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lunedì 1 giugno 2026

Poesie per giugno XII


Giugno nei versi di due poeti italiani: a cantare nei versi di Daria Menicanti e di Corrado Alvaro sono le cicale. Se la poetessa piacentina le ascolta negli ultimi  scampoli della campagna di Milano che l'industrializzazione divora sempre più - scrive nel 1960, in pieno boom economico - lo scrittore calabrese le associa all'estate nelle campagne e a una ragazza, paragonandone la giovane età al rigoglio e alla spensieratezza di giugno.

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FOTOGRAFIA © GIJE CHO/PEXELS

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DARIA MENICANTI

CANTILENA PER PORTA TICINESE

Giugno, tu fai cantare
tu fai cantare i grilli e le cicale
sulle alzaie superstiti, ai Navigli,
alle chiatte solitarie.
Li fai cantare sopra i rami incolti
delle robinie esuli rimaste
a guardia dei pontili,
alle darsene, ai covili,
alle stronche dimore affunghite
dei minimi
della libera vita
che amo.
Tu fai cantare le cicale e i grilli
alle ultime torbiere,
alle ferriere delle decoville,
alle dune che innalza
la scavatrice clamorosa
o il braccio affaccendato delle gru.
A questo mondo che muore
tu sciogli la gracile vena,
l’inebriata letizia
dei tuoi compagni effimeri e immortali.

giugno 1960
 
(da Città come, 1964)

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CORRADO ALVARO

GIUGNO

Canti e il tuo canto è grazioso
come il fiore che ha perso
il ricordo dei campi e cresce gracile.
Canti e batton le tue opre in cadenza.
La tua voce è più intensa -
Cicala che inasprisce il suo metro
se il sole è più maestoso.
Aria senza riposo
corre l'estate della lunga veglia.
Con la chioma sconvolta
sembri discesa da un lungo percorso
attraverso l'inverno.

Ecco l'estate, il tuo antico regno
dove entrasti trionfante
sovra un carro adornato di ghirlande
di fiori artificiali.
Fanciulle nuove corrono con ali
spaventate e dipinte.
Mentre le stupefatte donne incinte
ammoniscono ad ogni angolo mute
come incantati segni zodiacali.

Ma tu, invece, risorta dall'inganno
procederai parata
di colori maestosi
compagna del generativo giugno.
Somigliano i tuoi anni a una pianura,
dove nell'aria muta si prolunga
il ricordo del verso
delle cicale, dopo che si è sperso
fuggendo l'ombra dell'ultima altura.

(da Almanacco letterario, Mondadori, 1925)

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Giugno. Come suonava dolce quella parola, pigra, limpida e traboccante di sole e di calore!
PATRICIA HIGHSMITH, Il talento di Mr. Ripley

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Daria Menicanti (Piacenza, 6 aprile 1914 – Mozzate, 4 gennaio 1995), poetessa, insegnante e traduttrice italiana. In lei si mescolano il registro sarcastico e ironico e quello più sottile della malinconia. Per Lalla Romano la sua era “una voce nuova, moderna e classica, per niente alla moda, ma libera e anche audace”.


Corrado Alvaro (San Luca, 15 aprile 1895 – Roma, 11 giugno 1956), scrittore, giornalista, poeta e sceneggiatore italiano. Autore noto per Gente in Aspromonte, fu anche poeta. Tra i suoi temi una sensualità ancestrale che vagheggia un mondo elementare e il rifugio nell'incanto dei ricordi e dell'infanzia.


domenica 1 giugno 2025

Poesie per giugno XI


Giugno cantato dalle voci di due poeti spagnoli contemporanei: il basco Jon Juaristi gioca sul filo del ricordo richiamando la scoperta del mondo da parte dei ragazzi, le esplorazioni del territorio e la noia che subentrava nelle lunghe ore. Il castigliano Antonio Colinas, si lascia attrarre dal cielo terso, come di vetro, in cui galleggia la luna, corteggiata dal canto degli usignoli tornati dallo svernamento in Africa.

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FOTOGRAFIA © NEIL MORRELL/PIXABAY

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JON JUARISTI

VERSO L'ENNUI

but who is that on the other side of you?

E poi fu il mondo. Quanto sembrava grande.
Al limite dell'estate, quanto era dolce
il tempo che si apriva, la luce che non declinava.

Tra la pineta e il fiume si estendevano gli orti:
le piccole distese di campi di mais e fagioli
brillavano insieme sotto l'oro di giugno.

Inventare cose ogni giorno, impregnarsi
di sole, cercare i nomi del grillo e della sabbia,
del finocchio profumato, del granchio, del quarzo.

E il ritorno: la sera ci riportava al sonno
per strade di polvere e scorie frantumate,
docile alle voci vicine della stanchezza.

Ma ti ho sentito. Tu sei venuto con me,
Angelo della noia, fratello, che proietti la tua ombra
sopra le more, la tua ombra abominevole.

