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giovedì 13 agosto 2026

Vicente Quirarte


La poetica di Vicente Quirarte, scrittore messicano scomparso l’11 agosto all’età di 72 anni, si definisce come una difesa dell'arte di “scrivere con tutto il corpo”: la creazione letteraria viene vissuta come un'esperienza fisica, eroica e vitale. Per Quirarte, la poesia non è un semplice esercizio da scrivania; è uno spazio di battaglia quotidiana in cui coesistono la storia del Messico, l'amore, la vita urbana e un dialogo costante con la tradizione letteraria.

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FOTOGRAFIA © URIEL SANTIAGO VELASCO

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UNA DONNA E UN UOMO

Una donna e un uomo possono, ad esempio,
entrare in un albergo (quel tempio nascosto
che appare quando viene chiamato)
e fare l'amore in pieno giorno.

Ma una donna e un uomo devono prima
andare al cinema, anche se non capiscono mai
cosa succede sullo schermo,
e lui vede la peluria sulla guancia di lei,
e lei preme la mano contro la coscia di lui quando ha paura.

Oppure una donna e un uomo possono
fare una passeggiata, e la sua mano sembra
un'estensione della sua vita,
e allora il ritmo
della sua camminata si fa più pronunciato,
perché è solo come
una nave che solca l'alto mare
alle soglie della primavera.

O pagare il caffè ormai freddo quando i loro occhi
e le loro mani hanno detto sì mille volte.
E poi, senza toccarsi, fare o dire nulla,
una donna e un uomo possono finalmente
entrare in un albergo e donarsi l'uno all'altra,
lasciando la finestra aperta per far entrare
la brezza tiepida dai parchi,
il mormorio di chi esce dal cinema,
il tintinnio dei campanelli contro le tazze,
la voce flebile che dice "così".

(da Fra Filippo Lippi: Canzoniere di Lucrezia Buti, 1982)

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TRE POESIE DI CARRARA, II

(Mezzogiorno)

Prima, c'è una sete di labbra rivolte verso l'esterno,
un'apertura di palpebre gonfie
di tutta la sabbia del mare e del sole alto.
C'è un incantesimo di schiuma tremante,
un canto lontano di un bambino annegato,
di marmo in attesa di essere ferito.

Porto tra i giorni
il memoriale della tua pelle,
un diario di bordo in ore empie,
senza un marinaio capace di finirlo,
senza un'isola su cui placare la sete dei navigatori
stanchi di esaurire i loro baci
sulla pelle blu del mare e la sua menzogna.

Di fronte al Tirreno, abbiamo bevuto vino bianco
e la sabbia e il sole e quel desiderio
contenuto e sereno come il marmo
dove batte un sangue più eterno.

La violenza è iniziata con le tue parole:
"Non indosso niente sotto il vestito".
Il tocco del tuo corpo con il mio,
il mattino presto, il freddo, ti amo così tanto,
sono storie già raccontate da altri.

(da Fra Filippo Lippi: Canzoniere di Lucrezia Buti, 1982)

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Altre poesie di Vicente Quirarte sul Canto delle Sirene:

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  LA FRASE DEL GIORNO 

La poesia è come la peste: non si può sfuggirle. O – per usare un'analogia meno ripugnante – è come l'amore; Quando l'amore arriva, o desidera arrivare, arriva, prima o poi.
VICENTE QUIRARTE, Círculo de Poesia, 16 maggio 2005

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Vicente Quirarte Castañeda (Città del Messico, 19 luglio 1954 – 11 agosto 2026), poeta, saggista e scrittore messicano, autore di opere in vari generi letterari, come drammaturgia, poesia e letteratura fantastica. Presso l’Università Nazionale Autonoma del Messico ha lavorato come professore, ricercatore e coordinatore di workshop. Tra i suoi temi la storia del Messico, l'amore e la vita quotidiana.


mercoledì 8 luglio 2026

Musica nascosta


JAIME TORRES BODET

MUSICA NASCOSTA

Poiché il bosco
ha tanti fiori nascosti,
sembra profumato
il chiaro di luna.

Poiché il cielo
ha tante stelle nascoste,
sembra guardarci
la notte di luna.

Poiché l'anima
ha la sua musica nascosta,
sembra che l'anima
pianga con la luna!

(da Canzoni, 1922)

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La luna come un catalizzatore emotivo, in questi versi del poeta messicano Jaime Torres Bodet, che appartiene al suo primo periodo modernista ed è notevole per la semplicità e la musicalità: un parallelo tra i misteri della natura e le emozioni umane.

