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mercoledì 17 giugno 2026

Archi severi


DINO CAMPANA

FIRENZE (UFFIZI)

Entro dei ponti tuoi multicolori
L’Arno presago quietamente arena
E in riflessi tranquilli frange appena
Archi severi tra sfiorir di fiori

Azzurro l'arco dell'intercolunno
Trema rigato tra i palazzi eccelsi:
Candide righe nell'azzurro: persi
Voli: su bianca gioventù in colonne
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(da Canti Orfici ed altre liriche, Vallecchi, 1914)

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Una poesia visiva, quasi impressionista in cui Dino Campana descrive una veduta di Firenze, all'altezza della Galleria degli Uffizi, con gli antichi palazzi che si riflettono nelle acque dell'Arno tra Ponte Vecchio e il distrutto Ponte di Rubaconte, ora Ponte alle Grazie frangendo le loro rigide architetture.

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FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

I pollini del desiderio gravi da tutte le forme scultoree della bellezza, l’alto Cielo spirituale, le linee delle colline che vagano, insieme a la nostalgia acuta di dissolvimento alitata dalle bianche forme della bellezza: mentre pure nostra è la divinità del sentirsi oltre la musica, nel sogno abitato di immagini plastiche!
DINO CAMPANA, Canti orfici

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Dino Carlo Giuseppe Campana (Marradi, 20 agosto 1885 – Scandicci, 1º marzo 1932), poeta italiano. l’unico accostabile ai “maudits” del Decadentismo europeo quali Rimbaud. La sua poesia brucia le scorie della tradizione di Carducci e D’Annunzio con un atteggiamento visionario che va oltre le cose e i dati realisticamente intesi. Di lui è nota l’appassionata relazione con Sibilla Aleramo.


martedì 16 giugno 2026

Come una luna soffice


VINICIUS DE MORAES

IL TUO NOME

Il tuo nome, Maria Lúcia
Ha qualcosa che accarezza
Come una luna soffice
Che brilla sulla cresta di un'onda.
Sembra un mare che mormora
Dolcemente su una spiaggia
Ha il pallore che irradia
La stella quando svanisce.
È il nome di una dolce figlia
È il nome di una bella amata
Assomiglia a un pezzo di isola
Che emerge all'alba.
Ha un profumo di mirto
Ed è morbido come un peluche
È un accordo che non finisce mai
È qualcosa di troppo bello
Il tuo nome, Maria Lúcia...

Montevideo, 29/9/1958

(da Per vivere un grande amore, 1962)


La Maria Lúcia cui sono dedicati questi versi è Maria Lúcia Proença  - soprannominata "Lucinha" - e fu la quarta moglie del poeta brasiliano Vinicius de Moraes. La loro intensa relazione durò dal 1958 al 1963 e segnò un'importante esperienza anche poetica, come dimostra questa lirica scritta a Montevideo, dove de Moraes svolgeva una funzione diplomatica:  il testo esprime una profonda sensibilità associando il nome dell'amata a immagini che evocano un'eterea dolcezza.

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FOTOGRAFIA © VEJA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il nostro amore sarà semplice e senza tempo.
VINICIUS DE MORAES, Per vivere un grande amore

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Marcus Vinícius da Cruz de Mello Moraes (Rio de Janeiro, 19 ottobre 1913 – 9 luglio 1980), poeta, cantante, compositore, drammaturgo e diplomatico brasiliano. Di famiglia facoltosa, fu addetto d’ambasciata a Los Angeles e Parigi. Nel 1958 diede il via alla bossanova con i testi scritti con Jobim di Canção do amor demais, album di Elizeth Cardoso. Si sposò nove volte.


lunedì 15 giugno 2026

Il vento dagli Iblei


SALVATORE QUASIMODO

CHE LUNGA NOTTE

Che lunga notte e luna rossa e verde
al tuo grido tra zagare, se batti
ad una porta come un re di Dio
pungente di rugiade: "Apri, amore, apri!"
Il vento, a corde, dagli Iblei, dai coni
delle Madonie, strappa inni e lamenti
su timpani di grotte antiche come
l'agave e l'occhio del brigante. E l'Orsa
ancora non ti lascia e scrolla i sette
fuochi d'allarme accesi alle colline,
e non ti lascia il rumore dei carri
rossi di saraceni e di crociati,
forse la solitudine, anche il dialogo
con gli animali stellati, il cavallo
e il cane, la rana, le allucinate
chitarre di cicale nella sera.

