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sabato 29 agosto 2026

Un unico volto


DORIS KAREVA

RIFLESSI, 3

E mille cieli si distendevano
tra di noi,
eppure
non c’era distanza.

Un unico volto
hanno i due
che parlano la lingua
di un’unica vita.

(da In sogno ho visto il mondo, Bompiani, 2024 - Traduzione di Daniele Monticelli)

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Che strano è immaginare /dove finisce un corpo e inizia l’altro, / intreccia i fili dell’infinito l’immaginazione”: la poetessa estone Doris Kareva ci porta a riflettere sulla distanza che esiste tra gli amanti, reale certo, misurabile, ma in realtà inesistente se l’amore è vero.

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FOTOGRAFIA © GORDON PLANT/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

E Ti amo  / perché Ti amo. // A che scopo incontrarci? / Sei per me come l’aria. // Ovunque presente.
DORIS KAREVA, In sogno ho visto il mondo

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Doris Kareva (Tallinn, 28 novembre 1958), poetessa, traduttrice ed editrice estone. La sua poesia è caratterizzata da un’assoluta aderenza alla forma e da una scelta minimale delle parole.  Molti dei suoi testi, alcuni pensati direttamente per il palcoscenico, sono stati portati in scena in tutta Europa.


venerdì 28 agosto 2026

Per la discenderia


LUCIO MARIANI

FINE D'AGOSTO

Per la discenderia, le lucertole nuove
sfrecciano incontro al traguardo dei covi
d’occasione, senza paura sfilano di fronte
ai cappelli di paglia che avanzano
ballando lentamente incontro al mare
nudo e difeso dalle alabarde dei cipressi nani.
Ora che il leone morente ha decimato
delle barche feriali la linea d’orizzonte
tutto ci viene reso senza chiedere
e le mani s’offendono d’azzurro.

(da Il sandalo d'Empedocle, Crocetti, 2005)

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Lucio Mariani evoca i piccoli movimenti e le atmosfere tipiche del passaggio stagionale in una località di mare quando l'estate è ormai al suo finire: se la natura provvede al futuro con i nuovi nati e il mare resiste imperterrito alla calura, sono diminuite invece le presenze di turisti.

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FOTOGRAFIA © NATALIA SEVRUK/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Fai che per te io sia l'estate / anche quando saran fuggiti i giorni estivi.
EMILY DICKINSON, Poesie

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Lucio Mariani (Roma, 1936 – 16 ottobre 2016). Poeta e saggista italiano. Il suo linguaggio espressivo – spesso arditamente innovativo – riflette sulla condizione umana e recupera il valore perenne del mito attraverso una poesia che scuote, sovverte i concetti, disorienta le certezze.


giovedì 27 agosto 2026

Il giardino che nessuno coltiva


BIAGIO MARIN

TU GERI L'ORTO CHE NISSUN CULTIVA

Tu geri l’orto che nissun cultiva,
co’ la ruosa là sora la spinada,
co’ la fontana scónta d’aquaviva.

Me son vignúo de note a luna bianca
e ’vemo visto l’alba e la rosada
e la stela a ponente câge stanca.

Tu eri il giardino che nessuno coltiva, 
con la rosa là sopra la siepe spinosa, 
con la fontana nascosta d'acqua viva.

Io sono venuto di notte a luna bianca 
e abbiamo visto l'alba e la rugiada
e la stella a ponente cadere stanca

(da Poesie, Garzanti, 1981)

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La ragazza che nessuno corteggia - magari un po' chiusa e scontrosa, magari solamente timida. Eppure è quella che vale la pena di frequentare, in questi versi in dialetto gradese del poeta Biagio Marin, quella che sotto la scorza spinosa nasconde una lucente interiorità.

