GABRIEL ZAID
CIRCE
La mia patria è nei tuoi occhi, il mio dovere sulle tue labbra.
Chiedimi tutto ciò che vuoi, tranne che io ti abbandoni.
Se naufrago sulle tue coste, se distendendomi sulla tua sabbia
sono un maiale felice, sono tuo, ma non importa.
Appartengo a questo sole che sei, la mia patria è in te.
Non desidero altra corona che l'alloro del tuo stemma.
(da Orologio solare, 1995)
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Circe nel X libro dell’Odissea, è una maga che attira i marinai con il suo canto armonioso mentre tesse al telaio. Li accoglie e offre loro del cibo e del vino miscelati con una potente droga, poi li tocca con la sua bacchetta tramutandoli in maiali pur lasciando intatta la loro coscienza umana per tormentarli. Gabriel Zaid, poeta messicano, reinterpreta in chiave amorosa e ironica il mito omerico: accetta volontariamente e con ironia il destino che era considerato una condanna. Diventare un un maiale felice sulla spiaggia di Circe è una dichiarazione di totale e gioiosa resa all'amore e al desiderio.
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BRITON RIVIÈRE, "CIRCE E I COMPAGNI DI ULISSE"
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LA FRASE DEL GIORNO
Nessuno ama due volte con gli stessi occhi. / Contemplare: fondersi.
GABRIEL ZAID, Pratica mortale
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Gabriel Zaid Giacoman (Monterrey, 24 gennaio 1934), poeta e saggista messicano. Noto per non essere mai apparso in pubblico, ritiene che uno scrittore dovrebbe essere conosciuto per il suo lavoro, non per la sua personalità nella vita reale. I suoi saggi spaziano tra poesia, economia e critica letteraria.









