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lunedì 1 settembre 2025

Poesie per settembre XII


Settembre è il lento declinare dell'estate verso l'equinozio, verso l'autunno. L'allentarsi dell'afa insopportabile consegna la dolcezza della foschia che avvolge i campi e i boschi ancora verdi come nel bozzetto del poeta ottocentesco tedesco Eduard Mörike, e l'allegria  delle tante feste paesane, delle cene che ancora si possono organizzare in giardino, come nel caso della poetessa statunitense Jane Kenyon.

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PETER YOUNG, "CINQUE PERE E UVA"



EDUARD MÖRIKE

MATTINA DI SETTEMBRE

Nella nebbia riposa ancora il mondo,
sognano ancora il bosco e i prati.
Presto vedrai, quando cala il velo,
il cielo azzurro immutato
e il vigor d’autunno del sopito mondo
in caldo oro fluire.

(da Poesie, 1838 - Traduzione di Emilio Weidlich)

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JANE KENYON

FESTA IN GIARDINO A SETTEMBRE

Sediamo con gli amici
al tavolo rotondo di vetro.
La conversazione è intelligente;
ognuno vi partecipa. Le api
si accalcano sulle spirali di buccia di pera
nel piatto.
Dal mio grembo o dalla tua mano fluttua
il gusto della nostra intimità mattutina.
Un sole autunnale
attraversa il vino.

 
(da Che scenda la sera, 1990)

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Settembre getta via il favo / della luce, oltre i giardini rocciosi.
PETER HUCHEL

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Eduard Mörike (Ludwigsburg, 8 settembre 1804 – Stoccarda, 8 giugno 1875), scrittore tedesco. Tra i più importanti rappresentanti del Biedermeier, fu autore di Lieder e Ballate e oscillò tra il Romanticismo e il nuovo realismo, creando poesie intime e limpide. Rifletté dentro di sé l'inquieto spirito del tempo, ma risolvendolo in tenere e sorridenti immagini di grazia.


Jane Kenyon (Ann Harbor, Michigan, 23 maggio 1947 – Wilmot, New Hampshire, 22 aprile 1995), poetessa e traduttrice americana. La sua poesia, spesso  semplice, sobria ed emotivamente risonante, sonda la psiche ed esplora il ciclo della natura. Tra le sue traduzioni spiccano le poesie di Anna Achmatova.


domenica 1 settembre 2024

Poesie per settembre XI


La luce di settembre, così dolce, così calda, che va perdendo l'aggressività dell'estate e illanguidisce verso un nuovo autunno: appare nel chiarore notturno nei versi della poetessa italiana Daria Menicanti e sotto forma di tramonto nella poesia del poeta spagnolo Enrique García-Máiquez.

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FOTOGRAFIA © PAUL BRENNAN/PUBLIC DOMAIN PICTURES

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DARIA MENICANTI

MAI HO VEDUTO

È tutta in fiore la luna. Settembre
si guarda attorno con occhi di cerva
tremando. Mai ho veduto così chiara
come questa una notte, così calma.

settembre 1966

(da Un nero d’ombra, 1969)

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ENRIQUE GARCÍA MÁIQUEZ

ACQUARELLO

Che m’importa delle spiagge del mondo?
È solo questa che inchioda la mia memoria.
LUIS CERNUDA

La solita spiaggia
è diventata più timida.
La luce di settembre

tersa, tenue, calda,
stanca si accosta
alla riva.

C’è bassa marea.
Il mare è nudo.
Il sole si vergogna.

A Cadice, la cupola
d'oro si spegne.
E il faro, che attraversa

la notte, si allunga…

(da Con il tempo, 2010)

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   LA FRASE DEL GIORNO   

- Preferite, fra i mesi neutri, l'aprile o il settembre?
- Il settembre. E' più feminino, più discreto, più misterioso. Pare una primavera veduta in un sogno.
GABRIELE D’ANNUNZIO, Il piacere

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Daria Menicanti (Piacenza, 6 aprile 1914 – Mozzate, 4 gennaio 1995), poetessa, insegnante e traduttrice italiana. In lei si mescolano il registro sarcastico e ironico e quello più sottile della malinconia. Per Lalla Romano la sua era “una voce nuova, moderna e classica, per niente alla moda, ma libera e anche audace”.


