Due poesie brevissime, due poetesse italiane del secondo Novecento per celebrare questo maggio: la forza e la dolcezza della vita per Daria Menicanti, le sensazioni di una piazza dove il lungo crepuscolo cala sugli ippocastani per Lalla Romano.
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FOTOGRAFIA © HILAL CAVUS/PEXELS
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DARIA MENICANTI
MAGGIO
Il grano maggese spinge su per gli steli
– su da dentro ogni stelo gonfiandosi doloroso –
una buia spiga di molle zucchero caldo
e quella obbediente sù striscia a tentoni cercando
(da Altri amici, 1986)
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LALLA ROMANO
PIAZZA
Nella piazzetta antica è sempre maggio. Di sera,
la terra umida, scura; il cielo chiaro, soave.
E tutt’intorno i grandi ippocastani fioriti.
(da Fiore, 1941)
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LA FRASE DEL GIORNO
E il rosso vivo / è dei rosai di Maggio! // Ben venga Maggio / e il gonfalon selvaggio!
GIOVANNI PASCOLI, Poesie varie
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Daria Menicanti (Piacenza, 6 aprile 1914 – Mozzate, 4 gennaio 1995), poetessa, insegnante e traduttrice italiana. In lei si mescolano il registro sarcastico e ironico e quello più sottile della malinconia. Per Lalla Romano la sua era “una voce nuova, moderna e classica, per niente alla moda, ma libera e anche audace”.
Graziella Romano, detta Lalla (Demonte, 11 novembre 1906 – Milano, 26 giugno 2001), poetessa, scrittrice, giornalista e aforista italiana. Dopo l'esordio poetico si affermò come narratrice dalla vocazione insieme intimista e realista con il romanzo Maria (1953). Nel segno della memoria sono i successi della maturità ai quali è seguito un più spoglio autobiografismo.

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