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giovedì 5 novembre 2026

Un certo nome di luogo


LUCIANO ERBA

NOMI DI LUOGO

toi qui pâlis au nom de Vancouver

La cornacchia che attraversa il cielo
gli stecchi della pianta senza foglie
le tegole, l’autunno sopra il tetto
un certo nome di luogo e riappaiono
o non è forse il nome a riapparire
la voce che lo diceva
a farsi udire?

(da L’altra metà, San Marco dei Giustiniani, 2004)

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La poetica di Luciano Erba presenta spesso oggetti quotidiani e di atmosfere discrete, che creano la sobria e tipica oggettività della “Linea lombarda”, in una costante indagine sul meccanismo del ricordo. Un semplice nome geografico - nella epigrafe in francese “toi qui pâlis au nom de Vancouver”, tu che impallidisci al nome di Vancouver – spezza la monotonia del paesaggio autunnale, evocando il passato non solo sotto forma di immagine ma anche nella sua dimensione sonora.

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FOTOGRAFIA © MARCO OTTAVIANO/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Mi ridico per ritrovare la tua voce di allora / certi nomi di luoghi che pronunciavi / indicandoli al di qua della valle.
LUCIANO ERBA, Il male minore

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Luciano Erba (Milano, 18 settembre 1922 – 3 agosto 2010), poeta, critico letterario, traduttore del secondo Novecento, appartenente alla Quarta generazione della Linea Lombarda. Insegnò Letteratura Francese e Letterature Comparate  all’Università Cattolica di Milano.


mercoledì 4 novembre 2026

Un angelo nero


EMILIO PRADOS

NUOVO AMORE

Questo corpo che Dio mi mette tra le braccia
per insegnarmi a camminare nell'oblio,
non so nemmeno di chi sia.

Incontrandolo,
un angelo nero, un'ombra gigantesca,
si è avvicinato ai miei occhi, ed è entrato in essi
silenziosamente e tenacemente come un fiume.

Ha distrutto tutto con la sua corrente.
Ha visitato i luoghi più nascosti e intimi,
li ha smossi; è stato sollevato,
violento, dolce, calpestato e spezzato,
in un altro mondo ai margini del mio bacio:
unico fiore ancora vivo nello spazio,
ha trasformato l'assenza in un fecondo ardore.
Poi nella mia carne ha aperto le sue ampie ali,
trafiggendomi con le sue piume sotto il petto ,
tutto tremore e presagio di altri dubbi…

Non so quale vita, così, possa accendere
l'ingresso di questo angelo per me.
Sono un tempio in rovina,
da quando è venuto da me:
una lanterna vuota;
come una porta chiusa verso l'eternità…

E cosa fossi non lo so: forse lo saprò,
quando questo corpo mi abbandonerà di nuovo
e rinascerò dalle mie labbra
staccate dal calore che le concepisce…

Ma oggi, finalmente, ho fermato il giorno,
ho frantumato il cuore del tempo,
anche se dentro di me come un pugnale
sento crescere l'angelo che mi tormenta.

(da Tierra nueva, n. 7-8, Gennaio-Aprile 1941)

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Emilio Prados, poeta spagnolo della Generazione del’27, presenta una profonda riflessione sull'irruzione di un nuovo amore e sul mistero del corpo e della passione: il suo arrivo destabilizza le identità e le certezze, con la sua forza travolgente scuote l'anima, distruggendo il passato per far posto all'intensità del presente.

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FOTOGRAFIA © DAVID GARCIA/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Essere la forma del mio pensiero di te, / in sua presenza; carne aperta di vento, / dimora d'amore nell'anima.
EMILIO PRADOS, Memoria dell’oblio

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Emilio Prados Such (Málaga, 4 marzo 1899 – Città del Messico, 24 aprile 1962), un poeta spagnolo appartenente alla Generazione del '27 La sua poesia mescola elementi d'avanguardia e surrealisti con le sue radici arabo-andaluse e la poetica purista e neopopolare dell'epoca. Passa dalla ricerca delle corrispondenze della natura con l'alterità dell'essere al senso di sradicamento e solitudine dell'esilio.


martedì 3 novembre 2026

Tutto ciò che è passato


NAPOLEON LAPATHIOTIS

RICORDI

Tutto ciò che è passato per sempre mi tiene prigioniero,
e più tu, Presente, cerchi di bandire il Passato,
più io vi ritorno e non riesco a smettere
di vivere nei ricordi...

È come se qualcosa mi stesse sempre davanti
e, nascondendo e cancellando completamente l'Adesso,
mi impedisse di gioire e persino di aspettarmi
presunti nuovi doni...

A ciò che desidera e a ciò che vive, la mia anima resta estranea
e tu, Voce della Vita, puoi scuoterla
appena e da lontano, come musica
che scaturisce dai ricordi...

La fontana della gioia, ormai morta, si è prosciugata,
e non cerca più miracoli né si aspetta doni,
e nulla può offrirle conforto,
se non tutto ciò che è stato finora...

(da Le poesie, 1939)

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Il tema centrale della poesia è il dominio assoluto del passato sul presente: il poeta greco Napoleon Lapathiotis si dichiara prigioniero dei suoi ricordi, incapace di trovare conforto o gioia nel presente e nel futuro. I versi risentono del tipico spirito del neoromanticismo e del neosimbolismo del periodo tra le due guerre: il senso di rassegnazione riflette lo stato d'animo del poeta sul finire degli Anni '30.

