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mercoledì 13 maggio 2026

La pioggia scrive il tuo nome


JORGE TEILLIER

UN VALZER PER MATILDE

La pioggia scrive il tuo nome con lettere irregolari
sulla strada dove mi trovo
un venerdì
alla fine di un mondo

Le cose hanno l’aria sorpresa di chi è sopravvissuto
dopo che l'incendio è stato spento
ecco il terribile rumore del mattino
di chi dorme confidando di svegliarsi libero
condannato al viaggio senza fine
di chi non osa davvero guardarsi nel pozzo

Mi siederei e scriverei un valzer per te
con le foglie dei pioppi
i dischi sdolcinati suonati in tuo onore su un Wurlitzer
ma c'è il rumore delle ore, come quello degli aspirapolvere
non sono più in grado di comporre musica significativa
arrivederci, ti dico,
arrivederci
mentre la pioggia lava via tutti i nomi che ricordo.

(da Poesie inedite di Jorge Teillier, 2001)

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Il poeta cileno Jorge Teillier crea ancora una volta una delle sue atmosfere sospese e nostalgiche: nel 1965 a casa di Neruda conobbe una ballerina classica, Matilde Romo, di cui si innamorò di un amore sbilanciato e impossibile: ”Devo inventare il tuo corpo e le tue parole; / invano chiamo il silenzio dei tuoi occhi: / le isole dove dimorano i gabbiani dei sogni. / Ancora una volta sono l'orfano di ponti infiniti,/ in attesa dell'elemosina di un giorno del tuo sole, / circondato dalla pioggia e dalle rotaie dell'assenza”. Rimane una fitta corrispondenza in cui il poeta invia lettere-poesie a Matilde, arrivando infine a confessarle: “Sento talvolta che io stesso ho chiuso la porta che mi aprivi”. Una curiosità: questa poesia fu scritta nella casa di Matilde, al numero 2031 di Calle Anibal Pinto a Valdivia con la sua macchina da scrivere.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Ogni donna amata ha tre nomi: / il primo / quello con cui tutti la chiamano / il secondo / il nome che qualcuno le ha dato, e che qualcuno conosce / E il terzo / il suo vero nome / quello con cui sogna davanti al fuoco / e che conosce / solo chi la ama.
JORGE TEILLIER, Poesie inedite di Jorge Teillier

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Jorge Teillier Sandoval (Lautaro, 24 giugno 1935 - Viña del Mar, 22 aprile 1996), poeta cileno della “Generazione letteraria dei ‘50”, creatore della “poesia larica”. Per lui l’importante in poesia non è l’estetica, ma la creazione del mito e di uno spazio di tempo che trascende il quotidiano.


martedì 12 maggio 2026

Dal tramonto invulnerabile


ISABEL FRAIRE

DAL TRAMONTO INVULNERABILE

(dopo aver visto Jules e Jim)

Dal tramonto invulnerabile
il tuo sguardo mi fissa, imprigionato dalla memoria

immobile come il tempo
che si dice sia trascorso
come le stagioni
inesorabilmente successive
e identiche

fermi nella memoria, i tuoi due occhi
come la luna sospesa in alto
mi contemplano

e io cambio
vedo e non vedo volti e momenti
che restano immobili
fermi nell'invulnerabile tramonto

(da Solo questa luce, 1969)

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Chiaramente la traccia da seguire per interpretare questi versi della poetessa messicana Isabel Fraire è il film del 1962  di François Truffaut Jules et Jim, tragico triangolo amoroso con Catherine che prima sposa Jules e poi, dopo il passaggio della Prima guerra mondiale, si mette con Jim. L'autrice, sulla falsariga del film, esplora la memoria, il tempo sospeso e la persistenza dell'immagine della persona amata - o del suo ricordo - nonostante il trascorrere del tempo.

