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sabato 15 agosto 2026

Spettri della calura


VITTORIO SERENI

NELL’ESTATE PADANA

Campitello Eremo Sustinente
luoghi di fascini discreti
moltiplicanti l’orizzonte dei borghi
a passeggiate fuori porta
di sguardi e parole all’orecchio
tra gente incappottata ai primi
geli alle prime nebbie
a un sole timido in un passo d’addio

oggi nomi di spettri della calura
per campagne allucinate e afone
dove un amore dorme
acqua sognante acqua
a tutta quella sete.

(da Stella variabile, Garzanti, 1981)

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La natura che alletta e dissuade. La bellezza onnipresente e imprendibile” scrive riguardo a Stella Variabile il poeta Vittorio Sereni. Quei nomi di paesi del Mantovano usati come incipit evocano ricordi di gite primaverili e di nebbie autunnali. Ma nel cuore dell’estate padana quella memoria malinconica si trasforma nella desolata e afosa realtà dell’oggi, nel vuoto e nella sete di un caldo agosto.


IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Solo vera è l'estate e questa sua / luce che vi livella.
VITTORIO SERENI, Diario d’Algeria

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Vittorio Sereni (Luino, 27 luglio 1913 – Milano, 10 febbraio 1983), poeta italiano, è il capostipite della variante lombarda del novecentismo poetico, detto “Linea lombarda”. Ufficiale di fanteria, viene fatto prigioniero dopo l’8 settembre 1943. Nel dopoguerra è direttore letterario di Mondadori e cura la prima edizione dei Meridiani.


venerdì 14 agosto 2026

Del nome di poeta


BLANCA SARASUA

DOVRANNO ACCETTARCI

"Mi vergogno persino del nome
'poeta'"
- Manuel Mantero

Anch’io, Manuel, mi vergogno
del nome di poeta.

Mi dicono che non è una cosa seria,
che non è qualcosa in cui ci si può destreggiare.
Che non odora di lavoro
questo sudore così vecchio
che ruba brandelli di parole
dalla botola del linguaggio,

Dall'altro lato del vetro,
con il suo valore aggiunto al seguito,
il carillon commerciale di una banca,
distante, eternamente serio.
Strade con le loro vene sclerotiche,
senza scorciatoie proprie,
che evocano un'opposizione alla monotonia.

Vedi, Manuel,
poiché siamo distanti,
molto lontani dalle loro cose
e ai margini del loro tempo,
poiché siamo le lettere minuscole del giornale,
un breviario di voci
mormoranti
punta il dito contro di noi.

Ma scaglia la tua spada contro il mare,
continuate a gridare parole contro di loro.

E se la tua brezza si allontana,
perché non sa
come penetrarli,
cerca un vento d'acciaio,
identìficati come poeta.

Perché un giorno dovranno accettarci,
anche se l'asse terrestre
ruotasse all'indietro
e fosse in una sorta di fionda.

(da Attico per due, 1989)

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È una profonda affermazione di identità, un’orgogliosa rivendicazione dell'arte della scrittura quella della poetessa basca Blanca Sarasua. Ma va anche oltre: è un invito alla resistenza contro il rifiuto sociale o l'incomprensione di coloro che considerano la poesia qualcosa di estraneo alla vita pratica.

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CHRISTIAN SCHLOE, "IL GENTILUOMO"
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  LA FRASE DEL GIORNO 

In questo mondo materialista in cui viviamo, la poesia è per una minoranza.
BLANCA SARASUA, Noticias de Álava, 24 novembre 2025

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Blanca Sarasua Muñoz (Bilbao, 2 novembre 1939), scrittrice e poetessa spagnola. Usa un linguaggio ricco ma semplice e la sua poesia è caratterizzata dall'assenza di rime. Crede nella bellezza dei versi liberi ma ritiene che bisogni andare oltre l'estetica. Rivendica la profondità della poesia e la necessità di tornare ai classici come fonte di valori eterni.


giovedì 13 agosto 2026

Vicente Quirarte


La poetica di Vicente Quirarte, scrittore messicano scomparso l’11 agosto all’età di 72 anni, si definisce come una difesa dell'arte di “scrivere con tutto il corpo”: la creazione letteraria viene vissuta come un'esperienza fisica, eroica e vitale. Per Quirarte, la poesia non è un semplice esercizio da scrivania; è uno spazio di battaglia quotidiana in cui coesistono la storia del Messico, l'amore, la vita urbana e un dialogo costante con la tradizione letteraria.

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FOTOGRAFIA © URIEL SANTIAGO VELASCO

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UNA DONNA E UN UOMO

Una donna e un uomo possono, ad esempio,
entrare in un albergo (quel tempio nascosto
che appare quando viene chiamato)
e fare l'amore in pieno giorno.

Ma una donna e un uomo devono prima
andare al cinema, anche se non capiscono mai
cosa succede sullo schermo,
e lui vede la peluria sulla guancia di lei,
e lei preme la mano contro la coscia di lui quando ha paura.

