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martedì 21 aprile 2026

Solo fiori


KO UN

COME POSSONO ESISTERE SOLO FIORI?

Come possono esistere solo fiori?
da quella parte
osserva anche l’arido letto del fiume
niente degno di essere visto
quello potrebbe essere il tuo amore.

(da Fiori di un istante, 2001)

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C'è molto dell'esperienza buddhista del poeta sudcoreano Ko Un, che fu monaco per un periodo della sua vita: la realtà va accettata nella sua interezza, unendo il bello e il brutto. L'amore non è solo nella perfezione, ma anche nella desolazione e nell'imperfezione.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Questo mondo… / qui una farfalla che svolazza / lì la dimora di un ragno.
KO UN, Fiori di un istante

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Ko UnKo Un (Kunsan, 1° agosto 1933), è il massimo poeta sudcoreano del XX secolo. Monaco buddista, tornò allo stato laicale disgustato dalla corruzione del clero. Prese parte alla lotta per i diritti umani nel suo paese negli anni del regime militare, finendo anche in carcere. Sposatosi nel 1983, la sua vita si fece più tranquilla. È stato più volte candidato al Premio Nobel.


lunedì 20 aprile 2026

Un pezzo di teatro


PATRIZIA CAVALLI

SE ORA TU BUSSASSI ALLA MIA PORTA

Se ora tu bussassi alla mia porta
e ti togliessi gli occhiali
e io togliessi i miei che sono uguali
e poi tu entrassi dentro la mia bocca
senza temere baci diseguali
e mi dicessi : " Amore mio,
ma che è successo? "
sarebbe un pezzo
di teatro di successo.

(da L'io singolare proprio mio, Einaudi, 1992)

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Con tono disadorno e spento, come caratteristico del suo stile, Patrizia Cavalli racconta un sogno d'amore: c'è qualcosa di magnetico in questo incontro desiderato, il gesto quotidiano e quasi banale di togliersi gli occhiali diventa quasi un rito di svelamento. L'ossessione amorosa precipita però nell'ironico finale che rende la scena - come spesso accade nei versi della Cavalli - osservata dall'esterno.

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JACK VETTRIANO, “NON SI TORNA INDIETRO”

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Ma per favore con leggerezza / raccontami ogni cosa / anche la tua tristezza.
PATRIZIA CAVALLI, L'io singolare proprio mio

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Patrizia Cavalli (Todi, 17 aprile 1947 – Roma, 21 giugno 2022), poetessa e scrittrice italiana. La sua lirica, limpida e diretta, rivela spesso un'intensa drammaticità. Traduttrice di Shakespeare, ha anche riempito i teatri, dando alla letteratura una dimensione scenica, portando in scena l’amata Emily Dickinson.


domenica 19 aprile 2026

La tentazione di Spinoza


ZBIGNIEW HERBERT

IL SIGNOR COGITO RACCONTA LA TENTAZIONE DI SPINOZA

Baruch Spinoza di Amsterdam
desiderava ardentemente raggiungere Dio

mentre molava le lenti
nella sua soffitta
attraversò una tenda
e improvvisamente 
si trovò faccia a faccia con Lui.

Parlò a lungo
(e mentre parlava,
la sua mente e la sua anima
si stavano espandendo)
formulò domande
sulla natura umana

– Dio si accarezzò la barba distrattamente.

chiese della causa prima

– Dio fissò l'infinito

chiese della causa ultima

– Dio si schioccò le nocche
o si schiarì la gola.

Quando Spinoza smise di parlare
Dio gli disse

- Parli splendidamente, Baruch
mi piace il tuo latino geometrico
e anche la tua sintassi chiara
la simmetria dei tuoi argomenti.
Parliamo, però,
di Cose Veramente
Grandi

- guarda le tue mani 
rovinate e tremanti

- ti stai rovinando la vista 
in questa oscurità 

- mangi male
ti vesti come un mendicante

- comprati una casa nuova
perdona quegli specchi veneziani
che riproducono la superficialità

- sii indulgente con i fiori tra i capelli
con le canzoni da ubriachi

- preoccupati del reddito
come il tuo collega Cartesio 

- sii astuto
  come Erasmo

- dedica un trattato
a Luigi XIV
tanto non lo leggerà

- placa
la furia del tuo razionalismo
perché a causa di essa i troni cadranno
e le stelle diventeranno nere

- pensa
a una donna
che possa darti un figlio

- vedi, Baruch
stiamo parlando di Cose Grandi

- desidero essere amato
dagli incivili e dai violenti
perché sono gli unici
che veramente mi desiderano

poi cala la tenda
e Spinoza rimane solo
 
non vede nessuna nuvola dorata
né alcuna luce dall'alto

tutto ciò che vede è il buio

e sente lo scricchiolio dei passi sulle scale
che scendono e si allontanano.

