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mercoledì 29 luglio 2026

L’altra via


KIKUO TAKANO

MANO, VA’ 

Mano, va’ a cercare
l’altra via.
Cedi, lascia
una a una
le cose che hai preso;
tenta la via
dove non resta nulla
nella mano.

Mano, va’ a cercare
l’altra via.
Dopo che hai perso
tutto ciò che hai lasciato,
oh, il vuoto!
Le mani vuote
si congiungano
in un gesto severo.

(da L’infiammata assenza, Edizioni del Leone, 2005 - Traduzione di Yasuko Matsumoto e Renato Minore)

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Per il poeta e matematico giapponese Kikuo Takano, influenzato sia dal Buddismo Zen sia dall'esistenzialismo occidentale, è essenziale la ricerca del vuoto: liberarsi del possesso delle cose è l'unico modo per raggiungere la vera libertà spirituale.

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FOTOGRAFIA © STEPH QUERNEMOEN/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO 

Corro a scovare quelle mani misteriose / per aver certezza di incontrare ogni altra mano / e di vergognarmi di queste mie mani.
KIKUO TAKANO, Il senso del cielo

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Kikuo Takano (Sado, 20 novembre 1927 – Kamakura City, 1º maggio 2006), poeta e matematico giapponese. Cominciò a scrivere le sue prime poesie alla fine della II guerra mondiale. Fonte d'ispirazione sono stati il surrealismo e Heidegger. Ha scritto poesie che si interrogano sul significato dell'esistenza. Ha condotto inoltre ricerche sulla formula del pi greco.


lunedì 11 maggio 2026

L’erba di primavera


ANONIMO GIAPPONESE

COME L’ERBA DI PRIMAVERA

Come l’erba di primavera
rigoglioso il mio amore
s’accumula a mille strati 
come l’onde che vanno 
verso l’alto mare.

(da Man’yōshū, VIII secolo)


La sensibilità del tanka giapponese, qui in un autore anonimo dell’VIII secolo,  descrive un amore intenso e vitale servendosi di ben due analogie, paragonandone la crescita alla freschezza dell'erba primaverile e la grandezza al moto infinito delle onde, suggerendo l’immagine di un sentimento profondo, in continua evoluzione e senza limiti.

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IMMAGINE © WALLPAPER CAVE.

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Come acque che si infrangono / alte contro le rocce / nel fiume Yoshino, / rapida irruppe in me / la passione d’amore.
KI NO TSURAYUKI, Kokin Wakashū

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Man'yōshū  (Raccolta di diecimila foglie) è la più antica collezione di poesie di waka in giapponese giunta fino a noi. Fu compilata molto probabilmente intorno alla seconda metà dell'VIII secolo,ed è formata da 4496 componimenti (4172 tanka, 262 chōka e 62 sedōka) scritti tra la seconda metà del V e la metà dell'VIII secolo.


giovedì 19 febbraio 2026

Una cosa normale


MISUZU KANEKO

MERAVIGLIA

Mi chiedo perché
la pioggia che cade dalle nuvole nere
brilli come argento.

Mi chiedo perché
il baco da seta che mangia le foglie verdi
del gelso sia così bianco.

Mi chiedo perché
il fior di luna di cui nessuno si cura
  fiorisca  da solo.

Mi chiedo perché
tutti quelli a cui chiedo queste cose
ridano come sia una cosa normale.

(da Sei un’eco? La poesia perduta di Misuzu Kaneko, 2016)

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Il senso di meraviglia davanti alle cose è dei bambini e dei poeti, come la scrittrice giapponese Misuzu Kaneko: interrogarsi, stupirsi di fronte ai fenomeni naturali o a uno stato d'animo è il principio della poesia, è la porta d'ingresso verso la comprensione di ciò che è sotteso al reale.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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  LA FRASE DEL GIORNO  

È del poeta il fin la meraviglia.
GIOVAN BATTISTA MARINO, La Murtoleide

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Misuzu Kaneko nata Teru Kaneko (Nagato, 11 aprile 1903 – Senzaki, 10 marzo 1930), poetessa giapponese. Esordì come scrittrice di poesie per bambini quando era impiegata in una libreria di Shimonoseki ottenendo un grande successo. Dimenticata per anni dopo il suicidio, fu riscoperta nel 1966 dal poeta Setsuo Yazaki che curò la riedizione dei suoi testi.


martedì 21 ottobre 2025

Le foglie cadono


RYŪNOSUKE AKUTAGAWA

LA TEMPESTA AUTUNNALE

La tempesta autunnale
si placa,
appare la luna.