(da Il falso e vero verde, Schwarz, 1953)

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La Sicilia di Salvatore Quasimodo, “esule” a Milano, è divenuta terra della memoria: emergono simboli mitici, suoni della natura e antiche suggestioni che trasportano in un paesaggio fiabesco e surreale, dove il vento che scende dalle montagne diventa strumento musicale e luci, colori e suoni si mescolano ai fantasmi della storia, ai briganti, ai saraceni, ai crociati…

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FOTOGRAFIA © GIANCARLO FRICANO/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Io stavo ad una chiara / conchiglia del mio mare / e nel suono lontano / udivo cuori / crescere con me, battere / uguale età.
SALVATORE QUASIMODO, Il falso e vero verde




Salvatore Quasimodo (Modica, 20 agosto 1901 – Napoli, 14 giugno 1968), poeta e traduttore italiano, esponente di rilievo dell'ermetismo.  Essenziale ed epigrammatico, ha  temperato gli influssi originari in un linguaggio poeticamente sempre più autonomo, che libera un’intensa sensualità in trepide visioni. Premio Nobel per la letteratura 1959 “per la sua poetica lirica, che con ardente classicità esprime le tragiche esperienze della vita dei nostri tempi”.


domenica 14 giugno 2026

Mare al mattino


MARGUERITE YOURCENAR

I TRENTATRÉ NOMI DI DIO

1. Mare al mattino

2. Rumore dalla
sorgente nelle
rocce sulle pareti di
pietra

3. Vento di mare
a notte
su un’isola

4. Ape

5. Volo triangolare
dei cigni

6. Agnello appena nato
bell’ariete
pecora.

7. Il tenero muso
della vacca
il muso selvaggio
del toro

8. Il muso
paziente
del bue

9. La fiamma rossa
nel focolare.

10. Il cammello
zoppo
che attraversò
la grande città
affollata
andando verso la morte.

11. L’erba
L’odore dell’erba.

12. (disegno suo, come tanti asterischi, stelline)

13. La buona terra
La sabbia e
la cenere

14. L’airone che ha
atteso tutta
la notte, intirizzito,
e che trova
di che placare la sua
fame all’aurora

15. Il piccolo pesce
che agonizza nella gola dell’
airone

16. La mano
che entra in
contatto
con le cose

17. La pelle – tutta la superficie del corpo

18. Lo sguardo
e quello che guarda

19. Le nove porte
della
percezione

20. Il torso
umano

21. Il suono di una viola o di un lauto indigeno

22. Un sorso
di una bevanda
fredda
o calda

23. Il pane

24. I fiori
che spuntano
dalla terra
a primavera

25. Sonno in un letto.

26. Un cieco che canta
e un bambino invalido

27. Cavallo che
corre
libero

28. La donna
— dei  —
cani

29. I cammelli
che si abbeverano
con i loro piccoli
nel difficile wadi

30. Sole nascente
sopra un lago
ancora mezzo
ghiacciato

31. Il lampo
silenzioso
Il tuono
fragoroso

32. Il silenzio
fra due amici

33. La voce che viene
da est,
entra dall’orecchio
destro
e insegna un canto.

a J.

22 marzo 1982

(da I trentatré nomi di Dio, Nottetempo, 2003 - Traduzione di Ginevra Bompiani)

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Trentatré piccole poesie che evocano il divino attraverso immagini della natura e della vita umana, attraverso sensazioni ed emozioni. La scrittrice francese Marguerite Yourcenar si cimenta con un'ispirazione giuntole dalla tradizione musulmana, dove i nomi di Allah sono 99. "Difficile trovarne novantanove senza ripetersi" scrive l'autrice di Memorie di Adriano, "allora, come nelle iscrizioni incise sulla pietra, mi sono accontentata di trentatré".

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FOTOGRAFIA © PONG KOEDPOLN/PXHERE

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Più difficile è essere dinanzi agli altri quel che siamo davanti a Dio.
MARGUERITE YOURCENAR, Alexis

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Marguerite Yourcenar, pseudonimo di Marguerite Cleenewerck de Crayencour (Bruxelles, 8 giugno 1903 – Mount Desert, Maine, Stati Uniti, 17 dicembre 1987),  scrittrice e poetessa francese. È stata la prima donna eletta alla Académie française; nelle sue opere sono frequenti i temi dell'Esistenzialismo. La sua opera più famosa è il romanzo Memorie di Adriano.


sabato 13 giugno 2026

Barchette di carta


ANA BLANDIANA

DOVE VANNO LE ORE?

Dove vanno le ore?
Hanno un modo sospetto di svignarsela,
di sfuggire all'attenzione
semplicemente sparendo.
Ma cosa significa sparire?
Come può qualcosa che esiste
non essere più
come se non fosse esistito?
Dove vanno le ore all'improvviso
e, soprattutto, da dove arrivano
simili a barchette di carta
che scivolano quiete
sopra un mare ondoso
disegnato a memoria

(da Variazioni su un tema dato, Donzelli, 2023 - Traduzione di Bruno Mazzoni)

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Variazioni su un tema dato è la raccolta di Ana Blandiana in cui la poetessa rumena medita sulla perdita del marito, lo scrittore Romulus Rusan, scomparso nel 2016. Sono parole che, come queste, si interrogano in modo intimo sul mistero del tempo, della finitezza umana, dello scorrere inesorabile delle ore e dei giorni, con la consapevolezza che la perdita è solo un mutamento metafisico e il dialogo con l'amato continua.

