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lunedì 31 agosto 2026

La musica di cosa accade


SEAMUS HEANEY

CANZONE

Un sorbo come una ragazza col rossetto.
Fra la carrozzabile e la strada secondaria
ontani nella distanza umida e stillante
si stagliano nel sottobosco.

Ci sono i fiori di fosso del dialetto,
e i sempreverdi della tonalità perfetta
e il momento che l’uccello canta vicinissimo
alla musica di cosa accade.

(da Campo di lavoro, 1979 - Traduzione di Massimo Bacigalupo)

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Il poeta irlandese Seamus Heaney unisce la bellezza visiva degli alberi  e i suoni delle parlate locali per giungere alla conclusione che fu già del leggendario re-guerriero della mitologia irlandese Finn MacCool: quando gli venne chiesto quale fosse la musica più bella del mondo, rispose che la migliore in assoluto è semplicemente "the music of what happens",  la musica di ciò che accade, cioè il suono della vita di tutti i giorni.

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FOTOGRAFIA © DZENINA LUKAC/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Il mio viaggio poetico nella selva del linguaggio è stato un viaggio in cui ogni punto di arrivo si è rivelato un gradino più che una destinazione.
SEAMUS HEANEY, Lettura per il Nobel

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Séamus Heaney (Castledawson, 13 aprile 1939 – Dublino, 30 agosto 2013), poeta irlandese, massimo rappresentante contemporaneo del rinascimento poetico irlandese. Ottenne il Premio Nobel per la letteratura nel 1995 “per gli impianti di bellezza lirica e di profondità etica, che esaltano i miracoli giornalieri e la vita passata”.


domenica 30 agosto 2026

Fortunati questi passeri


ELDER SILVA

OPZIONE PASSERI

Come avvertiva il mio amico Juan Carlos,
in un paese senza gru,
non ha senso andare in giro a difendere la loro sopravvivenza
tra le specie del pianeta.
Né tantomeno cantare di usignoli, o di corvi,
o di quei famosi storni
che hanno popolato altre opere poetiche.
Neanche le cicogne vengono ai nostri campanili.
Fortunati questi passeri che beccano
le briciole dal mio tavolo d'estate.
Si prendono la briga
di scendere dalle grondaie delle case del vicinato
e ci ricordano, ancora una volta,
che anche l'amore e la poesia
hanno gambette fragili, come stuzzicadenti.

(da Pájaro qui tiembla, 2022)

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In poche parole, il poeta uruguaiano Elder Silva ci chiede di guardarci intorno, di osservare le piccole cose, di recuperare il nostro quotidiano e il suo essere locale, di comprendere la poesia attraverso ciò che ci è familiare, per quanto esili siano le sue zampette. Senza nulla togliere alle cicogne, agli storni, agli altri volatili che popolano la letteratura mondiale.

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FOTOGRAFIA © YAVUZ ENER GÜNGÖR/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Ricordo che una volta, seduto vicino  alla stufa a Migues, Macedo mi disse che nel groviglio di poesia di questo  mondo, inserire un verso, uno solo,  uno solo , era sufficiente per sapere  che non era stato scritto invano.
ELDER SILVA

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SilvaElder Silva Rivero (Pueblo Lavalleja, 13 novembre 1955 – Montevideo, 29 agosto 2019), scrittore, giornalista e insegnante uruguaiano. Il suo esordio poetico avvenne nel 1982 con “Linee di fuoco”, cui seguirono negli anni “Quaderni agrari”, “Fotonovela”, “Il male delle assenze”, “Bar Bukowski”.


sabato 29 agosto 2026

Un unico volto


DORIS KAREVA

RIFLESSI, 3

E mille cieli si distendevano
tra di noi,
eppure
non c’era distanza.

Un unico volto
hanno i due
che parlano la lingua
di un’unica vita.

