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lunedì 22 giugno 2026

Nei parchi


ÓSCAR ACOSTA

I PARCHI

A queste statue giungono colombe e fulmini
per immortalare la fredda dignità della pietra.
Le allodole volano avvolte
nella modestia, gli alberi diffondono la loro gioia,
i pesci nello stagno percorrono molte miglia
senza trovare il mare che percepiscono nell'aria,
bambini e donne camminano mano nella mano,
gli uomini cercano una valle di tenerezza
nei parchi che sono un paradiso terrestre
tra alte colonne di cemento e ferro.

(da Poesia minore, 1957)

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Il poeta honduregno Óscar Acosta, inseguendo il suo mondo intimo e familiare fatto di piccole cose si imbatte nell'umile dolcezza dei parchi, delle statue di eroi perduti, di stagni dove i pesci sognano il mare, piccole oasi nelle lunghe file di palazzi e caseggiati che li circondano.

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FOTOGRAFIA © ANDREI L./PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

I parchi e i campi da gioco sono l'anima di una città.
MARTY RUBIN

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Óscar Acosta (Tegucigalpa, 14 aprile 1933 – 16 luglio 2014), poeta, scrittore, critico letterario, politico e diplomatico honduregno. Iniziò la sua carriera come giornalista in Perù, in seguito coltivò svariate forme artistiche. La sua è poesia marcatamente intimista e patriottica. Nel 1960 ottenne il Premio Rubén Darío.


giovedì 18 settembre 2025

Antiche pietre


ÓSCAR ACOSTA

LA SCALINATA DI COPÁN

Tra queste antiche pietre,
su questa scalinata,
gli avi hanno lasciato
le tracce dei loro passi fugaci,
la prova
della loro permanenza sulla terra.

Su queste rocce,
su questi blocchi di calcare,
su queste mura indurite,
su queste stele impassibili,
hanno posato le loro mani gli innamorati,
le coppie caparbie.

Gli amanti conoscevano
la transitorietà degli eventi,
conoscevano il potere della memoria.

A Copan, solo la pietra è permanente.

(da Scritto sulla pietra, 1962)

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La Scala geroglifica di Copán si trova in Honduras, sulla facciata occidentale del Tempio-Piramide 26, costruito dagli antichi Maya agli inizi dell’VIII secolo. Il poeta honduregno Óscar Acosta, davanti a questa meraviglia, fa ciò che deve fare un poeta: esprime la sua percezione delle cose, leggendo in quelle pietre il passaggio di migliaia di uomini e donne in oltre quattordici secoli. La lezione della storia è che tutto passa, solo quelle pietre restano a testimoniare con i loro geroglifici il passato.

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FOTOGRAFIA © YOUNGROBV/FLICKR

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   LA FRASE DEL GIORNO   

La poesia è una mappa su cui viaggiare per il sogno, / dicevano voci unite dall'eco.
ÓSCAR ACOSTA, Scrittura amorosa

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Óscar Acosta (Tegucigalpa, 14 aprile 1933 – 16 luglio 2014), poeta, scrittore, critico letterario, politico e diplomatico honduregno. Iniziò la sua carriera come giornalista in Perù, in seguito coltivò svariate forme artistiche. La sua è poesia marcatamente intimista e patriottica. Nel 1960 ottenne il Premio Rubén Darío.


venerdì 31 maggio 2024

Un piccolo uomo


CLEMENTINA SUÁREZ

LA PRESENZA NEGATA

Ho sempre avuto pena
di chi non ha saputo amarmi…
Nascevo in mezzo alle stelle
e all'alba mi trovavo sola.

Prigioniera della bocca
è rimasta la parola
che mai si è ancorata intera
al tuo cuore minato.

Oggi provo il raro piacere
di sentirmi sconfitta.
Le mie strade aperte
spaventavano i tuoi occhi.

Nulla possono le mie ali
sulle spiagge terrestri.
Sei un piccolo uomo
e non raggiungi il mio volo

(da Il poeta e i suoi segnali, 1969)

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"Chi non ha saputo amarmi": è quello il punto. La poetessa honduregna Clementina Suárez si sente sconfitta, frustrata dalla fine di una relazione, ma con un certo disprezzo conclude che quello era "un piccolo uomo", incapace d'amore, probabilmente non in grado di donare e di ricambiare. Così, parafrasando l'albatro di Baudelaire, lui non è in grado di raggiungere le altezze che lei può toccare.

