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sabato 1 novembre 2025

Poesie per novembre XII


Foglie e vento, rami che si spogliano. E piogge come fiumi, cieli che piangono nel grigio. Il mese di novembre e le sue classiche giornate nei versi di due poeti del Novecento: Vladimír Holan e Vincenzo Cardarelli.

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FOTOGRAFIA © SIMON BERGER/PEXELS

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VLADIMÍR HOLAN

LA SERA DELL’ESTATE DI SAN MARTINO

Per il corpo di rupi e fiumi prende
la scialba luna nere vesti dal suo armadio.
Il rosso della sera invano tenta
d’esser lampone su un rovo.
 
Tempo secco, il giorno già s’abbrevia.
Nei grappoli soltanto è meno buio.
L’autògeno dei grilli sfaccenda
sulle rotaie che portano all’autunno.

 
(da Una notte con Amleto, 1964 – Traduzione di Angelo Maria Ripellino)

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VINCENZO CARDARELLI

NOVEMBRE

C'è un giorno che tutte le formiche escono dal bosco
a fare il fascio per l'invernata.
Sopraggiungono, di lì a poco,
le lunghe piogge autunnali,
simili a un gran pianto dirotto, interminabile.
 
È un pianto che sgorga a fiumi, a torrenti,
fa crescere il lago, solca le strade, rovina i ponti
e dilaga per i campi ostinatamente verdi.
I muri si ricoprono di vellutina.
 
Quando più nessuno se l'aspetta,
un sole freddoloso, più prezioso dell'oro vecchio,
torna poi, ogni mattina,
a trovare le foglie gialle d'acacia
che piovono ancora sui davanzali,
le foglie secche dei platani
che il vento trascina lungo i viali.

 
(da Poesie, 1957)

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Sera di novembre / il vento di un camion che passa / increspa una pozzanghera a bordo strada.
COR VAN DEN HEUVEL, Buio

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Vladimír Holan (Praga, 16 settembre 1905 – 31 marzo 1980), poeta ceco. Dall’astrattismo e dal simbolismo ermetico con cui iniziò a scrivere versi passò a forme più realistiche e pessimistiche, centrate sul destino dell'uomo e della società, attuate con un linguaggio oscuro.


Vincenzo Cardarelli, nato Nazareno Caldarelli (Corneto Tarquinia, 1º maggio 1887 – Roma, 18 giugno 1959), poeta, scrittore e giornalista italiano. Sorta dall’Avanguardia degli Anni Dieci, la sua poetica rivela influssi dell’espressionismo linguistico e del frammentismo, ad esprimere  temi come lo sradicamento, il viaggio, l'adolescenza, la perdita di identità.


venerdì 1 novembre 2024

Poesie per novembre XI


La luce tenue di novembre che stempera gli ultimi colori dell’autunno e illanguidisce in giornate malinconiche è protagonista della poesia di Patrizia Cavalli. La stessa luce che ritrova, disciolta in grigio dalla pioggia nelle calli e nei rii di Venezia, il poeta polacco Adam Zagajewski.

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FOTOGRAFIA © GIOVANNI/PEXELS

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PATRIZIA CAVALLI

OGNI BELLA GIORNATA DI NOVEMBRE

Ogni bella giornata di novembre
è quasi sempre un’occasione persa.
La luce ha fretta
la luce di novembre non aspetta,
ci pensi sopra e non è più in offerta.
E ci si illanguidisce alla promessa
di una felicità, ah, più che certa
se solo avessi avuto l’accortezza
di predisporre il giusto materiale: 
un giro inconcludente in bicicletta
e labbra sfaccendate da baciare.

(da Pigre divinità e pigra sorte, Einaudi, 2006)

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ADAM ZAGAJEWSKI

VENEZIA, NOVEMBRE

Venezia, novembre, nera pioggia, Piranesi
a San Giorgio Maggiore continua a sognare i suoi
terrificanti sogni, che già da tanto tempo
si sono avverati e oggi, pare, annoiano un po'
i giovani visitatori. Essi vorrebbero
altri incubi, sognano di una nuova
paura, di un brivido completamente nuovo.

Piove ancora una pioggia nera e Venezia
curva, ingobbita, insicura,
vestita della pelliccia sfilacciata
dei merletti e le facciate moresche
lentamente scivola nell'inverno
come un infermiere che timidamente e a lungo
bussi alla porta di una cappella di palazzo.

