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giovedì 23 aprile 2026

Sabbia rossa del Sahara


ALBERICO SALA

LA SABBIA ROSSA

L'Africa che inseguivi con le rondini,
la freccia madida nel bungalow (primizie
sono rimaste nel ventre dell'isolotto),
è arrivata con la pioggia sul terrazzo.
Sabbia rossa del Sahara, petrolio e sangue.
Ha volato sette giorni. Ora, blocca le uscite,
minaccia la moquette, da asciugare con il fon.
Nella notte ambrosiana, presso la luna,
bruciano i fari della torre di guardia.

Maggio 1973

(da Chi va col lupo, Rusconi, 1975)

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Nei mesi primaverili non è raro che giunga con la pioggia la sabbia del Sahara, in Lombardia è capitato pochi giorni fa con un acquazzone di aprile: è un  fenomeno per cui la pioggia, a causa della presenza di finissime particelle di sabbia del Sahara portata dal vento per lunghe distanze, assume una colorazione rossa e, una volta asciugata, lascia un sottile strato polveroso sulle superfici. A uno di questi eventi si riferisce il poeta Alberico Sala: è l'Africa sognata e ricordata da un viaggio a giungere nella casa milanese con quella sabbia rossa.

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FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La sabbia è un po' come la bellezza: la riconosciamo quando la vediamo o la tocchiamo, ma sembra difficile da descrivere.
MICHAEL WELLAND, Sabbia: la storia infinita

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Alberico Sala (Vailate, 11 marzo 1923 - 25 novembre 1991), scrittore, poeta e critico d'arte italiano. Fu giornalista e critico cinematografico all’Eco di Bergamo, Corriere d’informazione, al Corriere della sera e al Giorno. Tra i suoi temi la vita familiare, la pianura bergamasca e la condizione del vivere moderno.


mercoledì 22 aprile 2026

Siamo stati tutti fratelli


LENORE KANDEL

POESIA DELL'ILLUMINAZIONE

Siamo stati tutti fratelli, ermafroditi come ostriche
accordando sconsideratamente le nostre perle
nessuno aveva inventato ancora la proprietà
né la colpa o il tempo
guardavamo le stagioni passare, eravamo cristallini come neve
e ci fondevamo dolcemente in sempre nuove forme
mentre le stelle roteavano attorno a noi
non conoscevamo il tradimento
noi stessi eravamo perle
irritanti trasmutati in splendore
e offerti sconsideratamente
le nostre perle divennero più preziose e i nostri sessi stabili
la mutabilità accrebbe un guscio, concepimmo lingue diverse
nuove parole per nuovi concetti, inventammo le sveglie
le recinzioni la lealtà
eppure… anche ora… simulando una comunione
infinite percezioni
mi ricordo
siamo stati tutti fratelli
e offriamo sconsideratamente

 
(da Word Alchemy, 1967)

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La poetessa statunitense Lenore Kandel evoca il tempo dell'innocenza della razza umana, quello dell'uguaglianza narrato dal mito del Simposio di Platone: "La forma di ciascun uomo era rotonda: aveva la schiena e i fianchi di aspetto circolare, aveva pure quattro mani, quattro gambe e due volti su un collo rotondo, del tutto uguali. Sui due volti, che poggiavano su una testa sola dai lati opposti, vi erano quattro orecchie, due organi genitali e tutto il resto come può immaginarsi da tutto questo".  Zeus li divise a metà, per indebolirli, facendo perdere a uomini e donne quell'unità che era la loro forza.

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ADRY DEL ROCIO, "CATTURANDO IL SUONO DELL'ANIMA"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Accetta l'essere che sei e illuminati / con la tua stessa chiara luce.
LENORE KANDEL, Il libro dell'amore

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Lenore Kandel (New York, 14 gennaio 1932 – San Francisco, California, 18 ottobre 2009), poetessa statunitense. Associata alla Beat Generation e alla controcultura hippie. La sua poesia, essenzialmente The Love Book (1966) e Word Alchemy (1967) tratta amore e sensualità, e incorse per i testi espliciti nella censura del tempo.


martedì 21 aprile 2026

Solo fiori


KO UN

COME POSSONO ESISTERE SOLO FIORI?

Come possono esistere solo fiori?
da quella parte
osserva anche l’arido letto del fiume
niente degno di essere visto
quello potrebbe essere il tuo amore.

