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lunedì 27 luglio 2026

Mary de Rachewiltz


Se ne è andata poco dopo aver compiuto 101 anni la poetessa e traduttrice italiana Mary de Rachewiltz, figlia di Ezra Pound, del quale tradusse i Cantos. Cresciuta a Gais, in Val Pusteria, aveva organizzativo l’archivio paterno nella sua casa di Castel Fontana, a Tirolo, borgo appena sopra Merano. La sua poetica si distingue per un'assoluta schiettezza, nitore espressivo e semplicità lineare nonostante il girovagare geografico e linguistico. I suoi temi rievocano la durezza della vita contadina tirolese ma anche la bellezza di quella natura, in una dimensione intima e spirituale che vira in vecchiaia verso una memoria affettiva.


FOTOGRAFIA © BGS

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IL SOLO AMICO

Animo mio, fatti vedere.
Tu lo sai quanto mi vergogno
a percorrere sola le strade del mondo.

Ovunque vado, vedo che sono in due
uniti per amore o per caparbia
sfidano o sopportano il mondo.

Animo, fa’ che io possa uscire
dalla mia stanza a testa alta
al tuo braccio ridendo forte

la lingua a guinzaglio per le strade
o sorvolando ad alta quota il mondo.

(da Processo in verso. Tutte le poesie italiane, Bertoni, 2024)

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VIGILIA DI GUERRA

Vigilia di guerra. Italsad.
Il televisore è sul davanzale,
macerie e Sadad si muovono
controluce, sullo sfondo in pendio
che anzitempo inizia a inverdire
un piccolo gregge, sette pecore
nere e bianche e gli agnelli sono
concreta filosofia della pace.
Un pettirosso più vicino
sui rami del bosso picchia
contro i vetri, si spezza e sanguina.

(da Polittico, Scheiwiller, 1996)

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   LA  FRASE DEL GIORNO 

Ispirazione o tecnica? Non credo esista alternativa.
MARY DE RACHEWILTZ, Insula Europea, 29 agosto 2020




Mary de Rachewiltz nata Maria Rudge (Bressanone, 9 luglio 1925 – Tirolo, 24 luglio 2026), poetessa, saggista e traduttrice italiana. La sua opera poetica è caratterizzata da una scrittura secca, franca e geometrica che rifiuta l'ornamento superfluo; è una poesia di cose viste, sofferte e toccate con mano.


domenica 26 luglio 2026

L’anima


YEHUDA AMICHAI

L'ANIMA CHE HAI MESSO IN ME, SIGNORE

L’anima che hai messo in me, Signore
è fumo
dell’eterno incendio di memorie d’amore.
Nasciamo e ci mettiamo ad ardere, finché il fumo
dilegua come fumo.

(da Poesie, Crocetti, 1993 - Traduzione di Ariel Rathaus)

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Il fumo e il fuoco - e l'anima è, secondo Yehuda Amichai, un'essenza effimera e vitale, paragonata al fumo che si sprigiona da un incendio eterno e immenso. Amichai unisce la caducità dell'essere umano alla memoria, considerata l'unica vera fiamma che resiste al tempo, prima che il fumo si disperda per sempre.

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VLADIMIR KUSH, "DANZA INFUOCATA"

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   LA  FRASE DEL GIORNO 

E come si chiarisce un bruno ramo / nel punto in cui si spezza, così io / nel mio amore / sono chiaro.
YEHUDA AMICHAI, Poesie

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YeYehuda_Amichaihuda Amichai, all'anagrafe Ludwig Pfeuffer (Würzburg, 3 maggio 1924 – Gerusalemme, 22 settembre 2000), è considerato da molti il più grande poeta israeliano moderno, ed è stato uno dei primi a scrivere poesia in ebraico colloquiale.


sabato 25 luglio 2026

Il funambolo


GHIANNIS RITSOS

IL FUNAMBOLO

No, non vuole lasciarsi andare; la corda trema; chiude gli occhi.
Il vuoto, in basso, nero per la calma. La corda non ha fine.
Gli occhi si aprono, si dilatano, fluttuano, guardano in alto,
si appigliano a una nube, a una foglia; cambiano, si arrotondano,
diventano due grandi anelli; si afferra ai suoi occhi – eccolo,
lascia la corda, fa una capriola per aria, si china,
gli cade il cappello, gli cade il fiore dall’occhiello; - eccolo ancora
tastare la corda con la punta delle dita; sale la scala,
sta in equilibrio, sorride; un ultimo inchino. Nessuno intorno
ad applaudirlo. Solo una voce: Reggiti, reggiti,
reggiti ai tuoi occhi. Chi lo chiama? Da dove lo chiamano?

