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lunedì 11 maggio 2026

L’erba di primavera


ANONIMO GIAPPONESE

COME L’ERBA DI PRIMAVERA

Come l’erba di primavera
rigoglioso il mio amore
s’accumula a mille strati 
come l’onde che vanno 
verso l’alto mare.

(da Man’yōshū, VIII secolo)


La sensibilità del tanka giapponese, qui in un autore anonimo dell’VIII secolo,  descrive un amore intenso e vitale servendosi di ben due analogie, paragonandone la crescita alla freschezza dell'erba primaverile e la grandezza al moto infinito delle onde, suggerendo l’immagine di un sentimento profondo, in continua evoluzione e senza limiti.

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IMMAGINE © WALLPAPER CAVE.

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Come acque che si infrangono / alte contro le rocce / nel fiume Yoshino, / rapida irruppe in me / la passione d’amore.
KI NO TSURAYUKI, Kokin Wakashū

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Man'yōshū  (Raccolta di diecimila foglie) è la più antica collezione di poesie di waka in giapponese giunta fino a noi. Fu compilata molto probabilmente intorno alla seconda metà dell'VIII secolo,ed è formata da 4496 componimenti (4172 tanka, 262 chōka e 62 sedōka) scritti tra la seconda metà del V e la metà dell'VIII secolo.


domenica 10 maggio 2026

Dalle crepe del tempo


JUAN GELMAN

NOVITÀ

Sogno il mio sogno preferito
e la notte non finisce mai.
Gli alberi rivelano il loro alfabeto
e stelle che
parlano dell’infinito
di ogni soffio del vivere.
Costruisco madri passate
con la mano affondata nella notte.
Che bello era il suo angolo
dove echi vaghi la nominavano!
Così, di spalle a me,
fuggiva ad un paese baciato
dalla sua gelida gioventù.
Madre che
cucinavi distanze
nelle pentole del giorno.
Mi parli ancora
dalle crepe del tempo.

 
(da Mundar, 2013 - Traduzione di Laura Branchini)

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Il poeta argentino Juan Gelman con questi versi toccanti intreccia memoria e dolore nel ricordo della madre: la ricostruisce attivamente con le parole, rievocandone l'immagine e le attività quotidiane, significando che l'assenza non è totale, se  lei sopravvive nei piccoli spazi della memoria e nel linguaggio.

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ROBYN GRAY, "MADRE E FIGLIO"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il suo respiro, il gesto della sua mano / sono così amorevoli che, una volta passati, / continuano a spegnere l'incendio di Persepoli
VLADIMÍR HOLAN, Una notte con Amleto

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Juan Gelman (Buenos Aires, 3 maggio 1930 – Città del Messico, 14 gennaio 2014), poeta, scrittore e giornalista argentino. Vincitore del Premio Cervantes nel 2007, è autore di una poesia esistenziale con accenti lirici e intimisti, divenuta più sociale con l’avvento della dittatura militare (il figlio e la nuora furono sequestrati e uccisi dal regime, la nipote data in adozione) e l’esilio.


sabato 9 maggio 2026

Le parole che scrivi


SIRO ANGELI

APPROSSIMAZIONI ALL’ARTE POETICA, V

Forse potrai sapere
questo da un’infinita
serie di tentativi:
la verità, la vita
non fanno vive e vere
le parole che scrivi.

(da Il grillo della Suburra, Scheiwiller, 1990)

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La bellezza della poesia consiste proprio nella necessità del fallimento: il poeta friulano Siro Angeli sa bene che le parole possono descrivere un dolore, un'emozione o un paesaggio, ma non possono pienamente essere quell'emozione o quel paesaggio. l’azione del poeta non può essere che un tentativo infinito di avvicinarsi, una tensione costante che resta sempre un passo indietro rispetto alla pienezza del reale.

