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domenica 30 marzo 2025

Domeniche lunghe


TOVE DITLEVSEN

DOMENICA

La domenica non succede mai niente.
La domenica non si trova mai un nuovo amore.
È il giorno degli infelici.
Giorno della pensione o giorno della famiglia.
Le ore più dolorose dell'amante
quando immagina l'amato
con i figli sulle ginocchia
mentre sua moglie, sorridendo,
entra ed esce con vassoi invitanti.
Un giorno maledetto.

Una volta doveva essere diverso.
Perché altrimenti dovremmo tutti
aspettare con ansia la domenica per tutta la settimana?
Forse quando eravamo a scuola?
Ma già allora le campane suonavano
tristi e grigie come la pioggia e la morte.
A quel punto le voci degli adulti
erano deboli e silenziose come se cercassero
invano le parole della domenica.

L'odore di umidità e di pane ammuffito,
del sonno, di stivali di gomma e cicoria
già invadeva le scale allora
e la strada, che era dura, vuota e diversa
in modo desolato.
L'odore della domenica ci riempiva
con lo spesso strato di delusione
che segue un'aspettativa
senza un obiettivo specifico.

E quando, allora? In un luogo prima della memoria
C'era felicità, un'attesa irresistibile
che nessuno era ancora riuscito a deludere.
Allora le campane significavano che papà era a casa,
i baffi, le sopracciglia nere e l'odore del tabacco masticato
erano lì e lì rimanevano, vicino,
e - chissà - la risata della tua giovane madre
sembrava più felice rispetto agli altri giorni.

È domenica. Non troverai mai
un nuovo amore quel giorno.
Siedi in soggiorno
stordita e rigida come un ritaglio di cartone
agli occhi dei bambini.
Scavano con i piedi
e combattono senza energia.
"Dovremmo fare qualcosa", dici.
«Sì», dice una voce da dietro il giornale.
Allora restate entrambi in silenzio, perché tutto ciò che volete 
fare è nascosto e segreto
e sarebbe inaccettabile per l'altro.

Le campane della chiesa suonano. i nasi dei bambini
si riempiono di un odore ereditato.
Sui loro dolci volti scivola
una bruttezza passeggera.
Una luce appassita
sorge dai loro occhi.

Ma tutti aspettiamo con ansia la domenica
tutta la settimana, tutta la vita,
Aspettiamo l'emozione di centinaia
di domeniche lunghe, vuote, estenuanti.
Giornata della famiglia, giornata della pensione,
l'inferno degli amanti segreti.
Quel giorno in cui il grigiore nauseabondo degli adulti
impregna i bambini e stabilisce
l'incomprensibile malinconia domenicale degli anni a venire.

(da La finestra segreta, 1961)

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"Mi sembrava che i miei versi coprissero le crepe della mia infanzia, come pelle nuova e bella sotto una crosticina non ancora staccatasi dalla ferita": non fu un'infanzia felice quella di Tove Ditlevsen, poetessa danese. Le toccò di viverla nel pieno della crisi economica tra le due guerre a Versterbo, quartiere di Copenaghen, al quarto piano della casa sul retro di Hedebygade 30A. Il padre fuochista e la madre casalinga frustrarono sempre le sue aspirazioni letterarie, sostenute dagli insegnanti. La noia della domenica si trasformò quindi piano piano in malinconia, lasciando i suoi segni anche nell'età adulta, forse responsabile in parte della depressione che la portò a uccidersi a 58 anni con un'overdose di sonniferi dopo aver chiesto in prestito l'appartamento di un'amica.

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TOVE DITLEVSEN CON IL MARITO E I FIGLI - FOTOGRAFIA © NF

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  LA FRASE DEL GIORNO  

L’infanzia cade silenziosamente sul fondo della mia memoria, quella biblioteca dell’anima da cui attingerò conoscenza ed esperienza per il resto della mia vita.
TOVE DITLEVSEN, Infanzia

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tove-ditlevsenTove Irma Margit Ditlevsen (Copenaghen, 14 dicembre 1917 – 7 marzo 1976), poetessa e scrittrice danese, pubblicò 29 opere di poesia, narrativa e memorie in cui sono rappresentate la povertà, l'ingiustizia, i soprusi sull'infanzia, la condizione femminile.


martedì 18 febbraio 2020

Queste sei righe


HENRIK NORDBRANDT

AGORAFILIA

Tu sei il mio amore e la mia disperazione.
Tu sei la mia follia e la mia saggezza.
E sei tutti i luoghi in cui non sono stato

e che mi chiamano da tutti gli angoli del mondo.
Tu sei queste sei righe
cui devo limitarmi per non gridare.

(da Ode alla piovra e altre poesie d'amore, 1975 – Traduzione di Bruno Berni)

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“Tu sei queste sei righe / cui devo limitarmi per non gridare”: è una dichiarazione sul senso del suo scrivere poesie quella di Henrik Nordbrandt. Con un afflato metapoetico – cioè di poesia che parla di poesia, il poeta danese esprime l’intensità del suo amore.

