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lunedì 8 dicembre 2025

La poesia mi chiede


JUAN CALZADILLA

POETICA BISOGNOSA

La poesia mi chiede molto più
spazio di quanto io possa darle,
e molto tempo della mia vita.
Molto più di quanto mi resti.
E non so cosa darle.
Né cosa viene prima e cosa viene dopo.
Non so se abbia senso
chiederglielo.
O se sia giusto che sappia
che non avere nulla da darle
è già darle.

(da Libro di poetica, 2006)

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La poesia impone le proprie esigenze. Il poeta venezuelano Juan Calzadilla sa che è inutile combattere con questa necessità di dire: l'ispirazione e il poeta si fondono in un unicum in cui è la poesia a proiettarsi e a rivelare la realtà, come succede davanti a una cascata, dove si manifesta "il potere della parola tra gli spruzzi. / E se restiamo in silenzio, è solo per percepire meglio / come, nella colonna d'acqua, una voce / ripeta incessantemente i nostri nomi, / con insistenza. O è forse la natura, forse  oscuramente, / senza ricevere risposta, a parlarci?

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IMMAGINE CREATA CON IA

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Lascia che rifletta ma lascia che veda / Come il cristallo, non come lo specchio.
JUAN CALZADILLA, Libro di poetica

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Juan Calzadilla (Altagracia de Orituco, 16 maggio 1930 – Caracas, 15 giugno 2025), poeta, pittore e critico d'arte venezuelano. Esordì nel 1954 con Prime poesie, promuovendo visioni d'avanguardia, incentrate sul surrealismo, con una militanza attiva e ribelle.


domenica 7 dicembre 2025

La banderuola


FRANCISCO PINO

FEDELTÀ

Come
la
banderuola,
essere
fedele
solo al vento
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(da Versi per distrarmi, 1982)

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Un inno alla libertà in otto sole parole: il poeta spagnolo Francisco Pino, con la sua poesia minimale, in questo caso non affida il messaggio poetico ai calligrammi della poesia visuale o tipografica, ma lo lascia lì, semplicemente, come una freccia scoccata dal suo arco creativo.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Sono / una corda, / la parola che lega il pacco / affinché ciò che c'è dentro / non si perda.
FRANCISCO PINO, Distinto e insieme

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PinoFrancisco Pino (Valladolid, 18 gennaio 1910 - 22 ottobre 2002), poeta spagnolo. Di famiglia borghese, rifiutò di coltivarne gli interessi economici per dedicarsi alla letteratura. Dapprima seguace di Jorge Guillén, poi creazionista e surrealista, praticò una poesia sperimentale, visuale e religiosa.


sabato 6 dicembre 2025

La grande cometa


KENNETH REXROTH

LA COMETA DI HALLEY

Quando, nella tua mezza età,
la grande cometa tornerà,
ricordati di me, un bambino
sveglio nella notte d'estate,
in piedi sul lettino
a guardare quella stella
dai capelli lunghi tanti anni fa.
Esci nel buio
e guarda il suo pennacchio gocciolare
sull’acqua nella notte liquida,
e pensa che vita e gloria
un tempo tremolavano nel mio sangue
e in tutti coloro che mi hanno preceduto,
vasi del fiume lungo miliardi di anni
che ora scorre nelle tue vene.

(da Raccolta di poesie brevi, 1966)

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Quando il poeta statunitense Kenneth Rexroth scrisse questi versi per la figlia Mary, la cometa di Halley era passata per l'ultima volta nel 1911 ed egli ne serbava un ricordo d'infanzia.  Avendo un'orbita che incontra la Terra ogni 76 anni, sarebbe riapparsa nel 1986 e Rexroth non sarebbe riuscito a vederla: ma esorta la figlia  ad osservarla e a sentire in essa quel flusso cosmico che supera la mortalità umana. In realtà il passaggio della cometa di Halley in quell'anno, a differenza dell'impressione che generò nel 1911, fu molto deludente, sia per l'inquinamento luminoso sia per la minore luminosità dell'astro. La prossima occasione per ammirarla sarà nel 2061.