(da Asimmetria, 2014)

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   LA FRASE DEL GIORNO   

La maestosa e cupa povertà di novembre è vividamente visibile nella sua silenziosa pienezza, come le mani vuote dei mendicanti, tese verso di noi da ogni parte..
KONSTANTIN MOSKALETS, L’oro caduto in silenzio

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Patrizia Cavalli (Todi, 17 aprile 1947 – Roma, 21 giugno 2022), poetessa e scrittrice italiana. La sua lirica, limpida e diretta, rivela spesso un'intensa drammaticità. Traduttrice di Shakespeare, ha anche riempito i teatri, dando alla letteratura una dimensione scenica, portando in scena l’amata Emily Dickinson.


Adam Zagajewski (Leopoli, Ucraina, 21 giugno 1945 – Cracovia, 21 marzo 2021), poeta, scrittore e saggista polacco. Esordì nel 1972 con Komunikat. Esponente della New Wave polacca, nel 1976 aderì al Comitato per la Difesa degli Operai e la dittatura comunista gli impedì di pubblicare. Cominciò allora il suo esilio a Houston e Parigi. Tornò a risiedere a Cracovia nel 2002.


mercoledì 1 novembre 2023

Poesie per novembre X


Due poetesse statunitensi per raccontare novembre e due poesie separate da sessant’anni: la prima fu scritta da Adelaide Crapsey nello stile delle sue “cinquains” ad emulare i tanka giapponesi; la seconda, di Rita Dove, è del 1981. Entrambe insistono sul suono novembrino, musica malinconica caratterizzata dal vento e dal ghiaccio, dalle foglie che crepitano e dalla pioggia.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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ADELAIDE CRAPSEY

NOTTE DI NOVEMBRE

Ascolta.
Con un debole suono secco,
come passi di fantasmi che passano,
le foglie, increspate dal gelo, si staccano dagli alberi
e cadono.

(da Verse, 1922)

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RITA DOVE

NOVEMBRE PER PRINCIPIANTI

La neve sarebbe stata facile
scappatoia: quel cielo
che si lasciava andare a un sospiro di sollievo
per aver potuto finalmente
cedere. Niente da fare.
Impiliamo i ramoscelli per bruciarli
in mucchi scintillanti
ma la pioggia non molla.

Così aspettiamo, coltivando
l'umore, suonando la musica
del declino. Ci sediamo
nell'odore del passato
e ci alziamo in una luce
che sta già partendo.
Soffriamo in segreto,
imparando a memoria

uno o due malinconici
versi in tedesco.
Quando arriva la primavera
promettiamo di fare
gli sciocchi. Scendi,
pioggia! Naviga, vento,
con la tua carica di cetre!

Novembre 1981

(da Museo, 1983)

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Sento frusciare le tue foglie e di nuovo rabbrividisco, / ricordo di novembre con la frutta sulle labbra.
MARÍA VICTORIA ATENCIA

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Adelaide Crapsey (Brooklyn, New York, 9 settembre 1878  – Rochester, New York, 8 ottobre 1914), poetessa statunitense. Il suo interesse per il ritmo e la metrica l'ha portata a creare una variazione unica sul cinquain, una forma di 5 versi di 22 sillabe influenzata dall'haiku e dal tanka giapponesi.


Rita Frances Dove (Akron, Ohio, 28 agosto 1952), poetessa e scrittrice statunitense, vincitrice del Premio Pulitzer per la poesia 1987. La sua opera è originale per le varie tematiche affrontate e la meticolosa ricerca linguistica con cui riesce a catturare e trasferire sul foglio emozioni complesse.


martedì 1 novembre 2022

Poesie per novembre IX


Una malinconica gravità è la caratteristica del mese di novembre, che non ha caso si apre con il ricordo dei santi e dei defunti: il poeta tedesco Heinrich Seidel ne sottolinea il carattere grigio e scontroso tra venti, tempeste e gemiti; il poeta catalano Joan Vinyoli ne evidenzia il lato malinconico.

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FOTOGRAFIA © THOMAS BACKA/FLICKR

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HEINRICH SEIDEL

NOVEMBRE

Si deve lodare un mese siffatto;
Nessuno sa infuriare  come questo,
nessuno sa essere così scontroso,
e così senza il sole!
Nessuno geme tra le nuvole in quel modo,
nessuno strilla  così con venti tempestosi!
E come fa tutto bagnato!
Sì, è una vera bellezza.

Guarda che bel tempo spoglio!
E le povere foglie secche,
danzano nel vento
e sono così smarrite!
Il vento le  insegue e volteggia
e le incalza e
le rincorre senza sosta;
Sì, questo è lo spasso di novembre!

E i vetri, come grondano!
E le nuvole come filano
la loro umida rugiada celeste
primordiale ed eterna, opaca e grigia!
Sul tetto le gocce di pioggia:
come palpitano, come sbattono!
Pende scintillante su ogni ramo
come una grande lacrima.

