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sabato 7 dicembre 2024

Tra l’eco e la voce


ADONIS

I DUE POETI

Tra l’eco e la voce vi sono due poeti
il primo, l’eloquente, è simile a una luna
spezzata,
il secondo, il taciturno, è simile a un bimbo
che si addormenta ogni notte
tra le braccia di un vulcano.

(da Il teatro e gli specchi, 1968)

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Credo che essere un poeta significhi sperimentare il mondo nella sua interezza, come una totalità” disse in un’intervista il poeta siriano Adonis. Questa totalità si raggiunge attraverso la dicotomia tra pensiero e parola, nell’espressione del momento che la mente coglie, della sua bellezza, della sua emozione. Nel suo caso anche tra i due mondi in cui è diviso: il vicino Oriente e l’Occidente.

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QUINT BUCHHOLZ, "LUNA"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Io sono alla ricerca della poesia e ogni giorno attendo di diventare poeta.
ADONIS, Buddismo e società, Settembre-Ottobre 2008

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Adonis o Adunis, pseudonimo di Alī Ahmad Saʿīd Isbir (Al-Qassabīn, 1º gennaio 1930) è un poeta e saggista siriano. È attivo nella la volontà di una rinascita culturale araba, rileggendone il patrimonio in una chiave non nazionalistica o religiosa, ma di apertura alla modernità. È stato più volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura.


mercoledì 17 aprile 2024

La libertà del vento


NIZAR QABBANI

IL PARTITO DELLA PIOGGIA

Non vivo da nessuna parte
il mio indirizzo è l'inaspettato.
navigo come un pesce selvatico in questa distesa,
nel mio sangue c'è fuoco e nei miei occhi scintille.
Vado alla ricerca della libertà del vento
dominata da tutti i nomadi.
Rincorro una nuvola verde,
Bevo con gli occhi migliaia di immagini,
vado ai confini del viaggio.
Navigo in un altro spazio
scuotendomi la polvere,
dimenticando il mio nome
i nomi delle piante
e la storia degli alberi,
fuggendo da questo sole che mi flagella
con fruste di irrequietezza,
in fuga da città addormentate da secoli
sotto i piedi della luna,
Lasciandomi dietro occhi di vetro
un cielo di pietra
e rifugi di Tamim e Mudar. [1]
Non dire: voltati verso il sole. Ora
Appartengo al partito della pioggia.

[1] Tribù pre-islamiche.

(da Ti ho sposato, Libertà!, 1988)

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Nell’animo del poeta siriano Nizar Qabbani ha sempre albergato la sete di libertà – l’ansia dei popoli nomadi preislamici che cita in questi versi ma anche quella dei contemporanei che non trovano una patria e una storia: in quell’irrequietezza risiede la libertà, nella volontà e nella capacità di volere mutare e non crogiolarsi sulle posizioni acquisite.

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FOTOGRAFIA © GEORGE HODAN/PUBLIC DOMAIN PICTURES
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  LA FRASE DEL GIORNO  

Le nostre grida sono più forti delle nostre azioni, / le nostre spade sono più alte di noi, / questa è la nostra tragedia
NIZAR QABBANI

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Nizar Tawfiq Qabbani (Damasco, 21 marzo 1923 – Londra, 30 aprile 1998), poeta, editore e diplomatico siriano. Il suo stile poetico combina semplicità ed eleganza nell'esplorare i temi dell'amore, dell'erotismo, della religione e dell'emancipazione araba contro l'imperialismo straniero e i dittatori locali.


sabato 17 giugno 2023

Tra me e il cielo


NIZAR QABBANI

LA MIA AMATA MI CHIEDE

La mia amata mi chiede:
"Qual è la differenza tra me e il cielo?"
La differenza, amore mio,
è che quando ridi,
io mi dimentico del cielo.

(da Dipingere con le parole, 1966)

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La sensibilità femminile di Nazir Qabbani, poeta siriano, deriva dalla sua infanzia vissuta all'interno di un mondo di donne  - circolo chiuso e impermeabile all'esterno, in pratica segregato dalla borghesia araba del tempo. Quel rispetto della donna lo porta su temi addirittura éluardiani, lo porta a fare della donna un cardine su cui gira il mondo intero, un tramite tra l'uomo e il divino, l'universale.

