venerdì 3 dicembre 2021

Cercami negli armadi


FERNANDO BELTRÁN

SE MI TOLGO L’AMORE

Se mi tolgo l’amore
resti nuda,
non chiedermi di strapparti i vestiti
adesso che viene il freddo,
cercami negli armadi delle tue strade,
nella città senza legge delle mie tre mani,
la destra, la sinistra, quella che ti ama,
i corridoi e il treno dove una notte
finalmente ti toglierò l’impermeabile
perché è giunto l’inverno,
la stagione delle grucce,
le asole più grandi del desiderio
e il mio corpo che si abbottona aspettando
quei giorni di pioggia che indossi
sotto la gonna a volte

(da Amore cieco, 1995)

.

Juanma Ortega scrive che Fernando Beltrán è “un poeta che dà il nome alle cose”. Lo fa certamente in questi versi che mescolano sapientemente abbigliamento e amore e il grigiore di una città autunnale: “Amare è questo errore imprescindibile / per vivere, questo modo distinto di sentire la pioggia / quando arriva l’autunno”.

.

DIPINTO DI VLADIMIR KUSH

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO

Mi piace che una poesia mi porti in un altro posto, che mi metta a disagio, che mi agiti. E se succede a me, perché non deve succedere al lettore, se tutti abbiamo paure e dubbi, in fondo, molto simili?
FERNANDO BELTRÁN, El Independiente, 22 ottobre 2021




Fernando Beltrán (Oviedo, 1956), poeta spagnolo. La sua poesia parte dall’esperienza quotidiana e si lascia guidare da toni surrealisti per manifestare il proprio significato lungo le vie dell’immaginazione e del subconscio, utilizzando il corpo come catalizzatore dello spirito vitale. Nel 2021 ha ottenuto il Premio Quevedo.


giovedì 2 dicembre 2021

Il nome di Charles


ALDA MERINI

LE OSTERIE

A me piacciono gli anfratti bui
delle osterie dormienti,
dove la gente culmina nell’eccesso del canto,
a me piacciono le cose bestemmiate e leggere,
e i calici di vino profondi,
dove la mente esulta,
livello di magico pensiero.
Troppo sciocco è piangere sopra un amore perduto
malvissuto e scostante,
meglio l’acre vapore del vino
indenne,
meglio l’ubriacatura del genio,
meglio sì meglio
l’indagine sorda delle scorrevolezze di vite;
io amo le osterie
che parlano il linguaggio sottile della lingua di Bacco,
e poi nelle osterie
ci sta il nome di Charles
scritto a caratteri d’oro.

(da Vuoto d’amore, 1991)

.

Alda Merini tesse un elogio delle osterie, avendo bene in mente i vecchi locali milanesi e sognando quelle del citato Charles Baudelaire: “Nelle bottiglie l’anima del vino / una sera cantava: «Dentro a questa / mia prigione di vetro e sotto i rossi / suggelli, verso te sospingo, o caro / diseredato, o Uomo, un canto pieno /di luce e di fraternità»”. E come non pensare ancora alle “osterie di fuori porta” di Francesco Guccini o ai vetri d’osteria dietro cui Mario Luzi si regge “tra passato ed avvenire / o com’è giusto o come il cuore tollera”?

.

PEDER SEVERIN KRØYER, "OSTERIA A RAVELLO"

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Bere sarebbe troppo un atto duro / esplicito, cattivo, perentorio / ma questo gesto, che è di attesa solo, / di tanto ardore solamente include / in ogni vena dolcemente il senso.
ALDA MERINI, Lettere al dottor G




Alda Merini all'anagrafe Alda Giuseppina Angela Merini (Milano, 21 marzo 1931 - 1º novembre 2009),  poetessa, aforista e scrittrice italiana. Vide pubblicate le prime poesie a diciannove anni. L’amore agitato con Giorgio Manganelli riportò alla luce i disagi psichici: dal 1965 al 1972 fu internata in ospedale psichiatrico. Dimessa, visse nella sua casa sui Navigli, spesso in stato di emarginazione, circondandosi di artisti.


mercoledì 1 dicembre 2021

Poesie per dicembre VIII


Dicembre. Il mese freddo che dà inizio all’inverno ma che reca in sé la speranza del solstizio, l’antica festa del Sole trasformatasi nel Natale cristiano. Quel sole che trasfigura la terra gelida nella poesia di Ada Negri e che fa più miti i campi nei versi di Andrea Zanzotto.