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FOTOGRAFIA © MIGUEL A. PADRIÑÁN/PEXEL

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Semplicemente le domande / sorgono solo / quando non c'è più nessuno che possa rispondere.
ANA BLANDIANA, Variazioni su un tema dato

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Ana Blandiana, pseudonimo di Otilia Valeria Coman (Timișoara, 25 marzo 1942), poetessa romena, sostenitrice dei diritti civili in Romania .Prima della rivoluzione del 1989, famosa dissidente e sostenitrice dei diritti dell'uomo, ebbe il coraggio di contestare in numerose interviste e dichiarazioni pubbliche il dittatore Nicolae Ceaușescu.


venerdì 12 giugno 2026

La felicità delle vecchie cose


JORGE LUIS BORGES

GIUGNO 1968

Nel meriggio dorato
o in una serenità di cui il simbolo
potrebbe essere il meriggio dorato,
l’uomo dispone i libri
negli scaffali che attendono
e sente la pergamena, la pelle, la tela
e il piacere che dà
immaginare un’abitudine
e istituire un ordine.
Stevenson e l’altro scozzese, Andrew Lang,
riprenderanno qui, per virtù magica,
la lenta discussione che interruppero
gli oceani e la morte
e a Reyes certo non dispiacerà
stare accanto a Virgilio.
(Ordinare una biblioteca è
esercitare, in silenzio e modestia,
l’arte del critico).
L’uomo, che è cieco, sa
che non potrà più decifrare
i bei volumi che tocca
e che non gli daranno aiuto a scrivere
il libro che lo giustifichi agli altri,
ma nel meriggio che forse è dorato
sorride del suo bizzarro destino
e sente la felicità che è propria
delle vecchie cose che s’amano.

(da Elogio dell'ombra, Einaudi, 1971 - Traduzione di Francesco Tentori Montalto)

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"Non so se la sera fosse d'oro, poiché non potevo vederla. Accennavo alla cecità. Per quanto ne so, poteva esserci un tempo cupo" racconta lo stesso Jorge Luis Borges nel libro-intervista edito in inglese nel 1973 Borges on writing. Il poeta argentino, divenuto completamente cieco sul finire degli Anni Sessanta, dopo decenni di problemi alla vista e ipovisione, riconosce ormai solo al tatto i testi amati e compulsati, e si diverte a fantasticare immaginarie conversazioni tra Stevenson e Lang, scrittori scozzesi che mantennero una lunga corrispondenza, o tra l'amico Alfonso Reyes, traduttore dell'Iliade e uno scrittore dell'antichità, Virgilio. Quello che gli resta è quella gioia particolare che sanno ancora dargli i libri, nella loro fisicità: la pelle delle copertine, il frusciare delle pagine, l'odore della carta, in sintesi, “la felicità che è propria delle vecchie cose che s’amano”.

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IMMAGINE © KAREN ARNOLD/PDP

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il libro non è un ente chiuso alla comunicazione: è una relazione, è un asse di innumerevoli relazioni.
JORGE LUIS BORGES, Altre inquisizioni




Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo (Buenos Aires, 24 agosto 1899 – Ginevra, 14 giugno 1986), scrittore, poeta, saggista, traduttore e accademico argentino. Creatore di un genere oggi designato “borgesiano”, a definire una concezione della vita come storia, come finzione, come opera contraffatta spacciata per veritiera, come fantasia o come reinvenzione della realtà.


giovedì 11 giugno 2026

La lontananza da lei


ARIODANTE MARIANNI

LA LONTANANZA DA LEI

La lontananza da lei
non si misura in chilometri,
in ore di macchina, di treno;
è in crampi allo stomaco,
in fitte al cuore,
giornali letti, bicchieri bevuti.
La lontananza è questa
saliva amara,
notturna insonnia,
meridiana sonnolenza
(eppure il nostro è un amore felice)

(da Una strana gioia, Manni, 2003)

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"La lontananza fa all'amore quello che il vento fa al fuoco: spegne il piccolo, scatena il grande" scrisse Roger de Bussy-Rabutin. È quello che teorizza anche il poeta Ariodante Marianni: l'amore a distanza è felice, nonostante l'assenza e  tutte le sue difficoltà. È una lontananza che non si misura con le distanze convenzionali, ma interiormente: attraverso gli stati d'animo e le reazioni fisiche e i gesti ripetitivi fatti per ingannare il tempo.

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FOTOGRAFIA © TOMRIS/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Quanti colori ha il tuo amore, /  tu non li vedi, li produci / come un rametto i suoi fiori, / la lucciola le luci.
ARIODANTE MARIANNI

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Ariodante Marianni (Napoli, 16 febbraio 1922 – Borgomanero, 26 marzo 2007),  poeta, traduttore e pittore italiano. La sua poetica si fonda su un profondo equilibrio tra la compostezza formale della tradizione letteraria del Novecento e una lucida, talvolta ironica, analisi della realtà quotidiana e civile.