Statistiche web

mercoledì 28 ottobre 2026

La mia nuda roccia


LEONARD NATHAN

CERCHIA FAMILIARE

Quando lasciai Itaca
per la grande battaglia,
ero una persona solare, intelligente
e determinata, e gentile
per via della mia inesperienza.

Pensavo di tornare presto
perché la Terra è perfettamente
circolare, ma ho scoperto che,
per quanto si voglia andare dritti,
ciò che sopravvive è curvo.

Ebbene, eccomi qui, finalmente,
pellegrino malconcio verso un santuario umile,
la mia nuda roccia e la mia vecchia moglie
disposte con aria cupa ad accogliere ciò che offro:
una cicatrice e una storia incredibile.

Vedo gli occhi di mio figlio sollevarsi furtivamente
dal piatto, mentre chiede a cosa servisse:
battaglia, naufragio e simili bugie.
Serviva a questo, figliolo, a questo:
al mio mangiare e alla tua domanda.

(da Caro sangue, 1980)

.

Odisseo, tornato finalmente a Itaca dopo lunghi anni di peripezie, dalla guerra di Troia al lunghissimo drammatico viaggio di ritorno, in questi versi del poeta statunitense Leonard Nathan deve fare i conti con la realtà e la disillusione: la reggia altro non è che un santuario umile, Penelope invecchiata di vent'anni, la fredda e malinconica accoglienza da parte della sua stessa famiglia. Nathan fa riflettere con amara ironia sul divario generazionale e sull'inutilità delle durezze della vita.

.

JOHANN AUGUST NAHL IL GIOVANE, "TELEMACO RICONOSCE SUO PADRE"



   LA FRASE DEL GIORNO   

Un uomo che ha vissuto esperienze amare e ha viaggiato a lungo, dopo un certo tempo apprezza persino le sue sofferenze.
OMERO, Odissea

.



Leonard E. Nathan (El Monte, California, 8 novembre 1924 – Marin, California, 3 giugno 2007), poeta e critico letterario statunitense. La sua poesia si distingue per l'economia verbale e l'equilibrio tra pragmatismo e lirismo con la convinzione chela parola poetica sia un atto di comunicazione morale in una cultura precaria.


martedì 27 ottobre 2026

Una corda color rum


FRANK MARSHALL DAVIS

LADY DAY

La sua voce, una corda color rum,
Avvolge fili di flanella
Intorno ai lati morbidi di note gravi
Che si siedono correttamente
Sulla loro scala esatta
Lei tira
E le note cadono
Nel suo stampo incandescente
Dal suono fiammeggiante.

(da Black Moods, 2002)

.

"Lady Day" è il nomignolo della cantante jazz Billie Holiday: il poeta statunitense Frank Marshall Davis concepisce un vibrante e intimo omaggio alla leggendaria interprete descrivendo la straordinaria potenza vocale ed espressiva della cantante attraverso immagini cariche di intensità visiva e sensoriale. Il testo riflette pienamente lo stile tipico di Davis, profondamente influenzato dalle strutture ritmiche del jazz e del blues.

.

IMMAGINE © WALLPAPERACCESS

.


   LA FRASE DEL GIORNO   

La voce bruciata di Billie Holiday / aveva tante ombre quante luci, / un candelabro malinconico contro un pianoforte elegante, / la gardenia, la sua firma, sotto quel volto rovinato.
RITA DOVE, Note di abbellimento

.



Frank Marshall Davis (Arkansas City, Kansas, 31 dicembre 1905 – Honolulu, Hawaii, 26 luglio 1987), scrittore, poeta, attivista politico e sindacale e uomo d'affari statunitense. I suoi versi liberi, spesso di impegno sociale, imitano il ritmo sincopato del jazz e la struttura ripetitiva e malinconica del blues.

lunedì 26 ottobre 2026

La luna rossastra


T.E. HULME

AUTUNNO

Un tocco di freddo nella notte autunnale —
Sono andato in giro
E ho visto la luna rossastra sporgersi da una siepe
Come un contadino con la faccia rubizza.
Non mi sono fermato a parlare, ma ho annuito,
E tutt'intorno c'erano stelle malinconiche
Con la faccia bianca come quella dei bambini di città.