(da Diario di un poeta appena stancatosi, 1985)

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ANTONIO COLINAS

LA NOTTE DEGLI USIGNOLI AFRICANI

L'anima è caduta nel pozzo della notte
e dal basso, dalle profondità,
vede la luna di giugno maturare
nella brezza che porta i canti
frenetici degli usignoli africani.

(da Il giardino di Orfeo, 1988)

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Se una notte di giugno potesse parlare, probabilmente si vanterebbe di aver inventato il romanticismo. 
BERN WILLIAMS

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Jon Juaristi Linacero (Bilbao, 6 marzo, 1951), poeta, saggista e traduttore spagnolo. È stato direttore della Biblioteca Nazionale di Spagna tra il 2000 e il 2001 e dell’Istituto Cervantes dal 2001 al 2004. Partita dall’avanguardia del gruppo Pott, la sua poesia è influenzata da Unamuno, Blas de Otero e Auden.


Antonio Colinas Lobato (La Bañeza, 30 gennaio 1946, poeta, romanziere e traduttore spagnolo.Il suo lavoro presenta ampiezza e varietà: ha pubblicato poesie, romanzi, saggi e memorie, oltre a una sorta di prosa poetica e aforistica, e ha effettuato numerose traduzioni tra le quali molte di testi poetici di autori italiani.


sabato 1 giugno 2024

Poesie per giugno X


Due visioni del mese di giugno, quello più verde e umido di un bosco russo cantato dalla poetessa futurista Elena Guro, e quello mediterraneo, giallo di grano e di sole, caldo, in contrasto con l’azzurro del mare e con i falò che illuminano la notte del Corpus Domini nei versi della scrittrice catalana Olga Xirinacs.

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FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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ELENA GURO

GIUGNO

Intenso, azzurro intenso. 
Il bosco è pieno di calore. 
Ed ebbri pendono gli aghi dei pini 
e c’è un lieve 
risuonar di sogni. 
Intensi, intensi gli aghi.
Pieni di calore, 
e di felicità, 
e di ebrezza, 
e di estasi.

1913 

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OLGA XIRINACS

POESIA DI GIUGNO

Poesia del mese di giugno
giallo di sole e di grano
gigli in fiore sulla montagna
e le spiagge spalancate.
Che luce nel mese di giugno
dolce e aspro, radioso e chiaro
mille falò sopra le vette
li guardano dal mare azzurro.

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  LA FRASE DEL GIORNO  

All'inizio di giugno il mondo delle foglie e dei fiori esplode, e ogni tramonto è diverso.
JOHN STEINBECK

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Elena Genrichovna Guro (Pietroburgo, 18 maggio 1877 – Usikirko, 6 maggio 1913), scrittrice e pittrice russa. La sua carriera ha attraversato il periodo di transizione tra il simbolismo e il futurismo: fu esponente di spicco del gruppo conosciuto come Cubofuturismo. È nota per aver sviluppato nuove teorie sul colore nella pittura.


Olga Xirinacs Díaz (Tarragona, 11 maggio 1936), scrittrice e pianista spagnola in lingua catalana. Ha una solida formazione artistica, che dona spessore alla sua opera letteraria. Ha scritto poesie, romanzi, racconti e saggi.  Sul piano della poesia spicca la raccolta di poesie Llavis que dansen, del 1987.


venerdì 23 giugno 2023

Nella notte di San Giovanni


JOAN MARAGALL

IL BASILICO

Questa pianta profumata
nella notte di San Giovanni
emana il suo profumo, silenzioso,
tra l’audacia
della notte ardente
di tanti fuochi accesi.

Tra le nuvole rosse,
il cielo blu e le stelle;
tra grida di gioia,
gorgogliare di fontane,
e il salire delle scintille,
si diffonde un gusto
fresco, morbido e chiaro:
il basilico:
sono i rami profumati
della notte di San Giovanni.

Ragazze innamorate
di un futuro fidanzato,
scompigliano il basilico
per farlo profumare.
Il basilico toccato
è un incensiere violento
che scaglia l’aroma
e aumenta l'incanto.

Che profumo fresco e forte,
ora che i fuochi sono spenti!
San Giovanni, apri la porta
profumata del Levante!
E al mattino delle aure bianche
il basilico troverà
altri aromi fratelli
che la notte fa dimenticare.

Questa pianta profumata
nella notte di San Giovanni
emana il suo profumo, silenzioso,
tra l’audacia
della notte ardente
da tanti fuochi che si alzano,
                        che si alzano!