Nella cenere scrivo
il nome di una donna
al calore del braciere.

Le foglie
cadono dai ginkgo e dai ciliegi,
ci incamminiamo.

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Le opere di Ryūnosuke Akutagawa - soprattutto i racconti - si distinguono per la capacità di analisi psicologica. Succede talora anche nelle poesie, per quanto giocoforza più dense e più ristrette rispetto all'attitudine narrativa. Così, in una sera d'autunno, bloccato da una tempesta, il poeta si perde vicino al fuoco nel pensiero dell'amata lontana, pronto a ripartire quando la luna ritorna a splendere nel cielo.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Una delle caratteristiche dell'amore è l'estrema sensibilità nel vedere volti simili a quello della donna amata e nel scoprirla nei volti di persone sconosciute.
RYŪNOSUKE AKUTAGAWA

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AkutagawaRyūnosuke Akutagawa (Tokyo, 1º marzo 1892 – 24 luglio 1927), scrittore e poeta giapponese, fu adottato da una famiglia di ascendenza samuraica e fin da bambino si interessò alla letteratura cinese classica, per poi avvicinarsi ai testi di Mori Ōgai e di Natsume Sōseki, oltre che ai romanzi di importazione occidentale. La sua opera più nota è il racconto Rashōmon, edito nel 1915. Sofferente di allucinazioni nervose, a 35 anni si uccise con un’overdose di Veronal.


mercoledì 2 aprile 2025

I susini


FUKUDA CHIYO-NI

SOLO CON IL LORO PROFUMO

Solo con il loro profumo
i susini rispondono
a chi spezza il ramo.


Nel 1755, quando aveva 52 anni, la poetessa giapponese Fukuda Chiyo–ni si rasò la testa e divenne monaca buddhista assumendo il nome di Soen per “insegnare al proprio cuore a essere come limpide acque che fluiscono giorno e notte”. Quell’essenza zen che la animava è chiaramente espressa in questo delicato haiku dove traspare la capacità di sofferenza, di resistenza al male e di perdono.

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FOTOGRAFIA DI PUBBLIUCO DOMINIO

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Ciò che scrivo svanisce / più scrivo, più svanisce.
FUKUDA CHIYO-NI

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Fukuda Chiyo-ni  nota anche come Kaga no Chiyo (Matto, oggi Hokusan, 1703 – 2 ottobre 1775), poetessa giapponese. I suoi haiku esprimono un profondo amore per il mondo naturaleMonaca buddhista, svolse un ruolo pionieristico nello scambio internazionale attraverso l'haiku.


martedì 25 febbraio 2025

Più delle lucciole


KI NO TOMONORI

QUANDO CALA LA SERA

Quando cala la sera,
più delle lucciole
ardo di passione;
forse non ne scorge il bagliore
crudele la mia amata.

(da Kokin Wakashū)

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L'amore non corrisposto è un cruccio che attraversa la poesia da qualche millennio. Qui siamo nel Giappone del IX secolo dopo Cristo e il poeta di corte Ki No Tomonori si strugge al tramonto per la donna bella e crudele che non prende nemmeno in considerazione la sua sofferenza.

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ILLUSTRAZIONE DA ETSY

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  LA FRASE DEL GIORNO 

È meglio aver amato e perso che non aver amato mai.
ALFRED TENNYSON

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Ki no Tomonori (circa. 850 – circa 904), poeta giapponese. Segretario principale al palazzo dell'imperatore Daigo, fu uno dei primi poeti waka di corte del primo periodo Heian, membro dei sanjūrokkasen o Trentasei immortali della poesia. Fu un compilatore del Kokin Wakashū.


mercoledì 20 novembre 2024

Shuntarō Tanikawa


Shuntarō Tanikawa, pioniere della poesia giapponese moderna, in discontinuità con l’haiku e le altre tradizioni, è morto il 13 novembre a Tokyo all’età di 92 anni. La sua “nuova poesia”, colloquiale nell’uso vivido del linguaggio quotidiano e attenta al significato delle piccole cose, mira alla trasmissione della “nuda voce” attraverso il ritmo e la melodia e pone interrogativi metafisici sulla solitudine dell’individuo nell’universo abbozzando profonde verità emotive. “Per me, la lingua giapponese è il terreno. Come una pianta, metto radici, bevo i nutrienti della lingua giapponese, germogliando foglie, fiori e dando frutti" disse nel 2002 in un’intervista all’Associated Press.

