MERJA VIROLAINEN
QUANDO IL CHIURLO GORGHEGGIA
Quando il chiurlo gorgheggia,
non so dove sia.
Profumo di sapone sulla pelle,
di prato:
ora le parole acquistano quasi significato.
Chi leggerà questo, un giorno?
Sai dove sono,
come ti capisco?
(da Poesia, 196 - Luglio/Agosto 2005 - Traduzione di Viola Parente-Capková)
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Merja Virolainen, poetessa finlandese, ci trasporta in quelle terre nordiche e ci fa ascoltare la voce del chiurlo piccolo, uccello diffuso un po' ovunque nel mondo, con la sola eccezione dei deserti. Quel gorgheggio crea una sinestesia poetica e, associato ai profumi, lascia intravedere quasi il significato della poesia, il senso dello scrivere. Ma sono domande cui ancora Merja non sa rispondere.
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FOTOGRAFIA © PETR GANAJ/PEXELS
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LA FRASE DEL GIORNO
Si può essere esperti di tante cose, di cinema, di meccanica, di elettronica, di statistica, di raccolta differenziata, di agricoltura, di calcio, di pallacanestro, di sport estremi, di pattinaggio in linea, di tutto, tranne forse che di letteratura, perché i grandi scrittori, i grandi libri, sono, forse, come diceva quel grande poeta russo mai esistito, Koz’ma Prutkov, inabbracciabili.
PAOLO NORI, I russi sono matti
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Merja Virolainen (Lapua, 7 maggio 1962), poetessa e traduttrice finlandese. Costumista, ha lavorato per il circo e il teatro dei burattini prima di laurearsi in filosofia. Tra i suoi temi prediletti l’amore carnale, i ricordi d’infanzia, l’esistenza senza amore e la problematica dell’identità.












