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domenica 1 febbraio 2026

Poesie per febbraio XII


C'è quel qualcosa in febbraio, quell'ansia di fiorire, quel timido preannunciarsi della primavera: quella dolcezza che Daria Menicanti ritrova in una mattina in cui ravvisa l'alba giungere un po' prima seduta al caffè di un distributore, quel presagio che Ada Negri riconosce nel sole.

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FOTOGRAFIA © MARIYA MUSCHARD/PEXELS

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DARIA MENICANTI

FEBBRAIO

Sull’orizzonte, in mezzo a due cortei
di piante color nembo,
il sole spinge una lama ricurva
di perfetto rubino.
Sono queste,
dopo quel poco inverno,
le prime mattine di luce,
e il loro odore è caffè,
pane di forno,
terra fresca, benzina.
Pinín serve, con gli occhi ancora stretti
e l’automatica grazia,
il primo pieno di normale.

1962

(da Città come, Mondadori, 1964)

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ADA NEGRI

PRESAGIO

Quando avanza il febbraio, e ancor non ride
Primavera, ma più non piange Inverno,
ti trasfiguri; e l'ansia hai della zolla
che si risveglia e riconosce il sole.
Timido è il sole di febbraio, e nudo
come un povero: pur nel suo tepore
ramo di pioppo e ramo di betulla
già crede aver le fronde. E tu con essi
lo credi: già le vedi: in te già senti
gonfiare i bocci che saran domani
roseo di peschi e bianco di ciliegi:
pungere in te già senti anche le spine
del rosaio, vermiglie come il sangue.
O fortunata, se goderti prima
puoi si' gran doni, che nel chiaro aprile
saran di tutti! Gusta in tuo segreto
il sapore di latte delle gemmule
non vive ancora: pratoline e mammole
raccogli fin che non sien nate, e mano
capricciosa le brancichi, e tallone
duro le schiacci!

 
(da Il dono, Mondadori, 1936)

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  LA FRASE DEL GIORNO  

A febbraio, possiamo assaporare le gioie dell'attesa. La primavera è alle porte, con il dito sul chiavistello.
PATIENCE STRONG, La gloria del giardino

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Daria Menicanti (Piacenza, 6 aprile 1914 – Mozzate, 4 gennaio 1995), poetessa, insegnante e traduttrice italiana. In lei si mescolano il registro sarcastico e ironico e quello più sottile della malinconia. Per Lalla Romano la sua era “una voce nuova, moderna e classica, per niente alla moda, ma libera e anche audace”.


Ada Negri (Lodi, 3 febbraio 1870 – Milano, 11 gennaio 1945), scrittrice proveniente dalle classi operaie, insegnante a Motta Visconti, predilesse tematiche a sfondo sociale, su cui con il tempo prevalsero i sentimenti e il ricordo. Unica donna ammessa all’Accademia d’Italia, fu candidata due volte al Nobel.


sabato 1 febbraio 2025

Poesie per febbraio XI


Due poetesse cui febbraio evidentemente non piace: Daria Menicanti non trova i segni di una nuova primavera nella pioggia grigia e scura. María Victoria Atencia prova addirittura angoscia nel grigiore del porto di Málaga in un giorno in cui l’unico colore è quello delle gru di carico.

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FOTOGRAFIA © NICOLAS VIGIER

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DARIA MENICANTI

LA PIOGGIA DI PRIMAVERA

La pioggia di febbraio fredda a e buia
non ha le fragorose libertà
dell’estate,
l’assorto brusio
delle prime giornate d’aprile.

La pioggia di febbraio pensa a sé;
e tace
e striscia
e nera si rintana
nelle cunette e fogne di città.
La maledetta pioggia di febbraio
piove per conto suo.

febbraio 1964

(da Un nero d’ombra, 1969)

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MARÍA VICTORIA ATENCIA

FEBBRAIO

Dammi la mano e prendi
il porto grigio, piovuto
da un febbraio impazzito
di gabbiani. Le gru
abbagliano con il loro arancione
bagnato. Il cuore
si stringe dall'angoscia.

(da Il collezionista, 1979)

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Febbraio si aggrappa frivolo ad aprile, / Come il favorito di un re. / Aprile, ridendo compiaciuto, / solletica i nervi di febbraio.
IGOR SEVERYANIN

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Daria Menicanti (Piacenza, 6 aprile 1914 – Mozzate, 4 gennaio 1995), poetessa, insegnante e traduttrice italiana. In lei si mescolano il registro sarcastico e ironico e quello più sottile della malinconia. Per Lalla Romano la sua era “una voce nuova, moderna e classica, per niente alla moda, ma libera e anche audace”.