Oh, come si deve lodare quell'uomo
che prevedendo in anticipo
tale sconsiderato furore
ha reso cave le case!
Così possiamo vivere all'asciutto
e con un tranquillo, felice timore
e in beata pace
guardiamo tale abominio!

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JOAN VINYOLI

AUTUNNO

Ora sono nei viali di novembre
dove tutto si calma e sembra cadere
come se si arrendesse. La malinconia indora
campi di ricordi quando il destino non semina.

Tutto adesso è nella campana che rintocca
solenne e mette gravità nell'anima,
bosco dove già il pomeriggio declina,
pieno d'oro e di solitudine.

Gli occhi tristi e malinconici del tramonto,
non si spengono: la languida fiamma
avvicina un altro mondo al nostro,
rende più intima la trama del sogno.
Vita, dove sei? La notte reclama tutto
e un gemito di vento è l'unica risposta.

(da Le ore ritrovate, 1951)

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Il selvaggio novembre viene infine / sotto un velo di pioggia; / Il vento della notte spazza via le sue pieghe, / il suo viso è pieno di pena.
RICHARD HENRY STODDARD

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Heinrich Friedrich Wilhelm Seidel (Perlin, 25 giugno 1842 – Berlino, 7 novembre 1906), poeta e scrittore tedesco. Ingegnere, progettò la stazione ferroviaria di Berlino Anhalt. Vicino al realismo, la sua scrittura dimostra una visione razionalistica del mondo che però non astrae dall’irrazionale.


Joan Vinyoli i Pladevall (Barcellona, 3 luglio 1914 - 30 novembre 1984), poeta catalano. Fortemente influenzato dall’opera di Rainer Maria Rilke, mise in pratica la sua massima: “La poesia non è fatta di sentimenti, ma di esperienze”, coniugando realismo ed esistenzialismo.


lunedì 1 novembre 2021

Poesie per novembre VIII


Bartolo Cattafi era poeta che volgeva la sua ricerca verso il buio e l’inconoscibile. Non è un caso che nelle nebbie di novembre – siciliano trapiantato al Nord – si trovasse confuso. Quello stesso clima, quel freddo che penetra le ossa, quel sole freddo fa pensare alla sua solitudine e alla sua nostalgia anche il poeta triestino Carlo Stuparich.

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FOTOGRAFIA © STUX/PIXABAY

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BARTOLO CATTAFI

IPOTENUSA

Sfusi e confusi in quella
nebbia di novembre
sentimmo al tatto che l’ipotenusa
era mostruoso errore
audace anomalo lì addosso compartecipe
lato scorretto
d’un angolo retto.

(da Marzo e le sue Idi, Mondadori, 1977)

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CARLO STUPARICH

PRINCIPIO DI NOVEMBRE

O freddo sole di novembre, soltanto ricordi mi scalda in questo corpo rabbrividente. La mia vita ronza tutta dentro; guarda i miei occhi, ti pare che vedano la storia del prossimo, o quanto da godere darebbero quelle onde di carne femminile? La mia carne, se la tocchi, ti spaventi del suo poco fermento: è un ingombro di corpo che pesa brutamente sull'esilità nostalgica della mia anima.

Camminando fra due muri secchi - vi pendono tralci di vite intisichita, pampini rossi come gote assai febbrose - sento che la mia vita è tutta qui in questa solitudine soleggiata a freddo. In nessuna parte ho lasciato lembi della mia persona. Qui raccolgo e stringo tutta la mia anima come un lenzuolo piegato fittamente che odora di fresca lavanda.

(da Cose e ombre di uno, La Voce, 1919)

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LA FRASE DEL GIORNO
Proprio novembre. // Ogni cosa ha il suo posto. // Tuttavia l’ignoto è vicino / come un uccello inquieto.
MARIE-CLAIRE BANCQUART, Senza posto tranne l’attesa




Bartolo Cattafi (Barcellona Pozzo di Gotto, 6 luglio 1922 – Milano, 13 marzo 1979),  poeta italiano. La sua poesia spazia sui dilemmi esistenziali con sensibilità di diarista, spesso con uno sguardo metafisico dove sono protagonisti il vuoto e la solitudine. Nei suoi versi il tema del viaggio è una costante metafora del vivere.


Carlo Stuparich (Trieste, 3 agosto 1894 – Monte Cengio, 30 maggio 1916), poeta e scrittore. Scrisse una sola opera: Cose ed Ombre di uno, acclamato dai critici come promessa della letteratura italiana. Durante la prima guerra mondiale, unico superstite del suo plotone decimato sul Monte Cengio, si uccise per non cadere prigioniero degli austriaci.


domenica 1 novembre 2020

Poesie per novembre VII


Eccolo qui il cupo e grigio novembre, sospeso tra i colori allegri e malinconici d’autunno e il verde, rosso e oro che porterà a Natale e al mese delle luci: vento, scricchiolii e castagne per l’inquietudine della poetessa francese Marie-Claire Bancquart; pioggia, legna da ardere e lavori in giardino per l’insensatezza dei rimpianti e dei timori del poeta statunitense Billy Collins.

