venerdì 20 aprile 2018

Un’immutabile felicità


LARS GUSTAFSSON

VITA

La vita scorre attraverso il mio tempo,
e io, un volto non rasato,
dove le rughe sono profonde, analizzo le tracce.

Pensieri come bestiame,
avanzano sulla strada per bere,
estati perdute ritornano, ad una ad una,

profonda come il cielo viene la malinconia,
per la pianta di carice che fu,
e le nuvole che allora rotolavano più bianche,

eppure so che tutto è uguale,
che tutto è come allora e irraggiungibile;
perché sono al mondo,

e perché mi prende la malinconia?
E gli stessi lillà profumano come allora.
Credimi: c’è un’immutabile felicità.

(da Poesia, n. 333, Gennaio 2018 - Traduzione di Enrico Tiozzo)

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La vita che scorre nelle terzine del poeta svedese Lars Gustafsson è in fondo la vita di tutti noi, quella quotidiana che ci pone di fronte alle sue feste comandate, ai suoi impegni, alle preoccupazioni, alle corse per fare in tempo, la vita che ci sembra fluire velocemente e che quando ci fermiamo a pensare ci riserva sorprese, tanto che qualche volta, nella meraviglia di un carpe diem, ci accorgiamo che in realtà quella che consideriamo malinconia forse altro non è che felicità.

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Lillà

JULIYA ZHUKOVA, “VECCHIA CASA E LILLÀ”

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LA FRASE DEL GIORNO
Quanta vita può esserci, chiusa nei cassetti? Forse l'intero universo non è che un cassetto chiuso, un ricordo di se stesso?
LARS GUSTAFSSON, Le bianche braccia della signora Sorgedahl




Lars_Gustafsson_02Lars Gustafsson (Västerås, 17 maggio 1936 – 3 aprile 2016), poeta e scrittore svedese. Dalla fine degli Anni ‘50 ha prodotto una copiosa opera letteraria composta da romanzi, saggi, poesie e racconti. Nominato al Nobel, ottenne la Medaglia di Goethe.


giovedì 19 aprile 2018

Le case di gelato


ANTIGONE KEFALA

LA TERRA PROMESSA, I

Le strade erano di pasta dolce
le case di gelato
le bestie di liquirizia.
– Che bello -, abbiamo detto,
– Respirare l’aria verde
come in una favola,
nutrirci di acqua verde, salmastra,
respirare il fumo che si leva
dalle verdi rocce delle colline
e la luna solitaria
inchiodata in fondo al cielo.

(da Assenza, 1992)

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La terra promessa è l’Australia, dove la famiglia della poetessa Antigone Kefala emigrò dalla Grecia nel 1951: e questo paese appare di fiaba, addirittura surreale, un mondo completamente diverso agli occhi di chi è emigrato dall’Europa ancora sconvolta dagli effetti della guerra con davanti tutta una serie di possibilità ma anche gli effetti straniarti di ritrovarsi in un posto del tutto differente per paesaggio, usi e tradizioni.

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Australia

FOTOGRAFIA © SOUTH AUSTRALIA

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LA FRASE DEL GIORNO
Per un Emigrante, il Paese è irrilevante salvo che non sia il suo.
EMILY DICKINSON, Lettera a T.W. Higginson, giugno 1869




KefalaAntigone Kefala (Brăila, Romania,  28 maggio 1935) è una poetessa e narratrice australiana di origini greche, considerata tra le voci principali dell’emigrazione: la sua poesia è spesso centrata sull’alienazione e sulle differenze che prova chi è catapultato in un paese straniero.


mercoledì 18 aprile 2018

Il potere dell’amore


EDNA ST. VINCENT MILLAY

L’AMORE NON È CIECO

L'amore non è cieco. Basta un occhio
per vedere che non sei bello, oppure
quante donne lo sono. Vedi tutti
i tuoi difetti: gli occhi dilatati,
alta la fronte. Di principi estetici
sono troppo imbevuta, fin da piccola,
per poter liberare la mia mente,
dirti perfetto e amarti da morire.
Più sottile è il potere dell'amore:
ha tanta forza che dico "Non bello"
come dicessi "Non qua" o "Non là"
"distesa", oppure "a scrivere una lettera".
So cos'è il bello di cui tutti parlano;
ma mi chiedo se sia così importante.