(da Il Signor Cogito, 1974)

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Baruch Spinoza, filosofo olandese del XVII secolo, persona fieramente indipendente che si manteneva lavorando lenti e che si spostava frequentemente da un alloggio all'altro ad Amsterdam, era noto come "l'uomo inebriato da Dio". La sua dedizione alla libertà di pensiero e di parola lo portò a rifiutare una cattedra all'Università di Heidelberg e una pensione offertagli dal re francese Luigi XIV, perché questa lo obbligava a dedicare un'opera al sovrano. Il poeta polacco Zbigniew Herbert si immagina un incontro soprannaturale in una vecchia soffitta tra il filosofo e il Dio tanto ricercato: Dio parla con voce bonaria e rimprovera Spinoza di concentrarsi sulle cose prime e sulle cose ultime ignorando quello che davvero è importante e lo invita a essere più indulgente e ad accettare i compromessi senza considerare il razionalismo come un dogma.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Ma conservo ancora l'illusione che la poesia sia un tentativo di imporre un po' d'ordine e crei la possibilità di comunicare con le persone attraverso l'espressione di emozioni.
ZBIGNIEW HERBERT, Herbert l'ignoto

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Zbigniew Herbert (Leopoli, Ucraina, 29 ottobre 1924 – Varsavia, 28 giugno 1998), poeta, saggista e drammaturgo polacco. Discendente del poeta inglese George Herbert, durante la Seconda guerra mondiale prese parte alla Resistenza contro i nazisti. Esordì nel 1950 e la sua opera più nota è Il signor Cogito. Esule a Parigi dal 1986 al 1992 , tornò in Polonia dopo il trionfo di Solidarność.


sabato 18 aprile 2026

Con quanta dolcezza


CECILIA MEIRELES

ALBA IN CAMPAGNA

Con quanta dolcezza questa brezza pettina
la fine seta verde della risaia.
Né ciglia, né piuma, né bagliore di languida
luna, né sospiro di cristallo.

Con quanta dolcezza l'alba trasparente
tesse ariosi disegni di nebbia 
sulla seta fine della risaia! Nessuna lacrima,
nessuna perla, nessuna iride di cristallo...

Con quanta dolcezza le farfalle bianche
allacciano ai fili verdi della risaia
i loro nastri leggeri! Né dita, né petalo,
né il freddo profumo dell'anice nel cristallo.

Con quanta dolcezza l'uccello inatteso
plana da lontano sulla verde risaia!
Cielo caduto, fiore azzurro, ultima stella:
improvviso sussurro ed eco di cristallo.

(da Mare assoluto, 1945)

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Il risveglio della natura è al centro di questi versi della poetessa brasiliana Cecilia Meireles: con pennellate simboliste e delicate ricrea l'atmosfera tranquilla di una risaia dove si riflette la luce dell'alba. L'io lirico è assente, ma è facile immaginare la connessione tra la contemplazione del mondo naturale e il silenzio interiore.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Getta un canto sonoro o silenzioso / su quegli spettacoli instancabili: / fiore dello spirito, altruista ed effimero.
CECILIA MEIRELES, Viaggio

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Cecília Meireles de Carvalho Benevides (Rio de Janeiro, 7 novembre 1901 – 9 novembre 1964), poetessa, insegnante e giornalista brasiliana. Appartenne alla fase spiritualista del Modernismo brasiliano. Risaltano particolarmente nella sua poesia la tecnica e la ricchezza umana.


venerdì 17 aprile 2026

Un luogo lontano


ANISE KOLTZ

ANCHE LA PAROLA

Anche la parola
masticata e rimasticata
che spargo
attraverso il tempo
è un luogo lontano
che non conosco
 
A volte la parola ignora tutto
di se stessa
 
A volte si rifiuta di lasciarsi
adescare
dalla scrittura

(da Galassie interiori, 2013)

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La parola che rifiuta di sottomettersi alla poesia, la realtà che non può essere espressa. La poetessa lussemburghese Anise Koltz è sempre in bilico tra la forza del grido e l'abisso del silenzio: l'equilibrio infatti consente di dare forma all'indicibile, al di là dell'alienazione della parola.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Camminare a piedi nudi / nella poesia / per evitare di turbare / il silenzio / catturato da ogni parola.
ANISE KOLTZ, Galassie interiori

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Anise Koltz (Eich, 12 giugno 1928 - 1° marzo 2023), poetessa lussemburghese. Di origini ceche, tedesche, inglesi e belghe, iniziò a pubblicare in tedesco per poi divenire una delle principali scrittrici in lingua francese. Al suo attivo ha anche dei racconti per bambini e numerose traduzioni.


giovedì 16 aprile 2026

La notte


NIKOS KARÙZOS

LA NOTTE MI SI ADDICE

In effetti, la notte mi si addice.
Prima di tutto, riduce le ambizioni; poi
corregge i pensieri; poi
raccoglie il dolore e lo rende più sopportabile;
seziona con riverenza il silenzio;
acuisce l'olfatto, ma soprattutto, la notte mi avvolge.

(da Dialoghi, 1956)

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Il poeta greco Nikos Karùzos amava la solitudine e la ricerca spirituale: la notte dunque, con la sua oscurità che cancella i colori e nega l'ipocrisia della luce, con il suo silenzio che spegne i rumori della vita quotidiana, diventa un rifugio in cui praticare la profondità esistenziale, la riflessione e l'essenza.

