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lunedì 25 ottobre 2010

In alcuni mondi


LARS GUSTAFSSON

SULLA RICCHEZZA DEI MONDI ABITATI


In alcuni mondi è stata confermata
la supposizione di Riemann sui numeri primi

In alcuni mondi si ottengono
da antichissimi funghi ampie confessioni

In qualche mondo il profondo buio è
illuminato da meravigliose pietre parlanti

In parecchi mondi l'estate dura
un secolo e chi ha la sfortuna

di nascere nel secolo invernale
passa la vita in sonno

appeso nella parte impellicciata di
bozzoli color grigio chiaro

In alcuni mondi anche questa poesia è
già stata scritta da innumerevoli poeti.


(da En tid i Xanadu, 2002 – Trad. Enrico Tiozzo)


La realtà è quella in cui siamo immersi, è questo mondo visibile che ci ritroviamo a denigrare o a esaltare a seconda dell’umore del momento. Ma chi ci dice che non vi siano altre dimensioni, che altri mondi non si siano sviluppati parallelamente a questo? È un concetto evidentemente insito nella natura umana, la fantascienza fa di questa ricerca un tema ricorrente – penso a telefilm come “Sliders – I viaggiatori” e  “Fringe”, dove il viaggio nella realtà “altra” è l’asse portante. Vi sono teorie che postulano l'esistenza di numerosi universi multipli, forse infiniti, che in qualche caso possono anche interagire. Anche la letteratura fantastica attinge a pieni mani a questa teoria: cosa c’è dietro lo specchio di Alice se non un’altra dimensione? E lo stesso oltre l’armadio delle “Cronache di Narnia”. Così anche “La torre nera” di Steven King, “Neanche gli dei” di Isaac Asimov e “Timeline” di Michael Crichton. E citerei anche qualche film: Ritorno al futuro – Parte II”, “Nightmare before Christmas” e “Donnie Darko”.

E la poesia? Il prolifico poeta svedese Lars Gustafsson,  autore di un centinaio di opere tra romanzi, poesie, saggi e racconti, perlustra qualcuno di questi mondi con la sua tipica rete di immagini e di associazioni, portandoci per mano come una guida nelle stanze di un museo.


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Una scena del telefilm “Fringe” © Fox

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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia similmente alla dimostrazione matematica può riuscire o fallire. Quando riesce è come se una verità fosse portata alla luce.
LARS GUSTAFSSON




Lars_Gustafsson_02Lars Gustafsson (Västerås, 17 maggio 1936), poeta e scrittore svedese. Dalla fine degli Anni ‘50 ha prodotto una copiosa opera letteraria composta da romanzi, saggi, poesie e racconti. Nominato al Nobel, ottenne la Medaglia di Goethe.



venerdì 7 novembre 2008

Michael Crichton


Il 4 novembre un male incurabile si è portato via Michael Crichton, sessantaseienne autore di romanzi di avventura e di fantascienza - intendendo come tale la fiction legata al mondo scientifico e tecnologico.

Crichton era notissimo soprattutto per "Jurassic Park", opera che ben delinea il suo metodo di scrittura: si basava su un fatto scientifico provato e fondato e lo portava alla sua esasperazione. Così, dal DNA di un dinosauro contenuto in un insetto rimasto imprigionato nell'ambra milioni di anni fa - teoricamente possibile - si arriva alla ricostruzione di Velociraptor e Tyrannosaurus Rex con tutta una storia di avidità di gloria, ricchezza, potere e fama.

Altri romanzi a base scientifica parlano di biotecnologie, embrioni transgenici ed etica legata a questo mondo (Next, 2006), di effetto serra e paure incongruamente generate dagli ambientalisti (Stato di paura, 2004), di nanotecnologie impazzite (Preda, 2002), di fisica quantistica e possibilità di viaggiare nel tempo (Timeline, 1999), dell'invadenza dei mass media nella società contemporanea e della sicurezza sui voli di linea (Punto critico, 1996), del limite cui può spingersi la scienza negli interventi sull'uomo (Il terminale uomo, 1972). Tutto naturalmente presumeva una documentazione attenta ed accurata: solo così Crichton era in grado di intrecciare la trama della scienza all'ordito dell'invenzione letteraria.

L'abilità di sceneggiare le storie ha fatto sì che dai suoi romanzi siano stati tratti celeberrimi film: "Congo", "Sfera", "Andromeda", "Rivelazioni", "Sol Levante" e la trilogia di "Jurassic Park". Lo stesso Crichton è stato regista di "La grande rapina al treno", "Il mondo dei robot" e "Coma profondo" e, facendo fruttare i suoi studi di medicina all'università di Harvard, anche ideatore della serie televisiva "E.R. medici in prima linea".