María Victoria Atencia García (Málaga, 28 novembre 1931), poetessa spagnola che appartiene più per età che per opera alla Generazione del '50, che fonde classicismo e modernità. Ammiratrice di Rilke, è considerata una maestra della poesia alessandrina.


giovedì 1 febbraio 2024

Poesie per febbraio X


Fiori di febbraio: i primi dei mandorli che sfidano la neve con il loro rosa, così simile a ragazze che giocano nei versi del poeta catalano Joan Maragall. E due fiori americani nei versi di Emily Dickinson: la bianchezza anonima dei "fiori fantasma" o "pipa indiana" che crescono nel sottobosco e lo splendore rosso della Lobelia.

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FOTOGRAFIA © LARISA KOSHKINA/PUBLIC DOMAIN PICTURES

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JOAN MARAGALL

I MANDORLI, 15 FEBBRAIO

                Fogli di diario 1901

Oggi la neve è caduta sui fiori
e sulle prime cose:
una mattina bianca come lo è stato il sole.
A mezzogiorno, fanciulle rosse
hanno messo fuori dalla neve le loro teste fiorite
e hanno brillato in mezzo al candore:
i mandorli hanno ringraziato Dio
sventolando il loro vestito rosa.

(da Laggiù, 1906)

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EMILY DICKINSON

BIANCA COME UNA PIPA INDIANA

Bianca come una Pipa indiana,
Rossa come la Lobelia Purpurea
Favolosa come la Luna a Mezzogiorno
Un'Ora di Febbraio

(da Poesie)

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Quando avanza il febbraio, e ancor non ride / Primavera, ma più non piange Inverno, / ti trasfiguri; e l'ansia hai della zolla / che si risveglia e riconosce il sole.
ADA NEGRI

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Joan Maragall i Gorina (Barcellona, 10 ottobre 1860 –  20 dicembre 1911), poeta e scrittore catalano. Fautore dell'indipendenza della Catalogna, criticò aspramente la Spagna come arretrata e tradizionalista rispetto al resto d’Europa. La sua prosa è in spagnolo, le sue poesie e le traduzioni da Omero, Pindaro, Goethe e Novalis sono in catalano.


Emily Elizabeth Dickinson (Amherst, Massachusetts, 10 dicembre 1830 – 15 maggio 1886), poetessa statunitense, è considerata tra i migliori lirici del XIX secolo. La sua vita fu priva di eventi esteriori: dopo i trent'anni scelse un volontario isolamento nella casa paterna. La sua poesia spazia dalle piccole cose della vita quotidiana – la natura, le stagioni – ai grandi temi dell’anima innestati sul tema della solitudine.


mercoledì 1 febbraio 2023

Poesie per febbraio IX


“Che cos'è quella faccia da febbraio, /gelida, nuvolosa, tempestosa?” chiede Don Pedro a un accigliato Benedetto in Molto rumore per nulla di William Shakespeare. Ed è uno dei classici volti di febbraio, l’ultimo vero mese d’inverno, quello colto dai due poeti catalani Joan Teixidor e Joan Maragall, quello della neve che cade sulle gemme e sui primissimi fiori.

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FOTOGRAFIA © DOMINIC/PEXELS

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JOAN TEIXIDOR

FEBBRAIO

Su ogni filo del telegrafo è
appesa una piccola stella:
un globo di neve.

In ogni atomo del cuore
aleggia una bambolina: la
noia.

Solo la neve immacolata
ce ne libera momentaneamente.

(da Poesie, 1932)

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JOAN MARAGALL

I MANDORLI, 6 FEBBRAIO

                          Fogli di diario 1901

Sembravano coraggiosi oggi
e sembravano cantare
affrontando tutti i venti
e la neve portata dal vento.
Sotto la neve imminente
cantavano la gioia
di essere fioriti innocenti
prima dell'ora e del giorno:
dal fondo dei giorni a venire,
piangendo, la primavera li ha benedetti
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(da Laggiù, 1906)

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  LA FRASE DEL GIORNO 

I mandorli hanno ringraziato Dio / sventolando il loro vestito rosa.
JOAN MARAGALL, Laggiù

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Joan Teixidor i Comes (Olot, 8 aprile 1913 – Barcellona, ​​​​10 gennaio 1992), scrittore ed editore catalano. Membro fondatore dei Quaderns de Poesia e della rivista Destino, nel 1935 pubblicò un’Antologia generale della poesia catalana. Tra il 1975 e il 1981 diresse la Fondazione Joan Miró.


