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venerdì 21 agosto 2026

Una felicità meno falsa


CHARIS VLAVIANÒS

I TULIPANI DI SPINOZA

Per te

“Quando finalmente splenderà la luna
non avremo bisogno di altri paradisi,
di antiche melodie,
di arpe o appassionati strumenti a fiato.

Desideriamo una felicità meno falsa questa sera,
fiori rossi e gialli veri
che si possa
aspirarne il profumo,
anche quando vuole il buio.

Vieni. Lascia che le parole
si cullino indolenti
nel prato della fantasia,
che il tuo corpo nel mio
spiumi selvaggiamente a uno a uno
i petali di questa notte”.

(da Poesia, 208 - Settembre 2006 - Traduzione di Nicola Crocetti)

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Spinoza, noto per aver legato la sua filosofia alla natura, all'immanenza e alla ricerca di una gioia reale che liberi l'uomo dalle passioni tristi, ispira il desiderio d'amore del poeta greco Charis Vlavianòs: autentico, vissuto pienamente in contrapposizione a paradisi illusori o consolazioni astratte — come metafora di una felicità tangibile e terrena.

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FOTOGRAFIA © UGUR HAMZAYEV/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Il momento in cui l'immaginazione, / libera dalla sensazione del bianco ardente, / verticalmente si leva nel cielo.
CHARIS VLAVIANÒS

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Charis Vlavianòs (Roma, 1957), poeta greco. Ha pubblicato dieci raccolte di poesie, l'ultima delle quali è Sonetti della disperazione. Ha pubblicato anche una raccolta di pensieri e aforismi sulla poesia e sulla poetica intitolata L'altro posto (1994) e un libro di saggi intitolato, La poesia conta?: Pensieri sull'inutilità di un'arte (2007), nonché un libro con haiku.


giovedì 20 agosto 2026

Alla vista del lago


RAINER MALKOWSKI

UNA GIORNATA PER IMPRESSIONISTI

Anche dopo tre settimane
nessuna traccia di noia
alla vista del lago.

L'acqua lambisce la riva
con appetito insaziabile.

Una giornata per impressionisti,
forse un po' ventosa.

Il vecchio sulla panchina
tiene stretta la pagina svolazzante del suo libro.

Non ha saltato nulla.
Ogni parola è quella cercata.

Una campana scandisce il mezzogiorno
con calma e risolutezza nell'azzurro.

(da Una giornata per impressionisti e altre poesie, 1994)

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L'Impressionismo è il movimento artistico che movimento artistico che coglie l'attimo della realtà con pennellate veloci e attenzione alla luce - basti pensare ai dipinti di Monet. Il poeta tedesco Rainer Malkowski, teorico della "percezione dell'evento" come ispirazione poetica non può che esserne ammirato: cattura l'atmosfera sulla riva di un lago, afferrandone la luce, il movimento e la transitorietà.

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CLAUDE MONET, "RIVE DELLA SENNA, VÉTHEUIL"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Le cose semplici possono essere leggere come piume – eppure hanno, quando riescono, il peso del mondo.
RAINER MALKOWSKI, Di virtù e vizi

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Rainer Malkowski (Berlino, 26 dicembre 1939 - Brannenburg, 1° settembre 2003), poeta tedesco. Con tono laconico, ha creato poesie in cui la natura gioca un ruolo importante e che mostrano una grande affinità con la Nuova Soggettività. Per lui si trattava soprattutto di osservare e della rassicurante consapevolezza di osservare.


mercoledì 19 agosto 2026

Centenario di Małgorzata Hillar


La poetica di Małgorzata  Hillar, poetessa polacca di cui ricorre oggi il centenario della nascita, si contraddistingue per la semplicità delle forme, l'intimità, la descrizione concreta delle sensazioni e una forte attenzione alle esperienze sensoriali. La sua è una poesia del quotidiano, lontana da orpelli barocchi e rime pretenziose: scritta con frasi brevi, un linguaggio colloquiale e una struttura trasparente, riesce a mettere in risalto la precisione emotiva: ogni parola è pesata per colpire direttamente il lettore, senza filtri intellettualistici.