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FOTOGRAFIA © TIMBER WORKS

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MARIE-CLAIRE BANCQUART

L’IGNOTO

Cammino nella solitudine dei libri:
il mio cuore ghiacciato
con le sue memorie ghiacciate.

Il vento sbatte le persiane.

Novembre.

C’è voluta tutta una vita perché lo scricchiolio del legno
suscitasse un’attesa essenziale.

Oltre il giardino
oltre il tempo davanti a noi
ci sono i ricci caduti dal castagno
il fuoco di foglie nella nebbia
le finestre viola.

Proprio novembre.

Ogni cosa ha il suo posto.

Tuttavia l’ignoto è vicino
come un uccello inquieto.

(da Senza posto tranne l’attesa, 1991)

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BILLY COLLINS

NOVEMBRE

Dopo tre giorni di pioggia continua –
più di cinque centimetri hanno detto alla radio –
ho seguito l’esempio dei monaci
che scrivevano alla finestra, col sole sulla pagina.

Per cinque volte questa mattina,
ho caricato la carriola di legna
e l’ho spinta giù dalla collina verso casa,
e più tardi taglierò il giardino morto

con le cesoie e porterò la polpa morbida
in una fossa nel bosco,
ma ora c’è solo
la mia pagina assolata che è come una poesia

che sto ricoprendo con un’altra poesia
e la cagnetta che dorme sulle piastrelle,
con la testa fra le zampe,
e le zampe posteriori aperte come quelle di una rana.

Com’è sciocco rimpiangere l’infanzia,
volere correre di nuovo in tondo nel cortile,
con le braccia allargate,
fingendo di essere un aeroplano.

Che insensatezza temere tutto quel che abbiamo davanti
quando, giorno e notte, le barche,
forti come cavalli nel vento,
vanno e vengono,

portando qui neonati
e trasportando via i corpi dei morti.

(da A vela, in solitaria, intorno alla stanza, Fazi, 2013 – Traduzione di Franco Nasi)

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LA FRASE DEL GIORNO
Per Ognissanti, manicotto e guanti.
PROVERBIO ITALIANO




Marie-Claire Bancquart, nata Chauvet ( Aubin, 21 luglio 1932 – Parigi, 19 febbraio 2019), poetessa, scrittrice, saggista e critica letteraria francese. La  sua poesia ha una natura viscerale, che spesso esplora l'interno del corpo umano come mezzo per esplorare le emozioni e l'umanità.


William Collins, detto Billy (New York, 22 marzo 1941), è un poeta statunitense. Dopo aver insegnato letteratura inglese al Lehman College nel Bronx per oltre 50 anni, ora è in pensione. Le sue poesie raccontano con ironia la vita dell’America borghese e suburbana.


venerdì 1 novembre 2019

Poesie per novembre VI


Ecco novembre, “la stagione spoglia” che la poetessa Margherita Guidacci, madre china sull’ultima nata, paragona alla vecchiaia. Mese di grigiori e di nebbie, di cieli argentei e piogge, che intristisce il poeta Olindo Guerrini.

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FOTOGRAFIA © CAFEPAPMPAS/PIXABAY

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MARGHERITA GUIDACCI

MOLTE VOLTE NOVEMBRE È RITORNATO

Molte volte Novembre è ritornato
Nella mia vita, e questo che oggi ha inizio
Non è il peggiore: quieto
Benché non privo di apprensioni. China
Mi trova su una culla, dove l'ultima
Mia nata dorme il misterioso
Profondo sonno dell'infanzia, ancora
Ospite più che cittadina in questo
Nostro mondo per lei straniero. Sento
La dolce ondata del latte salirmi
Al seno: tenerezza
Che di sé gonfia tutte le mie fibre,
Dilata i miei confini. Qui lo stanco
Sangue si rifà puro a una segreta
Sorgente, si rifà vergine e può
Calmar la sete di vergini labbra.
Il mio corpo è strumento di miracolo
Come già fu nel dare vita. Il seno
È la collina favolosa, scorrono
I fiumi d'abbondanza in un'età
D'oro, che segnerà
Per la creatura ignara il più profondo
Alveo della memoria, a cui più tardi
Ritornerà nel sogno o nel dolore...
Per lei intatta è l'immagine; per me
Che ne sono occasione, la scolora
Già il tempo, amaramente. È forse l'ultima
Volta che ho un figlio al seno, poiché incalzano
Gli anni ad inaridire
La mia linfa. Oggi sono
Ancora un vivo albero, frusciante
Di foglie, benedetto
Di succhi, ma in cammino è la stagione
Spoglia che su di me si chiuderà.
Tanto più dolce è questa sosta, prima
Ch'io stessa sia l'autunno: pure un'ombra
Di presagio la vela e di paura.
Il passo si stende alle mie spalle
Come una lunga via. So del futuro
Solo una cosa: che difficilmente
Potrà uguagliare per me la durata
Del tempo ch'è trascorso.