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FOTOGRAFIA © PEN

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ESSERE VIVI

Essere vivi
essere vivi ora
vuol dire avere sete
essere abbagliati dal sole fra gli alberi
ricordare all’improvviso una melodia
starnutire
tenerti per mano

essere vivi
essere vivi ora
vuol dire minigonna
un planetario
Johann Strauss
Picasso
le Alpi
vuol dire imbattersi in tutte le cose belle
e poi
essere attenti e opporsi al male che vi si nasconde

essere vivi
essere vivi ora
vuol dire poter piangere
poter ridere
potersi arrabbiare
vuol dire libertà

essere vivi
essere vivi ora
vuol dire un cane che abbaia in lontananza ora
la terra che sta girando ora
da qualche parte il primo vagito che si alza ora
da qualche parte un soldato ferito ora
è un’altalena che dondola ora
è l’ora che passa ora

essere vivi
essere vivi ora
vuol dire il battito d’ali degli uccelli
vuol dire il fragore del mare
il lento procedere di una lumaca
vuol dire gente che ama
il tepore della tua mano
vuol dire vita

(1971)

(da Poeti giapponesi, Einaudi, 2020 – Traduzione di Alessandro Clementi degli Albizzi)

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LA STAFFETTA DEL MATTINO

Mentre in Kamčatka un giovane
sogna le giraffe
in Messico una ragazza
aspetta l'autobus nella bruma del mattino
mentre a New York una ragazzina
si gira nel letto con un sorriso sulle labbra
a Roma un ragazzino
strizza l'occhio ai primi raggi del sole che tingono i capitelli
su questa Terra
da qualche parte un mattino ha sempre inizio

è la nostra staffetta
che da longitudine a longitudine
protegge per così dire a turno la Terra
se prima di addormentarti provi ad ascoltare
sentirai che da qualche parte lontano sta suonando una sveglia
è la prova che qualcuno ha afferrato saldamente
il mattino che tu gli hai porto.

(1968)

(da Poeti giapponesi, Einaudi, 2020 – Traduzione di Maria Teresa Orsi)

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Altre poesie di Shuntarō Tanikawa sul Canto delle Sirene:

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Quando scrivo, mi chiedo sempre se le mie parole siano adatte alla nostra epoca.
SHUNTARŌ TANIKAWA, Pen Magazine, Luglio 2023

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Shuntarō Tanikawa (Tokyo, 15 dicembre 1931 – 13 novembre 2024), poeta, scrittore e traduttore giapponese.  Le sue opere sono caratterizzate da una varia gamma di stili. Più volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura, ha vinto l'American Book Award nel 1989. È il traduttore dei Peanuts in giapponese.


giovedì 17 ottobre 2024

La luna piena d’autunno


BASHŌ

BRILLAVA NEL CIELO LA LUNA PIENA D'AUTUNNO

Brillava nel cielo la luna piena d'autunno
e per tutta la notte
ho passeggiato intorno allo stagno.

(da Lo stretto sentiero per il profondo Nord, 1702)

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Matsuo Bashō, poeta giapponese che rivoluzionò la poesia lirica con la forma dell'haiku, teorizzava la simbiosi tra uomo e natura: eccolo qui d’autunno in una notte di luna piena aggirarsi intorno allo stagno, “per tutta la notte” - Roland Barthes nel suo celebre Frammenti di un discorso amoroso, pone l'accento esattamente su questo complemento di tempo: è la misura del sentimento, che sia la tristezza o la malinconia o la lacerante dolcezza di quella luna che si riflette nelle acque scure dello stagno.

