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venerdì 6 marzo 2026

Rare gocce


ALESSANDRO PARRONCHI

IL POCO RAGGIO IN NOI DISCESO DALLE STELLE

Il poco raggio in noi disceso dalle stelle
trova sempre meno specchi in cui riflettersi,
si condensa in qualche goccia ... I volti amati
sono queste rare gocce nella notte
soffocata e senza spazio.
Quelli allora non li turbi mai tempesta,
sian felici nel silenzio o ad un respiro
di parole consuete. Ma così
sono solo se pensati da lontano.
Tu, bambina, la gioia di vederti
non è senza una punta di tormento
che prevede il futuro ignoto, e sempre
è vivo e disperato chi conosce
l'allegria che mi dai pari all'angoscia.

(da Coraggio di vivere, Garzanti, 1961)

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L'angoscia del poeta fiorentino Alessandro Parronchi è quella di spazio e tempo "pronti a consumarsi / in un mondo di ciechi all'improvviso" in una sospensione tra il finito e un irraggiungibile infinito, capace di annientare i suoi affetti, i volti amati che sono luce in un mondo buio, in particolare la figlia.

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Il mondo a cui da poco hai aperto gli occhi / non è, piccina mia, quale vorrei / che fosse... E tu, non guardarlo così, / come se - troppo presto!  - lo capissi.
ALESSANDRO PARRONCHI, Coraggio di vivere

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Alessandro Parronchi (Firenze, 26 dicembre 1914 – 6 gennaio 2007), poeta, storico dell'arte e traduttore italiano. Con il suo stile ricercato è passato da un ermetismo  incantato a un intimismo che trae giovamento dalla consolazione della memoria: per questo le sue poesie sono oggetto di un meditato lavorio con cui il ricordo media l’emozione.


giovedì 5 marzo 2026

L’avvicinarsi della primavera


JOHN MONTAGUE

11 RUE DAGUERRE

Di notte, a volte, quando non riesco a dormire
Vado alla porta dell'atelier
e annuso l'odore di terra del giardino.

Emana un aroma delicato,
soprattutto ora, con l'avvicinarsi della primavera,
quando i viticci verdi si intrecciano

attraverso l'humus, disperatamente fragili
mentre passano
sui pezzi di terra scura e indurita.

C'è una luce bianca sui ciottoli
e nel condominio di fronte –
su tutti e quattro i piani: silenzio.

In quella quiete – tenue ma luminosamente precisa,
una luce perfetta – noto che
le punte del ciliegio appena innestato

sono di un nero lucido e compatto.

(da Una luce perfetta, 1967)

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Nel 1961 il poeta irlandese John Montague e la moglie francese Madeleine lasciarono Dublino per trasferirsi a Parigi. Trovarono casa al numero 11 di Rue Daguerre, non lontano dall'abitazione di Samuel Beckett. È lì che il poeta coglie l'arrivo della primavera in una notte insonne: il lento movimento della natura, il risveglio della terra ma soprattutto quella "luce perfetta".

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  LA FRASE DEL GIORNO 

A volte vedo il presente / come un giorno luminoso, o una collina, / l'unico modo per dire qualcosa / nel modo più chiaro possibile.
JOHN MONTAGUE, Una luce perfetta

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MontagueJohn Patrick Montague (Brooklyn, New York, 28 febbraio 1929 – Nizza, 10 dicembre 2016), poeta irlandese, è uno dei poeti anglofoni più noti della seconda metà del ‘900. Nel 1998 fu il primo a occupare la nuova Ireland Chair of Poetry, nel 2010 fu insignito della Legion d’Onore.


mercoledì 4 marzo 2026

In silenzio


KENNETH REXROTH

IN SILENZIO

Sdraiato qui, in silenzio, accanto a te,
La mia guancia contro le tue gambe sode e tranquille,
La musica calma di Boccherini
Ci avvolge nel silenzio,
Mentre il sole lascia i tetti e se ne va
Laggiù sul Pacifico, silenzioso
Così silenzioso il sole si muove oltre noi,
Così silenzioso come il sole se ne va sempre,
Così silenziosi, i nostri corpi, logorati dal
Tempo e dalle penitenze dell'amore, i nostri
Cervelli rannicchiati, silenziosi nei loro gusci, dormienti,
I nostri cuori lenti, silenziosi, affidabili
Nei loro ritmi intrecciati, il battito
Nella tua coscia che mi accarezza la guancia. In silenzio.