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FOTOGRAFIA © MARINO KURUNIĆ/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Lì nella pineta, / accanto alla valle, / scorre un’acqua limpida / che pulisce l’anima.
JAIME TORRES BODET, Canzoni

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Jaime Torres Bodet (Città del Messico, 17 aprile 1902 – 13 maggio 1974), poeta, scrittore e politico messicano. Più volte ministro, fu direttore generale dell’UNESCO e ambasciatore in Francia. La sua poesia ha un accento sapido e malizioso grazie al quale egli non cadde mai in effetti facili o gratuiti.


martedì 7 luglio 2026

Desiderio cosmico


ELÍAS NANDINO

EROTISMO DELLA MENTE

La stella brilla anche se è nuda
  — Rubén Darío

Quando, nelle notti
di intimità celeste,
contemplo le stelle
nella loro nuda bellezza,
vengo invaso da slanci
di desiderio cosmico,
e soffro e mi dispero
perché non posso
afferrarne nemmeno una.

(da Erotismo in rosso e bianco, 1983)

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Elías Nandino, poeta messicano, esplora l'insaziabile pulsione che sopravvive nella mente quando la realtà fisica impone dei limiti: la bellezza delle stelle, perfetta, rimane irraggiungibile, inaccessibile al corpo ma anche alla mente, che non sa andare oltre il visibile: "Nelle mie viscere arde / l'ossessione di un pensiero / che è una fame sessuale che sento / accesa nel mio cervello".

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FOTOGRAFIA © DIMA/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Io sono la verità - la verità impura - / trasparente, senza recessi: / non posso essere altrimenti, / né posso trasformare la mia struttura.
ELÍAS NANDINO, Erotismo in rosso e bianco

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Elías Nandino Vallarta (Cocula, 19 aprile 1900 - Guadalajara, 2 ottobre 1993) , poeta messicano. Chirurgo, iniziò a pubblicare poesie a 22 anni. Le sue opere trattano temi oscuri, come la notte, il sogno e la morte, aprendo con la maturità al sentimento e al rapporto del corpo con la natura.


domenica 31 maggio 2026

Cose banali


THELMA NAVA

OGGI POTREI DIRTI CHE…

Oggi potrei dirti che sono come un bicchiere
di latte caldo per un insonne,
o magari che piove molto.
Potrei passare il pomeriggio a parlare
di cose banali
come dire riso o farina,
o di quanto profumano i tuoi capelli.
Se fossi qui,
forse oserei persino
dirti che ti amo.
 

(da L'orfanotrofio del sonno, 1964)

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I testi di Thelma Nava, poetessa messicana, esplorano l'identità femminile, l'intimità e l'introspezione attraverso metafore quotidiane e oggetti semplici. Così sembra banalizzare, divagare, voler raccontare insomma del più e del meno, mentre in realtà prova a dire una verità profonda.

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FELICE CASORATI, "RITRATTO DI HENA RIGOTTI"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il mio amore è nudo e ha iniziato a tatuare / cuori nel vento, / cuori iconoclasti che dispensano albe blu.
THELMA NAVA, L’orfanotrofio del sonno

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Thelma Nava (Città del Messico, 25 novembre 1932 – Castlegar, Canada, 17 agosto 2019), poetessa messicana. La sua opera spazia da poesie intime e affettuose a un impegno sociale nei confronti dei processi storici dell'America Latina. Legata alle avanguardie letterarie del XX secolo, era la moglie del poeta Efraín Huerta.


venerdì 22 maggio 2026

La memoria cambia i luoghi


ULALUME GONZÁLEZ DE LEÓN

LUOGHI

Non so dove si trovi l'albero
che mi fa sentire così lontana
ora che si avvicina

Non so se l'ho portato io
o se è lui quello che mi porta

Un filo dalle profondità del suo tempo
mi attrae e mi trascina con sé

mentre tiro un filo
per riportarlo alle profondità del suo tempo

Arriva – l'intero albero
Manco a me stessa

La memoria cambia i nostri luoghi
senza che ci muoviamo ~

(da Plagio II, 1980)

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Ulalume González de León, poetessa uruguaiana naturalizzata messicana, attraverso la metafora di un filo e di un albero, esplora il paradosso spaziale e temporale della memoria, per cui il ricordo è alterato, diverso dal presente ma contaminato anche da altri fattori, come il sogno.

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MARLENE LLANES, “CONTEMPLAZIONE”

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  LA FRASE DEL GIORNO  

In qualche modo / aggiungendo il nulla al nulla / ho tutto.
ULALUME GONZÁLEZ DE LEÓN, Plagi

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Ulalume Ibáñez Iglesias, nota come Ulalume González de León (Montevideo, 20 settembre 1932 – Querétaro, Messico, 17 luglio 2009), poetessa, traduttrice, saggista e editrice messicana di natali uruguaiani. La sua poetica parte dall’assunto che tutto è stato detto e la poesia altro non è che un plagio: il vero soggetto è la memoria e il corpo altro non è che cellula della memoria.


martedì 12 maggio 2026

Dal tramonto invulnerabile


ISABEL FRAIRE

DAL TRAMONTO INVULNERABILE

(dopo aver visto Jules e Jim)

Dal tramonto invulnerabile
il tuo sguardo mi fissa, imprigionato dalla memoria

immobile come il tempo
che si dice sia trascorso
come le stagioni
inesorabilmente successive
e identiche

fermi nella memoria, i tuoi due occhi
come la luna sospesa in alto
mi contemplano

e io cambio
vedo e non vedo volti e momenti
che restano immobili
fermi nell'invulnerabile tramonto

(da Solo questa luce, 1969)

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Chiaramente la traccia da seguire per interpretare questi versi della poetessa messicana Isabel Fraire è il film del 1962  di François Truffaut Jules et Jim, tragico triangolo amoroso con Catherine che prima sposa Jules e poi, dopo il passaggio della Prima guerra mondiale, si mette con Jim. L'autrice, sulla falsariga del film, esplora la memoria, il tempo sospeso e la persistenza dell'immagine della persona amata - o del suo ricordo - nonostante il trascorrere del tempo.

