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giovedì 19 febbraio 2026

Una cosa normale


MISUZU KANEKO

MERAVIGLIA

Mi chiedo perché
la pioggia che cade dalle nuvole nere
brilli come argento.

Mi chiedo perché
il baco da seta che mangia le foglie verdi
del gelso sia così bianco.

Mi chiedo perché
il fior di luna di cui nessuno si cura
  fiorisca  da solo.

Mi chiedo perché
tutti quelli a cui chiedo queste cose
ridano come sia una cosa normale.

(da Sei un’eco? La poesia perduta di Misuzu Kaneko, 2016)

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Il senso di meraviglia davanti alle cose è dei bambini e dei poeti, come la scrittrice giapponese Misuzu Kaneko: interrogarsi, stupirsi di fronte ai fenomeni naturali o a uno stato d'animo è il principio della poesia, è la porta d'ingresso verso la comprensione di ciò che è sotteso al reale.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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  LA FRASE DEL GIORNO  

È del poeta il fin la meraviglia.
GIOVAN BATTISTA MARINO, La Murtoleide

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Misuzu Kaneko nata Teru Kaneko (Nagato, 11 aprile 1903 – Senzaki, 10 marzo 1930), poetessa giapponese. Esordì come scrittrice di poesie per bambini quando era impiegata in una libreria di Shimonoseki ottenendo un grande successo. Dimenticata per anni dopo il suicidio, fu riscoperta nel 1966 dal poeta Setsuo Yazaki che curò la riedizione dei suoi testi.


mercoledì 18 febbraio 2026

Vecchie riviste e dagherrotipi


JORGE TEILLIER

CARTOLINA

Mi dicesti di non innamorarmi della tua sorellina,
quella che aveva ancora paura dei folletti
che escono dagli angoli per rubare le noci.
E ti risposi
che nel cielo potevo leggere il tuo nome
scritto dagli uccelli
e che le nuvole fluttuavano come oche
la domenica nel cortile di casa tua
che mi parlava nella lingua dei passeri.

Questa domenica mi ritroverò ancora in salotto.
a sfogliare vecchie riviste e dagherrotipi
mentre suoni valzer alla pianola.

Qualcuno mi ha detto di nascosto che la primavera sta tornando.
La primavera torna ma tu non torni.
Tua sorella non crede più ai folletti.
Non sapresti come scrivere il mio nome
sulle finestre coperte di brina,
e posso solo contare i miei ricordi
come un mendicante le sue monete nel freddo dell'autunno.

(da Poesie dal paese di mai più, 1963)

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La poesia di Jorge Teillier immerge il lettore in un mondo sonnolento e nostalgico, dove a risaltare è ciò che si ricorda, è quell'atmosfera di un mondo magico e perduto che  non può ritornare mai più. Eppure, disincantato, disilluso, il poeta continua a inseguire quei ricordi, a ricercare quel bambino perduto, quel misterioso senso di felicità, come un mendicante che continui a contare i suoi pochi spiccioli.

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ALBERT CHEVALLIER, "SIGNORA CHE SUONA IL PIANO"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Con te sono stato chi avrei dovuto essere.
JORGE TEILLIER, Per una città fantasma

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Jorge Teillier Sandoval (Lautaro, 24 giugno 1935 - Viña del Mar, 22 aprile 1996), poeta cileno della “Generazione letteraria dei ‘50”, creatore della “poesia larica”. Per lui l’importante in poesia non è l’estetica, ma la creazione del mito e di uno spazio di tempo che trascende il quotidiano.


martedì 17 febbraio 2026

Compra una maschera


ALEXIS DÍAZ PIMIENTA

FESTA IN COSTUME, VI

Chi realizza le maschere non  sa
a quale volto ognuna è destinata
lavora senza guardare, non vuole
guardarle fino a che non ha finito.

Chi vende le maschere ne ignora
il vero prezzo; sa solo che più
sono costose, più è serio il segreto
da celare, la pelle traditrice.

Chi compera le maschere non pensa
al ludico spauracchio, né nella forma,
nemmeno al prezzo né alle dimensioni.

Compra una maschera e un'altra e un'altra: immensa
collezione che la vita trasforma
in una vita e un’altra e un’altra e un’altra.

(da Festa in costume, 2008)

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Questa poesia del “repentista” cubano Alexis Díaz Pimienta riflette sui ruoli di chi produce, vende e acquista le maschere: Carnevale è il tempo giusto per riflettere sull’inautenticità, sulla falsità, sull’ipocrisia – la costruzione sociale di un’identità fittizia, i “travestimenti” che adottiamo nel corso della vita: l'individuo si trova a vivere molteplici vite false attraverso un'immensa serie di ruoli.

