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giovedì 3 settembre 2026

L’estate passata


GWENDOLYN BROOKS

UN TRAMONTO SULLA CITTÀ

Già non sono più guardata con lascivia o amore.
Le mie figlie e i miei figli mi hanno riposta con biglie e bambole,
se ne sono andati di casa.
Mio marito e i miei amanti sono piacevoli o abbastanza gentili
e la notte è notte.

È un vero riposo,
la cosa autentica.
Non mi illudo, non credo che sia ancora estate
perché il sole resta e gli uccelli continuano a cantare.

È l'estate passata che vedo, è l'estate passata.
I dolci fiori si seccano e muoiono,
l'erba dimentica il suo splendore e acconsente a diventare marrone.

È un vero riposo. Arriva la frescura autunnale.

(da I mangiatori di fagioli, 1960)

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La poetessa statunitense Gwendolyn Brooks affronta con lucida malinconia il tema dell'invecchiamento femminile, la solitudine e lo smarrimento identitario che derivano dalla fine della giovinezza. E Lo fa attraverso la metafora dell'estate che finisce e dell'autunno che si presenta.

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FOTOGRAFIA © GOODINTERACTIVE/PIXABAY

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Stava imparando ad amare i momenti. Ad amare i momenti per quello che sono.
GWENDOLYN BROOKS, Maud Martha

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Gwendolyn Elizabeth Brooks (Topeka, Kansas, 7 giugno 1917 – Chicago, Illinois, 3 dicembre 2000), poetessa e scrittrice statunitense. È stata la prima afroamericana a vincere il Premio Pulitzer per la poesia. Nel 1985-86 ricoprì l’incarico di Poeta Laureato della Biblioteca del Congresso.


mercoledì 2 settembre 2026

Wendell Berry


Wendell Berry, il poeta-contadino originario del Kentucky, è morto lunedì all'età di 92 anni nella sua casa di Port Royal. La sua poetica  rappresenta una filosofia organica che unisce la scrittura alla terra, al lavoro manuale e alla responsabilità morale, in un’ottica che rifiuta la velocità e l'industrializzazione del mondo moderno a favore di un ritmo di vita lento e radicato: coltivare la terra e scrivere poesie sono atti identici, che richiedono pazienza, cura del dettaglio, rispetto per la materia e dedizione quotidiana.

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FOTOGRAFIA © GUY MENDES

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LE OCHE SELVATICHE

A cavallo la domenica mattina,
a raccolto finito, assaporiamo cachi
e uva selvatica, dolce e aspra
di fine estate. Nel labirinto del tempo
sui campi autunnali, diamo un nome
a chi è andato a ovest da qui, nomi
che riposano sulle tombe. Apriamo
un seme di cachi per trovare l'albero
che si erge in promessa,
pallido, nel midollo del seme.
Le oche appaiono alte sopra di noi,
passano, e il cielo si chiude. L'abbandono,
come nell'amore o nel sonno,
le trattiene per la loro strada, chiara
nell'antica fede: ciò di cui abbiamo bisogno
è qui. E preghiamo, non
per una nuova terra o un nuovo cielo, ma per essere
tranquilli nel cuore e con gli occhi
limpidi. Ciò di cui abbiamo bisogno è qui.

(da Il paese del matrimonio, 1973)

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COME L’ACQUA

Come l'acqua
di un fiume profondo,
l'amore è sempre troppo.
Non l'abbiamo creato noi.
Anche se beviamo fino a scoppiare,
non possiamo averlo tutto,
né desiderarlo tutto.
Nella sua abbondanza
sopravvive alla nostra sete.
La sera scendiamo sulla riva
per bere a sazietà
e dormire,
mentre scorre
attraverso le regioni dell'oscurità.
Non ci trattiene,
se non continuiamo a tornare
assetati alle sue ricche acque.
Entriamo,
disposti a morire,
nella comunità della sua gioia.

(da Il paese del matrimonio, 1973)

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Altre poesie di Wendell Berry sul Canto delle Sirene:

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   LA FRASE DEL GIORNO   

La poesia è importante, / come dimostra la sua mancanza./ È la custodia // della propria possibilità, / il passato che si ricorda / nella presenza del // presente, il potere appreso / e tramandato di vedere / ciò che è presente // e ciò che non lo è.
WENDELL BERRY, Aperture

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Wendell Erdman Berry (Henry County, Kentucky, 5 agosto 1934 – Port Royal, Kentucky, 31 agosto 2026), poeta, narratore e ambientalista statunitense. Dal 1965 vive in una fattoria di 50 ettari, Lane’s Landing, dove coltiva grano e cereali. La sua poesia non poteva che essere elegiaca e pastorale.


martedì 1 settembre 2026

Poesie per settembre XIII


L’arrivo di settembre si configura non come un semplice cambio di stagione, ma come un limbo crepuscolare, sospeso tra la vitalità residua dell'estate e l'inesorabile declino autunnale. Il poeta tedesco Peter Huchel coglie la natura in un momento di trasfigurazione fisica dove la luce solare cede il passo a una luna fredda e pallida. Georg Trakl, poeta austriaco, con il suo tratto espressionista e simbolista, trasforma la «sera di settembre» in una partitura di tensioni cromatiche ed emotive.