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ILLUSTRAZIONE DI PAVEL KUCZYNSKI

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LA FRASE DEL GIORNO
Ora non posso più usarti / come una rosa nelle mie poesie d'amore: / sei troppo grande, troppo bella / e troppo, troppo te stessa.
HENRIK NORDBRANDT, Ode alla piovra e altre poesie d’amore




Henrik Nordbrandt (Fredericksberg, 21 marzo 1945), poeta, scrittore e saggista danese, debuttò nel 1966 con Poesie. La sua lirica raffinata riflette i temi del Mediterraneo (Italia, Grecia e Turchia) dove soggiorna a lungo assorbendone colori, suoni e paesaggi, sulla passione erotica e l’assenza dell’amata.


venerdì 27 dicembre 2019

Così morbide


MORTEN SØNDERGAARD

PENSA


Pensa,
non sapevo
che delle labbra
potessero essere
così morbide.
I tuoi baci possono
fermare guerre
e io so
che l'acqua invidia
i tuoi occhi.
Così limpido
nulla
può essere.
Solo, semmai,
la parola
"azzurro"
quando prova
a descrivere
la prima luce del mattino.
Dobbiamo
brancolare ancora
per entrare
nella tintinnante euforia
della poesia.


(da A Vinci, dopo, Del Vecchio, 2002 – Traduzione di Bruno Berni)

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Le labbra dell’amata hanno una forza sovrumana, dice il poeta danese Morten Søndergaard. E i baci hanno potenze in megatoni “Per un bacio ho tradotto Omero / tutto d’un fiato / poi sono diventata bianca come la luna” scriveva Alda Merini; gli occhi sono un imparagonabile esempio di bellezza. Eppure questa sorprendente scoperta ancora non basta per perforare il mistero della poesia.
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DIPINTO DI FRANCINE VAN HOVE

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LA FRASE DEL GIORNO
La Bellezza non ha causa: / Esiste. / Inseguila e sparisce. / Non inseguirla e rimane.
EMILY DICKINSON, Poesie




Morten Søndergaard (Copenaghen, 3 ottobre 1964), poeta, scrittore, traduttore, artista ed editore danese. La sua opera è una ricerca delle collisioni tra senso e materia, un’intromissione del mondo nell’immaginazione. Dal suo soggiorno di alcuni anni a Vinci e Pietrasanta è nata la sua raccolta A vinci, dopo.

venerdì 13 dicembre 2019

Santa Lucia


MORTEN SØNDERGAARD

13 DICEMBRE: SANTA LUCIA

13 dicembre: Santa Lucia.
Conduciamo una donna nella chiesa, porta
avanti i suoi occhi su un piccolo vassoio.
    Ma il tempo dei miracoli è finito.
Lì accanto c'è un meteorologo
nella cella di gomma di uno studio tv
e promette bel tempo per le prossime due settimane.
Noi non ci immischiamo,
    solo è imbarazzante
con tutte quelle quotazioni valutarie e quella grafica al computer.
Ogni poesia illumina il suo tratto di mondo con la sua torcia.
È un modo di precisarlo.
    Cara
noi siamo due orologi in sincronia
che camminano ognuno nella sua vita.
Ci diamo il cambio a portarci l’un l’altro
come bambini stanchi. Infine mettiamo il cuore in parole,
    scriviamo ancora al vento, ciascuno la sua lettera di carne.
Con le punte delle dita mi sono assicurato
    che tu hai comunque un senso.
Con amore


(da A Vinci, dopo, Del Vecchio, 2002 – Traduzione di Bruno Berni)

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Santa Lucia è la festa della luce – un tempo, prima della rivoluzione del calendario gregoriano – nel giorno della sua venerazione cadeva il solstizio d’inverno. È una festa celebrata soprattutto nei paesi del buio nordico, in Scandinavia e Danimarca. È da qui che prende spunto la poesia del danese Morten Søndergaard: dalla processione con la santa –patrona della vista proprio per la luce che porta nel nome e quindi raffigurata con gli occhi su un vassoio – la scena passa subito, con il classico stile iperrealista di Søndergaard, a scene diverse, dallo studio tv in cui la meteorologia diventa quasi scienza borsistica a una lettera d’amore in cui si riflette sui rispettivi ruoli degli innamorati. Nel mezzo la bellissima immagine della poesia, incastonata come un aforisma.

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FOTOGRAFIA © TYDA

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LA FRASE DEL GIORNO
Dobbiamo / brancolare ancora / per entrare / nella tintinnante euforia /della poesia.
MORTEN SØNDERGAARD, A Vinci, dopo




Morten Søndergaard (Copenaghen, 3 ottobre 1964), poeta, scrittore, traduttore, artista ed editore danese. La sua opera è una ricerca delle collisioni tra senso e materia, un’intromissione del mondo nell’immaginazione. Dal suo soggiorno di alcuni anni a Vinci e Pietrasanta è nata la sua raccolta A vinci, dopo.


lunedì 28 ottobre 2019

Perché è così


HENRIK NORDBRANDT

L’AMORE È COSÌ LOGICO

L’amore è così logico:
Tutte le contraddizioni diventano condizioni
e le proposizioni vengono prima
della logica: Ti amo, perché é così
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(da Ode alla piovra e altre poesie, 1975)

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L’amore ha una sua logica – come scrisse Blaise Pascal “Il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce”. Non ci deve meravigliare allora il suo dogma, qui proposto dal poeta danese Henrik Nordbrandt: dobbiamo abbandonarci ad esso come a una corrente e non sindacarne di continuo le contraddizioni.

