Statistiche web
Visualizzazione post con etichetta aprile. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta aprile. Mostra tutti i post

mercoledì 1 aprile 2026

Poesie per aprile XII


La dolcezza di aprile, quella che “genera lillà” e “confonde memoria e desiderio risvegliando le radici sopite” secondo la lezione di Eliot, è stupore, gioia e meraviglia per Diego Valeri, Quella stessa dolcezza, evocata dal profumo mellifero dei fiori di robinia, è invece fonte di memoria per un altro poeta, Giancarlo Consonni, che in essa ritrova il sapore dell’infanzia.

.

FOTOGRAFIA  GREAT PLAINS NURSERY

.


DIEGO VALERI

APRILE

Per sapere la gioia dell’aprile,
bisogna, amici, uscir per i sobborghi,
mirare il cielo, le vie dorate e gli orti,
e i colli che traspaiono laggiù.

Serenità divina! azzurro e azzurro! …
I carrettieri passano cantando;
si rincorrono i bimbi strepitando;
Stan sull’uscio le donne a comarò.

Una gallina ci attraversa il passo,
e becca ai nostri piedi un verme rosso;
gli anitroccoli biondi accanto al fosso
si spulciano con gaia alacrità…

Prime foglie tremanti su la rama
nuda, o lucenti sulla terra bruna!
Si vorrebbe baciarle ad una ad una,
piangendo di dolcezza e di bontà.

Ecco un pèsco fiorito, più soave
di soave fanciulla adolescente,
ecco un ciliegio più forte e splendente
dell’uomo arriso dalla gioventù.

Una distesa d’orti. In primo piano:
selvette d’insalata ricciolina,
viali d’aglio, qualche testolina
di fagiolo che spunta a far cucù;

dietro: tappeti di varia verdura
distesi in simmetria, tende pezzate,
molli trapunte scure fiocchettate
di verze gialle e cavolfiori blu;

nello sfondo: robinie che la guazza
ha ingioiellato di puri diamanti,
un filare di pioppi palpitanti…
e il cielo azzurro… la serenità!

Si va col passo dei conquistatori,
col cuore acceso nell’aperta mano.
Vogliam gettarlo, amici, al ciel lontano,
o al balcone che primo s’aprirà?

(da Terzo tempo, Mondadori, 1950)

.

.

.

.

GIANCARLO CONSONNI

ROBINIA PSEUDOACACIA

Nel mezzo di ogni aprile
quando in piazza del Suffragio
passo sotto le acacie
in fiore chiudo gli occhi
e cammino accanto
ai boschetti di robinia
della mia infanzia.

Il profumo è lo stesso,
signore dello spazio
come in quei sentieri.

(da Il conforto dell’ombra, Einaudi, 2025)

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

D'aprile / l'aria si fa appena calda. / Pare una guancia.
VALERIO MAGRELLI, Nature e venature

.



Diego Valeri (Piove di Sacco, 25 gennaio 1887 – Roma, 27 novembre 1976), poeta, traduttore e accademico italiano, fu ordinario di Letteratura Francese all’Università di Padova per oltre vent’anni. La sua poesia si distingue per una ricerca di purezza, semplicità e armonia, ispirata dalle piccole cose.


Giancarlo Consonni (Merate, 14 gennaio 1943 – Milano, 13 febbraio 2026), poeta, urbanista e storico dell'architettura italiano. Ha pubblicato raccolte di poesie sia nel dialetto di Verderio (Lecco) – Lumbardia (1983), Viridarium (1987) e Vûs (1997) – sia in italiano: In breve volo (1994), Luì (2003), Filovia (2016).


martedì 1 aprile 2025

Poesie per aprile XI


La dolcezza di aprile in due momenti della giornata: il poeta spagnolo Federico García Lorca si lascia contagiare dall'allegria dei bambini che escono a frotte dalla scuola nell'aria tiepida; il poeta messicano Amado Nervo invece insegue un sogno d'amore, tra margherite e stelle nella notte dolce e bella.

.

FOTOGRAFIA © DIETER444/PIXABAY

.


FEDERICO GARCÍA LORCA

CANZONE PRIMAVERILE, I

Escono allegri i bambini
dalla scuola,
lanciando nell'aria tiepida
d'aprile tenere canzoni.
Quanta allegria nel profondo
silenzio della stradina!
Un silenzio fatto a pezzi
da risa d'argento nuovo.

