ALBERTO ROJAS JIMÉNEZ
AUTUNNO
Vieni, autunno.
Entra nella mia stanza.
Come un vecchio amico
ti terrò tra le braccia.
Tutto il mio sarà tuo:
le rose, i libri, il piano.
Anche la mia amata, Autunno,
sulla rosa della sua carne
metterai il tuo oro chiaro.
E così sarà tua.
Tua e mia, e condivideremo
le sue carezze e i suoi baci affettuosi.
Entra, Autunno.
Non appoggiare il tuo fascio d'oro
sui vetri.
Entra e spargilo dappertutto
fino a coprire la mia anima.
(da Passeggiava lungo l’alba, 1994)
.
Dalle 2.05, ora dell'equinozio, siamo ufficialmente in autunno. Quest'anno lo accogliamo davvero "come un vecchio amico", quello che toglie di mezzo i resti di un'estate rovente. Così - come nei versi del poeta cileno Alberto Rojas Jiménez - gli spalanchiamo la casa perché vi riversi la sua luce dorata e i suoi colori vivi.
.
FOTOGRAFIA © UMUT RAW/PEXELS
.
LA FRASE DEL GIORNO
E i pingui soli d’autunno / rigurgitano come forzieri / di gioie non possedute.
LALLA ROMANO, L'autunno
.
Alberto Rojas Jiménez (Valparaíso, 21 luglio 1900 – Santiago, 25 maggio 1934), poeta, giornalista e disegnatore cileno. Membro della Generazione del 1920, bohémien e e amico di Pablo Neruda, collaborò come editorialista alla rivista Zig-Zag con lo pseudonimo di Pierre Lhéry e ai giornali La Nación e El Correo de Valdivia.











