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lunedì 4 maggio 2026

La rosa dei tuoi capelli


CARLOS OQUENDO DE AMAT

COMPAGNA

Le tue dita sapevano acconciare i capelli come nessun altro
meglio degli esperti parrucchieri dei transatlantici
oh, e i tuoi meravigliosi sorrisi, ombrelli contro il caldo
tu, che porti un cinema sulla guancia.

accanto a te, il mio desiderio è un bambino.

quando mi dicevi che
la vita è dritta come un pezzo di carta,

e io annaffiavo la rosa dei tuoi capelli sulle tue spalle.

per questo, e per la magnolia del tuo canto

che peccato
la pioggia cade irregolare come il tuo nome

(da 5 metri di poesie, 1929)

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È surrealismo puro quello di Carlos Oquendo de Amat, poeta peruviano dalla vita breve e tormentata: una poesia d’amore in cui la modernità non nuoce al lirismo, ma lo fa emergere nuovo e diverso dalle immagini, come notò César Vallejo: “Non attira l'attenzione sul fatto che sia moderna o meno” ma solo sul fatto che è pura poesia.

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Scambierei un arazzo antico / che porta / un cesto di sorrisi / con rose spensierate / e paesaggi sospesi dal mignolo / con fiumi gentili e cieli palpabili.
CARLOS OQUENDO DE AMAT, 5 metri di poesie




Carlos Augusto Luis Humberto Nicolás Oquendo de  Amat (Puno, 17 aprile 1905 – Guadarrama, Spagna, 6 marzo 1936), poeta peruviano. Legato all’avanguardia surrealista, la sua unica opera, 5 metri di poesie, un libro appunto di cinque metri di carta ripiegata a fisarmonica, esplora  la tenerezza femminile, le donne, l'amore, la città e la natura.


domenica 3 maggio 2026

Uno scrive come può


ALFONSO BREZMES

NON DISTURBARE

Uno vive come può.
La stanza della vita
è solita essere disordinata e sporca,
come al risveglio dopo
una notte agitata.

Uno scrive come può.
E se non bussi prima alla porta
corri il rischio di ritrovarti
davanti al poeta nudo,
in abiti da uomo.

(da Quando non ci sono, Einaudi, 2025 - Traduzione di Mirta Amanda Barbonetti)

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L'identità e l'autenticità del poeta: se la vita è simile a un luogo disordinato e sporco, come una camera al risveglio, altrettanto ci dice Alfonso Brezmes, lo è il processo creativo. Entrare nello spazio della scrittura senza bussare espone al rischio di trovare il poeta "nudo", spogliato dalle sue sovrastrutture e mostrato nella sua essenza di uomo comune.

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AMÉRICA MÉNDEZ, "PABLO STRIEBECK"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Forse la poesia – scriverla o leggerla – è un modo per confrontarci con aspetti della nostra realtà che non possiamo o non vogliamo vedere.
ALFONSO BREZMES, El Cuaderno, Marzo 2024

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Alfonso Brezmes (Madrid, 1966), poeta spagnolo, fotografo e funzionario statale. La sua poesia è al tempo stesso colta e popolare, tanto da farlo apprezzare sia da critici e lettori tradizionali sia da un più largo pubblico. Il suo immaginario si nutre di riferimenti letterari (Baudelaire, Rilke…) ma anche di cinema e di cultura pop.


sabato 2 maggio 2026

Una fantasia passeggera


TED KOOSER

LO SCIVOLO GIGANTE

Accanto all'autostrada, lo scivolo gigante
con le sue ondulazioni arrugginite emerge
dalle erbacce. Non lo usano più
da una generazione. La biglietteria
si piega dal lato dove si sono spostate le monetine
nel corso degli anni. Una rete metallica tiene fuori
i bambini e gli ubriachi. Campanule blu
si arrampicano fino a metà delle scale, grappoli luminosi
di risate. Chiamatela una fantasia passeggera,
questo scivolo da cui ormai nessuno scivola più.
Quelle urla sono tutte volate verso est
su un vento che non smetterà mai di soffiare
dalle Montagne Rocciose attraverso le pianure,
dove le cose si animano per un po',
Foglie brillanti su una recinzione, che poi scompaiono.

(da Un mondo alla volta, 1985)

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Un parco divertimenti abbandonato, uno di quei grandi scivoli che costellano l’America: il poeta Ted Kooser cattura strati di movimento in quell’immobilità assoluta che è già diventata preda della terra, che si si riprende i suoi spazi con l’erba e le campanule. È un tempo perduto che però continua a esistere sotto forma di memoria e di fantasia: Kooser, come spesso capita nella sua poetica, trasforma questo oggetto delle Grandi Pianure americane in una profonda meditazione sulla vita e sulla perdita.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Nel mio lavoro, cerco di osservare attentamente le cose ordinarie per capire se nascondono qualcosa di speciale. Cerco di creare qualcosa di quanto più perfetto possibile con le parole.
TED KOOSER, PBS NewsHour, 21 ottobre 2004

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Ted Kooser (Ames, Iowa, 25 aprile 1939), poeta statunitense. È stato Poeta laureato alla Libreria del Congresso dal 2004 al 2006. Le sue poesie sono caratterizzate da uno stile semplice e colloquiale e hanno spesso come temi il Midwest, l’amore, il tempo e la famiglia.


venerdì 1 maggio 2026

Poesie per maggio XII


Due poesie brevissime, due poetesse italiane del secondo Novecento per celebrare questo maggio: la forza e la dolcezza della vita per Daria Menicanti, le sensazioni di una piazza dove il lungo crepuscolo cala sugli ippocastani per Lalla Romano.