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OGATA GEKKŌ, "LUNA PIENA E FIORI AUTUNNALI SUL RUSCELLO"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Da Est a Ovest / la stessa malinconia: / vento d’autunno.
BASHŌ, Lo stretto sentiero per il profondo Nord

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Matsuo Bashō (Ueno, 1644 – Ōsaka, 28 novembre 1694), poeta giapponese del periodo Edo. Contribuì in modo determinante all'evoluzione della poesia lirica attraverso un nuovo genere breve, l’haiku, che, pur derivando da forme poetiche già esistenti, ne rinnovava profondamente gli schemi superando le emozioni personali e identificando l'uomo con la natura.


venerdì 21 giugno 2024

Kazuko Shiraishi


Il poeta Kenneth Rexroth l’aveva definita “la Allen Ginsberg giapponese". Se ne è andata a 93 anni il 14 giugno la poetessa Kazuko Shiraishi: nata a Vancouver, in Canada, era tornata in Giappone all'età di sette anni. Modernista e surrealista, esordì nel 1951, mentre era ancora studentessa alla Waseda University, con "Egg no Furumachi", opera che attirò l'attenzione per il suo uso di immagini vivide. Acquisì familiarità con la nuova cultura americana, e con il jazz di Billie Holiday, e scrisse poesie con ritmi potenti che mandarono in frantumi le nozioni esistenti nella cultura giapponese, avvicinandola alla Beat Generation.

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FOTOGRAFIA © NICHOLAS BECHGAARD
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SUMMERTIME – LA LUNA PIENA QUATTRO GIORNI DOPO IL 27 LUGLIO

mia madre è andata in paradiso in silenzio quattro giorni fa
e stasera       c'è la luna piena
mia madre ha completato in silenzio il suo lavoro
                       l'ultima penitenza chiamata vita
quando inspirava ed espirava come se insegnasse
sin dall'impero Inca
                                          il sottile fiume della sua vita
                                                         tremava come un filo
adesso va tutto bene
è      più felice della luna       non deve girovagare
                                                       tra le nuvole scure

non deve     risplendere serenamente
                                       e andarsene lentamente
ha ottenuto la permanenza
della sua esistenza non esistendo       ah
dimenticavo di dirlo, grazie        perché la tua partenza
da questo mondo è stata        così rapida       e troppo silenziosa un sospiro

quella che viene chiamata permanenza è          transitoria
perché esiste solo dentro di me
in questo finito dentro
l'infinito       che è una permanenza ora
                                                                    fluttua

ah luna piena
                                  per favore risplendi
sulla mia amata         madre

                                  per favore, svolazza
                       come una brezza primaverile
               silenziosa sul riposo della sua anima,
                             come
                                         gocce di luce

(da Madre fluttuante, città, 2003)

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PICCOLO PIANETA

Questo piccolo pianeta inizia ad avere mal di testa
Da quando gli umani lo hanno occupato e lo hanno strappato dalle mani di Dio
il sangue verde si secca, le vene della terra si inaridiscono
La balena viene arpionata prima di cantare Telepatia d'amore
Grandi mosche-jet volteggiano sulla testa del pianeta e trasformano l'occidente in un teschio
I pianeti si rompono il collo per tutto il 21° secolo
Nel frattempo gli assassini si ubriacano del Dio della scienza
e applaudono la grande corsa agli armamenti
Prendono a calci il globo in testa e gli bucano la pelle
La terra sembra non riprendersi, troppi umani sono impegnati a guardare la TV
E nessuno dice niente su come salvare il pianeta
Qualcuno guarderà il nostro piccolo pianeta Arca di Noè annegare nell'Universo?
Solo se sarà in grado di dissotterrare una capsula del tempo chiamata Futuro.

(da Madre fluttuante, città, 2003)

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Qualcosa è stato messo in musica, / il mio io si è spalmato / sulla già nuova melodia.
KAZUKO SHIRAISHI, Le stagioni della sacra lussuria

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Kazuko Shiraishi pseudonimo di Yashiko Shiraishi (Vancouver, 27 febbraio 1931 – Tokyo, 14 giugno 2024), poetessa giapponese. Nota per il suo lavoro influenzato dalla musica jazz e dalla poesia della Beat Generation, amava leggere in pubblico le sue poesie e improvvisare su temi jazz.


venerdì 22 marzo 2024

Vento di primavera


TAKAI KITŌ

SUI LIBRI ILLUSTRATI

Sui libri illustrati,
nella bottega, i fermacarte:
vento di primavera.