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FOTOGRAFIA © PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

L'amore ti ha colto sull'orlo di un precipizio / con bellezza nera, passione rossa. / Giorno e notte ti sciogli / le parole non esprimono nulla.
NIKOS KARÙZOS, Poesie

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Nikos Karùzos (Nauplia,  17 luglio 1926 – Atene, 28 settembre 1990), poeta della prima generazione del dopoguerra. La sua poesia, caratterizzata come filosofica, religiosa, mistica, si distingue per un traboccamento esistenziale, che la spinge  verso la fusione con l'universo sensibile.


mercoledì 15 aprile 2026

Se guardi un orologio


JOSÉ MANUEL CABALLERO BONALD

DIDATTICA

Se guardi un orologio e aspetti impassibile
che passi un minuto,
finalmente capirai in cosa
consiste l'eternità.
                    Fermati, viaggiatore,
                                         ascolta
quei battiti perentori, quell'incommensurabile
spostamento del tuo cuore
che lascia, per istanti, un grande vuoto abisso
tra l'effimero e il permanente.

L'istante che passa occupa tutto il tempo.

Non c'è fine né inizio:
solo tutto e niente equidistanti.

                                                            (EMPEDOCLE, Polemos)

(da Diario di Argónida, 1997)

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Il poeta spagnolo José Manuel Caballero Bonald svolge una meditazione lirica sulla percezione del tempo, tema centrale della sua opera, e lo fa inserendo un suggerimento, quell'accenno ad Empedocle, filosofo greco che concepiva la realtà come un continuo "polemos", una guerra o una lotta in cui la vita stessa nasce da un equilibrio dinamico tra le forze opposte di unione e disunione. Caballero Bonald legge paradossalmente l'eternità nell'istante: l'eternità non è una quantità infinita di tempo, ma la consapevolezza assoluta di un singolo secondo che si dilata.

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MIHAI CRISTE, “IL NAUFRAGIO DELTEMPO”

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il tempo si cela già / come un errore di battitura sul bordo di una pagina bianca.
JOSÉ MANUEL CABALLERO BONALD, Diario di Argónida

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José Manuel Caballero Bonald (Jerez de la Frontera, 11 novembre 1926 – Madrid, 9 maggio 2021), poeta e scrittore spagnolo. Di famiglia cubana, studiò Astronomia e poi Lettere e Filosofia. Militante antifranchista, appartenne a l gruppo poetico dei ‘50. Nel 2012 vinse il Premio Cervantes. È noto per il suo stile barocco e ampolloso.


martedì 14 aprile 2026

I mondi si susseguono


ISABEL FRAIRE

LA NOTTE VOLA ALTA

La notte vola alta,
le parole
cadono come fogli di carta srotolati,
io e te
ruotiamo attorno a un totem
ricoperto di specchi,
i mondi si susseguono,
attraversiamo trasparenze,
all'improvviso ho la tua mano nella mia,
all'improvviso non ce l'ho più,
da lontano ti contemplo,
costruisco ponti,
parlo,
le mie mani cadono nell'acqua,
siamo uniti dalla speranza di ritrovarci

(da Solo questa luce, 1969)

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Una storia d'amore raccontata con poche immagini oniriche, taglienti come un pezzo di specchio: la poetessa messicana Isabel Fraire esplora la connessione e il distacco tra due amanti, fino alla ricerca dell'altro lontano in un vano costruire ponti che forse un giorno di nuovo collegheranno le due rive distanti.

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JACK VETTRIANO, "SFUMATURA DI SCARLATTO"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il mio amore è un girasole pazzo che dimentica / pezzi di sole nel silenzio.
ISABEL FRAIRE, Solo questa luce

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Isabel Fraire (Monterrey, 8 dicembre 1934 – Città del Messico, 5 aprile 2015), poetessa, traduttrice e critica letteraria messicana. Laureatasi alla Facoltà di Filosofia e Lettere dell’UNAM, vi insegnò in seguito Letteratura. Le sue opere indagano con tono angosciante e lacerato la condizione femminile.


lunedì 13 aprile 2026

Un sogno più vivido


TOMAS TRANSTRÖMER

MISTERO PER LA STRADA

Si posò la luce del giorno sul viso di un uomo addormentato.
Gli giunse un sogno più vivido
Ma non si svegliò.
Si posò l’oscurità sul viso di un uomo in cammino
Tra la gente nei raggi di sole
Forti e impazienti.
D’un tratto si fece buio come per il temporale.
Io ero in una stanza che conteneva tutti gli istanti -
Un museo di farfalle.
Tuttavia il sole era forte come prima.
I suoi pennelli impazienti dipingevano il mondo.

(da 17 poemi, 1954)

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Tomas Tranströmer, premio Nobel per la letteratura nel 2011, è un maestro nel catturare la soglia tra la dimensione quotidiana e quella metafisica: il risveglio è rappresentato come uno scontro tra la vastità del subconscio e la realtà fisica. L'uomo che si sveglia è come un viaggiatore che rientra, portandosi  ancora addosso i riflessi di ciò che ha visto nel sogno.