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FOTOGRAFIA © HILAL CAVUS/PEXELS

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DARIA MENICANTI

MAGGIO

Il grano maggese spinge su per gli steli
– su da dentro ogni stelo gonfiandosi doloroso –
una buia spiga di molle zucchero caldo
e quella obbediente sù striscia a tentoni cercando

 
(da Altri amici, 1986)

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LALLA ROMANO

PIAZZA

Nella piazzetta antica è sempre maggio. Di sera,
la terra umida, scura; il cielo chiaro,  soave.
E tutt’intorno i grandi ippocastani  fioriti.

 
(da Fiore, 1941)

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  LA FRASE DEL GIORNO  

E il rosso vivo / è dei rosai di Maggio! // Ben venga Maggio / e il gonfalon selvaggio!
GIOVANNI PASCOLI, Poesie varie

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Daria Menicanti (Piacenza, 6 aprile 1914 – Mozzate, 4 gennaio 1995), poetessa, insegnante e traduttrice italiana. In lei si mescolano il registro sarcastico e ironico e quello più sottile della malinconia. Per Lalla Romano la sua era “una voce nuova, moderna e classica, per niente alla moda, ma libera e anche audace”.


Graziella Romano, detta Lalla (Demonte, 11 novembre 1906 – Milano, 26 giugno 2001), poetessa, scrittrice, giornalista e aforista italiana. Dopo l'esordio poetico si affermò come narratrice dalla vocazione insieme intimista e realista con il romanzo Maria (1953). Nel segno della memoria sono i successi della maturità ai quali è seguito un più spoglio autobiografismo.


giovedì 30 aprile 2026

Solo il crepuscolo


DAVID HERBERT LAWRENCE

BEI HENNEF

Il piccolo fiume cinguetta nel crepuscolo,
Lo sguardo pallido e meravigliato del cielo pallido,
       Questa è quasi la beatitudine.

E tutto si è zittito e si è addormentato,
Tutti i problemi, le ansie e il dolore
      Scomparsi al crepuscolo.

Ora solo il crepuscolo e il dolce "Sh!" del fiume
      Che durerà per sempre.

E finalmente so che il mio amore per te è qui,
Riesco a vederlo tutto, intero come il crepuscolo,
È grande, così grande che non riuscivo a vederlo prima
A causa delle piccole luci, dei tremolii e delle interruzioni,
       Problemi, ansie e dolori.

       Tu sei la chiamata e io sono la risposta,
       Tu sei il desiderio, e io la sua realizzazione,
       Tu sei la notte, e io il giorno.
       Cos'altro? È abbastanza perfetto,
             È perfettamente completo,
             Io e te,
             Cos'altro— ?
Strano come soffriamo nonostante tutto questo!

(da Poesie d’amore e altre, 1913)

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A volte basta isolarsi per vedere le cose da un altro punto di vista: l’amore appare in tutta la sua interezza al poeta e scrittore inglese David Herbert Lawrence quando, in  fuga per l’Europa con Frieda von Richthofen, si trova ad osservare il crepuscolo sul fiume Sieg nei pressi della cittadina tedesca di Hennef. In quell’atmosfera serena scompaiono tutti gli inutili orpelli e la realtà appare finalmente nuda: un grande amore sì, ma destinato a essere tormentato.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Solo chi ama trova l'amore, / e non ha bisogno di cercarlo.
DAVID HERBERT LAWRENCE, Altre viole del pensiero

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David Herbert Richards Lawrence (Eastwood, 11 settembre 1885 – Vence, Francia, 2 marzo 1930), scrittore, poeta, drammaturgo, saggista e pittore inglese, considerato tra le figure più emblematiche del XX secolo. Insieme a diversi scrittori dell'epoca, fu tra i più grandi innovatori della letteratura anglosassone, soprattutto per le tematiche affrontate.


mercoledì 29 aprile 2026

Il drago


EUGENIO MONTEJO

MEZZA VITA

Ho provato il dolore della mezza età
quando il drago rotolò davanti ai miei piedi, già morto,
quel drago che nel corso degli anni
aveva lasciato sangue sulla mia spada,
tagli d'ala
e fiamme con cui combattevo da solo, senza tregua,
in ogni momento.

Ricordavo i ruggiti notte dopo notte,
i suoi artigli fulminanti,
i libri che leggevo per placarlo,
vecchie poesie con cui lo tenevo a bada.

Ho provato il dolore della nezza età
quando il ruggito è cessato
e ho capito che la mia anima era la sua caverna,
che ero il mio drago, il mio nemico immediato.

Tutto il suo fuoco inutile, la sua insistenza
nell'ungermi cavaliere
senza mai riuscirci
divennero questa smorfia di cenere,
questo grido perso nelle sue fauci.