(Love is not blind, da L’amore non è cieco, Crocetti, 2001 – Trad.di Silvio Raffo)

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L’amore è cieco, si dice spesso, ovvero obnubila le facoltà mentali e ci fa vedere come una dea o un dio la nostra amata o il nostro amato. È un modo di dire molto antico, probabilmente discende dalla notte dei tempi, visto che è attestato già nella Roma di 2400 anni fa: “Amor caecus est”. Anche Shakespeare è d’accordo: “Amore è cieco, e gli amanti non vedono le amabili follie cui s’abbandonano”. È un assunto, o meglio un luogo comune, che la poetessa statunitense Edna St. Vincent Millay, con la sua autoironia e il suo ragionare d’amore spesso anticonvenzionale e provocatorio nell’America di un secolo fa, rovescia di 180 gradi: quello che conta dice, alla fine, non è l’aspetto estetico, ma il sentimento.

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Edna

EDNA ST. VINCENT MILLAY CON IL MARITO EUGEN JAN BOSSEVAIN NEL 1924

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LA FRASE DEL GIORNO
L’amore non è cieco. Forse siamo tutti nati ciechi e l’amore finalmente ci dà la vista.
KAMAND KOJOURI




Edna St. Vincent Millay (Rockland, 22 febbraio 1892 – Austerlitz, 19 ottobre 1950), poetessa e attivista femminista statunitense. Fu insignita del Premio Pulitzer per la Poesia nel 1923. Il poeta Richard Wilbur scrisse di lei che “ha scritto alcuni dei più bei sonetti del secolo”.


martedì 17 aprile 2018

Una mano guantata


ALMUDENA GUZMÁN

MI SFUGGI

Mi sfuggi nei corridoi come
un discobolo unto di olio.
Ma tutto ciò che parla è una mano guantata
dalle mie calze

(Nuda, strofino la sua voce contro i fianchi del lenzuolo
per non addormentarmi così triste).

(da Tu, 1986)

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È una solitudine piena di desiderio quella che racconta la poetessa spagnola Almudena Guzmán: l’assenza, la nostalgia dell’amante lontano hanno anche un contorno fisico: “Velatamente, / facendo scorrere il chiavistello / è arrivata al mio appartamento / una pantera diafana con la pelle di diamante / che mi morderà la nuca quando meno me lo aspetterò. / È il desiderio”. Cedervi, appagarlo, è il solo modo di rendere meno acuta la tristezza.

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Schiele

EGON SCHIELE, “DONNA DISTESA”

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LA FRASE DEL GIORNO
Talvolta l’amore e il desiderio dormono assieme. / In quelle notti si vedono la luna e il sole.
LILIANE WOUTERS, L’aloe




Almudena Guzmán (Navacerrada, 1964) è una poetessa spagnola. Filologa, ha ottenuto un dottorato cin una tesi su Francisco de Quevedo. La sua poetica ha una tendenza neosurrealista venata da una sensualità sincera e naturale. Collabora con il quotidiano ABC.


lunedì 16 aprile 2018

A quei tempi


MARÍA SAUCEDO

SENZA TITOLO

A quei tempi
non valevo niente
e mi consumavo gli occhi

Mettevo il cuore
    nel fango
e ci giocavo a palla

Imparai a scrivere, a leggere
    e a tacere
In questi tempi invece
non valgo niente (talvolta)
ma ora so dove
ho messo il cuore
e mi si riempie di canzoni.

(da Questo ponte, la mia spalla. Voci di donne terzomondiste negli Stati Uniti, 1988)

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Momenti difficili, di angosce spesso immotivate, di sentimenti che danzano da un umore all’altro: l’adolescenza, la gioventù è spesso questo conflitto di emozioni, soprattutto se vissuta in quartieri degradati, come il barrio messicano di Pilsen, a Chicago, dove crebbe la poetessa messicana María Saucedo, immigrata da bambina negli Stati Uniti.