 Joan Maragall i Gorina (Barcellona, 10 ottobre 1860 –  20 dicembre 1911), poeta e scrittore catalano. Fautore dell'indipendenza della Catalogna, criticò aspramente la Spagna come arretrata e tradizionalista rispetto al resto d’Europa. La sua prosa è in spagnolo, le sue poesie e le traduzioni da Omero, Pindaro, Goethe e Novalis sono in catalano.


martedì 1 febbraio 2022

Poesie per febbraio VIII


“Febbraio è sbarazzino. / Non ha i riposi del grande inverno, / ha le punzecchiature, / i dispetti / di primavera che nasce” : la fotografia poetica di Vincenzo Cardarelli è perfetta. Il suo volto mascherato ora da una stagione ora dall’altra risalta anche nei versi del poeta ligure Giuseppe Conte che ne registra il mutevole svanire nel crepuscolo e del poeta svizzero Giorgio Orelli, che trova insieme un nuovo verde e l’arido secco dell’inverno.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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GIUSEPPE CONTE

COME TUTTO SCOMPARE

Come tutto scompare veloce
quando viene sera, e il sole se ne va
oltre le colonne d'Ercole
a fare capriole sull'Atlantico.
Il Mar Ligure si appiattisce in una lastra
che non lo diresti nemmeno più un mare
e una muraglia nebbiosa di rosa
sporco si disfa come la scia luminosa
dell'aereo, unica traccia rettilinea in cielo
che sembra averlo bucato per andarsene
più in là.
Come tutto scompare, come breve
è il giorno per chi ne ama l'essenza
come breve la notte che si preannunzia
nitida di luna a gobba crescente
come tutto ritorna e ritorna
al niente.
Come è corto Febbraio
come è corta la vita
per chi ne ama l'essenza
incessabile, infinita.

(da Ferite e rifioriture, Mondadori, 2006)

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GIORGIO ORELLI

DI FEBBRAIO

E quasi di domenica in domenica
con la speranza che ha di sé pietà,
da vie scordate dalla pioggia un uomo
a quelle case rassegnate va;
vede ardere un verde ov’è vietato
lordare,giovani madri sedute sul prato,
e battere di là dal fiume scarso
il sole contro gli occhi dei villaggi;
finché la tuba di un bimbo che pare
dimenticato
tutta grida la lunga siccità

(da L’ora del tempo, Mondadori, 1962)

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LA FRASE DEL GIORNO
È questo il tuo miracolo, Amore, / lo spirito che entra nelle cose / che popola il vuoto di mimose / come fa sui viali liguri Febbraio.
GIUSEPPE CONTE, Ferite e rifioriture




giuseppe_conteGiuseppe Conte (Porto Maurizio, Imperia 15 novembre 1945) è uno scrittore, poeta e traduttore italiano. Insegnante di filosofia e collaboratore di numerose riviste. Si è interessato, come studioso, ai procedimenti metaforici. La sua ispirazione poetica si affida al mito, dall’universo classico a quello druidico, da quello azteco a quello orientale.


Giorgio Orelli (Airolo, 25 maggio 1921 – Bellinzona, 10 novembre 2013), scrittore, poeta e traduttore svizzero di lingua italiana. La sua poesia, in parte appartenente al filone post-ermetico, a tratti avvicinata a quella Linea Lombarda, è ricca di grazia musicale e si caratterizza per una sua ironica ambiguità.


lunedì 1 febbraio 2021

Poesie per febbraio VII


Febbraio, come ogni anno, rappresenta il tunnel attraverso cui passiamo dall’inverno a intravedere la primavera: i prodromi della bella stagione si notano già qua e là, le giornate che si allungano, le violette che colorano timidamente i fossati e i giardini, le gemme sui rami pronte a sbocciare quando arriveranno i primi tepori. Proprio alle violette pensa la poetessa lodigiana Ada Negri, riflettendo sullo scorrere delle stagioni e sul contemporaneo incrementarsi della nostra età; il poeta padovano Diego Valeri con rime facili e il tono crepuscolare della sua gioventù, attende la stagione del risveglio.

