Statistiche web
Visualizzazione post con etichetta poesia libanese. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta poesia libanese. Mostra tutti i post

sabato 31 gennaio 2026

Venus Khoury-Ghata


“Ho lasciato una lingua che abitavo per una lingua che abita me. Guardo il francese, ma lancio uno sguardo all'arabo. Strabismo letterario, bigamia? Sogno di unirli nello stesso stampo, di scrivere il francese da destra a sinistra». Venus Khoury-Ghata, poetessa e scrittrice franco-libanese scomparsa a Parigi il 28 gennaio, rivendicava alla sua francofonia le origini orientali come una vena profonda. Nata in Libano, considerava la letteratura un “passaggio di frontiera a ogni frase”: le sue poesie, scrive Marilyn Hacker, ”esplodono in sequenze narrative riassemblate in un mosaico o in un labirinto in cui lettore, trova il filo di Arianna che le collega”.

.

IMMAGINE © TV5MONDE

.


COME SCRIVERE UNA POESIA

Invita un uccello sulla tua pagina,
fallo seguire dalla sua ombra
da un albero
e da qualche foglia morta

Chiedi al vento seduto a margine
di soffiare tra le righe
da destra a sinistra
da sinistra a destra
guidandolo in una sarabanda selvaggia
di vocali e consonanti
virgole e punti esclamativi

Aspetta che la tempesta finisca
poi collega l'uccello alla scrittura
la scrittura all'ombra
l'ombra all'albero
che scuoterai vigorosamente
La tua poesia cadrà come un frutto ai tuoi piedi

(da La voce degli alberi, 1999)

.

.

NESSUNO VOLEVA CREDERGLI

Nessuno voleva credergli
al freddo,
le sue parole diventavano pietre

le lanciò nei loro occhi
che si incrinarono come vetri colorati
e poi si svuotarono degli sguardi

lanciate contro un cuore,
le stesse parole gli ritornavano
ma macchiate di sangue.

prese le parole sui palmi,
soffiò sulla carne delle lettere
e, quando aprì le mani per parlare,
ne uscì solo nebbia

(da Chi parla del gelsomino, 1980)

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Ho conosciuto la povertà e ho conosciuto l'opulenza, e dopo la ricchezza so di essere nel bisogno solo quando non scrivo. Quando non scrivo sono infelice. Alla fine della giornata mi chiedo: cosa hai scritto oggi?
VENUS KHOURY-GHATA, Jacket 2, n. 18 – Agosto 2002

.



Venus Khoury-Ghata (Bcharre, Libano, 23 dicembre 1937 – Parigi, 28 gennaio 2026), poetessa e scrittrice franco-libanese. Dopo aver studiato alla Scuola Superiore di Lettere di Beirut, ha lavorato come giornalista e ha ottenuto il riconoscimento per il suo talento di scrittrice quando ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, I volti incompiuti, nel 1966.


venerdì 10 gennaio 2025

Un verso sulla sabbia


KHALIL GIBRAN

LA FAMA

Camminavo sulla sabbia. Bassa marea.
E giù, oltre, la curva, scrissi un verso sulla sabbia.
E in quel verso scrissi quel che la mia mente pensava
e ciò che la mia anima desiderava.

E quando la marea fu alta,
ritornai, ancora, su quel lido,
e di ciò che avevo scritto nulla trovai.
trovai solo i segni del bastone
di uno che aveva lì camminato da cieco.

(da Poesie in prosa, 1934)


"Per sempre camminerò su questi lidi, / Tra la sabbia e la spuma, / L’alta marea cancellerà le mie orme, / E il vento soffierà via la spuma. / Ma il mare e la spiaggia rimarranno / Per sempre": la caducità della natura e delle cose umane è uno dei temi prediletti dal poeta libanese naturalizzato statunitense Khalil Gibran. Anche la fama, la gloria, sono presto spazzate via come le parole tracciate con un bastoncino sulla sabbia del bagnasciuga.

.

FOTOGRAFIA © PIXABAY

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

La fama è l'ombra della passione che sta alla luce.
KHALIL GIBRAN, Sabbia e spuma

.



Khalil Gibran (Bsharre, 6 gennaio 1883 – New York, 11 aprile 1931), poeta, pittore e aforista libanese naturalizzato statunitense. Estremamente sensibile agli influssi del simbolismo europeo, prese come modelli letterari una vasta gamma di scritti occidentali e orientali (dalla Bibbia alle opere di Nietzsche e di ‛Omar Khayyām),trasfondendovi le sue intuizioni liriche e mistico-filosofiche.


martedì 18 ottobre 2011

Onda che corre senza fine


JOUMANA HADDAD

ALBERO AZZURRO

Quando i tuoi occhi incontrano la mia solitudine
il silenzio diventa frutto
e il sonno tempesta
si socchiudono porte proibite
e l'acqua impara a soffrire.

Quando la mia solitudine incontra i tuoi occhi
il desiderio sale e si spande
a volte marea insolente
onda che corre senza fine
nettare che cola goccia a goccia
nettare più ardente che un tormento
inizio che non si compie mai.

Quando i tuoi occhi e la mia solitudine si incontrano
mi arrendo nuda come la pioggia
e nuda come un seno sognato
tenera come la vite che matura il sole
molteplice mi arrendo
finché nasca l'albero del tuo amore
Tanto alto e ribelle
Tanto alto e tanto mio
Freccia che ritorna all'arco
Palma azzurra piantata nelle mie nuvole
Cielo crescente che niente fermerà.