(da Poesie, Rizzoli, 1965)

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OLINDO GUERRINI

NOVEMBRE

Addio sorrisi dell’albe rosate,
Addio tramonti che d’oro parte!
Novembre porta le tristi giornate
E delle nebbie la bigia quïete!

Gli uccelli migran in file serrate
Cercando a volo contrade più liete,
Ma noi restiamo, calcando immutate,
Sul fango vecchio, le vie consuete.

Restiamo e sempre le stesse infinite
Noie e le stesse speranze remote
C’infliggeranno le stesse ferite.

Finché abbassando le teste canute,
Chinando al suolo le pallide gote,
Qui marcirem come foglie cadute.

(da Rime di Argia Sbolenfi, Zanichelli, 1897)

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LA FRASE DEL GIORNO
Novembre (s.m.). L'undicesima frazione di dodici parti di noia.
AMBROSE BIERCE, Dizionario del diavolo




Margherita Guidacci (Firenze, 25 aprile 1921 – Roma, 19 giugno 1992), poetessa e traduttrice italiana. Dopo la crisi del suo matrimonio, negli Anni’60, superò un decennio di grave sofferenza psichica che culminò nel ricovero in una clinica neurologica. Tra i poeti da lei tradotti John Donne, Emily Dickinson, T.S. Eliot ed Elizabeth Bishop.


Olindo Guerrini, noto anche con lo pseudonimo di Lorenzo Stecchetti e con altri nomi d'arte come Argìa Sbolenfi, Marco Balossardi, Giovanni Dareni, Pulinera, Bepi e Mercutio (Forlì, 4 ottobre 1845 – Bologna, 21 ottobre 1916), poeta e scrittore italiano, esponente della poesia realista di epoca positivista si dedicò alla lirica intimista, alla poesia dialettale e satirica tra Decadentismo e Scapigliatura.


giovedì 1 novembre 2018

Poesie per novembre V


Novembre è il mese del grigiore e della malinconia: deprime ancora di più nelle geometrie cittadine il poeta reatino Sergio Solmi. Il poeta padovano Gilberto Sacerdoti invece più ottimisticamente riesce a trovare motivi di gioia anche nel mese più desolato dell’anno.

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Novembre

FOTOGRAFIA © ALISTAIR McMILLAN

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SERGIO SOLMI

SOTTO IL CIELO PACATO DI NOVEMBRE

Sotto il cielo pacato di Novembre
come nette profondano le linee
dei rettifili, preciso lo spigolo
dell’edificio l’ombra dalla luce
scomparisce, e beato posa l’albero.
Avrei voluto apprendere cotesta
tua chiarezza infallibile, meriggio
senza una nube, che a questo discreto
ed ovvio paesaggio cittadino
imprime oggi un rigore architettonico
quasi di tela neoclassica. Invece
cancellarmi vorrei, tanto mi sento
un estraneo accidente in queste splendide
tue geometrie, non più che una confusa
macchia, una pena, un vagabondo errore.

1952

(da Dal balcone, Mondadori, 1968)

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GILBERTO SACERDOTI

TERRAZZA

Un novembre marezzato
grigio-celeste-argento,

un cielo alto trafficato
da un capriccioso vento

che svaga antenne ed angeli
e in più porta il bel tempo,

un fumo bianco candido
che sfiocca da un camino,

fondendosi e avvolgendomi
sortiscono letizia.

Accarezzo il rosmarino
che prospera in terrazza,

annuso, è una delizia.