(da Per il Natale MDCCCCVIII, 1908)

.

Invece di perdersi in lunghe riflessioni morali, in nome della dottrina imagista, il poeta inglese T.E. Hulme, preferisce scattare una rapida "fotografia verbale" capace di suggerire un contrasto tra il mondo rurale e quello urbano antropomorfizzando la luna e le stelle.

.

FOTOGRAFIA © ANDREA GAMBIRASIO/PEXELS

.


   LA FRASE DEL GIORNO   

Tutte le emozioni sono il minerale da cui si può trarre la poesia.
T.E. HULME, Poesia e teatro

.



Thomas Ernest Hulme (Endon, 16 settembre 1883 – Oostduinkerke, Belgio, 28 settembre 1917), critico e poeta inglese. Attraverso i suoi scritti su arte, letteratura e politica, ha avuto una notevole influenza sul modernismo. Filosofo estetico, fu il padre dell'imagismo. Cadde colpito da una granata durante la Prima guerra mondiale.


domenica 25 ottobre 2026

Un mazzo di baci


RICHARD BRAUTIGAN

L'ATTESA

Mi sembrò che fossero passati
anni
prima
che raccogliessi
un mazzo
di baci
dalle sue labbra
e li mettessi
in un vaso color alba
nel
mio
cuore.

Ma
l'attesa
ne valse la pena.

Perché
ero innamorato.

(da La pillola contro il disastro minerario di Springhill, 1969)

.

I versi di Richard Brautigan, poeta statunitense inserito nel postmodernismo e nell'avanguardia della Beat Generation, sono come brevi respiri e del respiro hanno il ritmo. Riesce così a trasformare i baci in fiori che si raccolgono e si conservano,  rendendo l'amore qualcosa di concreto a cui aggrapparsi.

.

VLADIMIR KUSH, "ROSE IN ATTESA"

.


   LA FRASE DEL GIORNO   

A tutte le ragazze dovrebbe essere / dedicata una poesia, anche se per farlo /  dovessimo capovolgere questo dannato mondo.
RICHARD BRAUTIGAN, Rommel avanza in profondità in Egitto

.



Richard Gary Brautigan (Tacoma, Washington, 30 gennaio 1935 – Bolinas, California, 16 settembre 1984), poeta e scrittore statunitense.  Spesso associato alla Beat Generation e alla successiva controcultura hippy, è una delle voci più originali, eccentriche e malinconiche della letteratura americana.


sabato 24 ottobre 2026

Segni selvaggi


TOMAS TRANSTRÖMER

SCHIZZO IN OTTOBRE

Il rimorchiatore è coperto di ruggine. Cosa ci fa così lontano dalla costa?
È una pesante lampada bruciata, rovesciata dal freddo.
Ma gli alberi conservano ancora i loro colori, segni selvaggi verso l'altra riva,
come se qualcuno volesse essere riportato a casa.

Sulla via del ritorno, vedo funghi dell'inchiostro che spuntano dall'erba.
Queste dita protese in cerca d'aiuto, appartengono
a qualcuno che singhiozza laggiù nell'oscurità.
Noi apparteniamo alla terra.

(da Sentieri, 1973)

.

Tomas Tranströmer, poeta svedese insignito con il Premio Nobel 2011, evoca l'atmosfera autunnale tipica del paesaggio nordico, unendo gli elementi quotidiani a una profonda risonanza psicologica ed esistenziale.

.

FOTOGRAFIA © EFREM EFRE/PEXELS

.