Oppure una donna e un uomo possono
fare una passeggiata, e la sua mano sembra
un'estensione della sua vita,
e allora il ritmo
della sua camminata si fa più pronunciato,
perché è solo come
una nave che solca l'alto mare
alle soglie della primavera.

O pagare il caffè ormai freddo quando i loro occhi
e le loro mani hanno detto sì mille volte.
E poi, senza toccarsi, fare o dire nulla,
una donna e un uomo possono finalmente
entrare in un albergo e donarsi l'uno all'altra,
lasciando la finestra aperta per far entrare
la brezza tiepida dai parchi,
il mormorio di chi esce dal cinema,
il tintinnio dei campanelli contro le tazze,
la voce flebile che dice "così".

(da Fra Filippo Lippi: Canzoniere di Lucrezia Buti, 1982)

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TRE POESIE DI CARRARA, II

(Mezzogiorno)

Prima, c'è una sete di labbra rivolte verso l'esterno,
un'apertura di palpebre gonfie
di tutta la sabbia del mare e del sole alto.
C'è un incantesimo di schiuma tremante,
un canto lontano di un bambino annegato,
di marmo in attesa di essere ferito.

Porto tra i giorni
il memoriale della tua pelle,
un diario di bordo in ore empie,
senza un marinaio capace di finirlo,
senza un'isola su cui placare la sete dei navigatori
stanchi di esaurire i loro baci
sulla pelle blu del mare e la sua menzogna.

Di fronte al Tirreno, abbiamo bevuto vino bianco
e la sabbia e il sole e quel desiderio
contenuto e sereno come il marmo
dove batte un sangue più eterno.

La violenza è iniziata con le tue parole:
"Non indosso niente sotto il vestito".
Il tocco del tuo corpo con il mio,
il mattino presto, il freddo, ti amo così tanto,
sono storie già raccontate da altri.

(da Fra Filippo Lippi: Canzoniere di Lucrezia Buti, 1982)

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Altre poesie di Vicente Quirarte sul Canto delle Sirene:

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  LA FRASE DEL GIORNO 

La poesia è come la peste: non si può sfuggirle. O – per usare un'analogia meno ripugnante – è come l'amore; Quando l'amore arriva, o desidera arrivare, arriva, prima o poi.
VICENTE QUIRARTE, Círculo de Poesia, 16 maggio 2005

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Vicente Quirarte Castañeda (Città del Messico, 19 luglio 1954 – 11 agosto 2026), poeta, saggista e scrittore messicano, autore di opere in vari generi letterari, come drammaturgia, poesia e letteratura fantastica. Presso l’Università Nazionale Autonoma del Messico ha lavorato come professore, ricercatore e coordinatore di workshop. Tra i suoi temi la storia del Messico, l'amore e la vita quotidiana.


mercoledì 12 agosto 2026

La pioggia delle stelle


DORIS KAREVA

LA PIOGGIA DELLE STELLE INFITTISCE

La pioggia delle stelle infittisce

Qualcuna si impiglia sul petto
e riluce misteriosa.

La barca bordeggia sulle acque agitate.

Quand’è stata l’ultima volta che hai disegnato
sulla sabbia bagnata una parola
viva?

(da In sogno ho visto il mondo, Bompiani, 2024 - Traduzione di Daniele Monticelli)

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Un misticismo delicato, fragile ma al contempo profondo, che collega il cosmo al mondo interiore e ai sentimenti: la poetessa estone Doris Kareva ricrea testi che sembrano quasi un oracolo. Sono parole che è facile meditare in queste sere in cui le Perseidi attraversano il cielo.

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FOTOGRAFIA © LOLA RUSSIAN/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Pare che giunga l’ora / in cui occorre / riconoscere qualcosa, / cambiare qualcosa, anzitutto in se stessi, / fare qualcosa, / affinché sulla terra diventi più chiaro.
DORIS KAREVA, In sogno ho visto il mondo

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Doris Kareva (Tallinn, 28 novembre 1958), poetessa, traduttrice ed editrice estone. La sua poesia è caratterizzata da un’assoluta aderenza alla forma e da una scelta minimale delle parole.  Molti dei suoi testi, alcuni pensati direttamente per il palcoscenico, sono stati portati in scena in tutta Europa.


martedì 11 agosto 2026

Nel nostro spazio


LES MURRAY

FANTASCIENZA

Posso
viaggiare più veloce della luce,
e così puoi fare anche tu,
alla velocità del pensiero;
obiezione:
i nostri fumetti di pensiero
acquisiscono
uno strato invisibile all'arrivo;
nessuno laggiù ci vede;
scendere è impossibile
per essere reali o presenti;
telefoni e videotelefoni
sono quasi peggio;
restiamo immobili
nel nostro spazio,
scherzando e chiacchierando
con chi raggiungiamo,
ma non possiamo mai toccare
il nulla che ci tormenta;
quanto è bello, terrificante
e solitario tutto questo.

(da Più alto da sdraiato, 2010)

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La fantascienza, il viaggio interstellare e la tecnologia futuristica sono usati dal poeta australiano Les Murray, spesso polemico con la modernità e l'urbanesimo, come metafora per mettere in risalto la solitudine, i limiti del pensiero umano e l'alienazione causata dalle comunicazioni moderne. Non è quindi una visione del domani la fantascienza di Murray, ma uno specchio delle ansie e dell'isolamento del presente.