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FOTOGRAFIA © KRISTIN VOGT/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

In sogno scesi in un fosforescente bacino sotterraneo, / una messa fluttuante. / Che forte nostalgia! Che speranza idiota!
TOMAS TRANSTRÖMER, Poesia dal silenzio

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Tomas Tranströmer (Stoccolma, 15 aprile 1931 – 26 marzo 2015), scrittore, poeta e traduttore svedese, Nel 2011 è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: "perché attraverso le sue immagini condensate e traslucide, ci ha dato nuovo accesso alla realtà". La sua opera è posta tra Modernismo, Espressionismo e Surrealismo.


domenica 12 aprile 2026

L’amore lontano


LAMBROS PORFIRAS

ANEMONI NEL VENTO, 1

L'Amore lontano si era posato sul pioppo,
nascosto tra le foglie argentee della primavera,
ma senza dubbio gli uccellini lo avevano percepito
e intonavano canti così dolci e cristallini.

E un uccellino impazzì per il suo grande amore
e sulla vetta più alta, sulla punta di un ramo,
si mise in equilibrio, cantando, e cadde, finché non rimase
lì, dove a malapena si fermano le lacrime di rugiada.

(da Ombre, 1920)

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Un amore migratore, fermo a riposare su un ramo prima di raggiungere l'anima cui è destinato. Eppure l'amore, in questa favola simbolista del poeta greco Lambros Porfiras, non può essere nascosto, non può rimanere celato nell'ombra, segreto. Si manifesta comunque.

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CLAUDE MONET, "PIOPPI SULL'ORLO DELL'EPTE"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Agli alberi, che nella pianura piangono rauchi l'oscurità, / porta una nuova risata, alle loro foglie appena spuntate. / Nella ruota del cielo la luce della sera, / e a me un piccolo nido di rondini a casa.
LAMBROS PORFIRAS, Ombre

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Lambros Porfiras (pseudonimo di Dimitrios Sypsomos (Kardamyla Chio, 1879 - Atene, 3 dicembre 1932), poeta greco.  Uomo malinconico e solitario, cantò nelle sue poesie l'amore, il mare e la natura greca, le taverne e le cose umili. Simbolista, utilizzò però un linguaggio semplice e musicale, dolce e armonico.


sabato 11 aprile 2026

Giochi d’amore


GIÒRGOS SARANDÀRIS

PASSEGGIATA NEL PRESENTE

Giochi d’amore
baci e baci
seni di ragazze di donne
gigli e rose

La mia memoria sente una carezza
levo gli occhi
abbandono le mani
nell’acqua più pura

salgo su un monte celeste
(guardo un mare
che si accorge di me)
giungo alla cima
cielo insperato
e incontro le nuvole

e in mezzo alle nuvole i miei anni
intatti

(da Poeti greci del Novecento, Meridiani Mondadori, 2010 - Traduzione di Filippomaria Pontani)

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Il poeta greco Giòrgos Saràndaris è acrobata sul filo della memoria: gioca con il tempo e il ricordo, si abbandona come un naufrago in quel mare di Grecia fino a incontrare l'innocenza e l'eros della giovinezza - richiamano le ragazze dei lirici greci antichi - per poi ritornare al colle del presente, all'altezza divenuta lontananza da quel tempo ricordato ma non perduto né dimenticato.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

I ricordi non sono solo suoni e immagini. Sono qualcosa che va ben oltre tutto ciò.
HIDEO KOJIMA, Metal Gear Solid

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Giòrgos Sarandàris (Istanbul, 20 aprile 1908 – Atene, 25 febbraio 1941), poeta, filosofo e saggista greco della Generazione degli anni '30. Formatosi in Italia, si ispirò alla lirica pura di Ungaretti.Trasferitosi ad Atene, partecipò attivamente al rinnovamento delle lettere greche. Morì in seguito alle sofferenze patite sul fronte albanese, combattendo contro gli Italiani.


venerdì 10 aprile 2026

La neve degli ippocastani


LALLA ROMANO

LA NEVE DEGLI IPPOCASTANI

La neve degli ippocastani intride
la sabbia dei viali
odorano di miele i tigli
e tu non sei qui
né altrove
sei la nube laggiù
rossa di lampi

(da Giovane è il tempo, Einaudi, 1974)

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È aprile: gli ippocastani fioriscono e i loro grappoli riversano fiori sui viali e nei giardini dove già si diffonde il profumo forte dei fiori dei tigli. Lalla Romano avverte il contrasto tra questo momento di rinascita e quello dell'amore lontano.

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Non chiedere / profumo di fiore / quando io posso darti / frutti d’autunno.
LALLA ROMANO, Giovane è il tempo

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Graziella Romano, detta Lalla (Demonte, 11 novembre 1906 – Milano, 26 giugno 2001), poetessa, scrittrice, giornalista e aforista italiana. Dopo l'esordio poetico si affermò come narratrice dalla vocazione insieme intimista e realista con il romanzo Maria (1953). Nel segno della memoria sono i successi della maturità ai quali è seguito un più spoglio autobiografismo.


giovedì 9 aprile 2026

Alla deriva


HUGO WILLIAMS

MAREE

La sera avanza, poi si ritira di nuovo
Lasciando le nostre tazze e i nostri libri come isole sul pavimento.
Stiamo andando alla deriva, io e te,
Lontani l'uno dall'altro come i giovani eroi
Di questi due romanzi che abbiamo appena posato.
Perché questa è la felicità: vagare da soli
Circondati dalla stessa luna, le cui maree ci ricordano noi stessi,
Le nostre distanze e ciò che ci siamo lasciati alle spalle.
La lampada lasciata accesa, le tende che lasciano entrare la luce.
Queste cose erano promesse. Senza dubbio ci torneremo.