19 maggio 1969

(da Pietre Ripetizioni Sbarre, 1972 – Traduzione di Nicola Crocetti)

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Il funambolo, in questi versi scritti dal poeta greco Ghiannis Ritsos nel 1969, e quindi durante la dittatura dei Colonnelli, è l'artista che si bilancia con il pericolo e si affanna sul vuoto, trasformando la paura in arte. Ma è anche il simbolo dell’eterna lotta dell’uomo, sempre in bilico tra il rischio della caduta e la ricerca del proprio equilibrio profondo.

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FOTOGRAFIA © MIKE M/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO 

Il Funambolo splendeva tutto, camminando sulla sua fune, sotto la luna, con una superba destrezza che dissimulava il rischio e la fatica, e perfino il travaglio dell'arte.
GHIANNIS RITSOS, Il funambolo e la luna

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Ghiannis Ritsos (Monemvasia, 1º maggio 1909 – Atene, 11 novembre 1990), poeta greco tra i maggiori del XX secolo. Fu candidato nove volte al Premio Nobel. La sua vita fu animata da un'incrollabile fede negli ideali marxisti e nelle virtù catartiche della poesia.


venerdì 24 luglio 2026

La favolosa aurora


KONSTANTINOS KAVAFIS

TURBAMENTO

L’anima mia nel mezzo della notte
è paralizzata e confusa. Fuori,
fuori di lei si compie la sua vita.

E attende la favolosa aurora.
E anch’io dentro di lei, con lei,
attendo, m’annoio, mi consumo.

(da Poesie segrete, Crocetti, 1985 – Traduzione di Nicola Crocetti)

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“Turbamento”, poesia di Konstantinos Kavafis del 1896, rappresenta uno dei primi segni dell’angoscia esistenziale e del senso di declino provati dal poeta greco. Quella alienazione, quella profonda angoscia notturna lo portano a sentirsi separato dalla propria essenza e dalla realtà. Kavafis osserva passivamente la dissoluzione, come intrappolato, serbando la speranza forse utopica di redenzione da quelle tenebre.

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FOTOGRAFIA © COTTONBRO STUDIO/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO 

Forse la luce sarà una nuova tirannia. / Chissà quali nuove cose mostrerà.
KONSTANTINOS KAVAFIS, Poesie

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Konstantinos Petrou Kavafis, (Alessandria d'Egitto, 29 aprile 1863 – 29 aprile 1933), poeta e giornalista greco. Pubblicò 154 poesie, spesso ispirate all'antichità ellenistica, romana e bizantina, percorre, mirando al sublime, i vari gradi di un'esperienza estetica congiunta alla pratica dell'amore omosessuale.


giovedì 23 luglio 2026

Il chiurlo


MERJA VIROLAINEN

QUANDO IL CHIURLO GORGHEGGIA

Quando il chiurlo gorgheggia,
non so dove sia.
Profumo di sapone sulla pelle,
di prato:
ora le parole acquistano quasi significato.
Chi leggerà questo, un giorno?
Sai dove sono,
come ti capisco?

(da Poesia, 196 - Luglio/Agosto 2005 - Traduzione di  Viola Parente-Capková)

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Merja Virolainen, poetessa finlandese, ci trasporta in quelle terre nordiche e ci fa ascoltare la voce del chiurlo piccolo, uccello diffuso un po' ovunque nel mondo, con la sola eccezione dei deserti. Quel gorgheggio crea una sinestesia poetica e, associato ai profumi, lascia intravedere quasi il significato della poesia, il senso dello scrivere. Ma sono domande cui ancora Merja non sa rispondere.

