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martedì 17 gennaio 2023

Il giacinto


VILBORG DAGBJARTSDÓTTIR

CANZONI D’INVERNO, II

Come un raggio di sole
come il ricordo di un piacevole giorno d'estate
è il giacinto che mi hai mandato.
Il viola è il colore della Quaresima
ho pensato quando l'ho messo sul comodino
e quando ho spento la luce
il suo profumo riempiva l'oscurità
dominando la tempesta fuori
come se fosse un tema delicato
in una potente sinfonia.

(da Candelora, 1971)

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Il profumo intenso di un giacinto avuto in dono riempie la stanza della poetessa islandese Vilborg Dagbjartsdóttir: è una presenza che coinvolge tutti i sensi, sa parlare alla vista con il suo colore acceso e all'olfatto con la sua intensa fragranza, sa evocare la figura del donatore e diventare addirittura quasi suono nella tempesta  che infuria.

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FOTOGRAFIA © JILL WELLINGTON/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Freddo e buio / oscurità fredda e bufera di neve / la sonnolenza invernale prende il sopravvento / pesante come la neve sul tetto.
VILBORG DAGBJARTSDÓTTIR, Candelora




Vilborg Dagbjartsdóttir (Vestdalseyri, 18 luglio 1930 - Reykjavík, 16 settembre 2021), poetessa modernista islandese. La sua poesia, che coniuga realismo e immaginario romantico, si occupa principalmente della ricerca di se stessi e della lotta per sopraffare la propria solitudine.


sabato 28 gennaio 2017

Le mie orme

 

VILBORG DAGBJARTSDÓTTIR

CANZONI D'INVERNO, III

Ha nevicato stanotte
e adesso sono sotto gli occhi di tutti
nella neve fresca
le mie orme
dalla mia porta
alla tua casa.

(da Candelora, 1971)

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Vilborg Dagbjartsdóttir, poetessa modernista islandese coniuga realismo e immaginario romantico: così, in questi versi che hanno il sapore quasi di un tanka giapponese, il manto della neve fresca viene a svelare un segreto, quello della relazione amorosa. È un dato di fatto che non c’è motivo di nascondere, complice il fenomeno atmosferico: anzi, la femminista Vilborg sembra quasi sorridere di questa evidenza.

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Orme

FOTOGRAFIA © ZASTAVKI

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LA FRASE DEL GIORNO
Prima di amare, impara a camminare sulla neve senza lasciare impronte.
PROVERBIO TURCO




Vilborg Dagbjartsdóttir (Vestdalseyri, 18 luglio 1930), poetessa modernista islandese. La sua poesia, che coniuga realismo e immaginario romantico, si occupa principalmente della ricerca di se stessi e della lotta per sopraffare la propria solitudine.


sabato 21 gennaio 2017

Centenario di Jón úr Vör

 

Il poeta islandese Jón úr Vör (pseudonimo di Jón Jónsson) nasceva il 21 gennaio 1917 a Patreksfjörður. Poverissimo, in una famiglia con 15 figli, fu dato in affidamento a una coppia di fattori. Dopo aver lavorato nella costruzione di strade, trascorse la sua vita come bibliotecario, redattore radiofonico ed editore. Nel 1946 generò un aspro dibattito in Islanda il suo abbandono – influenzato da anni trascorsi in Svezia e Svizzera - delle forme metriche tradizionali e delle rime, che con il poema ciclico “Il villaggio” diede origine alla corrente modernista dei “poeti atomici”. Morì nel 2000.

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Jon ur Vor

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PIENO INVERNO

Ho creduto che invischiassero
rose rosse e bianche
e l'aria profumava dolce
in pieno inverno.
Colei che amavo
camminava verso me.

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TRANQUILLA E SILENZIOSA

Tranquilla candela la luce
nella mano bianca del candelabro,
dolce e in silenzio il sole attraversa
le terre in penombra.

Tante chiacchiere
non cancelleranno la miseria del mondo.

Tranquillo e silenzioso nella terra
il grano diventa pane.

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CIOTTOLI

Ricorda
queste parole minuscole
piccole
pupille levigate dalle onde
della fredda eternità

Mettile una a una
sotto la radice della lingua,
per trovare finalmente
quella
che si scioglie sulle tue labbra
e diventa poesia.

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LA FRASE DEL GIORNO
Ti sei costruito una prigione / con queste parole spogliate di senso. / Non esci più. // Ogni notte tu sogni / che la parola chiave si mormori / attraverso il muro – / e allora ti svegli.
JÓN ÚR VÖR




Jón úr Vör, pseudonimo di Jón Jónsson (Patreksfjörður, 21 gennaio 1917 -  Kópavogur, 4 marzo 2000), scrittore, editore e libraio islandese. Ruppe con la forma tradizionale della poesia. importando il Modernismo in Islanda. Si trattava di poesie non rilegate, che all'epoca vennero chiamate "poesie atomiche" e suscitarono grande scalpore. 


sabato 20 febbraio 2016

Una prigione

 

JÓN ÚR VÖR

PAROLA CHIAVE

Ti sei costruito una prigione
con queste parole spogliate di senso.
Non esci più.

Ogni notte tu sogni
che la parola chiave si mormori
attraverso il muro -

e allora ti svegli.

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Chi sono i poeti atomici? Sono un movimento di modernisti islandesi che secondo i detrattori volevano distruggere la poesia (“cattivi poeti e persone ancor meno simpatiche” li definì il Premio Nobel Halldór Laxness), secondo loro stessi invece volevano “destrutturare” la poesia: ecco allora l’ansia della parola chiave capace di aprire un mondo sognata da Jón úr Vör. Comunque la si guardi, i poeti atomici riuscirono a svecchiare la poesia islandese, introducendovi le libertà formali.