(da Seika-shū, 1789)

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Un semplicissimo rapporto causa-effetto regge questo bellissimo haiku di Takai Kitō, autore vissuto a Kyoto nella seconda metà del XVIII secolo: ci sono i fermacarte a tenere fermi i fogli dei libri illustrati nella bottega, ergo, impazza il vento tiepido e profumato di primavera.

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KATSUSHIKA HOKUSAI, "EJIRI NELLA PROVINCIA DI SURUGA"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Ode alla primavera - / non si sa / chi è l’autore.
MASAOKA SHIKI

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Takai Kitō noto anche come Shinmei, Takashisha, Shunyarou, Enzantei e Sansei Yohantei (Kyoto, 23 ottobre 1741 - 9 dicembre 1789), poeta giapponese. Maestro di haiku della metà del periodo Edo,  nel 1770, divenne discepolo di Yosa Buson e curò le sue collezioni postume: Kara Naraha e Buson Haiku Collection.


mercoledì 20 marzo 2024

Primavera amore a prima vista


MIURA CHORA

*

Con le ali degli uccelli
lucenti di primavera
amore a prima vista


*

Sulle sere serene
e i giorni silenziosi,
piogge di primavera


*

In questo giorno
che tramonta
sono caduti i fiori di ciliegio


*

Il profumo dell’ume
mi ha colto di sorpresa -
è questo il giorno in cui cadono i fiori?

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Con l’equinozio, alle 4.06 di questa mattina, è iniziata la primavera. Quattro haiku per celebrarne l’arrivo: il poeta giapponese Miura Chora, attivo nel XVIII secolo, sempre attento alla natura, ci parla di petali di ciliegio, di voli di uccelli pronti a rifare il loro nido, di piogge, e del profumo dei fiori della pianta di ume, l’albicocca giapponese.

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FOTOGRAFIA © HANS/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Presso l'antico santuario / la lamina d'oro appannata… e / il tempo del risveglio delle foglie verdi.
MIURA CHORA

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Miura Chora, pseudonimo di Motokasu (Toba, 1729 – 1780), poeta giapponese. Noto per le sue descrizioni della natura, fu vicino ai discepoli di Yosa Buson a Kyoto e con loro tentò di rinnovare la vitalità della poesia di Bashō. Tra i suoi scritti la raccolta Chora Hokkushu.


lunedì 11 marzo 2024

Nel cortile della scuola


YŌKO ISAKA

ADUNATA DEL MATTINO

Le gonne delle divise sature di vapore
che hanno l'odore del ferro da stiro
quando la pioggia le bagna
e perfino i fili sciolti costretti nelle pieghe
sono rigidamente allineati

al mattino nel cortile della scuola
righe su righe
tracciate da mani e gambe pallide
creano un ruscello di colore blu intenso
anemiche labbra chiuse

Yasuda non è ancora arrivata
Nakahashi neppure

ha inizio la ginnastica
ogni volta che agli ordini della capofila
ci alziamo sulle punte dei piedi
stringendo i genitali
i calzini si arrotolano sulle caviglie
intorno al registro stretto al petto della responsabile
di turno
i raggi del sole filtrano dal cielo nuvoloso
le due ragazze
salgono lente la collina

il ruscello si disperde
la pelle che si è un po' colorata
viene soffocata nel blu intenso
quando passiamo nel corridoio buio
qualcosa di delicato ci attende presso la finestra
le guance ancora accaldate
le emozioni vibranti come onde
non ci chiediamo il motivo
sono arrivate da molto lontano.