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FOTOGRAFIA © MARCELO VERFE/PEXELS

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PETER HUCHEL

SIBILLA DELL’ESTATE

Settembre getta via il favo
della luce, oltre i giardini rocciosi.
La sibilla dell'estate non vuole ancora morire.
Con il piede nella nebbia e la faccia rigida,
veglia il fuoco nel focolare frondoso;
gusci di mandorle, come urne a pezzi,
giacciono lì sparsi, su un duro sentiero erboso.
L’acqua ha inciso la lama pendente della canna.
I ragni viaggiano, i fili volano.
La sibilla dell'estate non vuole ancora morire.
Annoda i suoi capelli agli alberi.
In aperto marciume il fico partorisce.
E bianca e rotonda come un uovo di gufo
la luna brilla di notte sui rami pallidi.

(da Poesia, 339, -Luglio-Agosto 2018 - Traduzione di Paola Quadrelli)

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GEORG TRAKL

PAESAGGIO

Sera di settembre; tristi risuonano i cupi richiami dei pastori
Per il villaggio che s’imbruna; fuoco sprizza dalla fucina.
Potente s’impenna un cavallo nero; i capelli di giacinto della ragazza
Cercano l’ardore delle sue narici purpuree.
Piano raggela all’orlo il grido della cerva
E i gialli fiori d’autunno
Si chinano muti sul volto azzurro dello stagno.
In rossa fiamma si è consunto un albero; volano via con visi oscuri i pipistrelli.

 
(da Sebastian in sogno, 1915 - Traduzione di Ida Porena)

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Nel tuo cuore già cade / la pioggia che annuncia; / e settembre è questo freddo / dell'anima, piuttosto che del corpo.
JOSÉ MATEOS, Canzoni

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Peter Huchel, pseudonimo di Helmut Huchel (Berlino, 3 aprile 1903 – Staufen im Breisgau, 30 aprile 1981),  poeta e scrittore tedesco. Caporedattore della radio di Berlino Est e della rivista Sinn und Form; nel 1962 fu costretto a dimettersi. Lasciò la DDR nel 1971.  Descrisse scene di vita del popolo, che coniugò con una spiccata liricità.


Georg Trakl (Salisburgo, 3 febbraio 1887 – Cracovia, 3 novembre 1914), un poeta espressionista austriaco. Dai suoi versi visionari e lacerati promana uno sconsolato senso di solitudine, di decadenza, di estraneità, in un alternarsi di oscuri sentimenti di colpa e di speranze di redenzione.


lunedì 31 agosto 2026

La musica di cosa accade


SEAMUS HEANEY

CANZONE

Un sorbo come una ragazza col rossetto.
Fra la carrozzabile e la strada secondaria
ontani nella distanza umida e stillante
si stagliano nel sottobosco.

Ci sono i fiori di fosso del dialetto,
e i sempreverdi della tonalità perfetta
e il momento che l’uccello canta vicinissimo
alla musica di cosa accade.

(da Campo di lavoro, 1979 - Traduzione di Massimo Bacigalupo)

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Il poeta irlandese Seamus Heaney unisce la bellezza visiva degli alberi  e i suoni delle parlate locali per giungere alla conclusione che fu già del leggendario re-guerriero della mitologia irlandese Finn MacCool: quando gli venne chiesto quale fosse la musica più bella del mondo, rispose che la migliore in assoluto è semplicemente "the music of what happens",  la musica di ciò che accade, cioè il suono della vita di tutti i giorni.