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ANGELA ANDERSON, "INNAMORATI SOTTO UN CIELO STELLATO"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

O Signore, il mio cuore non mi basta più, / quella che io amo è grande quanto il mondo: / mettimene nel petto un altro /che sia grande quanto il mondo.
NIZAR QABBANI, Dipingere con le parole




Nizar Tawfiq Qabbani (Damasco, 21 marzo 1923 – Londra, 30 aprile 1998), poeta, editore e diplomatico siriano. Il suo stile poetico combina semplicità ed eleganza nell'esplorare i temi dell'amore, dell'erotismo, della religione e dell'emancipazione araba contro l'imperialismo straniero e i dittatori locali.


martedì 21 marzo 2023

Centenario di Nizar Qabbani


Nizar Qabbani, che nasceva a Damasco il 21 marzo 1923, è forse il poeta più amato nel mondo arabo: non solo per l'energia del suo dire e lo splendore della sua retorica, come assicura chi lo legge in lingua, ma anche per quel suo "essere contro" ogni forma di dittatura che nasce da una poesia d'amore e denuncia la concezione del ruolo femminile nel mondo arabo, l'ingerenza coloniale e culturale del mondo occidentale, la mancanza di libertà degli stessi regimi locali, nonostante l'amore infinito per la vasta regione arabica: “Ogni città araba è mia madre, Damasco, Beirut, Il Cairo, Bagdad, Khartoum, Casablanca, Bengasi, Tunisi, Amman, Riyadh, Kuwait, Algeri, Abu Dhabi e le loro sorelle: queste sono il mio albero genealogico. Tutte queste città mi hanno fatto uscire dal loro grembo, mi hanno dato da succhiare il loro seno, e mi hanno riempito le tasche di uva, fichi e prugne. Hanno aperto i cieli per me come un quaderno azzurro perché potessi scrivere. Per questo non entro in una città araba senza che mi chiami «figlio mio», non busso al cancello di una città araba senza trovare il mio letto d'infanzia ad aspettarmi. Nessuna città araba sanguina senza che io sanguini con essa”.

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POESIA MARINA

Nel porto azzurro dei tuoi occhi
ci sono piogge di luci melodiose,
soli frastornati e vele
che dipingono la rotta per l'infinito.
Nel porto azzurro dei tuoi occhi
c'è una finestra aperta sul mare
e gli uccelli volano in lontananza
alla ricerca di isole che non sono ancora nate.
Nel porto azzurro dei tuoi occhi
la neve cade a luglio
e le barche, cariche di turchese,
inondano il mare senza affondare.
Nel porto azzurro dei tuoi occhi
corro come un bambino sugli scogli
respirando il profumo del mare
e torno come un uccello esausto.
Nel porto azzurro dei tuoi occhi
sogno il mare e i mari,
pesco milioni di lune
e collane di perle e gigli.
Nel porto azzurro dei tuoi occhi
le pietre sussurrano di notte:
chi ha nascosto mille poesie
nel taccuino chiuso dei tuoi occhi?
Se fossi un marinaio
se qualcuno mi desse una barca,
ammainerei le mie vele ogni notte
nel porto azzurro dei tuoi occhi.

(da Dipingere con le parole, 1966).

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STORIA DELLE DONNE

Leggimi in modo da sentirti sempre orgogliosa.
Leggimi ogni volta che cerchi nel deserto
una goccia d'acqua.
Leggimi ogni volta che le porte della speranza
sono chiuse per gli innamorati.
Non scrivo la tristezza di una sola donna.
Scrivo la storia delle donne.

(da Poesie pazze, 1985)

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ANNUNCIO DI POESIA

Se il mio tempo non è bello,
come vuoi che lo abbellisca?
Se mi siedo sulle rovine,
scrivo delle rovine
e mi innamoro sulle rovine,
Come posso regalarti un mazzo di fiori?
Come posso amarti
quando la scrittura è una danza
su un vassoio di rame e di braci?
E se la terra è un teatro di violenza,
come vuoi che curi la mia violenza?
I mamelucchi vogliono dominarmi,
bere il mio sangue e l'inchiostro,
vogliono la testa della poesia per riposare,
e ho affidato il mio potere alla poesia e all'amore.
Ti amo, lampo che illumini la mia vita
e lampada a olio nel mio petto.
Sii amica della mia libertà,
sii il mio rovescio in ogni mia guerra
e cammina con me sotto gli archi della mia vittoria.

Se la mia poesia non ha un'eco
in chi scuoia i popoli,
non è la mia poesia...