(da Visioni e canti, 1900)

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La notte di San Giovanni, chiamata popolarmente la revetlla de Sant Joan e la notte del fuoco, è celebrata in tutti i Paesi catalani – ma anche in Spagna e  in altre parti d’Europa - tra il 23 e il 24 giugno. Onora naturalmente il solstizio d’estate e ha come elemento caratteristico il fuoco. In ogni località vengono allestiti diversi falò ed erano un tempo occasione di socialità, di incontro tra ragazze e ragazzi. Il basilico, su cui punta l’attenzione il poeta Joan Maragall, è parte di quella tradizione – del resto è pianta che ha il suo rigoglio proprio in questo periodo – e, secondo la leggenda, vede il suo potere curativo aumentare proprio in questa notte.

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FOTOGRAFIA © LAURA_O/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La notte d’estate è come una perfezione del pensiero.
WALLACE STEVENS, Idee di ordine

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Joan Maragall i Gorina (Barcellona, 10 ottobre 1860 –  20 dicembre 1911), poeta e scrittore catalano. Fautore dell'indipendenza della Catalogna, criticò aspramente la Spagna come arretrata e tradizionalista rispetto al resto d’Europa. La sua prosa è in spagnolo, le sue poesie sono in catalano, così come le traduzioni da Omero, Pindaro, Goethe e Novalis.


giovedì 1 giugno 2023

Poesie per giugno IX


Giugno è stagione che porta l’estate con lunghe giornate fatte per stare fuori e brevi notti che parlano all’immaginazione. Un giovanissimo Ernest Hemingway non trova parole per una dolcissima sera di giugno: riesce soltanto a riconoscerne la viva essenza di poesia. Parole che invece trova la poetessa Sara Teasdale: amore e riconoscenza per la bellezza di una notte.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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ERNEST HEMINGWAY

L’INESPRIMIBILE

Quando in giugno svolazzavano moscerini
intorno al lampione
all’angolo
gettando ombre guizzanti sulla strada;
Quando tu passeggiavi a piedi nudi
in una calda e buia sera di giugno
con l’erba che ti bagnava i piedi di rugiada;

Quando sentivi strimpellare un banjo
sulla veranda della casa di fronte,
e dal parco ti giungeva il profumo dei lillà
c’era qualcosa che lottava, in te,
che non riuscivi a mettere in parole…
Eri viva poesia, nel buio, là!

Oak Park, 1917

(da 88 Poesie, 1979)

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SARA TEASDALE

NOTTE DI GIUGNO

Oh Terra, quanto sei cara stanotte,
Come posso dormire mentre intorno
Aleggia odore di pioggia e lontano
La voce dell’oceano parla alla spiaggia.

Terra, mi hai dato tutto quel che ho,
Ti amo, ti amo, oh che cosa ho
Io che possa darti in cambio — se non
Il mio corpo dopo che sarò morta?

(da Fiamma e ombra, 1920)

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Essere infelici a giugno è sconveniente quanto essere felici ascoltando Schubert.
AMÉLIE NOTHOMB, Le Catilinarie

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Ernest Miller Hemingway (Oak Park, Illinois, 21 luglio 1899 – Ketchum, Idaho, 2 luglio 1961), scrittore e giornalista statunitense autore di romanzi e di racconti. Fece parte della comunità di espatriati americani a Parigi durante gli anni 1920, conosciuta come la "Generazione perduta". Ricevette il Premio Pulitzer nel 1953 per Il vecchio e il mare e vinse il premio Nobel per la letteratura nel 1954.


Sara Teasdale (St. Louis, Missouri 8 agosto 1884 – 29 gennaio 1933), poetessa statunitense. La sua vita, caratterizzata dall’inquietudine e dalla nevrosi, finì con il suicidio. Le sue poesie, dimenticate per anni, corrono sul filo dell’ironia e di una voluta semplicità.


mercoledì 1 giugno 2022

Poesie per giugno VIII

Giugno: la luce gialla e dorata che viene dai campi di girasole e dalle messi che maturano. Ma non sono protagoniste di questi versi della poetessa spagnola Josefa Parra e del poeta messicano Jaime Torres Bodet: ne sono piuttosto lo scenario, il corollario, il pretesto per parlare d’amore, per paragonarlo alla resistenza dei girasoli nel primo caso e per servirsene come punto di contatto con l’amata lontana nel secondo.

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FOTOGRAFIA © BRU-NO/PIXABAY

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JOSEFA PARRA

GIUGNO

Lasciati annientare
dalla luce gialla e acuta dei girasoli,
lascia che il sole di giugno ti ferisca e ti maltratti
con aghi d'oro.
Riposa dall'amore in un dolore più alto,
muori dal desiderio che geme nelle radici
e sostiene le piante.
Alla fine, il dolore non è un merito; né il desiderio
di un corpo è una sventura più grande della sete.
Salva il tuo nome.
Lasciati annientare tra i girasoli;

Che nessuno dica che muori d'amore e non di febbre.

(da Mujeres de carne y verso. Antología poética femenina en lengua española del siglo XX, 2002)

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JAIME TORRES BODET

12 GIUGNO

Amore, in questi versi che ti scrivo
vorrei che tu ritrovassi il colore
di questo chiaro cielo riflessivo
che guardo per ricordare il tuo amore.