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FOTOGRAFIA © ANGEL CRISTI/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Celeste fu la fiamma che m'accese: / ché di quelle, che in ciel movon la luna, /| una angelica forma il cor mi prese.
CHARITEO, Rime

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Biagio Marin (Grado, 29 giugno 1891 – 24 dicembre 1985), poeta e scrittore italiano. La sua poetica si è sempre mantenuta, con l'eccezione di Acqua marina scritta in italiano, fedele al dialetto gradese, capace di raccontare i dolori dell'esistenza, le gioie e gli amori e le memorie del passato con una sua verità morale e religiosa.  


mercoledì 26 agosto 2026

I bottoni della giacca


GHIANNIS RITSOS

LE COSE ELEMENTARI

In modo maldestro, con ago grosso, con filo grosso,
si attacca i bottoni della giacca. Parla da solo:
Hai mangiato il tuo pane? hai dormito tranquillo?
hai potuto parlare? tendere la mano?
ti sei ricordato di guardare dalla finestra?
hai sorriso al bussare della porta?
Se la morte c’è sempre, è la seconda.
La libertà sempre è la prima.

(da Il funambolo e la luna, Crocetti, 2005 - Traduzione di Nicola Crocetti)

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Il poeta greco Ghiannis Ritsos esalta la tranquilla quotidianità, la grandezza dei gesti più umili o insignificanti, quelli che fanno parte della dignità umana e della sopravvivenza, e che passano spesso inosservati. Di fronte alle oppressioni e alle sofferenze, è quella quotidianità a essere segno di resistenza.

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FOTOGRAFIA © KRISTINA CHUPRINA/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Dietro cose semplici mi nascondo, perché mi troviate.
GHIANNIS RITSOS, Poesie II

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Ghiannis Ritsos (Monemvasia, 1º maggio 1909 – Atene, 11 novembre 1990), poeta greco tra i maggiori del XX secolo. Fu candidato nove volte al Premio Nobel. La sua vita fu animata da un'incrollabile fede negli ideali marxisti e nelle virtù catartiche della poesia.


martedì 25 agosto 2026

Una luce che canta


DYLAN THOMAS

NELLA MIA ARTE SCONTROSA O MESTIERE

Nella mia arte scontrosa o mestiere
Praticata nel silenzio notturno
Quando soltanto la luna infuria
E gli amanti giacciono nel letto
Con tutti i loro affanni tra le braccia,
Io mi affatico a una luce che canta
Non per pane o per ambizione
O per pavoneggiarmi e vender fascino
Sui palcoscenici d’avorio,
Ma per il comune salario
Del loro piú intimo cuore.

Non per il superbo che s’apparta
Dalla luna che infuria io scrivo
Su queste pagine di spuma
Né per i morti che torreggiano
Con i loro usignoli e i loro salmi,
Ma per gli amanti, per le loro braccia
Attorno alle angosce dei secoli,
Che non pagano lodi né salario
E non si curano del mio mestiere o arte.

(da Poesie, Einaudi, 2002 - Traduzione di Ariodante Marianni)

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Dylan Thomas analizza la fatica e la natura malinconica del processo creativo: non nasce da una gioia leggera o da un entusiasmo passeggero, ma rappresenta un impulso quasi mistico e talvolta frustrante, un flusso oscuro che costringe il poeta a lavorare in uno stato di isolamento forzato. Il poeta gallese dichiara apertamente di non cercare la fama, i soldi o il plauso del pubblico sui palchi importanti; rifiuta anche di scrivere per i superbi o per compiacere la memoria dei grandi poeti del passato. Il suo vero pubblico sono gli innamorati, che  stringono tra le braccia i dolori del mondo e l'unica ricompensa che il poeta desidera è toccare il loro cuore segreto.

