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venerdì 20 marzo 2026

Il profumo dei giacinti


AMY LOWELL

EQUINOZIO DI PRIMAVERA

Il profumo dei giacinti, come una pallida nebbia, si frappone
tra me e il mio libro;
E il vento del sud, che attraversa la stanza,
Fa tremare le candele.
I miei nervi si agitano per uno scroscio di pioggia sulla persiana,
E sono a disagio per l’erompere dei germogli verdi
Fuori, nella notte.
 
Perché non sei qui a sopraffarmi con il tuo
amore teso e urgente?

 
(da Immagini del mondo fluttuante, 1919)

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Alle 15.46 con l'equinozio ha inizio la primavera. La poetessa statunitense Amy Lowell gioca con il dogma imagista che preferisce la presentazione alla rappresentazione e si allontana dalle più classiche celebrazioni primaverili della rinascita, esplorando piuttosto un desiderio irrequieto e una profonda tensione erotica.

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IMMAGINE © O SULVIA/PDP

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Un altro caro mese, un altro marzo / se ne va con il suo equinozio in fiore.
DARIA MENICANTI, Ultimo quarto

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Amy Lawrence Lowell (Brrokline, Massachusetts, 9 febbraio 1874 – 12 maggio 1925), poetessa statunitense della scuola imagista, che promosse il ritorno ai valori classici e alla precisa immediatezza delle immagini. Vinse il premio Pulitzer, postumo, nel 1926. Suo riferimento poetico fu Ezra Pound, sua musa la compagna di vita Ada Dwyer Russell.


giovedì 19 marzo 2026

Mi è rimasto un sorriso


JOAN MARGARIT

RIFUGI

Ne ho conservati pochi: uno di questi
è il ricordo di quelle
mattine d'inverno a Girona
con le strade coperte di neve.
Il fumo di una stufa
cominciò lentamente a scrivere una futura poesia.
 
Ho pochi rifugi: gli odori
che collezionavo raccogliendo
pacchetti di tabacco vuoti dal pavimento,
quella mitica bionda che portava con sé
un profumo di nomi di film.
 
Una fotografia di mio padre sorridente
che guarda candidamente verso la macchina fotografica.
Ho smesso di ascoltarlo.
Smise di parlare e di ascoltare.
Mi è rimasto un sorriso, solo quello
nella fotografia.
Non ho bisogno di altro per non essere orfano.

 
(da Calcolo strutturale, 2005)

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Tra i rifugi del poeta catalano Joan Margarit ci sono quelli dell'infanzia e dell'adolescenza e c'è soprattutto il padre - il sorriso in una fotografia, quando non c'è più: ma basta quello a far sentire il figlio meno solo, a fargli sentire attraverso il ricordo quell'eredità e quell'appartenenza.

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BORIS SUBOTIC, "PADRE E FIGLIO"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Ciò che sopravvivrà di noi è l'amore.
PHILIP LARKIN, Le nozze di Pentecoste e altre poesie

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Joan Margarit i Consarnau  (Sanaüja, 11 maggio 1938 – Sant Just Desvern, 16 febbraio 2021), poeta e architetto catalano. Si definiva poeta bilingue catalano/castigliano, disdegnava le correnti poetiche e considerava il poeta  "l’essere più realista e più pragmatico perché beve dalla realtà”.


mercoledì 18 marzo 2026

La poesia è pronta


TOMAS TRANSTRÖMER

UCCELLI MATTUTINI

Avvio il motore,
il parabrezza è coperto di polline.
Metto gli occhiali da sole.
Il canto degli uccelli si oscura.

Mentre un altro compra il giornale alla stazione
vicino a un grande vagone merci
tutto rosso di ruggine che scintilla al sole.

Niente spazi vuoti qui.

Attraverso il tepore primaverile un freddo corridoio
dove qualcuno passando in fretta
racconta che lo si è calunniato
fin su in presidenza.

Da una porta sul retro del paesaggio
arriva la gazza
bianca e nera. L’uccello dell’Intero.
E il merlo si muove a zig zag
finché tutto diventa un disegno a carboncino,
tranne i vestiti bianchi sul filo del bucato:
un coro di Palestrina.

Niente spazi vuoti qui.