(da Libro de poemas, 1921)

.

.


.

.

AMADO NERVO

PERLE NERE, XVIII

Nelle notti di aprile, dolci e belle,
nel mentre mediti o ricordi tu,
le margherite vanno verso il blu
e si trasformano in pallide stelle.
Quando il sole nelle onde infinite
del giardino sparge le sue scintille,
discendono dentro i campi le stelle
e si mutano in bianche margherite.
Ecco perché, quando diventi rossa
sfogliando margherite di alabastro,
ti predicono l'oblio e l'amore;
Sentono il futuro: sono state stelle!
Sanno l'amore: sono state fiori!

(da Perle nere, 1898)

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Era mattina e aprile sorrideva.
ANTONIO MACHADO, Solitudini

.



Federico García Lorca (Fuente Vaqueros, 5 giugno 1898 – Víznar, 19 agosto 1936), poeta e drammaturgo spagnolo). Voce tra le più originali del Novecento spagnolo, amico di Salvador Dalí e Luis Buñuel, partecipò ai vari tentativi modernisti, specialmente impressionisti. Morì durante i primi giorni della guerra civile, fucilato dai franchisti.


Amado Nervo, pseudonimo di Juan Crisóstomo Ruiz de Nervo Ordaz (Tepic, 27  agosto 1870 - Montevideo, Uruguay; 24 maggio 1919), poeta e scrittore messicano, appartenente al movimento modernista. La sua poesia è caratterizzata da un sentimento mistico e dalla malinconia.


lunedì 1 aprile 2024

Poesie per aprile X


Tulipani, lillà, giacinti, tramonti languidi che si estendono con la complicità dell’ora legale: Eloy Sánchez Rosillo, poeta spagnolo, e Ana María Del Re, poetessa venezuelana cantano la dolce grazia di aprile e ne celebrano la luce.

.

FOTOGRAFIA © BY JO/PIXABAY

.


ELOY SÁNCHEZ ROSILLO

APPUNTO DI UNA SERA

Che gli altri cantino le armi e gli eroi,
gli abissi dell'essere
o la complessità dell'universo.
 
Lasciatemi dire la grazia irripetibile
di questa sera di aprile, la bellezza effimera
della luce, che mi è amica e che dolcemente
accarezza il foglio su cui scrivo.

(da Autoritratti, 1989)



ANA MARÍA DEL RE

È APRILE

È aprile
sulle rive del Gran Lago
e vediamo fiorire i tulipani

È ancora il tuo viso
incrociato
da un fulmine
la mano che accarezza
la perfetta rotondità del momento

arrivano i sussurri
arrivano le raffiche
tutta la notte il sole
alle finestre

Il non detto
l'imminente
il suo bagliore costante

(da Colpi, 1990)

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

I tetti brillano di pioggia, / i passeri cinguettano volando, / e con una ventosa grazia di aprile / le nuvolette passano..
SARA TEASDALE, Fiumi al mare

.



Eloy Sánchez Rosillo (Murcia, 24 giugno 1948), poeta spagnolo.  Nelle sue poesie balenano scorci di ciò che era e di ciò che è scomparso. Tra pienezza e malinconia, sono testimonianza della vita di un uomo e della certezza di un mondo, scritte con uno stile scorrevole e senza enfasi.


Ana María Del Re Guinand (Caracas, 12 settembre 1941 - 11 settembre 2019), poetessa, traduttrice e insegnante venezuelana, compilatrice dell'Antologia della poesia ispanoamericana moderna. La sua poesia, dai ritmi sensibili e attenuati, fonde così la parola con allusioni e qualità di forme spirituali.


sabato 1 aprile 2023

Poesie per aprile IX


Due "canzoni" di poeti statunitensi per aprile: se Sara Teasdale ne evoca il sole del giorno, la forza creatrice, lo splendore primaverile troppo a lungo sopito, Langston Hughes invece apprezza la pioggia della notte, la dolcezza vitale.

.

FOTOGRAFIA © MIKE VON SCHOONDERWALT/PEXELS

.

.

SARA TEASDALE

CANTO DI APRILE

Salice, nel tuo abito di aprile
delicato e lucente,
ti ricordi negli anni passati
tutti i miei sogni?

La primavera è stata come una chiamata per me
ma non ho potuto rispondere,
ero incatenata alla solitudine,
io, la danzatrice.