.

La poetessa Joumana Haddad è una coraggiosa ed esuberante donna libanese, direttrice delle pagine culturali del quotidiano An-Nahar, traduttrice e poliglotta, co-sceneggiatrice e interprete del film Che succede?, girato nel 2009 da Jocelyn Saab. I suoi versi sono quelli di una poetessa sensuale e cerebrale, si bilanciano tra ferocia e tenerezza in un dire moderno che spazza via gli stereotipi sulle donne arabe. Così è anche per questo Albero azzurro dove il desiderio si manifesta onda su onda senza mai realizzarsi, rimanendo una tormentosa dolcezza in cui è bellissimo perdersi, prigionieri delle catene dei sensi.

.

image

VIK, “ONDA D’AMORE”

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Di desiderio più che di soddisfazione cibasi Amore. Eternamente si amano gli ideali perché non raggiungonsi mai.

CARLO DOSSI, Goccie d’inchiostro




Joumana Haddad (Beirut, 6 dicembre 1970), poetessa, giornalista, attivista, scrittrice, traduttrice e conduttrice televisiva libanese. Professoressa alla Lebanese American University di Beirut, è un'attivista nel campo dei diritti delle donne. Ha fondato la rivista culturale Jasad.


mercoledì 28 gennaio 2009

Il destino dei poeti

 

KHALIL GIBRAN

IL DESTINO DEI POETI


“È il poeta che la gente ignora nella sua vita
E che non è riconosciuto se non dopo che ha detto addio
Al mondo terrestre ed è ritornato al suo albero nei cieli.
È il poeta che non domanda altro
All'umanità che un sorriso.
È il poeta il cui spirito si eleva e
Riempie il firmamento con le sue belle parole;
Malgrado questo, la gente rifiuta i suoi ragionamenti.
Fino a quando la gente resterà addormentata?
Fino a quando continuerà a glorificare quelli
Che attirano la gloria al momento opportuno?
Quanto tempo ancora ignorerà quelli che sono capaci
Di vedere la bellezza della loro anima,
Simbolo di pace e di amore?
Fino a quando gli esseri umani onoreranno i morti
E dimenticheranno i vivi che passano la vita
Nella miseria, e che si consumano
Come candele che brillano per illuminare la via
Agli ignoranti e condurli sulla strada della luce?
Poeta, sei la vita di questa vita ed hai
Trionfato sulle generazioni malgrado la loro severità.
Poeta, un giorno governerai i cuori.
Perciò, il tuo regno non ha fine.
Poeta, guarda bene la tua corona di spine: tu
Vi troverai dissimulata una ghirlanda d'alloro che germoglia".


(da Sabbia e spuma, 1926)


A leggere questi versi del poeta libanese-americano Khalil Gibran si rimane colpiti: l'opera da cui sono tratti, "Sabbia e spuma", venne pubblicata nel 1926. Sono attualissimi. Basta guardare lo spazio che viene dedicato alla poesia sui giornali e nelle televisioni: dire che sfiora lo zero non è un'eresia. Non c'è posto per la poesia nel mondo: c'è spazio per la violenza, la volgarità, il futile, l'inutile, ma non per la poesia. Le è preferito il vano cicaleccio dei salotti, il vacuo e morboso convivere prigionieri di uno studio televisivo. L'altro giorno sulla "Stampa", Massimo Gramellini suggeriva di dare un libro ai concorrenti del "Grande Fratello" per "elevarne" il livello: "è una provocazione" dice il giornalista torinese, consapevole del fatto che il libro da lui consigliato, "Il grande Gatsby", non farebbe audience.

Gibran non si sa spiegare questa incapacità della "gente comune" a valutare l'importanza della poesia, non riesce a comprendere come possa vivere intontita - e allora la televisione ancora non c'era - come possa rimanere nel buio, nel piattume di un'esistenza che non sa riconoscere la bellezza e l'emozione. Neanch'io, nel mio piccolo, ci riesco: quando capito in una libreria, mi intristisco nel vedere quanto piccolo sia il settore dedicato alla poesia e quanto poco frequentato. I banchi dei gialli sono almeno dieci volte più grandi, quelli della letteratura rosa forse il triplo, persino la saggistica e il bricolage hanno più spazio...
Il poeta è obbligato a diventare una mosca bianca, uno snob: ma ha dalla sua la consapevolezza di saper cogliere la bellezza e trasformarla in parole. E questo è davvero una grande cosa.



Il busto di Gibran ad Erevan, Armenia (da NGNO)

Vedi anche: Il destino della poesia



* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *
LA FRASE DEL GIORNO

La poesia non è l'espressione di un'opinione. È canto che si leva da una ferita sanguinante o da una bocca sorridente.

KHALIL GIBRAN, Sabbia e spuma




Khalil Gibran (Bsharre, 6 gennaio 1883 – New York, 11 aprile 1931), poeta, pittore e aforista libanese naturalizzato statunitense. Estremamente sensibile agli influssi del simbolismo europeo, prese come modelli letterari una vasta gamma di scritti occidentali e orientali (dalla Bibbia alle opere di Nietzsche e di ‛Omar Khayyām).,trasfondendovi le sue intuizioni liriche e mistico-filosofiche.