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FOTOGRAFIA © FEYZA DAŞTAN/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Giorno e notte a giocare con le parole, / come, tra loro, devi intrecciarle / e come, insieme, fondere certi suoni, / per racchiudere il Sogno in versi!
NAPOLEON LAPATHIOTIS, Le poesie

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Napoleon Lapathiotis (Atene, 31 ottobre 1888 – 7 gennaio 1944), poeta greco. Nelle sue prime poesie è influenzato dall'estetismo e dalla sensualità che prevalevano all'inizio del XX secolo; nelle opere successive approda a “toni disperati e malinconici, dove prevale il sentimento dell'ideale perduto e la nostalgia”.


lunedì 2 novembre 2026

Il più erudito degli avvocati


EDGAR LEE MASTERS

IL GIUDICE SOMERS

Come accade, ditemi,
che io, il più erudito degli avvocati,
che conoscevo Blackstone e Coke
quasi a memoria, che feci il più gran discorso
che il tribunale avesse mai udito, e scrissi
un esposto che meritò l'elogio del pretore Breese —
come accade, ditemi,
che io giaccio qui, dimenticato, ignoto,
mentre Chase Henry, l'ubriacone della città,
ha un cippo di marmo, sormontato da un'urna,
su cui la Natura in un capriccio d'ironia
ha seminato un cespo in fiore?

(da Antologia di Spoon River, 1915 – Traduzione di Fernanda Pivano)

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Una riflessione per il 2 novembre, il giorno in cui tradizionalmente si commemorano i defunti: Edgar Lee Masters nella sua Antologia di Spoon River ci presenta la figura del giudice Somers e il suo profondo senso di ironia e ingiustizia: era un uomo colto, il più erudito degli avvocati della città, profondo conoscitore delle basi del diritto britannico e americano; eppure, mentre la sua tomba giace oggi anonima e dimenticata, Chase Henry, l'ubriacone del villaggio,è stato onorato con un imponente blocco di marmo sormontato su cui la natura ha fatto persino fiorire una pianta.

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FOTOGRAFIA © PETER DYLLONG/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Credo che ci siano due modi diversi per guardare un cimitero: come un luogo di tristezza e come un giardino "des esprits", un posto pieno di fotografie, di fiori ma anche di epitaffi che parlano d'amore, di bellezza e di resurrezione. Il cimitero è un luogo di tristezza ma anche di struggente poesia.
VALÉRIE PERRIN, Libero, 25 novembre 2020

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Edgar Lee Masters (Garnett, Kansas, 23 agosto 1868 – Melrose Park, Pennsylvania, 5 marzo 1950), poeta, scrittore e avvocato statunitense, noto soprattutto come autore dell'Antologia di Spoon River, raccolta poetica di immaginarie epigrafi tombali del cimitero dell’altrettanto immaginaria città di Spoon River.


domenica 1 novembre 2026

Poesie per novembre XIII


Novembre: due poeti statunitensi dipingono il mese come una figura femminile. Per Robert Frost è un'ospite malinconica e misteriosa, una figura taciturna e contemplativa che cammina tra la nebbia e gli alberi spogli rivelando una bellezza segreta. Phyllis McGinley la caratterizza con tono più ironico e nitido, definendola come una zitella puritana, una donna austera e sobria che rifiuta la vanità.

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FOTOGRAFIA © LEONID DANILOV/PEXELS

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ROBERT FROST

LA MIA OSPITE DI NOVEMBRE

Quando lei, la mia pena, mi è accanto,
   pensa che siano giorni splendidi
questi giorni piovosi d’autunno;
ama l’albero spoglio, sguarnito;
   passa nel fradicio del pascolo.

Il suo piacere non mi darà requie.
   Parla e di buon grado io l’ascolto:
è lieta che manchino gli uccelli,
lieta che il suo morbido grigio
   ora sia argento madido di nebbia.

Gli alberi deserti, desolati,
   la terra smorta, il cielo gravido,
le bellezze che vede così bene,
lei crede che sfuggano al mio sguardo
   e preme per sapere come mai.

Non da ieri conosco l’amore
   per i giorni spogli di novembre,
prima che venga giù la neve,
ma sarebbe vano dirlo a lei,
   e si fanno più belli col suo elogio.

(da Volontà di un ragazzo, 1913 - Traduzione di Silvia Bre)

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PHYLLIS McGINLEY

NOVEMBRE

Via la vanità dell'uomo.
Ecco che giunge in visita
la zia nubile, la puritana,
la zitella per eccellenza.

Predilige un mondo dall'arredo essenziale,
un cielo terso e spoglio,
e vesti d'una sobrietà assoluta,
che indossa con ferma coerenza.

Si adorni pure chi lo desidera
con fronzoli e orpelli;
lei disprezza ogni frivolezza,
dai fiori ai fiocchi di neve.

Il suo stesso parlare è acuto ed essenziale,
intessuto di sottintesi;
tutto in lei è luce dura e sottile,
o ombra netta come quella prodotta dal sole.

Indifferente alla foglia che va alla deriva,
e del tutto priva di malizia,
ignora quasi che nel suo sorriso
si celi un fugace incanto.