Salice, che brilli al sole,
ferma le tue foglie e ascoltami,
posso rispondere finalmente alla primavera,
l'amore è vicino a me!

(da Fiumi al mare, 1915)

.

.

.

.

LANGSTON HUGHES

CANZONE DELLA PIOGGIA DI APRILE

Lascia che la pioggia ti baci
Lascia che la pioggia ti colpisca la testa con gocce d’argento
Lascia che la pioggia ti canti una ninna nanna
La pioggia fa ancora rivoli sul marciapiede
La pioggia fa scorrere rivoli nella grondaia
La pioggia suona una piccola canzone del sonno sul nostro tetto di notte
E  io amo la pioggia.

(da Il custode dei sogni e altre poesie, 1932)

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

L’incanto che ho colto con leggerezza / dall’incantevole Aprile è per sempre.
LÉONIE ADAMS, I non eletti

.



Sara Teasdale (St. Louis, Missouri 8 agosto 1884 – 29 gennaio 1933), poetessa statunitense. La sua vita, caratterizzata dall’inquietudine e dalla nevrosi, finì con il suicidio. Le sue poesie, dimenticate per anni, corrono sul filo dell’ironia e di una voluta semplicità.


James Mercer Langston Hughes (Joplin, Missouri, 1º febbraio 1902 – New York, 22 maggio 1967), poeta, scrittore, drammaturgo e giornalista statunitense. Si affermò come uno dei migliori poeti della tradizione popolare. È noto soprattutto per i suoi ritratti penetranti e vivaci della vita degli afroamericani negli Stati Uniti, dagli Anni Venti agli Anni Sessanta.


sabato 2 aprile 2022

Poesie per aprile VIII


Aprile: “rischiararsi tanto atteso del tempo”, come dice il poeta ligure Adriano Grande: mese di luce e di colori, di fiori e di risveglio che conforta il vivere e consente di restare all’aria aperta a godere del nuovo tepore, dei giochi dei bimbi, delle giornate di polvere e polline come la domenica di Leonardo Sinisgalli.

.

FOTOGRAFIA © PXHERE

.

.

ADRIANO GRANDE

APRILE

Aprile: oh, rischiararsi
tanto atteso del tempo! Fuga alterna
d'ali nel cielo; sopra i vetri, e dentro
le stanze chiuse, gioco
continuo di riflessi
limpidi e caldi. In me, segretamente,
dacché son reso schiavo
della grigia vecchiezza,
non vivo che di questi
alimenti incorporei, gratuiti
e senza peso. Invento un'esistenza
tutta di madreperla che di luce
solamente si nutra.
                              E duri eterna.

(da Poesie (1929-1969), Mursia, 1970)

.

.

.

.

LEONARDO SINISGALLI

UNA DOMENICA D’APRILE

Tra il polline e la polvere dei bambini
fugaci tu siedi sullo scranno
di pietra dei giardini.
Chiudi gli occhi al sole,
porgi l’orecchio al bisbiglio
di vecchie inaudite parole.

(da La vigna vecchia, Mondadori, 1956)



--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Per sapere la gioia dell’aprile, / bisogna, amici, uscir per i sobborghi, / mirare il cielo, le vie dorate e gli orti, / e i colli che traspaiono laggiù.
DIEGO VALERI




Adriano Grande (Genova, 1° luglio 1897 - Roma, 1972), poeta italiano. Appartenne alla “linea ligure” post-vociana e post-rondista. La sua tonalità affettuosa e serenamente dolente tende a esprimere i moti dell’animo in bella misura melodica, con espressione mai ermetica.


Leonardo Sinisgalli (Montemurro, 9 marzo 1908 – Roma, 31 gennaio 1981), poeta,  saggista e critico d'arte italiano. Noto come Il poeta ingegnere per il fatto che lavorò per Olivetti e Pirelli e per aver fatto convivere nelle sue opere cultura umanistica e cultura scientifica. Fondò e diresse la rivista “Civiltà delle macchine”.


giovedì 1 aprile 2021

Poesie per aprile VII


Aprile è mese di verde e di fiori, mette in cassaforte quello che marzo ha sottratto alle mani dell’inverno: con i suoi tepori e le sue sere lunghe invita a rimanere all’aperto, alla sua dolcezza che fece dire a Thomas Stearns Eliot che è “il più crudele dei mesi”. Qui prende i colori della Sicilia, con Leonardo Sciascia, per l’occasione poeta, e con Fernanda Romagnoli.