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FOTOGRAMMA DA "JULES ET JIM"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La felicità si racconta male perché non ha parole, ma si consuma e nessuno se ne accorge.
FRANÇOIS TRUFFAUT, Jules e Jim

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Isabel Fraire (Monterrey, 8 dicembre 1934 – Città del Messico, 5 aprile 2015), poetessa, traduttrice e critica letteraria messicana. Laureatasi alla Facoltà di Filosofia e Lettere dell’UNAM, vi insegnò in seguito Letteratura. Le sue opere indagano con tono angosciante e lacerato la condizione femminile.


lunedì 11 maggio 2026

L’erba di primavera


ANONIMO GIAPPONESE

COME L’ERBA DI PRIMAVERA

Come l’erba di primavera
rigoglioso il mio amore
s’accumula a mille strati 
come l’onde che vanno 
verso l’alto mare.

(da Man’yōshū, VIII secolo)


La sensibilità del tanka giapponese, qui in un autore anonimo dell’VIII secolo,  descrive un amore intenso e vitale servendosi di ben due analogie, paragonandone la crescita alla freschezza dell'erba primaverile e la grandezza al moto infinito delle onde, suggerendo l’immagine di un sentimento profondo, in continua evoluzione e senza limiti.

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IMMAGINE © WALLPAPER CAVE.

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Come acque che si infrangono / alte contro le rocce / nel fiume Yoshino, / rapida irruppe in me / la passione d’amore.
KI NO TSURAYUKI, Kokin Wakashū

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Man'yōshū  (Raccolta di diecimila foglie) è la più antica collezione di poesie di waka in giapponese giunta fino a noi. Fu compilata molto probabilmente intorno alla seconda metà dell'VIII secolo,ed è formata da 4496 componimenti (4172 tanka, 262 chōka e 62 sedōka) scritti tra la seconda metà del V e la metà dell'VIII secolo.


domenica 10 maggio 2026

Dalle crepe del tempo


JUAN GELMAN

NOVITÀ

Sogno il mio sogno preferito
e la notte non finisce mai.
Gli alberi rivelano il loro alfabeto
e stelle che
parlano dell’infinito
di ogni soffio del vivere.
Costruisco madri passate
con la mano affondata nella notte.
Che bello era il suo angolo
dove echi vaghi la nominavano!
Così, di spalle a me,
fuggiva ad un paese baciato
dalla sua gelida gioventù.
Madre che
cucinavi distanze
nelle pentole del giorno.
Mi parli ancora
dalle crepe del tempo.

 
(da Mundar, 2013 - Traduzione di Laura Branchini)

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Il poeta argentino Juan Gelman con questi versi toccanti intreccia memoria e dolore nel ricordo della madre: la ricostruisce attivamente con le parole, rievocandone l'immagine e le attività quotidiane, significando che l'assenza non è totale, se  lei sopravvive nei piccoli spazi della memoria e nel linguaggio.

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ROBYN GRAY, "MADRE E FIGLIO"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il suo respiro, il gesto della sua mano / sono così amorevoli che, una volta passati, / continuano a spegnere l'incendio di Persepoli
VLADIMÍR HOLAN, Una notte con Amleto

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Juan Gelman (Buenos Aires, 3 maggio 1930 – Città del Messico, 14 gennaio 2014), poeta, scrittore e giornalista argentino. Vincitore del Premio Cervantes nel 2007, è autore di una poesia esistenziale con accenti lirici e intimisti, divenuta più sociale con l’avvento della dittatura militare (il figlio e la nuora furono sequestrati e uccisi dal regime, la nipote data in adozione) e l’esilio.


sabato 9 maggio 2026

Le parole che scrivi


SIRO ANGELI

APPROSSIMAZIONI ALL’ARTE POETICA, V

Forse potrai sapere
questo da un’infinita
serie di tentativi:
la verità, la vita
non fanno vive e vere
le parole che scrivi.