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RICERCA

In una giornata pervasa
dall'odore del fieno,
cerco il sapore
delle tue labbra

Sfioro con le labbra
le foglie dei girasoli
e il muro freddo
color miele.

E quando arriva la notte
lo bevo da sola,
con le labbra appesantite dalla sete
come fragole mature.

(da La brocca d'argilla, 1957)

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TORCE ELETTRICHE

Pensavo che
le tue parole fossero
fatte di velluto e fuoco,

ma erano fatte
di carta colorata.

Pensavo che
i tuoi occhi
fossero fiamme,

ma erano solo
torce elettriche
che ti guidavano nella notte.

(da Una richiesta alla madre, 1959)

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Un'altra poesia di Małgorzata Hillar sul Canto delle Sirene:

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Dici che / le parole non possono esprimere nulla. //  Ti guardo / con tristezza. //  Conosco parole che dilatano le pupille come l'atropina, / e cambiano il colore del mondo.
MAŁGORZATA HILLAR. La brocca d'argilla

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Małgorzata Hillar, nata Janina Krystyna Helena Hillar (Piesienica, 19 agosto 1926 - Varsavia, 30 maggio 1995),  poetessa polacca.  Si descriveva come una femminista, scrivendo sotto la forte influenza di un'infanzia difficile con una madre opprimente. La sua è poesia del quotidiano, che spicca per semplicità di forma e attenzione al sentimento.


martedì 18 agosto 2026

Due persone comuni


TITOS PATRIKIOS

TEMPO ASSEDIATO

Credevamo di conoscerci bene.
Ma quando i nostri stanchi vestiti
cominciarono a cadere
senza pretesti né scambi di ardore
e restarono i nostri corpi spontanei
apparve chiaro quanto fosse lunga la strada,
come il nostro tempo fosse assediato,
e noi, due persone comuni,
inaccessibili quasi
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(da La resistenza dei fatti, Crocetti, 2007 - Traduzione di Nicola Crocetti)

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"Novelli Don Chisciotte del mondo / muovemmo alla sua dura conquista / ma la corazza aspettava intatta il quando / finché si stancò di attendere la nostra gloria": scrive il poeta greco Titos Patrikios. Ma il nostro nemico non sono i mulini a vento della Mancia, bensì il tempo che preme, intrappola e assedia l'esistenza umana, le relazioni e i ricordi e ci costringe a costruirci corazze di maschere e pretesti.

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JACK VETTRIANO, "NOTTE IN CITTÀ”

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Del tuo passaggio quello ch’è rimasto / poco alla volta lo livella il tempo / come un ciottolo il fiume.
TITOS PATRIKIOS, La resistenza dei fatti

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Títos Patríkios (Atene, 21 maggio 1928), scrittore e poeta greco. Confinato per tre anni dalla dittatura militare sull’isola di Makronissos e poi esule a Parigi e Roma, ha trasposto nei suoi versi l’esperienza di prigionia ed esilio. La sua opera è critica verso il mondo ma ritiene necessaria la lotta in difesa dei valori anche attraverso la poesia.


lunedì 17 agosto 2026

Non siamo una religione


NIKOLA MADŽIROV

LUCE E POLVERE

Nello spazio fra
le quattro stagioni ti troverò,
quando si portano a passeggio i bambini
e le anime sono rese
come piatti sporchi
in una mensa operaia.

Non siamo una religione
e nessuno crede nelle
nostre sacre scritture.

I nostri sguardi si nascondono
fra le pieghe delle tende
che fanno filtrare le preghiere d’altri
e la luce cadente.

Si toccheranno i nostri angeli
quando ci abbracciamo
nell’oscurità, qualcuno accenderà una candela
per proclamare un regno?

Siamo la luce di un fiammifero bruciato
che al toccarlo
diviene polvere.