.

FOTOGRAFIA © PXHERE

.

.

ADA NEGRI

MATTINATA INVERNALE

Ricordo.— Era il Dicembre:
la campagna apparìa smorta di neve,
irta di ghiacci.— L’alba tersa e lieve
animava il silenzio.

A l’orïente gelido
il sol rifulse: e allor, trasfigurata,
la neve palpitò come baciata,
e si fè tutta rosea:

Sovra le rame squallide,
su l’erbe vive ancor, su le brughiere
palpitò di dolcezza e di piacere
nel mattino purissimo.

(da Tempeste, Treves, 1895)

.

.

.

.

ANDREA ZANZOTTO

PER IL MITE DICEMBRE OVE L’ERBA

Per il mite dicembre ove l'erba
immune ridonda
offerta ultima sui vecchi balconi,
acque gentili a stimolare i tardi
campi, sussurro fervido di venti
felicemente giunti.
E' dunque il fausto
il pingue inizio,
sparisce la devastazione?
Deviante per selve raggio ignaro,
per cristalline sedi, angoli angelici,
intirizziti
intirizziti amori?
...............
Non adulti i dolori?

(da Vocativo, Mondadori, 1957)




--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Dicembre è arrivato in silenzio, allungando le notti fino quasi ad unirle.

ÁNGEL GONZÁLEZ, Parola su parola




Ada_Negri

Ada Negri (Lodi, 3 febbraio 1870 – Milano, 11 gennaio 1945), scrittrice proveniente dalle classi operaie, insegnante a Motta Visconti, predilesse tematiche a sfondo sociale, su cui con il tempo prevalsero i sentimenti e il ricordo. Unica donna ammessa all’Accademia d’Italia, fu candidata due volte al Nobel.


Zanzotto_AndreaAndrea Zanzotto (Pieve di Soligo, 10 ottobre 1921 – Conegliano, 18 ottobre 2011), poeta italiano tra i più importanti del secondo Novecento. La sua poesia, che scava profondamente nella materia linguistica, è legata alle tracce e alle memorie del suo paese natio: "Qui non resta che cingersi intorno il paesaggio”.


martedì 30 novembre 2021

Piovono voci di donne


GUILLAUME APOLLINAIRE

PIOVE

Piovono voci di donne come se fossero morte anche nel ricordo.
Siete anche voi che piovete meravigliosi incontri della mia vita o goccioline.
E quelle nuvole impennate cominciano a nitrire tutto un universo di città auricolari.
Ascolta se piove mentre il rimpianto e lo sdegno piangono una musica antica.
Ascolta cadere i legami che ti trattengono in alto e in basso.

(da Calligrammi, 1918)

.

È certamente una poesia visiva, influenzata dal Futurismo - si veda Corrado Govoni e Il Palombaro - ma Guillaume Apollinaire trascina, a dispetto di quelle catenelle composte di parole, echi di Simbolismo. La pioggia malinconicamente evoca il ricordo di presenze femminili mentre incombono nuvole minacciose - di lì a poco scoppierà la guerra - ma al contempo libera l’animo da ogni tensione e oppressione, che sia terrena o spirituale.

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Tutte le parole che avevo da dire si sono mutate in stelle.
GUILLAUME APOLLINAIRE, Alcools




Wilhelm Albert Włodzimierz Apollinaris de Wąż-Kostrowick (Roma, 26 agosto 1880 - Parigi, 9 novembre 1918), noto con lo pseudonimo di Guillaume Apollinaire, poeta francese sostenitore di una totale libertà formale e di nuovi contenuti frutto dell’indagine dell’inconscio, fu un precursore del Surrealismo. Combattente nella Prima guerra mondiale, fu vittima dell’epidemia di febbre spagnola.


lunedì 29 novembre 2021

Il silenzioso splendore


HAKUSHŪ KITAHARA

IMPRESSIONE DEL CREPUSCOLO

Delizia di baci… sussurri…
Ma il sangue invisibile gocciola nel cielo
come il ruggito di una bestia ferita.
Perché fa tanto male?

Ah, il colore della melodia del crepuscolo,
il silenzioso splendore.
Delizia di baci… sussurri…

(da Antología de la poesía moderna del Japón, 1868-1945, UNAM, 2010)

.

