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sabato 11 maggio 2024

Nel villaggio


VASKO POPA

NEL VILLAGGIO DEI MIEI ANTENATI

Qualcuno mi abbraccia
qualcuno mi guarda con gli occhi di un lupo
Qualcuno si toglie il cappello
perché possa riconoscerlo

Tutti mi chiedono
sai che parentela ho con te

Anziani e vecchie sconosciute
si appropriano dei nomi
di ragazzi e ragazze della mia memoria

Chiedo a uno di loro
dimmi per l'amor di Dio
se Giorgio il Lupo è ancora vivo

Sono io, risponde
con una voce d'oltretomba

Gli tocco le guance con la mano
e lo imploro con gli occhi
di dirmi se anch'io sono ancora vivo.

(da Carne viva, 1975)

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Il poeta serbo Vasko Popa esplora i temi dell'identità e della memoria, della soggettività e del potere evocativo dei ricordi. Tornare dove si è vissuto crea una riconnessione con la propria memoria, riconduce su una strada dimenticata, obbliga a ricostruire i passi di un tempo ormai perduto.

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BER MURPHY, "UNA CONVERSAZIONE"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Essere di nuovo quello che fu, quello che fosti, / pagina già voltata / di una storia che ti ha condotto qui,/ a questo giorno, bambino, per qualche ora / nella tua vecchia città, / in fondo uguale, ma così diversa.
JESÚS MUNÁRRIZ, Questi tuoi occhi

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Vasile "Vasko" Popa (Grebenac, 29 giugno 1922 – Belgrado, 5 gennaio 1991), poeta serbo di origini rumene. Primo a rompere con il realismo socialista del dopoguerra jugoslavo, scrisse in uno stile modernista influenzato dal Surrealismo e dalle tradizioni popolari serbe: motivi terrestri e leggendari si fondono, emergendo dal subconscio collettivo.


mercoledì 29 giugno 2022

Centenario di Vasko Popa


Vasko Popa, poeta serbo che nasceva il 29 giugno di cento anni fa in quello che allora era il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, antesignano dell’ex Jugoslavia, fu sempre in contrasto con il realismo socialista imperante negli anni in cui scriveva le sue poesie, quelli del dopoguerra della cortina di ferro: la sua attenzione era piuttosto rivolta al dramma esistenziale dell’uomo che si confronta con l’assurdo, tema che trattò sempre con derivazioni moderniste e surrealiste e con un tocco etnico legato al folklore. Il suo linguaggio poetico combina spesso la modernità dei discorsi colloquiali e delle frasi comuni, con le antiche tradizioni popolari orali della Serbia, mescolando i miti che emergono dal subconscio collettivo, l'eredità atavica e la quotidianità. Della sua opera poetica Ted Hughes scrisse che era “un Universo che passa attraverso un Universo”.

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UN NUMERO SMEMORATO

C'era una volta un numero
puro e rotondo come il sole
ma solo molto solo

Cominciò a fare i conti con se stesso

Si divise si moltiplicò
si sottrasse si aggiunse
rimase sempre solo

Smise di fare i conti con se stesso e
si rinchiuse nella sua purezza
rotonda e solare

Fuori rimasero le tracce ardenti
della sua resa dei conti

Cominciarono a rincorrersi nel buio
a dividersi quando avrebbero dovuto moltiplicarsi
a sottrarsi quando avrebbero dovuto sommarsi

Ecco cosa succede nel buio

E non c'era nessuno a chiedergli
di fermare le tracce
e cancellarle.

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LONTANO DENTRO NOI, 1

Alziamo le braccia
la strada si arrampica nel cielo
Abbassiamo gli occhi
i tetti scendono a terra

Da ogni dolore
che non menzioniamo
cresce un castagno
che resta misterioso dietro di noi

Da ogni speranza
che coltiviamo
germoglia una stella
che si muove irraggiungibile davanti a noi

Lo senti il proiettile
che vola sulle nostre teste?
Lo senti il proiettile
pronto a tendere un'imboscata al nostro bacio?



LONTANO DENTRO DI NOI, 4

Guanti verdi frusciano
sui rami del viale

La sera ci porta sottobraccio
per un sentiero che non lascia traccia

La pioggia cade in ginocchio
davanti alle finestre in fuga

I cortili escono dai loro cancelli e
stanno a guardarci.