Enrique García-Máiquez (Murcia, 1969),  poeta, critico letterario, scrittore, professore, editorialista e traduttore spagnolo. La sua poesia ha una trama narrativa, allegra ed elegiaca, 'radicata' nella vita quotidiana e nella tradizione e presenta una versificazione tradizionale che non suona familiare a causa delle interruzioni nel suo colloquialismo.


venerdì 1 settembre 2023

Poesie per settembre X


La gialla luce piovosa della sera di settembre sta appiccicata al vetro della finestra” per citare il poeta tedesco Helmut Heissenbüttel. È un’atmosfera dolce e languida che porta alla fine dell'estate e che nelle prime piogge introduce l’autunno con le sue foglie che lentamente ingialliscono. Quella luce riappare nei versi del poeta greco Takis Varvitsiotis, che vi si rinchiude con l’amata, nell’orizzonte marino in cui si perde lo sguardo del poeta catalano Josep Maria López-Picó.

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FOTOGRAFIA © MATT G/PEXELS

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TAKIS VARVITSIOTIS

AMORE MIO, ABBIAMO COSTRUITO UNA TORRE

Amore mio, abbiamo costruito una torre
di pietra
alta sul crinale della montagna
e abbiamo piantato ombre su tutte le pareti
e aspettiamo
che appaiano i primi squisiti granelli
i primi cristalli
quella luce che argenterà gli uccelli
e che all'improvviso rivestirà la nostra carne
con un lampo
nel dolce respiro di settembre

(da Un’altra estate, 1987)

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JOSEP MARIA LÓPEZ-PICÓ

SETTEMBRE

Piove sulla spiaggia; orizzonte chiuso.
Dove va, si scioglie, tanto oblio,
nel grigiore di due acque?

Sopra,  squarcia le nuvole un desiderio
e un pensiero muove il mare,
appena tornato, con un sorriso
tra la spiaggia e l'orizzonte più basso,
grazie all'azzurro, per una lacrima

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Settembre annuncia / l'autunno che si avvicina / ogni giorno. // Sotto un tenue / cielo azzurro, la natura ci insegna a capire / che l'estate che sta finendo / ha lasciato tutti gli alberi / pieni di linfa per trascorrere / l'inverno senza timore / del vento o del gelo.
MIQUEL MARTÍ I POL

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Takis Varvitsiotis (Salonicco, 1916 - 1° febbraio 2011), poeta greco. Avvocato, pubblicò le sue prime poesie nel 1936. Fu anche un illustre saggista e traduttore di opere di celebri poeti francesi, spagnoli e latinoamericani: la sua poesia è lirica e perspicace, con influenze del neosimbolismo e del surrealismo francese di Éluard e Reverdy.


Josep Maria López-Picó (Barcellona, 14 ottobre 1886 – 18 maggio 1959), poeta catalano. Orientato dapprima verso una lirica di forte impronta francese, si sottrasse gradatamente a ogni influenza straniera aderendo alla corrente letteraria nota come Novecentismo, movimento estetico in opposizione al Modernismo.


giovedì 1 settembre 2022

Poesie per settembre IX


Settembre: i prodromi dell’autunno nei versi di due poeti tedeschi: i frutti, il vento e le prime nebbie di Karl Krolow, le luci gialle della sera, le rondini pronte a migrare e la pioggia di Helmut Heissenbüttel.

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FOTOGRAFIA © SEBASTIAN VOORTMAN/PEXELS

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KARL KROLOW

SU UNA MUSICA DI VIVALDI

Settembre arioso
come in Vivaldi
un fascio di mandolini.

Bambini scrollano con i bastoni
frutti dall’albero.
Le stanze sono tappezzate
d’argento.

Canzone vento.
Non c’è nulla da compiangere.
Dalle botole lasciate aperte
sale la prima nebbia.

(da Poesia, n. 299 – Dicembre 2014 - Traduzione di Gio Batta Bucciol)

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HELMUT HEISSENBÜTTEL

PAMPHLET VII

Macchie d’inchiostro trascorrono rapide sull’abbozzo della sera di settembre
un Miró del 1931 dal titolo Silence
lo zampillo delle rondini è in movimento
la lampada da scrivania non risolve enigmi
invano il Miró tende le sue braccia da Heidegger a Wittgenstein
la gialla luce piovosa della sera di settembre sta appiccicata al vetro della finestra
le gialle braccia della sera di settembre mi stringono a sé
la gialla luce di settembre della sera piovosa deflagra senza suono come un proiettile di silenzio.