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FOTOGRAMMA DA "JULES ET JIM"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La felicità si racconta male perché non ha parole, ma si consuma e nessuno se ne accorge.
FRANÇOIS TRUFFAUT, Jules e Jim

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Isabel Fraire (Monterrey, 8 dicembre 1934 – Città del Messico, 5 aprile 2015), poetessa, traduttrice e critica letteraria messicana. Laureatasi alla Facoltà di Filosofia e Lettere dell’UNAM, vi insegnò in seguito Letteratura. Le sue opere indagano con tono angosciante e lacerato la condizione femminile.


martedì 14 aprile 2026

I mondi si susseguono


ISABEL FRAIRE

LA NOTTE VOLA ALTA

La notte vola alta,
le parole
cadono come fogli di carta srotolati,
io e te
ruotiamo attorno a un totem
ricoperto di specchi,
i mondi si susseguono,
attraversiamo trasparenze,
all'improvviso ho la tua mano nella mia,
all'improvviso non ce l'ho più,
da lontano ti contemplo,
costruisco ponti,
parlo,
le mie mani cadono nell'acqua,
siamo uniti dalla speranza di ritrovarci

(da Solo questa luce, 1969)

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Una storia d'amore raccontata con poche immagini oniriche, taglienti come un pezzo di specchio: la poetessa messicana Isabel Fraire esplora la connessione e il distacco tra due amanti, fino alla ricerca dell'altro lontano in un vano costruire ponti che forse un giorno di nuovo collegheranno le due rive distanti.

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JACK VETTRIANO, "SFUMATURA DI SCARLATTO"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il mio amore è un girasole pazzo che dimentica / pezzi di sole nel silenzio.
ISABEL FRAIRE, Solo questa luce

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Isabel Fraire (Monterrey, 8 dicembre 1934 – Città del Messico, 5 aprile 2015), poetessa, traduttrice e critica letteraria messicana. Laureatasi alla Facoltà di Filosofia e Lettere dell’UNAM, vi insegnò in seguito Letteratura. Le sue opere indagano con tono angosciante e lacerato la condizione femminile.


mercoledì 25 marzo 2026

Centenario di Jaime Sabines


Jaime Sabines, poeta messicano di cui ricorre oggi il centenario della nascita, considerava funzione del poeta quella di essere "testimone dell'umanità": non un essere illuminato rinchiuso in una torre d'avorio dunque, ma un cronista emozionale dell'esistenza; la poesia è quindi un destino inevitabile e un modo per registrare la verità dell'essere. Per questo Sabines usa un linguaggio semplice e diretto, in grado di esplorare le profondità della condizione umana e di entrare in consonanza con l'uomo comune.

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HORAL

Il mare si misura con le onde, il cielo con le ali,
noi con le lacrime.

L'aria riposa sulle foglie,
l'acqua negli occhi,
noi nel nulla.

Sembra che sali e soli,
noi e il nulla...

(da Horal, 1950)

NOTA: Horal è un neologismo coniato da Sabines: aggiunge il suffisso aggettivale al sostantivo “hora”. In italiano si potrebbe tradurre con “orale”, ma l’effetto sarebbe vanificato dal fatto che il termine già esiste con diversa accezione.

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SOLO NEI SOGNI

Solo nei sogni,
solo nel mondo dei sogni ti trovo,
in certi momenti, quando chiudo le porte
dietro di me.
Con quanto disprezzo ho guardato coloro che sognano,
e ora sono imprigionato dal suo incantesimo,
preso nella sua rete!
Con quale morbosa gioia ti porto
nella casa abbandonata, e ti amo mille volte
nello stesso modo diverso!
Quei luoghi che tu ed io conosciamo
ci aspettano ogni notte
come un vecchio letto,
e ci sono cose nell'oscurità che ci sorridono.
Mi piace raccontarti le stesse vecchie cose,
e le mie mani adorano i tuoi capelli,
e ti tengo stretta, a poco a poco, fino al mio sangue.
Piccola e dolce, ti aggrappi al mio abbraccio,
e con la mano sulla tua bocca, ti cerco e ti cerco.
A volte ricordo. A volte
solo il mio corpo stanco me lo dice.
Nell'alba crudele stai svanendo,
e tra le mie braccia rimane solo la tua ombra.

