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martedì 24 febbraio 2026

Il tempo dell’amore


CAROL ANN DUFFY

ORA

Il tempo dell’amore è mendico, ma anche una sola ora,
lucente come una moneta lanciata, arricchisce l’amore.
Troviamo un’ora per noi, non la passiamo tra fiori
o vino, ma nell’immenso del cielo estivo su un prato.

Ci baciamo per migliaia di secondi; i tuoi capelli
come un tesoro per terra; la luce di Re Mida
che tramuta i tuoi arti in oro. Il tempo rallenta, qui
siamo milionarie, rovesciamo la notte

così che niente di buio finisca la nostra ora di luce,
nessun gioiello reggerà una candela alla bava d’un insetto
che pende dal filo d’erba al tuo orecchio,
nessun candelabro o faro ti metterà più in risalto

di qui. Adesso. Il tempo odia l’amore, lo vuol rendere povero,
ma l’amore fila la paglia in oro, oro, oro.

(da Estasi, 2005 -Traduzione di Floriana Marinzuli e Bernardino Nera)

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La relazione tra tempo e amore è personificata dalla poetessa scozzese Carol Ann Duffy, che ricrea un'atmosfera quasi metafisica: il sole come un re Mida tinge d'oro ogni cosa, anche il corpo dell'amata e aggiunge bellezza alla bellezza dell'amore, alla sua ricchezza.

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FOTOGRAFIA © DOMINIC SANSOTTA/UNSPLASH

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Innamorarsi / è un inferno affascinante; il cuore rannicchiato e riarso / come una tigre pronta a uccidere; le feroci leccate di una fiamma sotto la pelle.
CAROL ANN DUFFY, Estasi

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Carol Ann Duffy (Glasgow, 23 dicembre 1955), poetessa e drammaturga scozzese, direttrice dei corsi di scrittura creativa presso la Manchester Metropolitan University e, dal 1º maggio 2009 Poeta Laureato del Regno Unito. Nelle sue poesie dà spesso voce a personaggi di outsiders.


lunedì 23 febbraio 2026

Il chiaro di luna


CLAUDE McKAY

CANZONE DELLA LUNA

Il chiaro di luna irrompe sulle torri della città,
e cade sul cemento di pietra e d’acciaio,
spargendo la luce splendente come fiori orlati di bianco
sulle rovine d’una bufera portata dal vento.

Sui panni dietro il caseggiato
che pendono come fantasmi da esili fili,
alle belle cose viventi indifferente,
incongruo e strano splende il chiaro di luna.

Qui nessun incanto per la tua presenza,
o luna, folle luna, ripiega la veste che trascini,
il suo argento sembra così antico e severo
contro il bagliore d’un globo elettrico.

Vai a spargere la tua bellezza sui volti ridenti
di fiori felici dai mille colori,
che aspettano in punta di piedi negli spazi selvaggi
per bere il tuo vino a grandi sorsi di rugiada.

1922

(da Poesia n. 219, Settembre 2007  - Traduzione di Antonella Francini)

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Il poeta giamaicano Claude McKay descrive una luce lunare che, anziché portare magia, appare fuori posto e quasi "austera" nel grigio contesto metropolitano di New York, contrapponendo la fredda architettura cittadina alla bellezza vibrante della natura.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Azzurra la luna / si alza sopra i tetti / e la città con lei.
JOSÉ TOLENTINO DE MENDONÇA, Il papavero e il monaco

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Festus Claudius "Claude" McKay (Clarendon, 15 settembre 1890 – Chicago, Illinois, 22 maggio 1948) scrittore e poeta giamaicano-americano. Fu una figura centrale nell'Harlem Renaissance:  le sue poesie sfidavano l'autorità bianca celebrando al contempo la cultura giamaicana e lottavano contro il razzismo.



domenica 22 febbraio 2026

Lunghe onde bianche


JOHN GOULD FLETCHER

LE NUVOLE

Sebbene non ci fosse alcun suono in tutta la casa,
Non potevo fare a meno di ascoltare il grido di quelle lunghe onde bianche increspate
Che raccoglievano le loro forze per infrangersi sulla cupa spiaggia del cielo.

(da Stampe giapponesi, 1918)

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C'è tutta la lezione imagista in questa poesia di John Gould Fletcher: il poeta statunitense amplifica la sensazione e la trasforma in immagine: così, se le nuvole diventano onde, giocoforza il cielo che le ospita deve essere mare.

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FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Perché amo le nuvole? Perché non è possibile conservare una nuvola come è possibile conservare una foglia o un fiore o un minerale − le nuvole sono adesso.
TERRI GUILLEMETS, Cielo sempre diverso, vita sempre diversa

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John_Gould_Fletcher-1927John Gould Fletcher (Little Rock, Arkansas, 3 gennaio 1886 – 10 maggio 1950), poeta imagista e critico d’arte statunitense, primo poeta del Sud a vincere il Premio Pulitzer. Tra le sue opere: Goblins e pagode (1916), Stampe giapponesi (1918), Poesie scelte (1938) e La montagna che brucia (1946).


sabato 21 febbraio 2026

La mia caverna


RAÚL GUSTAVO AGUIRRE

LA CAVERNA

La mia caverna è bella e accogliente.
E lì tutto è possibile.
Non c'è re più potente
che questo essere solitario.

L'unico inconveniente,
è una sensazione particolare,
che qualcosa di essenziale
succede altrove.