(da Love-Life, 1979)

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Il poeta inglese Hugo Williams con il suo classico tono minimalista usa la metafora del movimento dell'oceano per esplorare la distanza emotiva in una relazione che, proprio come le maree, stagna e risale continuamente. L'intimità è sostituita da una solitudine condivisa ma separata, eppure lascia aperto lo spiraglio alla speranza.

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  LA FRASE DEL GIORNO  

E così piangi per lei, e la poesia cade sulla pagina / Come se sapesse da sempre che ciò che facciamo di noi stessi lo prendiamo / Dal cuore degli altri.
HUGO WILLIAMS, Love-Life

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Hugh Anthony Mordaunt Vyner Williams (Windsor, 20 febbraio 1942), poeta, giornalista e scrittore di viaggi inglese. Ha ricevuto il Premio T.S. Eliot nel 1999 e la Medaglia d'Oro della Regina per la Poesia nel 2004. Il suo stile si è evoluto allontanandosi dalla "parsimonia lirica in stile recensione" mentre i suoi argomenti sono diventati di natura più personale e intima.


mercoledì 8 aprile 2026

Josep Piera


Il giorno di Pasqua è morto a Gandia il poeta spagnolo Josep Piera. Entrato in contatto a Valencia con il movimento letterario noto come Generazione del '70, ne fu una figura di spicco. La sua produzione letteraria si sviluppa attraverso narrazioni autobiografiche, ispirate dai numerosi viaggi nel Mediterraneo e dalla terra dove:  fece della letteratura la ragione della sua vita personale e collettiva, trasformando il territorio in cui risiedeva in uno dei motivi centrali della sua opera: i monti del Safor, il Cingle Verd e la valle della Drova, divennero uno scenario mitico. Instancabile sostenitore della lingua e della cultura valenciana, lascia anche ampie traduzioni dall’arabo e dall’italiano.

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FOTOGRAFIA © SEGRE

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LA POESIA

Non sono voci celestiali che da lontano
ci parlano internamente. Sono voci amate.
Voci interiori, voci distanti, voci che dicono
una strada che nessuno sa dove porta.

Ci sono voci che sono fanali in un vicolo buio,
mentre altre sono brusii di lontananze.
Ci sono voci che ci tramutano in parole.
Voci taciute, voci assenti, voci silenzi.

La poesia sono voci trasformate in suoni
che dicono da dove veniamo, dove andiamo e chi siamo.

(da Nel nome del mare, 1999 – Traduzione di Francesco Ardolino)

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NON SO PIÙ SCRIVERE POESIE D’AMORE

Non so più scrivere poesie d'amore
come quelle, appassionate, che da giovane
dedicavo a nessuno; a nessuno, o al desiderio
di qualcuno senza nome. Non a te.
Forse gli anni mi hanno reso più modesto
o forse è il desiderio che non trova le parole
per dire ciò che si prova quando ti avvicini a me
a poco a poco, e ti vedo arrivare con gioia
mentre ti aspetto. Non so dirti che ti amo,
che ti sogno da sveglio e ti ho nei miei sogni,
che nel desiderio e nell'estasi ti amo.
Che nel delirio ti ho e ti vedo arrivare.
Che mi sento tutto tuo, legato a te, corpo
e volontà, pelle a pelle, anima.
Dico che sei il mare dove navigo,
e ciò che voglio dire è appena accennato:
la gioia, la luce, il vino, il bel viaggio...
Ma non dico la paura del naufrago solo,
labbra di sale, sporche di alghe e doloranti,
bruciate dal sole sulla spiaggia deserta.
Non parlo di lutto, né di solitudine,
né della paura di perderti. Non questo.
A te, che ho amato così tanto.
A te, amato vulcano di fiamma viva.
A te, isola nel cielo e luna nel mare.
A te, cenere ardente e lava gelida.
A te canto ora, solo a te.

(da Nel nome del mare, 1999)

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Poesia: parole / trasformate in musica che emoziona. / Poesia: una partitura / di parole che il lettore interpreta.
JOSEP PIERA, Il tempo ritrovato

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Josep Piera i Rubió (Beniopa, 30 maggio 1947 - Gandia, 5 aprile 2026), poeta scrittore spagnolo in lingua catalana. Punto di riferimento per la letteratura valenciana del XX secolo, con stile narrativo intimo, ha narrato dei suoi numerosi viaggi nel Mediterraneo e dei paesaggi della Drova, dove trascorse le estati dell’infanzia e dove visse dal 1974.


martedì 7 aprile 2026

Andremo a Trouville


ANNA MONTERO

I GABBIANI E IL TEMPO

a Marguerite Duras, in memoriam

La vecchia signora sogna a Trouville.
Su uno sfondo di gabbiani scuri,
sogna: "Ero bellissima".
E tutte le parole sono bellissime
ora che sono state dette.
Cala la notte a Trouville,
dove non siamo mai stati,
e vedo gli uccelli di salnitro
e il mare molto triste.
Cala la notte a Trouville
e tutte le parole
che sono state dette
sono il nostro passato.
Andremo a Trouville
e vedremo i gabbiani scuri
e gli uccelli di salnitro
come pietre di un altro mondo.
E sapremo che il tempo
abita le parole
che lo dicono.