(da Poesia, 290, Febbraio 2014 - Traduzione di Piero Salabè)

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L'opera di Nikola Madžirov, poeta della Macedonia del Nord, è profondamente influenzata dalla sua storia personale: nato in una famiglia di rifugiati delle guerre balcaniche, descrive spesso se stesso come "un discendente di rifugiati e un erede di case temporanee". Questa perenne condizione di transitorietà si riflette nitidamente in questi versi, che esplorano la vulnerabilità delle relazioni umane, la precarietà e l'assenza di radici fisse e in cui il sacro degrada nel quotidiano condividendone tutte le incertezze.

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FOTOGRAFIA © HUYNH MAU

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Nell'abbraccio all'angolo riconoscerai / qualcuno che se ne sta andando da qualche parte. È sempre così. / Vivo tra due verità / come una luce al neon che trema in / una sala vuota.
NIKOLA MADŽIROV, Pietra spostata

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Nikola Madžirov (Strumica, 27 maggio 1973), poeta, saggista e traduttore macedone. È coordinatore internazionale per Lyrikline, Haus für Poesie di Berlino. Ha vinto il premio Studentski Zbor per il miglior debutto in Macedonia e successivamente il premio DJS per il contributo alla poesia internazionale in Cina.


domenica 16 agosto 2026

La ventilata sera


MARIO LUZI

DI SÉ VOLEVA DIRMI

Di sé voleva dirmi
lei,
la ventilata sera,
mi spirava
in viso da tutti i gelsomini,
mi cercava, era insistente
e caldo
il suo tormentoso avvolgimento.
Mi voleva suo,
alla sua lingua
attento, ai suoi sussurri,
arreso
alla sua dolcissima profferta.
Di sé voleva dirmi,
a nome di altri però ablava,
la stringeva
il mondo,
la sua vicissitudine,
la sua necessità
volevano
ore suo esser presenti
e in grazia.

(da Dottrina dell'estremo principiante, Garzanti, 2004)

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La sera si comporta come una presenza viva, sensuale e desiderosa di comunicare un segreto intimo attraverso il profumo dei gelsomini e il vento. Sembra prendere da parte Mario Luzi per metterlo a parte di una dimensione universale e corale, per farsi portavoce del mondo intero.

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FOTOGRAFIA © ANTOINE/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Il sole ormai raccoglie le sue luci / sulla soglia del cielo, a poco a poco / n'esce ed ancora il vento non ha requie.
MARIO LUZI, Onore del vero

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Mario Luzi (Castello di Firenze, 20 ottobre 1914 – Firenze, 28 febbraio 2005), poeta italiano, fu uno dei grandi rappresentanti dell’Ermetismo. Più volte candidato al Nobel, fu insignito della Legion d’Onore. Fu Accademico della Crusca e senatore a vita.


sabato 15 agosto 2026

Spettri della calura


VITTORIO SERENI

NELL’ESTATE PADANA

Campitello Eremo Sustinente
luoghi di fascini discreti
moltiplicanti l’orizzonte dei borghi
a passeggiate fuori porta
di sguardi e parole all’orecchio
tra gente incappottata ai primi
geli alle prime nebbie
a un sole timido in un passo d’addio

oggi nomi di spettri della calura
per campagne allucinate e afone
dove un amore dorme
acqua sognante acqua
a tutta quella sete.

(da Stella variabile, Garzanti, 1981)

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La natura che alletta e dissuade. La bellezza onnipresente e imprendibile” scrive riguardo a Stella Variabile il poeta Vittorio Sereni. Quei nomi di paesi del Mantovano usati come incipit evocano ricordi di gite primaverili e di nebbie autunnali. Ma nel cuore dell’estate padana quella memoria malinconica si trasforma nella desolata e afosa realtà dell’oggi, nel vuoto e nella sete di un caldo agosto.


IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Solo vera è l'estate e questa sua / luce che vi livella.
VITTORIO SERENI, Diario d’Algeria

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Vittorio Sereni (Luino, 27 luglio 1913 – Milano, 10 febbraio 1983), poeta italiano, è il capostipite della variante lombarda del novecentismo poetico, detto “Linea lombarda”. Ufficiale di fanteria, viene fatto prigioniero dopo l’8 settembre 1943. Nel dopoguerra è direttore letterario di Mondadori e cura la prima edizione dei Meridiani.