Che sentissi che luglio si avvicina
che nasce l’oro della mietitura,
che udissi il ronzare della mosca
che vola insistente nella calura.

E che pensassi: «Che anno bollente!
Quanto sole nei recinti!»... e, chissà,
che un sospiro chiudesse dolcemente
i tuoi occhi. Che altro? Niente più.

(da I giorni, 1923)

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LA FRASE DEL GIORNO
E cosa c'è di così raro come un giorno di giugno? / Allora, se mai vengono giorni perfetti; / allora il Cielo prova se la terra è intonata, / e su di essa posa dolcemente il suo caldo orecchio.
JAMES RUSSELL LOWELL, La visione di Sir Launfal




Josefa Parra Ramos, (Jerez de la Frontera, 7 febbraio 1965), poetessa spagnola: Laureata in Filologia, ha ricevuto il Premio Cernuda nel 2000. Il suo tema principale è l’amore, declinato nel fuoco vivo della passione e dell’erotismo, nelle braci dell’assenza e nelle ceneri della nostalgia.


Jaime Torres Bodet (Città del Messico, 17 aprile 1902 – 13 maggio 1974), poeta, scrittore e politico messicano. Più volte ministro, fu direttore generale dell’UNESCO e ambasciatore in Francia. La sua poesia ha un accento sapido e malizioso grazie al quale egli non cadde mai in effetti facili o gratuiti.


martedì 1 giugno 2021

Poesie per giugno VII


“L’aria è blu e dolce”, le sere profumate dai tigli sono lunghe e splendenti; i giorni sono caldi e la brezza leggera accarezza le spighe e i papaveri: la poetessa statunitense Sara Teasdale e il poeta torinese Agostino Richelmy leggono così il bel mese che dà principio all’estate.

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FOTOGRAFIA © HIPPO PX

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SARA TEASDALE

CREPUSCOLO A GIUGNO

Sera, e tutti gli uccelli
In un coro di suoni scintillanti
Stanno alleviando i loro cuori di gioia
Per miglia intorno.

L'aria è blu e dolce,
Le poche prime stelle sono bianche,--
Oh lasciami come gli uccelli
Canta prima di notte.

(da Fiumi verso il mare, 1915)

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AGOSTINO RICHELMY

IN CAMPAGNA

Giugno adagio procede profumato
dai tigli, effusamente;
né mi disturba di scontrare a lato
i lasciti del fieno sul passaggio
delle carra di maggio.

Penetrare si può nella callaia
e trovare sul margine del prato
un anarchico fiore incoltivato;
là sta la vigna con filari in gaia
schiera guerresca a infiorescenze ritte
sui palmiti, tra breve con migliaia
d'acini penzolanti.

Intanto al campo appaiono già fitte
le spighe e l'orfane goccette rosse
dei papaveri, e sparsi azzurreggianti,
i fiordalisi teneri tra il grano.

Vanno grondoni al pascolo le grosse
mucche tranquille, e un vecchio mandriano
si sdraia all'ombre nuove
del noce or ora roseo di foglie.

Un uccelletto incomincia a cantare
in pace. Mi fa lieto e mi commuove
d'esser ben «lungi dal subdolo mare»
che sempre rumoreggia all'orizzonte.

(da La lettrice di Isasca, Garzanti, 1986)

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LA FRASE DEL GIORNO
Ah, giugno frettoloso, mai mio, invisibile nel puro splendore.
OCTAVIO PAZ, Libertà sulla parola




Sara Teasdale (St. Louis, Missouri 8 agosto 1884 – 29 gennaio 1933), poetessa statunitense. La sua vita, caratterizzata dall’inquietudine e dalla nevrosi, finì con il suicidio a 38 anni. Le sue poesie, dimenticate per anni, corrono sul filo dell’ironia e di una voluta semplicità.


Agostino Richelmy (Torino, 25 marzo 1900 – Collegno, 27 febbraio 1991) è stato un poeta e traduttore italiano. Attivo negli ambienti letterari del capoluogo piemontese sin dagli anni '30, Tra i suoi lavori si ricordano soprattutto le traduzioni per Einaudi: le Favole di Fedro, le Bucoliche e le Georgiche di Virgilio, e opere di Voltaire, Gustave Flaubert e Alfred de Musset.


lunedì 1 giugno 2020

Poesie per giugno VI


Giugno è il mese della luce: le serate con la complicità del solstizio d’estate sembrano non finire mai, il crepuscolo si spegne lentamente fin quasi alle dieci. Quella luce ritrovata cantano il poeta statunitense Richard WIlbur, che la associa al dono - una pera “Bella di giugno” – ricevuto dall’amata, e il poeta gallese WIlliam Henry Davies, abbagliato dal suo splendore in un campo di ranuncoli.