(da Il grillo della Suburra, Scheiwiller, 1990)

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La bellezza della poesia consiste proprio nella necessità del fallimento: il poeta friulano Siro Angeli sa bene che le parole possono descrivere un dolore, un'emozione o un paesaggio, ma non possono pienamente essere quell'emozione o quel paesaggio. l’azione del poeta non può essere che un tentativo infinito di avvicinarsi, una tensione costante che resta sempre un passo indietro rispetto alla pienezza del reale.

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FOTOGRAFIA  COTTONBRO STUDIOS/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Tradisci o ti tradiscono / le parole che scrivi / quanto quelle che dici, / unico scampo al rischio / è il tacere, se puoi.
SIRO ANGELI, Il grillo della Suburra

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Siro Angeli (Cesclans, 27 settembre 1913 – Tolmezzo, 22 agosto 1991), poeta, autore di teatro e critico letterario italiano. Combattente in Russia, diresse a lungo il terzo canale radiofonico della Rai. La sua poesia, segnata dalla scomparsa della moglie dopo dieci anni di matrimonio, si muove nell’ambito di una ricerca della verità superiore, contemplata spesso in una figura di donna stilnovista.


venerdì 8 maggio 2026

Ascoltando la pioggia


CHARLES SIMIĆ

CON IL CUORE CHE BATTE FORTE

Con il cuore che batte forte
abbandonati al momento
ora che hai trovato riparo
dall'improvviso acquazzone
sotto questi piccoli alberi ombrosi.

Ascolta il ticchettio acuto
come se una sarta
sognante e distratta
stesse cucendo insieme
il tempo e l'eternità per te.

Nella luce acquosa e verde smeraldo
del tardo pomeriggio,
anche le foglie faticano
a non tremare un po'
mentre ascoltano la pioggia.

(da Picnic notturno, 2001)

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Charles Simić, poeta serbo naturalizzato statunitense,  ama esplorare il mistero dell'ordinario e la "terribile bellezza" della vita quotidiana: sorpreso dal temporale,  corre a ripararsi sotto un albero. Il batticuore che prova non è solo quello della corsa: è anche quello dell'emozione del momento, dell'afflato poetico che quella situazione sta generando.

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FOTOGRAFIA © BIBHUKALYAN ACHARYA/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Ogni mattina dimentico com’è. / Guardo il fumo salire / a grandi passi sopra la città. / Non appartengo a nessuno.
CHARLES SIMIĆ, Smantellando il silenzio

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Charles Simić, vero nome Dušan Simić (Belgrado, 9 maggio 1938 – Dover, New Hampshire, 9 gennaio 2023), poeta statunitense di origine serba. Iniziò la propria carriera nella prima metà degli anni settanta con uno stile letterario minimalista, nel tempo divenuto sempre più riconoscibile. Nel 1990 è stato insignito del Premio Pulitzer per la poesia.


giovedì 7 maggio 2026

Fogliame di tenerezza


IVONNE BORDELOIS

SALICE PIANGENTE

Salice piangente
nella sera
fogliame di tenerezza
dove viene a posarsi
dolcissimo
l'uccello caparbio
del ricordo

(da L'allegra apocalisse, 1995)

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Ivonne Bordelois, linguista e poetessa argentina, esplora il potere della memoria: il ricordo, inquieto, sfuggente, riesce infine ad essere dolcissimo e a trovare finalmente pace nel fogliame della poesia.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Contro la notte, contro la pioggia, ti ricordo. / Con queste parole che non capiresti, ti ricordo. / Contro te stesso, contro me stesso, ti ricordo. // Con amore, ti ricordo.
IVONNE BORDELOIS, L'allegra apocalisse

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Ivonne Aline Bordelois (Juan Bautista Alberdi, 5 novembre 1934), poetessa, saggista e linguista argentina.  Allieva di Noam Chomsky e insegnante a Boston dal 1968, ritornò a Buenos Aires nel 1994, anno in cui iniziò a scrivere e a impegnarsi come redattrice culturale.