(da Fiori di un istante, 2001)

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C'è molto dell'esperienza buddhista del poeta sudcoreano Ko Un, che fu monaco per un periodo della sua vita: la realtà va accettata nella sua interezza, unendo il bello e il brutto. L'amore non è solo nella perfezione, ma anche nella desolazione e nell'imperfezione.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Questo mondo… / qui una farfalla che svolazza / lì la dimora di un ragno.
KO UN, Fiori di un istante

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Ko UnKo Un (Kunsan, 1° agosto 1933), è il massimo poeta sudcoreano del XX secolo. Monaco buddista, tornò allo stato laicale disgustato dalla corruzione del clero. Prese parte alla lotta per i diritti umani nel suo paese negli anni del regime militare, finendo anche in carcere. Sposatosi nel 1983, la sua vita si fece più tranquilla. È stato più volte candidato al Premio Nobel.


lunedì 20 aprile 2026

Un pezzo di teatro


PATRIZIA CAVALLI

SE ORA TU BUSSASSI ALLA MIA PORTA

Se ora tu bussassi alla mia porta
e ti togliessi gli occhiali
e io togliessi i miei che sono uguali
e poi tu entrassi dentro la mia bocca
senza temere baci diseguali
e mi dicessi : " Amore mio,
ma che è successo? "
sarebbe un pezzo
di teatro di successo.

(da L'io singolare proprio mio, Einaudi, 1992)

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Con tono disadorno e spento, come caratteristico del suo stile, Patrizia Cavalli racconta un sogno d'amore: c'è qualcosa di magnetico in questo incontro desiderato, il gesto quotidiano e quasi banale di togliersi gli occhiali diventa quasi un rito di svelamento. L'ossessione amorosa precipita però nell'ironico finale che rende la scena - come spesso accade nei versi della Cavalli - osservata dall'esterno.

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JACK VETTRIANO, “NON SI TORNA INDIETRO”

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Ma per favore con leggerezza / raccontami ogni cosa / anche la tua tristezza.
PATRIZIA CAVALLI, L'io singolare proprio mio

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Patrizia Cavalli (Todi, 17 aprile 1947 – Roma, 21 giugno 2022), poetessa e scrittrice italiana. La sua lirica, limpida e diretta, rivela spesso un'intensa drammaticità. Traduttrice di Shakespeare, ha anche riempito i teatri, dando alla letteratura una dimensione scenica, portando in scena l’amata Emily Dickinson.


domenica 19 aprile 2026

La tentazione di Spinoza


ZBIGNIEW HERBERT

IL SIGNOR COGITO RACCONTA LA TENTAZIONE DI SPINOZA

Baruch Spinoza di Amsterdam
desiderava ardentemente raggiungere Dio

mentre molava le lenti
nella sua soffitta
attraversò una tenda
e improvvisamente 
si trovò faccia a faccia con Lui.

Parlò a lungo
(e mentre parlava,
la sua mente e la sua anima
si stavano espandendo)
formulò domande
sulla natura umana

– Dio si accarezzò la barba distrattamente.

chiese della causa prima

– Dio fissò l'infinito

chiese della causa ultima

– Dio si schioccò le nocche
o si schiarì la gola.

Quando Spinoza smise di parlare
Dio gli disse

- Parli splendidamente, Baruch
mi piace il tuo latino geometrico
e anche la tua sintassi chiara
la simmetria dei tuoi argomenti.
Parliamo, però,
di Cose Veramente
Grandi

- guarda le tue mani 
rovinate e tremanti

- ti stai rovinando la vista 
in questa oscurità 

- mangi male
ti vesti come un mendicante

- comprati una casa nuova
perdona quegli specchi veneziani
che riproducono la superficialità

- sii indulgente con i fiori tra i capelli
con le canzoni da ubriachi

- preoccupati del reddito
come il tuo collega Cartesio 

- sii astuto
  come Erasmo

- dedica un trattato
a Luigi XIV
tanto non lo leggerà

- placa
la furia del tuo razionalismo
perché a causa di essa i troni cadranno
e le stelle diventeranno nere

- pensa
a una donna
che possa darti un figlio

- vedi, Baruch
stiamo parlando di Cose Grandi

- desidero essere amato
dagli incivili e dai violenti
perché sono gli unici
che veramente mi desiderano

poi cala la tenda
e Spinoza rimane solo
 
non vede nessuna nuvola dorata
né alcuna luce dall'alto

tutto ciò che vede è il buio

e sente lo scricchiolio dei passi sulle scale
che scendono e si allontanano.