(da Ti ho sposato, Libertà!, 1988)

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Altre poesie di Nizar Qabbani sul Canto delle Sirene:

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Quando mi innamoro / il regno di Dio cambia: / il crepuscolo dorme  nel mio cappotto / e il sole sorge a occidente.
NIZAR QABBANI, Dipingere con le parole

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Nizar Tawfiq Qabbani (Damasco, 21 marzo 1923 – Londra, 30 aprile 1998), poeta, editore e diplomatico siriano. Il suo stile poetico combina semplicità ed eleganza nell'esplorare i temi dell'amore, dell'erotismo, della religione e dell'emancipazione araba contro l'imperialismo straniero e i dittatori locali.


sabato 17 dicembre 2022

Aspettandola


MUHAMMAD AL-MAGHUT

INVERNO

Come lupi in una stagione secca
germogliamo ovunque
amando la pioggia,
adorando l’autunno.
Un giorno abbiamo anche pensato di inviare
una lettera di ringraziamento al cielo
e invece di un francobollo
affrancarla
con una foglia secca.
Pensavamo che le montagne sarebbero svanite
i mari sarebbero svaniti
le civiltà sarebbero svanite
ma l'amore sarebbe rimasto.
All’improvviso ci siamo lasciati:
a lei piacciono i grandi divani
a me piacciono le grandi navi
a lei piace sussurrare e sospirare nei caffè
e a me piace saltare e gridare per le strade.
Nonostante tutto
le mie braccia si aprono all'universo
aspettandola.

(da La felicità non è il mio mestiere, 1970)

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Con il suo linguaggio fresco e spontaneo il poeta siriano Muhammad al-Maghut racconta la fine di un amore seguendone le fasi: l’innamoramento nello splendore dell’autunno, la certezza di essere invincibili davanti al mondo, l’improvvisa rottura per incompatibilità e infine la nostalgia.

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LEONID AFREMOV, "VIALE LUNGOLAGO"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

L’amore è un potere attivo dell’uomo; un potere che annulla le pareti che lo separano dai suoi simili, che gli fa superare il senso d’isolamento e di separazione, e tuttavia gli permette di essere se stesso e di conservare la propria integrità. Sembra un paradosso, ma nell’amore due esseri diventano uno, e tuttavia restano due.
ERICH FROMM, L'arte di amare




Muhammad al-Maghut (Salamiyah, 1934 – Damasco, 3 aprile 2006) poeta e scrittore siriano. La sua opera ha combinato la satira e l’umorismo nero con le descrizioni della miseria e del malessere sociale illustrando ciò che considerava il declino etico tra i governanti della regione.


mercoledì 27 maggio 2020

Canterò per lei


ADONIS

CENTO POESIE D’AMORE, 2

Canterò per noi canterò per lei
in suo nome, o compagno della mia esplosione lucente suo corpo,
insegnami il canto
di’ a questo tempo-muro che sono stato iniziato
e mi sono aperto al suo mistero,
in lui mi sono radicato
le mie poesie ne sono ricoperte,
ed io non voglio esistere soltanto per esistere.
non voglio che lasciar fluire il mio tempo tra le tue braccia
non voglio che estasiarmi di lei e estasiarmi per
lei,
cantare per noi e cantare per lei
in suo nome, o compagno della mia esplosione lucente suo corpo,
insegnami il canto.


(da Cento poesie d’amore, Guanda, 2003 – Traduzione di Fawzi Al Delmi)

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Adonis raccoglie qui i frutti della sua tradizione poetica e spirituale nel vedere corpo e anima, carne e spirito, umano e divino fondersi in una sintesi piena di energia creante” scrive Giuseppe Conte (il poeta ligure, non il premier). E dunque Adonis, poeta siriano, fa del suo amore, fa della sua donna poesia, incarna in lei e nel suo nome i versi fondendo tutto: vita, amore e poesia.