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Altre poesie di Vasko Popa sul Canto delle Sirene:



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LA FRASE DEL GIORNO
La Poesia in verità è la personificazione dell’armonia senza la quale in fin dei conti non è possibile vivere… Con la mia poesia desidero esprimere esattamente quello che ho scritto. Se sapessi esprimerlo in altro modo, probabilmente non scriverei.
VASKO POPA




Vasile "Vasko" Popa (Grebenac, 29 giugno 1922 – Belgrado, 5 gennaio 1991), poeta serbo di origini rumene. Primo a rompere con il realismo socialista del dopoguerra jugoslavo, scrisse in uno stile modernista influenzato dal Surrealismo e dalle tradizioni popolari serbe: motivi terrestri e leggendari si fondono, emergendo dal subconscio collettivo.


venerdì 26 marzo 2021

Qualcuno si nasconde


VASKO POPA

NASCONDINO

Qualcuno si nasconde da qualcun altro
Si nasconde sotto la sua lingua
L'altro lo cerca sottoterra

Si nasconde nella fronte
L'altro lo cerca in cielo

Si nasconde nell’oblio
L'altro lo cerca nel prato

Lo cerca lo cerca
Non c'è posto dove non guardi
E guardando si perde

(da Campo senza quiete, 1956)

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Il dramma esistenziale dell’uomo che si confronta con l’assurdo è presente in gran parte della poesia di Vasko Popa, con derivazioni moderniste e surrealiste in nettissimo contrasto con il realismo socialista in voga nell’allora Jugoslavia in quegli anni. In Nascondino i giocatori sono ignoti e sperano di vincere, nonostante sia forte il sospetto che il gioco non abbia alcun senso.

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FOTOGRAFIA © COLLECTIF TEAM 8
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LA FRASE DEL GIORNO
L'uomo gioca solo quando è un uomo nel pieno senso della parola, ed è completamente uomo solo quando gioca.
FRIEDRICH SCHILLER




Vasile "Vasko" Popa (Grebenac, 29 giugno 1922 – Belgrado, 5 gennaio 1991), poeta serbo di origini rumene. Primo a rompere con il realismo socialista del dopoguerra jugoslavo, scrisse in uno stile modernista influenzato dal Surrealismo e dalle tradizioni popolari serbe: motivi terrestri e leggendari si fondono, emergendo dal subconscio collettivo.


venerdì 20 novembre 2020

Oltre la panchina


VASKO POPA

LEZIONE DI POESIA

Siamo seduti su una panchina bianca
davanti al busto del poeta Lenau

Ci baciamo
e incidentalmente parliamo
di versi
parliamo di versi
e incidentalmente ci baciamo

Il poeta guarda da qualche parte
oltre noi
oltre la panchina
oltre la ghiaia del sentiero

Ed è così splendidamente silenzioso
con le sue belle labbra di bronzo

Nel parco della città di Vršac
imparo lentamente
ciò che conta davvero in una poesia

(da Carne viva, 1975)

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Due innamorati da stereotipo, si baciano in un parco della città serba di Vršac: seduti su una panchina, abbracciati davanti alla statua di bronzo del poeta Nikolaus Lenau. Lui è il poeta Vasko Popa e guardando l'immobilità impassibile di quel busto comprende che cosa davvero significhi la poesia: vedere attraverso le cose, comprendere quello che c'è al di là del reale.

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CRISTOPHER CLARK, "INNAMORATI NEL PARCO II"
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LA FRASE DEL GIORNO
Non lasciare che il sonno ti raggiunga; il mondo è sveglio dentro di te.
VASKO POPA




Vasile "Vasko" Popa (Grebenac, 29 giugno 1922 – Belgrado, 5 gennaio 1991), poeta serbo di origini rumene. Primo a rompere con il realismo socialista del dopoguerra jugoslavo, scrisse in uno stile modernista influenzato dal Surrealismo e dalle tradizioni popolari serbe: motivi terrestri e leggendari si fondono, emergendo dal subconscio collettivo.


sabato 24 novembre 2012

I miei stracci


VASKO POPA

RIDAMMI I MIEI STRACCI

Ridammi i miei stracci

I miei stracci di sogno puro
Fatti con il sorriso di seta del mio intermittente presagio
Fatti con questa mia stoffa di pizzo

I miei stracci di speranze invisibili
Fatti del mio desiderio che brucia
Fatti dell'arcobaleno di sguardi del mio viso

Ridammi i miei stracci
Ridammeli li voglio davvero.

(Traduzione di Luciano Luisi)

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L’amore è finito. Restano ricordi, restano pensieri, restano impressioni. Vasko Popa, poeta serbo, si sente defraudato, impoverito di quel nulla che aveva. Ed è quello che ora richiede, come d’usanza i fidanzati che si lasciano si restituiscono i reciproci regali: sono i sogni, i desideri, le speranze che lui vuole indietro – anche se, ahimè, è probabile che ormai siano andati perduti, siano usciti ammaccati e danneggiati dalla fine di una storia d’amore.

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image

MIHAI CRISTE, “LA RIVOLUZIONE SILENZIOSA”

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LA FRASE DEL GIORNO
L'inizio è dolce, assurdo felice. L'intreccio pieno di buona volontà, forte e carico di tensioni. La fine una lacerazione.
NURIA BARROS




Vasile "Vasko" Popa (Grebenac, 29 giugno 1922 – Belgrado, 5 gennaio 1991), poeta serbo di origini rumene. Primo a rompere con il realismo socialista del dopoguerra jugoslavo, scrisse in uno stile modernista influenzato dal Surrealismo e dalle tradizioni popolari serbe: motivi terrestri e leggendari si fondono, emergendo dal subconscio collettivo.