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mercoledì 14 ottobre 2026

Arcangelo mio d’ombra


CLARA JANÉS

TRA LE MUTE RADICI

Tra le mute radici
che sostentano il bosco,
arcangelo mio d’ombra,
nell’insistente quiete
sotterranea,
apriamo rose d’amore,
trasudiamo il vino
dell’uva unica,
dolce sole della genesi
perenne,
che le nostre labbra
invitano a godere
dal clamore
dell’umida erba
che ci protegge.

(da Arcangelo d’ombra, Crocetti, 2010 – Traduzione di Annelisa Addolorato)


La poetessa spagnola Clara Janés esplora spesso il rapporto tra il visibile e l'invisibile, la natura e l'amore alla ricerca dell'assoluto: qui dipinge un’atmosfera in cui risalta il legame profondo, intimo e tellurico tra due amanti, immersi in una dimensione primordiale e silenziosa della natura.

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FOTOGRAFIA © JONATHAN BORBA/PEXELS
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   LA FRASE DEL GIORNO   

Il mio amore folle si fa più profondo / nelle terre desolate, / fa crescere il fiore su di loro / che dura solo un istante.
CLARA JANÉS, Diván dell’opale di fuoco

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Clara Janés Nadal (Barcellona, 6 novembre 1940), scrittrice, poetessa e traduttrice spagnola. Inserita nel gruppo dei “Novisimos”, ha un suo stile particolare che media  tra la cultura occidentale e quella orientale.


martedì 13 ottobre 2026

Naufraghi spensierati


LUIGI CAPELLI

SERA AL LIDO

E ancora un’altra sera
naufraghi spensierati a questa riva
il fiotto ci solleva
dove il lago finisce
in una nera pozza di silenzio
 
Domani scioglieremo
dall’ormeggio in barca ancora e il gesto
sarà senza un sussulto,
senza un fremito d’ansia, sarà ancora
il gesto di chi sa
che è per celia, che a sera
senza avere passato il promontorio
rivolgerà la prua
a questa buía pista di cemento
dove si aspetta il vento
bevendo birra amara senza sete.

 
(da Perché alla vita, Cappelli, 1958)

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Luigi Capelli è un poeta italiano praticamente sconosciuto, attivo soprattutto negli anni '50 e '60. Qui dipinge un'immagine malinconica ed evocativa, un momento di quiete vissuto dopo il lavoro: le onde sciabordano a e il lago si spegne nel buio, ma già sorge la leopardiana attesa di rimettere in acqua la barca l'indomani.

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FOTOGRAFIA © WALLPAPERFLARE

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Sola cosa sicura / (per averla esperita) / questa: essere una dura / fatica senza senso / né compenso la vita.
LUIGI CAPELLI, L'assurdo della vita

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Luigi Capelli (Lecco, 1914 - Varese, 2002), poeta italiano. Collaboratore di riviste letterarie, fu lettore per Mondadori. La sua poetica è una meditazione amara sul senso della vita, un costante colloquio con se stesso, un interrogarsi sul fine ultimo dell’esistenza.


lunedì 12 ottobre 2026

Un ordine matematico


NIKIFÒROS VRETTÀKOS

NUMERI MUSICALI

Senza un ordine matematico, nulla
può reggersi: né un cielo stellato,
né una rosa. E tanto meno una poesia.
E per fortuna il destino mi ha reso
esperto di numeri musicali,
appendendo un raggio in più all'astro del giorno
davanti ai miei occhi;
e, facendo delle mie ginocchia un tavolo,
io lavoro — come se dovessi plasmare
un cielo stellato, o una rosa.

(da Girasole della sera, 1976)

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Il poeta greco Nikifòros Vrettàkos ravvisa un rapporto tra poesia, armonia universale, ordine matematico e creazione poetica: ogni cosa necessita di una geometria e di un equilibrio più profondi per esistere e, "facendo delle ginocchia un tavolo" mette in luce la semplicità, l'umiltà e l'assoluta dedizione all'opera creativa.