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FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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RICHARD WILBUR

LUCE DI GIUGNO

La tua voce, nel chiaro mondo dei giorni di giugno,
mi ha chiamato da fuori la finestra. Stavi lì,
leggera ma composta, come nel giusto sguardo,
fisso e lieve, dell’estate incontestata tutte
le cose elevano le loro sembianze nell’aria intatta.

Il tuo amore pareva allora semplice e intero
come la pera appena colta che mi hai lanciato e il tuo viso
nitido come i puntini e le macchie sulla pelle della pera,
che son sempre promessa di buon vino, accanto a un fuoco
screziato, dalle forme più fatali di qualsiasi grazia umana.

E il tuo dono allegro – oh quando l’ho visto cadermi
tra le mani, attraverso tutta quella luce ingenua,
mi è sembrato benedetto dalla verità e da una gioia nuova
come dev’esser stato il primo, più grande, dono.


(da I bellissimi cambiamenti, 1947 - Traduzione di Paola Loreto)

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WILLIAM HENRY DAVIES

TUTTO A GIUGNO

La settimana scorsa c’era il fuoco
a scaldarmi i piedi, le mani e il viso;
venti freddi che mai mi ebbero amico,
si insinuavano dentro ogni luogo.

Oggi i campi sono pieni di erba,
e i ranuncoli crescono a migliaia;
mostrerò al mondo dove sono stato,
con la polvere d’oro sulle scarpe.

Fino al mio giardino io vado e ritorno,
dove i bombi siedono per ore e ore
sui morbidi, grassi, vellutati sederi,
per sgattaiolare da concavi fiori.


(da Tutte le poesie di W.H Davies, 1962)

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LA FRASE DEL GIORNO
Tu m’hai amata, / io ti ho amato – / amore: polvere che volteggia su di noi / nel chiarore del giugno, quando verdi colline e cielo alto / ci offrono / quello che noi non cogliamo.
ERIKA BURKHART, Movimento lento




Richard Purdy Wilbur (New York, 1° marzo 1921 – Belmont, Massachusetts, 14 ottobre 2017) poeta e traduttore statunitense: ha caratterizzato le sue opere, scritte in forma tradizionale, con signorile eleganza e arguzia. Ha vinto il Premio Pulitzer per la poesia nel 1957 e nel 1989.


William Henry Davies o W. H. Davies (Newport, 3 luglio 1871 – Nailsworth, 26 settembre 1940), poeta e scrittore gallese. Trascorse gran parte della sua vita da vagabondo nel Regno Unito e negli Stati Uniti. I suoi temi principali sono le difficoltà della vita, il rapporto tra condizione umana e natura e le sue avventure da girovago.


sabato 1 giugno 2019

Poesie per giugno V


Due poetesse per questo giugno: l’italiana Ada Negri, che coglie l’allegro volo delle rondini nei cieli azzurri del mese che porta l’estate e ne approfitta per rinfrancare un po’ l’anima dalle sue disillusioni, e la svizzera Erika Burkart tra vento, grandine e polvere, in un giugno di “verdi colline e cielo alto”.

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FOTOGRAFIA © SLIPSHIRE

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ADA NEGRI

OMBRE D’ALI

Cielo di giugno, azzurra giovinezza
dell'anno; ed allegrezza
di rondini sfreccianti in folli giri
nell'aria. Ombre, ombre d'ali
vedo guizzar sul bianco arroventato
del muro in fronte: ombre a saetta, nere,
vive al mio sguardo più dell'ali vere.
Traggon dal nulla, scrivendo con nulla
parole d'un linguaggio
perduto; e le cancellano
ratte, fuggendo via fra raggio e raggio.

Vita che mi rimani,
fin che io veder potrò quelle parole
strane apparire scomparir sul muro
candente al sole
(forse un tempo io le dissi a chi m'amava,
egli le disse a me, bocca su bocca)
vita che mi rimani, ancor dolcezza
puoi darmi. Basta
l'ombra d'un bacio alla memoria, basta
l'ombra d'un'ala alla felicità.


(da Il dono, Mondadori, 1936)

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ERIKA BURKART

VENTO


Nomade venuto da lontano, ignaro di noi,
il vento, l’elemento a me più estraneo,
finché il flutto si placa nell’onda.
Un tempo, al momento dell’alta marea,
quale abbaglio sulla soglia;
pareva invalicabile; all’interno
lo spazio il mondo.
Tu m’hai amata,
io ti ho amato –
amore: polvere che volteggia su di noi
nel chiarore del giugno, quando verdi colline e cielo alto
ci offrono
quello che noi non cogliamo.

Non mancata l’ora,
in cui riposa la mia memoria,
si congela, si acceca, si risveglia,
sa vedere la quotidianità del dì e della notte,
elementare
sotto il tuo respiro, o nomade.
Anche quando ti scateni
in folate di grandine
ti volano incontro gli uccelli del mattino.


