE DEL GIORNO
Non portare l’oceano se ho sete, né il paradiso se chiedo luce. Porta un consiglio, un po’ di rugiada, una particella, come gli uccelli portano solo qualche goccia d’acqua e il vento un granello di sale.
OLAV H. HAUGE




Olav Håkonson Hauge (Ulvik, 18 agosto 1908 – 23 maggio 1994), traduttore e poeta norvegese. Giardiniere, uomo di grande cultura, tradusse in lingua nynorsk Blake, Brecht, Celan, Hölderlin e Sylvia Plath. La sua è poesia modernista, che invade il territorio della poesia concreta.


giovedì 16 maggio 2019

La strada


OLAV H. HAUGE

LA TUA STRADA

Nessuno ha segnato la strada
che tu devi percorrere
verso l’ignoto,
verso l’incerto.

Questa è la tua strada.
Solo tu
puoi percorrerla. E non
puoi tornare indietro.

E non segni la strada,
nemmeno tu.
E il vento cancella le tue impronte
sulla montagna deserta.


(da La terra azzurra, Crocetti, 2008 – Traduzione di Fulvio Ferrari)

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Il percorso di vita appare talvolta ineluttabile, impossibile è modificarne il corso con le proprie forze, con le proprie scelte. Addirittura, anche le scelte che compiamo sembrano esse stesse segnate in anticipo, previste. Non ci resta che accettare questo fatalismo, questo determinismo – ci suggerisce il poeta norvegese Olav H. Hauge – e continuare la nostra strada cercando di percorrerla al meglio.

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DAVID POTT, “UOMO CHE CAMMINA LUNGO LA SPIAGGIA (STUDIO)”

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LA FRASE DEL GIORNO
Devi scalare la montagna se devi attraversarla.
OLAV H. HAUGE




Olav Håkonson Hauge (Ulvik, 18 agosto 1908 – 23 maggio 1994), traduttore e poeta norvegese. Giardiniere, uomo di grande cultura, tradusse in lingua nynorsk Blake, Brecht, Celan, Hölderlin e Sylvia Plath. La sua è poesia modernista, che invade il territorio della poesia concreta.


venerdì 29 marzo 2019

La mia amata


INGER HAGERUP

LA MIA AMATA

La mia amata è rincasata tardi ieri
con bianchi fiocchi di neve nei capelli.


La mia amata non è mia.
Di un altro è il suo cuore.


La mia amata, anche lei, è stata ingannata.
Stanotte piangeva amara


nel sonno quando mi ha detto:
Amore mio, io ti amo.


(da Videre, 1945)

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Nel suo modernismo tradizionalista la poetessa norvegese Inger Hagerup rende semplici e comprensibili a tutti le sue poesie, in maniera diretta. Come in questi versi, nei quali descrive la sensibilità di una relazione amorosa in cui l’oggetto d’amore si strugge per un altro.

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FOTOGRAFIA © SLIDEHD

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LA FRASE DEL GIORNO
Due lingue hanno il mio cuore. Due volontà hanno la mia mente. Ti amo per sempre e non sarò mai tua.
INGER HAGERUP




Inger_HagerupInger Johanne Hagerup, nata Halsør (Bergen, 12 aprile 1905 – 6 febbraio 1985), poetessa e scrittrice norvegese. Fu autrice di letteratura per l'infanzia e di piéce teatrali radiofoniche. Modernista, è considerata tra i maggiori poeti norvegesi del ‘900.

lunedì 11 marzo 2019

Che la poesia germogli


HANS BØRLI

AFFIDA LA TUA ANIMA

Affida la tua anima al vento
lascia che i tuoi cavalli da tiro pascolino
nel campo senza arare
mentre gli uccelli del cielo beccano
le tue preziosi sementi. Allora
forse accadrà che
la Poesia germogli nella tua vita
come gli spinosi e violetti
fiori di cardo.

(da Dagen er et brev, 1981)

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Poesia è lasciarsi andare, abbandonare le preoccupazioni immanenti che ci legano al suolo e affidarci liberi e leggeri alle sue brezze: così canta – un po’ come il Thoreau di Walden ovvero vita nei boschi – il poeta norvegese Hans Børli, che del resto svolse per tutta la vita il lavoro di taglialegna.

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DISEGNO DI JEAN-MICHEL FOLON

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LA FRASE DEL GIORNO
La tua umile luce il fuoco della tua mente ti acceca: se cammini con una lanterna nel buio non puoi vedere le stelle.
HANS BØRLI




Hans Børli (Ejdskog, 8 dicembre 1918 – 26 agosto 1989) poeta e scrittore norvegese, lavorò per tutta la vita come boscaiolo. I suoi scritti sono una miscela caratteristica di forma tradizionale e libera, romanticismo e realismo, perversione, serietà, consapevolezza sociale e ricerca religiosa.


sabato 27 ottobre 2018

Piccola?


INGER HAGERUP

LA FORMICA


Piccola?
Io?
Niente affatto.
Ho la dimensione perfetta.
Mi adatto perfettamente
in lungo e in largo
e dall'alto in basso.
Tu forse sei più grande
di te stesso?


(da Così strano, 1971)
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La poetessa norvegese Inger Hagerup dà il meglio di sé nella poesia per l’infanzia: tanto è formale e tradizionalista nella sua opera classica quanto all’avanguardia nelle sue liriche per i bambini, come in questa dedicata alla formica e alle sue minute dimensioni.
.Formica
IMMAGINE © FACT FILE
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LA FRASE DEL GIORNO

La prova principale della vera grandezza di un uomo è la sua percezione della propria piccolezza.
ARTHUR CONAN DOYLE, Il segno dei quattro




Inger_HagerupInger Johanne Hagerup, nata Halsør (Bergen, 12 aprile 1905 – 6 febbraio 1985), poetessa e scrittrice norvegese. Fu autrice di letteratura per l'infanzia e di piéce teatrali radiofoniche. È considerata tra i maggiori poeti norvegesi del ‘900.