CORRADO GOVONI
NEVE
Eri candida foglia volando
e sul ramo fioristi senza sole
o vita più breve del fiore del mandorlo
non soffri uno sguardo di rosa
e subito cadi e t'infanghi.
(da Canzoni a bocca chiusa, Vallecchi, 1938)
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Corrado Govoni attraversò la prima metà del Novecento praticando il crepuscolarismo, la sperimentazione futurista delle poesie visive e il surrealismo, per approdare in maturità a toni più elegiaci e quasi epigrammatici, come in questi versi in cui paragona la neve ai fiori del mandorlo, per la medesima leggerezza e fugacità.
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IMMAGINE CREATA CON IA
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LA FRASE DEL GIORNO
È passato tanto tempo da quando mi hai scritto, ricordo che stavano cadendo le foglie – e ora cade la neve – chi considera diverse le due cose? non sono le foglie sorelle della neve?
EMILY DICKINSON, Le lettere
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Corrado Govoni (Tàmara, 29 ottobre 1884 – Lido dei Pini, 20 ottobre 1965), poeta e scrittore italiano. Dopo una prima esperienza crepuscolare aderì al futurismo, staccandosene in seguito per proseguire su una strada più personale, capace di coniugare toni crepuscolari, liberty e simbolisti.


Sibilla Aleramo, pseudonimo di Marta Felicina Faccio detta Rina (Alessandria, 14 agosto 1876 – Roma, 13 gennaio 1960), scrittrice e poetessa italiana. Attiva nell’impegno femminista, esordì con il romanzo autobiografico Una donna. La relazione con il poeta Dino Campana generò un importante carteggio e numerose poesie.