19-4-1962

(da una plaquette pubblicata da El búho encantado)

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Nella propria casa ognuno è re, come recita il proverbio. Ma il rovescio della medaglia è quello che nota il poeta argentino Raúl Gustavo Aguirre: l'isolamento che allontana dal mondo, che lascia lontani dagli avvenimenti della storia.

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HERBERT DAVIS RICHTER, "INTERNO LONDINESE"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il cielo si riflette / nella mia tazza da tè / Ogni miracolo è possibile / se c'è una finestra.
RAÚL GUSTAVO AGUIRRE, Antologia

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Raúl Gustavo Aguirre (Buenos Aires, 2 gennaio 1927 – 18 gennaio 1983), poeta argentino. Appartenente al gruppo dell’Invenzionismo, mostrò una certa influenza surrealista. Traduttore di Rimbaud e Apollinaire, diresse per dieci anni la rivista Poesía Buenos Aires.


venerdì 20 febbraio 2026

Qualcosa di grande


FATOS ARAPI

SICURAMENTE 

Nel momento in cui sei venuta da me,
sicuramente qualcosa di grande, umano,
qualcosa di universale
deve essere successo da qualche parte
un bambino deve aver
pronunciato la prima parola nella vita...
Sicuramente. Sicuramente.

(da Poesie e versi, 1966)

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La nascita di un amore è qualcosa che vivifica: il poeta albanese Fatos Arapi la trasforma in un evento cosmico, universale, nobile e fondamentalmente umano, come la prima parola di un bambino.

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DIPINTO DI VLADIMIR VOLEGOV

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Verrai, amore mio, non è vero? / Perché sai che, se potessi, / farei girare il pianeta / come un'arancia nella mia mano, / per far volare il tempo più velocemente / per averti finalmente con me.
FATOS ARAPI, Poesie e versi




Fatos Arapi (Zvërnec, 19 luglio 1930 – Tirana, 11 ottobre 2018), poeta, romanziere, traduttore e giornalista albanese, considerato il più importante poeta del Novecento in patria. Dal 1973, dopo le critiche del regime al Dramma di un anonimo partigiano, non pubblicò più fino al 1989.


giovedì 19 febbraio 2026

Una cosa normale


MISUZU KANEKO

MERAVIGLIA

Mi chiedo perché
la pioggia che cade dalle nuvole nere
brilli come argento.

Mi chiedo perché
il baco da seta che mangia le foglie verdi
del gelso sia così bianco.

Mi chiedo perché
il fior di luna di cui nessuno si cura
  fiorisca  da solo.

Mi chiedo perché
tutti quelli a cui chiedo queste cose
ridano come sia una cosa normale.

(da Sei un’eco? La poesia perduta di Misuzu Kaneko, 2016)

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Il senso di meraviglia davanti alle cose è dei bambini e dei poeti, come la scrittrice giapponese Misuzu Kaneko: interrogarsi, stupirsi di fronte ai fenomeni naturali o a uno stato d'animo è il principio della poesia, è la porta d'ingresso verso la comprensione di ciò che è sotteso al reale.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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  LA FRASE DEL GIORNO  

È del poeta il fin la meraviglia.
GIOVAN BATTISTA MARINO, La Murtoleide

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Misuzu Kaneko nata Teru Kaneko (Nagato, 11 aprile 1903 – Senzaki, 10 marzo 1930), poetessa giapponese. Esordì come scrittrice di poesie per bambini quando era impiegata in una libreria di Shimonoseki ottenendo un grande successo. Dimenticata per anni dopo il suicidio, fu riscoperta nel 1966 dal poeta Setsuo Yazaki che curò la riedizione dei suoi testi.


mercoledì 18 febbraio 2026

Vecchie riviste e dagherrotipi


JORGE TEILLIER

CARTOLINA

Mi dicesti di non innamorarmi della tua sorellina,
quella che aveva ancora paura dei folletti
che escono dagli angoli per rubare le noci.
E ti risposi
che nel cielo potevo leggere il tuo nome
scritto dagli uccelli
e che le nuvole fluttuavano come oche
la domenica nel cortile di casa tua
che mi parlava nella lingua dei passeri.

Questa domenica mi ritroverò ancora in salotto.
a sfogliare vecchie riviste e dagherrotipi
mentre suoni valzer alla pianola.

Qualcuno mi ha detto di nascosto che la primavera sta tornando.
La primavera torna ma tu non torni.
Tua sorella non crede più ai folletti.
Non sapresti come scrivere il mio nome
sulle finestre coperte di brina,
e posso solo contare i miei ricordi
come un mendicante le sue monete nel freddo dell'autunno.

(da Poesie dal paese di mai più, 1963)

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La poesia di Jorge Teillier immerge il lettore in un mondo sonnolento e nostalgico, dove a risaltare è ciò che si ricorda, è quell'atmosfera di un mondo magico e perduto che  non può ritornare mai più. Eppure, disincantato, disilluso, il poeta continua a inseguire quei ricordi, a ricercare quel bambino perduto, quel misterioso senso di felicità, come un mendicante che continui a contare i suoi pochi spiccioli.

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ALBERT CHEVALLIER, "SIGNORA CHE SUONA IL PIANO"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Con te sono stato chi avrei dovuto essere.
JORGE TEILLIER, Per una città fantasma

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Jorge Teillier Sandoval (Lautaro, 24 giugno 1935 - Viña del Mar, 22 aprile 1996), poeta cileno della “Generazione letteraria dei ‘50”, creatore della “poesia larica”. Per lui l’importante in poesia non è l’estetica, ma la creazione del mito e di uno spazio di tempo che trascende il quotidiano.