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FOTOGRAFIA © FREESTOCKS

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LA FRASE DEL GIORNO
È soltanto nelle misteriose equazioni dell'amore che si può trovare ogni ragione logica.
AKIVA GOLDSMAN, A beautiful mind




Henrik Nordbrandt (Fredericksberg, 21 marzo 1945), poeta, scrittore e saggista danese, debuttò nel 1966 con Poesie. La sua lirica raffinata riflette i temi del Mediterraneo (Italia, Grecia e Turchia) dove soggiorna a lungo assorbendone colori, suoni e paesaggi, sulla passione erotica e l’assenza dell’amata.


martedì 3 settembre 2019

Come pomeriggi sul mare


HENRIK NORDBRANDT

LE UNGHIE DEI PIEDI

Già le unghie dei piedi sono un lontano presagio
dell'incantevole punto in cui le gambe si incontrano.
Poi segue la curva del piede, e le stesse gambe

sono lunghe come pomeriggi d'estate
col mare e una musica pigra, i gelati sul ponte
e la notte stellata che si avvicina.

(da La città dei liutai, 1985 - Traduzione di Bruno Berni)

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Il poeta danese Henrik Nordbrandt compie un percorso erotico che risalendo dal piede di una donna lo porta alla meraviglia del ricordo, alla dolcezza di un pomeriggio d’estate sulla spiaggia che si esprime in tutta la sua intensità di suoni, di colori, di sensazioni.
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FOTOGRAFIA © TOOKAPIC/PIXABAY

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LA FRASE DEL GIORNO
Del mare dell’estate c’è ora solo / il riflesso del tramonto, / del riflesso solo i volti / e dei volti solo l’attesa.
HENRIK NORDBRANDT, Il nostro amore è come Bisanzio




Henrik Nordbrandt (Fredericksberg, 21 marzo 1945), poeta, scrittore e saggista danese, debuttò nel 1966 con Poesie. La sua lirica raffinata riflette i temi del Mediterraneo (Italia, Grecia e Turchia) dove soggiorna a lungo assorbendone colori, suoni e paesaggi, sulla passione erotica e l’assenza dell’amata.

mercoledì 27 febbraio 2019

Destami!


INGER CHRISTENSEN

DOPO IL PRIMO MATTINO

Dopo il primo mattino cerco
la tenue fumaria della lingua

Ancora e ancora bacio la memoria del
destami! destami! Il sole e le frul-
lanti ali nel bruno vapore del mattino

Ciò che hai dato ai miei pensieri è l'opposizione
dell'aculeo nascosto nel mio librante
fiore

Ciò che hai dato a me è mero mattino

Il mio ardente desiderio: svegliarmi.


(da Luce, 1962 - Traduzione di Bruno Berni)

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La poetessa danese Inger Christensen indaga il predominio della natura e gli enigmatici territori di confine tra l’io e il sé, e lo fa utilizzando un linguaggio musicale che si pone come unico mediatore possibile tra l’esperienza umana e la realtà, indugiando sulla ragione delle cose e su come dalla parola ci vengono rivelate

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DIPINTO DI VLADIMIR KUSH

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LA FRASE DEL GIORNO
Ho sempre pensato che la realtà / fosse quello che diventi / quando cresci.
INGER CHRISTENSEN




Inger Christensen (Vejle, 16 gennaio 1935 – Copenaghen, 2 gennaio 2009) poetessa, scrittrice e saggista danese, è stata più volte candidata al Nobel. Le sue poesie, passate dal modernismo allo sperimentalismo, esplorano temi sociali ma vertono particolarmente su temi filosofici.

mercoledì 24 ottobre 2018

La sua rosa più bella


HENRIK NORDBRANDT

GESTO

Venderei la mia patria
per la sua rosa più bella
e rimarrei in esilio per il resto della vita
per poterla ricordare
nella tua mano, Una sera d'autunno come questa
quando ti chini su di essa
e ne stacchi i petali a uno a uno
per non alzare lo sguardo.

(da Ode alla piovra e altre poesie d'amore, 1975 - Traduzione di Bruno Berni)

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Una donna che sfoglia una rosa: un piccolo gesto dolcissimo che in una sera d’autunno racchiude in sé ogni cosa e che il poeta danese Henrik Nordbrandt vorrebbe rendere infinito nel ricordo per riassaporarne la bellezza e l’amorevole commozione.