(da Testi 1│2│3, Einaudi, 1968 – Traduzione di Emilio Picco)

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Torrido e debole / settembre s'allunga dentro il nord / tra pomi azzurri, fino ai pomi azzurri.
ANDREA ZANZOTTO, Vocativo




Karl Krolow (Hannover, 11 marzo 1915 – Darmstadt, 21 giugno 1999) conosciuto anche come Karol Kröpcke, poeta tedesco. Si è affermato come una fra le voci più autentiche della moderna lirica con raccolte di versi che si ispirano a una visione della natura sensitiva e precisa, in uno stile che contempera le esigenze innovatrici con un senso vigile della tradizione.


Helmut Heissenbüttel (Rüstringen, 21 giugno 1921 – Glückstadt, 19 settembre 1996),  scrittore e poeta tedesco. Tra gli esponenti principali della poesia concreta tedesca, operò per recuperare lo sperimentalismo di forme e strutture letterarie come il surrealismo, il dadaismo, o l'espressionismo che erano state tacciate di "degenerazione" dal nazismo.


mercoledì 1 settembre 2021

Poesie per settembre VIII


Settembre, il mese dolce dell’uva e dei fichi, che fa di questa sua soavità il malinconico dono dell’estate che finisce: è questo languore che, tra monti e campagne, vigneti e uliveti, colgono i poeti Nicola Moscardelli e Giorgio Caproni.

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FOTOGRAFIA © WALLPAPER FLARE


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NICOLA MOSCARDELLI

SETTEMBRE

Settembre, incanto di convalescente
che giocando con nulla si contenta,
uva d'ambra che imbiondisce lentamente
sotto i soffi del tramonto
veleggiante alto sui monti,
seta tiepida innocente
delle foglie saltellanti
verso qualche ignoto mare
come farfalle gracili rinate
col vestitino d'estate sbiadito,
verde brina di stelle trasparenti
sul giallore della terra illanguidita,
un canto alla lontana che si sente e non si sente
come quando uno sogna e si lamenta
con la sua bocca spenta.

(da Gioielleria notturna, Studio Editoriale Lombardo, 1918)

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GIORGIO CAPRONI

ALTRI VERSI A RINA

Nei tuoi occhi è il settembre
degli ulivi della tua cara
terra, la tua Liguria
di rupi e di dolcissimi
frutti.

Sopra i monti spaziosi
le poche case disperse
invidiano il colore caldo
della tua pelle, all’ora
che fa nostra ancora per poco
la terra.

(da Ballo a Fontanigorda, Degli Orfini, 1938)

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LA FRASE DEL GIORNO
Il mese di settembre dovrebbe esserci sempre.
PROVERBIO BRIANZOLO




Nicola Moscardelli (Ofena, 9 ottobre 1894 – Roma, 21 dicembre 1943), poeta, scrittore ed esoterista italiano. Combattente della guerra del 1915-18 e decorato al valore, fu poi critico letterario e collaboratore di varî giornali. La sua poesia passa da un crepuscolarismo pascoliano al Futurismo e infine a un misticismo vagamente cristiano incentrato sull’amore come carità.

Giorgio Caproni (Livorno, 7 gennaio 1912 – Roma, 22 gennaio 1990), poeta, critico letterario e traduttore italiano. Partito come preermetico attirato da uno scabro espressionismo, approdò a un ermetismo rivestito di un impressionismo idillico. Nella sua poesia canta soprattutto temi ricorrenti (Genova, la madre e Livorno, il viaggio, il linguaggio), unendo raffinata perizia metrico-stilistica a immediatezza e chiarezza di sentimento.


martedì 1 settembre 2020

Poesie per settembre VII


Settembre è uno dei mesi più dolci dell’anno – certo, qualcuno prova la malinconia di un’altra estate che finisce, ma il dissolversi del grande caldo è una liberazione che si apre nelle belle giornate che porteranno verso l’autunno. Quella dolcezza traspare malinconica qua e là nei versi della poetessa trentina Vivian Lamarque e più languida negli endecasillabi del poeta ligure Francesco Pastonchi.
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FOTOGRAFIA © EVAN SUNG/NYTIMES
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VIVIAN LAMARQUE