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LA FRASE DEL GIORNO
Novembre mi è sempre sembrato la Norvegia dell'anno.
EMILY DICKINSON, Lettera a J.G.Holland, novembre 1865

 



Sergio Solmi (Rieti, 16 dicembre 1899 – Milano, 7 ottobre 1981),  scrittore, poeta, critico letterario e saggista italiano. È stato poeta tanto originale quanto radicato nella tradizione italiana nonché felice traduttore. Come critico, si occupò di letteratura francese (Alain, Montaigne, Rimbaud), di paraletteratura e di Giacomo Leopardi.


sacerdotigilbertoGilberto Sacerdoti (Padova, 1º giugno 1952) è un poeta e docente italiano. Laureato in filosofia e in Lingua e letteratura inglese insegna quest’ultima materia all’Università di Roma Tre. Ha debuttato nel 1978 con Fabbrica minima e minore. È autore di traduzioni e di saggi dedicati a Shakespeare.


mercoledì 1 novembre 2017

Poesie per novembre IV


Due poeti italiani per cantare novembre: la quasi allegra caduta delle foglie gialle in una Roma turistica (e i vecchi e i giovani che vi leggono metafore) in una poesia di Aldo Palazzeschi e il povero grigiore di questo mese nei versi di Loretto Rafanelli.


Novembre

FOTOGRAFIA DA PINTEREST.



ALDO PALAZZESCHI

NOVEMBRE

Dei giovani e dei vecchi
si raggruppano
fra le rovine calde di Roma
su cui i platani lasciano cadere
con frusciare di carta
le loro foglie dorate.
I giovani
fanno sapere ai vecchi
quello che a loro piace
e i vecchi
fanno finta di non sentire.


(da Cuor mio, Mondadori, 1968)

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LORETTO RAFANELLI

LA SPOGLIA PIANURA DI NOVEMBRE

La spoglia pianura di novembre,
nella notte il viso impietrito
da una assenza e le stagioni
che passano come occhi seccati.
Il pane povero di novene
cantate tra i respiri lenti di un corpo

senza anni, altro non si dona
ai fratelli. E nella parola
non si svela in noi la grazia,
né i lucenti riflessi porgono
il sale del tempo,
mentre il mare notturno
nella foschia si infrange
senza pena.

(da Il silenzio dei nomi, Jaca Book, 2002).

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LA FRASE DEL GIORNO
Gli alberi arrugginiscono e / come un volo d’anatre selvatiche si mostrano nel canneto / stormi di stelle.
GÜNTER EICH




Aldo Palazzeschi, pseudonimo di Aldo Pietro Vincenzo Giurlani (Firenze, 2 febbraio 1885 – Roma, 17 agosto 1974), scrittore e poeta italiano, uno dei padri delle avanguardie storiche. Dall'esordio come crepuscolare e dalla breve adesione al Futurismo, attraversò il «ritorno all'ordine» degli anni Venti e la ripresa sperimentale delle avanguardie degli anni Sessanta con inconfondibile giocondità, enigmatica e inafferrabile.


Loretto Rafanelli (Porretta Terme, 1948), poeta italiano. Ha pubblicato I confini del Viso (1987), Il silenzio dei nomi (2002), Le voci del Filadelfia. Il grande Torino (2005), Il tempo dell’attesa (2007) e il libro di saggi, prose e aforismi Il sangue della ricordanza (1994). 



martedì 1 novembre 2016

Poesie per novembre III

 

Novembre, il mese del grigiore dato da nebbie e piogge, del buio che scende presto, complice il ritorno dell’ora solare. Mese che inclina l’animo alla tristezza e alla malinconia, che sollecita il ricordo e la riflessione. Ecco Giorgio Vigolo, poeta romano, attraversare la campagna in carrozza in un tetro mattino di novembre. E poi il poeta tedesco Günter Eich celebrare la scarna bellezza del mese che spoglia gli alberi.


cold_november_day

FOTOGRAFIA © SSILENCE.


GIORGIO VIGOLO

COCCHIO

Buio mattino di novembre, spenta
giornata in acque uguali:
andare
su carrozze trainate
da neri galoppi
in campagna.
Sole non rompe mai
dai nuvoli tetri. Qui stanno
da ognuno obliati i boschi:
padrone
che mi fece di tante terre immense?
Riverso sul bruno
cocchio,
regno questo paese
deserto in piogge eterne.

(da Conclave dei sogni, 1935)

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GÜNTER EICH

FRAMMENTO

Nuvole s’inerpicano come animali sul monte
del cielo, le sere diventano troppo presto buie
e da tutti i lumi gocciola l'autunno.

Lo sai, è novembre,
lontani sono i prati e gli odori del bosco.
Quando eri molto piccolo, catturavi farfalle.

Tutto trascorse come un respiro pieno di vento.
In mezzo ai giorni scorrono eternità.
Senti un bambino suonare sotto la pioggia un’armonica
a bocca.

Gli alberi arrugginiscono e
come un volo d’anatre selvatiche si mostrano nel canneto
stormi di stelle.

(da Opere complete in quattro volumi, 1999 - Traduzione di Gio Batta Bucciol).