(da Come se tornassi dal nulla, 1999)

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La poetessa catalana Anna Montero scrive in versi un omaggio a Marguerite Duras ed evoca l'immaginario di Trouville-sur-Mer, il buen retiro della scrittrice francese sulla costa normanna, un paesaggio fisicamente sconosciuto che però diventa reale attraverso la memoria e l'immaginazione. Là sarà possibile scoprire che il linguaggio è l'unico strumento capace di fissare il passato e dare significato all'esistenza.

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"LES ROCHES NOIR" A TROUVILLE-SUR-MER - FOTOGRAFIA DA PINTEREST
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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il difficile non è raggiungere qualcosa, è liberarsi dalla condizione in cui si è. 
MARGUERITE DURAS, L'amante

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Anna Montero Bosch (Logroño, 3 dicembre 1954), poetessa e traduttrice catalana. La sua produzione è stata classificata come "poesia pura e insinuante, dal tono dolce e dall'atmosfera delicata", che si compone di "brevi poesie che ci parlano di amore, poesia e sogni, sempre con un tono esistenziale che riflette l'angoscia di la mancanza di senso e il vuoto del mondo".


ROCHES NOIR" A TROUVILLE-SUR-MER - FOTOGRAFIA DA PINTEREST

lunedì 6 aprile 2026

Nanni Cagnone


Il Comune di Bomarzo ha annunciato la scomparsa alla soglia degli 87 anni, il 3 aprile, del poeta Nanni Cagnone, che ivi era residente. Voce visionaria della poesia contemporanea,  intendeva la versificazione come “pausa tra noi e il mondo”. Le sue opere più che temi hanno sentimenti: “M’appassiono a tutto ciò ch’è vivente, diffido della cultura, non posso evitare i ricordi, odio le ingiustizie, prediligo le amicizie, temo il nostro avvenire, spero ancora (disperatamente) in una possibile fraternità”.

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FOTOGRAFIA  PINO USICCO

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PERCHÉ È CHIARO, NON VIENE SEGUITO

perché è chiaro, non viene seguìto
nel più ampio destino nel presente,
tazza preparata da un’arsura
posandosi qui dove rovina.
perché chiaro, oppresso denso,
riunito nella forma di lambire
chiede difficilmente
il molto reciso.
esita se non attende,
quello che involve.

(da Andatura, 1979)

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CREPUSCOLO, ULTIME

Crepuscolo, ultime
disposizioni del giorno.
In lontananza,
su compenetrati dormienti,
turgidamente aurora.
Ma volge ogni cosa
al buio, tra luce e luce
disegni oscuri,
per un tratto siamo illesi
poi si sfalda la mente,
broncio e vertigini
nel sonno, i risvegli
dicono soltanto
sono le nove,
questa mela è matura.

(da Tornare altrove, La Finestra, 2016)

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Poesia è agire inoltre, oltre quel che si riesce a pensare.
NANNI CAGNONE

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Nanni Cagnone (Carcare, 10 aprile 1939 – Bomarzo, 3 aprile 2026), poeta e scrittore italiano. Le sue opere sono caratterizzate da una densa e nitida meditazione, in cui mitologia e modernità, critica e sentimento si comprimono entro una ripresa ontologica di particolare intensità.


domenica 5 aprile 2026

La nostra Pasqua


CARLO BETOCCHI

PER PASQUA: AUGURI A UN POETA

a Giorgio Caproni

Giorgio, quante croci sui monti, quante,
fatte d’un po’ di tutto, di filagne
che inclinate si spaccano, di scarti,
 
ma croci che respirano nell’aria,
in vetta alle colline, dove i poveri
hanno anch’essi un colore d’azzurro,

la simile cred’io l’ebbe Gesù,
non già di prima scelta, rimediata
tra’ rimasugli d’un antro artigiano,

commessa con cavicchi raccattati,
eppure estrosa, ed alta, ed indomabile
e tentennante com’è la miseria:

ecco la nostra Pasqua onde ti manda
il mio libero cuore quest’auguri
pensando che non è per l’occasione

ma per quella di sempre, che si salva
dalle occasioni, del cuor che non soffre
che del non amare, e sempre sta in croce

con un cartiglio fradicio che in vetta
dice: È un poveraccio, questi che vuole
ciò che il mondo non vuole, solo amore.


(da L’estate di San Martino, Mondadori, 1961)

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Carlo Betocchi in occasione della Pasqua invia una lirica colloquiale all'amico  poeta Giorgio Caproni: una poesia incentrata sulla sacralità delle croci povere e umili sui monti. Betocchi le paragona alla povertà della croce di Cristo, per lui cristiano simbolo di un amore autentico e della condivisione del dolore umano.

Buona Pasqua, lettori del Canto delle Sirene!