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FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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ADA NEGRI

VIOLETTE DI FEBBRAIO

Anche quest’ anno andrai per le violette
lungo la proda, nel febbraio acerbo.
Quelle pallide, sai, che han tanto freddo,
ma spuntano lo stesso, appena sciolte
l’ultime nevi; e fra uno scroscio e un raggio
ti dicono: “Domani è primavera!”
ogni anno ti confidi al tuo tremante
cuore: “È finita”, e pensi: “Non andrò
per violette, non andrò mai più
per violette (ché passò il mio tempo)
lungo le prode, nel febbraio acerbo”.

Invece (e donde ignori, e da qual bocca)
una voce ti chiama alla campagna:
e vai; e i piedi ti diventan ali,
sì alta è la promessa ch’è nell’aria.
E per amor dell’esil corolle
quasi senza fragranza, ma beate
d’esser le prime, avidamente schiacci
con gli steli la zolla entro le dita.

O sempre nuova, o non guarita mai
dell’inquieto mal di giovinezza,
a chi dunque darai le tue viole?
A nessuno: a te stessa: o, forse, ad una
fanciulla che ti passi, agile, accanto,
e ti domandi dove tu l’hai colte:
sola n’è degna, ella che fresca ride
come il febbraio; e non si sa qual sia
più felice, se ella, o primavera.

(da Il dono, Mondadori, 1936)

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DIEGO VALERI

FINE DI FEBBRAIO

Un azzurro nel fosco dischiuso
ricomincia gioia ai miei occhi;
tre nubi una nube che si sfiocchi
basta anch’essa al mio amore illuso;

un barlume d’oro che piova
su zolle nerastre grasse,
è come se ricreasse
il mondo, e aprisse una vita nuova.

Stagione benigna e vivace,
che tutto è attesa e annuncio divino,
e il cuore si crede vicino
al suo vero e alla sua pace.

Domani… domani lo vedremo,
caduta la tenda oscura,
il volto della gioia più pura,
il riso del bene supremo.

(Ma domani sarà la solita festa
di sole, di turchino, di verde,
in cui la vita inebriata si perde…
E dell’anima che cosa resta?).

(da Poesie, Mondadori, 1967)

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LA FRASE DEL GIORNO
Febbraio è sbarazzino. / Non ha i riposi del grande inverno, / ha le punzecchiature, / i dispetti / di primavera che nasce.
VINCENZO CARDARELLI, Poesie




Ada_Negri

Ada Negri (Lodi, 3 febbraio 1870 – Milano, 11 gennaio 1945), scrittrice proveniente dalle classi operaie, insegnante a Motta Visconti, predilesse tematiche a sfondo sociale, su cui con il tempo prevalsero i sentimenti e il ricordo. Unica donna ammessa all’Accademia d’Italia, fu candidata due volte al Nobel.


Diego Valeri (Piove di Sacco, 25 gennaio 1887 – Roma, 27 novembre 1976), poeta, traduttore e accademico italiano, fu ordinario di Letteratura Francese all’Università di Padova per oltre vent’anni, tranne nel periodo 1943-45 quando riparò in Svizzera come rifugiato politico.


sabato 1 febbraio 2020

Poesie per febbraio VI


Ancora non è primavera: è quello che risalta dalle due poesie scelte per celebrare il mese di febbraio: sia il poeta svizzero Francesco Chiesa sia la poetessa irlandese Paula Meehan attendono il prossimo rifiorire della bella stagione. Ed è la caratteristica di questo mese breve e freddo al cuore dell'inverno: lasciare intravedere qua e là i segni della primavera come tra gli squarci dell'incarto un'opera d'arte impacchettata.

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FOTOGRAFIA © LOMBARDFLOR

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FRANCESCO CHIESA

FEBBRAIO

O valletta! che ancora non è primavera,
e tu di sorridere tenti già! lascia

ch'io riveda com'è quel bel verde che quasi
negli occhi l'immagine più non ne trovo.

Rimirarti, o valletta; raccogliere ad una
ad una le piccole dolci tue cose:

ogni battito delle tue vene, ogni fiato
che mandi, ogni muoversi delle tue ciglia;

ogni minima sillaba del chioccolìo
che fai sotto i lugubri strami, o già sveglia!