.

FOTOGRAFIA © UAGA

.

.

LEONARDO SCIASCIA

APRILE

Sto a far camorra sulle cose, seduto
al sole d’aprile che in me torna
a un suo azzardo di risentimenti e di inganni.
Guardo accendersi il gioco dei ragazzi,
una rissa leggera che s’incanta
di luce, cerca un suo cuore di musica;
forse un suo cuore di pena.
Il paese, non lontano, sembra affondare
nel verde: di là da questo gioco
pieno di voci, è solo un paese di silenzio.

(da La Sicilia, il suo cuore, Bardi, 1954)

.

.

.

.

FERNANDA ROMAGNOLI

MANDORLI

All’ultima stazione
venne uccisa la notte in un agguato.
Sbocciò dal buio un fiato, come un’anima
fluendo a galla. Muoveva con bracciate
lentissime, si sfogliava senza posa
di lunghissime bende. Erano bande
di nebbie – nascondevano la rosa
oltre le cime, il pugnale! Con sottile
correità – laggiù – fu assassinata
dietro i monti, la notte! Poi la luce
traboccò, venne a riva. Su quel mare
mandorli in lunghe file di drizzavano
incolpevoli, immemori – agitavano
nell’aria le briglie di schiuma,
le criniere del vento d’aprile.

(da  Il tredicesimo invitato, Garzanti, 1980)



--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Sempre all'inverno delle torri un fiore /si posa appena aprile apre la terra / con il suo giunco d'aria e agita argento / al riso desolato delle sale / alle armi dei chiostri.
FRANCO FORTINI, Poesia ed errore




Leonardo Sciascia (Racalmuto, 8 gennaio 1921 – Palermo, 20 novembre 1989), scrittore e poeta italiano.  Spirito libero e anticonformista, lucidissimo e impietoso critico del nostro tempo, all'ansia di conoscere le contraddizioni della sua terra e dell'umanità, unì un senso di giustizia pessimistico e sempre deluso.


Fernanda Romagnoli (Roma, 5 novembre 1916 – 9 giugno 1986), poetessa italiana. Visse un’esistenza chiusa e riservata, al seguito del marito militare a Firenze, Pinerolo e Caserta. Esordì nel 1943 con Capriccio, cui fece seguire Berretto rosso (1965), Confiteor (1973) e Il tredicesimo invitato (1980)


mercoledì 1 aprile 2020

Poesie per aprile VI


È aprile, un aprile stranissimo, nuovo, aprile al tempo del coronavirus, con tutte le paure e le angosce ma anche con la speranza di venirne fuori, così come i fiori di primavera sono usciti dalla lunga quarantena dell’inverno. Ho scelto due poesie venate da una sottile turbamento, un po’ come capita a noi in questi giorni difficili.

.

FOTOGRAFIA © THE GARDENING BLOG
.

PIERLUIGI CAPPELLO

APRILE, PARCO GIOCHI

D'aprile, da piccolo
gli alberi mettevano mitrie
alzavano le teste in lunghe
lunghe liturgie
e tempio era il silenzio
luminoso delle nuvole;
oggi
un mezzo aprile di tanti anni fa
per tutto questo silenzio
nessuno nasconde la testa nelle mani
seduto, metto le tempie nella chiarìa
di un cielo
che li vorrebbe amati
amati tutti, ognuno da qualcuno;
ciascuno invece scuote la sua cenere
e vedo ombre che passano vivendo
in festa come fossero vissute
orfano di tutti i moventi
la primavera è guardarne il riflesso
sulla peluria degli avambracci al sole.


(da Mandate a dire all’imperatore, Crocetti, 2010)

.

.

.

.

UMBERTO BELLINTANI

APRILE

Tu vivi il tempo di grazia dell'aprile
e tra le canne stormenti dello stagno
se un frullo appena si ode dei palmipedi,
avverti un grido imponente di stupore;
e del tuo cuore se un nonnulla desta un lagno,
il muover d'ali di quell'anatra smarrita,
un piccol sasso, un'inezia ti consola.
È dunque vano che ti dica, e ciò m'allieta,
di come il male della vita qui s'apposta;
è dunque vano che ti parli della nera
nube che incombe sopra l'anima contrita,
se per l'azzurro dei tuoi occhi sempre sosta
ritta sul palo di laggiù l'upupa rara.


(da Nella grande pianura, Mondadori,  1998)

.