Amatela dunque con moderazione;
è questo il modo che lei predilige,
lei che teme l'ardore intenso
di una passione manifesta.

Eppure, amatela un poco. È opportuno,
anche per nostra stessa difesa:
dopo ottobre, sa farsi dolce
il suo gelido buon senso.

(da Per tre, 1961)

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Ascolta. / Con un debole suono secco, / come passi di fantasmi che passano, / le foglie, increspate dal gelo, si staccano dagli alberi / e cadono.
ADELAIDE CRAPSEY, Versi

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Robert Lee Frost (San Francisco, 26 marzo 1874 – Boston, 29 gennaio 1963), poeta statunitense, vincitore di quattro Premi Pulitzer. Le sue poesie, attraverso la raffigurazione con una notevole padronanza del linguaggio colloquiale della vita rurale del New England all’inizio del ‘900, indagano temi sociali e filosofici. La strada non presa è la sua poesia più celebre.


Phyllis McGinley (Ontario, Oregon, 21 marzo 1905 – New York, 22 febbraio 1978),  poetessa e scrittrice di libri per bambini statunitense. La sua poesia, dai versi leggeri, è caratterizzata dall'umorismo, dal tono satirico e dalla valorizzazione degli aspetti positivi della vita suburbana. Vinse il Premio Pulitzer nel 1961.


sabato 31 ottobre 2026

E la nostalgia


ELIZABETH AZCONA CRANWELL

PERMANENZA

Il cielo è curvo e carico di umidità,
un cielo di confessioni incompiute.

È vano riempire i vuoti del pomeriggio con nuovi gesti,
adorare ogni giorno un riflesso diverso, andare a caccia di vita lontano dalla riva del cuore.

La mia solitudine, saccheggiata da amici sorridenti, annega momentaneamente la sua eterna scoperta. E la nostalgia, quell'ardente insicurezza, trionfa sempre su di me.

Sei ancora tu, ancora il tuo tentativo insostenibile,
ancora il tuo volto, la grande disperata dolcezza.

L'amore invecchia, e la tua voce affretta il tramonto inquieto.

Al culmine del tempo, mi dedicherò di nuovo al tuo sguardo.

L'amore sfiorerà molte volte il confine delle notti.

Non ti distruggerà.

(da Gli opposti, 1966)

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Jorge Luis Borges elogiò la poetessa argentina Elizabeth Azcona Cranwell dicendo che sa servirsi di un "linguaggio astratto ma singolarmente vivido e memorabile": rientra in questa categoria il tema della permanenza dell'amore, della sua persistenza anche quando non c'è più, qualcosa di immutabile all'interno del flusso distruttivo del tempo. Anche se il sentimento umano si logora e subisce l'usura degli anni, l'essenza dell'altro — custodita nella memoria e nella poesia — continua a essere presente.

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JIM HOLLAND, "LA CAMICIA AZZURRA"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Ma la mia unica cosa che conta è la sostanza della mia vita. / Il linguaggio mi accade, e le figure nostalgiche accadono in esso, / il fumo del vivere.
ELIZABETH AZCONA CRANWELL, L'impossibilità del linguaggio o i nomi dell'amore

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Elizabeth Azcona Cranwell (Buenos Aires, 10 marzo 1933 – 2 dicembre 2004), poetessa surrealista, traduttrice e critica letteraria argentina. Tradusse William Shand, Dylan Thomas e Edgar Allan Poe e collaborò alla pagina letteraria del quotidiano La Nación.


venerdì 30 ottobre 2026

Un pezzetto di cielo


DIMITRIS ZACHARIS

POESIE

I sogni che facevo
non entravano nelle mie tasche.
Cercavano un pezzetto di cielo.

I pensieri che avevo
non ebbero mai il tempo di trasformarsi in parole.
Si persero come sussurri nel buio più profondo.

Così, per tutto questo,
ho trasformato un quaderno in una barca,
una matita in un albero maestro.
La carta è diventata il mare e io sono partito.

E da allora,
scrivo di ciò che ho dentro
e che nessuno conosce.
Riempio il quaderno con i miei scritti.

La gente la chiama “poesia”
e la apprezza.

Pagina dopo pagina.
Pezzo dopo pezzo,
io mi dissolvo nell'infinito
e rinasco in ogni poesia.

(da La caccia all'attimo, 2025)

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DImitris Zacharis, poeta greco recentemente scomparso a causa della SLA, individua la missione del poeta: si scrive per catturare quello che sfugge, per registrare su carta le emozioni, le sensazioni, i sentimenti, i sogni. La sua stesura funge da vero e proprio meccanismo di salvataggio di fronte alla fragilità del corpo e alla certezza del tempo che scorre. Ogni poesia è come un viaggio, ci si imbarca senza sapere dove porterà.

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MIHAI CRISTE, "IL DIARIO DELLE MAREE"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Oh, non guardarmi nel mondo / Guarda il mondo dentro di me / Lì fioriscono le radici del mio silenzio.
DIMITRIS ZACHARIS, Sano immaginario

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Dimitris Zacharis (Arta, febbraio 1969 - Papagos, 3 ottobre 2026), poeta greco. La sua poesia si pone come un profondo, intimo e coraggioso dialogo con il tempo e l'esistenza, guidato da un forte senso di urgenza interiore dovuto anche alla sua vicinanza con la malattia.


giovedì 29 ottobre 2026

Una goccia d’acqua


CHARLES TOMLINSON

EVENTO

Non sta succedendo
niente. Niente.

