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domenica 12 luglio 2026

Cose da osservare


PENTTI SAARIKOSKI

LA MIA PARTE DI PATRIA

La mia parte di patria
comune: finestre,
le posseggo da solo:
macchine, gente, una parete grigia
e una striscia di cielo,
diverse son le cose
da osservare e da ascoltare
quando è giorno nel mondo.

(da Poesia n. 195 - Giugno 2005 – Traduzione di Viola Parente Capkova e Antonio Parente)

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La casa, la piccola parte di mondo che ci appartiene: ancora di più per il poeta finlandese Pentti Saarikoski, che soffriva di disturbi psicopatologici riconducibili all’autismo o alla sindrome di Asperger, che allora non era stata ancora diagnosticata. Saarikoski esplora il contrasto tra l'isolamento dell’individuo individuale e la condivisione dello spazio pubblico.

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EDWARD HOPPER, UFFICIO IN UNA PICCOLA CITTÀ”

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Per tutta la vita ho pensato di guardare fuori  dalla finestra . E invece guardavo nello specchio.
JAROSLAV DUŠEK, Riflesso del buio del buio

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Pentti Saarikoski (Impilahti, ora nella Repubblica di Carelia, 2 settembre 1937 – Joensuu, 24 agosto 1983), poeta finlandese. Il suo corpus di opere comprende poesie e traduzioni, tra cui classici come l'Odissea di Omero e l'Ulisse di James Joyce. Superò il Modernismo con la "poesia partecipativa", una sorta di azione politica della poesia.


sabato 11 luglio 2026

La lunga treccia


CORRADO GOVONI

BELLEZZE

Il campo di frumento è così bello
solo perché ci sono dentro
i fiori di papavero e di veccia;
ed il tuo volto pallido
perché è tirato un poco indietro
dal peso della lunga treccia.

(da Poesie 1903-1959, Mondadori, 1961)

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Bellezza della natura e bellezza femminile. Corrado Govoni, poeta qui nella sua accezione crepuscolare, traccia un'analogia visiva per paragonare la meraviglia dei fiori che costellano il campo di grano e ne arricchiscono lo splendore alla lunga treccia che raccoglie i capelli della ragazza lasciando libero il viso,  che appare tenue e delicato.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Il Bello è principio di tutte le cose in quanto causa efficiente, che muove tutte le cose e le tiene insieme con l'amore verso la propria bellezza; e il Bello è il fine di tutte le cose.
PSEUDO-DIONISIO L’AEROPAGITA, I nomi divini

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Corrado Govoni (Tàmara, 29 ottobre 1884 – Lido dei Pini, 20 ottobre 1965), poeta e scrittore italiano. Dopo una prima esperienza crepuscolare aderì al futurismo, staccandosene in seguito per proseguire su una strada più personale, capace di coniugare toni crepuscolari, liberty e simbolisti.


venerdì 10 luglio 2026

Sono Penelope


IZABELA FILIPIAK

UNA TESSITRICE MALDESTRA

Ho 37 anni
Sono Penelope
Intreccio e districo
Accorcio e allungo
Attorciglio
Intorbido
Ritorno al punto o
Manca poco, ripeto

Tutti vedono come lavoro sodo
No, non è ancora pronto

Preferisco mangiare la tela piuttosto che accada per la  seconda volta

Preferisco essere lo zimbello di tutti e una tessitrice maldestra

Ognuno fa i suoi calcoli anche io ho fatto i miei

Pensavo che la vedovanza fosse un privilegio
E invece è una molestia infinita
 
Non desidero nessuno di loro
Dovrò scegliere uno di loro
Non anelo il ritorno di mio marito
Ma bramo le sue avventure e desidero
Che queste avventure mi penetrino dentro
Per diventare una cosa sola con me
 
Non c’è mai stato alcun marito
Dovrò scegliere uno di loro
Che fare? come salvarmi?
La mente corre come un topo sul telaio
Quando vago così il tempo scorre prima

(da Madame Intuita, 2002 – Traduzione di A. Amenta)

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Svariati poeti si sono cimentati con il mito omerico di Penelope: in questo blog sono raccolte poesie di William Carlos Williams, Ghiannis Ritsos, Katerina Anghelaki-Rooke, Carol Ann Duffy, Tua Forsström e Xoana Torres. Anche la poetessa polacca Izabela Filipiak lo reinterpreta in chiave femminista scavando dentro le convenzioni sociali e ridefinendo i ruoli imposti e le aspettative.

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ROMERO BRITTO, "PENELOPE DEI GIORNI NOSTRI"

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Mi stavo disegnando / il sorriso di una donna al centro / del mondo, indipendente, intenta, soddisfatta, / e certamente non in attesa.
CAROL ANN DUFFY, L’altro paese

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Izabela Morska Filipiak (Gdynia, 24 agosto 1961), scrittrice, saggista e critica letteraria polacca. Ha esordito nei primi anni '90 come una delle figure più singolari del panorama letterario. Fin dall'inizio, si è impegnata ad aprire la nuova letteratura nella Polonia democratica a voci precedentemente escluse dal discorso culturale.


giovedì 9 luglio 2026

Ancorarmi in te


EMILY DICKINSON

O FRENETICHE NOTTI!

O frenetiche notti!
Se fossi accanto a te,
queste notti frenetiche sarebbero
la nostra estasi!

Futili i venti
a un cuore in porto:
via la bussola,
via la carta.

Vogar nell’Eden!
Ah, il mare!
Se potessi ancorarmi
stanotte in te!