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FOTOGRAFIA © DZENINA LUKAC/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Il mio viaggio poetico nella selva del linguaggio è stato un viaggio in cui ogni punto di arrivo si è rivelato un gradino più che una destinazione.
SEAMUS HEANEY, Lettura per il Nobel

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Séamus Heaney (Castledawson, 13 aprile 1939 – Dublino, 30 agosto 2013), poeta irlandese, massimo rappresentante contemporaneo del rinascimento poetico irlandese. Ottenne il Premio Nobel per la letteratura nel 1995 “per gli impianti di bellezza lirica e di profondità etica, che esaltano i miracoli giornalieri e la vita passata”.


domenica 30 agosto 2026

Fortunati questi passeri


ELDER SILVA

OPZIONE PASSERI

Come avvertiva il mio amico Juan Carlos,
in un paese senza gru,
non ha senso andare in giro a difendere la loro sopravvivenza
tra le specie del pianeta.
Né tantomeno cantare di usignoli, o di corvi,
o di quei famosi storni
che hanno popolato altre opere poetiche.
Neanche le cicogne vengono ai nostri campanili.
Fortunati questi passeri che beccano
le briciole dal mio tavolo d'estate.
Si prendono la briga
di scendere dalle grondaie delle case del vicinato
e ci ricordano, ancora una volta,
che anche l'amore e la poesia
hanno gambette fragili, come stuzzicadenti.

(da Pájaro qui tiembla, 2022)

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In poche parole, il poeta uruguaiano Elder Silva ci chiede di guardarci intorno, di osservare le piccole cose, di recuperare il nostro quotidiano e il suo essere locale, di comprendere la poesia attraverso ciò che ci è familiare, per quanto esili siano le sue zampette. Senza nulla togliere alle cicogne, agli storni, agli altri volatili che popolano la letteratura mondiale.

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FOTOGRAFIA © YAVUZ ENER GÜNGÖR/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Ricordo che una volta, seduto vicino  alla stufa a Migues, Macedo mi disse che nel groviglio di poesia di questo  mondo, inserire un verso, uno solo,  uno solo , era sufficiente per sapere  che non era stato scritto invano.
ELDER SILVA

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SilvaElder Silva Rivero (Pueblo Lavalleja, 13 novembre 1955 – Montevideo, 29 agosto 2019), scrittore, giornalista e insegnante uruguaiano. Il suo esordio poetico avvenne nel 1982 con “Linee di fuoco”, cui seguirono negli anni “Quaderni agrari”, “Fotonovela”, “Il male delle assenze”, “Bar Bukowski”.


sabato 29 agosto 2026

Un unico volto


DORIS KAREVA

RIFLESSI, 3

E mille cieli si distendevano
tra di noi,
eppure
non c’era distanza.

Un unico volto
hanno i due
che parlano la lingua
di un’unica vita.

(da In sogno ho visto il mondo, Bompiani, 2024 - Traduzione di Daniele Monticelli)

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Che strano è immaginare /dove finisce un corpo e inizia l’altro, / intreccia i fili dell’infinito l’immaginazione”: la poetessa estone Doris Kareva ci porta a riflettere sulla distanza che esiste tra gli amanti, reale certo, misurabile, ma in realtà inesistente se l’amore è vero.

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FOTOGRAFIA © GORDON PLANT/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

E Ti amo  / perché Ti amo. // A che scopo incontrarci? / Sei per me come l’aria. // Ovunque presente.
DORIS KAREVA, In sogno ho visto il mondo

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Doris Kareva (Tallinn, 28 novembre 1958), poetessa, traduttrice ed editrice estone. La sua poesia è caratterizzata da un’assoluta aderenza alla forma e da una scelta minimale delle parole.  Molti dei suoi testi, alcuni pensati direttamente per il palcoscenico, sono stati portati in scena in tutta Europa.


venerdì 28 agosto 2026

Per la discenderia


LUCIO MARIANI

FINE D'AGOSTO

Per la discenderia, le lucertole nuove
sfrecciano incontro al traguardo dei covi
d’occasione, senza paura sfilano di fronte
ai cappelli di paglia che avanzano
ballando lentamente incontro al mare
nudo e difeso dalle alabarde dei cipressi nani.
Ora che il leone morente ha decimato
delle barche feriali la linea d’orizzonte
tutto ci viene reso senza chiedere
e le mani s’offendono d’azzurro.

(da Il sandalo d'Empedocle, Crocetti, 2005)

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Lucio Mariani evoca i piccoli movimenti e le atmosfere tipiche del passaggio stagionale in una località di mare quando l'estate è ormai al suo finire: se la natura provvede al futuro con i nuovi nati e il mare resiste imperterrito alla calura, sono diminuite invece le presenze di turisti.

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FOTOGRAFIA © NATALIA SEVRUK/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Fai che per te io sia l'estate / anche quando saran fuggiti i giorni estivi.
EMILY DICKINSON, Poesie

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Lucio Mariani (Roma, 1936 – 16 ottobre 2016). Poeta e saggista italiano. Il suo linguaggio espressivo – spesso arditamente innovativo – riflette sulla condizione umana e recupera il valore perenne del mito attraverso una poesia che scuote, sovverte i concetti, disorienta le certezze.