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FOTOGRAFIA  COTTONBRO STUDIOS/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Tradisci o ti tradiscono / le parole che scrivi / quanto quelle che dici, / unico scampo al rischio / è il tacere, se puoi.
SIRO ANGELI, Il grillo della Suburra

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Siro Angeli (Cesclans, 27 settembre 1913 – Tolmezzo, 22 agosto 1991), poeta, autore di teatro e critico letterario italiano. Combattente in Russia, diresse a lungo il terzo canale radiofonico della Rai. La sua poesia, segnata dalla scomparsa della moglie dopo dieci anni di matrimonio, si muove nell’ambito di una ricerca della verità superiore, contemplata spesso in una figura di donna stilnovista.


venerdì 8 maggio 2026

Ascoltando la pioggia


CHARLES SIMIĆ

CON IL CUORE CHE BATTE FORTE

Con il cuore che batte forte
abbandonati al momento
ora che hai trovato riparo
dall'improvviso acquazzone
sotto questi piccoli alberi ombrosi.

Ascolta il ticchettio acuto
come se una sarta
sognante e distratta
stesse cucendo insieme
il tempo e l'eternità per te.

Nella luce acquosa e verde smeraldo
del tardo pomeriggio,
anche le foglie faticano
a non tremare un po'
mentre ascoltano la pioggia.

(da Picnic notturno, 2001)

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Charles Simić, poeta serbo naturalizzato statunitense,  ama esplorare il mistero dell'ordinario e la "terribile bellezza" della vita quotidiana: sorpreso dal temporale,  corre a ripararsi sotto un albero. Il batticuore che prova non è solo quello della corsa: è anche quello dell'emozione del momento, dell'afflato poetico che quella situazione sta generando.

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FOTOGRAFIA © BIBHUKALYAN ACHARYA/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Ogni mattina dimentico com’è. / Guardo il fumo salire / a grandi passi sopra la città. / Non appartengo a nessuno.
CHARLES SIMIĆ, Smantellando il silenzio

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Charles Simić, vero nome Dušan Simić (Belgrado, 9 maggio 1938 – Dover, New Hampshire, 9 gennaio 2023), poeta statunitense di origine serba. Iniziò la propria carriera nella prima metà degli anni settanta con uno stile letterario minimalista, nel tempo divenuto sempre più riconoscibile. Nel 1990 è stato insignito del Premio Pulitzer per la poesia.


giovedì 7 maggio 2026

Fogliame di tenerezza


IVONNE BORDELOIS

SALICE PIANGENTE

Salice piangente
nella sera
fogliame di tenerezza
dove viene a posarsi
dolcissimo
l'uccello caparbio
del ricordo

(da L'allegra apocalisse, 1995)

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Ivonne Bordelois, linguista e poetessa argentina, esplora il potere della memoria: il ricordo, inquieto, sfuggente, riesce infine ad essere dolcissimo e a trovare finalmente pace nel fogliame della poesia.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Contro la notte, contro la pioggia, ti ricordo. / Con queste parole che non capiresti, ti ricordo. / Contro te stesso, contro me stesso, ti ricordo. // Con amore, ti ricordo.
IVONNE BORDELOIS, L'allegra apocalisse

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Ivonne Aline Bordelois (Juan Bautista Alberdi, 5 novembre 1934), poetessa, saggista e linguista argentina.  Allieva di Noam Chomsky e insegnante a Boston dal 1968, ritornò a Buenos Aires nel 1994, anno in cui iniziò a scrivere e a impegnarsi come redattrice culturale.


mercoledì 6 maggio 2026

Terra sfigurata


NOVELLA CANTARUTTI

J’ SIN

Lagrimi’ secj’
j’ sin,
su la nestra cjera
disfigurada.
E cours j’ sin,
ch’a mènin
su li’ viti’ cioncjadi’
e la masera.


SIAMO

Lacrime secche
siamo,
sulla nostra terra
sfigurata.
E siamo cuori
che resistono
sulle vite schiantate
e le macerie.

