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sabato 10 ottobre 2026

La poesia del poeta


ALAIN BOSQUET

NON C'È BISOGNO

La proboscide dell'elefante
serve per raccogliere i pistacchi:
non c'è bisogno di chinarsi.

Il collo della giraffa
serve per pascolare le stelle:
non c'è bisogno di volare.

La pelle del camaleonte,
verde, blu, lavanda, bianca,
a suo piacimento,
serve per nascondersi dagli animali famelici:
non c'è bisogno di fuggire.

Il guscio della tartaruga
serve per dormire al suo interno,
anche d'inverno:
non c'è bisogno di una casa.

La poesia del poeta
serve per dire tutto questo
e mille, mille, mille altre cose:
non c'è bisogno di capire.

(da Non sono un poeta d'acqua dolce, 1996)

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Con tono fiabesco e linguaggio semplice, il poeta francese Alain Bosquet celebra  la libertà dell'immaginazione e la magia dell'inutilità pratica. Ma, se nelle prime quattro strofe sembra indirizzarci in una poesia per bambini, nella quinta - un po' come nelle favole che hanno una morale - estrae il coniglio dal cilindro, il colpo di scena che lascia a bocca aperta: come la natura ha le sue regole perfette, così la poesia ha il potere di raccontare il mondo intero senza alcun bisogno di capire, abbandonando la logica razionale per i sentieri incantati dell'arte.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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   LA FRASE DEL GIORNO   

A intervalli regolari, mi si chiede quello che nessuno può dare: una definizione di poesia. Oggi – mai avrei delle altre formule domani – rispondo: “La prosa è una caccia all’uomo, la poesia una caccia all’unicorno”.
ALAIN BOSQUET, Il guardiano dei roseti

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Anatole Bisk, detto Alain Bosquet (Odessa, Ucraina, 28 marzo 1919 – Parigi, 17 marzo 1998), poeta e scrittore di origini ucraine naturalizzato francese nel 1980. Combattente nella Seconda Guerra mondiale prima  con l’esercito belga e poi con quello americano, prese parte alla programmazione dello sbarco alleato in Normandia.


venerdì 9 ottobre 2026

Nobel 2026 a Anne Carson


L’Accademia Svedese ha assegnato il Premio Nobel per la Letteratura 2026 alla poetessa canadese Anne Carson con la seguente motivazione: “la sua opera audace e creativa che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha dato vita a nuove forme per la letteratura contemporanea".  La sua poetica infatti si fonda sul superamento radicale dei confini tra i generi letterari e sulla fusione simbiotica tra l'antichità classica e la sensibilità ipermoderna. La sua scrittura abbatte gli steccati tradizionali combinando in un unico flusso lirica, saggistica accademica, traduzione, drammaturgia e frammenti visivi.

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O PICCOLA TRISTE ESTASI D’AMORE

Mi piace stare con te tutta la notte a occhi
chiusi.
Che fortuna – eccoti qui
che arrivi
lungo le stelle!
Ho fatto un viaggio
per tutta la mia mente e il mio cuore
e
là c’eri tu
inginocchiato sul ciglio della strada
col tuo piccolo kit di attrezzi
a riparare qualcosa.
Dammi un mondo, mi hai preso il mondo che
ero.

(da Academy of American Poets, 10 dicembre 2020 – Traduzione di Guido Turco)

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IL LAVORO DI DIO

Il chiaro di luna in cucina è un segno di Dio.
Il tipo di tristezza che come un nero tubo ci risucchia
dal nostro stesso ombelico e che i buddisti chiamano
“assenza di un manto mentale” è un segno di Dio.
I vicoli ciechi che come ciglia delimitano
l'umana conversazione sono un segno di Dio.
Perfino la calma di Dio è un segno di Dio.
Quell'odore sorprendentemente freddo di patate o denaro.
Solidi blocchi di silenzio.
Da questi diversi segni si può vedere
quanto lavoro rimanga da fare.
Mettete via la tristezza, è un ammanto del lavoro.

(da Vetro, ironia e Dio, Crocetti, 2023 - Traduzione di Patrizio Ceccagnoli)

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Se la prosa è una casa, la poesia è un uomo in fiamme che corre a tutta velocità attraverso di essa.
ANNE CARSON, The Guardian, 30 ottobre 2016

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Anne Carson (Toronto, 21 giugno 1950) è una poetessa, saggista e traduttrice canadese. Nel 2026 è stata insignita del Premio Nobel per la Letteratura con la seguente motivazione: ”la sua opera audace e creativa che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha dato vita a nuove forme per la letteratura contemporanea”.

giovedì 8 ottobre 2026

Piove sui campi e i colli


UMBERTO SABA

AUTUNNO

(Firenze, 1906)

Piove sui campi e i colli. Era l'estate
ieri, la bella e grande estate. Ed ecco:
ha mutato stagione all'improvviso.
È pianto quel che fu ieri sorriso
del mondo. In cielo ininterrotte lente
vanno le nubi, dicono: l'estate,
una gioia è finita.
«Dove andò la tua vita,
con tutte le sue pene,

con la grazia arridente,
con le ore serene?
Antichissima oscura
la città dalle lunghe erte ti appare.
All'orizzonte un mare
trema d'acque, o ti trema agli occhi il pianto?