(da In sogno ho visto il mondo, Bompiani, 2024 - Traduzione di Daniele Monticelli)

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Che strano è immaginare /dove finisce un corpo e inizia l’altro, / intreccia i fili dell’infinito l’immaginazione”: la poetessa estone Doris Kareva ci porta a riflettere sulla distanza che esiste tra gli amanti, reale certo, misurabile, ma in realtà inesistente se l’amore è vero.

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FOTOGRAFIA © GORDON PLANT/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

E Ti amo  / perché Ti amo. // A che scopo incontrarci? / Sei per me come l’aria. // Ovunque presente.
DORIS KAREVA, In sogno ho visto il mondo

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Doris Kareva (Tallinn, 28 novembre 1958), poetessa, traduttrice ed editrice estone. La sua poesia è caratterizzata da un’assoluta aderenza alla forma e da una scelta minimale delle parole.  Molti dei suoi testi, alcuni pensati direttamente per il palcoscenico, sono stati portati in scena in tutta Europa.


venerdì 28 agosto 2026

Per la discenderia


LUCIO MARIANI

FINE D'AGOSTO

Per la discenderia, le lucertole nuove
sfrecciano incontro al traguardo dei covi
d’occasione, senza paura sfilano di fronte
ai cappelli di paglia che avanzano
ballando lentamente incontro al mare
nudo e difeso dalle alabarde dei cipressi nani.
Ora che il leone morente ha decimato
delle barche feriali la linea d’orizzonte
tutto ci viene reso senza chiedere
e le mani s’offendono d’azzurro.

(da Il sandalo d'Empedocle, Crocetti, 2005)

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Lucio Mariani evoca i piccoli movimenti e le atmosfere tipiche del passaggio stagionale in una località di mare quando l'estate è ormai al suo finire: se la natura provvede al futuro con i nuovi nati e il mare resiste imperterrito alla calura, sono diminuite invece le presenze di turisti.

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FOTOGRAFIA © NATALIA SEVRUK/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Fai che per te io sia l'estate / anche quando saran fuggiti i giorni estivi.
EMILY DICKINSON, Poesie

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Lucio Mariani (Roma, 1936 – 16 ottobre 2016). Poeta e saggista italiano. Il suo linguaggio espressivo – spesso arditamente innovativo – riflette sulla condizione umana e recupera il valore perenne del mito attraverso una poesia che scuote, sovverte i concetti, disorienta le certezze.


giovedì 27 agosto 2026

Il giardino che nessuno coltiva


BIAGIO MARIN

TU GERI L'ORTO CHE NISSUN CULTIVA

Tu geri l’orto che nissun cultiva,
co’ la ruosa là sora la spinada,
co’ la fontana scónta d’aquaviva.

Me son vignúo de note a luna bianca
e ’vemo visto l’alba e la rosada
e la stela a ponente câge stanca.

Tu eri il giardino che nessuno coltiva, 
con la rosa là sopra la siepe spinosa, 
con la fontana nascosta d'acqua viva.

Io sono venuto di notte a luna bianca 
e abbiamo visto l'alba e la rugiada
e la stella a ponente cadere stanca

(da Poesie, Garzanti, 1981)

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La ragazza che nessuno corteggia - magari un po' chiusa e scontrosa, magari solamente timida. Eppure è quella che vale la pena di frequentare, in questi versi in dialetto gradese del poeta Biagio Marin, quella che sotto la scorza spinosa nasconde una lucente interiorità.

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FOTOGRAFIA © ANGEL CRISTI/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Celeste fu la fiamma che m'accese: / ché di quelle, che in ciel movon la luna, /| una angelica forma il cor mi prese.
CHARITEO, Rime

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Biagio Marin (Grado, 29 giugno 1891 – 24 dicembre 1985), poeta e scrittore italiano. La sua poetica si è sempre mantenuta, con l'eccezione di Acqua marina scritta in italiano, fedele al dialetto gradese, capace di raccontare i dolori dell'esistenza, le gioie e gli amori e le memorie del passato con una sua verità morale e religiosa.  


mercoledì 26 agosto 2026

I bottoni della giacca


GHIANNIS RITSOS

LE COSE ELEMENTARI

In modo maldestro, con ago grosso, con filo grosso,
si attacca i bottoni della giacca. Parla da solo:
Hai mangiato il tuo pane? hai dormito tranquillo?
hai potuto parlare? tendere la mano?
ti sei ricordato di guardare dalla finestra?
hai sorriso al bussare della porta?
Se la morte c’è sempre, è la seconda.
La libertà sempre è la prima.