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Guido Reni

GUIDO RENI, “RAGAZZA CON ROSA”, 1631

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LA FRASE DEL GIORNO
Amiamo una rosa proprio per la sua caducità.
CHARLES BEAUMONT, Ai confini della realtà, Stagione 1, Episodio 24




Henrik Nordbrandt (Fredericksberg, 21 marzo 1945), poeta, scrittore e saggista danese, debuttò nel 1966 con Poesie. La sua lirica raffinata riflette i temi del Mediterraneo (Italia, Grecia e Turchia) dove soggiorna a lungo assorbendone colori, suoni e paesaggi, sulla passione erotica e l’assenza dell’amata.


lunedì 3 settembre 2018

Fra le tue braccia


HENRIK NORDBRANDT

DORMIRE FRA LE TUE BRACCIA

Dormire fra le tue braccia
è strano e bello
come essere uccellatore
imperiale in un mondo di fiaba
dove tutte le cose hanno ali
e volano avanti e indietro alla rinfusa
perché considerano divertente volare
e perché amano essere catturate
e lasciate libere di nuovo
per potersi davvero godere le ali
quelle ali purpuree e argentate
e verde smeraldo e dorate
nel fiabesco crepuscolo violetto
in cui tu giaci accanto a me
come uno storno precipitato a terra
bagnato e arruffato, con le piume
e le palpebre incollate dalla bianca colla di papavero del sonno.

(da Poesie scelte, 1981 - Traduzione di Bruno Berni)

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“Ogni tanto un turbine che ci meraviglia come ci meraviglia un giro in giostra da bambini. Ogni tanto c’è un turbine d’amore e di ebbrezza, quando ci si addormenta l’uno nelle braccia dell’altro in un letto troppo stretto e si fa colazione a mezzogiorno perché ci si è amati fino a tarda notte” scrive Guillaume Musso. Ha parole più poetiche per definire la stessa emozione Henrik Nordbrandt: dormire abbracciati all’amata è penetrare in un mondo di fiaba, allacciati nella dolcezza del sonno che si trasforma in sogno, nell’assenza di difese che questo comporta.

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Irving

GORDON IRVING, “AMANTI ADDORMENTATI”

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LA FRASE DEL GIORNO
Il mio cuore sarà il tuo rifugio, E le mie braccia saranno la tua casa.
MARIANNE WILLIAMSON




Henrik Nordbrandt (Fredericksberg, 21 marzo 1945), poeta, scrittore e saggista danese, debuttò nel 1966 con Poesie. La sua lirica raffinata riflette i temi del Mediterraneo (Italia, Grecia e Turchia) dove soggiorna a lungo assorbendone colori, suoni e paesaggi, sulla passione erotica e l’assenza dell’amata.


sabato 25 agosto 2018

Il riflesso del tramonto


HENRIK NORDBRANDT

CASTELLORIZO

Del mare dell'estate c'è ora solo
il riflesso del tramonto,
del riflesso solo i volti
e dei volti solo l'attesa.

(da Ode alla piovra e altre poesie, 1975 - Traduzione di Bruno Berni)

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Il tramonto sul mare è già memoria in una fine d’estate e il poeta danese Henrik Nordbrandt nella meravigliosa Castellorizo, isola greca del Dodecaneso celebre per il film Mediterraneo di Salvatores, persegue la sua poetica in cui la luce si trasforma in punto di vista capace di influenzare diversamente il suo sentire di uomo nordico: l’assenza stessa si tramuta in attesa e l’attesa in poesia.

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Port_of_Castelorizo

FOTOGRAFIA © CHRIS VLACHOS

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LA FRASE DEL GIORNO
Talvolta delle piccole cose ci fanno felici senza motivo: / (…) / E talvolta le stesse cose ci rendono infelici / per lo stesso motivo.
HENRIK NORDBRANDT, Il nostro amore è come Bisanzio




Henrik Nordbrandt (Fredericksberg, 21 marzo 1945), poeta, scrittore e saggista danese, debuttò nel 1966 con Poesie. La sua lirica raffinata riflette i temi del Mediterraneo (Italia, Grecia e Turchia) dove soggiorna a lungo assorbendone colori, suoni e paesaggi, sulla passione erotica e l’assenza dell’amata.



sabato 18 agosto 2018

Benny Andersen


Il poeta, scrittore, cantautore e pianista danese Benny Andersen è morto all’età di 88 anni il 16 agosto nella sua casa di Sorgenfri, un sobborgo di Lingsby. Lascia un totale di 108 opere, suddivise in romanzi e poesie, racconti per bambini, saggi artistici e musicali, che hanno di fatto di lui lo scrittore più letto di Danimarca. Ironico interprete della vita quotidiana, anzi di più, un caricaturista fintamente ingenuo, sapeva trattare la vita con un allegro umorismo che si ramificava spesso nel surreale.

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Andersen

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È ORA

È tempo
l’acqua bolle
la terra brucia
il mondo aspetta
quando Alessandro aveva l’età di Cesare
era già il Grande
quando Cesare aveva la mia età
era già morto
non sprecavano il tempo
il tempo non li sprecava
usavano il tempo come una camicia
da notte
erano sepolti in esso
e io sono qui
con il giornale
con il Natale
a trattenere le cose
lasciando che le imprese mi passino davanti al naso
irrimediabilmente in ritardo con le scoperte
il mondo non aspetterà
quando Mozart aveva cinque anni
quando Gesù ne aveva dodici
quando Colombo salpò
quando Omero
quando Rembrandt
quando Pasteur
quando Darwin
quando Dalgas
da Vinci
da Gama
Damocle
è ora
è più che ora
il cappello
il cappotto
le pinze da ciclista.
Ora o mai più.