LETTERA DAL BALCONE

Ti scrivo dal balcone
dove resto ancora un poco questa sera
a guardare l'orto al sole di settembre
a mangiare pane e olio e foglie piccole di basilico
ti scrivo meno fiera di quello che vorresti
sono una donna forte sì
ma con anche continue tentazioni di non esserlo
di lasciarmi sciogliere d'amore al sole
e carezzarti e baciarti un po' di più di quello che tu vuoi
ti scrivo dal balcone
guardando il fico pieno di frutti
e il pero con le foglie malate
ho qualche pensiero triste
e due o tre sereni.


(da Poesie 1972-2002, Mondadori, 2002)

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FRANCESCO PASTONCHI

COLLINA PIEMONTESE

Bel tornare per quelle azzurre strade
di collina, la sera di settembre.
C’è aria di serene confidenze,
una stanchezza vogliosa di baci.
S’imbattono catene di ragazze,
carri di bimbi. A un tratto è grande l’ombra
con lumi di lontane case sparsi,
e là, sospesa in un canto, la luna.


(da Endecasillabi, 1949)

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LA FRASE DEL GIORNO
Alla luna settembrina, sette lune se le inchina.
PROVERBIO ITALIANO




LamarqueVivian Comba Provera Pellegrinelli Lamarque (Tesero, 19 aprile 1946) è una scrittrice, poetessa e traduttrice italiana dal francese. Di origini valdesi, ha insegnato italiano agli stranieri e nei licei. Ha ottenuto il Premio Viareggio, il Premio Montale, il Pen Club e, per le fiabe, il Premio Rodari e il Premio Andersen.


Francesco Pastonchi (Riva Ligure, 31 dicembre 1874 – Torino, 29 dicembre 1953), poeta e critico letterario italiano. La sua poesia si svolse in origine secondo modi parnassiani e soprattutto dannunziani, lontana da ogni vera intimità e sensualmente intesa alla ricerca della bellezza formale, facendosi con il tempo più malinconica e meditativa.


domenica 1 settembre 2019

Poesie per settembre VI


Settembre chiude la porta dell’estate e apre quella dell’autunno: è mese di transizione che porta a un nuovo inizio dopo la sospensione estiva, riaprono le scuole e gli uffici, si ricomincia la routine. Due poeti italiani, due poesie: Franco Fortini vede chiaro nella nuova stagione scalfendo il mito dell’estate; Fernando Bandini si immagina un nuovo Odisseo nell’«azzurro di settembre che si dilata» come un mare tra uva, trifoglio, Nausicae e Circi.

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FOTOGRAFIA © JPLENIO/PIXABAY

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FRANCO FORTINI

MOLTO CHIARE

Molto chiare si vedono le cose.
Puoi contare ogni foglia dei platani.
Lungo il parco di settembre
l’autobus già ne porta via qualcuna.
Ad uno ad uno tornano gli ultimi mesi,
il lavoro imperfetto e l’ansia,
le mattine, le attese e le piogge.

Lo sguardo è là ma non vede una storia
di sé o di altri. Non sa più chi sia
l’ostinato che a notte annera carte
coi segni di una lingua non più sua
e replica il suo errore.
È niente? È qualche cosa?
Una risposta a queste domande è dovuta.
La forza di luglio era grande.
Quando è passata, è passata l’estate.
Però l’estate non è tutto.

(da Paesaggio con serpente, Einaudi, 1984)

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FERNANDO BANDINI

PLAZER

In questo azzurro di settembre che si dilata
oltre il confine dei miei occhi verso
regioni dove non arriverò mai
ci sono chicchi d’uva che altre bocche
schiacceranno tra i denti ignorando
questo mio torrido angolo di sete.

In quell’altrove fiori d’ombra sbadigliano
alla sera di un’isola abitata
dai corpi adolescenti di Nausicae.
Non le vedrò dal mio raro trifoglio:
creste in fiore riarse dalla polvere
grucce al riposo di magre locuste.