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KUAN YIN, "NATI DA UN RAGGIO DI SOLE"

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LA FRASE DEL GIORNO
Quasi disgiungo i miei giorni e me stesso: / là è il mio sangue e qui il mio corpo – fogli / che le scintille trascinano tra le rovine del mondo.
ADONIS, Cento poesie d’amore




Adonis o Adunis, pseudonimo di Alī Ahmad Saʿīd Isbir (Al-Qassabīn, 1º gennaio 1930) è un poeta e saggista siriano. È attivo nella la volontà di una rinascita culturale araba, rileggendone il patrimonio in una chiave non nazionalistica o religiosa, ma di apertura alla modernità. È stato più volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura.


lunedì 30 settembre 2019

La ricerca


ADONIS

CENTO POESIE D’AMORE, 4

Ho visto il tuo volto attorno alla casa dipinto su ogni ramo,
mi sono scrollato l’aurora dalle spalle e ho iniziato la ricerca: è venuta?
ho domandato alla rugiada sui rami, ho
domandato al sole se avesse letto
i tuoi passi, dove la notte ti aveva vista, come si erano incamminati
accanto a te i fiori della casa e gli alberi.
Quasi disgiungo i miei giorni e me stesso:
là è il mio sangue e qui il mio corpo - fogli
che le scintille trascinano tra le rovine del mondo.


(da Cento poesie d’amore, Guanda, 2003 – Traduzione di F. Al Delmi)

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L’amore assente eppure così presente: è bellissima l’immagine scelta dal poeta siriano Adonis, “Quasi disgiungo i miei giorni e me stesso”, si vive là dove l’amore è, almeno con il pensiero, anche se distante, anche se perduto, lo si cerca in ogni cosa.

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DIPINTO DI ANASTASIA VALICHLINA

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LA FRASE DEL GIORNO
Certo, quando ci incontreremo / le foreste dei nostri giorni rinnoveranno le foglie, / quei campi che nei nostri corpi sospirano / cambieranno i fiori, e il luogo dell’incontro sembrerà / un letto che la mano / della terra intesse di desiderio e incanto.
ADONIS, Cento poesie d’amore




Adonis o Adunis, pseudonimo di Alī Ahmad Saʿīd Isbir (Al-Qassabīn, 1º gennaio 1930) è un poeta e saggista siriano. È attivo nella la volontà di una rinascita culturale araba, rileggendone il patrimonio in una chiave non nazionalistica o religiosa, ma di apertura alla modernità. È stato più volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura.


lunedì 7 gennaio 2019

Crepuscolo non radioso né buio


ADONIS

CENTO POESIE D’AMORE, 3

Stanza, quant’è oscura – la luce splendente!
Crepuscolo non radioso né buio.
Stanza - abisso. Ecco le onde levarsi
E i guanciali impazzire.
Il letto striscia su sé stesso, mette le ali,
la gola sospira - senza parole.
Stanza-abisso  le nostre membra
Sono vascelli naviganti

(da Cento Poesie d’amore, Guanda, 2007 – Traduzione di Fawzi Al Delmi)

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La lingua del poeta siriano Adonis sembra essere in lotta con la parola, anche in questa raccolta formata da cento poesie d’amore, riesce a essere impetuosa, al limite del frenetico: la luce del crepuscolo si fa presenza, è fuoco che arde il letto come il tramonto che cala sulle onde, ne fa un tappeto volante sopra l’abisso del buio mentre i corpi degli amanti diventano navi sul mare dell’ombra.

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DIPINTO DI RAPHAEL PEREZ

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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia è come una donna, vuoi amarla ogni giorno.
ADONIS, La Stampa, 1° febbraio 2017




Adonis o Adunis, pseudonimo di Alī Ahmad Saʿīd Isbir (Al-Qassabīn, 1º gennaio 1930) è un poeta e saggista siriano. È attivo nella la volontà di una rinascita culturale araba, rileggendone il patrimonio in una chiave non nazionalistica o religiosa, ma di apertura alla modernità. È stato più volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura.


lunedì 11 luglio 2016

Così nasce l’amore

 

ADONIS

CENTO POESIE D’AMORE, 1

Il fiore esce dal vaso
per incontrarla.
Il sole era spoglio
d'autunno - solo
un velo di nubi ai suoi fianchi.

Così nasce l'amore nel villaggio
da cui vengo.

(da Cento poesie d’amore, Guanda, 2003 – Traduzione di Fawzi Al Delmi)

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Una pennellata, eppure così espressiva questa del poeta siriano Adonis: una definizione dell’amore che può essere usata anche per dire l’essenza della poesia, che “non si può sostituire: se la filosofia tace, se la cultura, in genere, non risponde alle domande dell’essere umano, resta la poesia, che è molto simile all’amore”.