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LA FRASE DEL GIORNO
O freddo sole di novembre, soltanto ricordi mi scalda in questo corpo rabbrividente.
CARLO STUPARICH, Cose e ombre di uno




Giorgio Vigolo (Roma, 3 dicembre 1894 – 9 gennaio 1983), poeta e scrittore italiano, esponente della “Scuola Romana”. Le sue poesie hanno un gusto barocco e classicheggiante del paesaggio, soprattutto di quello romano. Profondo conoscitore del Belli, tradusse Maestro Pulce di Hoffmann e le poesie di Hölderlin.

Günter Eich (Lebus, 1º febbraio 1907 – Salisburgo, 20 dicembre 1972),  poeta e drammaturgo tedesco. Dopo essere stato fatto prigioniero di guerra, è stato uno dei fondatori, nel 1947, del Gruppo 47 ed è stato insignito nel 1950 del relativo premio per giovani scrittori. Ha pubblicato nella sua vita prose, poesie e radiodrammi.

domenica 1 novembre 2015

Poesie per novembre II

 

Novembre è un mese che non amo: non ha né il ricordo dell’estate che ancora permea i colori di ottobre né la speranza di primavera che si può leggere nei cieli di gennaio e nei giardini di febbraio. È un mese non bello, senza attrattive, dove rari sono i lampi di luce e di colore – come sottolinea la poetessa spagnola Clara Del Río. È un mese grigio, povero, nudo, e sembra più lungo – come nota il poeta danese Henrik Nordbrandt -  con questo suo buio che scende presto la sera e tarda a svanire al mattino.


Lubedence

FOTOGRAFIA © LUBEDENCE.

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CLARA DEL RÍO

NON TI INGANNI LA BELLEZZA DI NOVEMBRE, I

Non ti inganni la bellezza di novembre
novembre non è mai stato bello
gli alberi sono scheletri
il cielo diventa buio
È un requiem imperfetto
pieno di cristalli grigi
Non ingannarti
novembre non è mai stato bello
separa le anime
e le minaccia con un purgatorio
di forme confuse.

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HENRIK NORDBRANT

IL TREMITO DELLA MANO A NOVEMBRE, 2

L'anno ha 16 mesi: novembre,
dicembre, gennaio, febbraio, marzo, aprile,
maggio, giugno, luglio, agosto, settembre,
ottobre, novembre, novembre, novembre, novembre.

(da Il tremito della mano a novembre, 1986)

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LA FRASE DEL GIORNO
O tristi pagliai anneriti, / dov’è l’estate, dove sono le frecce di fuoco e le danze? / Un pioppo si rannicchia sotto il vecchio cielo, / filtrano dell’autunno lacrimose fragranze
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GYULA JUHÁSZ




Clara Del Río Sánchez (Málaga, 1957), poetessa e sceneggiatrice spagnola. Lettrice e scrittrice precoce, ha pubblicato i suoi primi versi nel 1990 su Barcarola. La sua prima raccolta, Encuentros, è del 1997. Grande amante della cultura indiana, considera il mondo letterario l'unico possibile in cui esistere.


sabato 1 novembre 2014

Altre due poesie per novembre

 

Ed ecco che ritorna novembre, mese di nebbie, di tristezze e di malinconie che si manifestano nel grigiore del clima, ormai privo delle dolcezze e dei caldi colori di ottobre. È un grigio che sa trasmettersi all’animo, avvolgendolo con le sue spire fumose come in questi versi del poeta francese Paul Éluard dedicati a Nusch, la moglie scomparsa, e nella lirica del poeta spagnolo Carlos Pujol in cui un bosco della Svevia sembra inghiottire tutto quanto con la sua ragnatela di pioggia.


Nebbia

.FOTOGRAFIA © ALEXANDER ARNSTEN


PAUL ÉLUARD

DORATA

Le coltri umide di novembre
Mi seppelliscono per sempre
Il tempo mi sfila tra le dita
La terra ruota sulle mie orbite

Dov’è quel tenue sorriso
Che cominciò un giorno di maggio
Se non sulla bocca dei morti
Malgrado la pena dei vivi

Dov’è la lettera senza risposta
E la polvere delle parole
Questa fiducia nella vita
Che ad un tratto diviene silenzio

Io nego le lacrime la loro luce
I miei occhi non sono più di questo mondo
Io sono passato tutto è passato
Io sono un’ombra nel buio

Io sono il germe del disordine.

(Dorée, da Le temps déborde, 1947 - Traduzione di Vincenzo Accame)

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CARLOS PUJOL

I LUNGHI FANTASMI DELLA PIOGGIA

I lunghi fantasmi della pioggia
vanno e vengono nel grigio, si salutano
cerimoniosi nel faggeto.
Tutti vivono in case con l’abbaino
e giardini tappezzati dalle foglie,
voce del freddo e nostalgia di altri climi
dove la luce splende nell’aria
e può ferire come un coltello.
Ma la Svevia è il loro regno,
il loro verde paradiso, ombre fedeli
al parco, le strade,
le vergini barocche,
novembre, il cielo alto
del colore delle loro anime,
e il loro ambiguo vagare tra noi.