(da Territudine, 1978)

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Nel 1978, quando scrive Territudine, il poeta venezuelano Eugenio Montejo ha quarant'anni: a metà del cammino è naturale trarre un bilancio. Fino ad allora nei suoi versi prevalevano l'angoscia della fine e  il fantasma della solitudine, il "drago" appunto, nutrito e addomesticato dalle "vecchie poesie". Ma, dopo aver capito di essere egli stesso a creare quel drago, Montejo inizia un nuovo dialogo con la realtà, uscendo dalla caverna oscura, aprendosi ai boschi, alle piante, agli uccelli, al paesaggio, alla natura, al cosmo...

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LUCIAN FREUD, "AUTORITRATTO"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Quaranta passi aprono già un cammino / e altri quarant'anni di mezza vita, /  ciò che resta è il girotondo del tempo.
EUGENIO MONTEJO, Tropico assoluto

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Eugenio Montejo (Caracas, 19 ottobre 1938 – Valencia, 5 giugno 2008), poeta e saggista venezuelano. Professore, universitario, fu diplomatico a Lisbona. La sua poesia si caratterizza per una forma ricca e testuale e per la padronanza delle forme. Nel 2004 ottenne il Premio Octavio Paz.


martedì 28 aprile 2026

Affinché altri


VINICIUS DE MORAES

IL POETA

Occhi che raccolgono
Solo tristezza e addii
Affinché altri possano guardare
Con amore i propri.

Mani che riversano solo
Silenzi e dubbi
Affinché altri possano essere
Vedovi dei propri.

Labbra che disdegnano
Le cose immortali
Affinché altri possano avere
Baciarle tanto.

Parole che
Pronunciano sempre un giuramento
Affinché servano
per l’eternità.

(da Per vivere un grande amore, 1962)

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Il poeta brasiliano Vinicius de Moraes esplora l'essenza dell'anima artistica: il poeta è un essere che vive le proprie emozioni e le trasforma perché altri godano i frutti di quella sua esperienza. La vita del poeta come un "continuum di dolore straziante", illumina la "visione della bellezza" indicando ai lettori la strada.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La materia del poeta è la vita, e solo la vita, con tutta la sua sordidezza e sublimità. Il suo strumento è la parola.
VINICIUS DE MORAES, Per vivere un grande amore

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Marcus Vinícius da Cruz de Mello Moraes (Rio de Janeiro, 19 ottobre 1913 – 9 luglio 1980), poeta, cantante, compositore, drammaturgo e diplomatico brasiliano. Di famiglia facoltosa, fu addetto d’ambasciata a Los Angeles e Parigi. Nel 1958 diede il via alla bossanova con i testi scritti con Jobim di Canção do amor demais, album di Elizeth Cardoso. Si sposò nove volte.


lunedì 27 aprile 2026

La mia speranza


ARSHI PIPA

LA LAMPADA

Ti supplico, non chiudere la finestra,
oh, donna sconosciuta,
sogno i tuoi movimenti,
la tua voce che evoca la primavera!

Ti prego, non spegnere la lampada,
la desidero ardentemente stanotte,
la mia speranza nell'oscurità,
come una vela non sfiorata dal vento.

(da Il libro della prigione, 1959)

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Una poesia che ricorda una canzone di Lucio Dalla, La casa in riva al mare: un carcerato si innamora della donna che vede ogni giorno dalla finestra della sua cella. Arshi Pipa, poeta albanese imprigionato dal 1946 al 1956 perché oppositore del regime comunista di Enver Hoxha, vede in quella lampada scorta dalla prigione - in realtà un durissimo campo di lavori forzati -  un segno di speranza, quella speranza che colse fuggendo dopo il rilascio prima a Sarajevo e poi negli Stati Uniti.

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FOTOGRAFIA © PETER GRIFFIN/PDP

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Albe che non si possono vedere / devono essere evocate dai sensi.
ARSHI PIPA, Poesie

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Arshi Pipa (Scutari 28 luglio 1920 – Washington,D.C, 20 luglio 1997), filosofo, scrittore, poeta e critico letterario albanese. Incarcerato perché oppositore del regime comunista, passò dieci anni in prigione. Riteneva una "mostruosità" l'unificazione della lingua albanese voluta dal governo sopprimendo il ghego a favore del tosco.


domenica 26 aprile 2026

Angelo caduto


THÉOPILE GAUTIER

ADDIO ALLA POESIA

Vieni, angelo caduto, chiudi le tue ali rosa;
togliti la veste bianca, i raggi che indorano i cieli;
devi, dal cielo, dove una volta eri solito salire,
volgerti, come una stella cadente, cadere nella prosa.
 
Ora i tuoi piedi d'uccello si posino sulla terra;
Non è il momento di volare: cammina!;
Chiudi in cuore il tuo tesoro di musiche;
lascia che la tua arpa si riposi.
 
Povero figlio del cielo, canteresti invano;
non capirebbero il tuo linguaggio divino;
Il loro orecchio è chiuso ai tuoi dolci suoni!
 
Ti prego: o angelo dagli occhi azzurri, prima,
di partire, trova il mio pallido amore, che adoro,
e dalle sulla fronte un lungo bacio d'addio.