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Kush

DIPINTO DI VLADIMIR KUSH

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LA FRASE DEL GIORNO
L’amore, come la poesia, è come uno spazio aperto: mano a mano che lo via scoprendo cresci, maturi, gioisci, sperimenti la felicità
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ADONIS




Adonis o Adunis, pseudonimo di Alī Ahmad Saʿīd Isbir (Al-Qassabīn, 1º gennaio 1930) è un poeta e saggista siriano. È attivo nella la volontà di una rinascita culturale araba, rileggendone il patrimonio in una chiave non nazionalistica o religiosa, ma di apertura alla modernità. È stato più volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura.


venerdì 20 maggio 2016

Nessun fuoco

 

ADONIS

CENTO POESIE D’AMORE, 92

Com’è amara e com’è dolorosa la nostalgia per  la sua casa
poggiando la guancia sulla spalla della notte arreso a lei
alla sua casa silente sotto l’arco dei pini,
la notte legge le sue opere vegliando le porte e le finestre,
nessun fuoco tranne quello che crepita nel corpo libero, o ciò che divampa
sulla sua terra (oggi è buio quel passaggio verso la sua terra,
e il vento spira impetuoso da ogni parte),
com’è amara e com’è dolorosa la nostalgia
per ciò che rimane delle leggende del mio amore
com’è arduo parlare di lei, non ho fuoco
per questa carcassa
se non quello delle parole.

(da Cento poesie d’amore, Guanda, 2003 – Traduzione di Fawzi Al Delmi)

 

“La lezione dell’Oriente si manifesta nella fiducia senza enfasi che l’amore, il corpo d’amore, il canto d’amore siano ancora materia di poesia, e rappresentino una via per la conoscenza del mistero” scriveva Giuseppe Conte recensendo le Cento poesie d’amore del siriano Adonis, più volte candidato al Nobel. La poesia è un modo per venire a capo della situazione, per analizzarla e per analizzarsi ripercorrendo il rapporto e i sentimenti. Qui siamo dalle parti dell’assenza, della nostalgia e tutta l’amarezza, tutta la sofferenza sono bene espresse da quella mancanza di calore, da quel buio, da quel vento freddo che soffia incessante.

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Perez

FABIAN PEREZ, “ON THE ROCKS”

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LA FRASE DEL GIORNO
Assenza / che si addentra nelle soglie della presenza / e come il mistero vive nel cuore della terra / e nell’oscurità delle radici.
ADONIS, Cento poesie d’amore




Adonis o Adunis, pseudonimo di Alī Ahmad Saʿīd Isbir (Al-Qassabīn, 1º gennaio 1930) è un poeta e saggista siriano. È attivo nella la volontà di una rinascita culturale araba, rileggendone il patrimonio in una chiave non nazionalistica o religiosa, ma di apertura alla modernità. È stato più volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura.


venerdì 5 febbraio 2016

Danzando su un filo

 

ADEL KARASHOLI

DANZA SUL FILO

E così mi parlò Abdullah
L’ignoto è alla tua destra
E l’ignoto è alla tua sinistra
Perché stai danzando su un filo
E disse
La domanda è d’intralcio per la domanda
Così pure la risposta per la risposta
Perché stai danzando su un filo
E disse
Né l’Oriente è Oriente
Né l’Occidente è Occidente dentro di te
Perché stai danzando su un filo
E disse
Chiudi gli occhi
E corri più veloce che puoi
Perché stai danzando su un filo.

(Seiltanz, da Also sprach Abdulla, 1995 - Traduzione di Lorenzo Mari)

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“Ho vissuto e tuttora vivo in due mondi, due culture che possiedono differenti sistemi di comunicazione. In relazione alla cultura, possiedo una doppia identità”. C’è una dualità di fondo nel poeta siriano Adel Karasholi: quella dell’emigrato innanzitutto, esule dal 1959 e stabilitosi a Lipsia, in Germania, dal 1961; poi quella della lingua: Karasholi passa dall’arabo al tedesco per elaborare nella loro stessa lingua i segnali ricevuti dal mondo in cui è immerso. Questi versi esprimono bene quella dualità, ma vanno anche oltre: ognuno di noi danza spesso su un filo e non riesce a distinguere le cose, tutto intento com’è a non perdere l’equilibrio.