(da Nuovi conteggi poetici, 1977)

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Altre poesie di Jaime Sabines sul Canto delle Sirene:

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Più che una vocazione, la poesia è un destino. È per il cinquanta o il sessanta per cento mestiere, rigore, disciplina. Il resto è ciò che una volta si chiamava ispirazione, anche se oggi non è un termine molto diffuso. Alcuni preferiscono parlare di subconscio o di qualche altro termine della psicologia moderna. Ma si riferisce alla stessa cosa: la facilità con cui le poesie nascono al poeta, come qualcosa di naturale.
JAIME SABINES,  Personajes y Escenarios, Canal 22, 25 ottobre 1996

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Jaime Sabines Gutiérrez (Tuxtla Gutiérrez, 25 marzo 1926 – Città del Messico, 19 marzo 1999),  poeta e politico messicano. Noto come “cecchino della letteratura”, la sua poesia tendeva a trasformare la letteratura in realtà. I suoi scritti si basavano sulla sua presenza in vari luoghi quotidiani.


mercoledì 25 febbraio 2026

Il mio amore


ISABEL FRAIRE

IL MIO AMORE SCOPRE OGGETTI

Il mio amore scopre oggetti
farfalle di seta
si nascondono tra le sue dita,

le sue parole
mi cospargono di stelle,

sotto le dita del mio amore la notte
brilla come un lampo,

il mio amore inventa mondi abitati
da serpenti costellati di brillanti

mondi dove la musica è il mondo,

mondi dove le case con gli occhi aperti
contemplano l'alba,

il mio amore è un girasole pazzo che dimentica
pezzi di sole nel silenzio

(da Solo questa luce, 1969)

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Nel mondo poetico fatto di luci e di ombre della poetessa messicana Isabel Fraire, dove le immagini e le parole appaiono e scompaiono come riflessi o si compongono e scompongono come dune di sabba modellate dal vento, l'amore è folle invenzione e continua meraviglia: sembra di guardarlo in un caleidoscopio.

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MARC CHAGALL, "IL CONCERTO"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il tuo nome è scritto / con l'intero alfabeto / e non finisce mai.
ISABEL FRAIRE, El corno emplumado, Vol. 5

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Isabel Fraire (Monterrey, 8 dicembre 1934 – Città del Messico, 5 aprile 2015), poetessa, traduttrice e critica letteraria messicana. Laureatasi alla Facoltà di Filosofia e Lettere dell’UNAM, vi insegnò in seguito Letteratura. Le sue opere indagano con tono angosciante e lacerato la condizione femminile.


lunedì 9 febbraio 2026

Senza tempo


ELENA GARRO

LO STRANIERO

Là dove troviamo ciò che è stato perso
Là dove va ciò che è stato
Là dove i morti sono morti
e ci sono giorni in cui rinascono e ripetono
gli atti prima della loro morte
Là dove le lacrime versate sono
versate di nuovo senza lacrime
e dove labbra intangibili si cercano
e si trovano, già senza corpi
Là dove all'improvviso siamo bambini
e abbiamo una casa
dove le città sono fotografie
e i loro monumenti risiedono nell'aria
e ci sono pezzi di giardini legati agli occhi
Là dove gli alberi stanno nel vuoto
dove ci sono amori e parenti mescolati
con oggetti familiari
Là dove le feste si susseguono ai lutti,
le nascite alle morti,
i giorni di pioggia
ai giorni di sole
Là, solitario, senza tempo, senza infanzia,
cometa senza origini, estraneo al paesaggio,
vagante tra estranei
là risiedi tu,
dove risiede la memoria.

Parigi, 1951

(da Cristalli di tempo, 2016)

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La memoria ci permette di rivivere ciò che è andato perduto, trasformando l'assenza in una forma di presenza.  La scrittrice messicana Elena Garro riflette sulla sua potenza, si avventura in quelli che Sant'Agostino definì "i campi e i vasti quartieri della memoria, dove riposano i tesori delle innumerevoli immagini di ogni sorta". È lì che depositiamo le nostre esperienze, nel magazzino di ciò che siamo stati, delle persone che abbiamo incontrato.

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MICHAEL AZGOUR, "DE LA ROSA 1"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Grande è questa potenza della memoria, troppo grande, Dio mio, un santuario vasto, infinito. Chi giunse mai al suo fondo?
SANT'AGOSTINO, Confessioni

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Elena Garro (Puebla de Zaragoza, 11 dicembre 1916 – Cuernavaca, 22 agosto 1998), giornalista, sceneggiatrice e scrittrice messicana. Legata al movimento del Realismo magico, ha sempre respinto questa identificazione, considerandola un’etichetta mercantilista.


domenica 25 gennaio 2026

Non so che dire al giorno


JOSÉ EMILIO PACHECO

DOMANI

Oggi già se n'è andato
All'improvviso è domani.
E non so che dire
al giorno senza precedenti che mi interroga
e non mi riconosce.

(da La sabbia errante, 1999)

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Il poeta messicano José Emilio Pacheco riflette sul passaggio incessante del tempo e sulla sua natura fugace: il presente svanisce rapidamente in un futuro incerto, nel divenire eracliteo in cui l'individuo si sente disorientato dall'inesorabile marcia dei giorni e dalla costruzione del futuro.