Quelle prime tue primole uscite a sentire
se il sole è già tiepido, l'aria men bigia;

quel tuo timido verde inesperto che torna
cercando fra gli aridi ciuffi il sentiero...

Oh, se pure nel pallido inverno mio qualche
strisciuola di tenere erbe venisse!

Que' tuoi salici... Oh, bionde fantasime rosa
rimaste de' tremuli salci d'argento!

Simili, oggi, i tuoi salci alle limpide fiamme
vampanti nel cerulo mazzo domani,

quando lieta nei campi la gente dà fuoco,
cantando, alle stridule foglie ammucchiate..
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O valletta, io vorrei que' tuoi vaghi colori
di fiamma raccendere nelle mie notti.

O una rama spiccar di nocciuolo, con quelle
nappine che oscillano senza che s'oda;

e quell'auree nappine sospenderle nelle
mie lunghe e difficili notti a oscillare...

 
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PAULA MEEHAN

CODA: GRIGIO DI PAYNE

Provo a dipingere la pioggia

giorno dopo giorno
esco e vi entro

pioviggine rovescio scroscio

ma non ancora la puntuale
pioggia di primavera

calda pesante lenta

ciascuna goccia
netta e perfetta

che aspetto

presso questo margine dell'acqua
dove una qualche foglia di memoria

scenderà con la piena

la fiumana
che dilaga al mare.


(da Poesia, 301, Febbraio 2015 - Traduzione di Alessandro Gentili)

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LA FRASE DEL GIORNO
Febbraio riempie l’argine / con quello che ti piace.
THOMAS TUSSER




Francesco Chiesa (Sagno, 5 luglio 1871 – Lugano, 10 giugno 1973), poeta e insegnante svizzero. Laureato in Giurisprudenza, dopo un breve periodo alla procura di Lugano, passò all’insegnamento di lettere e storia dell’arte al liceo cantonale. Fondò la Piccola rivista ticinese e fu uno strenuo sostenitore della lingua italiana.


Paula Meehan (Dublino, 1955), poetessa irlandese. Viaggiatrice instancabile, ha scritto poesie anche per film, compagnie di danza contemporanea, artisti visuali. Alcune sue poesie sono state musicate da Christy Moore e da altri cantanti folk.


venerdì 1 febbraio 2019

Poesie per febbraio V


Febbraio ha in sé ancora l’inverno, con i suoi geli, le sue tristezze, le sue malinconie, ma porta nel suo cuore anche i primi segni di primavera, quei tepori improvvisi, quei fiori precoci, come rilevano i poeti italiani Luigi Fallacara e Giorgio Vigolo.
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LUIGI FALLACARA

FEBBRAIO

Odorano le stelle di febbraio
se al crudo del rovaio
il calicanto nella notte esala.

Una goccia di miele,
una goccia di cera
sopra ramaglia nera
chiama l'ape fedele.

Ah, quel filo d'aprile
così saldo ed acuto,
quel profumo sottile
dentro il gelo perduto.

Là nel fondo del tempo al coro, all'eco
delle stagioni mi rapisce il senso
che non succede e reca
memoria della nostra ancor più intensa.

Un profumo, un ricordo,
che in sé vive ignorato,
un respiro, un accordo
alla morte affidato.

(da Poesie 1914-1963, Longo, 1986)
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GIORGIO VIGOLO

LUNA DI FEBBRAIO

Sotto la luna nuova di febbraio,
una lunetta velata, gelata,
erma, sopra i fantastici morioni
della Porta del Popolo e i bastioni
sghimbesci del Muro Torto,

La sera d'improvviso senza un perché
mi versa nel torpido sangue
un filtro di ricordi e desideri.
Amore e sogno mescolati fanno
col timore di morte un elisire
diabolico, per cui già vivo un'altra
vita futura in gioventù fremente,
rinata dalle mie ceneri d'oggi,
e quasi vi dischiudo ali di fuoco.

Ma è breve, delirata fantasia;
già mi ritrovo serrato nel bòzzolo
ansioso di questa esistenza,
cui sarebbe gran gioia una parola
che impedisse al mio cuore di gelare

come la luna remota lassù,
la lunetta velata di febbraio.