   LA FRASE DEL GIORNO   

Ogni rappresentazione astratta del mondo è impossibile quanto la planimetria di una tempesta.
TOMAS TRANSTRÖMER, Il grande enigma

.



Tomas Tranströmer (Stoccolma, 15 aprile 1931 – 26 marzo 2015), scrittore, poeta e traduttore svedese, Nel 2011 è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: "perché attraverso le sue immagini condensate e traslucide, ci ha dato nuovo accesso alla realtà". La sua opera è posta tra Modernismo, Espressionismo e Surrealismo.


venerdì 23 ottobre 2026

Dammi la mano


MAYA ANGELOU

UNA PRESUNZIONE

Dammi la mano
Fammi spazio
per guidarti e seguirti
oltre questa rabbia di poesia.

Lascia che altri abbiano
l’intimità di
parole toccanti
e amino la perdita
dell’amore

Dammi la mano.

(da Oh, prego che le mie ali mi calzino bene, 1975)

.

La poetessa statunitense Maya Angelou in amore privilegia una connessione umana tangibile, una presenza solida e reale, rifiutando le parole astratte e la rappresentazione romantica, propugnando una relazione paritaria ed equilibrata senza alcuna sottomissione.

.

FOTOGRAFIA © KENNETH SURILLO/PEXELS

.


   LA FRASE DEL GIORNO   

Non mi fido delle persone che non si amano e mi dicono: “Ti amo”... C’è un proverbio africano che dice: “Stai attento quando una persona nuda ti offre una maglietta”.
MAYA ANGELOU, 16th-annual Families Alive Conference, 8 maggio 1997

.



Maya Angelou, nata Marguerite Annie Johnson (Saint Louis, Missouri, 4 aprile 1928 – Winston-Salem, North Carolina, 28 maggio 2014), poetessa, attrice e ballerina statunitense. Secondo Harold Bloom, «La sua poesia ha un vasto pubblico, ma pochissima stima critica. È, in tutti i sensi, "poesia popolare" e non impone al lettore alcuna richiesta formale o cognitiva».


giovedì 22 ottobre 2026

Una rete di sguardi


ROBERTO JUARROZ

POESIA VERTICALE, 1

Una rete di sguardi
tiene insieme il mondo,
gli impedisce di crollare.
E anche se non so cosa accada ai ciechi,
i miei occhi si poseranno su una schiena
che potrebbe appartenere a Dio.
Eppure
cercano un'altra rete, un altro filo,
che va in giro a chiudere gli occhi in abiti presi in prestito
e scatena una pioggia ora senza terra né cielo.
I miei occhi cercano ciò
che ci fa togliere le scarpe
per vedere se c'è qualcos'altro che ci sostiene,
o inventare un uccello
per scoprire se l'aria esiste,
o creare un mondo
per sapere se esiste un Dio,
o indossare i nostri cappelli
per dimostrare che esistiamo.

(da Poesia verticale, 1958)

.

È questa la prima delle tante che vanno a comporre la Poesía vertical, ininterrotto fluire lirico del poeta argentino Roberto Juarroz: attraverso gesti minimi ed esistenziali, il testo traduce la vertigine metafisica in un tentativo empirico di verificare la consistenza del reale.

.

IMMAGINE CREATA CON IA

.

.

   LA FRASE DEL GIORNO   

Perché le foglie occupano il posto delle foglie / e non quello che resta tra le foglie? / Perché il tuo sguardo occupa lo spazio davanti alla ragione / e non quello che c’è dietro?
ROBERTO JUARROZ, Poesia verticale

.



Roberto Juarroz (Coronel Dorrego, 5 ottobre 1925 – Buenos Aires, 31 marzo 1995), poeta, saggista e bibliotecario argentino. La sua opera, salvo le prime Sei poesie scelte del 1960 è riunita con il titolo unico di Poesia verticale. Varia solo il numero d'ordine, da raccolta a raccolta, fino alla quattordicesima, uscita postuma nel 1997.