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LA COMETA DI HALLEY NEL 1911 - FOTOGRAFIA DI PUBBLICO DOMINIO

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   LA FRASE DEL GIORNO   

La cometa è una stella con i capelli sciolti.
RAMÓN GÓMEZ DE LA SERNA, Mille e una greguería

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Kenneth Charles Marion Rexroth (South Bend, Indiana, 22 dicembre 1905 – Santa Barbara, California, 6 giugno 1982), poeta statunitense. Figura centrale nella poesia di San Francisco dal 1930 al 1970, visse attivamente la Beat Generation, verso cui fu critico. Gran parte della sua poesia è d’amore o erotica, influenzata dai lirici greci antichi e da Tu Fu, poeta cinese dell’VIII secolo.


venerdì 5 dicembre 2025

Centenario di Ricardo Paseyro


Ricardo Paseyro nasceva il 5 dicembre 1925 a Mercedes, città uruguaiana sul Río Negro, poco prima della sua foce. Ignacio Gómez de Liaño così ne parlava in occasione della presentazione delle Poesie complete nel 2000: "In lui, nei suoi versi come nella sua persona, c'è una sorta di ardore incessante, come se la sua stessa essenza, come la fenice, distillasse un combustibile che si rinnova sempre. Questo ardore, gentile come il legno di quercia – perché nel nostro poeta non c'è nulla che somigli allo scoppiettio del legno debole – è dovuto, credo, a un intimo bisogno di attraversare il mondo con leggerezza, di arrivare rapidamente, senza indugio, a quel luogo misterioso e seducente, come una calamita di infinita potenza, che De Ory chiama «la sua altra casa»".

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QUESTA DONNA

Guardo questa donna che ora mi bacia,
che si adagia e mette l'eternità
nel mio corpo, offre secoli d'amore,
e lampi di una nuova tenerezza,
dolcemente cullati nei suoi occhi.
Questa donna che mi bacia e il suo bacio
viene così da lontano che mi
ferisce e lo terrò finché avrò tempo,
fino ai figli e fino alla mia morte...
E bacio questa donna che mi bacia
e bacio quei pensieri silenziosi
che riposano in lei, che ci uniscono.

(da Il lato del fuoco, 1956)

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POESIA DELLE LINEE D'ACQUA

Il peso della sera si deposita negli occhi.
Colline di nuvole, svanite nel vento.
e un lampo di luce che si stempera.
Il mare mi guarda; profondo, silenzioso,
mi guarda negli occhi, li chiama, si fa
vedere. Lo
               vanno a guardare
affascinati, rapiti
dal suo desiderio, dal suo fulgore.
E nelle linee dell'acqua si addormentano.
Schiuma magica, cerchi ora
tratti più tardi, fili di immagine semplice
ma già gomitolo, labirinto, spirale,
cavallucci marini, sirene, delfini passeggeri,
costellazioni di sale e aria,
linee d'acqua fedeli: schiuma, solo forme,
forme, le infinite, nate nel mare,
forme, agili pesci,
forme di nuvola e mano e luce e mondo.
Lungo le linee dell'acqua, tra i riflessii,
stanno nascendo le forme delle cose.

                                         A Creta. — 1950

(da Preghiera per le cose, 1950)

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Altre poesie di Ricardo Paseyro sul Canto delle Sirene:



   LA FRASE DEL GIORNO   

Arte poetica: Dalla vertigine dell'acqua /  All'improvviso salta fuori un gabbiano bianco.
RICARDO PASEYRO

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Ricardo Paseyro (Mercedes, 5 dicembre 1925 – Parigi, 5 febbraio 2009), scrittore e poeta uruguaiano, membro della generazione del '45. Diplomatico in Francia per 15 anni, vi riparò nel 1974 dopo il colpo di stato di Bordaberry, ottenendo la cittadinanza francese. Genero di Jules Supervielle, ne diffuse l’opera.


giovedì 4 dicembre 2025

Oh, quelle nostre sere


HALLDIS MOREN VESAAS

SERE

Oh quelle nostre sere, sotto alberi carichi di foglie!
Noi, testimoni attenti della bellezza che si spiegava intorno.
Ai confini del cielo assolato le vette bruciavano ancora,
la città si spegneva, i flutti lambivano piano la riva
come in sogno, le barche eran voltate sulla sabbia,
i giardini chiudevano gli occhi, respirando in silenzio.

