IZABELA FILIPIAK
UNA TESSITRICE MALDESTRA
Ho 37 anni
Sono Penelope
Intreccio e districo
Accorcio e allungo
Attorciglio
Intorbido
Ritorno al punto o
Manca poco, ripeto
Tutti vedono come lavoro sodo
No, non è ancora pronto
Preferisco mangiare la tela piuttosto che accada per la seconda volta
Preferisco essere lo zimbello di tutti e una tessitrice maldestra
Ognuno fa i suoi calcoli anche io ho fatto i miei
Pensavo che la vedovanza fosse un privilegio
E invece è una molestia infinita
Non desidero nessuno di loro
Dovrò scegliere uno di loro
Non anelo il ritorno di mio marito
Ma bramo le sue avventure e desidero
Che queste avventure mi penetrino dentro
Per diventare una cosa sola con me
Non c’è mai stato alcun marito
Dovrò scegliere uno di loro
Che fare? come salvarmi?
La mente corre come un topo sul telaio
Quando vago così il tempo scorre prima
(da Madame Intuita, 2002 – Traduzione di A. Amenta)
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Svariati poeti si sono cimentati con il mito omerico di Penelope: in questo blog sono raccolte poesie di William Carlos Williams, Ghiannis Ritsos, Katerina Anghelaki-Rooke, Carol Ann Duffy, Tua Forsström e Xoana Torres. Anche la poetessa polacca Izabela Filipiak lo reinterpreta in chiave femminista scavando dentro le convenzioni sociali e ridefinendo i ruoli imposti e le aspettative.
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ROMERO BRITTO, "PENELOPE DEI GIORNI NOSTRI"
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LA FRASE DEL GIORNO
Mi stavo disegnando / il sorriso di una donna al centro / del mondo, indipendente, intenta, soddisfatta, / e certamente non in attesa.
CAROL ANN DUFFY, L’altro paese
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Izabela Morska Filipiak (Gdynia, 24 agosto 1961), scrittrice, saggista e critica letteraria polacca. Ha esordito nei primi anni '90 come una delle figure più singolari del panorama letterario. Fin dall'inizio, si è impegnata ad aprire la nuova letteratura nella Polonia democratica a voci precedentemente escluse dal discorso culturale.


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