ALAIN BOSQUET
NON C'È BISOGNO
La proboscide dell'elefante
serve per raccogliere i pistacchi:
non c'è bisogno di chinarsi.
Il collo della giraffa
serve per pascolare le stelle:
non c'è bisogno di volare.
La pelle del camaleonte,
verde, blu, lavanda, bianca,
a suo piacimento,
serve per nascondersi dagli animali famelici:
non c'è bisogno di fuggire.
Il guscio della tartaruga
serve per dormire al suo interno,
anche d'inverno:
non c'è bisogno di una casa.
La poesia del poeta
serve per dire tutto questo
e mille, mille, mille altre cose:
non c'è bisogno di capire.
(da Non sono un poeta d'acqua dolce, 1996)
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Con tono fiabesco e linguaggio semplice, il poeta francese Alain Bosquet celebra la libertà dell'immaginazione e la magia dell'inutilità pratica. Ma, se nelle prime quattro strofe sembra indirizzarci in una poesia per bambini, nella quinta - un po' come nelle favole che hanno una morale - estrae il coniglio dal cilindro, il colpo di scena che lascia a bocca aperta: come la natura ha le sue regole perfette, così la poesia ha il potere di raccontare il mondo intero senza alcun bisogno di capire, abbandonando la logica razionale per i sentieri incantati dell'arte.
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IMMAGINE CREATA CON IA
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LA FRASE DEL GIORNO
A intervalli regolari, mi si chiede quello che nessuno può dare: una definizione di poesia. Oggi – mai avrei delle altre formule domani – rispondo: “La prosa è una caccia all’uomo, la poesia una caccia all’unicorno”.
ALAIN BOSQUET, Il guardiano dei roseti
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Anatole Bisk, detto Alain Bosquet (Odessa, Ucraina, 28 marzo 1919 – Parigi, 17 marzo 1998), poeta e scrittore di origini ucraine naturalizzato francese nel 1980. Combattente nella Seconda Guerra mondiale prima con l’esercito belga e poi con quello americano, prese parte alla programmazione dello sbarco alleato in Normandia.