Una goccia d'acqua
Si infrange silenziosamente
Una ragnatela si dissolve

Contro questo spazio vuoto
Un uccello smarrito
potrebbe provare la sua voce
Ma nessun uccello lo fa

Sul terreno battuto
I passi
sono più pulsazioni che suoni

Al ritorno
Un po' ubriaco
Nell'aria

Consapevole che non sta succedendo
nulla

(da Scritto sull'acqua, 1972)

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Charles Tomlinson, poeta britannico, vuole farci intendere che non succede niente, ma, naturalmente, sappiamo che questa è una contraddizione, che si tratta di una sfida più complessa e che ci attende un piccolo esercizio filosofico. Deve per forza accadere qualcosa perché ci sia un evento? Basta guardarci intorno e qualcosa inevitabilmente accade, che sia lo stormire di una foglia o il volo di un uccello, o qualcosa di più piccolo come il volo di una mosca o appunto il cadere di una goccia.

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FOTOGRAFIA © DAVID BROWN/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

I rami della quercia ruggiscono dentro la ghianda.
CHARLES TOMLINSON, Scene americane e altre poesie

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Alfred Charles Tomlinson (Stoke-on-Trent, 8 gennaio 1927 – 22 agosto 2015), poeta, traduttore, pittore e accademico inglese. Studiò a Cambridge e insegnò Letteratura Inglese all’Università di Bristol. Tra le sue traduzioni Antonio Machado, Vallejo, Tjutcev, Attilio Bertolucci e Octavio Paz.


mercoledì 28 ottobre 2026

La mia nuda roccia


LEONARD NATHAN

CERCHIA FAMILIARE

Quando lasciai Itaca
per la grande battaglia,
ero una persona solare, intelligente
e determinata, e gentile
per via della mia inesperienza.

Pensavo di tornare presto
perché la Terra è perfettamente
circolare, ma ho scoperto che,
per quanto si voglia andare dritti,
ciò che sopravvive è curvo.

Ebbene, eccomi qui, finalmente,
pellegrino malconcio verso un santuario umile,
la mia nuda roccia e la mia vecchia moglie
disposte con aria cupa ad accogliere ciò che offro:
una cicatrice e una storia incredibile.

Vedo gli occhi di mio figlio sollevarsi furtivamente
dal piatto, mentre chiede a cosa servisse:
battaglia, naufragio e simili bugie.
Serviva a questo, figliolo, a questo:
al mio mangiare e alla tua domanda.

(da Caro sangue, 1980)

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Odisseo, tornato finalmente a Itaca dopo lunghi anni di peripezie, dalla guerra di Troia al lunghissimo drammatico viaggio di ritorno, in questi versi del poeta statunitense Leonard Nathan deve fare i conti con la realtà e la disillusione: la reggia altro non è che un santuario umile, Penelope invecchiata di vent'anni, la fredda e malinconica accoglienza da parte della sua stessa famiglia. Nathan fa riflettere con amara ironia sul divario generazionale e sull'inutilità delle durezze della vita.

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JOHANN AUGUST NAHL IL GIOVANE, "TELEMACO RICONOSCE SUO PADRE"



   LA FRASE DEL GIORNO   

Un uomo che ha vissuto esperienze amare e ha viaggiato a lungo, dopo un certo tempo apprezza persino le sue sofferenze.
OMERO, Odissea

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Leonard E. Nathan (El Monte, California, 8 novembre 1924 – Marin, California, 3 giugno 2007), poeta e critico letterario statunitense. La sua poesia si distingue per l'economia verbale e l'equilibrio tra pragmatismo e lirismo con la convinzione chela parola poetica sia un atto di comunicazione morale in una cultura precaria.


martedì 27 ottobre 2026

Una corda color rum


FRANK MARSHALL DAVIS

LADY DAY

La sua voce, una corda color rum,
Avvolge fili di flanella
Intorno ai lati morbidi di note gravi
Che si siedono correttamente
Sulla loro scala esatta
Lei tira
E le note cadono
Nel suo stampo incandescente
Dal suono fiammeggiante.

(da Black Moods, 2002)

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"Lady Day" è il nomignolo della cantante jazz Billie Holiday: il poeta statunitense Frank Marshall Davis concepisce un vibrante e intimo omaggio alla leggendaria interprete descrivendo la straordinaria potenza vocale ed espressiva della cantante attraverso immagini cariche di intensità visiva e sensoriale. Il testo riflette pienamente lo stile tipico di Davis, profondamente influenzato dalle strutture ritmiche del jazz e del blues.