(Los esbeltos fantasmas de la lluvia, da Versos de Suabia, 2005)

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LA FRASE DEL GIORNO
C’è una musica insolita nel mormorio del vento. / Quando apre le porte all’autunno; e in solitudine / Ti rifugi nel bosco freddo e scuro.
WILLIAM LISLE BOWLES




Paul ÉluardPaul Éluard, pseudonimo di Eugène Émile Paul Grindel (Saint-Denis, 14 dicembre 1895 – Charenton-le-Pont, 18 novembre 1952), poeta francese, è stato tra i maggiori esponenti del movimento surrealista. La sua poesia evolve da tematiche individualiste, di lirismo amoroso, a contenuti di forte ispirazione sociale.


Carlos Pujol Jaumandreu (Barcellona, 1936 - 16 gennaio 2012), poeta, traduttore, editore e storico della letteratura spagnolo. Insegnante di Letteratura francese all’Università di Barcellona tradusse, Balzac, Baudelaire, Simenon e Voltaire, ma anche Orwell, Emily Dickinson e Jane Austen, esordì nel 1981 con L’ombra del tempo.


venerdì 1 novembre 2013

Novembre: due poesie

 

Novembre, argentiere di nebbie, è il ponte tra i colori d’autunno e le nevi d’inverno. Nell’umidore di un parco Ardengo Soffici e Franco Fortini colgono l’una e l’altra di queste condizioni: il primo una giornata di sole con gli ultimi sprazzi colorati delle foglie, il secondo un fumoso pomeriggio di nebbia nel parco di Monza che rende incerte le forme e le distanze.


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MARINA PETRO, “NEBBIA AUTUNNALE”

ARDENGO SOFFICI

È NOVEMBRE

Presto, cogliamo questi ultimi lampi
di bellezza della terra esausta che si prepara a morire.
Quante volte avremmo voluto fissar nella carta bianca l'emozione,
il nostro amore quasi carnale per la zolla grassa, bollente,
coperta di verdura robusta,
per la spiga pesante che il sole abbrustolisce,
per il grappolo azzurro, lustro,
turgido come una mammella,
per il ramo curvo carico di frutta.
Non abbiamo saputo!
Non perdiamo questi splendori estremi.
Empiamoci gli occhi del vermiglione, della porpora,
dell' arancione dei pampani agonizzanti;
del giallo e del bianco dei fiori ritardatari.
L'erba fresca inzuppata di guazza,
le foglie scintillanti nelle mattine ancora soleggiate,
i tetti che la luce inonda ancora,
i campi e le prode fumanti
come la groppa di un bue che ha lavorato troppo.
Domani il sipario della nebbia calerà su tutto e sul nostro cuore.
Non vedremo, non ameremo più nulla che i nostri ricordi;
non sentiremo che il nostro dolore solitario.

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FRANCO FORTINI

NOVEMBRE AL PARCO REALE

Quella strada, mi sembra, porta
a Treviglio, quell'altra al lago di Como.
Guarda, vicino a quella panchina storta
c'è uno che lava la moto, e un altro uomo

più lontano, legge il giornale.
- Verso l'autodromo qualcosa brucia; o sarà bruma.
Qui a Monza da tanti anni non ci venivo, ma è uguale
a tanti anni fa. Mica stoppie, è che fuma

la nebbia e sono appena passate le tre.
A destra vedrai le vecchie scuderie.
Non c'è da sbagliare. Trovi due vie:
una è per Sesto, la tua è davanti a te.

1957

(da Poesia e errore, Feltrinelli, 1959).

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LA FRASE DEL GIORNO
La Natura, come Noi è talvolta sorpresa / Senza Diadema
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EMILY DICKINSON, Poesie




Ardengo Soffic(Rignano sull'Arno, 7 aprile 1879 – Vittoria Apuana, 19 agosto 1964), pittore, scrittore, poeta e saggista italiano. Più che un futurista vero e proprio, può essere considerato per uso della punteggiatura, analogie e poesia visiva, come scrive Pier Vincenzo Mengaldo, «un Apollinaire italiano in formato ridotto».

Franco Fortini, nato Franco Lattes (Firenze, 10 settembre 1917 – Milano, 28 novembre 1994), poeta, critico letterario, saggista e intellettuale italiano. La sua poesia è testimonianza anche ideologica delle lotte di classe del primo dopoguerra, voce progressista e coscienza critica del fallimento degli ideali.