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
E nuovamente aprile a fior di cielo / apre le tue mani calde e io canto / la gioia commovente e lo stupore / che versa nel sangue il tuo desiderio.
RUBÉN BONIFAZ NUÑO




CappelloPierluigi Cappello (Gemona del Friuli, 8 agosto 1967 – Cassacco, 1º ottobre 2017), poeta italiano. La sua vita è stata gravemente segnata da un incidente stradale occorsogli quando aveva sedici anni: dallo schianto della moto di un amico contro la roccia uscì con il midollo spinale reciso e una perenne immobilità. Ha scritto numerose opere, anche in lingua friulana.


Umberto Bellintani (Gorgo di San Benedetto Po, 10 maggio 1914 – San Benedetto Po, 7 ottobre 1999), poeta italiano. Combatté nella Seconda guerra mondiale in Grecia e Albania, finendo prigioniero dei tedeschi. Esordì nel 1953 con Forse un viso tra mille, cui seguì nel 1955 E tu che mi ascolti. Dopo un lungo periodo di silenzio pubblicò nel 1998 Nella grande pianura.


lunedì 1 aprile 2019

Poesie per aprile V


Aprile: mese di fiori colorati e profumati, in una sorta di pubertà della natura. È tempo di tepori e di ozi mattutini, in cui – anche grazie al cambio d’ora, finché ci sarà – è dolce indugiare tra le coltri del sonno. Ne cantano la bellezza e la dolcezza il poeta catalano Mariá Manent e la poetessa inglese Wendy Cope.

.

.

FOTOGRAFIA © PIXY
.

MARIÁ MANENT

APPASSIONATA


Dietro il tuo sorriso leggero si indovina
                          l’ anima ardente
                come ad aprile, nel pomeriggio tempestoso,
        Il tramonto dorato risplende dietro un glicine.


(da Le acacie selvagge, 1986)

.

.

.

.

WENDY COPE

APRILE

Gli uccelli di lassù non smetton di cantare
celebrando l’Aprile prediletto.
In questo amato mondo per sempre voglio stare,
accanto a te, dividere il tuo letto.

Non credo che da morti noi ci ritroveremo.
Non ti incontrerò, né insieme più saremo.
Gli uccelli di lassù non smetton di cantare.
In questo amato mondo per sempre voglio stare.


(da Valori familiari, 2011 – Traduzione di Silvio Raffo)

.

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Tu vivi il tempo di grazia dell'aprile.
UMBERTO BELLINTANI, Nella grande pianura




manent_mariaMarià Manent i Cisa (Barcellona, 27 novembre 1898 – 24 novembre 1988), poeta, prosatore e critico letterario, memorialista, traduttore e attivista culturale. Figura chiave della cultura catalana del XX secolo, si formò nel Novecentismo spagnolo, virando poi verso il simbolismo e la poesia pura.


Wendy Cope (Erith, 21 luglio 1945) è una poetessa britannica. Lettrice di Storia al St. Hilda’s College, ha esordito nel 1986 con Preparando una cioccolata per Kingsley Amis, facendosi notare per l’ironia e l’arguzia delle sue poesie.


lunedì 2 aprile 2018

Poesie per aprile IV


Aprile è arrivato, anzi è entrato nelle nostre case, come chiosa il poeta milanese Luciano Erba, fa scivolare la sua luce e i suoi colori dalle finestre, insinua il suo capolino di primavera ornato da mille fiori, dolcissimo e crudele – come da verso ormai proverbiale dalla Terra desolata di Thomas Stearns Eliot – nella lirica del poeta colombiano Mario Rivero, e tutti noi ci pieghiamo ad annusare le viole e la nuova stagione.

.

.

Fiori

FOTOGRAFIA © ONEHDWALLPAPER

.

.

LUCIANO ERBA

IL PUBBLICO E IL PRIVATO

È entrato aprile in casa con il merlo
che fischia sopra i fili del bucato
è entrato in città il vento ed è passato
sui prati più ingialliti , sotto i ponti
di ferro, come un volo per scommessa
di un biplano dei primi aviatori.
Sulle spallette della sopraelevata
dove uomini in blu hanno fissato
dei lunghi cassoni di cemento
per piantare del verde e qualche fiore
e far più umana la grande città
(ma se neppure un’erba selvatica
ha voglia di attecchire e di fiorire
nei vasi del sindaco sociale!)
il vento ha spazzato tutto quanto
sollevato la polvere e la terra
e ora alza bandiere sui pennoni
laggiù alla fiera internazionale.
Più tardi quando chiudono i mercati
e vanno donne con fresche verdure
(sgusceranno piselli ai ballatoi
tra piante color delle viole
fiorite in pentole smaltate di blu)
mi sembra ruoti il disco solare
tra i tetti di un’altra città.

