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martedì 2 settembre 2025

Gli elementi primordiali


LÉOPOLD SÉDAR SENGHOR

MI SONO RITIRATO

Mi sono ritirato a Popenguine-la-Sereré.
Sono tornato agli elementi primordiali.
All'acqua - dico - al sale, al vento, alla sabbia, al basalto e all'arenaria.
Come il gabbiano bianco e l'anatra nera e il granchio rosa.

Nutrirmi solo di pura passione, come latte di cocco freschissimo.
Addormentarmi con il tuo ricordo, al canto dei mesquite e delle casuarine.

Ma tu già ti annunci con le maree di settembre.
Forti ondate di profumo dal lato delle mente selvatiche.

(da Lettere della stagione delle piogge, 1972)

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Popenguine-Ndayane è un comune del Senegal , situato a 70  km a sud di Dakar, sulla Petite-Côte. Lì, alla villa di la Sereré, durante la stagione delle piogge, che nella zona sudanese-saheliana va da giugno a ottobre, si ritira il poeta - e presidente - senegalese Léopold Sédar Sénghor. È un luogo dove riposare e riflettere, sulla spiaggia atlantica, nella natura ricca di animali e di piante. Ma anche lì, tra gli elementi primordiali, il mondo, l'amore, ciò che si è dimenticato, prima o poi tornano ad affacciarsi.

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LA SPIAGGIA DI POPENGUINE - FOTOGRAFIA © LES BAROUDEURS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Ti desidero, come una felicità adolescenziale in  autunno. / Canto mentre ti scrivo, come il buon artigiano che lavora un gioiello d'oro.
LÉOPOLD SÉDAR SENGHOR, Lettere dalla stagione delle piogge

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Léopold Sédar Senghor (Joal, 9 ottobre 1906 – Verson, Francia, 20 dicembre 2001), politico e poeta senegalese di lingua francese che tra le due guerre fu, con Aimé Césaire, il vate e l'ideologo della négritude, movimento nato per affrancare i popoli africani dal complesso di inferiorità imposto dai colonizzatori.


domenica 5 febbraio 2017

Al pensiero di te

 

LÉOPOLD SÉDAR SENGHOR

E IL DISCO INFUOCATO DEL SOLE

E il disco infuocato del sole declina nel mare vermiglio.
Ai confini della foresta e dell’abisso, mi perdo nel dedalo del sentiero.
L’odore m’insegue forte e altero, a pungere le mie narici
Deliziosamente. Mi insegue e tu mi insegui, mio doppio.
Il sole si immerge nell’angoscia
In una messe di luci, in un’esultanza di colori e di grida irose.
Una piroga sottile come un ago nella ferma intensità del mare,
Uno che rema e il suo doppio.
Sanguinano le rocce di Capo Nase, quando lontano si accende il faro
delle Mamelles.
Al pensiero di te, così mi trafigge la malinconia.
Penso a te quando cammino e quando nuoto,
seduto o in piedi, penso a te mattina e sera,
La notte quando piango e sì, anche quando sono felice
Quando parlo e mi parlo e quando taccio
Nelle mie gioie e
nelle mie pene. Quando penso e non penso,
Cara penso a te.

(da Lettres d’hivernage, 1973 – Traduzione di M.G. Bruni)

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Il sapore della terra africana permea i due terzi dei questa poesia di Léopold Sédar Senghor, poeta e politico senegalese di lingua francese. Sono immagini che vengono proposte alla nostra mente come scene di un film dalla fotografia degna di un Premio Oscar. Poi, nel finale, è l’emozione a emergere, la nostalgia per la donna amata viene a riempire ancora una volta il cuore e la testa, come evocata dalla bellezza dell’Africa.

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Savana

IMMAGINE DA TUMBLR

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LA FRASE DEL GIORNO
Donna nuda,donna nera / vestita del tuo colore che è vita,della tua forma che è bellezza!
LÉOPOLD SÉDAR SENGHOR, Poesie




Léopold Sédar Senghor (Joal, 9 ottobre 1906 – Verson, Francia, 20 dicembre 2001), politico e poeta senegalese di lingua francese che tra le due guerre fu, con Aimé Césaire, il vate e l'ideologo della négritude, movimento nato per affrancare i popoli africani dal complesso di inferiorità imposto dai colonizzatori.


venerdì 29 giugno 2012

Una lettera


LÉOPOLD SÉDAR SENGHOR

LA TUA LETTERA SUL LENZUOLO

La tua lettera sul lenzuolo, sotto la lampada odorosa
azzurra come la camicia nuova che il giovanotto si liscia
canticchiando, come il cielo e il mare e il mio sogno
la tua lettera. Il mare ha il suo sale, e l’aria il latte il pane il riso, dico il suo sale
la vita ha la sua linfa, e la terra il suo senso
il senso di Dio e il suo moto.
La tua lettera. Senza di lei la vita non sarebbe vita
le tue labbra mio sale e mio sole, aria mia fresca e mia neve.

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L’Altro. La presenza dell’Altro nella nostra vita è quello che le dà un senso. Come l’innamorata che spedisce una lettera azzurra a Léopold Sédar Senghor, poeta senegalese di lingua francese, teorico della négritude e, non ultimo, presidente per cinque mandati e ventun anni del suo paese. Non importa neppure che cosa sia scritto in quella lettera: è lì, sul lenzuolo ed emette il suo segnale come un radar. Che nostalgia dei tempi in cui ci si scrivevano lettere profumate, con inchiostro blu. Ci volevano giorni per avere la risposta, si trepidava anche nell’attesa, ma si viveva, si ragionava, si dubitava, ci si macerava, si ripensava a quello che si era scritto, a quello che ci era stato scritto. Adesso premiamo un pulsante e parte l’e-mail, il messaggio in chat, l’SMS… E non c’è più la poesia.

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  image

ELABORAZIONE GRAFICA © DANIELE RIVA

 

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LA FRASE DEL GIORNO
Chi ha cuore ha anche carta.
PROVERBIO ITALIANO




Léopold Sédar Senghor (Joal, 9 ottobre 1906 – Verson, Francia, 20 dicembre 2001), politico e poeta senegalese di lingua francese che tra le due guerre fu, con Aimé Césaire, il vate e l'ideologo della négritude, movimento nato per affrancare i popoli africani dal complesso di inferiorità imposto dai colonizzatori.