GWENDOLYN BROOKS
UN TRAMONTO SULLA CITTÀ
Già non sono più guardata con lascivia o amore.
Le mie figlie e i miei figli mi hanno riposta con biglie e bambole,
se ne sono andati di casa.
Mio marito e i miei amanti sono piacevoli o abbastanza gentili
e la notte è notte.
È un vero riposo,
la cosa autentica.
Non mi illudo, non credo che sia ancora estate
perché il sole resta e gli uccelli continuano a cantare.
È l'estate passata che vedo, è l'estate passata.
I dolci fiori si seccano e muoiono,
l'erba dimentica il suo splendore e acconsente a diventare marrone.
È un vero riposo. Arriva la frescura autunnale.
(da I mangiatori di fagioli, 1960)
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La poetessa statunitense Gwendolyn Brooks affronta con lucida malinconia il tema dell'invecchiamento femminile, la solitudine e lo smarrimento identitario che derivano dalla fine della giovinezza. E Lo fa attraverso la metafora dell'estate che finisce e dell'autunno che si presenta.
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FOTOGRAFIA © GOODINTERACTIVE/PIXABAY
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LA FRASE DEL GIORNO
Stava imparando ad amare i momenti. Ad amare i momenti per quello che sono.
GWENDOLYN BROOKS, Maud Martha
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Gwendolyn Elizabeth Brooks (Topeka, Kansas, 7 giugno 1917 – Chicago, Illinois, 3 dicembre 2000), poetessa e scrittrice statunitense. È stata la prima afroamericana a vincere il Premio Pulitzer per la poesia. Nel 1985-86 ricoprì l’incarico di Poeta Laureato della Biblioteca del Congresso.