(Anni 1960-70)

(da L’ippopotamo, Einaudi, 1989)

.

.

.

.

MARIO RIVERO

APRILE È ARRIVATO

Aprile è arrivato. E come dire che non è crudele?
Ci sono fiori (anche se non lilla), come per spezzare il cuore.
Quell'altro papavero di carne e sangue che è il cuore.
Ci sono fiori di mille colori alle finestre,
nelle aiole,
corolle sulle acque fluenti e sulle acque stagnanti,
e corolle sui mulinelli delle acque.

Brucia il rosso dei gerani contro il muro,
e quel rosso acceso mi fa male, invecchio.
Non sono più l'uomo di una volta,
eppure ugualmente mi chino per annusare le viole.

(da Dell’amore e la sua traccia, 1992 – Traduzione di Martha Canfield)

.

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Aprile: oh, rischiararsi / tanto atteso del tempo!
ADRIANO GRANDE, Poesie




Luciano Erba (Milano, 18 settembre 1922 – 3 agosto 2010), poeta, critico letterario, traduttore del secondo Novecento, appartenente alla Quarta generazione della Linea Lombarda. Insegnò Letteratura Francese e Letterature Comparate  all’Università Cattolica di Milano.


Mario RiveroMario Rivero (Envigado, 1935 -  Bogotá, 13 aprile 2009), poeta, giornalista e critico d’arte colombiano, fu definito “poeta urbano” per le sue tematiche relative alla vita in città e alla malinconia delle periferie narrate con linguaggio popolare. Fondò la rivista poetica Golpe de Dados.


sabato 1 aprile 2017

Poesie per aprile III


La dolcezza di aprile, il suo tepore, la prima adolescenza della natura sono i protagonisti di questi versi dedicati al mese delle fioriture e della Pasqua da due poeti del Novecento italiano,  un quasi leopardiano Franco Matacotta e un limpido Libero De Libero.


Giacinto

 FOTOGRAFIA © PEZIBEAR/PIXABAY



FRANCO MATACOTTA

IN QUESTO SPARSO ODORE DI GIACINTO

Ancora viva nella pura luce
della sera d’aprile, ancora viva,
luna?

Così fragile sei nell’aria tersa
che fa vibrare i teneri trifogli
ed allontana il suono delle trombe
sulla piana notturna, luna ignara,
in questo sparso odore di giacinto
cancelli ogni memoria e sulla nuda
petrosa terra, tu sola viva, luna.

(da Naialuna, Edizioni amici della poesia, 1948)

.

.

.

.

LIBERO DE LIBERO

PER UN APRILE

Il sole è un’arida pietra
stamane e per me si ripete
il tempo di rondini
novelle di altri paesi
come acqua fresca alla mano.
E gli orti e il cielo implume
nel fievole vento dissennati
assaporano l’aria,
già trasale il mio sonno
pensato per l’ombra d’una quercia.

(da Solstizio, Quaderni di Novissima, 1936)

.

.

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Fuggevoli le ore / che il materassaio batte / da un nascosto cortile / fuggevole è l’aprile.
ATTILIO BERTOLUCCI, Viaggio d’inverno




Franco Matacotta (Fermo, 11 ottobre 1916 – Genova, 1º maggio 1978), poeta e giornalista italiano. La sua poesia con il passare degli anni suggerisce una visione idillica del rapporto tra uomo e natura nel quale emergono componenti già in origine presenti: il panismo dannunziano, un sottofondo virgiliano e petrarchesco, riscontrabile anche nel linguaggio poetico oltre che nella più generale tematica del testo.

venerdì 1 aprile 2016

Poesie per aprile II

 

Due voci “minori” del Novecento italiano per cantare la gioia della primavera e la dolcezza di aprile, disordinata, esuberante, talvolta persino eccessiva: sono Olinto Dini, poeta della Garfagnana, e Alfredo Giuliani, marchigiano, critico letterario e poeta in proprio nel Gruppo ‘63


Ambursky

.ANDREY AMBURSKY, “WISTERIA IN LIVADIA”


OLINTO DINI

GIOIA PRIMAVERILE

Ho smarrito il passato;
mi sembra nuova questa
gioia primaverile.
Negli occhi ho un dolce stupore:
simile a quello d’un fiore
che, appena sbocciato,
vede l’aprile.