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IMMAGINE © WALLPAPERS.COM

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Mentre aspettavo, il giorno si fece notte. / E non ho mai imparato / a camminare nelle tenebre.
JOSÉ EMILIO PACHECO, La sabbia errante

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José Emilio Pacheco Berny (Città del Messico, 30 giugno 1939 - 26 gennaio 2014), scrittore, poeta, saggista e traduttore messicano. Fu parte integrante della Generazione dei ‘50. La sua poesia concentra l’attenzione sulla storia, sulla ciclicità del tempo, sull’universo dell’infanzia e sulla vita nel mondo moderno.


mercoledì 31 dicembre 2025

La spina e il fiore


SALVADOR NOVO

1961

Grazie, Signore, ché mi hai dato un anno
per aprire alla luce gli occhi ciechi
e perché la fucina dei tuoi fuochi
ha reso acciaio il mio cuore di stagno.

Grazie per la fortuna e per il male,
la spina e il fiore; perché le preghiere
hanno ridotto i miei passi dall’errare
alla dolce quiete del tuo gregge.

Perché in me fiorì la tua primavera;
perché il tuo autunno maturò la spiga
che l’inverno ora tempera e ripara.

E perché, tra i doni, mi benedica
- compendio d’amore - la duratura
felicità di un sorriso amico.

(da 18 sonetti di Salvador Novo, 1963)

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La fine di un anno è tempo di bilanci, non solo per le aziende e le associazioni, ma anche per le persone. Un sonetto che è quasi una preghiera del poeta e drammaturgo messicano Salvador Novo per salutare l’anno che se ne va, per ringraziarlo di ciò che ci ha elargito, per i fiori e per le spine, ricordando però sempre il dono dell’amore e il sorriso degli amici.

Buona fine di questo 2025 e i migliori auguri per il 2026.

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FOTOGRAFIA © OLYA DANILEVICH/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Dal trentuno dicembre al primo gennaio, non c'è che quel tempo inafferrabile, d'una brevità infinitesimale, che corre tra l'ultimo minuto secondo della dodicesima ora, al primo minuto secondo della prima; — il passaggio identico di ciascun giorno dell'anno al suo domani; un attimo, una pulsazione, nulla.
MARCHESA COLOMBI, La cartella n. 4

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Salvador Novo López (Città del Messico, 30 luglio 1904 – 13 gennaio 1974), poeta, saggista, drammaturgo e storico messicano. Membro del gruppo "Los Contemporáneos" e dell'Accademia messicana della Lingua, la sua caratteristica principale, come autore, era la sua prosa abile e veloce, così come la sua malizia nello scrivere.






STATISTICHE DEL CANTO DELLE SIRENE PER L’ANNO 2025

VISITE: 140.621 (+1,70%)

IMPRESSIONI TOTALI: 2.190.000 (+19%)

VISUALIZZAZIONI: 790.000 (+16,12%)

TEMPO MEDIO SUL SITO: 2:41 (+11,03%)


LE DIECI PRINCIPALI CHIAVI DI RICERCA
(escludendo “Il canto delle sirene” e simili):

mi sono rivolto mi sono voltato indietro
scordato strumento cuore
scioglilingua tacchi
mio blu dicevi
il poeta è un fingitore
si chiamava mohammed sceab
moralista francese del ‘600
ipse valere opto
haiku autunno
litania caproni


RECORD DI VISITE: 629, il 17 febbraio)
(il più basso 215 il 18 luglio)


I POST PIÙ LETTI IN ASSOLUTO NEL 2025

  1. Mi sono voltato indietro (Giorgio Caproni, Rivelazione)
  2. Scordato strumento (Eugenio Montale, Corno inglese)
  3. Guardiana del tramonto (Renata Correa Botelho, Accosto il viso alla parete)
  4. Un lungo amore (Catullo, Carme 76)
  5. L’Isola-Non-Trovata (Guido Gozzano, La più bella)
  6. Si chiamava Moammed Sceab (Giuseppe Ungaretti, In memoria)
  7. La stringi tra le braccia (Gabriel Ferrater, Fede)
  8. Haiku d’autunno
  9. Montale, il vento e le bandiere (Eugenio Montale, Altri versi: Vento e bandiere)
  10. Il bimbo e la mela (Guido Gozzano, Parabola)

I POST PIÙ LETTI TRA QUELLI SCRITTI NEL 2025
  1. Un trifoglio, un’ape e un sogno (Emily Dickinson, Per fare un prato)
  2. Vento d’autunno (Mario Luzi, Se pure osi)
  3. Il canto antico (Pier Paolo Pasolini, Mi ritrovo in questa stanza)
  4. Come un’allegoria (Giorgio Caproni, Borgoratti)
  5. Poesie per novembre XII
  6. Poesie per gennaio XI
  7. Lenta luna (Giuseppe Ungaretti, Quale grido)
  8. Un dolce vuoto (Maurizio Cucchi, La vacanza ci apre)
  9. Poesie per dicembre XII
  10. Tuo figlio (Pierluigi Cappello, a mio padre

giovedì 18 dicembre 2025

Eduardo Hurtado


Addio, mormorio del mare. Ritorno a me stesso, alla mia immensità silenziosa”, con questi suoi versi la famiglia ha annunciato la scomparsa del poeta e saggista messicano Eduardo Hurtado. Le sue poesie sono caratterizzate da una sintesi concisa e significativa, capace di ricercare la chiarezza nel significato, al di fuori della moda letteraria. Tra i suoi temi la memoria e la nostalgia, il quotidiano e l’amore.