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FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La vita è come una festa in costume: / un’eterna danza tra sconosciuti.
ALEXIS DÍAZ PIMIENTA, Festa in costume




Alexis Díaz Pimienta (L'Avana, 25 agosto 1966), poeta e scrittore cubano. Direttore della Cattedra di Poesia Improvvisata presso l'Università delle Arti, autore di romanzi, racconti, poesie e letteratura per bambini e ragazzi, è considerato uno dei più grandi ricercatori e professionisti dell'improvvisazione ("repentismo") a livello internazionale.


lunedì 16 febbraio 2026

Cees Nooteboom


Il romanziere, poeta e saggista olandese Cees Nooteboom, uno degli autori più importanti della letteratura europea del dopoguerra, è morto l’11 febbraio all’Aja, all'età di 92 anni, come annunciato dal suo editore De Bezige Bij. La sua opera ruota attorno a temi come il passare del tempo, la memoria, l'identità e la storia dell'Europa, ispirata e influenzata dalla Seconda Guerra Mondiale e dalle sue conseguenze.La poesia per Nooteboom è una meditazione esistenziale e filosofica, in cui trova risalto il «labirinto dell'io», un io unico e multiforme al tempo stesso, in costante mutamento e disintegrazione tra l'essere, il non essere e il sovrapporsi di linearità e circolarità nella percezione del tempo.

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FOTOGRAFIA © ABC

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HO PERCORSO LA STRADA PIÙ LUNGA

Ho percorso la strada più lunga, la strada
senza un arrivo. Spelonche, un paesaggio vuoto
con i colori della sabbia e della paglia. Altri camminavano
insieme a me, amici, fratelli, amanti

e tutti mi hanno detto addio, svoltando a sinistra
e a destra, sono scomparsi come spettri,
ognuno solo con se stesso. Senza voltarsi,
conoscevano la loro meta, tracciavano linee rette

nel vuoto. Le ho viste andarsene, le persone
della mia vita, uscire lentamente dalla mia
e dalla loro esistenza, Le ho immaginate finché
ancora le vedevo, sentivo le loro voci lontane,

suoni d’aria.

(da Addio, Iperborea, 2020 – Traduzione di Fulvio Ferrari)

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UN UCCELLO VOLA, CADE UNA PIUMA

Un uccello vola, cade una piuma.
Evento, la bilancia dell’universo
si inclina. Un pesce continua a nuotare,
l’acqua si increspa, cos’è ora l’equilibrio

del mondo? La scala è sulla
bilancia, non sul mondo, la domanda
si moltiplica. Ognuno è se stesso
prima di pensare.

Ma, e poi? Le poesie non devono avere
punti interrogativi, devono domare
la follia, non negarla, devono
evocare la loro forma dai pensieri vuoti

fino a convertirsi in essi.

(da L’occhio del monaco, Einaudi, 2019 – Traduzione di Fulvio Ferrari)

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Altre poesie di Cees Nooteboom sul Canto delle Sirene:



  LA FRASE DEL GIORNO  

La poesia offre qualcosa che va oltre le vite di ciascuno, trasporta in un luogo che sta più in alto della quotidianità. Compie questo strano miracolo per cui parte da un punto molto personale e arriva all’universale.
CEES NOOTEBOOM, La Repubblica, 21 dicembre 2015

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Cees Nooteboom (L’Aia, 31 luglio 1933 -11 febbraio 2026), scrittore olandese. La sua opera comprende lavori di poesia, narrativa, drammaturgia, commedia e cronaca di viaggio. È stato più volte candidato al Premio Nobel. Arguto umorista, filosofo penetrante, storico attento, viaggiatore curioso e appassionato, è spesso paragonato a Borges, Calvino e Nabokov.


domenica 15 febbraio 2026

Giancarlo Consonni


Come sospesa / nel rondò dei giorni / è la pienezza della rosa. // Ciò che manca / - un mondo, un sogno - / si palesa”: nella sua prima raccolta poetica, Lumbardia, del 1983, il poeta Giancarlo Consonni, scomparso venerdì scorso a Milano all’età di 83 anni, palesava il suo ideale poetico: composizioni brevi  e leggere, costruite a volte con ironia, a volte con lo stupore malinconico di chi scopre la rivelazione della poesia nel quotidiano. Pochi versi, quasi epigrammi, minimalisti, densi di significato.

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PESO

Qual è il peso di un bombo?
di un'ape?
di una farfalla?

Ogni fiore lo sa.

(da Pinoli, Einaudi, 2021)

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VELO

Alzi gli occhi dal libro
mi guardi
ma non mi vedi.
Sei soprappensiero.

Vorrei essere lì
nel sogno
che si fa velo.

(da Il conforto dell’ombra, Einaudi, 2025)

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CI SONO GIORNI

Ci sono giorni
che la luce è scandalosa
e le cose sembrano nude

Come faranno in Paradiso
senza il conforto dell’ombra?