Come pioggia silente il buio calava e spegneva le ultime cime.
Il mondo scompariva nella sera, sconfinato e invisibile.
Nell’aria calda e scura le stelle crescevano basse.
Non vedevamo più i nostri visi e restavamo avvolti
nel buio come tutto il resto, pieni della stessa pace
– due anime mai furono tra loro più vicine!

Oh, quelle nostre sere! – che bella era la vita!
Immobili e senza parole lasciando scorrere tempo,
svegli insieme alle stelle, respirare a fondo la pace
di ciò che nel buio dorme chiedendosi beati:
Credi che la tua anima sia ora nella mia, vicini come siamo?
– Quelle nostre sere! dissolvevano quel che separa due anime tra loro.

(da Spiagge, 1933 - Traduzione di Sara Culeddu)

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L'intimità assoluta e silenziosa dell'empatia amorosa emerge dai versi della poetessa norvegese Halldis Moren Vesaas: il crepuscolo estivo si va trasformando lentamente in una sera di stelle, e in quell'atmosfera i due amanti silenziosi sentono la dolcezza del momento, la fusione stessa delle anime.

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RICHARD BLUNT, "PRENDITI CURA DEL MOMENTO"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Caro, mi sembra che il mio corpo / si avvicini al tuo, sempre di più, / come un albero nel bosco / che si piega verso un altro.
HALLDIS MOREN VESAAS

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330px-Halldis_Moren_VesaasHalldis Moren Vesaas (Trysil, 18 novembre 1907 – Oslo, 8 settembre 1995) poetessa, traduttrice e scrittrice per l’infanzia norvegese. Visse in una fattoria con il marito poeta Tarjei Vesaas e fu molto nota nel suo paese per le sue coraggiose posizioni sui diritti delle donne.


mercoledì 3 dicembre 2025

Chi sono?


JORGE GUILLÉN

CONOSCI TE STESSO

"Conosci te stesso." Chi sono?
Amante per l'amata, padre per il figlio,
poeta per la poesia, amico per l'amico.
Chi sono? Non lo so. Non sono affari miei.
Conoscere se stessi...
E chi è questo "stesso" così astratto?
Penso solo al traguardo.

(da E altre poesie, 1973)

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"Conosci te stesso" è l'antico ammonimento greco inscritto nel tempio di Apollo a Delfi. Ma è possibile la conoscenza di sé? È possibile comprendere i propri sentimenti, i propri schemi mentali per indirizzare al meglio la propria vita e le proprie azioni? Se lo chiede dubbioso il poeta spagnolo Jorge Guillén.

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JOSEPH CHRISTIAN LEYENDECKER, "UOMO CHE SI VESTE ALLO SPECCHIO"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Conosci te stesso è un magnifico precetto, ma soltanto Dio può metterlo in pratica: chi altri può conoscere la propria essenza? 
VOLTAIRE, Dizionario filosofico




Jorge Guillén Álvarez (Valladolid, 18 gennaio 1893 – Malaga, 6 febbraio 1984), poeta e scrittore spagnolo, membro della generazione del '27.  Considerato iniziatore della poesia pura assommando le esperienze di  Jiménez, Valéry e Mallarmé, compose liriche con un'acuta attenzione formale, giungendo a uno stile incisivo, che suscita immagini attraverso una sintassi allusiva e musicale.


martedì 2 dicembre 2025

I treni diretti a nord


SUSANA CABUCHI

LA LETTERA

La lettera è arrivata.

È sul tavolo,
accanto ai fiori.
La fisso
                 a lungo.
Riconosco la calligrafia.

Ma la leggerò
a mezzanotte,
quando i treni
diretti a nord
faranno
tremare le finestre di casa.

(da Patio solitario, 1986)

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Una scena quasi teatrale: una stanza, una donna, una lettera e un mazzo di fiori. La poetessa argentina Susana Cabuchi ricostruisce una storia d’amore fatta di assenza e di attesa. L'emozione viene rimandata, esploderà all'unisono con i suoni esterni.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Il vuoto pesa.
SUSANA CABUCHI, Album familiare

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Susana Cabuchi (Jesús María, 1948 – 26 luglio 2022), poetessa argentina. Allieva di  Alfredo Martínez Howard, divenne a sua volta insegnante di scrittura e partecipò al gruppo "Writer's Workshop" nei primi anni '70. Direttrice del Dipartimento di Lettere, Teatro e Storia fino al 1993.