Oltre il confine dei miei occhi il mondo
per qualche nuova sua intenzione scalpita
che io non so né mi restano giorni
per saperne di più. La notte penso
di là dalle mie tenebre una Circe
che si cala nel balsamo del mare

(da La mantide e la città, Mondadori, 1979)

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LA FRASE DEL GIORNO
Settembre passa con una /lunga vibrazione di vento.
MARIÁ MANENT, Le acacie selvatiche




Franco Fortini, nato Franco Lattes (Firenze, 10 settembre 1917 – Milano, 28 novembre 1994), poeta, critico letterario, saggista e intellettuale italiano. La sua poesia è testimonianza anche ideologica delle lotte di classe del primo dopoguerra, voce progressista e coscienza critica del fallimento degli ideali.


Fernando Bandini (Vicenza, 30 luglio 1931 – Vicenza, 25 dicembre 2013) è stato un poeta, scrittore e docente italiano di stilistica e metrica presso l'Università di Padova. Aveva la capacità di scrivere non solo in italiano ma anche nel dialetto vicentino e in latino, lingua che aveva appreso nonostante non avesse praticato studi classici.


sabato 1 settembre 2018

Poesie per settembre V


Settembre è il mese dell’equinozio, quello che pone fine all’estate: le sue sere più brevi sono protagoniste della malinconica poesia di Halldis Moren Vesaas, nel grande nord scandinavo, e nei versi più dolci, anche se ugualmente malinconici, del poeta catalano Mariá Manent.

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Settembre

FOTOGRAFIA © FANCYCRAVE/UNSPLASH

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HALLDIS MOREN VESAAS

SERA DI SETTEMBRE

Un giorno quieto e fresco di settembre
muore nel suo sangue.
Colline e pendii sono infuocati
e palude e radura fiammeggiano.
Il vento rema attraverso le foglie
annunciando freddo e neve.
Così son già finite la primavera e l'estate.
Adesso aspettano l'autunno e la morte.

Soffia lieve intorno alle fattorie silenziose
dove i pioppi stanno sanguinando
e le betulle spargono sopra il fieno esangue
la loro ricchezza appassita.
Ma i campi alzano il grano sui covoni
verso l'ultimo fuoco del giorno.
Poi il cielo si spegne, scompare la terra,
e cadono la sera e il buio.

E le luci muoiono in tutte le case
mentre le stelle quietamente si accendono,
e la notte ha in suo potere l'intera nostra terra
e il cuore batte così debole
come se già fossero terminate la primavera e l'estate,
più disperatamente di adesso,
come se l'autunno dovesse fra poco rinfrescare
il mio sangue caldo.

(da Bellissime mani, 1936 - Traduzione di Bruno Berni)

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MARIÁ MANENT

L’ACACIA PIENA DI LUNA

L’acacia piena di luna
geme nella notte d’argento.

Settembre passa con una
vibrazione di vento, lunga.

Brilla a tratti la volta
e il mio respiro si raccoglie,

ascoltando il vago discorso
tra l’acacia, il vento e la notte.

Ah, che pianga la mia anima
che mi pesa come il fango,

davanti alla notte, che avanza
tutta vestita di bianco!

È stata l’acacia bruna
o un lamento della mia anima?

Settembre passa con una
lunga vibrazione di vento.

(da Le acacie selvatiche, 1986)

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LA FRASE DEL GIORNO
I giorni di settembre hanno il calore dell’estate nelle loro ore più centrali, ma nelle sere che si allungano c’è il soffio profetico dell’autunno.
ROWLAND EVANS ROBINSON




330px-Halldis_Moren_VesaasHalldis Moren Vesaas (Trysil, 18 novembre 1907 – Oslo, 8 settembre 1995) poetessa, traduttrice e scrittrice per l’infanzia norvegese. Visse in una fattoria con il marito poeta Tarjei Vesaas e fu molto nota nel suo paese per le sue coraggiose posizioni sui diritti delle donne.


manent_mariaMarià Manent i Cisa (Barcellona, 27 novembre 1898 – 24 novembre 1988), poeta, prosatore e critico letterario, memorialista, traduttore e attivista culturale. Figura chiave della cultura catalana del XX secolo, si formò nel Novecentismo spagnolo, virando poi verso il simbolismo e la poesia pura.


venerdì 1 settembre 2017

Poesie per settembre IV


La dolcezza un poco malinconica di settembre - quella cantata da Gino Paoli: “Uno lo sa che ci sarà un'altra estate, ma resta lì a prender su l'ultimo sole” – traspare nei versi del poeta lucano Rocco Scotellaro e del poeta tedesco Christoph Meckel: una sorta di leopardiana sera del dì di festa, quel sentire che l’estate finisce e si avvicina la stagione fredda.