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Il mio metodo dialettico, così come io lo intendo, è un costante ergersi e crollare delle immagini che si sprigionano dal germe centrale, che è esso stesso distruttivo e costruttivo allo stesso tempo… Dall’inevitabile conflitto delle immagini cerco di concludere quella pace momentanea che è la poesia.
DYLAN THOMAS, Ritratto del poeta attraverso le lettere

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Dylan Marlais Thomas (Swansea, 27 ottobre 1914 – New York, 9 novembre 1953), poeta gallese. Surrealismo, simbolismo, neoromanticismo, modernismo risultano variegati nel suo corpus poetico senza però risaltare in quel suo modo di scrivere oscuro in cui morte, natura e amore si mescolano in un gioco di analogie e associazioni talora labirintiche e apertamente visionarie.


lunedì 24 agosto 2026

Dormo il mio amore


GONZALO ROJAS

PARAFRASI

Dormo il mio amore – palissandro, dormo
la mia nuda esiliata, col cristallo
d’una tela sul corpo;
a una puledra
faraonico olezzo, la raffronto
per le gambe slanciate del suo volo,
simili a uccelli le caviglie, senza
altri duri fermagli che i diamanti
aria sublime, rapidi i due baci
degli zoccoli snelli;
a una puledra
faraonicamente profumata.

(da Oscuro, 1977 - Traduzione di Cristina Sparagana)

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Il poeta cileno Gonzalo Rojas esegue una raffinata e sensuale riscrittura in chiave moderna del biblico Cantico dei Cantici: "A cavalla tra i carri del Faraone ti ho paragonata, amica mia", fondendo l'eros sacro e corporeo con il tema della memoria e dell'esilio - dopo il colpo di stato di Pinochet del 1973 rimase lontano dal Cile per vent'anni, rifugiandosi in Germania, Venezuela, Spagna e Stati Uniti.

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FOTOGRAFIA © COTTONBRO STUDIO/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Cosa si cerca, cosa si trova, / che cosa è questo: amore? La donna con la sua voragine, le sue rose, /  i suoi vulcani / o questo sole infiammato che è il mio sangue furioso / quando entro in lei fino alle ultime radici?
GONZALO ROJAS, Che si ama quando si ama?

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gonzalo_rojasGonzalo Rojas Pizarro (Lebu, 20 dicembre 1917 – Santiago del Cile, 25 aprile 2011), poeta cileno, fu professore universitario a Concepción, ottenendo anche diversi incarichi diplomatici. In seguito al golpe di Augusto Pinochet si rifugiò nella Germania Est e, più tardi, a Caracas, dove insegnò fino al rientro in patria, nel 1980.


domenica 23 agosto 2026

Questo nostro amore


WISŁAWA SZYMBORSKA

COME SARÀ?

Come sarà, buono o cattivo,
questo nostro amore?
Cosa ci prenderà e cosa ci darà?
Chi finirà per ferire?
Neppure lui ancora sa
che uccello lo porterà in volo.

Se una colomba,
oppure un corvo
farà cadere una piuma sulla soglia.
E quanto durerà? Una o due settimane?
Quante primavere, quanti inverni?
Chissà che invece non resti con noi
fino all’ultima notte e giorno?

Neppure lui ancora sa
che uccello lo porterà in volo.
Che ala ci farà ombra,
che artiglio segnerà il tempo,
neppure lui ancora sa,
ci vede,
ci sente,
è esitante.

(da Racconto antico, Adelphi, 2026 - Traduzione di Andrea Ceccherelli)

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Tra gli inediti di Wisława Szymborska, Premio Nobel 1996, c’è questa poesia, recentemente edita con altri scritti da Adelphi: la poetessa polacca riflette sull’inizio di una storia d’amore, si chiede come si svilupperà, se avrà un futuro. Ma dai prodromi naturalmente non si può indovinare.

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FOTOGRAFIA © MAVLUDA TASHBAEVA/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
WISŁAWA SZYMBORSKA, Ogni caso




Wisława Szymborska (Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1º febbraio 2012), poetessa e saggista polacca, insignita del Premio Nobel per la Letteratura nel 1996 “per una poesia che, con ironica precisione, permette al contesto storico e biologico di venire alla luce in frammenti d'umana realtà”.