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LA FRASE DEL GIORNO
Si scopre dal suo ridere nei denti / l’acerba primavera che si scuote / e decide i colori: passa, senti, / la prima bicicletta dalle ruote.
ALFONSO GATTO, Rime di viaggio per la terra dipinta




Luigi Fallacara (Bari, 13 aprile 1890 – Firenze, 15 ottobre 1963), poeta e scrittore italiano. Attivo nelle avanguardie letterarie del primo ‘900, scrisse su Lacerba. Dopo aver partecipato alla Prima guerra mondiale approda alla fede cattolica, vivendo per sei anni ad Assisi e maturando la sua poesia metafisica confluita in un lirismo mistico che canta l’amore per tutte le creature.


Giorgio Vigolo (Roma, 3 dicembre 1894 – 9 gennaio 1983), poeta e scrittore italiano, esponente della “Scuola Romana”. Le sue poesie hanno un gusto barocco e classicheggiante del paesaggio, soprattutto di quello romano. Profondo conoscitore del Belli, tradusse Maestro Pulce di Hoffmann e le poesie di Hölderlin.

venerdì 2 febbraio 2018

Poesie per febbraio IV


“L’acerba primavera” racchiusa in febbraio come una farfalla in una crisalide – il verde delle foglie che restano recluse nel bozzolo delle gemme: è il tema di queste due poesie di Leonardo Sinisgalli e di Alfonso Gatto. Sospesi tra la neve dell’inverno e le fioriture, cogliamo ogni minimo segno della bella stagione, desiderosi dei suoi colori e dei suoi tepori, delle sue luminose giornate.

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Viole

FOTOGRAFIA © MAIA C/FLICKR

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LEONARDO SINISGALLI

FEBBRAIO

Prima che spunti il verde dai rami
ogni anno risorge a mattutino
il fischio del muratore.

(da La vigna vecchia, 1956)

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ALFONSO GATTO

LE VIOLETTE DI FEBBRAIO

D’un biancore di luce fatta neve
- la neve di febbraio - le violette
svegliano al verde la finestra lieve
che disegna sul poggio le casette

ad una ad una azzurre bianche rosa,
tintinnanti vetrine se alla soglia
batte i piedi un ragazzo, la vogliosa
testa arruffata al vento che l'imbroglia.

Si scopre dal suo ridere nei denti
l’acerba primavera che si scuote
e decide i colori: passa, senti,
la prima bicicletta dalle ruote

fruscianti sul ventaglio della neve.

(da Rime di viaggio per la terra dipinta, 1969)

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LA FRASE DEL GIORNO
Un barlume d'oro che piova / su zolle nerastre grasse, / è come se ricreasse / il mondo, e aprisse una vita nuova.
DIEGO VALERI




Leonardo Sinisgalli (Montemurro, 9 marzo 1908 – Roma, 31 gennaio 1981), poeta,  saggista e critico d'arte italiano. Noto come Il poeta ingegnere per il fatto che lavorò per Olivetti e Pirelli e per aver fatto convivere nelle sue opere cultura umanistica e cultura scientifica. Fondò e diresse la rivista “Civiltà delle macchine”.


Alfonso Gatto (Salerno, 17 luglio 1909 – Orbetello, 8 marzo 1976), poeta e scrittore italiano. Ermetico, ma di confine, giornalista e pittore, insegnante di Letteratura all'Accademia di Belle Arti, collaboratore di “Campo di Marte”, la sua poesia è caratterizzata da un senso di morte che si intreccia al vivere.


mercoledì 1 febbraio 2017

Poesie per febbraio III

 

“Febbraio è corto ma quando si volta indietro è un turco” dice un proverbio di queste parti che gioca sull’anagramma cürt/türc, che quasi viene anche in italiano. Così è un Giano bifronte con una faccia già rivolta alla primavera di margherite, viole, gemme e amenti paglierini di nocciòli e l’altra che invece guarda ancora ai geli e alle nevi dell’inverno. Eccolo nei versi di due autori italiani poco noti: il poeta e critico d’arte cremonese Alberico Sala e il poeta torinese Agostino Richelmy.


Calycanthus

FOTOGRAFIA © LISA HOFER.


ALBERICO SALA

IMPROVVISO IL VENTO

Le donne di casa si chiedono perché
mi ostini con le finestre chiuse al sole
che spinge le gemme fra le spine, i bambini
fra le primule degli argini. Non sanno,
temo il crollo improvviso del vento
dai colli, che disperda il tuo odore,
ti scompigli dimenticata nelle stanze.

