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mercoledì 5 agosto 2026

Una volta il mare


GIÒRGOS SARANDÀRIS

UNA VOLTA

Una volta il mare ci sollevò sulle sue ali
Con esso scendevamo nel sogno
Con esso pescavamo uccelli nell'aria
Di giorno nuotavamo tra voci e colori
La sera ci sdraiavamo sotto gli alberi e le nuvole
La notte ci svegliavamo per cantare
Poi il tempo fu tempestoso, la rovina del mondo
E solo allora la quiete
Ma andammo senza che nessuno ci fermasse
Per disperderci e gioire
Dalle rocce come dalle montagne la Via Lattea ci guidò
E quando il mare se ne fu andato Dio era vicino

(da Come un soffio d’aria, 1999)

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La poesia di Giòrgos Sarandàris si muove all'interno del quadro della ricerca dell'assoluto contro il decadimento della condizione umana, espressa attraverso l'abolizione della forma poetica e dell'espressione linguistica tradizionali: il mare simbolista di questi versi è quasi un'astronave che eleva l'uomo trasportandolo lontano dalla Terra per ricreare un mondo nuovo dopo l'apocalisse.

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MARC CHAGALL, "NOÈ E L'ARCOBALENO"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Il cielo amato / così ingenuo così gentile.
GIÒRGOS SARANDÀRIS, Come un soffio d’aria

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Giòrgos Sarandàris (Istanbul, 20 aprile 1908 – Atene, 25 febbraio 1941), poeta, filosofo e saggista greco della Generazione degli anni '30. Formatosi in Italia, si ispirò alla lirica pura di Ungaretti.Trasferitosi ad Atene, partecipò attivamente al rinnovamento delle lettere greche. Morì in seguito alle sofferenze patite sul fronte albanese, combattendo contro gli Italiani.


martedì 4 agosto 2026

Dimmi cosa scrivere


GÜLTEN AKIN

COSA

Come se avessi trovato un vuoto equilibrio
cammini silenziosamente
sulla corda aperta che hai teso
tra le parole e la vita
ehi! acrobata
dimmi cosa scrivere e perché

(da Se me lo chiedi, 2013)

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Gülten Akın, poetessa turca si interroga sul senso della scrittura e sulla vita stessa: il poeta dunque è un funambolo sempre in equilibrio sulla corda sottile che segna il confine tra la parola e la vita, tra la realtà e la comprensione di ciò che va oltre essa.

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AB VAN OVERDAM, "FUNAMBOLO SU SPIAGGIA ROCCIOSA", PART.

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  LA FRASE DEL GIORNO 

La poesia è la nostra vecchia complice. / Qualunque cosa abbiamo fatto, l'abbiamo fatta con lei.
GÜLTEN AKIN, Se me lo chiedi

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Gülten Akın (Yozgat, 23 gennaio 1933 – Ankara, 4 novembre 2015), poetessa turca. La sua poesia riesce a trovare un equilibrio tra intima autoriflessione e dialogo provocatorio. Nelle sue opere, che spesso attingono al folklore, affronta temi di una società tradizionale dal punto di vista femminile.



lunedì 3 agosto 2026

La terra greca


ÁNGELOS VLÁCHOS

LA TERRA GRECA

Conosci la terra dove
sbocciano i fiori d'arancio,
l'uva diventa rossa
e le olive maturano?
Oh! Nessuno la ignora,
è la terra greca.

Conosci quella terra, ovunque
macchiata di sangue,
dove valli e montagne
sono tombe di tiranni?
Oh! Nessuno la ignora,
è la terra greca.

Madre terra di antichi dei
e nuovi semidei,
terra di ricordi del passato
e terra di speranze per il futuro,
oh! nessuno la ignora,
lei è la terra greca.

(da Trenta inni per bambini, 1882)


La Grecia, soprattutto per chi ne ha frequentato la storia e la letteratura antica al liceo classico, ha un fascino che non sbiadisce: del resto è la culla della civiltà europea e ad essa dobbiamo quello che siamo divenuti nel corso di un paio e mezzo di millenni. Il poeta romantico Ángelos Vláchos scrisse questi versi che risuonano come un orgoglioso inno patriottico e un atto d’amore per la Grecia, terra dall’idilliaca natura di aranci, vigneti e ulivi, di lunghe lotte di liberazione dai tiranni, e soprattutto portatrice di una gloriosa eredità. 