(da España, 1845)

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Nel 1845 lo scrittore francese Théophile Gautier va incontro a una crisi di ispirazione poetica che lo attanaglierà per una decina d'anni. Ne è malinconica testimonianza questo sonetto. Ne emergerà con un linguaggio diverso, cristallino, in grado di liberare le emozioni esistenziali ed estetiche.

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ABBOTT THAYER, "FIGURA ALATA"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il critico che non ha prodotto nulla è un vile; è come un abate che corteggia la moglie di un laico: questi non può rendergli la pariglia, né battersi con lui.
THÉOPHILE GAUTIER, Madamigella di Maupin

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Pierre Jules Théophile Gautier (Tarbes, 30 agosto 1811 – Neuilly, 23 ottobre 1872), scrittore, poeta, giornalista e critico letterario francese. Attratto dalla letteratura romantica, con la raccolta di poesie Smalti e cammei (1852), liriche di forma impeccabilmente cesellata, schiuse la via alla scuola parnassiana.


sabato 25 aprile 2026

David Malouf


«Siamo profondamente rattristati nell'annunciare la scomparsa dello scrittore e poeta David Malouf» ha comunicato la casa editrice Penguin Random House Australia. «David Malouf ha scritto opere di narrativa, saggistica, poesia, libretti e opere teatrali, lasciando un'impronta significativa e duratura sulla letteratura australiana». Nato nel 1934 da padre di origini libanesi cristiane e da madre inglese ebraica, visse in Europa dal 1959 al 1968 per poi tornare in patria e dividersi tra Australia e Toscana dal 1978. Come poeta, evoca un rapporto metamorfico tra uomo e natura, nel tentativo di riconquistare il primordiale stato edenico.

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FOTOGRAFIA © SAMUEL WIKI

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LA FESTA DEI GRANCHI

Impossibile più vicino
di così. La lingua s’infila
nel più intimo, nel più soave
dei tuoi angolini. So tutto,

ora so tutto dei tuoi segreti.
Spaccato il guscio
più niente tra di noi.

Assaporo il chiaro di luna

Fattosi carne
e le bolle che salgono su
dalle acque di scolo. M’immergo
tra radici e bacche di mangrovie

sotto cenere di luna, al freddo.
Sapevo che la baia
era più d’un semplice scintillio,

sapevo che se esistevi
potevo penetrare
nella tua vita e giù in fondo
afferrare le tue abitudini e conoscendo
le nostre differenze giungere a pensare che siamo
una cosa sola.

(da Poesia, n. 12 – Dicembre 1989 - Traduzione di Graziella Englaro)

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CHINARSI PER BERE

Inalare il dolce profumo dell'erba
di colline lontane, troppo ripide
da scalare, troppo lontane da vedere
in questa manciata d'acqua
raccolta dalla diga del fiume.

Toccare il cielo dove, come
un'unica ala, la mia mano
si immerge tra le nuvole. Assaporare
l'ombra dei salici da cesto,
il colore delle felci.

Un trespolo, color cucchiaio, si arrampica
dove la luna è tramontata, lasciando
bolle bianche,
e scolari in picnic
dondolano appesi a una corda - a testa

in giù i talloni illuminati dai raggi, come angeli
si tuffano nel sole
a mezzogiorno, nel silenzio
della pineta che sovrasta
una fattoria incassata nella collina.

Sorbire tutto questo
con le labbra, trattenerlo
nel palmo della mano.
E più in basso il sibilo
dei vulcani, la caduta di massi

e i metalli incandescenti che si raffreddano
in profondità blu-nere centinaia
di secoli fa.
Cogliere tutto questo
come lo coglie l'acqua:

la luce, il dolce sapore dell'erba
e il respiro lungo
dei bambini: un paesaggio
riflesso, trattenuto per un istante
e poi lasciato andare di nuovo.

(da Poesie 1959-1989)



  LA FRASE DEL GIORNO  

Solo ciò che è misteriosamente nascosto in noi, che si cela a noi, mi interessa davvero. La maggior parte dei miei scritti, sia in poesia che in prosa, riguarda il capire perché l'interesse, la perplessità, l'incapacità di lasciar semplicemente passare qualcosa.
DAVID MALOUF, Poetry International, 14 giugno 2011

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David George Joseph Malouf (Brisbane, 20 marzo 1934 – 22 aprile 2026), poeta e scrittore australiano.Sia nelle liriche che nei romanzi ricorrono alcuni temi tipici della sua produzione: la fanciullezza in Australia, la peculiarità del Paese, l'attrazione per l'Europa, l'identità, spesso modulati in un continuo gioco di opposti.


venerdì 24 aprile 2026

Esprimere il vento


GABRIEL FERRATER

ATTRAVERSO I TEMPERAMENTI

Alcuni pini, troppo sensibili, si contorcono,
rivelando la loro patetica consapevolezza
mentre adempiono a questo compito lirico
di esprimere il vento, che arriva puro.
Le radici scricchiolano sorde e i rami
esultano nel dolore, proclamando
la gravità del soffio dello spirito. Il vento,
quando lascia la foresta, è corrotto dai lamenti.