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IMMAGINE © WALLPAPERACCESS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

La voce bruciata di Billie Holiday / aveva tante ombre quante luci, / un candelabro malinconico contro un pianoforte elegante, / la gardenia, la sua firma, sotto quel volto rovinato.
RITA DOVE, Note di abbellimento

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Frank Marshall Davis (Arkansas City, Kansas, 31 dicembre 1905 – Honolulu, Hawaii, 26 luglio 1987), scrittore, poeta, attivista politico e sindacale e uomo d'affari statunitense. I suoi versi liberi, spesso di impegno sociale, imitano il ritmo sincopato del jazz e la struttura ripetitiva e malinconica del blues.

lunedì 26 ottobre 2026

La luna rossastra


T.E. HULME

AUTUNNO

Un tocco di freddo nella notte autunnale —
Sono andato in giro
E ho visto la luna rossastra sporgersi da una siepe
Come un contadino con la faccia rubizza.
Non mi sono fermato a parlare, ma ho annuito,
E tutt'intorno c'erano stelle malinconiche
Con la faccia bianca come quella dei bambini di città.

(da Per il Natale MDCCCCVIII, 1908)

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Invece di perdersi in lunghe riflessioni morali, in nome della dottrina imagista, il poeta inglese T.E. Hulme, preferisce scattare una rapida "fotografia verbale" capace di suggerire un contrasto tra il mondo rurale e quello urbano antropomorfizzando la luna e le stelle.

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FOTOGRAFIA © ANDREA GAMBIRASIO/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Tutte le emozioni sono il minerale da cui si può trarre la poesia.
T.E. HULME, Poesia e teatro

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Thomas Ernest Hulme (Endon, 16 settembre 1883 – Oostduinkerke, Belgio, 28 settembre 1917), critico e poeta inglese. Attraverso i suoi scritti su arte, letteratura e politica, ha avuto una notevole influenza sul modernismo. Filosofo estetico, fu il padre dell'imagismo. Cadde colpito da una granata durante la Prima guerra mondiale.


domenica 25 ottobre 2026

Un mazzo di baci


RICHARD BRAUTIGAN

L'ATTESA

Mi sembrò che fossero passati
anni
prima
che raccogliessi
un mazzo
di baci
dalle sue labbra
e li mettessi
in un vaso color alba
nel
mio
cuore.

Ma
l'attesa
ne valse la pena.

Perché
ero innamorato.

(da La pillola contro il disastro minerario di Springhill, 1969)

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I versi di Richard Brautigan, poeta statunitense inserito nel postmodernismo e nell'avanguardia della Beat Generation, sono come brevi respiri e del respiro hanno il ritmo. Riesce così a trasformare i baci in fiori che si raccolgono e si conservano,  rendendo l'amore qualcosa di concreto a cui aggrapparsi.

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VLADIMIR KUSH, "ROSE IN ATTESA"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

A tutte le ragazze dovrebbe essere / dedicata una poesia, anche se per farlo /  dovessimo capovolgere questo dannato mondo.
RICHARD BRAUTIGAN, Rommel avanza in profondità in Egitto

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Richard Gary Brautigan (Tacoma, Washington, 30 gennaio 1935 – Bolinas, California, 16 settembre 1984), poeta e scrittore statunitense.  Spesso associato alla Beat Generation e alla successiva controcultura hippy, è una delle voci più originali, eccentriche e malinconiche della letteratura americana.


sabato 24 ottobre 2026

Segni selvaggi


TOMAS TRANSTRÖMER

SCHIZZO IN OTTOBRE

Il rimorchiatore è coperto di ruggine. Cosa ci fa così lontano dalla costa?
È una pesante lampada bruciata, rovesciata dal freddo.
Ma gli alberi conservano ancora i loro colori, segni selvaggi verso l'altra riva,
come se qualcuno volesse essere riportato a casa.

Sulla via del ritorno, vedo funghi dell'inchiostro che spuntano dall'erba.
Queste dita protese in cerca d'aiuto, appartengono
a qualcuno che singhiozza laggiù nell'oscurità.
Noi apparteniamo alla terra.

(da Sentieri, 1973)

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Tomas Tranströmer, poeta svedese insignito con il Premio Nobel 2011, evoca l'atmosfera autunnale tipica del paesaggio nordico, unendo gli elementi quotidiani a una profonda risonanza psicologica ed esistenziale.

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FOTOGRAFIA © EFREM EFRE/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Ogni rappresentazione astratta del mondo è impossibile quanto la planimetria di una tempesta.
TOMAS TRANSTRÖMER, Il grande enigma

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Tomas Tranströmer (Stoccolma, 15 aprile 1931 – 26 marzo 2015), scrittore, poeta e traduttore svedese, Nel 2011 è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: "perché attraverso le sue immagini condensate e traslucide, ci ha dato nuovo accesso alla realtà". La sua opera è posta tra Modernismo, Espressionismo e Surrealismo.


venerdì 23 ottobre 2026

Dammi la mano


MAYA ANGELOU

UNA PRESUNZIONE

Dammi la mano
Fammi spazio
per guidarti e seguirti
oltre questa rabbia di poesia.

Lascia che altri abbiano
l’intimità di
parole toccanti
e amino la perdita
dell’amore

Dammi la mano.

(da Oh, prego che le mie ali mi calzino bene, 1975)

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La poetessa statunitense Maya Angelou in amore privilegia una connessione umana tangibile, una presenza solida e reale, rifiutando le parole astratte e la rappresentazione romantica, propugnando una relazione paritaria ed equilibrata senza alcuna sottomissione.