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IL REQUIE

Il requie,
sot i mûrs di Vencion,
a’ lu scjafòin i claps.
’A si prèa
come chei ch’a son muars,
cencia cigus.
E ’a na si cjanta pi.


IL REQUIEM

Il requiem,
sotto i muri di Venzone,
lo soffocano i sassi.
Si prega
come quelli che sono morti,
senza grida.
E non si canta più.

(da Pagjni' seradi', Società filologica friulana, 1976)

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Il 6 maggio 1976 un disastroso terremoto devastò il Friuli: alle 9 di sera si verificò una scossa di 9° grado Mercalli, come si misurava allora, ovvero di 6.2 gradi Richter, durata un terribile minuto. Il poeta Pierluigi Cappello, che allora aveva nove anni e abitava a Chiusaforte, ricorderà: “Mi parve di stare al centro della notte del giudizio, l’immaginazione di migliaia di bambini friulani si espanse come un’enorme, dolente bolla per accogliere entro i suoi confini una nuova regione: la regione del terrore, un terrore primordiale, da passeri e cani spaventati. Ai primi crolli, il presente immutabile di quei bambini venne scagliato in bocca a un futuro buio, privo di dimensione”. “La terra si scrollava di dosso / le case” scrisse un altro poeta friulano, Giacomo Vit. Ma fu la poetessa in lingua friulana Novella Cantarutti, cinquantacinquenne insegnante di italiano e amica di Pasolini a registrare praticamente “dal vivo” l’emozione terribile del sisma che causò mille morti e ridusse in macerie Gemona, Osoppo, Buja, Venzone e Majano.

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FOTOGRAFIA DA REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Un minuto. La storia, ogni tanto si veste con i tempi che appartengono al quotidiano per plasmare le sue trasformazioni.
PIERLUIGI CAPPELLO, Messaggero Veneto, 4 maggio 2016

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Novella Aurora Cantarutti (Spilimbergo, 26 agosto 1920 – Udine, 20 settembre 2009), poetessa e scrittrice italiana, nota per le sue poesie in lingua friulana. Compose i suoi primi lavori letterari nel 1941, ma pubblicò solo dopo la fine della guerra,  su riviste locali, quali Il strolic furlan, Ce fastu? e Quaderno romanzo di Pasolini.


martedì 5 maggio 2026

Il tintinnio dei ciottoli


WILLIAM BUTLER YEATS

IL DICIANNOVESIMO SECOLO E OLTRE

Sebbene il grande canto non ritorni più,
c'è una gioia profonda in ciò che abbiamo:
il tintinnio dei ciottoli sulla riva
sotto l'onda che si ritira.

(da La scala a chiocciola e altre poesie, 1933)

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William Butler Yeats, con la fine dell’era romantica e vittoriana e delle sue certezze morali, constata il decadimento culturale, la frammentazione della modernità – i tempi in cui il poeta irlandese scrive hanno visto il sorgere di movimenti quali il Futurismo, il Dadaismo e il Modernismo – ed  enfatizza i fenomeni transitori rispetto alle grandi narrazioni, parallelamente alle tendenze moderniste a elevare i dettagli.

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FOTOGRAFIA © ART7ENI/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Possiamo rendere la nostra mente così immobile come acqua calma che gli esseri si radunano intorno a noi, potendo così scorgere, forse, la propria immagine, e vivere per un istante una vita più limpida, forse persino più intensa, grazie alla nostra quiete.
WILLIAM BUTLER YEATS, Il crepuscolo celtico

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Yeats_BoughtonWilliam Butler Yeats (Dublino, 13 giugno 1865 – Roquebrune-Cap-Martin, 28 gennaio 1939), poeta, drammaturgo, scrittore e mistico irlandese. Spesso indicato come W. B. Yeats, fu anche senatore dello Stato Libero d'Irlanda negli anni venti.Fu insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1923 “per la sua poetica sempre ispirata, che con alta forma artistica ha dato espressione allo spirito di un'intera nazione”.