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FOTOGRAFIA © FEDERICO ABIS/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

La Grecia non è un dato di fatto, ma un destino.
EVANGELOS AVEROFF

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Ángelos Vláchos (Atene, 25 marzo 1838 – 19 luglio 1920), poeta e letterato greco.  Contribuì notevolmente, e in molti campi, alla rinascita della cultura neoellenica con opere originali e con traduzioni dall'inglese, francese, tedesco, italiano. Rinnovò la scena greca introducendovi l'atto unico e modi farseschi prossimi al vaudeville.


domenica 2 agosto 2026

Partenze al mare


PIERLUIGI CAPPELLO

CONDÒMINI

Escono le mattine della domenica
dopo che tanto è piovuto
e la festa splende nel sole dissepolta;
alzano la gaia concitazione
delle partenze al mare
al giro di ogni nuova mandata
e allo scatto del portone corrisponde
l’ombra nel fruscìo di una tendina;
chi rimane è un viso che si sporge
sulla rivalsa di chi parte
stanno uniti così, nei giorni più
luminosi,
lo scorto e chi scorge
come labbra mai bagnate da un bacio.

(da Dentro Gerico, La Barca di Babele, 2002)

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La vita comunitaria di un condominio: Pierluigi Cappello descrive la "gaia concitazione" dei condomini che si preparano e partono per una gita al mare in contrapposizione con l'immagine di chi resta e osserva da una finestra. Bizzarra ma efficace l'immagine delle due entità come labbra che non si uniscono in un bacio, sintomo anche dell'incomunicabilità che spesso regna anche tra vicini di casa.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO 

La noia stende le vertebre al sole / e tu rientri dov'eri / dietro il douglas dei serramenti / dentro il livore / degli appartamenti.
PIERLUIGI CAPPELLO, Dentro Gerico

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Pierluigi Cappello (Gemona del Friuli, 8 agosto 1967 – Cassacco, 1º ottobre 2017), poeta italiano. La sua vita è stata gravemente segnata da un incidente stradale occorsogli quando aveva sedici anni: dallo schianto della sua moto contro la roccia uscì con il midollo spinale reciso e una perenne immobilità. Ha scritto numerose opere, anche in lingua friulana.


sabato 1 agosto 2026

Poesie per agosto XIII


Agosto, mese di calura, di vacanze e di ozio. Il poeta greco Kostas Kutsurelis racconta Il caldo umido e afoso, rinforzato dallo scirocco in una città della Grecia. La poetessa spagnola Dionisia García riflette sulla calma del patio imbiancato, cotto dalla luce mediterranea, dove resistono il basilico e le campanule.

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CHRIS RAPA, “A MONTEFALCO”

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KOSTAS KUTSURELIS

ARIA D’AGOSTO, I

Aria d'agosto. Le foglie assonnate
seguono a stento alla spalla dello scirocco.
Oltre, l'odore del mare. Il brivido
 
di un motore che ronza nelle secche.
La lente del sole dall'alto, cadendo a terra
spazza confusamente i corpi sdraiati.
 
Orme perse ovunque sulla sabbia.
Occhi socchiusi. Grida di bambini nudi.
Aria d'agosto. In attesa del tramonto
 
l'orizzonte avvolge il prato in una garza azzurra.
Una lucertola, invisibile nelle nozze della  luce,
striscia verso la tranquillità dell'ombra.
 
Notizie gocciolano dai rubinetti del bar:
Europa. Terzo Millennio. Grecia.
Echi di una vita scomparsa.
 
Aria d'agosto. Aria di fuoco.
 
(da Aria d’agosto, 2012)

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DIONISIA GARCÍA

ANGOLI

Un pomeriggio di agosto
lascia che la sua calma scenda sul cortile.
Niente rompe il silenzio.
La calce bianca fa scaturire la luce
tra le spesse pareti;
Le cose riposano,
la quiete permane
e un profondo Miserere
risuona
attraverso i vasi
del basilico e delle campanule.

 
(da Antifone, 1978)

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  LA FRASE DEL GIORNO   

Agosto è quel mese in cui se fa caldo fa davvero molto caldo.
GERTRUDE STEIN, Scritti, 1932-1946

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Kostas Koutsourelis (Atene, 1967), poeta e tradutore greco. Ha studiato legge e traduzione. Ha vissuto in Germania. Ha pubblicato poesie, testi teatrali, saggi, studi e traduzioni da Shakespeare, Novalis, Rilke, Kafka, Benn e Paz. I suoi testi critici vertono sulla letteratura e sul pensiero.


