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domenica 13 settembre 2026

Se fai scodella


DORIS KAREVA

ACCORDO DI SETTIMA, 2

In settembre tutto è così chiaro
– le stelle possono cadere a frotte,
ma non te ne rimane in mano nessuna.

Eppure si riflettono nella sorgente
come cristalli di sale
o le lacrime di Dio.

Se fai scodella con le mani,
tra i tuoi palmi trova posto
il sapore dell’inizio del mondo

(da In sogno ho visto il mondo, Bompiani, 2024 - Traduzione di Daniele Monticelli)

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Unire le mani per bere a una sorgente è un gesto antico e semplice: ma in quella scodella improvvisata la poetessa estone Doris Kareva in una sera di settembre racchiude tutto il cielo, con le stelle; in quel piccolo spazio si ritrova il contatto puro con la Creazione.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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   LA FRASE DEL GIORNO   

E / a volte, di sorpresa, / parla / l'Anima del Mondo.
DORIS KAREVA, In sogno ho visto il mondo

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Doris Kareva (Tallinn, 28 novembre 1958), poetessa, traduttrice ed editrice estone. La sua poesia è caratterizzata da un’assoluta aderenza alla forma e da una scelta minimale delle parole.  Molti dei suoi testi, alcuni pensati direttamente per il palcoscenico, sono stati portati in scena in tutta Europa.


sabato 12 settembre 2026

L’autunno si avvicina


ANNA MONTERO

ARMONIA, I

Per tutto il pomeriggio in agguato
tra i rami
dell'acacia che secca.
con piccoli passi
l'autunno si avvicina
e ogni cosa è dove dovrebbe essere:
sulla soglia
di un altro cerchio
o nelle profondità della voce
che lo dice,
e aspetta.

(da Serenità dei cerchi, 2004)

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L'autunno che arriva piano piano, che si annuncia in piccoli dettagli come le foglie dell'acacia che seccano. Qual è l'armonia del titolo di questa poesia di Anna Montero, allora? La comprensione che "ogni cosa è al suo posto". È una serena accettazione dell'ordine del mondo.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Ti dispieghi nello specchio della sera / ed è questo te che mi sfugge sempre.
ANNA MONTERO, Gli alberi dell'esilio

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Anna Montero Bosch (Logroño, 3 dicembre 1954), poetessa e traduttrice catalana. La sua produzione è stata classificata come "poesia pura e insinuante, dal tono dolce e dall'atmosfera delicata", che si compone di "brevi poesie che ci parlano di amore, poesia e sogni, sempre con un tono esistenziale che riflette l'angoscia di la mancanza di senso e il vuoto del mondo".


venerdì 11 settembre 2026

Misera porzione di tempo


X.J. KENNEDY

12 SETTEMBRE 2001

Due ripresi in video mentre precipitano
dall'ottantaduesimo piano,
indecisi tra una palla di fuoco
e il salto tenendosi per mano,

non siamo noi. Mi sveglio accanto a te,
mi stiracchio, mi gratto, assaporo l'aria,
l'incredibile gioia del caffè
e della luce del mattino.

Vivi, apriamo le palpebre
sulla nostra misera porzione di tempo,
bolle che salgono e scoppiano
in una pentola che bolle.

(da I signori del malgoverno, 2002)

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Venticinque anni sono passati da quell’11 settembre 2001 che modificò la storia del mondo e spezzò oltre alle Torri Gemelle e innumerevoli vite, anche il precario equilibrio. Tutti noi che c’eravamo sappiamo perfettamente dove ci trovavamo quando la notizia ci raggiunse, e ricordiamo lo sgomento che ci prese. Il poeta statunitense X.J. Kennedy descrive in modo intimo e devastante il contrasto tra l'orrore degli attentati dell'11 settembre e il ritorno alla fragile normalità domestica il mattino seguente.