Stupendo sentire come la mia poesia cresce
mentre io mi ritiro.
Cresce, prende il mio posto.
Si fa largo a spinte.
Mi toglie di mezzo.
La poesia è pronta.

(da Poesia del silenzio, Crocetti, 2001 - Traduzione di Maria Cristina Lombardi)

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La poesia spesso si impone da sé, emerge dal quotidiano, addirittura si scrive con urgenza, prima che le immagini vadano sprecate, perdute, come in questi versi del Premio Nobel svedese Tomas Tranströmer.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Tuttavia, ero più interessato alle macchine a vapore che a quelle elettriche. In altre parole, ero più romantico che tecnico.
TOMAS TRANSTRÖMER

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Tomas Tranströmer (Stoccolma, 15 aprile 1931 – 26 marzo 2015), scrittore, poeta e traduttore svedese, Nel 2011 è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: "perché attraverso le sue immagini condensate e traslucide, ci ha dato nuovo accesso alla realtà". La sua opera è posta tra Modernismo, Espressionismo e Surrealismo.


martedì 17 marzo 2026

Ti aspetto sempre


IDEA VILARIÑO

LETTERA III

Amore mio
non dimenticare
che ti aspetto sempre
ogni notte ti aspetto.
Sono qui
non dormo
non faccio altro che questo
ti aspetto
ti aspetto.
Suona l'una.
Poi chiudo la porta
l'amore
la speranza,
e nell'ombra
nella notte
con occhi vuoti
fisso senza vedere
senza lamentarmi
senza dolore
il muro.
Lo fisso intensamente
finché non arriva il sonno.

(novembre 1959-febbraio 1960)

(da Poesie d'amore, 1965)

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Un amore contrastato quello tra Idea Vilariño e Juan Carlos Onetti: lei passionale e riservata, lui timido e inquieto. Il poeta la abbandonò troncando la loro relazione per sposare improvvisamente un'altra, Dorothea Muhr, che restò con lui per tutta la vita. Ma Idea piombò in una dolorosa e nostalgica solitudine: "Amore, / dalle ombre, / dal dolore, / amore, / ti chiamo / dal pozzo soffocante della memoria, / senza niente che mi aiuti, niente che ti aspetti".

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ALINA SIBRERA, "SONNELLINO POMERIDIANO"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Ma ti amo  / adesso, ti amo / oggi /  questo pomeriggio, ti amo / come ti ho amato altri pomeriggi / disperatamente / con amore cieco, / con rabbia /  con la più triste consapevolezza / oltre i desideri / o le illusioni / o le aspettative.
IDEA VILARIÑO, Poesie d'amore

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Idea Vilariño Romani (Montevideo, 18 agosto 1920 – 28 aprile 2009), poetessa, saggista e critica letteraria uruguaiana. Appartenne al gruppo della Generazione del ‘45 con Juan Carlos Onetti e Mario Benedetti. Le sue poesie sono spesso caratterizzate da una introspezione intima. Pur accettando i premi conferiti, rifiutò di rilasciare interviste, di fare promozione ai propri libri e di commentare la sua poetica.


lunedì 16 marzo 2026

Il battiporta


MARIO BENEDETTI

È COSI POCO

Ciò che sai
è così poco
ciò che sai
di me
ciò che sai
sono le mie nuvole
sono i miei silenzi
sono i miei gesti
ciò che sai
di me
ciò che sai
è la tristezza
della mia casa vista da fuori
sono le persiane della mia tristezza
il battiporta della mia tristezza.

Ma tu non sai
niente
al massimo
a volte pensi
che sia così poco
ciò che so
ciò che so
di te
ciò che so
cioè le tue nuvole
o i tuoi silenzi
o i tuoi gesti
ciò che so
è la tristezza
della tua casa vista da fuori
sono le persiane della tua tristezza
il battiporta della tua tristezza.

Ma tu non bussi.
Ma io non busso.

(da L'amore, le donne e la vita, 1995)

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La solitudine e la malinconia nascono spesso dall'incomunicabilità tra le persone che, pur nella vicinanza, ignorano l'altro, o quanto meno non approfondiscono e non vanno al di là di una conoscenza superficiale, incapaci - come in questi versi del poeta uruguaiano Mario Benedetti - di penetrare l'apparenza, di raggiungere la parte più profonda e autentica della personalità.