(da Il Signor Cogito, 1974)

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Baruch Spinoza, filosofo olandese del XVII secolo, persona fieramente indipendente che si manteneva lavorando lenti e che si spostava frequentemente da un alloggio all'altro ad Amsterdam, era noto come "l'uomo inebriato da Dio". La sua dedizione alla libertà di pensiero e di parola lo portò a rifiutare una cattedra all'Università di Heidelberg e una pensione offertagli dal re francese Luigi XIV, perché questa lo obbligava a dedicare un'opera al sovrano. Il poeta polacco Zbigniew Herbert si immagina un incontro soprannaturale in una vecchia soffitta tra il filosofo e il Dio tanto ricercato: Dio parla con voce bonaria e rimprovera Spinoza di concentrarsi sulle cose prime e sulle cose ultime ignorando quello che davvero è importante e lo invita a essere più indulgente e ad accettare i compromessi senza considerare il razionalismo come un dogma.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Ma conservo ancora l'illusione che la poesia sia un tentativo di imporre un po' d'ordine e crei la possibilità di comunicare con le persone attraverso l'espressione di emozioni.
ZBIGNIEW HERBERT, Herbert l'ignoto

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Zbigniew Herbert (Leopoli, Ucraina, 29 ottobre 1924 – Varsavia, 28 giugno 1998), poeta, saggista e drammaturgo polacco. Discendente del poeta inglese George Herbert, durante la Seconda guerra mondiale prese parte alla Resistenza contro i nazisti. Esordì nel 1950 e la sua opera più nota è Il signor Cogito. Esule a Parigi dal 1986 al 1992 , tornò in Polonia dopo il trionfo di Solidarność.


sabato 18 aprile 2026

Con quanta dolcezza


CECILIA MEIRELES

ALBA IN CAMPAGNA

Con quanta dolcezza questa brezza pettina
la fine seta verde della risaia.
Né ciglia, né piuma, né bagliore di languida
luna, né sospiro di cristallo.

Con quanta dolcezza l'alba trasparente
tesse ariosi disegni di nebbia 
sulla seta fine della risaia! Nessuna lacrima,
nessuna perla, nessuna iride di cristallo...

Con quanta dolcezza le farfalle bianche
allacciano ai fili verdi della risaia
i loro nastri leggeri! Né dita, né petalo,
né il freddo profumo dell'anice nel cristallo.

Con quanta dolcezza l'uccello inatteso
plana da lontano sulla verde risaia!
Cielo caduto, fiore azzurro, ultima stella:
improvviso sussurro ed eco di cristallo.

(da Mare assoluto, 1945)

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Il risveglio della natura è al centro di questi versi della poetessa brasiliana Cecilia Meireles: con pennellate simboliste e delicate ricrea l'atmosfera tranquilla di una risaia dove si riflette la luce dell'alba. L'io lirico è assente, ma è facile immaginare la connessione tra la contemplazione del mondo naturale e il silenzio interiore.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Getta un canto sonoro o silenzioso / su quegli spettacoli instancabili: / fiore dello spirito, altruista ed effimero.
CECILIA MEIRELES, Viaggio

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Cecília Meireles de Carvalho Benevides (Rio de Janeiro, 7 novembre 1901 – 9 novembre 1964), poetessa, insegnante e giornalista brasiliana. Appartenne alla fase spiritualista del Modernismo brasiliano. Risaltano particolarmente nella sua poesia la tecnica e la ricchezza umana.


venerdì 17 aprile 2026

Un luogo lontano


ANISE KOLTZ

ANCHE LA PAROLA

Anche la parola
masticata e rimasticata
che spargo
attraverso il tempo
è un luogo lontano
che non conosco
 
A volte la parola ignora tutto
di se stessa
 
A volte si rifiuta di lasciarsi
adescare
dalla scrittura

(da Galassie interiori, 2013)

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La parola che rifiuta di sottomettersi alla poesia, la realtà che non può essere espressa. La poetessa lussemburghese Anise Koltz è sempre in bilico tra la forza del grido e l'abisso del silenzio: l'equilibrio infatti consente di dare forma all'indicibile, al di là dell'alienazione della parola.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Camminare a piedi nudi / nella poesia / per evitare di turbare / il silenzio / catturato da ogni parola.
ANISE KOLTZ, Galassie interiori

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Anise Koltz (Eich, 12 giugno 1928 - 1° marzo 2023), poetessa lussemburghese. Di origini ceche, tedesche, inglesi e belghe, iniziò a pubblicare in tedesco per poi divenire una delle principali scrittrici in lingua francese. Al suo attivo ha anche dei racconti per bambini e numerose traduzioni.