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Schloe

ILLUSTRAZIONE DI CHRISTIAN SCHLOE

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LA FRASE DEL GIORNO
Il cuore umano a me dà l’impressione di un pozzo profondissimo. Nessuno sa cosa ci sia laggiù. Si può solo cercare di immaginarlo dalle cose che ogni tanto vengono a galla.
HARUKI MURAKAMI, I salici ciechi e la donna addormentata




Saucedo

María Saucedo (Monterrey, 23 aprile 1954 – Pilsen, Chicago,12 novembre 1981), poetessa e attivista politica messicana, si impegnò strenuamente per i diritti delle donne e degli immigrati, per l’appoggio a un’educazione bilingue e per la realizzazione di una scuola che ora porta il suo nome. Morì in un incendio a soli 27 anni.


domenica 15 aprile 2018

Non ci sono poeti


MARTHA ASUNCIÓN ALONSO

MUTAZIONI POETICHE

Nella mia famiglia non ci sono poeti.

Però mio nonno Gregorio,
quando annaffiava l’orto a Belinchón,
è rimasto così tanti pomeriggi
a osservare il canale, mormorando:

Non beviamo
l’acqua: è essa a berci.
L’acqua
è
la donna.

No, nella mia famiglia non ci sono poeti.

Ma una volta, da bambina, trovai dei gusci
di un uovo azzurro
ai piedi del mandorlo.
Li mostrai a mio padre e mio padre, silenzioso,
mi insegnò a costruirgli un nido
con i rametti;
e mi spiegò perché: ci sono pezzi di vita
che valgono
interi sogni.

Nella mia famiglia, vi dico, non ci sono poeti.

Ma quando la mia bisnonna
Asunción
vide per la prima volta il mare
- la prima e l’unica -,
mi dicono che restò molto seria, tacendo
a lungo, prima di dire:
 
Grazie
per
gli occhi.

Non so da dove vengo. Nella mia famiglia
non ci sono poeti
cattivi.


(da Wendy, 2015)

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Con paradossale ironia la poetessa spagnola Martha Asunción Alonso afferma che nella sua famiglia non ci sono poeti prima di lei, ma poi con esempi mirati dimostra in effetti il contrario lasciando intendere che una sottile vena poetica attraversa il suo albero genealogico, dal nonno ispirato dalla natura alla bisnonna meravigliata del mare passando per il padre dall’animo gonfio di poesia.

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Illenye

DIPINTO DI JEANNE ILLENYE

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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia è un ramo saldo / a cui ogni tanto lego la mia altalena / per dondolarmi sopra il nero.
ANDONIS FOSTIERIS




Martha AsunciónMartha Asunción Alonso (Madrid, 23 maggio 1986), laureata in Filologia Francese, docente di scuola secondaria e universitaria, ha insegnato in Francia, nei Territori d’oltremare e in Canada. È autrice di Cronologia verde di un autunno (2009), Trattenere la primavera (2011), La solitudine creola (2013), Skinny Cap (2014) e Wendy (2015).


sabato 14 aprile 2018

Il suo amore


IDEA VILARIÑO

LA NOTTE

La notte non era il sogno
Era la sua bocca
Era il suo bel corpo spogliato
Dei gesti inutili
Era il suo volto pallido che mi guardava nell’ombra
La notte era la sua bocca
La sua forza e la sua passione
Era i suoi occhi seri
Le pietre dell’ombra che cadevano nei miei occhi
Ed era il suo amore
Che mi invadeva così lento
Così misterioso.

(da Poesie d’amore, 1957)

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L’amore muta la visione delle notti di Idea Vilariño: la poetessa uruguaiana nel 1950, in un bar del barrio Malvín a Montevideo, ha conosciuto il poeta Juan Carlos Onetti e ora diversa è la dimensione notturna nelle sue poesie, non è più la visione cosmica dell’infinito a dominare, ma la pura passione.

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Goodaboom

MIKI DE GOODABOOM, “AMANTI A PAFO”

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LA FRASE DEL GIORNO
Tra le tue braccia / tra le mie braccia / nelle lenzuola morbide / nella notte / teneri / soli / feroci / nell’ombra / nello scorrere delle ore / tra / un prima e un poi.
IDEA VILARIÑO, Poesie d’amore notturne




Idea Vilariño (Montevideo, 18 agosto 1920 – 28 aprile 2009), poetessa, saggista e critica letteraria uruguaiana. Appartenne al gruppo della Generazione del ‘45 con Juan Carlos Onetti e Mario Benedetti. Le sue poesie sono spesso caratterizzate da una introspezione intima. Pur accettando i premi conferitili, rifiutò di rilasciare interviste, di fare promozione ai propri libri e di commentare la sua poetica.


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