(Da Voci della mia sera, L’Eroica, 1937)

.

.

.

.

ALFREDO GIULIANI

PREDILEZIONI, II

Non c’è rimedio al disordine d’aprile,
scossa di paradiso dei cieli che spurgano
e rovesciano l’inverno nei fossi, dei venti
che s’irradiano asciutti di colpo.
Non c’è rimedio a quei nostri disguidi,
al lezzo delle rose, notturne per la mente
e per l’aria gelose. Amore sempre fiorisce
prima del conoscere, in un buio tremore.
E il rammarico non apre questa porta chiusa,
fa misera la lotta, tradisce solitudine.
L’odore disfatto in scirocco soffoca le sere;
e non c'è onore, né calma, né tregua.

(da Povera Juliet e altre poesie, Feltrinelli, 1965).

.


--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
O Aprile ridarello / che sei d'amore fratello / e nemico di tristezza, / ridammi giovinezza / di poesia.
OLINTO DINI, Voci della mia sera




Olinto Dini (Castelnuovo di Garfagnana, 25 gennaio 1873 – 16 marzo 1951), poeta italiano. Di scuola classica, è poeta prevalentemente autobiografico che racconta di esperienze e sensazioni vissute. Rimane estraneo alle avanguardie della sua epoca, rifiutando le nuove correnti letterarie come il Futurismo, l'Ermetismo e il Surrealismo. Preferisce la poesia umile, la poesia dell'emozione, lasciando libero sfogo ai propri sentimenti che trasforma in poesia.

Alfredo Giuliani (Mombaroccio, 23 novembre 1924 – Roma, 20 agosto 2007), poeta, critico letterario, scrittore e accademico italiano, appartenente al Gruppo 63. Tradusse Joyce, Dylan Thomas, Eliot e il Pericle di Shakespeare; curò la pubblicazione dell'antologia I novissimi, testo fondamentale della neoavanguardia.


mercoledì 1 aprile 2015

Altre due poesie per aprile

 

Aprile, il più dolce dei mesi, parafrasando il celeberrimo verso di Thomas Stearns Eliot: un mese di colori e di tepori, di sentori e di profumi in cui la rinascita di primavera prorompe. Mese di sensi e di sensazioni, di amori e di nidi. È l’aprile soave di Antonia Pozzi, colorato e dolcissimo. È l’aprile di Franco Fortini, immagine d’amore.


Cross

DIPINTO DI HENRI-EDMOND CROSS

ANTONIA POZZI

SERA D’APRILE

Batte la luna soavemente
di là dai vetri
sul mio vaso di primule:
senza vederla la penso
come una grande primula anch'essa,
stupita,
sola,
nel prato azzurro del cielo.

Milano, 1° aprile 1931

(da Parole, 1939)

.

.

.

.

FRANCO FORTINI

VICE VERIS

Mai una primavera come questa
È venuta sul mondo. Certo è un giorno
Da molto tempo a me promesso questo
Dove tutto il mio sguardo si fa eguale
Ai miei confini, riposando; e quanta
Calma giustizia nel pensiero è in fiore
Quanta limpida luce orna il colore
Delle ombre del mondo. Ora conosco
Perché mai dagli inverni ove a fatica
Si levò questo esistere mio vivo
M’è rimasto quel nome, che mi scrivo
So quest'aria d’aprile, o sola antica
E perduta e oltre il pianto sempre cara
Immagine d’amore mia compagna.

(da Foglio di via e altri versi, Einaudi, 1946)

.

.

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Aprile è lei che parla con le tue labbra / come un giovane suono nudo nell’aria.
HOMERO ARIDJIS




Antonia Pozzi (Milano, 13 febbraio 1912 – 3 dicembre 1938), poetessa italiana. Laureatasi in Filologia con una tesi su Flaubert, si tolse la vita dopo una contrastata storia d’amore. Il suo diario poetico Parole fu pubblicato postumo, nel 1939: composto a partire dai diciassette anni, riflette un'amara e inquieta sensibilità in cui si avverte l'influsso della lirica di Rilke.