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FOTOGRAFIA © PETR GANAJ/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO 

Si può essere esperti di tante cose, di cinema, di meccanica, di elettronica, di statistica, di raccolta differenziata, di agricoltura, di calcio, di pallacanestro, di sport estremi, di pattinaggio in linea, di tutto, tranne forse che di letteratura, perché i grandi scrittori, i grandi libri, sono, forse, come diceva quel grande poeta russo mai esistito, Koz’ma Prutkov, inabbracciabili.
PAOLO NORI, I russi sono matti

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Merja Virolainen  (Lapua, 7 maggio 1962), poetessa e traduttrice finlandese. Costumista, ha lavorato per il circo e il teatro dei burattini prima di laurearsi in filosofia. Tra i suoi temi prediletti l’amore carnale, i ricordi d’infanzia, l’esistenza senza amore e la problematica dell’identità.


mercoledì 22 luglio 2026

Centenario di José Paulo Paes


La poetica di José Paulo Paes, poeta brasiliano dello stato di San Paolo che, nasceva il 22 luglio di cento anni fa, consiste in un equilibrio perfetto tra estrema concisione verbale, lucidità ironica e giocosità: erede delle correnti più polemiche e combattive del primo Modernismo, si dimostrò sensibile, e attento alle sperimentazioni dell'avanguardia, subordinando alcune conquiste di quest'ultima all'inclinazione combattiva della sua poesia. Satira, umorismo, ironia, un certo retrogusto amaro, concisione epigrammatica, semplificazione delle forme, intento intertestuale e metalinguistico sono gli ingredienti fondamentali del suo linguaggio più maturo e personale.

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INVITO

La poesia è... giocare con le parole
come giocare con una palla,
un aquilone, una trottola.
Ma palle, aquiloni e trottole
si consumano a forza di giocarci.
Le parole no:
più ci giochi,
più diventano nuove.
Come l'acqua di un fiume,
che è sempre acqua fresca.
Come ogni giorno, che è sempre un nuovo giorno.
Vogliamo giocare con la poesia?

(Poesie con cui giocare, 1990)

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IL MISTERO DELL'AMORE

È il colibrì
che bacia il fiore,
o è il fiore
che bacia il colibrì?

(da Ride bene chi ride per primo, 1998)

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Un'altra poesia di José Paulo Paes sul Canto delle Sirene:

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   LA  FRASE DEL GIORNO 

La poesia è principalmente creazione nel regno delle parole, architettura verbale.
JOSÉ PAULO PAES, Jornal da Tarde, 19 luglio 1986

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José Paulo Paes (Taquaritinga, 22 luglio 1926 — San Paolo, 9 ottobre 1998), poeta, traduttore, critico letterario e saggista brasiliano. Modernista della Generazione del’45, e precisamente dei “Novissimos”, si dedicò anche alla “poesia concreta”, avanguardista e visuale, che struttura il testo poetico a partire dal suo supporto.



martedì 21 luglio 2026

Cantare come te


LUCIO MARIANI

DOMINA

Cantare come te
con le mani soltanto,
come te, che dici al vento
ogni bella parola immaginata.

(da Il sandalo di Empedocle, Crocetti, 2005)

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Le nostre mani sono espressive - e quelle di questa "Domina", la signora dei latini, nella poesia di Lucio Mariani sembrano poter dire tutto, rivestite d'amore, pura e silenziosa manifestazione del pensiero, capace di comunicare con la natura.

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FOTOGRAFIA © MAKSIM GONCHARENOK/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO 

La poesia è il sentimento che il cuore ha in eccesso e che si manifesta attraverso la mano.
CARMEN CONDE

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Lucio Mariani (Roma, 1936 – 16 ottobre 2016). Poeta e saggista italiano. Il suo linguaggio espressivo – spesso arditamente innovativo – riflette sulla condizione umana e recupera il valore perenne del mito attraverso una poesia che scuote, sovverte i concetti, disorienta le certezze.