Febbraio 1973

(da Chi va col lupo, Rusconi, 1975)

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AGOSTINO RICHELMY

FEBBRAIO

Di scorcio nel pendio
della collina pallida sul lago
non fronde non verdezza.
Solo i nocciuoli
tra i fusticelli diramati all'aria
hanno allungato i ciondoli giallini
e ingemmato il rossore degli stimmi.
Forse così d'incerta pubescenza
trasparve nella prima
età la primavera ermafrodita.
Più in là, dimenticato
al margine dell'acqua,
è un rimasuglio delle nevi. È un putto
addormentato che di giorno in giorno
al sole deperisce.
«Ahi, inverno, tu muori!
(il plurimillenario mio lamento
è d'amore) tu eri
così libero e informe!».

(da Poesie, Garzanti, 1992)

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LA FRASE DEL GIORNO
Il sole di febbraio si insinua nei rami e tinge i germogli e gonfia le foglie che sono dentro.
WILLIAM CULLEN BRYANT




Alberico Sala (Vailate, 11 marzo 1923 - 25 novembre 1991), scrittore, poeta e critico d'arte italiano. Fu giornalista e critico cinematografico all’Eco di BergamoCorriere d’informazione, al Corriere della sera e al Giorno. Tra i suoi temi la vita familiare, la pianura bergamasca e la condizione del vivere moderno.

lunedì 1 febbraio 2016

Poesie per febbraio II

 

“Febbraio è sbarazzino. / Non ha i riposi del grande inverno, / ha le punzecchiature, / i dispetti” scrisse Vincenzo Cardarelli. Così, può avere la faccia primaverile descritta dalla poetessa torinese Maria Luisa Spaziani oppure quella tristemente invernale raccontata dal poeta russo Boris Pasternak.


O'Grady

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FOTOGRAFIA © CLAUDIA O’GRADY


MARIA LUISA SPAZIANI 

FEBBRAIO TRADITORE

Non so quale inquietudine posandosi
a scialle sopra i rami,
sopra le altane che nel vuoto sporgono
come prue di porti insabbiati,
non so che maleficio o ammonimento
o bilico dell'anima
gridano i corvi al baluardo dei platani.
Oggi è scirocco giallo di coriandoli,
già verzica la scorza, in capriole
vanno nubi arlecchine. Incombe nera
solo l'ambigua sonnolenza sua,
del fusto tutto spine, enigma al buio
che il suo vermiglio liquame trasuda,
che ultimo esploderà, sigillo infausto
di primavera, l'albero di Giuda.

(da Transito con catene, 1977)

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BORIS PASTERNAK 

FEBBRAIO

Febbraio. Prender l'inchiostro e piangere!
Scrivere di Febbraio a singhiozzi,
finché il tempo piovoso scrosciante
brucia come una fosca primavera.

Prendere una carrozza. Per sei soldi
fra scampanio e stridere di ruote
recarsi là dove la pioggia torrenziale
strepita più che lacrime ed inchiostro.

Dove, come pere incenerite,
dagli alberi mille cornacchie
cadranno nelle pozze rovesciando
una secca mestizia sul fondo degli occhi.

Nereggiano di sotto gli spazi disgelati,
e il vento e solcato dai gridi,
e quanto più a caso, tanto più esattamente
si compongono i versi a singhiozzi.

1912

(Февраль, da Il gemello nelle nuvole, 1914 – Traduzione di Angelo Maria Ripellino).

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LA FRASE DEL GIORNO
I giorni in grigio e viola / che dei soavissimi colli e pendii / dolcemente riveste / malinconia.
MARIO NOVARO, Murmuri ed echi




Maria Luisa Spaziani (Torino, 7 dicembre 1922 – Roma, 30 giugno 2014), poetessa italiana formatasi nel clima postermetico di chiara ascendenza montaliana. La sua poesia è venuta via via distendendosi dal mottetto o epigramma a forme narrativo-discorsive.

PasternakBoris Leonidovič Pasternak (Mosca, 10 febbraio 1890 – Peredelkino, 30 maggio 1960),  poeta e scrittore russo, è universalmente noto per il suo primo e unico romanzo, Il dottor Živago. Insignito del Nobel per la Letteratura nel 1950, fu costretto dal regime sovietico a rifiutare il premio.


domenica 1 febbraio 2015

Altre due poesie per febbraio

 

C’è voglia di primavera nell’aria di febbraio: andiamo cercando i suoi prodromi nei boschi e nei prati: una primula, una violetta, un croco improvvisamente sbocciato in un’aiuola. È quella speranza che i giorni più lunghi già annunciano che ritroviamo nei versi per febbraio dei poeti italiani Antonia Pozzi  e Mario Novaro.