(da Le donne e i giorni, 1968)

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Gabriel Ferrater, poeta catalano disilluso e realista, si allontana da una visione romantica o meramente estetica della natura per presentare una visione esistenziale quasi grottesca: i pini sono strumenti, ma il loro dovere lirico è quello di filtrare la poesia del vento. Il contatto con la realtà corrompe la purezza originaria dell'elemento poetico.

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FOTOGRAFIA © DIANA DINAEVA/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Questo / flusso insistente, sempre crescente di parole erode / i margini della vita che credevo reale.
GABRIEL FERRATER, Diario de poesía, n. 61, Settembre 2002




Gabriel Ferrater i Soler (Reus, 20 maggio 1922 – Sant Cugat del Vallès, 27 aprile 1972), poeta spagnolo di lingua catalana. La sua poesia, caratterizzata dal realismo e dall’uso di temi quotidiani e colloquialismi, tratta di amore, di erotismo e della nostalgia per il passato.


giovedì 23 aprile 2026

Sabbia rossa del Sahara


ALBERICO SALA

LA SABBIA ROSSA

L'Africa che inseguivi con le rondini,
la freccia madida nel bungalow (primizie
sono rimaste nel ventre dell'isolotto),
è arrivata con la pioggia sul terrazzo.
Sabbia rossa del Sahara, petrolio e sangue.
Ha volato sette giorni. Ora, blocca le uscite,
minaccia la moquette, da asciugare con il fon.
Nella notte ambrosiana, presso la luna,
bruciano i fari della torre di guardia.

Maggio 1973

(da Chi va col lupo, Rusconi, 1975)

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Nei mesi primaverili non è raro che giunga con la pioggia la sabbia del Sahara, in Lombardia è capitato pochi giorni fa con un acquazzone di aprile: è un  fenomeno per cui la pioggia, a causa della presenza di finissime particelle di sabbia del Sahara portata dal vento per lunghe distanze, assume una colorazione rossa e, una volta asciugata, lascia un sottile strato polveroso sulle superfici. A uno di questi eventi si riferisce il poeta Alberico Sala: è l'Africa sognata e ricordata da un viaggio a giungere nella casa milanese con quella sabbia rossa.

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FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La sabbia è un po' come la bellezza: la riconosciamo quando la vediamo o la tocchiamo, ma sembra difficile da descrivere.
MICHAEL WELLAND, Sabbia: la storia infinita

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Alberico Sala (Vailate, 11 marzo 1923 - 25 novembre 1991), scrittore, poeta e critico d'arte italiano. Fu giornalista e critico cinematografico all’Eco di Bergamo, Corriere d’informazione, al Corriere della sera e al Giorno. Tra i suoi temi la vita familiare, la pianura bergamasca e la condizione del vivere moderno.


mercoledì 22 aprile 2026

Siamo stati tutti fratelli


LENORE KANDEL

POESIA DELL'ILLUMINAZIONE

Siamo stati tutti fratelli, ermafroditi come ostriche
accordando sconsideratamente le nostre perle
nessuno aveva inventato ancora la proprietà
né la colpa o il tempo
guardavamo le stagioni passare, eravamo cristallini come neve
e ci fondevamo dolcemente in sempre nuove forme
mentre le stelle roteavano attorno a noi
non conoscevamo il tradimento
noi stessi eravamo perle
irritanti trasmutati in splendore
e offerti sconsideratamente
le nostre perle divennero più preziose e i nostri sessi stabili
la mutabilità accrebbe un guscio, concepimmo lingue diverse
nuove parole per nuovi concetti, inventammo le sveglie
le recinzioni la lealtà
eppure… anche ora… simulando una comunione
infinite percezioni
mi ricordo
siamo stati tutti fratelli
e offriamo sconsideratamente

 
(da Word Alchemy, 1967)

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La poetessa statunitense Lenore Kandel evoca il tempo dell'innocenza della razza umana, quello dell'uguaglianza narrato dal mito del Simposio di Platone: "La forma di ciascun uomo era rotonda: aveva la schiena e i fianchi di aspetto circolare, aveva pure quattro mani, quattro gambe e due volti su un collo rotondo, del tutto uguali. Sui due volti, che poggiavano su una testa sola dai lati opposti, vi erano quattro orecchie, due organi genitali e tutto il resto come può immaginarsi da tutto questo".  Zeus li divise a metà, per indebolirli, facendo perdere a uomini e donne quell'unità che era la loro forza.

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ADRY DEL ROCIO, "CATTURANDO IL SUONO DELL'ANIMA"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Accetta l'essere che sei e illuminati / con la tua stessa chiara luce.
LENORE KANDEL, Il libro dell'amore

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Lenore Kandel (New York, 14 gennaio 1932 – San Francisco, California, 18 ottobre 2009), poetessa statunitense. Associata alla Beat Generation e alla controcultura hippie. La sua poesia, essenzialmente The Love Book (1966) e Word Alchemy (1967) tratta amore e sensualità, e incorse per i testi espliciti nella censura del tempo.


martedì 21 aprile 2026

Solo fiori


KO UN

COME POSSONO ESISTERE SOLO FIORI?

Come possono esistere solo fiori?
da quella parte
osserva anche l’arido letto del fiume
niente degno di essere visto
quello potrebbe essere il tuo amore.