(da Il funambolo e la luna, Crocetti, 2005 - Traduzione di Nicola Crocetti)

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Il poeta greco Ghiannis Ritsos esalta la tranquilla quotidianità, la grandezza dei gesti più umili o insignificanti, quelli che fanno parte della dignità umana e della sopravvivenza, e che passano spesso inosservati. Di fronte alle oppressioni e alle sofferenze, è quella quotidianità a essere segno di resistenza.

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FOTOGRAFIA © KRISTINA CHUPRINA/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Dietro cose semplici mi nascondo, perché mi troviate.
GHIANNIS RITSOS, Poesie II

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Ghiannis Ritsos (Monemvasia, 1º maggio 1909 – Atene, 11 novembre 1990), poeta greco tra i maggiori del XX secolo. Fu candidato nove volte al Premio Nobel. La sua vita fu animata da un'incrollabile fede negli ideali marxisti e nelle virtù catartiche della poesia.


martedì 25 agosto 2026

Una luce che canta


DYLAN THOMAS

NELLA MIA ARTE SCONTROSA O MESTIERE

Nella mia arte scontrosa o mestiere
Praticata nel silenzio notturno
Quando soltanto la luna infuria
E gli amanti giacciono nel letto
Con tutti i loro affanni tra le braccia,
Io mi affatico a una luce che canta
Non per pane o per ambizione
O per pavoneggiarmi e vender fascino
Sui palcoscenici d’avorio,
Ma per il comune salario
Del loro piú intimo cuore.

Non per il superbo che s’apparta
Dalla luna che infuria io scrivo
Su queste pagine di spuma
Né per i morti che torreggiano
Con i loro usignoli e i loro salmi,
Ma per gli amanti, per le loro braccia
Attorno alle angosce dei secoli,
Che non pagano lodi né salario
E non si curano del mio mestiere o arte.

(da Poesie, Einaudi, 2002 - Traduzione di Ariodante Marianni)

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Dylan Thomas analizza la fatica e la natura malinconica del processo creativo: non nasce da una gioia leggera o da un entusiasmo passeggero, ma rappresenta un impulso quasi mistico e talvolta frustrante, un flusso oscuro che costringe il poeta a lavorare in uno stato di isolamento forzato. Il poeta gallese dichiara apertamente di non cercare la fama, i soldi o il plauso del pubblico sui palchi importanti; rifiuta anche di scrivere per i superbi o per compiacere la memoria dei grandi poeti del passato. Il suo vero pubblico sono gli innamorati, che  stringono tra le braccia i dolori del mondo e l'unica ricompensa che il poeta desidera è toccare il loro cuore segreto.

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Il mio metodo dialettico, così come io lo intendo, è un costante ergersi e crollare delle immagini che si sprigionano dal germe centrale, che è esso stesso distruttivo e costruttivo allo stesso tempo… Dall’inevitabile conflitto delle immagini cerco di concludere quella pace momentanea che è la poesia.
DYLAN THOMAS, Ritratto del poeta attraverso le lettere

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Dylan Marlais Thomas (Swansea, 27 ottobre 1914 – New York, 9 novembre 1953), poeta gallese. Surrealismo, simbolismo, neoromanticismo, modernismo risultano variegati nel suo corpus poetico senza però risaltare in quel suo modo di scrivere oscuro in cui morte, natura e amore si mescolano in un gioco di analogie e associazioni talora labirintiche e apertamente visionarie.