(da L’interno della bombetta, 1964)

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FELICITÀ

C’è qualcosa di speciale nella felicità
puoi essere davvero contento
quando lo senti
ma anche ansioso
ti blocchi per un secondo
poi lentamente avanzi con cautela
come in un campo minato
e ogni volta che metti giù un piede
senza saltare in aria
o dimentichi di goderti la felicità
o ti arrabbi perché non sai
quanto durerà
così quando infine appare l’avversità
è un sollievo
come se fossi tornato al sicuro
è un peccato
perché c’è qualcosa di speciale nella felicità
che altrimenti non incontrerai
forse questo è il problema
non lo sappiamo abbastanza bene
dovremmo saperne di più
penso sia questione di allenamento.

(da L’interno della bombetta, 1964)

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L’ULTIMA POESIA DEL MONDO

Se questa fosse l'ultima poesia del mondo
la farei la più lunga possibile
                           infinitamente lunga
ma rallenterei le ultime righe
e mi fermerei poco prima di finire
temendo di cadere nello spazio
oppure mi sdraierei
e striscerei sul ventre verso il bordo
conservando le ultime parole
e mi sporgerei con cura sull'abisso
dove finiscono tutte le poesie
e proverei a guardare sotto la poesia
usando questa rara opportunità
di vedere una poesia dall'altra parte
e immagina solo se ci vedessi
la prima poesia del mondo
poi come una mosca mi muoverei
lungo questa parte inferiore
aggrappato ad ogni parola
fino a conoscerle a memoria
e quando avrò finito con l'ultima riga
proverei a tornare in cima
penzolando e scalciando e ansimando un po'
mi girerei oltre il bordo
e capiterei nella prima riga di questa poesia
o forse in un posto completamente diverso

Se questa fosse l'ultima poesia del mondo
mi rifiuterei di crederci
o l'avrei rimandata a più tardi
e lavorerei su un’altra

Se questa fosse l'ultima poesia del mondo
mi rifiuterei di scriverla
in ogni caso mi fermerei il prima possibile
                                          magari proprio qui.

(da L’ultima isola e altre poesie, 1969)

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LA FRASE DEL GIORNO
Immagina di non essere vicino alla tomba della Democrazia né alla sua culla ma a metà della sua fiorente pubertà.
Immagina di avere molta strada da fare.
Immagina che la via lunga sia la più corta.
Immagina che la via più lunga è restare dove sei.
BENNY ANDERSEN




Benny-andersen_DSC03905Benny Andersen (Vargede, 7 novembre 1929 – Sorgenfri, 16 agosto 2018), poeta, cantautore, compositore e pianista danese. Le sue poesie variano dalle riflessioni alle stravaganze, sempre condite da un umorismo di fondo e da immagini sorprendenti.


mercoledì 25 luglio 2018

Le pietre calde sulla battigia


HENRIK NORDBRANDT

SERIETÀ

Quanto avresti amato questo posto
le pietre calde sulla battigia
ora che il sole e la luna
splendono con la stessa forza
e la stessa dolcezza.

E in realtà lo amavi
- ma di più ora
che non sei più qui
e io lo amo
con nuova serietà: la serietà
per poterti amare con la quale
avrei dato la mia vita.

(da Luoghi dell’oblio, 1995 – Traduzione di Bruno Berni)

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Henrik Nordbrandt è poeta di un amore nostalgico, che si nutre dell’assenza e si crogiola in questa malinconica sensualità. È un amore perfetto, compiuto nel passato eppure ancora persistente con la sua carica, racchiusa nella solitudine dell’io. Come trovarsi su una spiaggia e pensare che l’amata avrebbe potuto amare un posto così – anche se in realtà molto del suo fascino deriva, come in un circolo vizioso, proprio dalla sua assenza.

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Battigia

FOTOGRAFIA © WATTPAD

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LA FRASE DEL GIORNO
I giorni vanno in una direzione / i volti nell’altra. / Senza sosta si prestano luce.

HENRIK NORDBRANDT, Ode alla piovra e altre poesie d’amore




Henrik Nordbrandt (Fredericksberg, 21 marzo 1945), poeta, scrittore e saggista danese, debuttò nel 1966 con Poesie. La sua lirica raffinata riflette i temi del Mediterraneo (Italia, Grecia e Turchia) dove soggiorna a lungo assorbendone colori, suoni e paesaggi, sulla passione erotica e l’assenza dell’amata.


martedì 9 gennaio 2018

Troppo te stessa


HENRIK NORDBRANDT

ORA NON POSSO PIÙ USARTI

Ora non posso più usarti
come una rosa nelle mie poesie d'amore:
sei troppo grande, troppo bella
e troppo, troppo te stessa.

Ora posso in realtà solo guardarti
come si guarda un fiume
che ha trovato il suo letto
e lo assapora in ogni suo movimento

ogni sua ansa, ogni suo pesce
e ogni suo tramonto
fra i monti azzurri coperti di neve
che sono miei, e miei solo
perché fra loro ti sei aperta un varco.

Ora posso solo specchiarmi
nelle acque che scorrono placide
insieme ai petali di fiori che cadono
alle chiatte e alle città minerarie deserte

dove i tuoi amanti si ubriacano
e si affogano al tuo chiaror di luna
e vengono rigettati sulle rive

nei paesi lontani dove ci incontriamo in sogno.