(da Fiori di un istante, 2001)

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C'è molto dell'esperienza buddhista del poeta sudcoreano Ko Un, che fu monaco per un periodo della sua vita: la realtà va accettata nella sua interezza, unendo il bello e il brutto. L'amore non è solo nella perfezione, ma anche nella desolazione e nell'imperfezione.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Questo mondo… / qui una farfalla che svolazza / lì la dimora di un ragno.
KO UN, Fiori di un istante

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Ko UnKo Un (Kunsan, 1° agosto 1933), è il massimo poeta sudcoreano del XX secolo. Monaco buddista, tornò allo stato laicale disgustato dalla corruzione del clero. Prese parte alla lotta per i diritti umani nel suo paese negli anni del regime militare, finendo anche in carcere. Sposatosi nel 1983, la sua vita si fece più tranquilla. È stato più volte candidato al Premio Nobel.


lunedì 20 aprile 2026

Un pezzo di teatro


PATRIZIA CAVALLI

SE ORA TU BUSSASSI ALLA MIA PORTA

Se ora tu bussassi alla mia porta
e ti togliessi gli occhiali
e io togliessi i miei che sono uguali
e poi tu entrassi dentro la mia bocca
senza temere baci diseguali
e mi dicessi : " Amore mio,
ma che è successo? "
sarebbe un pezzo
di teatro di successo.

(da L'io singolare proprio mio, Einaudi, 1992)

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Con tono disadorno e spento, come caratteristico del suo stile, Patrizia Cavalli racconta un sogno d'amore: c'è qualcosa di magnetico in questo incontro desiderato, il gesto quotidiano e quasi banale di togliersi gli occhiali diventa quasi un rito di svelamento. L'ossessione amorosa precipita però nell'ironico finale che rende la scena - come spesso accade nei versi della Cavalli - osservata dall'esterno.

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JACK VETTRIANO, “NON SI TORNA INDIETRO”

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Ma per favore con leggerezza / raccontami ogni cosa / anche la tua tristezza.
PATRIZIA CAVALLI, L'io singolare proprio mio

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Patrizia Cavalli (Todi, 17 aprile 1947 – Roma, 21 giugno 2022), poetessa e scrittrice italiana. La sua lirica, limpida e diretta, rivela spesso un'intensa drammaticità. Traduttrice di Shakespeare, ha anche riempito i teatri, dando alla letteratura una dimensione scenica, portando in scena l’amata Emily Dickinson.


domenica 19 aprile 2026

La tentazione di Spinoza


ZBIGNIEW HERBERT

IL SIGNOR COGITO RACCONTA LA TENTAZIONE DI SPINOZA

Baruch Spinoza di Amsterdam
desiderava ardentemente raggiungere Dio

mentre molava le lenti
nella sua soffitta
attraversò una tenda
e improvvisamente 
si trovò faccia a faccia con Lui.

Parlò a lungo
(e mentre parlava,
la sua mente e la sua anima
si stavano espandendo)
formulò domande
sulla natura umana

– Dio si accarezzò la barba distrattamente.

chiese della causa prima

– Dio fissò l'infinito

chiese della causa ultima

– Dio si schioccò le nocche
o si schiarì la gola.

Quando Spinoza smise di parlare
Dio gli disse

- Parli splendidamente, Baruch
mi piace il tuo latino geometrico
e anche la tua sintassi chiara
la simmetria dei tuoi argomenti.
Parliamo, però,
di Cose Veramente
Grandi

- guarda le tue mani 
rovinate e tremanti

- ti stai rovinando la vista 
in questa oscurità 

- mangi male
ti vesti come un mendicante

- comprati una casa nuova
perdona quegli specchi veneziani
che riproducono la superficialità

- sii indulgente con i fiori tra i capelli
con le canzoni da ubriachi

- preoccupati del reddito
come il tuo collega Cartesio 

- sii astuto
  come Erasmo

- dedica un trattato
a Luigi XIV
tanto non lo leggerà

- placa
la furia del tuo razionalismo
perché a causa di essa i troni cadranno
e le stelle diventeranno nere

- pensa
a una donna
che possa darti un figlio

- vedi, Baruch
stiamo parlando di Cose Grandi

- desidero essere amato
dagli incivili e dai violenti
perché sono gli unici
che veramente mi desiderano

poi cala la tenda
e Spinoza rimane solo
 
non vede nessuna nuvola dorata
né alcuna luce dall'alto

tutto ciò che vede è il buio

e sente lo scricchiolio dei passi sulle scale
che scendono e si allontanano.