Vigne

TOM RISSACHER, “VIGNETI”



ROCCO SCOTELLARO

TUTT’INTORNO LE MONTAGNE BRUNE

Tutt’intorno le montagne brune
è ricresciuto il tuo colore
Settembre amico delle mie contrade.
Ti sei cacciato in mezzo a noi
t’hanno sentito accanto le nostre donne
quando naufraghi grilli
dalle ristoppie arse del paese
si sollevano alle porte con un grido.
E c’è verghe di fichi seccati
e i pomidoro verdi sulle volte
e il sacco di grano duro, il mucchio
della mandorle abbattute.

Tu non ci fai dormire
cuculo disperato, col tuo richiamo.
Sì, ridaremo i passi alle trazzere,
ci metteremo alle fatiche domani
che i fiumi ritorneranno gialli
sotto i calanchi
e il vento ci turbinerà
i mantelli negli armadi.

(da È fatto giorno, Mondadori, 1954)

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CHRISTOPH MECKEL

DOVE CI TROVEREMO L’ESTATE PROSSIMA?

Dove ci troveremo l’estate prossima?
                        Domanda che sempre affiora
             in autunno quando con l’auto attraversiamo
la pianura del nord, a mezzogiorno, e ognuno
             pensa a una felicità, solo, senza dir nulla.
Settembre, vastità del giorno, muri frondosi,
             la luce marina e i rapidi venti e sempre pensi
i baci sono durevoli, sempre pensi – che cosa pensi?
             Ancora una volta l’hai scampata, quest’estate.

(da Poesia, n. 260, Maggio 2011 -Traduzione di Gio Batta Bucciol).

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LA FRASE DEL GIORNO
Sapore d'avana / ha settembre / e spessore / di fustagno
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RAFFAELE CARRIERI, Lamento del gabelliere




Rocco Scotellaro (Tricarico, 19 aprile 1923 – Portici, 15 dicembre 1953), scrittore, poeta e politico italiano impegnato nella lotta per miglioramento delle condizioni economiche e sociali dei contadini. La sua poesia è caratterizzata da da un'ambientazione pastorale serena, da un'armonia di immagini e visioni che esaltano la vita bucolica.


giovedì 1 settembre 2016

Poesie per settembre III

 

Due poeti del ‘900 italiano per salutare settembre, il mese che conduce al declino l’estate e introduce all’autunno: mese di decadenza quindi, dove i primi brulli vengono a colorare gli alberi e le colline. Il poeta livornese Giorgio Caproni respira l’aria del settembre ligure, nel paese natale della futura moglie Rina, che sarà la compagna di tutta la sua vita. Il poeta tarantino Raffaele Carrieri si concentra invece sui profumi e sugli odori settembrini.


Portofino

.ANA MARIA EDULESCU, “PORTOFINO ALL’ALBA”

GIORGIO CAPRONI

A RINA

Nell’aria di settembre (aria
d’innocenza sul chiareggiato
colle) sopra le zolle
ruvide mi sono care
le case a colori grezzi
del tuo paese natale.

Scherzano battendo l’ale
candide sui tetti a fiore
giunti, le colombelle
nuove.

Mentre commuove
dei voli l’aria il giro
tondo, nel cielo ai tocchi
festevoli delle campane
è il lindore dei tuoi virginei
occhi.

(da Ballo a Fontanigorda, 1937)

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RAFFAELE CARRIERI

SETTEMBRE

Sapore d'avana
ha settembre
e spessore
di fustagno.
Il fieno odora
di donna
e il cielo
di guanti nuovi.

