NIKOS KARÙZOS
UN FIORE ISOLATO
Più profondo dell'amore e del tumulto
che il desiderio desta nel petto,
un fiore vive tutto solo sullo scoglio marino.
Quale voce lo ha reclamato, sembrando rivelare
una serenità sconosciuta attraverso sfumature sottili...
Esposto alle insidie della gioia,
è spensierato come un'idea.
(da Il cervo delle stelle, 1962)
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Il fiore sbocciato solitario sullo scoglio in riva al mare in questi versi del poeta greco Nikos Karùzos non simboleggia semplicemente la solitudine, ma uno stato che trascende le interpretazioni umane delle passioni: la sua presenza trasmette una calma misteriosa e universale, espressa in piccoli colori, lontana dal trambusto del mondo. E se la sua esistenza è esposta agli elementi, resta assolutamente libera e immateriale.
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FOTOGRAFIA © CARBOXHALDEYDE/PEXELS
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LA FRASE DEL GIORNO
È la voce da una profondità: / per sempre / niente per mani vere, / un solitario, / impotente estatico / in questa improvvisa celebrazione del secondo / in cui il mondo si arrende.
NIKOS KARÙZOS, Poesie
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Nikos Karùzos (Nauplia, 17 luglio 1926 – Atene, 28 settembre 1990), poeta della prima generazione del dopoguerra. La sua poesia, caratterizzata come filosofica, religiosa, mistica, si distingue per un traboccamento esistenziale, che la spinge verso la fusione con l'universo sensibile.