(da Il Signor Cogito, 1974)

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Baruch Spinoza, filosofo olandese del XVII secolo, persona fieramente indipendente che si manteneva lavorando lenti e che si spostava frequentemente da un alloggio all'altro ad Amsterdam, era noto come "l'uomo inebriato da Dio". La sua dedizione alla libertà di pensiero e di parola lo portò a rifiutare una cattedra all'Università di Heidelberg e una pensione offertagli dal re francese Luigi XIV, perché questa lo obbligava a dedicare un'opera al sovrano. Il poeta polacco Zbigniew Herbert si immagina un incontro soprannaturale in una vecchia soffitta tra il filosofo e il Dio tanto ricercato: Dio parla con voce bonaria e rimprovera Spinoza di concentrarsi sulle cose prime e sulle cose ultime ignorando quello che davvero è importante e lo invita a essere più indulgente e ad accettare i compromessi senza considerare il razionalismo come un dogma.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Ma conservo ancora l'illusione che la poesia sia un tentativo di imporre un po' d'ordine e crei la possibilità di comunicare con le persone attraverso l'espressione di emozioni.
ZBIGNIEW HERBERT, Herbert l'ignoto

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Zbigniew Herbert (Leopoli, Ucraina, 29 ottobre 1924 – Varsavia, 28 giugno 1998), poeta, saggista e drammaturgo polacco. Discendente del poeta inglese George Herbert, durante la Seconda guerra mondiale prese parte alla Resistenza contro i nazisti. Esordì nel 1950 e la sua opera più nota è Il signor Cogito. Esule a Parigi dal 1986 al 1992 , tornò in Polonia dopo il trionfo di Solidarność.


sabato 18 aprile 2026

Con quanta dolcezza


CECILIA MEIRELES

ALBA IN CAMPAGNA

Con quanta dolcezza questa brezza pettina
la fine seta verde della risaia.
Né ciglia, né piuma, né bagliore di languida
luna, né sospiro di cristallo.

Con quanta dolcezza l'alba trasparente
tesse ariosi disegni di nebbia 
sulla seta fine della risaia! Nessuna lacrima,
nessuna perla, nessuna iride di cristallo...

Con quanta dolcezza le farfalle bianche
allacciano ai fili verdi della risaia
i loro nastri leggeri! Né dita, né petalo,
né il freddo profumo dell'anice nel cristallo.

Con quanta dolcezza l'uccello inatteso
plana da lontano sulla verde risaia!
Cielo caduto, fiore azzurro, ultima stella:
improvviso sussurro ed eco di cristallo.

(da Mare assoluto, 1945)

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Il risveglio della natura è al centro di questi versi della poetessa brasiliana Cecilia Meireles: con pennellate simboliste e delicate ricrea l'atmosfera tranquilla di una risaia dove si riflette la luce dell'alba. L'io lirico è assente, ma è facile immaginare la connessione tra la contemplazione del mondo naturale e il silenzio interiore.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Getta un canto sonoro o silenzioso / su quegli spettacoli instancabili: / fiore dello spirito, altruista ed effimero.
CECILIA MEIRELES, Viaggio

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Cecília Meireles de Carvalho Benevides (Rio de Janeiro, 7 novembre 1901 – 9 novembre 1964), poetessa, insegnante e giornalista brasiliana. Appartenne alla fase spiritualista del Modernismo brasiliano. Risaltano particolarmente nella sua poesia la tecnica e la ricchezza umana.


venerdì 17 aprile 2026

Un luogo lontano


ANISE KOLTZ

ANCHE LA PAROLA

Anche la parola
masticata e rimasticata
che spargo
attraverso il tempo
è un luogo lontano
che non conosco
 
A volte la parola ignora tutto
di se stessa
 
A volte si rifiuta di lasciarsi
adescare
dalla scrittura

(da Galassie interiori, 2013)

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La parola che rifiuta di sottomettersi alla poesia, la realtà che non può essere espressa. La poetessa lussemburghese Anise Koltz è sempre in bilico tra la forza del grido e l'abisso del silenzio: l'equilibrio infatti consente di dare forma all'indicibile, al di là dell'alienazione della parola.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Camminare a piedi nudi / nella poesia / per evitare di turbare / il silenzio / catturato da ogni parola.
ANISE KOLTZ, Galassie interiori

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Anise Koltz (Eich, 12 giugno 1928 - 1° marzo 2023), poetessa lussemburghese. Di origini ceche, tedesche, inglesi e belghe, iniziò a pubblicare in tedesco per poi divenire una delle principali scrittrici in lingua francese. Al suo attivo ha anche dei racconti per bambini e numerose traduzioni.


giovedì 16 aprile 2026

La notte


NIKOS KARÙZOS

LA NOTTE MI SI ADDICE

In effetti, la notte mi si addice.
Prima di tutto, riduce le ambizioni; poi
corregge i pensieri; poi
raccoglie il dolore e lo rende più sopportabile;
seziona con riverenza il silenzio;
acuisce l'olfatto, ma soprattutto, la notte mi avvolge.

(da Dialoghi, 1956)

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Il poeta greco Nikos Karùzos amava la solitudine e la ricerca spirituale: la notte dunque, con la sua oscurità che cancella i colori e nega l'ipocrisia della luce, con il suo silenzio che spegne i rumori della vita quotidiana, diventa un rifugio in cui praticare la profondità esistenziale, la riflessione e l'essenza.