(Da Lamento del gabelliere, Mondadori, 1946) 

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LA FRASE DEL GIORNO
Settembre, incanto di convalescente / che giocando con nulla si contenta
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NICOLA MOSCARDELLI, Gioielleria notturna




Giorgio Caproni (Livorno, 7 gennaio 1912 – Roma, 22 gennaio 1990), poeta, critico letterario e traduttore italiano. Partito come preermetico attirato da uno scabro espressionismo, approdò a un ermetismo rivestito di un impressionismo idillico. Nella sua poesia canta soprattutto temi ricorrenti (Genova, la madre e Livorno, il viaggio, il linguaggio), unendo raffinata perizia metrico-stilistica a immediatezza e chiarezza di sentimento.


martedì 1 settembre 2015

Poesie per settembre II

 

Se l’estate fosse un cero – come dall’immagine del sole scelta da Attilio Bertolucci, a settembre ne rimarrebbe solo il moccolo: ma in questa fine di una stagione arde il “tumulto di vita” che sente in sé Sandro Penna, quella dolcezza insita nella natura che in un prato che ospita gli ultimi fiori fa sentire Bertolucci quasi un sacerdote di questa epifania autunnale.


Toscana

.FOTOGRAFIA © SMASH WALLPAPERS


SANDRO PENNA

LA LUNA DI SETTEMBRE

La luna di settembre su la buia
valle addormenta ai contadini il canto.

Una cadenza insiste: quasi lento
respiro di animale, nel silenzio,
salpa la valle se la luna sale.

Altro respira qui, dolce animale
anch’egli silenzioso. Ma un tumulto
di vita in me ripete antica vita.

Più vivo di così non sarò mai.

(da Poesie, Garzanti, 1957)

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ATTILIO BERTOLUCCI

SOLO

Di settembre qui arde ancora il sole
cero presso alla sua consumazione
il prato al quale accedo pianeggiante
è un altare la cui tovaglia è erbosa.

La trapungono colchici dall’incarnato lilla
l’orlano gli spini del Signore e di quella
maledetta proprietà che oggi è umiliata
dalla rovina lenta dell’agricoltura.

L’insanguinano le bacche in forte anticipo
sulla stagione autunnale l’addolciscono
il corallo vegetale della rosa canina
e il ciuffo tenace che stringe la nocciola.

Mi posso improvvisare prete — vocazione ritardata —
per celebrare nell’ora empia del mezzogiorno
su questa tavola naturale dell’appennino spazioso —
offrendo carne e sangue personali

agli asini alle lucertole alle farfalle in coppia
i soli che testimonino per i matronei disertati
la mia fede e la mia beatitudine inquieta –
mentre l’aereo postale si allontana e fila
una lana che nella distanza assolata scintilla?

(da Viaggio d’inverno, Garzanti, 1971).

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LA FRASE DEL GIORNO
Settembre arioso / come in Vivaldi / un fascio di mandolini.
KARL KROLOW, Paesaggi per me




Sandro Penna (Perugia, 12 giugno 1906 – Roma, 21 gennaio 1977), poeta italiano. Con toni epigrammatici, le sue poesie esprimono spesso un’intenso desiderio sensoriale di vita talora malinconico e cantano l’amore omosessuale (“Poeta esclusivo d’amore”, si definì egli stesso).

lunedì 1 settembre 2014

Altre due poesie per settembre

 

Settembre porta sempre con sé una suggestione di memoria, come in questa poesia di Maria Luisa Spaziani esistenziale certo, ma anche, in questo caso, letteraria. L’estate che finisce, l’autunno che comincia a manifestare qua e là i suoi colori, evoca una sottile malinconia, come nei versi di Diego Valeri.


Tuscany

.VICTORIA CHRISTIAN, “TUSCANY, ITALY, COUNTRYSIDE SCENE”



MARIA LUISA SPAZIANI

RIFLESSO DI UN RIFLESSO

Il settembre a Croisset è una fulva trentenne,
con dolcezza prelude a una candida mèche.
sarai ombra di un’ombra, riflesso di un riflesso,
ma un riflesso è forse tutto quello che c’è.

La diligenza impolvera le siepi di Maleine,
passano uccelli neri sul fiume tutto d’oro.
Graffia un suono e s’impone nel tramonto sonoro.
Sarà il corvo di Poe? Quello di La Fontaine?

(da Transito con catene, Mondadori, 1977)

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DIEGO VALERI

SETTEMBRE SUL MARE

Mare in pace,
con susurrare di piccole onde,
pioppi tremanti foglia a foglia,
con lungo sospiro, nel cielo fermo.