(da Gendaishi bunko 92 zoku Isaka Yōko shishū, 2008, in Poeti giapponesi, Einaudi, 2020 - Traduzione di Maria Teresa Orsi)

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Come rileva Hachikai Mimi, nei versi della poetessa giapponese Yōko Isaka, scorre "una particolare tensione che, lungi dall'irrigidire la poesia, la rende al contrario feconda, in un equilibrio in cui dimora la sua luminosità. Non rigidità, ma la molla del salto, nel cambiamento repentino, il continuo eludere la presa". Così accade in questo ricordo scolastico, in bilico tra ordine e caos e venato da un sottile erotismo, che nel 1979 valse alla Isaka la possibilità di essere conosciuta al grande pubblico grazie all'editore Arakawa.

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FOTOGRAFIA © MARINE PEREZ/FLICKR

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  LA FRASE DEL GIORNO  

I vapori della memoria / sono come l'ombra del bastone disciplinare di una prigione.
YŌKO ISAKA, La tribù del violino

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Yōko Isaka (Tokyo, 16 dicembre 1949), poetessa giapponese, considerata una delle più importanti del dopoguerra nipponico. La sua poesia ha una particolare tensione che accosta spesso elementi difficilmente collegabili, come nei sogni, dando voce a un lavoro onirico.


mercoledì 17 gennaio 2024

Le mani in tasca


YŌKO ISAKA

POLVERE DI NEVE

Non tenere le mani in tasca quando cammini
potresti cadere fa attenzione
così mi parlavano al tempo delle elementari
allora diligentemente ho obbedito
nei giorni in cui dalle profonde smagliature del cielo
il nevischio comincia a volteggiare posandosi
come briciole di dolci
sulla sciarpa e il cappotto
io facendomi accompagnare       dal ticchettio delle scarpe
cammino tenendo le mani in tasca
ormai ho dimenticato da chi provenivano questi avvertimenti
ma stringendo fra le dita
i saggi consigli che un probabile maestro
mi dava quando ero piccola
cammino con le mani in tasca

1990

(da Gendaishi bunko 189 zoku Isaka Yōko shishū, 2008, in Poeti giapponesi, Einaudi, 2020 - Traduzione di Maria Teresa Orsi)

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Yōko Isaka, poetessa giapponese, adotta un approccio fortemente sperimentale che  spesso rompe i confini semiotici del linguaggio come mezzo simbolico di pensiero. Questa passeggiata nella neve è una fuga all’indietro nel ricordo e contemporaneamente un viaggio onirico in cui  il significato non è dato dal segno.

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ILLUSTRAZIONE © ETSY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Nel sogno non perdo conoscenza, apro solo gli occhi.
YŌKO ISAKA, Diario dei sogni

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Yōko Isaka (Tokyo, 16 dicembre 1949), poetessa giapponese, considerata una delle più importanti del dopoguerra nipponico. La sua poesia ha una particolare tensione che accosta spesso elementi difficilmente collegabili, come nei sogni, dando voce a un lavoro onirico.


sabato 4 novembre 2023

Ricordi indistinti


TAKAI KITŌ

NEBBIE DELLA SERA

Nebbie della sera.
Assorto il pensiero indugia 
sui ricordi indistinti di un tempo.

(da Seika-shū, 1789)

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“Nebbie” e “indistinti”: basta poco a un autore di haiku – in questo caso il poeta giapponese del XVIII secolo Takai Kitō - per esprimere pienamente un concetto. L’indeterminatezza della nebbia, quel suo etereo avvolgere ogni cosa rendendo soffusi i contorni, celando i dettagli, diventa una fin troppo facile metafora per i nostri ricordi, smarriti o semplicemente sbiaditi nella caligine del tempo.

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FOTOGRAFIA © PUBLIC DOMAIN PICTURES

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Di notte la nebbia era fitta e piena di luce, e talvolta di voci.
ERIN BOW, Semplice Kate

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Takai Kitō noto anche come Shinmei, Takashisha, Shunyarou, Enzantei e Sansei Yohantei (Kyoto, 23 ottobre 1741 - 9 dicembre 1789), poeta giapponese. Maestro di haiku della metà del periodo Edo,  nel 1770, divenne discepolo di Yosa Buson e curò le sue collezioni postume: Kara Naraha e Buson Haiku Collection.


sabato 23 settembre 2023

Inizio d’autunno


MATSUO BASHŌ

*

Inizio d’autunno:
nel mare e nei campi
un verde solo


*

Da Est a Ovest
la stessa malinconia:
vento d’autunno


*

È bellissimo
dormire in autunno
come ospite.


