JUAN MANUEL INCHAUSPE
È DOLCE ABBANDONARSI ALLA STANZA
È dolce abbandonarsi alla stanza
quando ci siamo lasciati alle spalle
quell'accumulo croccante di ore
bruciate per vivere.
Dolce è la presenza dei mobili,
la linea del tuo collo che accompagna
l'inclinazione della testa sul libro.
Dolce è il fondale marino dei tuoi occhi.
E ancora più dolce è l'ora – quando, già stanco
ma terribilmente libero – accendo
la lampada che spegnerò molto tardi.
Maggio 1966
(da Poesie 1964-1975, 1977)
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Un momento di profonda pace interiore quello fotografato dal poeta argentino Juan Manuel Inchauspe, l'ora serale del ritorno a casa: la dolcezza, la libertà ritrovata, trasformano l'intimità domestica in un rifugio prezioso. L'attenzione si posa sulla quiete degli oggetti e sulla presenza dell'amata.
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DAVID HOCKNEY, "IL SIGNORE E LA SIGNORA CLARK E PERCY"
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LA FRASE DEL GIORNO
C'è un momento / sospeso / dalla luce. / È al crepuscolo / quando il chiarore / vacilla / di fronte alla paziente penombra del cielo / e le membrane dell'ombra / si estendono come piante trasparenti e notturne.
JUAN MANUEL INCHAUSPE, Lavoro notturno
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Juan Manuel Inchauspe (Santa Fé, 13 settembre 1940 - 7 giugno 1991), poeta argentino. A Rosario collaborò con la rivista Alto aire, dove pubblicò le sue prime poesie nel 1965. La sua opera poetica, breve ma intensa, è caratterizzata da un tono intimo e riflessivo, che esplora temi come la solitudine, la morte, l’amore e la scrittura.