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FOTOGRAFIA © DAVID/FLICKR

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La Pasqua è la celebrazione di un mondo che si risveglia. Insieme ad essa, riscoprendo il significato di concentrazione e speranza, cambiamo noi stessi. Traiamo forza, gioia, gentilezza e fiducia gli uni negli altri. Possa la Pasqua, piena di speranza, unire tutti, darci la forza di andare avanti e rafforzare l'unità e l'amore per il prossimo!
DALIA GRYBAUSKAITÉ

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Carlo Betocchi (Torino, 23 gennaio 1899 – Bordighera, 25 maggio 1986), poeta e scrittore italiano. Fra i poeti ermetici è considerato una sorta di guida morale. Tuttavia, contrariamente a loro, fondava le sue poesie non su procedimenti analogici che evocano significati, ma su un linguaggio diretto, sul realismo e sulla tensione morale.


sabato 4 aprile 2026

Cucù, cucù


KIRMEN URIBE

IL CUCULO

Sentì il cuculo per la prima volta all'inizio di aprile.
Forse perché era irrequieto,
forse per quella sua mania di ordinare il caos,
volle indovinare quali note cantasse.

Il pomeriggio dopo, eccolo lì nel bosco,
con un diapason, in attesa che cantasse.
Il diapason non mentiva:
Si-Sol erano le note del cuculo.

La scoperta divenne nota ovunque;
tutti volevano verificare se il cuculo
cantasse davvero quelle note.
Ma i risultati non coincidevano.
Ognuno rivendicava la propria verità.
Alcuni dicevano che fossero Fa-Re, altri Mi-Do.
Non riuscivano a mettersi d'accordo.

Nel frattempo, il cuculo continuava a cantare nel bosco.
Non Si-Sol, non Fa-Re, non Mi-Do.
Proprio come mille anni prima,
il cuculo cantava: cucù, cucù.

(da Nel frattempo, prendimi la mano, 2007)

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Il canto del cuculo annuncia la primavera. Generalmente compare in aprile, quando ritorna per deporre le uova nei nidi di altri uccelli dopo aver svernato in Africa. Quel segnale di primavera serve al poeta basco Kirmen Uribe per costruire un apologo dove si confrontano uomo e natura, la necessità scientifica di catalogare tutto  - "mania" - in contrasto con la semplice poesia della bellezza.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

E ora sento di nuovo la sua voce, / E il suo messaggio è ancora di pace, / Canta di un amore che non cesserà, / Per me non canta mai invano.
FREDERICK LOCKER-LAMPSON, Poesie

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Kirmen Uribe Urbieta (Ondarroa, 5 ottobre 1970), scrittore e poeta spagnolo. Basco, vive a New York. Il suo lavoro trascende i confini e intreccia storie personali e collettive. Attraverso la poesia e la narrativa , esplora temi di identità, migrazione e memoria, reinventando forme letterarie da una prospettiva umanista.


venerdì 3 aprile 2026

Innalzato sulla croce


JOSÉ WATANABE

LA CROCIFISSIONE

Innalzato sulla croce, figlio mio,
ti ergi sempre più eretto: il tuo capo, ferito dalle spine,
tocca ora le nubi più alte.

Non posso raggiungerti, non posso
chiudere la tua ferita con la mia mano,
e la sostanza dorata
che il Padre ti ha dato
continua a lasciarti attraverso la lancia.
I profumi
della tua nascita sono tornati nell'aria. Oh, figlio mio,
crocifisso dall'eternità,
il tuo sangue cade
e brucia la terra
e brucia i secoli. Il tempo dei poveri
e il tempo dei re,
con ogni loro ora,
giacciono prostrati, ardenti ai tuoi piedi.

Domani tutto sarà nuovo,
tranne questo infinito dolore. E non c'è consolazione,
solo una domanda che grido,
  e forse tu mi rimproveri:

era necessario
che la carne della mia carne
fosse data come alleanza
tra la terra ingrata e il cielo?

 
(da Abitò tra noi, 2002)

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Il poeta peruviano José Watanabe, che in Abitò tra noi  reinterpreta i passaggi della vita di Gesù attraverso una lente profondamente umana, carnale e materiale, si concentra sulla  sofferenza fisica della crocifissione. Cristo è visto come un uomo che soffre e la sua sofferenza umana emerge attraverso la voce e il dolore straziante di Maria, che osserva il figlio sulla croce e si interroga sulla necessità di quel sacrificio estremo.

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GIOTTO, "LA CROCIFISSIONE"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Se le avessero detto che stringeva / a sé l'intero mondo e la sua Storia / non l'avrebbe capito. Erano solo / un figlio con sua madre.
MARIA LUISA SPAZIANI, I fasti dell'ortica

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José Watanabe Varas (Trujillo, 17 marzo 1945 - Lima, 25 aprile 2007) poeta peruviano. Voce dei “poeti del ‘70”, al tipico colloquialismo e allo sperimentalismo della corrente mescolò lo zen, il taoismo, il buddhismo e la cultura degli haiku che gli derivavano dalle sue origini giapponesi.


giovedì 2 aprile 2026

Al bancone del bar


CHARLES SIMIĆ

PERSONE CHE PRANZANO

Persone che pranzano
e pensano a ogni boccone,
o almeno così sembra, sedute
al bancone del bar, addentando
enormi panini, masticando
e riflettendo attentamente prima di bere
un altro piccolo sorso delle loro bevande.