Di sé disse, nei racconti autobiografici di "Viaggi": "Sono cresciuto nel ventesimo secolo, in una tradizione occidentale, scientifico-razionale. Sono stato educato a pensare che la visione scientifica del mondo sia quella corretta e che qualsiasi altra visione sia pura superstizione. Mi trovavo d'accordo con Bertrand Russell quando afferma: «Ciò che la scienza non ci può dire, l'umanità non lo può sapere». Avevo avuto solo qualche esperienza accidentale che contraddiceva questo punto di vista; ma le mie esperienze successive erano andate oltre quel punto di vista scientifico-razionale. Trovo ancora utile la visione scientifica, ci ho vissuto insieme felicemente la maggior parte del tempo. Ma ora ritengo che la scienza offra un modello di realtà arbitrario e limitato. Perché la realtà è sempre più vasta - molto più vasta - di ciò che sappiamo, di cio che ne possiamo dire".

Immagine: Pubblico dominio



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LA FRASE DEL GIORNO
Il modo migliore di pensare alle donne e agli uomini è di presumere che non vi siano differenze tra loro.
MICHAEL CRICHTON, Viaggi, 1988




John Michael Crichton (Chicago, Illinois, 23 ottobre 1942 – Los Angeles, California, 4 novembre 2008), scrittore, sceneggiatore, regista e produttore statunitense. Tra le sue opere più celebri spicca il romanzo di fantascienza Jurassic Park. Complessivamente i suoi romanzi hanno venduto 150 milioni di copie. È stato anche l'ideatore e il produttore esecutivo della serie televisiva E.R. - Medici in prima linea.


lunedì 30 giugno 2008

Cento anni fa, in Tunguska…


Il 30 giugno 1908 un evento ancora inspiegabile avvenne sulla Terra: la sola catastrofe cosmica di cui si abbiano testimonianze dirette. Poco dopo le sette di quella mattina un’esplosione misteriosa si verificò nella regione russa della Tunguska, tra le foreste della taiga a sud del Circolo Polare Artico.. Una palla di fuoco, “simile al sole” secondo i testimoni, scese lenta e silenziosa fino a scoppiare nel cielo siberiano. Sessanta milioni di alberi furono abbattuti in un territorio di duemila chilometri quadrati attorno a Evenkia ed allineati dalla forza d‘urto, tanto da indicare l‘epicentro del fenomeno; a 600 km di distanza i treni della Transiberiana quasi deragliarono per la forza d’urto; a 1500 km si poteva scorgere il bagliore; l’onda sismica fu registrata nelle regioni eurasiatiche, quella della pressione atmosferica compì l’intero giro del globo.

Alberi allineati in Tunguska - Foto di Leonid Kulik, 1929


Gli scienziati calcolarono in seguito che l’esplosione fu potentissima: tra dieci e quindici megatoni, all‘incirca mille volte l‘atomica di Hiroshima. Si ritiene che il fenomeno fu causato da un asteroide di bassa densità, molto friabile, del diametro di una trentina di metri, deflagrato a 6 - 8 km dal suolo con una conversione della sua energia cinetica in energia termica e la vaporizzazione dell’oggetto.

Purtroppo, vista l’inaccessibilità della zona, i primi esperti giunsero per una spedizione solo nel 1927, guidati dal geologo Leonid Kulik. L’assenza di qualsiasi frammento del corpo celeste però ha lasciato aperte tutte le ipotesi: per questo il CNR di Bologna da una decina d’anni analizza il lago Cheko, in Tunguska, profondo 54 metri per un diametro di 300. La soluzione dell’enigma potrebbe essere proprio sul fondale, anche se la presenza sulle sponde di alberi vecchi più di cento anni renderebbe la teoria inconsistente.

L’oscuro e impenetrabile avvenimento della Tunguska non poteva non stuzzicare gli amanti dell’arcano e del misterioso: c’è chi ha voluto spiegare l’accaduto con presenze extraterrestri, con l’esplosione di una nube di metano uscita dalla terra, con l’ipotesi di un buco nero o con un episodio di antimateria…

L'evento della Tunguska in una ricostruzione della NASA


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LA FRASE DEL GIORNO
La nostra fantasia è sempre più potente della nostra coscienza.
JOSEPH ROTH, Confessione di un assassino