(da Ode alla piovra e altre poesie d'amore, 1975 - Traduzione di Bruno Berni)

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Questi versi del poeta danese Henrik Nordbrandt mi hanno fatto pensare immediatamente al grande disperato amore di Catullo, alla Lesbia che ”in quadriviis et angiportis" spreme i magnanimi nipoti di Remo. È un amore che trova il suo spazio solo nel lasciar andare, nel vivere da lontano, come lo spettatore che osservi la scena. Eppure, anche in sogno, è sempre amore, proprio come in Catullo: “Nessun amore avrà mai quella fedeltà / che nel mio amore io ti ho portato”.

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Vicente Romero Redondo (5)

DIPINTO DI VICENTE ROMERO REDONDO

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LA FRASE DEL GIORNO
Il mare è pieno di vecchie navi stanche / che abbiamo affondato nei nostri tentativi di raggiungerci.

HENRIK NORDBRANDT, Ode alla piovra e altre poesie d’amore




Henrik Nordbrandt (Fredericksberg, 21 marzo 1945), poeta, scrittore e saggista danese, debuttò nel 1966 con Digte. La sua lirica raffinata riflette i temi del Mediterraneo (Italia, Grecia e Turchia) dove soggiorna a lungo assorbendone colori, suoni e paesaggi, sulla passione erotica e l’assenza dell’amata.


martedì 26 dicembre 2017

Sola nella neve


INGER CHRISTENSEN

SE RESTO IN PIEDI

Se resto in piedi
sola nella neve
è chiaro
che sono un orologio

Come potrebbe altrimenti l'eternità
trovare la sua strada?

(da Luce, 1962)


È la poesia che apre “Luce”, la prima raccolta della poetessa danese Inger Christensen: prende in prestito un’opera di Marc Chagall, “Orologio con ala blu” e la rilegge alla luce della sua poesia sperimentale, che sfocerà nel 1981 in “Alfabeto”, uno schema poetico basato sulla sequenza di Fibonacci. Ma qui, la giovane Inger è più interessata alla conoscenza di sé, al ruolo del linguaggio e alla sua percezione: “Dimmi / che le cose / parlano il loro / chiaro linguaggio”.

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clock-with-blue-wing-1949

MARC CHAGALL, “OROLOGIO CON ALA BLU”, 1949

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LA FRASE DEL GIORNO
Nel minuscolo universo linguistico che si crea in una poesia, parole e immagini si susseguono l’una all’altra così da vicino che tutto viene in superficie
INGER CHRISTENSEN




Inger Christensen (Vejle, 16 gennaio 1935 – Copenaghen, 2 gennaio 2009) poetessa, scrittrice e saggista danese, è stata più volte candidata al Nobel. Le sue poesie, passate dal modernismo allo sperimentalismo, esplorano temi sociali ma vertono particolarmente su temi filosofici.



giovedì 14 dicembre 2017

Centenario di Tove Ditlevsen


Il 14 dicembre 1917 nasceva a Vesterbro, quartiere di Copenaghen, la poetessa e scrittrice danese Tove Ditlevsen. Delusa da numerosi matrimoni falliti, in preda a diffuse psicosi che provava a combattere con l’uso di droghe, soggiornò in un ospedale psichiatrico. Nel 1976 decise di porre fine alla sua vita con un cocktail di barbiturici. Lontana da ogni gruppo letterario, le sue opere poetiche e narrative riflettono la solitudine della vita nel suo quartiere proletario e naturalmente il disagio psichico, che si riflette come insicurezza e ansia nella vita amorosa.

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Tove Ditlevsen

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CORRUSCHE LANTERNE

Nella lunga notte oscura dell'infanzia
ardono piccole lanterne corrusche
come tracce di memoria rimasta,
mentre il cuore infreddolito fugge.

Qui splende il tuo selvaggio amore
in notti nebulose sperduto,
e tutto ciò che poi hai amato e cercato
ha i confini che la volontà pone.

Il primo dolore ha un gracile lume
come una lacrima che freme nell'universo:
soltanto esso vuole essere accanto al tuo cuore,
quando ogni altro dolore è ammutolito.

In alto, come una stella di notte primaverile,
arde la tua felicità infantile,
che tu poi hai inseguito, ma soltanto l'hai trovata
nella sua ombra errante di estate di San Martino.

Hai preso con tè la tua fede per sì lungo tratto,
per questo era la prima e l'ultima cosa:
ora essa se ne sta a bruciare un posto nel buio
dove non c'è più nulla da perdere.
E questi e quello ti viene accanto,
che però mai del tutto può capirti:
hai posto la tua vita sotto luci di lanterne,
e nessuno in seguito ti potrà raggiungere.

(da Corrusche lanterne, 1947 - Traduzione di Renzo Pavese)

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ALLORA PRENDI IL MIO CUORE

Allora prendi il mio cuore,
ma prendilo delicatamente, prendilo dolcemente,
il rosso cuore... ora esso è tuo.

