MARIO BENEDETTI
È COSI POCO
Ciò che sai
è così poco
ciò che sai
di me
ciò che sai
sono le mie nuvole
sono i miei silenzi
sono i miei gesti
ciò che sai
di me
ciò che sai
è la tristezza
della mia casa vista da fuori
sono le persiane della mia tristezza
il battiporta della mia tristezza.
Ma tu non sai
niente
al massimo
a volte pensi
che sia così poco
ciò che so
ciò che so
di te
ciò che so
cioè le tue nuvole
o i tuoi silenzi
o i tuoi gesti
ciò che so
è la tristezza
della tua casa vista da fuori
sono le persiane della tua tristezza
il battiporta della tua tristezza.
Ma tu non bussi.
Ma io non busso.
(da L'amore, le donne e la vita, 1995)
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La solitudine e la malinconia nascono spesso dall'incomunicabilità tra le persone che, pur nella vicinanza, ignorano l'altro, o quanto meno non approfondiscono e non vanno al di là di una conoscenza superficiale, incapaci - come in questi versi del poeta uruguaiano Mario Benedetti - di penetrare l'apparenza, di raggiungere la parte più profonda e autentica della personalità.
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FOTOGRAFIA © OSTSEEWELLEN/PIXABAY
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LA FRASE DEL GIORNO
A volte non mi sento / così solo / se immagino, / o meglio, se so / che oltre la mia / e la tua solitudine, / ci sei di nuovo, / anche se ti stai solo chiedendo / cosa verrà / dopo la solitudine.
MARIO BENEDETTI, Poesie di altri
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Mario Orlando Hamlet Hardy Brenno Benedetti-Farugia, noto come Mario Benedetti (Paso de los Toros, 14 settembre 1920 – Montevideo, 17 maggio 2009), poeta, saggista, scrittore e drammaturgo uruguaiano. Figlio di immigrati italiani, fece parte della Generazione del’45. Nel 1973 fu costretto all’esilio dal golpe militare. Rientrò nel 1983.