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FOTOGRAFIA © ANDREA BOOHER

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Tuoni e fulmini e il nostro mondo / è un altro posto nessun giorno /
sarà mai lo stesso nessun sangue / risparmiato
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LUCILLE CLIFTON, Misericordia

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Joseph Charles Kennedy (Dover, New Jersey, 21 agosto 1929 – Peabody, Massachussets, 30 gennaio 2026), noto con lo pseudonimo di X. J. Kennedy,  poeta, traduttore, antologista, editore e autore statunitense di letteratura per l'infanzia e di libri di testo di letteratura e poesia inglese. La sua poetica unisce nella forma tradizionale l'umorismo e l'accessibilità.


giovedì 10 settembre 2026

Iván Carvajal


Il poeta ecuadoriano Iván Carvajal è morto la scorsa domenica all’età di 78 anni. Descritto come un poeta esistenzialista e profondamente intellettuale, con i suoi versi ha creato universi calmi e astratti dove un'intensa corrente di pensiero permea ogni cosa Iil divenire temporale, la memoria, l'amore struggente e la morte sono i temi costanti della sua opera nel tentativo di catturare l'istante eterno di fronte alla cospirazione corrosiva del tempo.

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DISCORSO SUL METODO

E se fosse tutto un'illusione,
sarebbe inutile correre da una parte all'altra
per la casa disordinata
e cercarti in ogni angolo di questo labirinto
di bicchieri, poltrone, libri e coperte.
Se fosse tutto un inganno,
il tuo corpo che si spoglia
e si abbandona all'amore, tu, mio ​​desiderio,
baci ardenti e gemiti
non sarebbero altro che il sogno di un inferno.
Ma più della furia della tempesta,
o della ferita di guerra,
o di un mio pensiero,
il tuo corpo disteso come il mare,
a cui si ripiegano morte e vita,
è la certezza assoluta.

(da Poesie di un periodo difficile per la poesia lirica, 1980)

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ANCHE I TUOI AMORI RESTERANNO SENZA NOME

Diventeranno polvere, ma polvere nell'amore .
Quevedo

Anche i tuoi amori resteranno senza nome,

nominando giovinezza e gioia.
Le tue parole segnano la morte
in un solo gesto.

Il tuo amore è l'amore del tuo tempo,

solo amore.
Ora è inutile nominare in versi
colei che un tempo amavi.

(da Poesie di un periodo difficile per la poesia lirica, 1980)

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   LA FRASE DEL GIORNO   

È importante capire che la poesia parla della vita, ma non è autobiografica. In definitiva, la poesia è una combinazione dell'esperienza vissuta dallo scrittore con ciò che ha letto, con il linguaggio..
IVÁN CARVAJAL, Artes, 15 novembre 2015.

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Iván Carvajal Aguirre (San Gabriel, 1948 – Quito, 6 settembre 2026), poeta, filosofo e saggista ecuadoriano. La sua poesia, incentrata sui temi del divenire, della memoria, dell’amore e della morte, costituisce un profondo punto d'incontro tra lirismo, rigore intellettuale e indagine filosofica.

mercoledì 9 settembre 2026

Ero un testo di tango


JULIO CORTÁZAR

LA SFORTUNA

Tu vedi la Croce del Sud,
respiri l'estate con il suo profumo di pesche,
e cammini di notte,
mio piccolo fantasma silenzioso,
per quella Buenos Aires,
per quella Buenos Aires sempre presente.

Forse la più amata

Mi hai donato l'aria aperta,
la leggera ombra della tua mano
che mi accarezzava il viso.

Mi hai donato il freddo, la distanza,
il caffè amaro di mezzanotte
tra i tavoli vuoti.

Iniziava sempre a piovere
nel bel mezzo del film,
il fiore che ti ho portato aveva
un ragno in agguato tra i petali.

Credo che tu lo sapessi
e che tu incoraggiassi la sfortuna.

Dimenticavo sempre l'ombrello
prima di venire a cercarti,
il ristorante era pieno
e gridavano della guerra agli angoli delle strade.

Ero un testo di tango
per la tua melodia indifferente.

Una lettera d'amore
Tutto ciò che desidero da te
è così poco, in fondo,
perché in fondo è tutto

come un cane di passaggio, una collina,
quelle cose insignificanti di tutti i giorni,
una pannocchia, una ciocca di capelli e due zollette di zucchero,
il profumo del tuo corpo,
ciò che dici su qualsiasi cosa,
con me o contro di me,

tutto ciò è così poco,
lo desidero da te perché ti amo.

Che tu guardi oltre me,
che tu mi ami con un feroce disprezzo
per il domani, che il grido
della tua resa si infranga
in faccia a un capufficio,

e che il piacere che inventiamo insieme
sia un altro segno di libertà.

