NAPOLEON LAPATHIOTIS
RICORDI
Tutto ciò che è passato per sempre mi tiene prigioniero,
e più tu, Presente, cerchi di bandire il Passato,
più io vi ritorno e non riesco a smettere
di vivere nei ricordi...
È come se qualcosa mi stesse sempre davanti
e, nascondendo e cancellando completamente l'Adesso,
mi impedisse di gioire e persino di aspettarmi
presunti nuovi doni...
A ciò che desidera e a ciò che vive, la mia anima resta estranea
e tu, Voce della Vita, puoi scuoterla
appena e da lontano, come musica
che scaturisce dai ricordi...
La fontana della gioia, ormai morta, si è prosciugata,
e non cerca più miracoli né si aspetta doni,
e nulla può offrirle conforto,
se non tutto ciò che è stato finora...
(da Le poesie, 1939)
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Il tema centrale della poesia è il dominio assoluto del passato sul presente: il poeta greco Napoleon Lapathiotis si dichiara prigioniero dei suoi ricordi, incapace di trovare conforto o gioia nel presente e nel futuro. I versi risentono del tipico spirito del neoromanticismo e del neosimbolismo del periodo tra le due guerre: il senso di rassegnazione riflette lo stato d'animo del poeta sul finire degli Anni '30.
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FOTOGRAFIA © FEYZA DAŞTAN/PEXELS
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LA FRASE DEL GIORNO
Giorno e notte a giocare con le parole, / come, tra loro, devi intrecciarle / e come, insieme, fondere certi suoni, / per racchiudere il Sogno in versi!
NAPOLEON LAPATHIOTIS, Le poesie
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Napoleon Lapathiotis (Atene, 31 ottobre 1888 – 7 gennaio 1944), poeta greco. Nelle sue prime poesie è influenzato dall'estetismo e dalla sensualità che prevalevano all'inizio del XX secolo; nelle opere successive approda a “toni disperati e malinconici, dove prevale il sentimento dell'ideale perduto e la nostalgia”.