(da In difesa della Terra, 1956)

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Un momento di tranquilla intimità degli amanti: giacciono in silenzio sul letto mentre il giorno sta svanendo e il sole cade nell'oceano. Il poeta statunitense Kenneth Rexroth sottolinea più volte quello stato di quiete usando ben undici volte l'aggettivo "quiet" e  una sola volta "calm" riferito alla musica di Boccherini che si diffonde nella stanza. Un'ora di luce dorata in cui tutto sembra essere d'oro nella naturale connessione dei corpi, divenuti solo "battito".

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Mi chiedi cosa pensassi / prima di essere amanti. / Facile risponderti. / Prima di incontrare te, / non avevo niente a cui pensare.
KENNETH REXROTH, Le poesie d'amore di Marichiko

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Kenneth Charles Marion Rexroth (South Bend, Indiana, 22 dicembre 1905 – Santa Barbara, California, 6 giugno 1982), poeta statunitense. Figura centrale nella poesia di San Francisco dal 1930 al 1970, visse attivamente la Beat Generation, verso cui fu critico. Gran parte della sua poesia è d’amore o erotica, influenzata dai lirici greci antichi e da Tu Fu, poeta cinese dell’VIII secolo.


martedì 3 marzo 2026

Seta in fiamme


JUAN RAMÓN JIMÉNEZ

NEBBIOSO, IN ELEGANTE LANGUORE

Nebbioso, in elegante languore, si specchiava
il cielo viola nel rosso mogano;
dentro, il grigio aveva carne e seta in fiamme;
la sera arrivò il profumo delle mimose...

Un desiderio impossibile di lussi sensuali
trasportava, tra le visioni, l'anima malinconica,
...il desiderio di arrivare prima... o di non arrivare mai...
non so dove... per cosa!... a non so che ora...

La felicità stava arrivando - ma senza dirmi nulla-
accanto a me... Era non so chi... L'ombra
dolce del crepuscolo fece fiorire il suo sogno,
e mi guardò a lungo, tra le sue rose...

(da Malinconia, 1912)

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Il poeta spagnolo Juan Ramón Jiménez sta attraversando i Pirenei in treno per raggiungere San Sebastián - dopo un temporale, dalle parti di Laruns è ormai calata la sera che mescola i colori del tramonto con quelli della tempesta ormai allontanatasi. Quei colori, quei profumi, quell'atmosfera di primavera si inseriscono nel sogno amoroso del poeta.

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FOTOGRAFIA © MAREK PIWNICKI/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Apollo infiamma le lire fraterne / in un tramonto musicale dorato / come farfalle in fiamme...
JUAN RAMÓN JIMÉNEZ, Labirinto

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JimenezJuan Ramón Jiménez (Palos de Moguer, 24 dicembre 1881 - San Juan, Portorico, 29 maggio 1958), poeta spagnolo premiato con il Nobel nel 1956, fu uno dei principali esponenti della Generazione del ’14 e del Modernismo. La sua ricerca poetica lo portò a privilegiare la poesia nuda ed essenziale, fatta solo di immagine e di parola al di là della musicalità esteriore.


lunedì 2 marzo 2026

Candida foglia


CORRADO GOVONI

NEVE

Eri candida foglia volando
e sul ramo fioristi senza sole
o vita più breve del fiore del mandorlo
non soffri uno sguardo di rosa
e subito cadi e t'infanghi.

(da Canzoni a bocca chiusa, Vallecchi, 1938)

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Corrado Govoni attraversò la prima metà del Novecento praticando il crepuscolarismo, la sperimentazione futurista delle poesie visive e il surrealismo, per approdare in maturità a toni più elegiaci e quasi epigrammatici, come in questi versi in cui paragona la neve ai fiori del mandorlo, per la medesima leggerezza e fugacità.