Batte così sereno, batte così in sordina,
perché ha amato e sofferto,
ora è calmo... ora esso è tuo.

E può essere ferito, può venir meno,
può dimenticare e spesso dimenticare,
ma mai dimenticare che è tuo.

Era così forte e orgoglioso, il mio cuore,
dormiva e sognava nella passione e nel gioco,
ora può essere schiacciato... ma soltanto da te.

( da Piccolo mondo, 1942 – Traduzione di Renzo Pavese)

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LA FRASE DEL GIORNO
Ci sono due uomini nel mondo, che / costantemente m’incrociano la strada, / l’uno è colui che io amo, / l’altro è colui che mi ama.
TOVE DITLEVSEN, Piccolo mondo




tove-ditlevsenTove Irma Margit Ditlevsen (Copenaghen, 14 dicembre 1917 – 7 marzo 1976), poetessa e scrittrice danese, pubblicò 29 opere di poesia, narrativa e memorie in cui sono rappresentate la povertà, l'ingiustizia, i soprusi sull'infanzia, la condizione femminile.


lunedì 7 agosto 2017

Come due barche


HENRIK NORDBRANDT

NAVIGAZIONE

Dopo esserci amati rimaniamo vicini
e allo stesso tempo a una certa distanza
come due barche che si godono
le loro linee nelle acque scure, virano
così intensamente che i loro scafi
son vicini a spaccarsi per pura e semplice estasi
mentre fanno a gara nell'azzurro
sotto vele che il vento notturno riempie
di chiaro di luna e brezze profumate di fiori
- senza che l'una mai
cerchi di lasciarsi l'altra a poppa
e senza che la distanza tra loro
diminuisca né aumenti un po’.

Ma vi sono altre notti in cui navighiamo
come due transatlantici illuminati
coricati fianco a fianco
con le macchine spente, sotto un firmamento straniero
e senza un solo passeggero a bordo:
su ogni ponte suona una orchestra di violini
in onore delle onde lucenti.
E il mare è pieno di vecchie navi stanche
che abbiamo affondato nei nostri tentativi di raggiungerci.

(da Ode alla piovra e altre poesie d'amore, 1975 – Traduzione di Bruno Berni)

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Navigazione è il viaggio della vita per Henrik Nordbrandt, poeta danese, è un continuo andare con irrequietezza per superare il senso di solitudine. E in questo caso si avvale della carta nautica dell’amore, delle sue condizioni del tempo, perché anche l’amore, come il mare ha le sue tempeste e le sue bonacce, le sue onde e le sue secche.

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Yaskulka

HAL YASKULKA, “IL SOGNO DEGLI AMANTI”

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LA FRASE DEL GIORNO
Tanto ho pensato a te / e ho scritto tanto di te  / senza proprio sapere chi tu fossi.
HENRIK NORDBRANDT




Henrik Nordbrandt (Fredericksberg, 21 marzo 1945), poeta, scrittore e saggista danese, debuttò nel 1966 con Poesie. La sua lirica raffinata riflette i temi del Mediterraneo (Italia, Grecia e Turchia) dove soggiorna a lungo assorbendone colori, suoni e paesaggi, sulla passione erotica e l’assenza dell’amata.


venerdì 30 giugno 2017

Il riflesso di un sapere obliato


HENRIK NORDBRANDT

VERSO L’AFRICA

Quando scivoliamo l’uno nell’altra
i nostri volti si fanno più nitidi
sui segreti colori della terra
che si mescolano in un alone verdeturchese
del centro rosso rubino
che ci scaglia fuori nella notte estiva
finché il miele selvatico comincia
a gocciolarci dalle punte delle dita.
E il tuo corpo, che è stanco di viaggiare
come una tribù nomade in estinzione
trasforma la mia anima nel mio sesso
mentre i miei pensieri diventano femminili
e fuggono, casti come polene
seguiti da una scia di sangue e profumo.
E il tuo profilo egizio si volta
verso il riflesso di un sapere obliato dei tuoi occhi nei miei
e fa accendere una serie di invisibili lettere che dicono
come tutto è già scritto, ma nulla è stato letto
finché non sarà scritto ancora, dalla mia vita sulla tua e dalla tua sulla mia
mentre uno di noi è sempre diretto da sud a nord
e l’altro sempre diretto da nord a sud.

(da Il nostro amore è come Bisanzio, Donzelli, 2000 – Traduzione di Bruno Berni)

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“Uno di noi è sempre diretto da sud a nord / e l’altro sempre diretto da nord a sud”: ma, dice il poeta danese Henrik Nordbrandt, nell’unione sessuale dei corpi c’è la possibilità di incontrarsi, di conoscersi, di comprendersi l’un l’altra e di riuscire finalmente a ricordare quel sapere dimenticato, a intravedere per qualche istante la luce del mistero.

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Love

MARTA NAEL, “BE MY VALENTINE”

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LA FRASE DEL GIORNO
Hai gettato un’ombra bella e dura / sui miei giorni inquieti. Intorno a essa / la luce è si fatta incredibilmente forte. / Mille strade d’un tratto sono andate verso il mare.