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RAFAL OLBINSKI, "IL VESTITO ROSSO"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Sono stata innamorata dell'amore in sé. Non di una persona. Ho amato profondamente, ma ho capito che più che una persona, ciò che amavo era l'amore.
CLEMENTINA SUÁREZ

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Clementina Suárez (Juticalpa, 12 maggio 1902 - Tegucigalpa , 9 dicembre 1991), poetessa honduregna. Riconosciuta a livello internazionale, è considerata la "matriarca della poesia honduregna", promotrice della cultura e dell'arte in Honduras e in America Centrale.


giovedì 18 gennaio 2024

La tua amata voce


ÓSCAR ACOSTA

IL TELEFONO

Il telefono squilla e il suo corpo nudo
trema. La tua amata voce attraversa
mari e paesi, distanze e oblii,
finché non arriva da me, nella nostra stanza
impoverita di ricordi, ravvivando
le foglie del giardino, sfiorando le pagine
dai tuoi libri d'oro, asciugando la rugiada
accumulata sulle finestre e trasformando,
per tua grazia, il telefono
in un fiore frusciante.

(da Poesia minore, 1957)

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Un fondo lirico ed elegiaco attraversa le poesie di Óscar Acosta, autore honduregno: in questo caso il mondo inanimato delle cose prende vita grazie alla voce della donna amata e lontana, che non solo anima il telefono, ma anche il giardino e gli oggetti nella stanza.

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NAREK QOCHUNC, "VECCHIO TELEFONO ROSSO"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

L'inchiostro e i ricordi sul tavolo, / Tutto questo e tu ancora non arrivi.
ÓSCAR ACOSTA, Poesia minore

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Óscar Acosta (Tegucigalpa, 14 aprile 1933 – 16 luglio 2014), poeta, scrittore, critico letterario, politico e diplomatico honduregno. Iniziò la sua carriera come giornalista in Perù, in seguito coltivò svariate forme artistiche. La sua è poesia marcatamente intimista e patriottica. Nel 1960 ottenne il Premio Rubén Darío.


giovedì 14 settembre 2023

Costruire la speranza


CLEMENTINA SUÁREZ

LA POESIA

Se inizi a scrivere una poesia
pensa in anticipo a chi la leggerà.
Beh, una rima è soltanto una rima
quando qualcuno la capisce e sopravvive
prima di tutto e soprattutto,
in fuga dalla mediocrità
che esaltano la petulanza e la prolissità.

La poesia non è necessariamente così com'è
ma come dovrebbe essere nel suo alito di giustizia.
Basta una parola per costruire la speranza
e parlare di essa è più importante
della più bella ma irrilevante poesia.

(da I segnali del poeta, 1969)

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"Io sono un poeta / un esercito di poeti. / Io oggi voglio scrivere una poesia / una poesia fischi / una poesia fucili (...) Oggi voglio costruire e distruggere, / innalzare le impalcature della speranza": la visione poetica di Clementina Suárez, prima donna dell'Honduras a pubblicare un libro di versi, Corazón sangrante, capace di scandalizzare quel mondo chiuso con la sua vita bohémiènne, è un inno alla speranza, che racchiude in sé l'amore, l'eros, la maternità e la libertà.

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IMMAGINE © LA TRIBUNA

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Seduti sulla riva della vita / siamo in tre: / il mio sogno, la poesia e io.
CLEMENTINA SUÁREZ, I segnali del poeta

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Clementina Suárez (Juticalpa, 12 maggio 1902 - Tegucigalpa , 9 dicembre 1991), poetessa honduregna. Riconosciuta a livello internazionale, è considerata la "matriarca della poesia honduregna", promotrice della cultura e dell'arte in Honduras e in America Centrale.


mercoledì 2 agosto 2023

Che ci faccio qui?


ÓSCAR ACOSTA

BAMBINO GRANDE

Apri gli occhi,
neonato,
apri gli occhi e non vedi nulla,
come me.

Credevi di vedere un’infermiera,
un biberon con del latte,
una pulita stanza d’ospedale,
un giardino deserto.

E se adoperi il senso
della vista, per giorni
e anni innumerevoli
vedrai oltre la finestra
un boschetto di pini senza foglie,
uccelli annoiati
e un cielo color del piombo.

E ti domanderai
come faccio io
ogni mattina
e nelle notti vane
chi mi ha condotto in questo paese?
Che ci faccio qui, Dio mio?