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FOTOGRAFIA © KENNETH SURILLO/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Non mi fido delle persone che non si amano e mi dicono: “Ti amo”... C’è un proverbio africano che dice: “Stai attento quando una persona nuda ti offre una maglietta”.
MAYA ANGELOU, 16th-annual Families Alive Conference, 8 maggio 1997

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Maya Angelou, nata Marguerite Annie Johnson (Saint Louis, Missouri, 4 aprile 1928 – Winston-Salem, North Carolina, 28 maggio 2014), poetessa, attrice e ballerina statunitense. Secondo Harold Bloom, «La sua poesia ha un vasto pubblico, ma pochissima stima critica. È, in tutti i sensi, "poesia popolare" e non impone al lettore alcuna richiesta formale o cognitiva».


giovedì 22 ottobre 2026

Una rete di sguardi


ROBERTO JUARROZ

POESIA VERTICALE, 1

Una rete di sguardi
tiene insieme il mondo,
gli impedisce di crollare.
E anche se non so cosa accada ai ciechi,
i miei occhi si poseranno su una schiena
che potrebbe appartenere a Dio.
Eppure
cercano un'altra rete, un altro filo,
che va in giro a chiudere gli occhi in abiti presi in prestito
e scatena una pioggia ora senza terra né cielo.
I miei occhi cercano ciò
che ci fa togliere le scarpe
per vedere se c'è qualcos'altro che ci sostiene,
o inventare un uccello
per scoprire se l'aria esiste,
o creare un mondo
per sapere se esiste un Dio,
o indossare i nostri cappelli
per dimostrare che esistiamo.

(da Poesia verticale, 1958)

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È questa la prima delle tante che vanno a comporre la Poesía vertical, ininterrotto fluire lirico del poeta argentino Roberto Juarroz: attraverso gesti minimi ed esistenziali, il testo traduce la vertigine metafisica in un tentativo empirico di verificare la consistenza del reale.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Perché le foglie occupano il posto delle foglie / e non quello che resta tra le foglie? / Perché il tuo sguardo occupa lo spazio davanti alla ragione / e non quello che c’è dietro?
ROBERTO JUARROZ, Poesia verticale

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Roberto Juarroz (Coronel Dorrego, 5 ottobre 1925 – Buenos Aires, 31 marzo 1995), poeta, saggista e bibliotecario argentino. La sua opera, salvo le prime Sei poesie scelte del 1960 è riunita con il titolo unico di Poesia verticale. Varia solo il numero d'ordine, da raccolta a raccolta, fino alla quattordicesima, uscita postuma nel 1997.


mercoledì 21 ottobre 2026

Come la bellezza


FRANCO LOI

I LÀVER FÀNN MURÍ, 'ME LA BELESSA

I làver fànn murí, ’me la belessa
quan’ ciappa l’ànema nel dulur del temp,
ma j öcc în quèl vardàt ne la magressa
che dà l’amur ne la busia del vent..
Ah, làver, nel ciamà
fí cum’i öcc,
stí magher nel slargàss del sentiment!
che ’l temp se möva no, e la busia
se scunda a nüm nel dà de matt del vent.

Le labbra fanno morire, come la bellezza
quando prende l’anima nel dolore del tempo,
ma gli occhi sono quel guardare nella magrezza
che dà l’amore nella bugia del vento..
Ah, labbra, nel chiamare fate come
gli occhi,
state magre nell’allargarsi del sentimento!
che il tempo non si muova, e la bugia
si nasconda a noi nell’infuriare del vento.

(da Amur del temp, Crocetti, 1999)

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Franco Loi esplora il contrasto tra la passionalità delle labbra e la profondità spirituale degli occhi. Attraverso un linguaggio intriso di dolore e dolcezza, il poeta riflette sull'amore capace di svelare la verità nel soffio della vita.

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FOTOGRAFIA © EMMANUEL/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Come si fa a parlare della bellezza? / La forma che sa dire al fiato del cuore?
FRANCO LOI, Lünn

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Franco Loi (Genova, 21 gennaio 1930 – Milano, 4 gennaio 2021) poeta, scrittore e saggista italiano. Autore in dialetto milanese, i temi ricorrenti nelle sue poesie di sono la guerra, la scoperta della presenza del male nella storia, la sensazione di un tradimento perpetrato e di ferite non rimarginabili, l'energia dell'invettiva, il rimpianto di un paradiso perduto, ma anche la costanza dell'invocazione della preghiera.


martedì 20 ottobre 2026

Douglas Dunn


È morto lo scorso venerdì a Edimburgo Douglass Dunn, uno tra i più influenti poeti e accademici scozzesi del secondo Novecento. La sua poetica si distingue per una straordinaria capacità di fondere rigore metrico formale e un'intensa onestà emotiva, affrontando temi radicati nella quotidianità, nell'identità sociale e nell'esperienza del lutto – la sua prima moglie Lesley morì di cancro a 37 anni nel 1981.

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IL CALEIDOSCOPIO

Salire ancora le scale con un vassoio,
potrebbe significare trovarti adagiata sui tuoi libri,
i tuoi inventari che elencano abiti e vestiti
come se ti preparassi per una vacanza.

Oppure, voltandomi dal pianerottolo, potrei trovare
la mia presenza osservata attraverso il tuo caleidoscopio,
una simmetria di mariti, ognuno ridisegnato
in belle forme di preveggenza, preghiera e speranza.