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COLUI CHE TI VEDE NASCERE

Colui che ti vede nascere
al mattino, al richiamo
imperioso
della sveglia
e tra uno sbadiglio e l'altro;

colui che distingue
la rara beatitudine del tuo volto
nudo
di cosmetici,
l'umiltà emozionante
dei tuoi piedi
con i cerotti
e nei sandali;

colui che, pieno
di tenerezza,
ti vede urinare ogni notte
e ti scopre statica, fragile
e assorta
come un animale
in un campo aperto;

devoto alla tua pelle
senza lozioni o ornamenti,
al tuo profumo discreto,

ai tuoi
talenti più intimi,
                            sono
io quello che ha sognato
di svegliarsi
con te
fino al giorno del forno
e delle ceneri.

(da Succede ancora, 2016)

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UNA PATRIA

a Margarita

Dalla morte di questo amore,
è nato un nuovo amore.
Questa casa è la sua patria.

Ora che non ci sei più,
la casa che abbiamo inventato,
                            la patria
                            di un amore
                            nato dalle ossa
                            di questo amore,
si è riempita di te,
del simulacro
del tuo corpo
sul lato vuoto del materasso,
del sole che entra nella stanza

e non ti tocca,
del tuo voluttuoso fantasma.

Ogni giorno intravedo
il possibile,
le profondità ambigue
in cui abiti,
il giorno senza data
                             in cui,

mi ricordo,
finalmente sai tornare.
La patria di questo amore
è un deserto,
              un cosmo
              che si estende
fino a mordere il bordo
dell'inizio.

(da Letras Libres, n. 175, Aprile 2016)

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   LA FRASE DEL GIORNO  

La poesia è stata uno stile di vita fin dall'inizio, perché per me la poesia, l'atto poetico, precede la poesia, la poesia come scrittura, che è la poesia. Per me, la poesia è una possibilità costante nella vita stessa e ha a che fare con diverse cose: una rottura con gli automatismi quotidiani, cioè smettere di vivere in modalità automatica, ed essere improvvisamente sorpresi da qualcosa che ti appare sorprendente, diverso, invisibile, inosservato.
EDUARDO HURTADO, Zeta, 7 marzo 2022

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Eduardo Hurtado Montalvo (Città del Messico, 13 ottobre 1950 – 16 dicembre 2025), poeta e saggista messicano. Si laureò in Letteratura Ispanica presso l'Università Nazionale Autonoma del Messico La sua opera, attenta al quotidiano, si distingue per una profonda esplorazione di temi come la memoria, l'amicizia e il paesaggio.


martedì 9 dicembre 2025

La gatta


JOSÉ EMILIO PACHECO

GATTITÀ

La gatta entra nella stanza dove siamo riuniti.

Non è angora, né persiana
né di qualche razza prestigiosa.
Piuttosto, mostra nella sua pelliccia consumata
tutti i tipi di incroci e imbastardimenti.

Ma è consapevole di essere una gatta.
Perciò
passa in rassegna i presenti,
ci lancia in faccia un giudizio sprezzante
e se ne va.

Non con la coda tra le gambe: in posizione eretta
come uno pennacchio o uno stendardo di guerra.

Orgoglio, felinità,
nemmeno il minimo desiderio
di ingraziarsi qualcuno.

L'esame è durato mezzo minuto.

La gatta dice a chiunque capisca la sua lingua:
Non permettere mai a nessuno di disprezzarti.

(da Il silenzio della luna, 1996)

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Essere ciò che si è ed esserne orgogliosi, senza permettere agli altri di disprezzarci per questo: è la morale di questo "mezzo minuto" in cui una gatta qualunque entra in una stanza dove si trova il poeta messicano José Emilio Pacheco e la attraversa con tutta la sua indipendente felinità.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Il senso di indipendenza dei gatti fa sentire più indipendente chiunque viva accanto a loro.
DEREK TANGYE

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José Emilio Pacheco Berny (Città del Messico, 30 giugno 1939 - 26 gennaio 2014), scrittore, poeta, saggista e traduttore messicano. Fu parte integrante della Generazione dei ‘50. La sua poesia concentra l’attenzione sulla storia, sulla ciclicità del tempo, sull’universo dell’infanzia e sulla vita nel mondo moderno.


giovedì 20 novembre 2025

Le pietre mute


OCTAVIO PAZ

LA STRADA

È una strada lunga e silenziosa.
Cammino nelle tenebre e inciampo e cado
e mi rialzo e calpesto con passi ciechi
le pietre mute e le foglie secche
e qualcuno dietro di me cammina:
se mi fermo, si ferma;
se corro, corre. Mi volto: nessuno.
Tutto è oscuro e senza scampo,
e svolto e risvolto angoli
che conducono sempre alla strada
dove nessuno mi aspetta né mi segue,
dove io seguo un uomo che inciampa
e si rialza e dice vedendomi: nessuno.