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IMMAGINE © PDP

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   LA FRASE DEL GIORNO   

E le parole che ti ho scritto, guizzando intermittenti, / hanno cambiato posto. Saltellando sopra / le righe della pagina, si sono fuse, mutate in / riverberi, farfalle che hanno riempito la casa.
NIKIFÒROS VRETTÀKOS, L'abisso del mondo

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Nikifòros Vrettàkos (Krokeès, 1° gennaio 1912 – Plumitsa, 4 agosto 1991), scrittore e poeta greco. Partito per Atene alla scoperta del mondo, ne fu deluso. Prese parte in prima linea alla Seconda guerra mondiale e alla resistenza. Espulso dal Partito Comunista per il suo umanesimo di pace, visse in esilio la dittatura dei colonnelli.


domenica 11 ottobre 2026

Un maiale felice


GABRIEL ZAID

CIRCE

La mia patria è nei tuoi occhi, il mio dovere sulle tue labbra.
Chiedimi tutto ciò che vuoi, tranne che io ti abbandoni.
Se naufrago sulle tue coste, se distendendomi sulla tua sabbia
sono un maiale felice, sono tuo, ma non importa.
Appartengo a questo sole che sei, la mia patria è in te.
Non desidero altra corona che l'alloro del tuo stemma.

(da Orologio solare, 1995)

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Circe nel X libro dell’Odissea, è una maga che attira i marinai con il suo canto armonioso mentre tesse al telaio. Li accoglie e offre loro del cibo e del vino miscelati con una potente droga, poi li tocca con la sua bacchetta tramutandoli in maiali pur lasciando intatta la loro coscienza umana per tormentarli. Gabriel Zaid, poeta messicano, reinterpreta in chiave amorosa e ironica il mito omerico: accetta volontariamente e con ironia il destino che era considerato una condanna. Diventare un un maiale felice sulla spiaggia di Circe è una dichiarazione di totale e gioiosa resa all'amore e al desiderio.

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BRITON RIVIÈRE, "CIRCE E I COMPAGNI DI ULISSE"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Nessuno ama due volte con gli stessi occhi. / Contemplare: fondersi.
GABRIEL ZAID, Pratica mortale

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Gabriel Zaid Giacoman (Monterrey, 24 gennaio 1934), poeta e saggista messicano. Noto per non essere mai apparso in pubblico, ritiene che uno scrittore dovrebbe essere conosciuto per il suo lavoro, non per la sua personalità nella vita reale. I suoi saggi spaziano tra poesia, economia e critica letteraria.


sabato 10 ottobre 2026

La poesia del poeta


ALAIN BOSQUET

NON C'È BISOGNO

La proboscide dell'elefante
serve per raccogliere i pistacchi:
non c'è bisogno di chinarsi.

Il collo della giraffa
serve per pascolare le stelle:
non c'è bisogno di volare.

La pelle del camaleonte,
verde, blu, lavanda, bianca,
a suo piacimento,
serve per nascondersi dagli animali famelici:
non c'è bisogno di fuggire.

Il guscio della tartaruga
serve per dormire al suo interno,
anche d'inverno:
non c'è bisogno di una casa.

La poesia del poeta
serve per dire tutto questo
e mille, mille, mille altre cose:
non c'è bisogno di capire.

(da Non sono un poeta d'acqua dolce, 1996)

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Con tono fiabesco e linguaggio semplice, il poeta francese Alain Bosquet celebra  la libertà dell'immaginazione e la magia dell'inutilità pratica. Ma, se nelle prime quattro strofe sembra indirizzarci in una poesia per bambini, nella quinta - un po' come nelle favole che hanno una morale - estrae il coniglio dal cilindro, il colpo di scena che lascia a bocca aperta: come la natura ha le sue regole perfette, così la poesia ha il potere di raccontare il mondo intero senza alcun bisogno di capire, abbandonando la logica razionale per i sentieri incantati dell'arte.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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   LA FRASE DEL GIORNO   

A intervalli regolari, mi si chiede quello che nessuno può dare: una definizione di poesia. Oggi – mai avrei delle altre formule domani – rispondo: “La prosa è una caccia all’uomo, la poesia una caccia all’unicorno”.
ALAIN BOSQUET, Il guardiano dei roseti

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Anatole Bisk, detto Alain Bosquet (Odessa, Ucraina, 28 marzo 1919 – Parigi, 17 marzo 1998), poeta e scrittore di origini ucraine naturalizzato francese nel 1980. Combattente nella Seconda Guerra mondiale prima  con l’esercito belga e poi con quello americano, prese parte alla programmazione dello sbarco alleato in Normandia.


venerdì 9 ottobre 2026

Nobel 2026 a Anne Carson


L’Accademia Svedese ha assegnato il Premio Nobel per la Letteratura 2026 alla poetessa canadese Anne Carson con la seguente motivazione: “la sua opera audace e creativa che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha dato vita a nuove forme per la letteratura contemporanea".  La sua poetica infatti si fonda sul superamento radicale dei confini tra i generi letterari e sulla fusione simbiotica tra l'antichità classica e la sensibilità ipermoderna. La sua scrittura abbatte gli steccati tradizionali combinando in un unico flusso lirica, saggistica accademica, traduzione, drammaturgia e frammenti visivi.