Franco Fortini, nato Franco Lattes (Firenze, 10 settembre 1917 – Milano, 28 novembre 1994), poeta, critico letterario, saggista e intellettuale italiano. La sua poesia è testimonianza anche ideologica delle lotte di classe del primo dopoguerra, voce progressista e coscienza critica del fallimento degli ideali.



martedì 1 aprile 2014

Aprile: due poesie

 

Dopo il risveglio di primavera, aprile è già il tempo del rigoglio, della vita che si allarga per i nuovi prati e i nuovi campi. Non meraviglia allora che Mario Luzi si trovi a meditare sull’esistenza e sulla morte – del resto il citatissimo “Aprile il più crudele dei mesi” di Thomas Stearns Eliot verte in fondo sullo stesso tema, che ritorna anche nella seconda poesia che ho scelto, del poeta veneto Andrea Zanzotto.


Through-the-Country-Fields-Oil-Painting

.DARKO TOPALSKI, “THROUGH THE COUNTRY FIELDS”

.

MARIO LUZI

APRILE-AMORE

Il pensiero della morte m’accompagna
tra i due muri di questa via che sale
e pena lungo i suoi tornanti. Il freddo
di primavera irrita i colori,
stranisce l’erba, il glicine, fa aspra
la selce; sotto cappe ed impermeabili
punge le mani secche, mette un brivido.

Tempo che soffre e fa soffrire, tempo
che in un turbine chiaro porta fiori
misti a crudeli apparizioni, e ognuna
mentre ti chiedi che cos’è sparisce
rapida nella polvere e nel vento.

Il cammino è per luoghi noti
se non che fatti irreali
prefigurano l’esilio e la morte.
Tu che sei, io che sono divenuto
che m’aggiro in così ventoso spazio,
uomo dietro una traccia fine e debole!

È incredibile ch’io ti cerchi in questo
o in altro luogo della terra dove
è molto se possiamo riconoscerci.
Ma è ancora un’età, la mia,
che s’aspetta dagli altri
quello che è in noi oppure non esiste.

L’amore aiuta a vivere, a durare,
l’amore annulla e dà principio. E quando
chi soffre o langue spera, se anche spera,
che un soccorso s’annunci di lontano,
è in lui, un soffio basta a suscitarlo.
Questo ho imparato e dimenticato mille volte,
ora da te mi torna fatto chiaro,
ora prende vivezza e verità.

La mia pena è durare oltre quest’attimo.

(da Primizie del deserto, 1952)

.

.

.

.

ANDREA ZANZOTTO

NON HO PIÙ ODIO PER L’APRILE

Non ho più odio per l'aprile
per gli aprili lontani in cui
come nel fondo di bambage d'averno
e di dati stillati da inessenza
ad ogni sofferenza risuggevo un pur volatile
volubile senso
Non ho più odio per le sepolture
in cui sprofondai nei miei giovani
freddissimi aprili. Ora accolgo
sulle ultime svolte del grigio nel grigio
leccato qua e là da rosa e bianco e simili
e dal giallo di maledizioni-forsizie
- allora non c'erano quelle bestiole biliose -
ora, mi ripeto mi riprendo-avvolto
in tanti stracci come un fante
mi rannicchio nel seno più lasso d'aprile
mi tralascio spaventi e sagre, a lato, alle spalle
nel sopore, che null'altro è più
di sopore, mi tollero e tollero le avventure horror
gli eventi strabici d'aprile.
E in asso per un istante lascio ogni me stesso.

(da Conglomerati, 2009).

.

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
In quest'ora del tempo / il vecchio mondo, come il vecchio Adamo, / ha un cuore giovanetto: / quel suo cuore (o Leopardi!) d'una volta.
DIEGO VALERI, Calle del vento





Mario Luzi (Castello di Firenze, 20 ottobre 1914 – Firenze, 28 febbraio 2005), poeta italiano, fu uno dei grandi rappresentanti dell’Ermetismo. Più volte candidato al Nobel, fu insignito della Legion d’Onore. Fu Accademico della Crusca e senatore a vita.


Zanzotto_AndreaAndrea Zanzotto (Pieve di Soligo, 10 ottobre 1921 – Conegliano, 18 ottobre 2011), poeta italiano tra i più importanti del secondo Novecento. La sua poesia, che scava profondamente nella materia linguistica, è legata alle tracce e alle memorie del suo paese natio: "Qui non resta che cingersi intorno il paesaggio”.