(da Libertà sulla parola, 1949)

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La città, nei versi del Nobel messicano Octavio Paz, è nauseante, con l'artificiosità dei paesaggi urbani. È un dedalo ostile alla poesia con la sua sterilità, simboleggia la consapevolezza razionale, contrapposta alla creatività dell'atto poetico. E in essa ci si perde, inseguiti dal fantasma dell'alienazione. La poesia di Paz ne ricorda un’altra,   Rivelazione, un'intuizione simile di Giorgio Caproni: "Mi sono risolto. / Mi sono voltato indietro. /  Ho scorto / uno per uno negli occhi / i miei assassini. / Hanno / - tutti quanti - il mio volto".

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THOMAS VANOOST, "PIÙ VELOCE"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Parlo della città immensa, realtà quotidiana fatta di due parole: gli altri, / e in ognuno di essi c'è un io separato da un noi, un io alla deriva.
OCTAVIO PAZ, Il labirinto della solitudine

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Octavio Irineo Paz Lozano (Città del Messico, 31 marzo 1914 – 20 aprile 1998),  poeta, scrittore, saggista e diplomatico messicano, premio Nobel per la letteratura nel 1990. La sua poesia è fatta di sperimentazione e anticonformismo, un continuo mettersi in discussione del linguaggio, “lotta continua contro la significazione”.


giovedì 30 ottobre 2025

L’infinito poema dei mari


JOSÉ EMILIO PACHECO

CONSAPEVOLMENTE

Per tutta la notte il granchio scrive
l'infinito poema dei mari sulla sabbia bagnata.
Lo fa pur sapendo che all'alba
le onde verranno a cancellare la sua scrittura.

(da Come la pioggia, 2009)

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Il granchio che lascia le sue tracce sulla sabbia bagnata della bassa marea, creando "l'infinito poema dei mari", pur sapendo che all'alba le onde cancelleranno la sua opera, è per il poeta messicano José Emilio Pacheco, la metafora del processo di scrittura della poesia che cerca invano la permanenza in opposizione alla distruzione insita in tutte le cose.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Scrivere è una storia infinita e una fatica di Sisifo.
JOSÉ EMILIO PACHECO, Presto o tardi

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José Emilio Pacheco Berny (Città del Messico, 30 giugno 1939 - 26 gennaio 2014), scrittore, poeta, saggista e traduttore messicano. Fu parte integrante della Generazione dei ‘50. La sua poesia concentra l’attenzione sulla storia, sulla ciclicità del tempo, sull’universo dell’infanzia e sulla vita nel mondo moderno.


giovedì 9 ottobre 2025

Edgar Artaud


Il poeta messicano Edgar Artaud Jarry, è morto il 5 ottobre a Chilpancingo. Aveva 72 anni. Ingegnere civile e docente, fu tra i teorici della “poesia infrarealista”, emersa nel panorama letterario messicano a metà degli Anni Settanta: sviluppò un corpus letterario caratterizzato dalla ricerca di una poesia libera e personale che rappresentasse la sua posizione sulla vita al di fuori delle convenzioni sociali, seguendo il dogma del manifesto della corrente poetica: "Lascia tutto alle spalle, riprendi la strada".

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IL COSTO DELLA VITA

Al ristorante le donne parlano di ricette,
dell'istruzione dei figli,
di orecchini d'argento, del costo della vita,
mentre si godono un pasto frugale e un
bicchiere di vino bianco o di champagne.
Dopo chiacchierano di uomini, quasi sempre
criticandoli, a volte parlano del marito di qualcuna
"È un brav'uomo" - dicono
"Si prende sempre cura dei bisogni di sua moglie" -
"Ma lei ha un brutto carattere, si arrabbia facilmente" -
alla toilette si mettono il rossetto e si ritoccano
il trucco, avvicinano il viso allo specchio e cercano
eventuali imperfezioni, si sistemano i vestiti e
tornano indietro dondolando
la borsa in aria.
La borsa sembra la luna
alta nel cielo in una notte molto limpida
che illumina i campi di un verde molto brillante
e si sentono i grilli cantare
rompendo il silenzio della montagna.

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TRAMONTO

"Ci si reincarna
nella donna che si ama.
La reincarnazione
non è un processo futuro,
ma stazionario
nel tempo",
disse, e io annuii
come se avessi capito.
Stavo per morire;
ero intrappolato
nella pietra e nel fango,
volevo restare indifeso
contro la morte.
Mia moglie cercò aiuto;
sfondarono la porta.
Ero cieco,
indebolito,
rattristato;
tacevo,
incapace di percepire.
Mi salvò la vita
per assassinarmi
ancora e ancora con diabolico piacere.
Una morte vivente
per ogni tramonto.