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O PICCOLA TRISTE ESTASI D’AMORE

Mi piace stare con te tutta la notte a occhi
chiusi.
Che fortuna – eccoti qui
che arrivi
lungo le stelle!
Ho fatto un viaggio
per tutta la mia mente e il mio cuore
e
là c’eri tu
inginocchiato sul ciglio della strada
col tuo piccolo kit di attrezzi
a riparare qualcosa.
Dammi un mondo, mi hai preso il mondo che
ero.

(da Academy of American Poets, 10 dicembre 2020 – Traduzione di Guido Turco)

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IL LAVORO DI DIO

Il chiaro di luna in cucina è un segno di Dio.
Il tipo di tristezza che come un nero tubo ci risucchia
dal nostro stesso ombelico e che i buddisti chiamano
“assenza di un manto mentale” è un segno di Dio.
I vicoli ciechi che come ciglia delimitano
l'umana conversazione sono un segno di Dio.
Perfino la calma di Dio è un segno di Dio.
Quell'odore sorprendentemente freddo di patate o denaro.
Solidi blocchi di silenzio.
Da questi diversi segni si può vedere
quanto lavoro rimanga da fare.
Mettete via la tristezza, è un ammanto del lavoro.

(da Vetro, ironia e Dio, Crocetti, 2023 - Traduzione di Patrizio Ceccagnoli)

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Se la prosa è una casa, la poesia è un uomo in fiamme che corre a tutta velocità attraverso di essa.
ANNE CARSON, The Guardian, 30 ottobre 2016

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Anne Carson (Toronto, 21 giugno 1950) è una poetessa, saggista e traduttrice canadese. Nel 2026 è stata insignita del Premio Nobel per la Letteratura con la seguente motivazione: ”la sua opera audace e creativa che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha dato vita a nuove forme per la letteratura contemporanea”.

giovedì 8 ottobre 2026

Piove sui campi e i colli


UMBERTO SABA

AUTUNNO

(Firenze, 1906)

Piove sui campi e i colli. Era l'estate
ieri, la bella e grande estate. Ed ecco:
ha mutato stagione all'improvviso.
È pianto quel che fu ieri sorriso
del mondo. In cielo ininterrotte lente
vanno le nubi, dicono: l'estate,
una gioia è finita.
«Dove andò la tua vita,
con tutte le sue pene,

con la grazia arridente,
con le ore serene?
Antichissima oscura
la città dalle lunghe erte ti appare.
All'orizzonte un mare
trema d'acque, o ti trema agli occhi il pianto?

S'io giungessi, se accanto
io ti giungessi, non più atteso!» Ieri
era la bella estate, oggi diversa
delle cose è l'immagine. E i pensieri
vanno ai soli nel mondo, ai prigionieri,
ai marinai nostalgici, all'avversa
fortuna. È autunno. E il cor pure lo sente.

(da Pirelli, n. 6, 1956)

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Una poesia dispersa di un giovane Umberto Saba: ancora intriso dalle atmosfere crepuscolari, risente del passaggio improvviso dalla solarità dell'estate alla malinconia dell’autunno: il passaggio stagionale è anche un passaggio di stato d’animo, aggravato dalla lontananza dell’amata Lina, la fidanzata rimasta a Trieste che sposerà nel 1909: “Lina, il mio cuore non è qui. Alla tua / casa una nave, nel sogno, veleggia”.

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FOTOGRAFIA © JEAN-BAPTISTE TERRAZZONI/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Il tempo è rotondo; ritorna in se stesso.
UMBERTO SABA, Scorciatoie e raccontini

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Umberto Saba, pseudonimo di Umberto Poli (Trieste, 9 marzo 1883 – Gorizia, 25 agosto 1957), poeta italiano tra i massimi del ‘900. Di famiglia ebraica, fu avviato agli studî commerciali, e fu per lunghi anni direttore e proprietario di una libreria antiquaria a Trieste. La sua poesia, quasi intimo diario e confessione, indaga le cose ultime, la donna, l’amore, il senso atavico del dolore. La sua opera è raccolta nel Canzoniere.