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Roweig

ROWEIG, “THE TIGHTROPE WALKER”

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LA FRASE DEL GIORNO
Dico alla poesia / ed alla poesia soltanto / sii un'ape / vola avanti e indietro / di giglio in giglio / di sponda in sponda / di attimo in attimo / così leggera, così instancabile
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ADEL KARASHOLI




Adel Karasholi (Damasco, 15 ottobre 1936), poeta e scrittore siriano-tedesco. Scrive in arabo e, dalla metà degli anni Sessanta, in tedesco. Traduce anche prosa narrativa , poesie e drammi da entrambe le lingue. Le sue opere tentano di costruire un ponte tra la letteratura e la poesia dell'Occidente e dell'Oriente. Si occupa intensamente di un problema del nostro tempo: cosa è e dove è casa.


sabato 20 settembre 2014

Quando ci incontreremo

 

 

ADONIS

CENTO POESIE D’AMORE, 48

Certo (questa è una parola che non ho detto – è dettata da lei)
certo, quando ci incontreremo
le foreste dei nostri giorni rinnoveranno le foglie,
quei campi che nei nostri corpi sospirano
cambieranno i fiori, e il luogo dell’incontro sembrerà
un letto che la mano
della terra intesse di desiderio e incanto.
Benvenuta,
tu lava risalente dai vulcani spenti dei miei desideri,
(queste parole non sono state pronunciate da me, sono dettate da lei).

(da Cento poesie d’amore, Guanda, 2003 – Traduzione di F. Al Delmi)

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“Ci sono cose che sono indefinibili, come l'amore e la poesia” disse anni fa in un’intervista il poeta siriano Adonis: l’amore è uno dei mezzi per consentire non solo di comprendere meglio noi stessi ma anche di realizzare il sogno dell’armonia universale e di penetrare in minima parte il mistero. Così, ogni piccolo incontro di due esseri, invece di apparire insignificante, è un miracolo che concorre alla creazione di un mondo nuovo.

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 Afremov

LEONID AFREMOV, “PASSION EVENING”

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LA FRASE DEL GIORNO
Una voce nelle vene degli amanti / tramonto infuocato che pulsa in un altro / si leva dalla loro disperazione e dai dolori, e sussurra alle nostre membra: / la ruggine della vita e del mondo si cancella con questo sudore
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ADONIS, Cento poesie d’amore




Adonis o Adunis, pseudonimo di Alī Ahmad Saʿīd Isbir (Al-Qassabīn, 1º gennaio 1930) è un poeta e saggista siriano. È attivo nella la volontà di una rinascita culturale araba, rileggendone il patrimonio in una chiave non nazionalistica o religiosa, ma di apertura alla modernità. È stato più volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura.


domenica 25 novembre 2012

Come una vena tagliata


MARAM AL-MASRI

LE DONNE COME ME

Le donne come me
non sanno parlare;
la parola rimane loro di traverso in gola
come una lisca
che preferiscono inghiottire.
Le donne come me
sanno soltanto piangere
a lacrime restie
che improvvisamente
rompono e sgorgano
come una vena tagliata.
Le donne come me
sopportano gli schiaffi,
senza osare renderli.
Tremano di rabbia
e la reprimono.
Come leoni in gabbia,
le donne come me
sognano
di libertà…

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Una poesia che non ha bisogno di commento, oggi. Il commento è nelle cronache che sempre più spesso riempiono i quotidiani e i telegiornali e che purtroppo talvolta restano nascoste nelle case, non denunciate, non riferite. Questi versi della poetessa siriana Maram al-Masri sono qui oggi, giornata internazionale dedicata all’eliminazione della violenza sulle donne, per far riflettere soprattutto noi maschi, in particolare quelli che credono di essere al centro dell’universo e non si rassegnano ai no, alla fine di un amore. Un’ultima cosa: ho detto che oggi è la giornata “dedicata”, naturalmente dovrebbe esserlo ogni giorno che Dio manda in terra, come per ogni altra ricorrenza speciale, l’8 marzo, la festa della mamma, la giornata della memoria, quella del ricordo eccetera…

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LA FRASE DEL GIORNO
L'amore è figlio della libertà, mai del dominio.
ERICH FROMM, L'arte di amare




Maram al-Masri (Latakia, 2 agosto 1962), scrittrice siriana emigrata in Francia. La sua poesia è "una scrittura diretta e disadorna, con la sua enfasi sul quotidiano", dove "l'utilizzo di metafore semplici, contrasta nettamente con le convenzioni della tradizionale poesia d'amore araba".



domenica 7 novembre 2010

L’Oriente e l’Occidente


ADONIS

ORIENTE E OCCIDENTE

Una cosa si era distesa nel cunicolo della storia
una cosa adorna, esplosiva
che trasporta il proprio figlio di nafta avvelenato
al quale il mercante avvelenato intona una canzone
esisteva un Oriente simile a un bambino che implora,
chiede aiuto
e l’Occidente era il suo infallibile signore.