(da Movimento lento, 2002 - Traduzione di Nino Muzzi)

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LA FRASE DEL GIORNO
(Giugno), canti e il tuo canto è grazioso / come il fiore che ha perso / il ricordo dei campi e cresce gracile.
CORRADO ALVARO, Almanacco letterario




Ada_Negri
Ada Negri (Lodi, 3 febbraio 1870 – Milano, 11 gennaio 1945), scrittrice proveniente dalle classi operaie, insegnante a Motta Visconti, predilesse tematiche a sfondo sociale, su cui con il tempo prevalsero i sentimenti e il ricordo. Unica donna ammessa all’Accademia d’Italia, fu candidata due volte al Nobel.

Erika Burkart (Aarau, 8 febbraio 1922 – Muri, 14 aprile 2010), scrittrice  epoetessa svizzera. Attenta osservatrice della natura, dal suo eremo di Haus Kapf a Murimoos: coglieva gli elementi naturali per filarli in un tessuto di pensieri e visioni metafisiche.


venerdì 1 giugno 2018

Poesie per giugno IV


Giugno, il mese che apre la porta all’estate. Mario Luzi ne rileva un’atmosfera senza tempo, sospesa tra memoria e sogno, nel contrasto fotografico tra il nero del temporale e il rosso dei papaveri. Attilio Bertolucci dal porto di Comacchio ne trae un divertissement in rima dove protagonista è la luce.

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Papaveri

FOTOGRAFIA © COY/PIXDAUS

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MARIO LUZI

IL NERO DI MINIERA DEL TEMPORALE

Il nero di miniera del temporale
e poi nella schiarita in extremis
a un tratto sulla pianura monocroma
una fiammata, i papaveri - sotto
il cielo di giugno, ma quale,
di un viaggio forse mai fatto
o fatto da un altro che fui io
o in futuro potrei essere - o, chi sa, in astrale.
Fino a lei che dietro le lenti
nella luce celeste del suo camice
m’aspettava forse, o lascia che io lo pensi.

(da Al fuoco della controversia, Garzanti, 1978)

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ATTILIO BERTOLUCCI

PORTO GARIBALDI

Qui nel sole la gente
che ancora non lo schiva -
ancora non arriva
giugno che già si sente -

ma l’attraversa, viva
e beata, gente
del mio secolo, viva
in quest’ora lucente…

(da In un tempo incerto, Garzanti, 1955)

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LA FRASE DEL GIORNO
Papaveri, avvii d'una porpora miracolosa / che tessono in qualche lor selva dorata le fate.
FRANCESCO CHIESA, Fuochi di primavera




Mario Luzi (Castello di Firenze, 20 ottobre 1914 – Firenze, 28 febbraio 2005), poeta italiano, fu uno dei grandi rappresentanti dell’Ermetismo. Più volte candidato al Nobel, fu insignito della Legion d’Onore. Fu Accademico della Crusca e senatore a vita.


Attilio Bertolucci (San Prospero Parmense, 18 novembre 1911 – Roma, 14 giugno 2000), poeta italiano. Le sue opere poetiche sono il risultato di una felice contaminazione tra eredità ermetica e capacità di tradurre ogni astratta eleganza in un discorso poetico naturale.


giovedì 1 giugno 2017

Poesie per giugno III


Giugno, ciliegie e rigoglio: la natura ormai prorompe, divampa nell’estate che proprio in questo mese comincia. Quel lussureggiante vigore, quella floridezza dell’anno erompono dalle poesie di Attilio Bertolucci e Ghiannis Ritsos.


Ciliegie

JACQUELINE GNOTT, “CIOTOLA DI PORCELLANA CON CILIEGIE”


ATTILIO BERTOLUCCI

GIUGNO

Stan le ciliege rosse tra le foglie
nella calma sera estiva
vedo il mio amore che le coglie
seria come una bambina, e così sola e schiva.

Non oso chiamarla, tanta grazia
è nella mano bruna che spicca…
Qualcuna ne mangia, ma come sazia,
movendo la capigliatura nera e ricca.

(dalla rivista Circoli, settembre-ottobre 1934)

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GHIANNIS RITSOS

RINASCITA

Da anni più nessuno si è occupato del giardino. Eppure
quest’anno – maggio, giugno – è rifiorito da solo,
è divampato tutto fino all’inferriata, – mille rose,
mille garofani, mille gerani, mille piselli odorosi –
viola, arancione, verde, rosso e giallo,
colori – colori-ali; – tanto che la donna uscì di nuovo
a dare l’acqua col suo vecchio annaffiatoio – di nuovo bella,
serena, con una convinzione indefinibile. E il giardino
la nascose fino alle spalle, l’abbracciò, la conquistò tutta;
la sollevò tra le sue braccia. E allora, a mezzogiorno in punto, vedemmo
il giardino e la donna con l’annaffiatoio ascendere al cielo –
e mentre guardavamo in alto, alcune gocce dell’annaffiatoio
ci caddero dolcemente sulle guance, sul mento, sulle labbra.