(da Periódico de Poesía, n. 56 – Febbraio 2013)

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Non cerco la poesia, è lei che viene da me.
EDGAR ARTAUD, La Jornada de Morelos, 12 giugno 2009

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Edgar Artaud Jarry, pseudonimo di Edgar Altamirano Carmona (Città del Messico, 24  ottobre 1953 – Chilpancingo, 5 ottobre 2025), poeta messicano. Ingegnere civile, fu tra i precursori della poesia infrarealista con Mario Santiago e Roberto Bolaño. Era solito mascherarsi per recitare le sue opere, che includevano una lettura di poesie, danza aerea e musica dal vivo.


mercoledì 20 agosto 2025

Pioverà


JAIME TORRES BODET

AGOSTO

Pioverà... Lo ha detto al prato
il canto fresco del fiume;
lo ha detto il vento al bosco,
e il bosco al vento e al fiume.

Pioverà... I rami scricchiolano
e c'è odore di ombra tra i pini.
Il paesaggio naufraga nel verde.
Passano uccelli sperduti.

Resti soltanto tu
povero cuore senza nido
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(da Poesie, 1924)

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"L'acqua di agosto rinfresca il bosco": come testimonia il proverbio, la pioggia che viene a interrompere le giornate calde di agosto segna il declino dell'estate, il suo lento e dolce avviarsi verso l'oro d'autunno. Il poeta messicano Jaime Torres Bodet  in questi versi dal tono georgico ne osserva le avvisaglie nella natura.

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FOTOGRAFIA © SMB13A

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Pioggia d'agosto: il meglio dell'estate se n'è andato, e il nuovo autunno non è ancora nato. Uno strano tempo irregolare.
SYLVIA PLATH, I diari integrali

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Jaime Torres Bodet (Città del Messico, 17 aprile 1902 – 13 maggio 1974), poeta, scrittore e politico messicano. Più volte ministro, fu direttore generale dell’UNESCO e ambasciatore in Francia. La sua poesia ha un accento sapido e malizioso grazie al quale egli non cadde mai in effetti facili o gratuiti.


domenica 10 agosto 2025

Un’infinita nave di stelle


ENRIQUETA OCHOA

LA NOTTE DELLA PIOGGIA DI STELLE

Un fenomeno celeste era stato annunciato in anticipo.  Giunto il giorno stabilito, corremmo fuori a contemplare la notte. Eravamo come cavallette nervose che saltavano da una parte all'altra, per osservare come un'infinita nave di stelle naufragava nel mare del cielo.

(da Assalti alla memoria, 2004)

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La poesia di Enriqueta Ochoa mira al recupero di un passato mitologico e alla percezione inconscia della saggezza collettiva che ha attraversato i millenni. Porsi di fronte al paesaggio, agli elementi naturali, al cosmo popolato di stelle in questo caso, è il suo modo per costruire un universo poetico in cui uomini e donne sono un tempio al cui centro brilla quella forza.


FOTOGRAFIA © NEALE LA SALLE/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO   

Ho fame di essere / e mi siedo vicino alla finestra / masticando stelle.
ENRIQUETA OCHOA, Le vergini terrene

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Enriqueta Ochoa (Torreón, 2 maggio 1928 – Città del Messico, 1º dicembre 2008),  poetessa messicana. La sua poeisa affronta temi di religiosità, misticismo e sogno con stile intimo e trasparente.  Ha profonde radici cristiane e rappresenta Dio maschio e femmina, “un'unità amorosa, una copulazione universale, una partecipazione mistica integrale senza confini né divisioni”.


mercoledì 23 luglio 2025

Le stelle scrivono


OCTAVIO PAZ

FRATELLANZA

Sono uomo: duro poco ed enorme è la notte.
Ma guardo in alto: le stelle scrivono.
Senza capire comprendo: anch’io sono scrittura
e in questo stesso istante qualcuno mi sta decifrando.

(da Dentro l'albero, 1987)

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La poesia è una specie di cosmogonia che scrive il suo mito e che al contempo ne è scritta: Octavio Paz, poeta messicano e Premio Nobel per la Letteratura 1990, contemporaneamente attraverso la poesia, prosegue la sua ricerca interiore lasciandosi guidare e decifrare dall'universo.

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ALEX RUIZ, "NOTTE STELLATA"

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Lettere pure, / costellazioni di segni, cesure / nella carne del tempo, oh scrittura, / rigo nell'acqua!
OCTAVIO PAZ, Il fuoco di ogni giorno

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Octavio Irineo Paz Lozano (Città del Messico, 31 marzo 1914 – 20 aprile 1998),  poeta, scrittore, saggista e diplomatico messicano, premio Nobel per la letteratura nel 1990. La sua poesia è fatta di sperimentazione e anticonformismo, un continuo mettersi in discussione del linguaggio, “lotta continua contro la significazione”.