LEONARD NATHAN
CERCHIA FAMILIARE
Quando lasciai Itaca
per la grande battaglia,
ero una persona solare, intelligente
e determinata, e gentile
per via della mia inesperienza.
Pensavo di tornare presto
perché la Terra è perfettamente
circolare, ma ho scoperto che,
per quanto si voglia andare dritti,
ciò che sopravvive è curvo.
Ebbene, eccomi qui, finalmente,
pellegrino malconcio verso un santuario umile,
la mia nuda roccia e la mia vecchia moglie
disposte con aria cupa ad accogliere ciò che offro:
una cicatrice e una storia incredibile.
Vedo gli occhi di mio figlio sollevarsi furtivamente
dal piatto, mentre chiede a cosa servisse:
battaglia, naufragio e simili bugie.
Serviva a questo, figliolo, a questo:
al mio mangiare e alla tua domanda.
(da Caro sangue, 1980)
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Odisseo, tornato finalmente a Itaca dopo lunghi anni di peripezie, dalla guerra di Troia al lunghissimo drammatico viaggio di ritorno, in questi versi del poeta statunitense Leonard Nathan deve fare i conti con la realtà e la disillusione: la reggia altro non è che un santuario umile, Penelope invecchiata di vent'anni, la fredda e malinconica accoglienza da parte della sua stessa famiglia. Nathan fa riflettere con amara ironia sul divario generazionale e sull'inutilità delle durezze della vita.
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JOHANN AUGUST NAHL IL GIOVANE, "TELEMACO RICONOSCE SUO PADRE"
LA FRASE DEL GIORNO
Un uomo che ha vissuto esperienze amare e ha viaggiato a lungo, dopo un certo tempo apprezza persino le sue sofferenze.
OMERO, Odissea
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Leonard E. Nathan (El Monte, California, 8 novembre 1924 – Marin, California, 3 giugno 2007), poeta e critico letterario statunitense. La sua poesia si distingue per l'economia verbale e l'equilibrio tra pragmatismo e lirismo con la convinzione chela parola poetica sia un atto di comunicazione morale in una cultura precaria.