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FOTOGRAFIA © COTTONBRO STUDIO/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Le religioni sono grandi poesie lente, mentre la maggior parte delle poesie sono religioni brevi e veloci.
LES MURRAY, Una foresta che lavora

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Leslie Allan Murray, detto Les (Nabiac, 17 ottobre 1938 – Taree, 29 aprile 2019), poeta e scrittore australiano. Profondamente legato al dialetto australiano e alla linfa vitale e al ritmo del mondo rurale che evoca, crea una musica linguistica ricca e fertile che segue non solo le correnti della vita umana, ma anche il mondo della natura nel senso più ampio in cui tale vita è inserita.


lunedì 10 agosto 2026

Centenario di Blanca Varela


Blanca Varela, di cui ricorre oggi il centenario della nascita, è considerata una delle voci più importanti e profonde della poesia peruviana del Novecento. Il suo stile si distingue per l'essenzialità, il rifiuto dei fronzoli e l'uso magistrale del silenzio e dell'oscurità come strumenti per esplorare la coscienza. La sua poetica rifiuta il sentimentalismo superficiale per abbracciare l'ironia e la violenza della vita quotidiana in una costante esplorazione del limite corporeo, del dolore e della maternità vissuta in modo viscerale.

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FOTOGRAFIA © CAMERA PERUANA

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CURRICULUM VITAE

Diciamo che hai vinto la gara
e il premio
era un'altra gara,
che non hai bevuto il vino della vittoria
ma il tuo stesso sale,
che non hai mai sentito applausi
ma l'abbaiare dei cani,
e che la tua ombra,
la tua stessa ombra,
era il tuo unico
e sleale concorrente.

(da Canto villano, 1978)

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COSÌ SIA

Il giorno è finito,
appena consumato e già inutile.
La grande luce comincia,
tutte le porte cedono a un uomo addormentato,
il tempo è un albero che non smette mai di crescere.

Il tempo,
la grande porta socchiusa,
la stella abbagliante.

Non è con gli occhi che si assiste alla nascita
di quella goccia di luce che sarà,
che un giorno fu.

Canta, ape, senza fretta,
viaggia attraverso il labirinto illuminato,
in festa.

Respira e canta.
Dove tutto finisce, spiega le tue ali.
Tu sei il sole,
il pungiglione dell'alba,
il mare che bacia le montagne,
la chiarezza assoluta,
il sogno.

(da Canto villano, 1978)

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Altre poesie di Blanca Varela sul Canto delle Sirene:

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Al di fuori della poesia, tutto è caos.
BLANCA VARELA, Quehacer, n. 99 - Gennaio febbraio 1996

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Blanca Leonor Varela Gonzales (Lima, 10 agosto 1926 - 12 marzo 2009), poetessa peruviana, considerata una delle voci più importanti del Sudamerica. Nel 1949 si trasferì a Parigi per vivere il clima letterario dell’epoca, con Octavio Paz e i grandi poeti e scrittori francesi e spagnoli. Nel 1962 ritornò in patria. Della sua poesia Paz scrisse che “è un segno, un incantesimo contro e verso il mondo”.


domenica 9 agosto 2026

Che dolce vita


ARMANDO ROJAS GUARDIA

DOMENICA

Che
dolce vita
il cielo il mare il porto
i gabbiani
la luce sull'asfalto
qua e là un'ombra
fresca.

Paese sonoro
la donna che passa e cammina
nell'aria
il ritmo
strada di piombo e sole molto caldo
che scala la collina sopra case
bianchissime e cielo puro cielo
che brucia che arde che si perde
e poi scende:
                         mare
A fatica
abbiamo strappato l'argento appiccicoso
dall'oceano, il flaccido tremore
dell'acqua e le piume brillanti
sommerse e calde:
                                   sole
e voci fresche, frutti caldi:
tutto in un vasto blu, maturo e splendente,
come il fondo del cielo a mezzogiorno.

(da Ardendo dello stesso amore, 1979)

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Ad epigrafe di Sole giovane, la sezione che racchiude questa poesia, il poeta venezuelano Armando Rojas Guardia pone un verso di José Martí: "Con il sole che era oro puro". Ed è quel sole che sorge dall'oceano in una mattina di domenica e trasforma il giorno in una tregua sacra, uno spazio di epifania mistica e una profonda celebrazione della vita e dei sensi.

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FOTOGRAFIA © TOM FISK/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

So che Tu / vibri qui / tra le onde / come un presagio, / che risplendi / luminosamente / nell'ardore mattutino / del mare calmo.
ARMANDO ROJAS GUARDIA, Ardendo dello stesso amore

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Armando Rojas Guardia (Caracas , 8 settembre 1949 –  9 luglio 2020), poeta, critico letterario e saggista venezuelano. Nel 1981, contribuì attivamente alla formazione del Grupo Tráfico.  La sua opera è comunemente associata al pensiero mistico latinoamericano, insieme ad alcuni aspetti legati alla sensualità.