Questa mappa è mutata
l’universo è un fuoco
l’Oriente e l’Occidente sono una tomba
sola
raccolta dalle sue ceneri.

(da “Memoria del Vento”, Guanda, 1998)

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Questa poesia è del 1968. A noi che la leggiamo adesso, dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 e le guerre in Iraq e in Afghanistan, risuona premonitrice, piena di una forza profetica. Ma se c’è speranza di superare questa contrapposizione tra l’Oriente e l’Occidente è grazie a persone come Adonis, il poeta siriano ottantenne più volte indicato come favorito al Premio Nobel: dal suo esilio di Parigi scrive versi moderni in un arabo classico e proclama la sua laicità attingendo alla tradizione religiosa e mistica, vive in Occidente ma è orgoglioso della sua nazionalità. Come se dicesse: l’unica strada è quella della convivenza, occorre vivere assieme per superare le paure, conoscersi per rispettarsi.

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  Immagine © Digital Arts Studios

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LA FRASE DEL GIORNO
Non possiamo imparare a conoscere le persone quando vengono da noi; dobbiamo noi andare da loro per vedere quello che sono.
JOHANN WOLFGANG GOETHE, Le affinità elettive




Adonis o Adunis, pseudonimo di Alī Ahmad Saʿīd Isbir (Al-Qassabīn, 1º gennaio 1930) è un poeta e saggista siriano. È attivo nella la volontà di una rinascita culturale araba, rileggendone il patrimonio in una chiave non nazionalistica o religiosa, ma di apertura alla modernità. È stato più volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura.


domenica 22 novembre 2009

Nizar Qabbani

Nizar Qabbani è un poeta siriano dallo stile raffinato, considerato uno dei maggiori della letteratura araba del XX secolo, un cantore che esplorava con eleganza e semplicità i territori dell’amore, dell’erotismo e della religione. Fu una tragedia a spingere Qabbani alla poesia: quando il futuro poeta e diplomatico aveva 15 anni, sua sorella Wisal, di dieci anni maggiore, si uccise per evitare un matrimonio che non voleva con un uomo che non amava. Ai suoi funerali Qabbani decise di combattere quell’ingiustizia sociale che era stata causa della morte della sorella. “L’amore nel mondo arabo è come un prigioniero e io voglio liberarlo. Voglio liberare l’anima araba, i suoi sensi e il suo corpo con la mia poesia” disse un girono a un intervistatore che gli chiedeva se fosse un rivoluzionario. Lo era Qabbani: un rivoluzionario dell’amore, dell’eros, dell’uguaglianza tra uomo e donna in un mondo come quello arabo dove tutto questo era ed è difficile da accettare.



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FRAMMENTI DA "IL LIBRO DELL'AMORE"

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O Signore, il mio cuore non mi basta più,
quella che io amo è grande quanto il mondo:
mettimene nel petto un altro
che sia grande quanto il mondo.
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*

Continui a chiedermi la data della mia nascita
prendi nota dunque
ciò che tu non sai,
la data del tuo amore:
quella è per me la data della mia nascita.

.*

Io non ho detto loro di te
ma essi videro che ti lavavi nelle mie pupille
io non ho parlato loro di te
ma essi ti hanno letto nel mio inchiostro e nei miei fogli
L'amore ha un profumo
non possono non profumare i campi di pesco.
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(da Dipingere con le parole, 1966)

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CAMMINANDO SULLE ACQUE

La cosa più bella del nostro amore
non ha senso o ragione.
La cosa più bella del nostro amore
è che cammina sulle acque
senza affondare.

(da Poesie pazze, 1983)


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LA FRASE DEL GIORNO
La luce è più importante della lanterna, / la poesia più importante del taccuino, / e il bacio più importante delle labbra.
NAZIR QABBANI




Nizar Tawfiq Qabbani (Damasco, 21 marzo 1923 – Londra, 30 aprile 1998), poeta, editore e diplomatico siriano. Il suo stile poetico combina semplicità ed eleganza nell'esplorare i temi dell'amore, dell'erotismo, della religione e dell'emancipazione araba contro l'imperialismo straniero e i dittatori locali.