Una sinestesia che coinvolge tutti i sensi: l’emozione estetica del tramonto sorprende il poeta giapponese Hakushū Kitahara e gli regala questa sensazione, questa corrispondenza armonica che riesce a trasformare la dolorosa luce del crepuscolo addirittura in un’esperienza amorosa.

.

FOTOGRAFIA © PXHERE

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
I tramonti sono pazzi sciocchi arancioni che infuriano nell'oscurità.
JACK KEROUAC




Hakushū Kitahara  (Yanagawa, 25 gennaio 1885 – Kamakura, 2 novembre 1942), pseudonimo di Ryūkichi Kitahara), poeta giapponese di tanka, attivo durante i periodi Taishō e Shōwa. In disaccordo con il Naturalismo, influenzò la poesia giapponese moderna apportandovi il suo stile decadente, estetico e simbolico.


domenica 28 novembre 2021

In un luogo spoglio


JAMES WRIGHT

FINE NOVEMBRE IN UN CAMPO

Oggi cammino solo in un luogo spoglio,
e l'inverno è qui.
Due scoiattoli vicino a un palo di recinzione
si aiutano a vicenda a trascinare un ramo
verso un nascondiglio; deve essere da qualche parte
dietro quei frassini.
Sono ancora vivi, dovrebbero accumulare ghiande
contro il freddo.
Zampe fragili scannano i passaggi tra gli steli di mais quando la luna
guarda lontano.
La terra è dura adesso,
Le suole delle mie scarpe hanno bisogno di riparazioni.
Non ho nulla per cui chiedere una benedizione,
tranne queste parole.
Vorrei che fossero
erba.

(da Ci riuniremo al fiume?, 1968)

.

Non c’è via di fuga: la teologia negativa montaliana riecheggia in questi versi del poeta statunitense James Wright, bipolare, alcoolizzato, soggetto ad esaurimenti nervosi, alla ricerca di se stesso e in fuga da Saint Paul: l’area rurale del Minnesota diventa una landa brulla e spoglia con l’approssimarsi dell’inverno, malinconicamente desolata, diversa dalla promessa pastorale e bucolica che sembrava allettare il poeta dalla metropoli.

.

ANDREW WYETH, “PRIMO NOVEMBRE”

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Va da sé che una bella poesia breve può avere la risonanza e la profondità di un intero romanzo.
JAMES WRIGHT, Prose raccolte




James Arlington Wright (Martins Ferry, Ohio, 13 dicembre 1927 – New York, 25 marzo 1980), poeta statunitense. Nel 1956 emerse sulla scena letteraria statunitense con la raccolta The Green Wall, con cui si affermò come esponente della corrente deep image. Vinse il Premio Pulitzer per la poesia nel 1972 per Poesie scelte.


sabato 27 novembre 2021

Un uomo tranquillo


WENDELL BERRY

SOGNO UN UOMO TRANQUILLO

Sogno un uomo tranquillo
che nulla spiega e nulla
difende, ma solo conosce
dove sbocciano i più rari
fiori selvatici, e va,
e scopre di sorridere
senza volerlo.

(da Rimasugli, 2009)

.

La scelta di vita del poeta statunitense Wendell Berry fu, nel 1965, di abbandonare New York, dove viveva e insegnava, per stabilirsi con la moglie e i due figli a Lane’s Landing, una fattoria del natio Kentucky dove coltiva grano e granturco e alleva pecore su un’estensione di 47 ettari. Lì cerca di essere quell’uomo tranquillo citato nella poesia, senza preoccupazioni, in armonia con la natura: “Vado tra gli alberi e mi siedo. / La mia agitazione si calma / intorno a me come cerchi nell’acqua. / I miei compiti giacciono dove li ho lasciati, / addormentati come il gregge”.

.

DAVID BONDT, "FATTORE NEL SUO CAMPO"

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Con le minute parole che a poco a poco nascono / dal silenzio, come preghiere / riverberate verso chi prega, / componi una poesia che non turbi / il silenzio da cui è nata.
WENDELL BERRY, Un posto al mondo




Wendell Erdman Berry (Henry County, Kentucky, 5 agosto 1934), poeta, narratore e ambientalista statunitense. Dal 1965 vive in una fattoria di 50 ettari,Lane’s Landing, dove coltiva grano e cereali. La sua poesia non poteva che essere elegiaca e pastorale.