ELIZABETH AZCONA CRANWELL
NOSTALGIA
C'è un giorno in cui le cose sono un abisso profondo
Conosco il viso umido e le mani che non mi lasciano mai
la notte che si apre
come un villaggio di allodole sparse nella tempesta.
Ho ascoltato il mio amore da lontano parlare in una lingua strana
mentre la nostalgia mormorava le sue frasi di incantatrice curiosa
allungava le sue carezze sulle finestre dell'insonnia
come un ospite la cui mano è stata devastata da un fulmine.
Perché non era il giorno
e non era l'angelo assetato di parole
la mia stessa voce la nomina come una madre bandita,
nuda, con seni dolcemente vuoti.
Oltre la notte dove lsi accende a tenerezza
oltre la strada dove il vento disfa la forma dei passi
so che c'è un nuovo paese, sfinito delle ombre.
La musica fissa
un tempo di colori intensi come degli dèi nudi.
Ma il mio cuore rimane per sempre fermo in luoghi impossibili.
(da Antologia poetica, 1998)
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"Il mio cuore rimane per sempre fermo in luoghi impossibili" è una bellissima definizione del sentimento della nostalgia: è quel dolore di non poter essere altrove, in un altro luogo e in un altro tempo, ormai perduto, che canta la poetessa surrealista argentina Elizabeth Azcona Cranwell.
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KLAAS KOSTER, "NOSTALGIA"
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LA FRASE DEL GIORNO
Il presente si degrada, prima in storia, poi in nostalgia.
ALAIN DE BOTTON, Piccola filosofia dell'amore
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Elizabeth Azcona Cranwell (Buenos Aires, 10 marzo 1933 – 2 dicembre 2004), poetessa surrealista, traduttrice e critica letteraria argentina. Tradusse William Shand, Dylan Thomas e Edgar Allan Poe e collaborò alla pagina letteraria del quotidiano La Nación.