Salgo queste scale una dozzina di volte al giorno
e, sulla porta aperta, aspetto, guardando dentro
il luogo in cui sei morta. Le mie mani diventano un vassoio

che offre me, la mia carne, la mia anima, la mia pelle.
Il dolore ci fa così male. Rimango fermo, aspetto e piango
per l'assurdo perdono, senza sapere perché.

(da Elegie, 1985)

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ANNIVERSARI

Giorno per giorno, nomadi,
passano i nostri anniversari,
date ancorate in un cielo interiore,
fino alla terra più profonda, argilla interiore.
Era un settembre azzurro
quando camminai con te per la prima volta, amore mio,
a Roukenglen e Kelvingrove,
il viale alberato di Inchinnan.
Quel giorno esisterà ancora
molto tempo dopo che ti avrò raggiunto, dove
gli anelli irradiano l'aria polverosa
e i braccialetti legano ogni polso polverizzato.
Ecco che quel giorno ritorna.
Cosa farò? Istruiscimi, cara,
incoraggiatrice imperturbabile,
dolce anima sotto la pioggia atletica
e moglie ora del clima.

(da Elegie, 1985)


Un’altra poesia di Douglas Dunn sul canto delle Sirene:

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   LA FRASE DEL GIORNO   

I poeti spesso mentono, naturalmente, ma si tratta di una subordinazione del testo al servizio della verità.
DOUGLAS DUNN, Studies in Scottish Literature, n. 31, 1999

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Douglas Eaglesham Dunn (Inchinnan, 23 ottobre 1942 – Edimburgo, 16 ottobre 2026), poeta scozzese. In lui si avvertono ancora echi della passione sociale di Auden. Ma per lui il poeta è un estraneo che racconta, un fotografo immerso nella contraddizione tra la ricerca di obiettività e l'ansia data dalla consapevolezza di non poter penetrare la realtà altrui.


lunedì 19 ottobre 2026

Spensierato come un’idea


NIKOS KARÙZOS

UN FIORE ISOLATO

Più profondo dell'amore e del tumulto
che il desiderio desta nel petto,
un fiore vive tutto solo sullo scoglio marino.
Quale voce lo ha reclamato, sembrando rivelare
una serenità sconosciuta attraverso sfumature sottili...
Esposto alle insidie ​​della gioia,
è spensierato come un'idea.

(da Il cervo delle stelle, 1962)

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Il fiore sbocciato solitario sullo scoglio in riva al mare in questi versi del poeta greco Nikos Karùzos non simboleggia semplicemente la solitudine, ma uno stato che trascende le interpretazioni umane delle passioni: la sua presenza trasmette una calma misteriosa e universale, espressa in piccoli colori, lontana dal trambusto del mondo. E se la sua esistenza è esposta agli elementi, resta assolutamente libera e immateriale.

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FOTOGRAFIA © CARBOXHALDEYDE/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

È la voce da una profondità: / per sempre / niente per mani vere, / un solitario, / impotente estatico / in questa improvvisa celebrazione del secondo / in cui il mondo si arrende.
NIKOS KARÙZOS, Poesie

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Nikos Karùzos (Nauplia,  17 luglio 1926 – Atene, 28 settembre 1990), poeta della prima generazione del dopoguerra. La sua poesia, caratterizzata come filosofica, religiosa, mistica, si distingue per un traboccamento esistenziale, che la spinge  verso la fusione con l'universo sensibile.


domenica 18 ottobre 2026

Il giorno di ottobre


R.S. THOMAS

AUTUNNO IN CAMPAGNA

Un uomo, un campo, silenzio — cosa c'è da dire?
Vive, si muove, e il giorno di ottobre
Brucia lentamente.
                                  La storia si fa
Altrove; le ore sacrificate alla lama del tempo
Non contano qui. Le foglie grandi e piccole,
Cadute dai rami, cadono senza rimpianto
Sulle sue spalle. Puoi guardare invano
Attraverso la finestra degli occhi; sul suo misero focolare
L'anima sottile e timida non ha ancora iniziato il suo regno
Sull'oscurità. Bellezza, amore e allegria
E gioia sono estranei lì.
                                              Devi rivedere
La tua insipida filosofia della natura, la terra
Non ha di per sé il potere di rendere saggi gli uomini.

(da Un acro di terra, 1952)

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R.S. Thomas, poeta gallese, offre una visione cruda e anti-romantica della vita rurale e del rapporto tra l'uomo e la natura, rifiutando l'idea che la terra possieda un potere intrinseco di elevazione spirituale o morale.

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FOTOGRAFIA © LISA FOTHIOS/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

I versi dovrebbero essere naturali / come il piccolo tubero che si nutre di fango / e cresce lentamente da un terreno ottuso / fino al bianco fiore di immortale bellezza.
R. S. THOMAS, Poesia per cena

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Ronald Stuart Thomas (Cardiff, 29 marzo 1913 – Pentrefelin, 25 settembre 2000), pubblicato come RS Thomas, poeta gallese e sacerdote anglicano. Noto per il suo nazionalismo , la sua spiritualità e la sua avversione all'anglicizzazione del Galles, gran parte della sua 'opera incentrata sul paesaggio e sul popolo gallese, temi con sottotesti sia politici che spirituali.


sabato 17 ottobre 2026

Sul candido del foglio


PIERLUIGI CAPPELLO

POIEIN

Tu sei di qui, di questo mondo
l’ombra delle tue dita si stampa
sul candido del foglio, la punta della penna;
stai dentro le parole, stai ogni giorno dentro le parole
nella forma delle cose mentre le si osserva
e ogni forma diventa una forma di tristezza
il tuo lungo ingresso alla cenere.