S'io giungessi, se accanto
io ti giungessi, non più atteso!» Ieri
era la bella estate, oggi diversa
delle cose è l'immagine. E i pensieri
vanno ai soli nel mondo, ai prigionieri,
ai marinai nostalgici, all'avversa
fortuna. È autunno. E il cor pure lo sente.

(da Pirelli, n. 6, 1956)

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Una poesia dispersa di un giovane Umberto Saba: ancora intriso dalle atmosfere crepuscolari, risente del passaggio improvviso dalla solarità dell'estate alla malinconia dell’autunno: il passaggio stagionale è anche un passaggio di stato d’animo, aggravato dalla lontananza dell’amata Lina, la fidanzata rimasta a Trieste che sposerà nel 1909: “Lina, il mio cuore non è qui. Alla tua / casa una nave, nel sogno, veleggia”.

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FOTOGRAFIA © JEAN-BAPTISTE TERRAZZONI/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Il tempo è rotondo; ritorna in se stesso.
UMBERTO SABA, Scorciatoie e raccontini

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Umberto Saba, pseudonimo di Umberto Poli (Trieste, 9 marzo 1883 – Gorizia, 25 agosto 1957), poeta italiano tra i massimi del ‘900. Di famiglia ebraica, fu avviato agli studî commerciali, e fu per lunghi anni direttore e proprietario di una libreria antiquaria a Trieste. La sua poesia, quasi intimo diario e confessione, indaga le cose ultime, la donna, l’amore, il senso atavico del dolore. La sua opera è raccolta nel Canzoniere.


mercoledì 7 ottobre 2026

Giochiamo come bambini


MELISSANTHI

GIOCHIAMO

Nel frattempo,
giochiamo con le parole,
giochiamo al divino gioco del discorso,
poeti ignari
che hanno rubato il segreto
per vedere e udire,
per toccare e conoscere le cose,
ricreando l'immagine del Mondo
con parole scintillanti, giochiamo
come bambini con piccole cose innocenti
portate a riva dal mare,
sfiorando appena il fuoco segreto ,
intuendo appena
il fulmine nascosto,
copriamo con terra e cenere
la fiamma che i mortali non osano toccare,
legata alla morte,
lanciamo le nostre barchette di carta
nell'oceano pieno di fulmini...

(da Le poesie di Melissanthi 1930–1974, 1975)

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È una profonda riflessione sull'arte poetica questa di Melissanthi, poetessa greca attenta ai temi esistenziali: il concetto principale è l'innocenza dei poeti, come bambini che giocano sulla spiaggia e non sanno che potrebbero essere in grado di spiegare l'universo, se potessero attingere a quel fuoco segreto.

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FOTOGRAFIA © COTTONBRO STUDIOS/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Vaghiamo alla cieca in cieli sconosciuti... / Come può ogni nostra azione umana estendersi / all'infinito?
MELISSANTHI, Il roveto ardente

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Melissanthi, pseudonimo di Ivi Kougia-Skandalaki (Atene, 7 aprile 1907 – 9 novembre 1991), poetessa greca.  Giornalista e insegnante di francese, pubblicò nove raccolte. La sua poesia è caratterizzata da sensibilità, riflessione esistenziale e ansia riguardo all'uomo e ai suoi problemi.


martedì 6 ottobre 2026

Il sogno di Sant’Orsola


AMY LOWELL

SU UN QUADRO DI CARPACCIO: IL SOGNO DI SANT'ORSOLA

Chiara, pulita e naturale, sul pavimento lucido
Da qualche finestra senza persiane, nascosta alla vista,
I raggi solari filtrano obliqui, la luce più intensa
Spegne la piccola lampada che pallida, povera,
Tremolante, non riempita, sulla porta
Ha lottato contro l'oscurità per l'intera notte.
L'alba riempie la stanza e penetranti, luminosi,
I raggi silenziosi del sole si riversano attraverso la finestra.
E lei giace addormentata, ignara del Fato,
Intrappolata in sogni svogliati, la sua anima non ancora
Matura per sopportare il senso di questo giorno.
La brezza del mattino agita appena la coperta,
Un'ombra cade attraverso la luce del sole; aspetta!
Un'allodola canta mentre vola via.