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  LA FRASE DEL GIORNO 

È passato tanto tempo da quando mi hai scritto, ricordo che stavano cadendo le foglie – e ora cade la neve – chi considera diverse le due cose? non sono le foglie sorelle della neve?
EMILY DICKINSON, Le lettere

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Corrado Govoni (Tàmara, 29 ottobre 1884 – Lido dei Pini, 20 ottobre 1965), poeta e scrittore italiano. Dopo una prima esperienza crepuscolare aderì al futurismo, staccandosene in seguito per proseguire su una strada più personale, capace di coniugare toni crepuscolari, liberty e simbolisti.


domenica 1 marzo 2026

Poesie per marzo XII


Due poetesse italiane, due icone del paesaggio italiano: Maria Luisa Spaziani ricorda il marzo milanese che tinge di luce il Duomo di Milano; Sibilla Aleramo è affascinata dal fiorire rosa dei peschi sulle grigie scogliere di Capri.

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FOTOGRAFIA © SAKOMAR

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MARIA LUISA SPAZIANI

IL DUOMO

 
Quando stavo a Milano il Duomo aveva trent’anni di meno,
valchiria folle marzo galoppava,
un cielo di struggente acquamarina
mi rideva in pupille di pochi ricordi.
 
Ragazzetta la quercia del collegio
stringevano sul cuore trenta cerchi di meno,
la torre Velasca brillava nuova di zecca
riflettendo tramonti da isole papuasiche.
 
Come un cero la linguetta di fuoco,
ogni guglia scalare reggeva il suo santo.
Li vedevo sorridere, con la mia vista d’aquila,
palpebrare e ripetermi di sì.
 
Sotto tre lune piene ruotanti tutte insieme
per me fioriva fitto sul sagrato
un prato di narcisi su cui danzava Rimbaud.
Avevo qualche aureola in più, nel marzo di Milano.

 
(da La stella del libero arbitrio, Mondadori, 1986)

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SIBILLA ALERAMO

CAPRI

Più irreale appari,
isola, più ancora,
Capri sognata,
ch'è marzo,
con la sparsa nota di rosa,
infinita,
dei peschi tuoi in fiore,
più irreale,
oh cosa di macigno nell'etere del Tirreno,
ch'è marzo,
e contro il grigio e l'oro
— di grigio e d'oro son le rupi —
ne l'aria,
oh di mare,
traspare
questa spersa tua nota, di rosa....

 
(da Momenti, Bemporad, 1921)

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Mutevoli ombre / creano le nubi sui monti / ed il vento affatica / agli alberi i rami novelli.
LALLA ROMANO, Giovane è il tempo

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Maria Luisa Spaziani (Torino, 7 dicembre 1922 – Roma, 30 giugno 2014), poetessa italiana formatasi nel clima postermetico di chiara ascendenza montaliana. La sua poesia è venuta via via distendendosi dal mottetto o epigramma a forme narrativo-discorsive.


Sibilla Aleramo, pseudonimo di Marta Felicina Faccio detta Rina (Alessandria, 14 agosto 1876 – Roma, 13 gennaio 1960), scrittrice e poetessa italiana. Attiva nell’impegno femminista, esordì con il romanzo autobiografico Una donna. La relazione con il poeta Dino Campana generò un importante carteggio e numerose poesie.


sabato 28 febbraio 2026

La notte è di più


MARIA GABRIELA LLANSOL

TORNO A LETTO

Torno a letto.
Bevo l'acqua che sono andata a prendere in cucina
Tutto dorme.
Sono io.
Sei tu.
È la stanza.
Te lo dirò domani.
Che la notte è di più. La amo profondamente,
senza appassionarmi a lei.

(da L'inizio di un libro è prezioso, 2003)

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La notte ha una specie di densità mistica, un'atmosfera in cui non esiste la fretta del fare che accompagna il giorno. E la poetessa portoghese Maria Gabrella Llansol la apprezza come se il silenzio della stanza fosse l'unico luogo in cui l'identità incontra il momento presente.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La notte trasforma in canti le grida aspre del giorno.
NICOLÁS GÓMEZ DÁVILA, Pensieri antimoderni

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Maria Gabriela Llansol Nunes da Cunha Rodrigues Joaquim (Lisbona, 24 novembre 1931 – Sintra, 3 marzo 2008), poetessa, scrittrice e traduttrice portoghese. La sua scrittura, non lineare e non sequenziale, si svolge ai margini del linguaggio e al di fuori dell'universo istituzionale e mediatico della letteratura.