(da Salvo il crepuscolo, 1984)

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Nel lunfardo argentino, la parola "mufa", che dà il titolo a questa poesia di Julio Cortázar, indica uno stato di malinconia, fastidio, insoddisfazione o sfortuna tipico dell’identità di Buenos Aires. Il poeta, ormai trapiantato a Parigi, racchiude in questo termine la nostalgia della patria lontana, l’estetica del tango, la sua stessa condizione amorosa con un’amante che rimane indifferente, la sottile e inevitabile sfortuna che condiziona i momenti della vita.

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FOTOGRAFIA © YELENA FROM PEXELS/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Musica! Malinconico alimento per noi che viviamo d’amore.
JULIO CORTÁZAR, Rayuela

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Julio Cortázar, all'anagrafe Julio Florencio Cortázar Descotte (Ixelles, Belgio, 26 agosto 1914 – Parigi, 12 febbraio 1984), scrittore, poeta, critico letterario, saggista e drammaturgo argentino naturalizzato francese, maestro del racconto, particolarmente attivo nei generi del fantastico, della metafisica, del mistero.


martedì 8 settembre 2026

Tra le nuvole di rose


TED KOOSER

LE PITTRICI DI PORCELLANE

Hanno messo da parte le loro scatole di latta nere,  
graffiate e ammaccate,
cosparse di gocce rosa e blu;  
e i loro tubi essiccati e arrotolati  
di cremisi d'alizarina, verde cromo,  
bianco di zinco e blu oltremare;
le loro fiale mezze piene di polvere d'oro;  
mozziconi di matite di cera;
spazzole sfilacciate con i manici rosicchiati;  
e sono andate con stile e con grazia  
tra le nuvole di rose sciolte e rigogliose,  
narcisi, viole del pensiero, aquilegia,  
su teiere, cioccolatiere,
piattini e tazze, le buone stoviglie Haviland  
estese come un giardino
sulla tovaglia domenicale di pizzo bianco,  
come se le loro anime fossero api
e il mondo non fosse stato altro che fiori.

(da Piaceri e ombre, 2004)

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Un delicato tributo del poeta statunitense Ted Kooser a una figura artigianale, quella delle decoratrici di porcellane, tra le quali sua nonna. Dopo la descrizione minuziosa degli attrezzi e dei colori ecco che avviene il miracolo Le donne entrano con grazia nelle nuvole dei motivi floreali che hanno dipinto e che allietano le tavole.

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FOTOGRAFIA © SEMANUR ÇOBAN

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Un brodo in tazza di porcellana ci par migliore di uno in iscudella di terra.
CARLO DOSSI, Vita di Alberto Pisani

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Ted Kooser (Ames, Iowa, 25 aprile 1939), poeta statunitense. È stato Poeta laureato alla Libreria del Congresso dal 2004 al 2006. Le sue poesie sono caratterizzate da uno stile semplice e colloquiale e hanno spesso come temi il Midwest, l’amore, il tempo e la famiglia.


lunedì 7 settembre 2026

Giardino di api ed aromi


MANUEL ALTOLAGUIRRE

GIARDINO

Tutto il giardino come
un corpo con febbre.
Ben composte verdi membra vegetali!
L’acqua sommersa che crea –
malata di confusioni,
da se stessa divisa – fango.
Giardino di api ed aromi,
senza sentiero al transito.
Ivi entrare è restare,
come quando
restiamo dentro un libro,
tra due piante o più, schiacciati.

(da Le isole invitate e altre poesie, 1926 - Traduzione di Oreste Macrì)

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Il tema del giardino (e in particolare il topos del "jardín cerrado") è ricorrente nella poesia di Manuel Altolaguirre, esponente della Generazione del '27. Entrare in un giardino equivale a immergersi nello spazio intimo della coscienza: il paesaggio naturale non è solo un elemento esterno, ma un riflesso dell'anima e del vissuto del poeta.

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JACEK YERKA, "IL GIARDINO DEL GIARDINIERE"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

La poesia è la mia principale fonte di conoscenza. Mi insegna a conoscere il mondo e, attraverso di essa, imparo a conoscere me stesso. Ci unisce, ci rende capaci di comunicare.
MANUEL ALTOLAGUIRRE

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Manuel Altolaguirre Bolín (Malaga, 29 giugno 1905 – Burgos, 26 luglio 1959), poeta surrealista spagnolo della Generazione del '27. Con i suoi toni intimisti e spirituali cantò l'amore e la solitudine Egli stesso indicò Juan Ramón Jiménez e Pedro Salinas come suoi ispiratori.