1861

(da Poesie di Emily Dickinson, Cya, 1947 - Traduzione di Margherita Guidacci)

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La poesia 249 di Emily Dickinson, in originale "Wild Nights – Wild Nights!" è una delle più dibattute della poetessa statunitense: quell'intensa espressione di desiderio e passione che utilizza una metafora marina descrive l'estasi amorosa o quella spirituale? Una cosa è certa: la tempesta e i venti diventano inutili una volta che il cuore ha raggiunto il suo porto sicuro.

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RAFAL OLBINSKI, "IMPULSO CARISMATICO

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Il desiderio, forse, è il dono che nessun altro dono può soddisfare.
EMILY DICKINSON, Lettera a Louise Norcross, 1872

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Emily Elizabeth Dickinson (Amherst, 10 dicembre 1830 –15 maggio 1886), poetessa statunitense, è considerata tra i migliori lirici del XIX secolo. La sua vita fu priva di eventi esteriori: dopo i trent'anni scelse un volontario isolamento nella casa paterna. La sua poesia spazia dalle piccole cose della vita quotidiana – la natura, le stagioni – ai grandi temi dell’anima innestati sul tema della solitudine.


mercoledì 8 luglio 2026

Musica nascosta


JAIME TORRES BODET

MUSICA NASCOSTA

Poiché il bosco
ha tanti fiori nascosti,
sembra profumato
il chiaro di luna.

Poiché il cielo
ha tante stelle nascoste,
sembra guardarci
la notte di luna.

Poiché l'anima
ha la sua musica nascosta,
sembra che l'anima
pianga con la luna!

(da Canzoni, 1922)

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La luna come un catalizzatore emotivo, in questi versi del poeta messicano Jaime Torres Bodet, che appartiene al suo primo periodo modernista ed è notevole per la semplicità e la musicalità: un parallelo tra i misteri della natura e le emozioni umane.

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FOTOGRAFIA © MARINO KURUNIĆ/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Lì nella pineta, / accanto alla valle, / scorre un’acqua limpida / che pulisce l’anima.
JAIME TORRES BODET, Canzoni

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Jaime Torres Bodet (Città del Messico, 17 aprile 1902 – 13 maggio 1974), poeta, scrittore e politico messicano. Più volte ministro, fu direttore generale dell’UNESCO e ambasciatore in Francia. La sua poesia ha un accento sapido e malizioso grazie al quale egli non cadde mai in effetti facili o gratuiti.


martedì 7 luglio 2026

Desiderio cosmico


ELÍAS NANDINO

EROTISMO DELLA MENTE

La stella brilla anche se è nuda
  — Rubén Darío

Quando, nelle notti
di intimità celeste,
contemplo le stelle
nella loro nuda bellezza,
vengo invaso da slanci
di desiderio cosmico,
e soffro e mi dispero
perché non posso
afferrarne nemmeno una.

(da Erotismo in rosso e bianco, 1983)

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Elías Nandino, poeta messicano, esplora l'insaziabile pulsione che sopravvive nella mente quando la realtà fisica impone dei limiti: la bellezza delle stelle, perfetta, rimane irraggiungibile, inaccessibile al corpo ma anche alla mente, che non sa andare oltre il visibile: "Nelle mie viscere arde / l'ossessione di un pensiero / che è una fame sessuale che sento / accesa nel mio cervello".

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FOTOGRAFIA © DIMA/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Io sono la verità - la verità impura - / trasparente, senza recessi: / non posso essere altrimenti, / né posso trasformare la mia struttura.
ELÍAS NANDINO, Erotismo in rosso e bianco

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Elías Nandino Vallarta (Cocula, 19 aprile 1900 - Guadalajara, 2 ottobre 1993) , poeta messicano. Chirurgo, iniziò a pubblicare poesie a 22 anni. Le sue opere trattano temi oscuri, come la notte, il sogno e la morte, aprendo con la maturità al sentimento e al rapporto del corpo con la natura.


lunedì 6 luglio 2026

Alle scogliere


ÁLVARO MUTIS

LIED MARINO

Sono venuto a chiamarti
alle scogliere.
Ho gridato il tuo nome,
e solo il mare mi ha risposto
con il latte fulmineo
e vorace della sua schiuma.
Nel ricorrente caos
delle acque, il tuo nome passa
come un pesce che lotta e fugge
nella vasta distanza.
Verso un orizzonte
di menta e ombra,
il tuo nome viaggia,
rotolando sul mare estivo.
Con l'arrivo della notte,
ritorna la solitudine,
insieme al suo seguito
di funerei sogni.

(da Summa di Maqroll il Gabbiere, 1997)

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La solitudine, la potente e indifferente vastità dell'oceano, l'erranza, la solitudine: ci sono tutti i temi cari a Maqroll il Gabbiere, l'alter ego letterario del poeta e scrittore colombiano Álvaro Mutis: la voce che chiama (l'amata lontana? la patria distante?) viene inghiottita dal buio, dalle acque ribollenti, lasciando ancora una volta la consueta triste solitudine.

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FOTOGRAFIA © COTTONBRO STUDIO/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Vivere senza ricordare sarebbe forse il segreto degli dei.
ÁLVARO MUTIS, La nave dell'ammiraglio

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Álvaro Mutis Jaramillo (Bogotà, 25 agosto 1923 – Città del Messico, 22 settembre 2013), scrittore e poeta colombiano naturalizzato messicano. Le sue opere, dal linguaggio incisivo, ricco di immagini e fortemente metaforico, hanno come protagonista il marinaio Maqroll, sorta di alter ego dell'autore.