HENRIK NORDBRANDT, Il nostro amore è come Bisanzio




Henrik Nordbrandt (Fredericksberg, 21 marzo 1945), poeta, scrittore e saggista danese, debuttò nel 1966 con Poesie. La sua lirica raffinata riflette i temi del Mediterraneo (Italia, Grecia e Turchia) dove soggiorna a lungo assorbendone colori, suoni e paesaggi, sulla passione erotica e l’assenza dell’amata.


martedì 21 febbraio 2017

Ma non abbastanza

 

HENRIK NORDBRANDT

CAFFÈ ALL’APERTO

Pioviggina un po'
ma non abbastanza perché si possa proprio
chiamarla pioggia

e noi lentamente ci bagniamo
ma non abbastanza perché valga proprio
la pena di parlarne

e un po' ci innamoriamo
ma non abbastanza perché si possa proprio
chiamarlo amore.

(da Il nostro amore è come Bisanzio, Donzelli, 2005 – Traduzione di Bruno Berni)

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Ma non abbastanza. La chiave di lettura di questi versi del poeta danese Henrik Nordbrandt è tutta lì: una sospensione tra due estremi in cui i protagonisti della poesia non arrivano ad essere né bagnati né davvero innamorati. Quello che un modo di dire italiano fotografa magnificamente: “né carne né pesce”.

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Caffè

FOTOGRAFIA DA TUMBLR

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LA FRASE DEL GIORNO
In qualsiasi fiume ci specchiamo / vediamo noi stessi solo dopo aver voltato le spalle.

HENRIK NORDBRANDT




Henrik Nordbrandt (Fredericksberg, 21 marzo 1945), poeta, scrittore e saggista danese, debuttò nel 1966 con Poesie. La sua lirica raffinata riflette i temi del Mediterraneo (Italia, Grecia e Turchia) dove soggiorna a lungo assorbendone colori, suoni e paesaggi, sulla passione erotica e l’assenza dell’amata.


giovedì 29 dicembre 2016

Sotto la pelle

 

INGER CHRISTENSEN

LA SUPERFICIE DELL’ACQUA

La superficie dell’acqua
taglia se stessa
col ghiaccio

La nave d’inverno
si intimidisce
sulla terraferma

Sotto la pelle
si difende
un cuore

(da Luce, 1962 - Traduzione di Giulia Longo)

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Le poesie di Luce sono le prime edite dalla poetessa danese Inger Christensen, ancora legate al modernismo tipico di quel periodo letterario e scevre dalle sue successive ricerche matematiche e linguistiche, non a caso pubblicate nel pieno della rivoluzione socio-culturale del 1968. Ma qui, in questo inverno nordico è il tono personale a farsi evidente: con quel cuore che vive sotto la pelle come gli animali sotto la superficie ghiacciata.

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Mare

FOTOGRAFIA © BESTWALLPAPER

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LA FRASE DEL GIORNO
Se resto in piedi / sola nella neve / è chiaro / che sono un orologio // Come potrebbe altrimenti l’eternità / trovare la sua strada?
INGER CHRISTENSEN




Inger Christensen (Vejle, 16 gennaio 1935 – Copenaghen, 2 gennaio 2009) poetessa, scrittrice e saggista danese, è stata più volte candidata al Nobel. Le sue poesie, passate dal modernismo allo sperimentalismo, esplorano temi sociali ma vertono particolarmente su temi filosofici.

sabato 16 novembre 2013

Mille strade verso il mare

 

HENRIK NORDBRANDT

SORRISO

Quando ti vidi in sogno
ti voltasti verso di me

con il dito sul labbro
e le sopracciglia alzate

sorridendo, prima di continuare
camminando sulle punte

attraverso la stanza
illuminata dalla luna, abbandonata,

che d’improvviso compresi
avrebbe rappresentato la mia vita.

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MILLE STRADE

Hai gettato un’ombra bella e dura
sui miei giorni inquieti. Intorno a essa

la luce è si fatta incredibilmente forte.
Mille strade d’un tratto sono andate verso il mare.

(da Il nostro amore è come Bisanzio, Donzelli, 2000 – Traduzione di Bruno Berni)

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Due poesie che mi piace accostare queste di Henrik Nordbrandt, poeta danese: ritraggono la stessa donna, la musa che viene non solo a ispirare, ma a indicare la via, a costituire la nuova vita da seguire. È quello che succede quando si incontra il grande amore o la vera amicizia: c’è una luce che illumina la strada davanti a noi, il buio si fa meno fitto, la condivisione del percorso aiuta a rendere meno arduo il cammino, possiamo addirittura scorgere il mare della felicità laggiù…

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60022

JOHN LOWRIE MORRISON, GRIBUN CLIFFS, MULL

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LA FRASE DEL GIORNO
Quando il sole infine splende a novembre splende così forte che persino i ciechi trasalgono nel sentire lo schianto delle loro ombre.

HENRIK NORDBRANDT




Henrik Nordbrandt (Fredericksberg, 21 marzo 1945), poeta, scrittore e saggista danese, debuttò nel 1966 con Poesie. La sua lirica raffinata riflette i temi del Mediterraneo (Italia, Grecia e Turchia) dove soggiorna a lungo assorbendone colori, suoni e paesaggi, sulla passione erotica e l’assenza dell’amata.