(da Lo stretto sentiero per il profondo Nord, 1702)

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Con l’equinozio, alle 8.50 di questa mattina, inizia ufficialmente l’autunno. Matsuo Bashō, attento al delicato equilibrio delle stagioni, ai lievi mutamenti che ne annunciano l’arrivo, dipinge questi “quadretti” nel suo Oku no Hosomichi (Lo stretto sentiero per il profondo Nord), resoconto dei viaggi che compì nel Giappone settentrionale sul finire del XVII secolo.

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UTAGAWA HIROSHIGE, "SCENA AUTUNNALE AL TEMPO DI ITAYAMA"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

L’autunno è la primavera dell’inverno.
HENRI DE TOULOUSE-LAUTREC

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Matsuo Bashō (Ueno, 1644 – Ōsaka, 28 novembre 1694), poeta giapponese del periodo Edo. Contribuì in modo determinante all'evoluzione della poesia lirica attraverso un nuovo genere breve, l’haiku, che, pur derivando da forme poetiche già esistenti, ne rinnovava profondamente gli schemi superando le emozioni personali e identificando l'uomo con la natura.


mercoledì 21 giugno 2023

Ed è diventata estate


ŌTAGAKI RENGETSU

FIORI CADUTI

I fiori sono caduti,
Anche le catene del mio cuore
Si sono allentate,
Ed è diventata estate;
Un ruscelletto mormora fresco e limpido.

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L’estate astronomica che comincia oggi con il solstizio alle 16.57, è stagione di rigoglio e di raccolto, dimenticate le ristrettezze dell’inverno. Ōtagaki Rengetsu, poetessa giapponese che perse due mariti e due figli prima di rinunciare al mondo e diventare monaca buddhista a 33 anni, traccia un parallelo tra la bella stagione e la sua vita ora pacificata.

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FOTOGRAFIA © LUM3N/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Quando torna l'estate torna il tempo. La natura vi ride in faccia. Lo spirito di letizia vi scortica l'anima.
YASMINA REZA, Serge




Ōtagaki Rengetsu (Kyoto, 10 febbraio 1791 – Nishigamo, 10 dicembre 1875),  monaca buddhista, poetessa e ceramista giapponese, ricordata come una delle poetesse giapponesi più importanti del diciannovesimo secolo.



domenica 30 aprile 2023

Occhi tinti di azzurro


MISUZU KANEKO

FIORELLINI AZZURRO CIELO

Ascoltate bene,
fiorellini azzurro cielo,

Tempo fa
c'era da queste parti
una bambina carina dagli occhi scuri
che guardava sempre il cielo
come faccio io in questo momento.

Tutto il giorno
il cielo azzurro si rifletteva nei suoi occhi
finché non divennero i fiorellini
che ora guardano il cielo.

Se quello che dico è vero,
i fiori
dovrebbero sapere del cielo vero
più dei saggi maestri.

Guardo sempre il cielo
e penso molte cose.
Ma cosa sia reale e vero non lo so,
solo che guardano e lo sanno.

I fiori saggi non dicono nulla,
continuano a guardare il cielo.
E quegli occhi tinti di azzurro
non si stancano mai di guardare.

(da Opere complete, 1984)

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"I fiori sono mani che aspettano qualcosa dal cielo" scrisse l'aforista spagnolo Ramón Gómez de la Serna: quello che pensò anche la poetessa giapponese Misuzu Kaneko in questa delicatissima poesia sulla Nemophila blu, un piccolo fiore azzurro che riempie interi campi in Giappone, trasformandoli tra aprile e maggio in vaste distese azzurre.

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FOTOGRAFIA  NYAN8/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Per quanto apra le mie braccia / non posso alzarmi fino al cielo.
MISUZU KANEKO, Sei un’eco?