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Dodington

JESSIE DODINGTON, “UNDER STAR STICKERS”

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LA FRASE DEL GIORNO
La parola è impotente, la parola non riuscirà mai a dare il segreto che è in noi, mai. Lo avvicina.
GIUSEPPE UNGARETTI




Jón úr Vör, pseudonimo di Jón Jónsson (Patreksfjörður, 21 gennaio 1917 -  Kópavogur, 4 marzo 2000), scrittore, editore e libraio islandese. Ruppe con la forma tradizionale della poesia. importando il Modernismo in Islanda. Si trattava di poesie non rilegate, che all'epoca vennero chiamate "poesie atomiche" e suscitarono grande scalpore. 


giovedì 11 febbraio 2016

Io ti cerco


STEINN STEINARR

IO TI CERCO


Io ti cerco, tu cerchi un altro,
e infine si perde il nostro desiderio
nella distanza nelle giornate grigie
e non vede una via verso la stessa meta.

Oh, tu ed io, che non ci siamo mai incontrati,
il mio cuore è stanco di cos’era ed è.
Tu non mi desideri, e mi hai avuto per caso,
io non ho potuto averti, e ti ho persa.


(da Poesia, n.300, Gennaio 2015 - Traduzione di Silvia Cosimini)
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Steinn Steinarr è considerato il più importante poeta modernista islandese: tuttavia – e come avrebbe potuto essere altrimenti? – la sua poetica non poteva non risentire della tradizione letteraria di quel paese isolato: le grandi saghe nordiche, la mitologia norrena. Anche questa storia d’amore narrata da Steinarr, pur nella sua modernità, assume il fascino di certe leggende medievali.

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Solitudine
FOTOGRAFIA © PINTEREST
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LA FRASE DEL GIORNO
L’amore è masochista. Così dice l’esperienza, così canta tutta la grande poesia d’amore.
MASSIMO FINI, Dizionario erotico




Steinn Steinarr, pseudonimo di Aðalsteinn Kristmundsson (Laugaland, 13 ottobre 1908 – Reykjavík, 25 maggio 1958), poeta islandese. Considerato uno dei maggiori poeti islandesi, ha introdotto il modernismo nell'isola, pur scrivendo anche poesie tradizionali.  Il suo tema preferito è la lotta dell'eterno solitario contro la tirannia radicata nel potere corrotto.

lunedì 7 settembre 2015

Il vento della sera

 

VILBORG DAGBJARDSDÓTTIR

DESIDERIO

Più profondo della verità
nell’immaginazione
è il tuo ricordo
e il tuo amore
È come il profumo del vento della sera:

Quando i miei sensi lo percepiscono
quasi non oso respirare

(da Laufið á trjánum [Le foglie della sera], 1960)

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La scrittrice islandese Vilborg Dagbjartsdóttir, fu una delle prime donne a scrivere poesie moderniste in un paese isolato, molto legato alla tradizione anche nei versi, traduttrice, autrice di testi per bambini, pedagogista, femminista. Gran parte della sua poesia si occupa però della ricerca di se stessi e della lotta per sopraffare la propria solitudine: il vento della sera, qui a rappresentare l’amore, l’Altro, è l’emblema di questa condizione, è il desiderio che nell’immaginazione viene a colmare il vuoto.

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Munch

EDWARD MUNCH, “MORGEN”

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LA FRASE DEL GIORNO
Sei il desiderio del giorno / e io una notte infinita. / Il mio sangue ti cerca / come la terra.
DHABIYA KHAMIS




Vilborg Dagbjartsdóttir (Vestdalseyri, 18 luglio 1930), poetessa modernista islandese. La sua poesia, che coniuga realismo e immaginario romantico, si occupa principalmente della ricerca di se stessi e della lotta per sopraffare la propria solitudine.


domenica 7 aprile 2013

La poesia è una nave

 

ÁRNI IBSEN

LA POESIA È…

“…la lingua è la sua vela.”
Michael Palmer

…La poesia è una nave, la lingua
è la sua vela, una lunga scia
di schiuma sulla quiete della casa;

il centro della sua calma
un pezzo di vetro rotto che metto
davanti all’occhio…

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Come dice il poeta e drammaturgo islandese Árni Ibsen, la poesia consente di navigare, di andare per mari tranquilli o procellosi, di approdare in terre lontane o sconosciute, in lande addirittura fantastiche, come l’Uqbar inventata da Borges, evocate magari da un puntino su quel pezzo di vetro  posto davanti agli occhi – anzi a un occhio solo, come chi guardi da un cannocchiale per vedere più lontano – quel pezzo di vetro che altro non è se non un modo differente per osservare la realtà, la poesia, appunto…

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Seducteur

RENÉ MAGRITTE, “LE SEDUCTEUR”

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LA FRASE DEL GIORNO
Cos'è la poesia? Non è la realtà, ma più della realtà… Non è un sogno, ma sognare da svegli.
AUGUST STRINDBERG, Il sogno




Árni Ibsen (Stykkishólmi, 17 maggio 1948 - Reykjavík, 21 agosto 2007), poeta ed editore islandese. Ha pubblicato diversi libri di poesie, tra cui Vort skarðar lív , Úr hnefa e A Different Silence, un'ampia selezione bilingue.  È stato editore del catalogo teatrale di Þjóðleichús per 15 anni e di Teatro in Islanda per 12 anni.