ÓSCAR ACOSTA
I PARCHI
A queste statue giungono colombe e fulmini
per immortalare la fredda dignità della pietra.
Le allodole volano avvolte
nella modestia, gli alberi diffondono la loro gioia,
i pesci nello stagno percorrono molte miglia
senza trovare il mare che percepiscono nell'aria,
bambini e donne camminano mano nella mano,
gli uomini cercano una valle di tenerezza
nei parchi che sono un paradiso terrestre
tra alte colonne di cemento e ferro.
(da Poesia minore, 1957)
.
Il poeta honduregno Óscar Acosta, inseguendo il suo mondo intimo e familiare fatto di piccole cose si imbatte nell'umile dolcezza dei parchi, delle statue di eroi perduti, di stagni dove i pesci sognano il mare, piccole oasi nelle lunghe file di palazzi e caseggiati che li circondano.
.
FOTOGRAFIA © ANDREI L./PEXELS
.
LA FRASE DEL GIORNO
I parchi e i campi da gioco sono l'anima di una città.
MARTY RUBIN
.
Óscar Acosta (Tegucigalpa, 14 aprile 1933 – 16 luglio 2014), poeta, scrittore, critico letterario, politico e diplomatico honduregno. Iniziò la sua carriera come giornalista in Perù, in seguito coltivò svariate forme artistiche. La sua è poesia marcatamente intimista e patriottica. Nel 1960 ottenne il Premio Rubén Darío.