Misuzu Kaneko nata Teru Kaneko (Nagato, 11 aprile 1903 – Senzaki, 10 marzo 1930), poetessa giapponese. Esordì come scrittrice di poesie per bambini quando era impiegata in una libreria di Shimonoseki ottenendo un grande successo. Dimenticata per anni dopo il suicidio, fu riscoperta nel 1966 dal poeta Setsuo Yazaki che curò la riedizione dei suoi testi.


mercoledì 5 aprile 2023

Parole adatte


ŌTAGAKI RENGETSU

CAMMINANDO LUNGO LA BAIA DI AKASHI

Camminando lungo la baia di Akashi
Nella sera di luna
Alla ricerca di
Parole adatte
Per raccontare questa bellezza.

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"La bellezza, che arde dal desiderio ed è malata d'amore" dice Walt Whitman, persegue la poesia, non è perseguita: la bellezza insita nelle cose incarna un'urgenza di essere espressa, ed è quello che dice nei cinque versi di un tanka la poetessa giapponese Ōtagaki Rengetsu, stregata dalla luna nella baia di Ōsaka, sullo stretto di Akashi.

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UTAGAWA KUNISADA, “IL POETA HITOMARO SULLA SPIAGGIA DELLA BAIA DI AKASHI”

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  LA FRASE DEL GIORNO  

L'amore, la bellezza, il pudore sono le tre forme sacre, i tre colori principali di ogni pura poesia.
SHOTA RUSTAVELI, Il cavaliere dalla pelle di leopardo

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Ōtagaki Rengetsu (Kyoto, 10 febbraio 1791 – Nishigamo, 10 dicembre 1875),  monaca buddhista, poetessa e ceramista giapponese, ricordata come una delle poetesse giapponesi più importanti del diciannovesimo secolo.


domenica 29 gennaio 2023

Il canto isolato dei pini


ŌTAGAKI RENGETSU

RIFUGIO IN MONTAGNA

Vivendo nel cuore delle montagne
sono cresciuta ascoltando
il canto isolato dei pini
Nei giorni in cui il vento non soffia
come tutto è solitario!

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Mauro Corona, ai tempi appena successivi al primo lockdown, nel maggio del 2020, raccontava al Gazzettino un’uscita notturna nelle selve della sua Val Zemola: “È stato come un vento leggero, ma in realtà nell’aria non c’era vento, le foglie e gli aghi vibravano. Sono stato fuori due orette circa, è stato bello. Credo che in un clima di tecnologia esasperata sentire ancora gli alberi cantare sia un’esperienza piena di poesia”. Chi va per monti e boschi conosce bene questa sensazione, questa sospensione del tempo che ci pone soli davanti alla natura. Ancora meglio chi tra le montagne vive o ha vissuto, come la poetessa e monaca buddhista giapponese del XIX secolo Ōtagaki Rengetsu.

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TAKASHI, "BOSCODI PINI AI PIEDI DEL MONTE FUJI"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Per me, «preghiera», è stare in silenzio in un bosco.
MARIO RIGONI STERN, Storia di Mario




Ōtagaki Rengetsu (Kyoto, 10 febbraio 1791 – Nishigamo, 10 dicembre 1875),  monaca buddhista, poetessa e ceramista giapponese, ricordata come una delle poetesse giapponesi più importanti del diciannovesimo secolo.


martedì 11 ottobre 2022

Una lucciola d’autunno


DAKOTSU IIDA

COS’È L’ANIMA?

Cos'è l'anima?
Per esempio,
una lucciola d'autunno

(da La collezione di cappelli da montagna, 1932)

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Lo yūgen che è parte fondamentale degli haiku, quella misteriosa profondità che non si riesce mai a cogliere appieno, erompe chiaramente da questo componimento di Dakotsu Iida dedicato allo scrittore Ryūnosuke Akutagawa, uccisosi pochi giorni prima. Ciò che l’intelletto umano non riesce a comprendere si rivela concretamente attraverso un’immagine poetica, quella di una lucciola in autunno.

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FOTOGRAFIA ©️HALLV5

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   LA FRASE DEL GIORNO   

In autunno si guarda il cielo. In primavera la terra.
SØREN KIERKEGAARD, Diario, 29/10/1837




Dakotsu Iida (Fuefuki, 26 aprile 1885 – 3 ottobre 1962), pseudonimo di Takeji Iida, poeta giapponese di haiku. Allievo di Kyōshi Takahama, con le sue poesie fu collaboratore delle riviste Hototogisu e Unmo, di cui fu redattore capo.