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FOTOGRAFIA © PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

L'amore ti ha colto sull'orlo di un precipizio / con bellezza nera, passione rossa. / Giorno e notte ti sciogli / le parole non esprimono nulla.
NIKOS KARÙZOS, Poesie

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Nikos Karùzos (Nauplia,  17 luglio 1926 – Atene, 28 settembre 1990), poeta della prima generazione del dopoguerra. La sua poesia, caratterizzata come filosofica, religiosa, mistica, si distingue per un traboccamento esistenziale, che la spinge  verso la fusione con l'universo sensibile.


mercoledì 15 aprile 2026

Se guardi un orologio


JOSÉ MANUEL CABALLERO BONALD

DIDATTICA

Se guardi un orologio e aspetti impassibile
che passi un minuto,
finalmente capirai in cosa
consiste l'eternità.
                    Fermati, viaggiatore,
                                         ascolta
quei battiti perentori, quell'incommensurabile
spostamento del tuo cuore
che lascia, per istanti, un grande vuoto abisso
tra l'effimero e il permanente.

L'istante che passa occupa tutto il tempo.

Non c'è fine né inizio:
solo tutto e niente equidistanti.

                                                            (EMPEDOCLE, Polemos)

(da Diario di Argónida, 1997)

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Il poeta spagnolo José Manuel Caballero Bonald svolge una meditazione lirica sulla percezione del tempo, tema centrale della sua opera, e lo fa inserendo un suggerimento, quell'accenno ad Empedocle, filosofo greco che concepiva la realtà come un continuo "polemos", una guerra o una lotta in cui la vita stessa nasce da un equilibrio dinamico tra le forze opposte di unione e disunione. Caballero Bonald legge paradossalmente l'eternità nell'istante: l'eternità non è una quantità infinita di tempo, ma la consapevolezza assoluta di un singolo secondo che si dilata.

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MIHAI CRISTE, “IL NAUFRAGIO DELTEMPO”

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il tempo si cela già / come un errore di battitura sul bordo di una pagina bianca.
JOSÉ MANUEL CABALLERO BONALD, Diario di Argónida

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José Manuel Caballero Bonald (Jerez de la Frontera, 11 novembre 1926 – Madrid, 9 maggio 2021), poeta e scrittore spagnolo. Di famiglia cubana, studiò Astronomia e poi Lettere e Filosofia. Militante antifranchista, appartenne a l gruppo poetico dei ‘50. Nel 2012 vinse il Premio Cervantes. È noto per il suo stile barocco e ampolloso.


martedì 14 aprile 2026

I mondi si susseguono


ISABEL FRAIRE

LA NOTTE VOLA ALTA

La notte vola alta,
le parole
cadono come fogli di carta srotolati,
io e te
ruotiamo attorno a un totem
ricoperto di specchi,
i mondi si susseguono,
attraversiamo trasparenze,
all'improvviso ho la tua mano nella mia,
all'improvviso non ce l'ho più,
da lontano ti contemplo,
costruisco ponti,
parlo,
le mie mani cadono nell'acqua,
siamo uniti dalla speranza di ritrovarci

(da Solo questa luce, 1969)

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Una storia d'amore raccontata con poche immagini oniriche, taglienti come un pezzo di specchio: la poetessa messicana Isabel Fraire esplora la connessione e il distacco tra due amanti, fino alla ricerca dell'altro lontano in un vano costruire ponti che forse un giorno di nuovo collegheranno le due rive distanti.

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JACK VETTRIANO, "SFUMATURA DI SCARLATTO"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il mio amore è un girasole pazzo che dimentica / pezzi di sole nel silenzio.
ISABEL FRAIRE, Solo questa luce

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Isabel Fraire (Monterrey, 8 dicembre 1934 – Città del Messico, 5 aprile 2015), poetessa, traduttrice e critica letteraria messicana. Laureatasi alla Facoltà di Filosofia e Lettere dell’UNAM, vi insegnò in seguito Letteratura. Le sue opere indagano con tono angosciante e lacerato la condizione femminile.


lunedì 13 aprile 2026

Un sogno più vivido


TOMAS TRANSTRÖMER

MISTERO PER LA STRADA

Si posò la luce del giorno sul viso di un uomo addormentato.
Gli giunse un sogno più vivido
Ma non si svegliò.
Si posò l’oscurità sul viso di un uomo in cammino
Tra la gente nei raggi di sole
Forti e impazienti.
D’un tratto si fece buio come per il temporale.
Io ero in una stanza che conteneva tutti gli istanti -
Un museo di farfalle.
Tuttavia il sole era forte come prima.
I suoi pennelli impazienti dipingevano il mondo.

(da 17 poemi, 1954)

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Tomas Tranströmer, premio Nobel per la letteratura nel 2011, è un maestro nel catturare la soglia tra la dimensione quotidiana e quella metafisica: il risveglio è rappresentato come uno scontro tra la vastità del subconscio e la realtà fisica. L'uomo che si sveglia è come un viaggiatore che rientra, portandosi  ancora addosso i riflessi di ciò che ha visto nel sogno.

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FOTOGRAFIA © KRISTIN VOGT/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

In sogno scesi in un fosforescente bacino sotterraneo, / una messa fluttuante. / Che forte nostalgia! Che speranza idiota!
TOMAS TRANSTRÖMER, Poesia dal silenzio

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Tomas Tranströmer (Stoccolma, 15 aprile 1931 – 26 marzo 2015), scrittore, poeta e traduttore svedese, Nel 2011 è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: "perché attraverso le sue immagini condensate e traslucide, ci ha dato nuovo accesso alla realtà". La sua opera è posta tra Modernismo, Espressionismo e Surrealismo.