(da Una cupola di vetro multicolore, 1912)

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Il sogno di Sant'Orsola è uno dei nove dipinti del 1495 di Vittore Carpaccio che raccontano la vita leggendaria di sant’Orsola, principessa di Bretagna promessa sposa del re d’Inghilterra e martirizzata a Colonia insieme ad altre giovani donne dagli Unni. Il sogno è quello premonitore del martirio: un angelo appare portando la palma, simbolo del destino tragico che attende la donna. La luce dell’alba che entra nella stanza, illuminando la figura di Orsola e creando un gioco di luci e ombre che richiama la pittura fiamminga, attira l'attenzione della poetessa statunitense Amy Lowell: quel raggio di sole che sovrasta la candela rappresenta il passaggio dall'oscurità del sonno e dell'ignoranza al risveglio della realtà cosciente.

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VITTORE CARPACCIO, "IL SOGNO DI SANT'ORSOLA", 1495

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Ma sei tutte le cose  e così deve essere, / perché altrimenti non saresti tu.
AMY LOWELL, Una cupola di vetro multicolore

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Amy Lawrence Lowell (Brrokline, Massachusetts, 9 febbraio 1874 – 12 maggio 1925), poetessa statunitense della scuola imagista, che promosse il ritorno ai valori classici e alla precisa immediatezza delle immagini. Vinse il premio Pulitzer, postumo, nel 1926. Suo riferimento poetico fu Ezra Pound, sua musa la compagna di vita Ada Dwyer Russell.


lunedì 5 ottobre 2026

Frutti maturi


ROBERT FROST

NON RACCOLTO

Un odore di frutti maturi oltre un muro.
E abbandonai la strada abituale
Per cercare ciò che mi aveva fatto fermare,
Là, di certo, c'era un melo
Che si era alleggerito del suo carico estivo,
E libero da tutto tranne che dal suo futile fogliame,
Ora respirava leggero come il ventaglio di una signora.
Perché lì c'era stata una caduta di mele
Completa che il melo aveva donato all'uomo.
Il terreno era un cerchio di rosso intenso.

Qualcosa rimanga sempre non raccolto!
Molto resti fuori dai nostri piani,
Mele o qualcosa di dimenticato e perso,
Così che sentirne la dolcezza non sia un furto.

(da A Further Range, 1936)

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Il poeta statunitense Robert Frost riflette sul valore delle cose lasciate intatte, celebrate non per la loro utilità economica, ma per la loro pura presenza estetica - già deviare dalla strada solita è un'apertura verso l'imprevisto e la rottura degli schemi rigidi della quotidianità. L'auspicio che qualcosa resti sempre non raccolto e fuori dai piani utilitaristici è una celebrazione delle sorprese naturali e della bellezza fine a se stessa, del godimento senza possesso o consumo materiale.

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FOTOGRAFIA © MARTHA HOZHA/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

La natura ci dà sempre dei suggerimenti. Li dà ripetutamente. E all'improvviso cogliamo il suggerimento.
ROBERT FROST

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Robert Lee Frost (San Francisco, 26 marzo 1874 – Boston, 29 gennaio 1963), poeta statunitense, vincitore di quattro Premi Pulitzer. Le sue poesie, attraverso la raffigurazione con una notevole padronanza del linguaggio colloquiale della vita rurale del New England all’inizio del ‘900, indagano temi sociali e filosofici. La strada non presa è la sua poesia più celebre.


domenica 4 ottobre 2026

Se cerchi abbastanza a fondo


CARLOS DRUMMOND DE ANDRADE

MONITO

Se cerchi abbastanza a fondo, finisci per trovare
non la (dubbia) spiegazione della vita,
ma la (inspiegabile) poesia della vita.

(da Corpo, 1984)

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Bastano tre versi al poeta brasiliano Carlos Drummond de Andrade per impartire una lezione di vita: cercare di decifrare razionalmente l'esistenza è una trappola, qualsiasi spiegazione sarà sempre incerta o incompleta. Invece di cercare formule o risposte logiche, il vero significato risiede nel contemplare la bellezza, il mistero e l'inaspettato della vita quotidiana.

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FOTOGRAFIA © BLUE ARAUZ/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Non tutte le cose incomprensibili sono religiose.
CARLOS DRUMMOND DE ANDRADE, L'altro lato delle cose

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Carlos Drummond de Andrade (Itabira, 31 ottobre 1902 – Rio de Janeiro, 17 agosto 1987), poeta e scrittore brasiliano, considerato uno dei più influenti del suo tempo. Modernista, adottò il verso libero, proclamando la libertà idiomatica delle parole. Tra le tematiche fondamentali la famiglia, la terra natale, l'amicizia, la società, l'amore e l'esistenza.