3 giugno 1969

Karlòvasi - Samo

(da Pietre Ripetizioni Sbarre, 1972)

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LA FRASE DEL GIORNO
Il caldo giugno vento o fiori dondola, / fanciulle in cerchio, braccia come baci.
VICENTE ALEIXANDRE, La distruzione o Amore




Attilio Bertolucci (San Prospero Parmense, 18 novembre 1911 – Roma, 14 giugno 2000), poeta italiano. Le sue opere poetiche sono il risultato di una felice contaminazione tra eredità ermetica e capacità di tradurre ogni astratta eleganza in un discorso poetico naturale.


Ghiannis Ritsos (Monemvasia, 1º maggio 1909 – Atene, 11 novembre 1990), poeta greco tra i maggiori del XX secolo. Fu candidato nove volte al Premio Nobel. La sua vita fu animata da un'incrollabile fede negli ideali marxisti e nelle virtù catartiche della poesia.


mercoledì 1 giugno 2016

Poesie per giugno II

 

Giugno, mese di calura e di esami scolastici, come sottolinea il poeta spagnolo Jaime Gil de Biedma ma anche di chiusura delle scuole e liberazione della grande estate. Mese che avvampa con la sua canicola e avvolge tutto quanto con la sua luce vivida e prolungata, come nota lo scrittore britannico Rudyard Kipling.


Giugno

.MAUREEN GALLACE, “COLD JUNE NIGHT


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JAIME GIL DE BIEDMA

NOTTI DI GIUGNO

A Luis Cernuda

Talora ricordo
certe notti di giugno di quell’anno,
quasi evanescenti, della mia adolescenza
(era il millenovecentoquarantanove
mi pare)
                    perché in quel mese
provavo sempre un’inquietudine, una piccola ansia
non appena cominciava il caldo,
                                            niente più
che una speciale sonorità dell’aria
e una disposizione vagamente affettiva.

Erano le notti inguaribili
                                  e la canicola.
Le ore piccole di studente solitario
e il libro importuno
accanto alla finestra spalancata (la via
da poco annaffiata spariva
sotto le fronde illuminate)
senza un’anima con cui parlare.

Quante volte ripenso
a voi, lontane
notti di giugno, quante volte
sono scoppiato in lacrime, lacrime
per essere ormai un uomo, quanto ho desiderato
morire
          o sognato di vendermi al diavolo,
che mai mi ascoltò.
                            E tuttavia
la vita ci domina proprio perché
non è come ce la aspettavamo.

(da Compagni di viaggio, 1959)

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RUDYARD KIPLING

DUE MESI: GIUGNO

Né speranza, né mutamento! Ci rinserrano le nuvole,
e tra le nuvole un torvo sole batte impietoso
sul seno della Città stremata,
finché la notte su noi piomba come il ricordo d’un peccato
che non conosce né sonno né pensieri di pace.
Un’ora dopo l’altra, un’arida luna a dispetto
brilla nella foschia e con la liquida luce
deride il tormento di alberi impassibili.
Lontano, mugghia il tuono la sua disperazione
alla terra che ne risuona tre volte disseccata. Fulmini
guizzano invano. Né offrono aiuto le nuvole ammassate,
ma solo un più greve peso d’aria infuocata.
V’è tregua all’alba? Guarda, da un cielo dolente
incede il giorno, tiranno dalla spada fiammeggiante!

(da Depatmental Ditties and Other Verses, 1888)

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LA FRASE DEL GIORNO
Giugno, bracciate di sole / nella campagna fiorita, / che dirai alla mia anima / che ti vuole ascoltare? / Che dirai alla mia anima, / giugno, di verde vestito?
CONCHA URQUIZA




Jaime Gil de Biedma y Alba (Barcellona, ​​13 novembre 1929 -  8 gennaio 1990), scrittore spagnolo, considerato uno dei più importanti poeti della seconda metà del XX secolo e della Generazione del 50.Nel suo lavoro ha fatto ricorso al colloquialismo (con se stesso e con i suoi lettori) e all'ironia per evidenziare questioni sociali ed esistenziali.


Joseph Rudyard Kipling (Bombay, 30 dicembre 1865 – Londra, 18 gennaio 1936), scrittore, poeta e giornalista britannico, vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1907, a 41 anni, il più giovane e il primo scrittore di lingua inglese. Tra i più noti autori di libri di avventura e per ragazzi, ha scritto poesie, romanzi e racconti - molti dei quali di ambientazione indiana.



lunedì 1 giugno 2015

Altre due poesie per giugno


Ecco giugno con i suoi campi di frumento dove rosseggiano i papaveri, con le sue piogge che scrosciano improvvise, con le sue spiagge che si affollano, con le gite in collina o in montagna che si trasformeranno in preziosi ricordi estivi: ne interpretano il senso due poetesse, la giapponese autrice di tanka contemporanei Yasuta Kemari e la messicana Concha Urquiza.