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GRETCHEN BJORNSON, “CROCUS”.

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ANTONIA POZZI

VOLI

Pioggia pesante di uccelli
su l’albero nudo:
così leggermente vibrando
di foglie vive
si veste.

Ma scatta in un frullo
lo stormo,
l’azzurro Febbraio
con la sera
sta sui rami.

È gracile il mio corpo,
spoglio ai voli
dell’ombra.

19 febbraio 1935

(da Parole, 1939)

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MARIO NOVARO

IL GIACINTO VIOLA

Il giacinto viola,
il narciso oro in perla,
che nel febbraio
dalle umide fasce ti arridono
perché colti risveglino
giorni lontani.
I giorni in grigio e viola
che dei soavissimi colli e pendii
dolcemente riveste
malinconia.
E tu timida viola
sull’umido ciglio, tra foglia e foglia
rimani nascosta,
ma nell’aria è il tuo profumo.

(da Murmuri ed echi, 1912)

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LA FRASE DEL GIORNO
Sta’ attento quando il sole obliquo di febbraio versa / sui pergolati un torrente di luce.
WILLIAM CULLEN BRYANT




Antonia Pozzi (Milano, 13 febbraio 1912 – 3 dicembre 1938), poetessa italiana. Laureatasi in Filologia con una tesi su Flaubert, si tolse la vita dopo una contrastata storia d’amore. Il suo diario poetico Parole fu pubblicato postumo, nel 1939: composto a partire dai diciassette anni, riflette un'amara e inquieta sensibilità in cui si avverte l'influsso della lirica di Rilke.


Mario Novaro (Diano Marina, 25 settembre 1868 – Ponti di Nava, 9 agosto 1944), poeta e filosofo italiano. Nella sua poesia - la sola opera Murmuri ed echi del 1912 - un'ansia metafisica si accompagna, pascolianamente, a un impressionismo lirico.


sabato 1 febbraio 2014

Febbraio: due poesie

 

Febbraio dolce e amaro, come nota Leonardo Sinisgalli: sospeso tra il gelo e le nevi d’inverno e l’annuncio di primavera. Così, dall’alto del suo Carnevale, sa imitare nebbie novembrine che nascondono il paesaggio o donare giornate di sole che sanno già d’aprile, come quella evocata da Sandro Penna.


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.FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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SANDRO PENNA

DI FEBBRAIO A MILANO

Di febbraio a Milano
non c'erano le nebbie.
Ma numerosi sciami di ciclisti
andavano nel sole silenziosi.
E li fermava come in una gara
sospesa il suonatore siciliano.

(da Poesie, Garzanti, 1957)

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LEONARDO SINISGALLI

FEBBRAIO DOLCE E AMARO

Mi capita di guardare il cielo
di queste notti e le stelle più chiare
perché sono distratto.
Fra due macchie fulminea
si apre una crepa di beatitudine.
La natura si rivela più forte
della vita e dei pensieri
e di tutte le nostre invenzioni.
Ci ammonisce con la ferrea
tensione del sereno
con la sua omogeneità senza uno strappo.

(da La vigna vecchia, Mondadori, 1956)

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LA FRASE DEL GIORNO
Che ti mormora il sangue negli orecchi e alle tempie / quando è là di febbraio che nel bosco / ancora risecchito corre voce / d'una vita che ricomincia.
MARIO LUZI, Primizie del deserto




Leonardo Sinisgalli (Montemurro, 9 marzo 1908 – Roma, 31 gennaio 1981), poeta,  saggista e critico d'arte italiano. Noto come Il poeta ingegnere per il fatto che lavorò per Olivetti e Pirelli e per aver fatto convivere nelle sue opere cultura umanistica e cultura scientifica. Fondò e diresse la rivista “Civiltà delle macchine”.


Sandro Penna (Perugia, 12 giugno 1906 – Roma, 21 gennaio 1977), poeta italiano. Con toni epigrammatici, le sue poesie esprimono spesso un’intenso desiderio sensoriale di vita talora malinconico e cantano l’amore omosessuale (“Poeta esclusivo d’amore”, si definì egli stesso).