Rimetta a noi i nostri cieli la parola aggiustata,
un segnale nutrito dal lampo nel poco di nessun conto
nel conto dei giorni vissuti senza cura
e abbracci, ma senza abbagliare,
ogni minuto preso dal vento
e il presente di queste mani
come se fosse eterno.

(da Mandate a dire all’imperatore, Crocetti, 2010

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Poièin (ποιεῖν) è il verbo greco che significa fare, creare ed è da lì che deriva il termine "poesia" (ποίησις). Pierluigi Cappello trova in quel verbo il senso profondo dell'atto di scrivere: il poeta è quasi un artigiano che crea da quella pagina bianca, che ne fa il proprio spazio vitale e privilegiato per osservare il mondo e cercare di capirlo.

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FOTOGRAFIA © COTTONBRO STUDIO/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

La poesia ha un aspetto creativo, la folgorazione, l’appunto veloce, l’idea fulminea. Poi tutto questo viene cucito con un lavoro meticoloso, preciso quanto può esserlo quello dell’orafo o di chi, appunto, per rilassarsi, fa aeromodellismo.
PIERLUIGI CAPPELLO, La Lettura, 14 settembre 2014

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Pierluigi Cappello (Gemona del Friuli, 8 agosto 1967 – Cassacco, 1º ottobre 2017), poeta italiano. La sua vita è stata gravemente segnata da un incidente stradale occorsogli quando aveva sedici anni: dallo schianto della sua moto contro la roccia uscì con il midollo spinale reciso e una perenne immobilità. Ha scritto numerose opere, anche in lingua friulana.


venerdì 16 ottobre 2026

Piccola donna coraggiosa


EEVA KILPI

PRIMA DI ADDORMENTARMI

Prima di addormentarmi, penso:
domani riscalderò la sauna,
mi coccolerò,
camminerò, nuoterò, mi laverò,
mi inviterò al tè della sera,
mi parlerò gentile e ammirata, lodandomi:
piccola donna coraggiosa,
io credo in te.
 

(da Una canzone d’amore e altre poesie, 1972)

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Autocompassione, gentilezza e cura di sé: la poetessa finlandese Eeva Kilpi scrive una sorta di sintetico manuale sull'esigenza dell'accettazione di sé. Ci ricorda che possiamo riservare a noi stessi la stessa tenerezza e cura che riserveremmo alla persona amata: da questo piacere concreto sorge la fiducia in sé, la sicurezza e la forza per affrontare una nuova giornata.

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CARL VILHELM HOLSØE, "DONNA ADDORMENTATA"
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   LA FRASE DEL GIORNO   

Quando la solitudine non viene turbata, / non c'è più sofferenza.
EEVA KILPI, Cordiali saluti

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Eeva Karin Kilpi nata Salo (Hiitola, Carelia finlandese, oggi Russia, 18 febbraio 1928 – Espoo, 27 giugno 2026), scrittrice, poetessa e attivista femminista finlandese. La sua poesia è caratterizzata da un un’ironia di fondo e tratta i temi dell’esilio, delle relazioni umane e della natura.


giovedì 15 ottobre 2026

Costruttori degli amori aspri


KONSTANTINOS TSATSOS

NOI COSTRUTTORI

Noi, costruttori degli amori muti dei duri,
non cerchiamo un bacio, non cerchiamo una risata;
per i chiodi che sanguinavano alle estremità delle croci,
solleviamo un Vangelo carico di comandamenti.

Siamo stanchi della dolcezza delle ore tranquille,
aprile è alle nostre spalle, abbiamo lasciato il porto
e ci siamo riversati tra le onde, un fardello di rovine,
la vita che la vita ci aveva amorevolmente donato.

Lontano dalla terra, vaghiamo sulle pianure degli oceani...
E di notte, il silenzio della solitudine rimane,
per noi, costruttori degli amori aspri dei muti,
ma c’è una luce, la luce intangibile, lontana, che non muore mai.

(da Le poesie, 1973)

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Costruttori di amori aspri: quanti ce ne sono che non riescono a trovare la via piana, ma navigano all'avventura senza mai trovare il porto, affrontando naufragi e relitti, inquieti non solo nell'amore ma anche nella vita stessa. Come il poeta greco Konstantinos Tsatsos.

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ROB GONSALVES, "CERCANDO IL MARE"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Sappi / che l'amore ti guarda / attraverso due occhi familiari e premurosi, / e che anche se cala la notte, quegli occhi / rimarranno sempre lì , immutabili e spalancati, a guardarti.
KONSTANTINOS TSATSOS, Le poesie

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Konstantinos Tsatsos (Atene, 1º luglio 1899 – 8 ottobre 1987), poeta e politico greco. Presidente della Repubblica Ellenica dal 1975 al 1980.  La sua poetica applica la profonda formazione filosofica di stampo idealista alla creazione letteraria, concependo l'arte poetica come una via di accesso alle idee eterne e al valore spirituale.