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FOTOGRAFIA © OSTSEEWELLEN/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO 

A volte non mi sento / così solo / se immagino, / o meglio, se so  / che oltre la mia / e la tua solitudine, / ci sei di nuovo, / anche se ti stai solo chiedendo / cosa verrà / dopo la solitudine.
MARIO BENEDETTI, Poesie di altri

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Mario Orlando Hamlet Hardy Brenno Benedetti-Farugia, noto come Mario Benedetti (Paso de los Toros, 14 settembre 1920 – Montevideo, 17 maggio 2009), poeta, saggista, scrittore e drammaturgo uruguaiano. Figlio di immigrati italiani, fece parte della Generazione del’45. Nel 1973 fu costretto all’esilio dal golpe militare. Rientrò nel 1983.


domenica 15 marzo 2026

Questo posso fare


DULCE MARÍA LOYNAZ

PREZZO

Tutta la vita era
sulle tue labbra pallide...
Tutta la notte era
nel mio bicchiere tremante...

E io, vicino a te,
con il vino in mano,
non bevevo né baciavo...

Questo posso fare: questo valgo.

(da Versi 1920-1938, 1938)

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"Io sono ciò che non rimane / né ritorna. Sono qualcosa / che, dissolto in ogni cosa, / non è in nessun luogo…": la poetessa cubana Dulce María Loynaz stabilisce il prezzo per il suo amore, ed è quello che si paga con il desiderio, con l'attesa che è essa stessa piacere, per citare la spesso citata frase di Gotthold Ephraim Lessing resa celebre dalla pubblicità del Campari.

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LILLYA NIKOLOVA, "DONNA CON BICCHIERE DI VINO"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Se mi ami, non mi dividere: / amami tutta… o non amarmi!
DULCE MARÍA LOYNAZ, Versi 1920-1938

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Dulce María Loynaz (L'Avana, 10 dicembre 1902 – 27 aprile 1997), scrittrice e poetessa cubana. Il suo romanzo Giardino (1951) fu precursore del Realismo magico sudamericano. Figlia del generale Enrique Loynaz del Castillo, dopo la Rivoluzione cubana si isolò dalla vita sociale ma non volle abbandonare l’isola. Ottenne il Premio Cervantes nel 1992.


sabato 14 marzo 2026

Tutto ciò che la seduce


AMALIA GUGLIELMINETTI

LE SEDUZIONI

Colei che ha gli occhi aperti ad ogni luce
e comprende ogni grazia di parola
vive di tutto ciò che la seduce.

Io vado attenta, perché vado sola,
e il mio sogno che sa goder di tutto,
se sono un poco triste mi consola.

In succo io ho spremuto ogni buon frutto,
ma non mi volli saziare e ancora
nessun mio desiderio andò distrutto.

Perciò, pronta al fervor, l’anima adora
per la sua gioia, senza attender doni,
e come un razzo in ciel notturno ogni ora

mi sboccia un riso di seduzioni.

(da Le seduzioni, S. Lattes e C., 1909)

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Audace e anticonformista, Amalia Guglielminetti, amica e amante di Guido Gozzano, era un'anima vivace, curiosa e indipendente, che sapeva nutrirsi delle seduzioni della vita, camminando sola e godendo di ogni emozione senza mai saziarsi: una donna libera, moderna per il suo tempo, attenta e consapevole, che trovava consolazione nel sogno e nell'esperienza personale, a simboleggiare una vita vissuta pienamente.

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ELABORAZIONE IA DI UN'IMMAGINE DI AMALIA GUGLIELMINETTI

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Poiché, se alcun le sue treccie ha disfatte, / od impresse d'un morso la sua gola, / o lasciò le sue labbra più disfatte, // ella è pur sempre quella che va sola.
AMALIA GUGLIELMINETTI, Le seduzioni

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Amalia Guglielminetti (Torino, 4 aprile 1881 – 4 dicembre 1941), scrittrice e poetessa italiana. L'accento più profondo della sua poesia è in quel senso di tristezza e di tedio, in cui alla fine si conchiude la sterile pena della carne, alla quale in realtà la poetessa soggiace come vittima, mentre s'illude di dominarla per deliberata volontà di esperienza.