(da Il conforto dell’ombra, Einaudi, 2025)

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Un’altra poesia di Giancarlo Consonni sul Canto delle Sirene:

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La poesia è un modo per stare dentro e fuori i rumori del mondo..
GIANCARLO CONSONNI, L’EstroVerso, 15 luglio 2015

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Giancarlo Consonni (Merate, 14 gennaio 1943 – Milano, 13 febbraio 2026), poeta, urbanista e storico dell'architettura italiano. Ha pubblicato raccolte di poesie sia nel dialetto di Verderio (Lecco) – Lumbardia (1983), Viridarium (1987) e Vûs (1997) – sia in italiano: In breve volo (1994), Luì (2003), Filovia (2016).


sabato 14 febbraio 2026

Ti amo e agisco nel tuo cuore


ANTONIO GAMONEDA

ESSERE IN TE

Non entro in te perché tu ti perda
sotto la forza del mio amore;
Non entro in te per perdermi
nella tua esistenza o nella mia;
Ti amo e agisco nel tuo cuore
per vivere in armonia con la tua natura,
affinché tu possa espanderti nella mia vita.

                Né tu né io. Né tu né io.
Nemmeno i tuoi capelli sparsi, anche se mi piacciono tanto.
            Solo questa oscura compagnia.
                                                              Ora
                             sento la libertà.
                                                         Spargi
                                      i tuoi capelli.
                                           Spargi i capelli.

(da Blues castigliano, 1982)

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Il poeta spagnolo Antonio Gamoneda esplora una forma di amore che non cerca il possesso o l'annientamento dell'altro, ma piuttosto una comunione profonda e spirituale. Rifiuta l'idea dell'amore come assorbimento. L'"io" e il "tu" rimangono interi, evitando la perdita della propria esistenza nell'altro.  La sola presenza dell'amata è fonte di bellezza e di serenità "Quando ti scompiglio i capelli / qualcosa di bello si forma nelle mie mani. // E quasi non so di più".

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MALCOLM T. LIEPKE, “ABBRACCIO”

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il mio modo di amarti è semplice: / ti tengo stretta / come se ci fosse un po' di giustizia nel mio cuore / e potessi donartela con il mio corpo.
ANTONIO GAMONEDA, Blues castigliano

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Antonio Gamoneda (Oviedo, 30 maggio 1931), poeta spagnolo. Figura emblematica della letteratura europea, la sua opera è stata riconosciuta tardivamente come una delle più grandi voci della poesia spagnola contemporanea. Sebbene cronologicamente appartenente alla generazione degli anni cinquanta, la sua opera di fatto è rimasta isolata da qualsiasi tendenza poetica.


venerdì 13 febbraio 2026

Il mio mai


EDUARDO COTE LAMUS

POESIA IMPOSSIBILE

Lascia che il mio tocco ti conosca un'ultima volta
perché voglio imparare a memoria il tuo volto,
perché voglio iniziare una poesia dicendo:
"A Segovia, una notte di torri, la mia anima non poté,
non le fu possibile..."

Lasciami, sì, lasciami.
Lascia almeno che stanchi le tue impronte
su questo cuscino profumato del tuo volto,
perché voglio fare un uccello con la tua pelle
per risvegliare il mio cuore morto.

Ti ho amata apertamente, interamente,
e ho guardato con desiderio le tue mani,
cercando di dimenticare la mia antica sete di riva.

Con questa tristezza dal volto rosato,
come se il colore portasse il mio dolore a piedi nudi.
A volte il tuo silenzio mi arriva come campane
che sempre, sempre fischiano sotto la tua pelle...

Ti sei avvicinata alla mia vita come una pianta,
solo allungando gli occhi verso la pienezza dell'albero.
La mia vita era semplice, umile,
tenera argilla per un tocco.

Ora non sono altro che una primavera cieca
che fugge dall'ombra nel tuo sguardo.
È vero che tutto mi è stato inutile, doloroso;
È stato un peccato che tu non mi amassi:
è stato il più grande peccato del mondo.

Ma vieni, avvicinati e muori un po' nelle mie parole.
Nonostante tutto, sei il mio amore, il mio te, il mio mai.

E non sopporto più questo vuoto senza meta
che mi pesa dentro come Dio sull'erba.
Perché non sopporto nemmeno questo sapore di te sulle mie labbra.

Sì: a Segovia, la linfa è morta all'improvviso.
E non ho potuto,
non mi è stato possibile.

(da Salvezza del ricordo, 1953)

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La ferita d'amore, quella che Cupido lascia, può essere dolorosa se la relazione diventa unilaterale:  come nel caso del poeta colombiano Eduardo Cote Lamus. L'amore si trasforma in memoria, in desiderio necessariamente frustrato, addirittura nella sua ricusazione.

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HARANI ART, "AMORE"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Mi sono venduto come schiavo affinché / il mio padrone potesse controllare le mie azioni; / si scopre che l'amore mi ha reso ancora più solo / e il mio padrone non ne ha avuto colpa.
EDUARDO COTE LAMUS, Salvezza del ricordo

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Eduardo Cote Lamus (Cúcuta, Colombia , 16 agosto 1928 - La Garita, 3 agosto 1964), poeta, diplomatico e politico colombiano. La sua poesia è caratterizzata dalla ricerca della narrazione, dalle immagini essenziali, dall'oggettività poetica, da un idealismo epico e umano, ma sempre in conflitto con la sua intuizione disincantata.