FOTOGRAFIA © SUPERB WALLPAPERS



YASUTA KEMARI

GIUGNO


Giugno
sulle ruote bagnate
del camioncino
fermo al semaforo
si è attaccato il futuro


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CONCHA URQUIZA

LA CANZONE DI GIUGNO


Giugno, bracciate di sole
nella campagna fiorita,
che dirai alla mia anima
che ti vuole ascoltare?
Che dirai alla mia anima,
giugno, di verde vestito?

E l’amore dei ragazzi
risaliva alto sul monte;
l’amore delle ragazze
inseguiva i loro passi;
non lasciarono un bocciolo,
e neppure un fiore vivo...
Pan ha sospeso la nenia
del suo flauto primitivo.

Giugno, bagnato di pioggia,
giugno, dorato di grano,
rosso di terra di monte,
volto di un satiro amico,
tu credi che come allora
io mi ubriacherei con te?

Casa di oblio mi diedero
- muri alti, bianchi mattoni –;
l’Amato cercò l’entrata
del vello delle sue pecore;
la pace mi baciò il viso
attraverso l’inferriata...
Nel bosco tranquillo Eros
dimentica i suoi lamenti...

Giugno, dipinto di luna,
giugno, fasciato di ardori,
che dirai alla mia anima
che ti vuole ascoltare?
Che dirai alla mia anima,
giugno, di pioggia vestito?
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LA FRASE DEL GIORNO
Giugno. Per le finestre il sole inonda / la bella stanza d'una luce aurina: / freme la messe ai solchi della china, / la messe ormai matureggiante e bionda.
GUIDO GOZZANO, Poesie sparse




Yasuta Kemari, poetessa giapponese contemporanea. Pur non appartenendo ad alcuna associazione di tanka, ha vinto, come nuovo talento, il Premio per la ricerca nel tanka, nella sua 52° edizione. 


Concha Urquiza (Morelia, 24 dicembre 1910 - Ensenada, 20 giugno 1945), poetessa messicana considerata dagli intellettuali come la migliore autrice di poesia messicana dopo Sor Juana Inés de la Cruz e da Rosario Castellanos come la "pietra angolare" del movimento poetico femminile. 



domenica 1 giugno 2014

Giugno: due poesie

 

Il giorno d’oro: lo splendore di giugno e della prima estate entrano nei versi di Mario Luzi e di Gabriella Sica. E questo nuovo passare di una stagione reca con sé riflessioni sul vivere, sullo scorrere del tempo.


Steed

ROXANNE STEED, “PAINTING A DAY: JUNE 2010”.


MARIO LUZI

PRIMA ESTATE

Quanto insensibilmente è già accaduto
di me, s’è fatto certo nel silenzio!
E torno a domandare, a ignorare
io pur sempre natura e discordanza.
Laggiù, nel fuoco fievole dell’aria
lilla e pioggia nascente d’un alone
vivo celano il segno della sera;
e le nubi cosparse si richiudono
sopra un corpo che dorme amaramente
là nella profondissima campagna.

Corre insidioso fertile di tinte
e di colori - al sangue tanto lieve -
il segnale che annuncia la tempesta,
il giorno d’oro tramutato in tenebra.
Continuo a non sapere, a lusingarmi.
E di già l’acqua lacera il suo canto,
geme un roco fruscìo, le salamandre
nuotano verso il sonno delle vasche
dei perfidi giardini, scande il cielo
variabile la gorga del cucù.

(da Un brindisi, 1946)

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GABRIELLA SICA

UN SABATO DI GIUGNO

Il tempo non preme col muso sui vetri
appannati delle finestre
ora entra direttamente in casa
invisibile trasparente
come l’aria.
Già siamo al passaggio tra una stagione
e l’altra nuova
tra la primavera e l’estate
(ma non era ieri inverno?
e il prossimo inverno... già mi chiedo).
Mattina, la casa mi accoglie
in pigiama
apro le finestre
la pausa del sabato non sarà questa
(cosa fare tra le mille cose
che aspettano inquiete e aspettano?).
Io mi butto sul computer veloce
a scrivere sul tempo cha passa
come la belva che deve
deve bloccare la preda.

8 giugno 2012

(da Poesia, n. 290, Febbraio 2014).

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LA FRASE DEL GIORNO
Una fiammata - i papaveri, / sotto il cielo di giugno.
MARIO LUZI, Al fuoco della controversia




Mario Luzi (Castello di Firenze, 20 ottobre 1914 – Firenze, 28 febbraio 2005), poeta italiano, fu uno dei grandi rappresentanti dell’Ermetismo. Più volte candidato al Nobel, fu insignito della Legion d’Onore. Fu Accademico della Crusca e senatore a vita.