(da Il mio paese, 1971)

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Il bambino, questo bambino / quasi appena nato / sembra un cerbiatto / che guarda il cielo, / la sorella e il fratello, / i volti familiari,  / il sonaglio rossastro / che pende dalla culla, / i vetri delle finestre”: il poeta honduregno Óscar Acosta guarda il figlio appena nato si interroga sull’esistenza e sul suo significato, sul futuro che toccherà al bambino, se anche lui, intento ora ad un’intensa contemplazione della natura nel suo affacciarsi al mondo, arriverà come il poeta a chiedersi nella notte o nella luce rivivificante dell’alba: “Che ci faccio qui?”

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MERRICK WHITE, "BAMBINO"

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  LA FRASE DEL GIORNO   

L'amore è dolce e terribile, / l'amore è quasi tutto ciò di cui abbiamo bisogno / per sopravvivere a tanti cataclismi sommersi.
ÓSCAR ACOSTA, Poesia minore

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Óscar Acosta (Tegucigalpa, 14 aprile 1933 – 16 luglio 2014), poeta, scrittore, critico letterario, politico e diplomatico honduregno. Iniziò la sua carriera come giornalista in Perù, in seguito coltivò svariate forme artistiche. La sua è poesia marcatamente intimista e patriottica. Nel 1960 ottenne il Premio Rubén Darío.


giovedì 15 ottobre 2020

Paradisi e mari di cenere


ÓSCAR ACOSTA

IL VISO

Dal tuo viso puro e luminoso
scaturisce una luce silenziosa
che lo spoglia tutto, scopre
paradisi e mari di cenere,
nasconde le ombre con la sua bella campana
e vola come un uccello.
Dimenticare il tuo viso è soffocare il cuore,
provare a ignorarlo è vivere
al buio, brancolando;
non serve ribadire
che il tuo viso promette un regno
in un universo immobile e distrutto.

(da Poesia minore, 1957)

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Se per il poeta honduregno Óscar Acosta i capelli della ragazza sono “una dolce stella, un pistillo / che combatte per essere giglio, / una colomba trasformata in pesca / una corona che si accende con le sue candele / e che scalda il sangue come il vino”, il viso allora è una luce che tutto rischiara, tanto che la sua assenza fa precipitare nel buio e brancolare a tentoni.

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HELENA WEIRZBICKI, "EMOZIONE"

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LA FRASE DEL GIORNO
L’oblio è un tunnel che si apre lentamente / fino al petto dell’universo.
ÓSCAR ACOSTA, Poesia minore




Óscar Acosta (Tegucigalpa, 14 aprile 1933 – 16 luglio 2014), poeta, scrittore, critico letterario, politico e diplomatico honduregno. Iniziò la sua carriera come giornalista in Perù, in seguito coltivò svariate forme artistiche. La sua è poesia marcatamente intimista e patriottica. Nel 1960 ottenne il Premio Rubén Darío.


lunedì 8 maggio 2017

Si concentra il mondo

 

ÓSCAR ACOSTA

GLI AMANTI

Gli amanti sono distesi sul letto
e con dolcezza nascondono parole e baci.
Sono nudi e indifesi come bambini
e nei loro sensi si concentra il mondo.
Non c’è luce o ombra per i loro occhi appagati
e la vita non ha forma alcuna.

I bei capelli della donna possono essere una rosa,
l’acqua calda o un fornitore innamorato.
Il fuoco è soltanto uno schianto scuro.
Gli amanti sono distesi sul letto.

(da Poesia minore, 1957)

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Gli innamorati felici sono “due esseri / che non vedono il mondo” secondo Wisława Szymborska. E così li ritrae il poeta honduregno Óscar Acosta: una cellula formata da due organismi che chiude fuori il mondo, anzi lo concentra tutto nell’amore – carnale ma anche spirituale - che è la forma più alta di egoismo.

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Coppia

FOTOGRAFIA © CAROLYN LAGATTUTA

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LA FRASE DEL GIORNO
L’amore è egoismo in due.

STANISLAS-JEAN DE BOUFFLERS, Pensieri, lazzi e battute




Óscar Acosta (Tegucigalpa, 14 aprile 1933 – 16 luglio 2014), poeta, scrittore, critico letterario, politico e diplomatico honduregno. Iniziò la sua carriera come giornalista in Perù, in seguito coltivò svariate forme artistiche. La sua è poesia marcatamente intimista e patriottica. Nel 1960 ottenne il Premio Rubén Darío.