STÉPHANE MALLARMÉ
BREZZA MARINA
La carne è triste, ahimè! e ho letto tutti i libri.
Fuggire! Laggiù fuggire! Io sento uccelli ebbri
d’essere tra ignota schiuma e i cieli!
Niente, né antichi giardini riflessi dagli occhi
terrà questo cuore che già si bagna nel mare
o notti! né il cerchio deserto della mia lampada
sul vuoto foglio difeso dal suo candore
né giovane donna che allatta il suo bambino.
Io partirò! Vascello che dondoli l’alberatura
l’àncora sciogli per una natura straniera!
E crede una Noia, tradita da speranze crudeli
ancora nell’ultimo addio dei fazzoletti!
E gli alberi forse, richiamo dei temporali
son quelli che un vento inclina sopra i naufragi
sperduti, né antenne, né antenne, né verdi isolotti…
Ma ascolta, o io cuore, il canto dei marinai!
(da Verso e prosa, 1893 - Traduzione di Luciana Frezza)
.
Il poeta francese Stéphane Mallarmé, sospeso tra la noia della vita quotidiana e il desiderio di una fuga totale attraverso l'arte, esprime la sua profonda crisi esistenziale: è il sogno di un'evasione dalla stagnante mediocrità dei piaceri fisici e intellettuali verso un ignoto spirituale e artistico più che geografico, alla ricerca di quel richiamo della vita e dell'ispirazione che è simboleggiato dal canto dei marinai.
.
FOTOGRAFIA © KISHORE ILLA/PEXELS
.
LA FRASE DEL GIORNO
Sempre con la speranza d'incontrarsi col mare, / Viaggiavan senza pane, senza bastoni o urne / Mordendo il cedro d'oro dell'ideale amaro.
STÉPHANE MALLARMÉ
.
Étienne Mallarmé, detto Stéphane (Parigi, 18 marzo 1842 – Valvins, 9 settembre 1898), poeta, scrittore e drammaturgo francese. Fu uno dei massimi esponenti della poesia simbolista. Nei suoi versi cercò di raggiungere la "poesia pura", mediante un linguaggio che, con ermetica oscurità, comunicasse al lettore attraverso la musicalità del ritmo e dei suoni e la suggestione delle immagini.

Nessun commento:
Posta un commento