Settembre, è questo il tuo sonno leggero,
il tuo leggero sognare,
poi ch’ài deposto dal cuore la grave
felicità di amare.

(da Verità di uno, Mondadori, 1970)

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LA FRASE DEL GIORNO
Settembre, dolce come un fanciullo malato, / si stende pigro su la proda del fosso.
DIEGO VALERI, Poesie




Maria Luisa Spaziani (Torino, 7 dicembre 1922 – Roma, 30 giugno 2014), poetessa italiana formatasi nel clima postermetico di chiara ascendenza montaliana. La sua poesia è venuta via via distendendosi dal mottetto o epigramma a forme narrativo-discorsive.


Diego Valeri (Piove di Sacco, 25 gennaio 1887 – Roma, 27 novembre 1976), poeta, traduttore e accademico italiano, fu ordinario di Letteratura Francese all’Università di Padova per oltre vent’anni, tranne nel periodo 1943-45 quando riparò in Svizzera come rifugiato politico.


lunedì 2 settembre 2013

Settembre: due poesie

 

Ecco settembre: il momento “in cui tutto matura” come rileva Cesare Pavese, al sole tiepido e dolce dell’estate che svanisce lentamente. La stessa dolcezza che registra Luciano Erba nella frutta del giardino, nelle susine, nell’uva fragola, nell’atmosfera.

 

CESARE PAVESE

GRAPPA A SETTEMBRE

I mattini trascorrono chiari e deserti
sulle rive del fiume, che all'alba s'annebbia
e incupisce il suo verde, in attesa del sole.
Il tabacco, che vendono nell'ultima casa
ancor umida, all'orlo dei prati, ha un colore
quasi nero e un sapore sugoso: vapora azzurrino.
Tengon anche la grappa, colore dell'acqua.
È venuto un momento che tutto si ferma
e matura. Le piante lontano stan chete:
sono fatte più scure. Nascondono frutti
che a una scossa cadrebbero. Le nuvole sparse
hanno polpe mature. Lontano, sui corsi,
ogni casa matura al tepore del cielo.
Non si vede a quest'ora che donne. Le donne non fumano
e non bevono, sanno soltanto fermarsi nel sole
e riceverlo tiepido addosso, come fossero frutta.
L'aria, cruda di nebbia, si beve a sorsate
come grappa, ogni cosa vi esala un sapore.
Anche l'acqua del fiume ha bevuto le rive
e le macera al fondo, nel cielo. Le strade
sono come le donne, maturano ferme.
A quest'ora ciascuno dovrebbe fermarsi
per la strada e guardare come tutto maturi.
C'è persino una brezza, che non smuove le nubi,
ma che basta a dirigere il fumo azzurrino
senza romperlo: è un nuovo sapore che passa.
E il tabacco va intinto di grappa. È così che le donne
non saranno le sole a godere il mattino.

(da Lavorare stanca, Einaudi, 1943)

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LUCIANO ERBA

GARCHES

a S.F.
 
Quando si parla di case di settembre
dolce è dir poco di un ritorno a Garches.
Sei stato su e giù nei sette mari
magari a Machu Picchu e chissà dove
intanto il fogliame del giardino
cresceva tra le piccole prugne
si arrampicava l'uva americana
sulla facciata con le imposte verdi
 
l'autunno ti aspettava
senza chiedere niente.


(da L’ipotesi circense, Garzanti, 1995)

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PAULETTE TAVORMINA, “FIGS”

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LA FRASE DEL GIORNO
Guarda settembre come ti apre il bosco / e sovrasta il tuo desiderio. / Apri le mani, riempile con queste foglie lente / non lasciar che una sola vada perduta.
EUGENIO MONTEJO




Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo, 9 settembre 1908 – Torino, 27 agosto 1950), scrittore, poeta, traduttore, saggista e critico letterario italiano. Nato poeta con Lavorare stanca, si è poi dedicato alla narrativa scrivendo romanzi famosissimi: Paesi tuoiLa luna e i falòLa casa in collina. I suoi temi principali sono il mito e la terra.

Luciano Erba (Milano, 18 settembre 1922 – 3 agosto 2010), poeta, critico letterario, traduttore del secondo Novecento, appartenente alla Quarta generazione della Linea Lombarda. Insegnò Letteratura Francese e Letterature Comparate  all’Università Cattolica di Milano.