Dionisia García (Fuente Álamo, 20 marzo 1929), poetessa e scrittrice spagnola. Laureata in Filologia romanza, risiede a Murcia, la cui Università destina un premio di poesia a suo nome. Le sue opere presentano una riflessione sulla natura della vita e sull’importanza della parola poetica, sulla memoria e sullo scorrere del tempo.


venerdì 31 luglio 2026

Ambizioni d’amore


ALDA MERINI

AMORE NON DANNARMI

Amore non dannarmi al mio destino
tienimi aperte tutte le stagioni
fa che il mio grande e tiepido declino
non si addormenti lungo le pulsioni
metti al passivo tutte le passioni
dormi teneramente sul cuscino
dove crescono provvide ambizioni
d’amore e di passione universale,
toglimi tutto e non mi fare male.

(da Testamento, Crocetti, 2002)

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Alda Merini innalza una vibrante preghiera all'amore, considerato sia come sentimento umano sia come forza universale. La poetessa milanese chiede di non essere abbandonata alla solitudine del proprio destino e della vecchiaia, di non lasciare appassire la vitalità emotiva e invoca la passione come unico antidoto in grado di mantenere l'anima costantemente viva e aperta verso il mondo, pronta a cedere ogni cosa all'amore, trasformato in forza cosmica e salvifica.

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FOTOGRAFIA © YULIA POLYAKOVA/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO 

Amarti è stato come conficcare una stella nel vetro di una finestra.
ALDA MERINI, La pazza della porta accanto

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Alda Giuseppina Angela Merini (Milano, 21 marzo 1931 - 1º novembre 2009),  poetessa, aforista e scrittrice italiana. Vide pubblicate le prime poesie a diciannove anni. L’amore agitato con Giorgio Manganelli riportò alla luce i disagi psichici: dal 1965 al 1972 fu internata in ospedale psichiatrico. Dimessa, visse nella sua casa sui Navigli, spesso in stato di emarginazione, circondandosi di artisti.


giovedì 30 luglio 2026

Fuggire!


STÉPHANE MALLARMÉ

BREZZA MARINA

La carne è triste, ahimè! e ho letto tutti i libri.
Fuggire! Laggiù fuggire! Io sento uccelli ebbri
d’essere tra ignota schiuma e i cieli!
Niente, né antichi giardini riflessi dagli occhi
terrà questo cuore che già si bagna nel mare
o notti! né il cerchio deserto della mia lampada
sul vuoto foglio difeso dal suo candore
né giovane donna che allatta il suo bambino.
Io partirò! Vascello che dondoli l’alberatura
l’àncora sciogli per una natura straniera!
E crede una Noia, tradita da speranze crudeli
ancora nell’ultimo addio dei fazzoletti!
E gli alberi forse, richiamo dei temporali
son quelli che un vento inclina sopra i naufragi
sperduti, né antenne, né antenne, né   verdi isolotti…
Ma ascolta, o  io cuore, il canto dei marinai!

(da Verso e prosa, 1893 - Traduzione di Luciana Frezza)

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Il poeta francese Stéphane Mallarmé, sospeso tra la noia della vita quotidiana e il desiderio di una fuga totale attraverso l'arte, esprime  la sua profonda crisi esistenziale: è il sogno di  un'evasione dalla stagnante mediocrità dei piaceri fisici e intellettuali verso un ignoto spirituale e artistico più che geografico, alla ricerca di quel richiamo della vita e dell'ispirazione che è simboleggiato dal canto dei marinai.

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FOTOGRAFIA © KISHORE ILLA/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO 

Sempre con la speranza d'incontrarsi col mare, / Viaggiavan senza pane, senza bastoni o urne / Mordendo il cedro d'oro dell'ideale amaro.
STÉPHANE MALLARMÉ

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Étienne Mallarmé, detto Stéphane (Parigi, 18 marzo 1842 – Valvins, 9 settembre 1898), poeta, scrittore e drammaturgo francese. Fu uno dei massimi esponenti della poesia simbolista. Nei suoi versi cercò di raggiungere la "poesia pura", mediante un linguaggio che, con ermetica oscurità, comunicasse al lettore attraverso la musicalità del ritmo e dei suoni e la suggestione delle immagini.