Il cameriere dai capelli castani
che prende le ordinazioni si è fermato a riflettere,
la matita appoggiata sul taccuino,
il ragazzo con il berretto da baseball blu
e la donna con gli occhiali da sole
sono completamente sconcertati
mentre mescolano e mescolano i loro caffè.

Se alzassero lo sguardo, potrebbero vedere
Socrate in persona chino sulla griglia
con un grembiule bianco macchiato e un cappello
fatto con il giornale del giorno prima
che gira filosoficamente una frittata
in una piccola padella bruciacchiata.

(da Picnic notturno, 2001)

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"Osservare le persone è la mia occupazione preferita e non c'è posto migliore per farlo di un ristorante quando si sta cenando" dichiarò in un'intervista il poeta serbo naturalizzato statunitense Charles Simić. Qui lo fa a pranzo in una di quelle tavole calde che abbiamo imparato a conoscere seguendo i film e le serie americane, e lo fa con un occhio ironico ma al contempo sensibile, leggendo la quotidianità attraverso piccoli dettagli.

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IMMAGINE DI THIAGO APTREVITA ELABORATA CON FILTRO IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Di solito vediamo poco di ciò che ci circonda. Una buona poesia ci restituisce la vista e l'udito. Questo è, in effetti, uno dei meriti della poesia.
CHARLES SIMIĆ, Terrain.org, 22 agosto 2008

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Charles Simić, vero nome Dušan Simić (Belgrado, 9 maggio 1938 – Dover, New Hampshire, 9 gennaio 2023), poeta statunitense di origine serba. Iniziò la propria carriera nella prima metà degli anni settanta con uno stile letterario minimalista, nel tempo divenuto sempre più riconoscibile. Nel 1990 è stato insignito del Premio Pulitzer per la poesia.


mercoledì 1 aprile 2026

Poesie per aprile XII


La dolcezza di aprile, quella che “genera lillà” e “confonde memoria e desiderio risvegliando le radici sopite” secondo la lezione di Eliot, è stupore, gioia e meraviglia per Diego Valeri, Quella stessa dolcezza, evocata dal profumo mellifero dei fiori di robinia, è invece fonte di memoria per un altro poeta, Giancarlo Consonni, che in essa ritrova il sapore dell’infanzia.

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FOTOGRAFIA  GREAT PLAINS NURSERY

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DIEGO VALERI

APRILE

Per sapere la gioia dell’aprile,
bisogna, amici, uscir per i sobborghi,
mirare il cielo, le vie dorate e gli orti,
e i colli che traspaiono laggiù.

Serenità divina! azzurro e azzurro! …
I carrettieri passano cantando;
si rincorrono i bimbi strepitando;
Stan sull’uscio le donne a comarò.

Una gallina ci attraversa il passo,
e becca ai nostri piedi un verme rosso;
gli anitroccoli biondi accanto al fosso
si spulciano con gaia alacrità…

Prime foglie tremanti su la rama
nuda, o lucenti sulla terra bruna!
Si vorrebbe baciarle ad una ad una,
piangendo di dolcezza e di bontà.

Ecco un pèsco fiorito, più soave
di soave fanciulla adolescente,
ecco un ciliegio più forte e splendente
dell’uomo arriso dalla gioventù.

Una distesa d’orti. In primo piano:
selvette d’insalata ricciolina,
viali d’aglio, qualche testolina
di fagiolo che spunta a far cucù;

dietro: tappeti di varia verdura
distesi in simmetria, tende pezzate,
molli trapunte scure fiocchettate
di verze gialle e cavolfiori blu;

nello sfondo: robinie che la guazza
ha ingioiellato di puri diamanti,
un filare di pioppi palpitanti…
e il cielo azzurro… la serenità!

Si va col passo dei conquistatori,
col cuore acceso nell’aperta mano.
Vogliam gettarlo, amici, al ciel lontano,
o al balcone che primo s’aprirà?

(da Terzo tempo, Mondadori, 1950)

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GIANCARLO CONSONNI

ROBINIA PSEUDOACACIA

Nel mezzo di ogni aprile
quando in piazza del Suffragio
passo sotto le acacie
in fiore chiudo gli occhi
e cammino accanto
ai boschetti di robinia
della mia infanzia.

Il profumo è lo stesso,
signore dello spazio
come in quei sentieri.

(da Il conforto dell’ombra, Einaudi, 2025)

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  LA FRASE DEL GIORNO  

D'aprile / l'aria si fa appena calda. / Pare una guancia.
VALERIO MAGRELLI, Nature e venature

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Diego Valeri (Piove di Sacco, 25 gennaio 1887 – Roma, 27 novembre 1976), poeta, traduttore e accademico italiano, fu ordinario di Letteratura Francese all’Università di Padova per oltre vent’anni. La sua poesia si distingue per una ricerca di purezza, semplicità e armonia, ispirata dalle piccole cose.


Giancarlo Consonni (Merate, 14 gennaio 1943 – Milano, 13 febbraio 2026), poeta, urbanista e storico dell'architettura italiano. Ha pubblicato raccolte di poesie sia nel dialetto di Verderio (Lecco) – Lumbardia (1983), Viridarium (1987) e Vûs (1997) – sia in italiano: In breve volo (1994), Luì (2003), Filovia (2016).