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giovedì 26 marzo 2026

Antoni Marí


Antoni Marí, poeta delle Isole Baleari, è morto lo scorso lunedì a Barcellona. La sua opera è una costante riflessione sulla ricerca del sé attraverso il tempo, sulla creazione artistica, sulla soggettività e sul ruolo dell'individuo nella modernità. In tutto ciò emerge una continua ricerca del bello che rende la poesia un’indagine conoscitiva più che un semplice esercizio lirico, cercando di dare voce a ciò che è universale attraverso il particolare.

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IL VENTO HA PORTATO VIA IL PROFUMO E IL RUMORE

Il vento ha portato via il profumo e il rumore
del mare, dirigendosi verso il cielo.
Ha portato via i colori della notte
e la distesa di sole che riempiva lo sguardo.
Ha portato via l'ascia di luce
che apriva le ferite nel mare.
Ha strappato le frecce marine
e ha coperto l'erba di brividi.

Non c'è posto per noi qui.

(da Il deserto, 1997)

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NON PENSAVO DI POTER TORNARE INDIETRO

Non pensavo di poter tornare indietro.
Non pensavo di poter mai più rivedere questi campi, dove
regnano la solitudine e l'abbandono,
né queste piccole colline che digradano
verso il mare, né quest'aria immobile,
che sembra fermare ogni cosa,
ora che tutti sono a letto e dormono.

Non credevo che avrei mai
più rivisto questa luce che dà corpo
all'ombra e, alla chiarezza, stupore.
E credevo che non avrei mai più saputo
che la quiete che ci libera
e il silenzio che ci nutre
non sono la quiete o il silenzio della morte,
né il luogo del rimpianto,
né la paura di chi sa di essere solo
in mezzo alla stranezza del mondo.

Non pensavo di poter mai
più sentire che tutto è e che tutto ciò che è vero
si rivela in ciò che è
se ci si avvicina e nulla lo accompagna.
Non pensavo di poter mai
più rimanere immobile, circondato
dall'oscurità e dall'ombra di questa nuvola
che oscura ogni cosa e ci abbaglia.

Non credevo di poter tornare in questo deserto
che l'anima ha creato a nostra immagine.
Non credevo di poter mai più tornare,
né di essere l'unico
a farlo.

(da Trittico di Jondal, 2003)

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Io sono ciò che non so di essere. Io sono tutto ciò che non so.
ANTONI MARÍ, Entspringen

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Antoni Marí i Muñoz (Ibiza, 1944 – Barcellona, ​​23 marzo 2026), poeta e saggista spagnolo. La sua poetica si fonda su una profonda riflessione filosofica che unisce il Romanticismo tedesco alla modernità, esplorando il confine tra pensiero e creazione artistica.


mercoledì 25 marzo 2026

Centenario di Jaime Sabines


Jaime Sabines, poeta messicano di cui ricorre oggi il centenario della nascita, considerava funzione del poeta quella di essere "testimone dell'umanità": non un essere illuminato rinchiuso in una torre d'avorio dunque, ma un cronista emozionale dell'esistenza; la poesia è quindi un destino inevitabile e un modo per registrare la verità dell'essere. Per questo Sabines usa un linguaggio semplice e diretto, in grado di esplorare le profondità della condizione umana e di entrare in consonanza con l'uomo comune.

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HORAL

Il mare si misura con le onde, il cielo con le ali,
noi con le lacrime.

L'aria riposa sulle foglie,
l'acqua negli occhi,
noi nel nulla.

Sembra che sali e soli,
noi e il nulla...

(da Horal, 1950)

NOTA: Horal è un neologismo coniato da Sabines: aggiunge il suffisso aggettivale al sostantivo “hora”. In italiano si potrebbe tradurre con “orale”, ma l’effetto sarebbe vanificato dal fatto che il termine già esiste con diversa accezione.

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SOLO NEI SOGNI

Solo nei sogni,
solo nel mondo dei sogni ti trovo,
in certi momenti, quando chiudo le porte
dietro di me.
Con quanto disprezzo ho guardato coloro che sognano,
e ora sono imprigionato dal suo incantesimo,
preso nella sua rete!
Con quale morbosa gioia ti porto
nella casa abbandonata, e ti amo mille volte
nello stesso modo diverso!
Quei luoghi che tu ed io conosciamo
ci aspettano ogni notte
come un vecchio letto,
e ci sono cose nell'oscurità che ci sorridono.
Mi piace raccontarti le stesse vecchie cose,
e le mie mani adorano i tuoi capelli,
e ti tengo stretta, a poco a poco, fino al mio sangue.
Piccola e dolce, ti aggrappi al mio abbraccio,
e con la mano sulla tua bocca, ti cerco e ti cerco.
A volte ricordo. A volte
solo il mio corpo stanco me lo dice.
Nell'alba crudele stai svanendo,
e tra le mie braccia rimane solo la tua ombra.

(da Nuovi conteggi poetici, 1977)

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Altre poesie di Jaime Sabines sul Canto delle Sirene:

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Più che una vocazione, la poesia è un destino. È per il cinquanta o il sessanta per cento mestiere, rigore, disciplina. Il resto è ciò che una volta si chiamava ispirazione, anche se oggi non è un termine molto diffuso. Alcuni preferiscono parlare di subconscio o di qualche altro termine della psicologia moderna. Ma si riferisce alla stessa cosa: la facilità con cui le poesie nascono al poeta, come qualcosa di naturale.
JAIME SABINES,  Personajes y Escenarios, Canal 22, 25 ottobre 1996

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Jaime Sabines Gutiérrez (Tuxtla Gutiérrez, 25 marzo 1926 – Città del Messico, 19 marzo 1999),  poeta e politico messicano. Noto come “cecchino della letteratura”, la sua poesia tendeva a trasformare la letteratura in realtà. I suoi scritti si basavano sulla sua presenza in vari luoghi quotidiani.


martedì 24 marzo 2026

La luna è nuda


LANGSTON HUGHES

LUNA DI MARZO

La luna è nuda.
Il vento ha spogliato la luna.
Il vento ha soffiato via tutti gli abiti nuvolosi
Dal corpo della luna
E ora è nuda,
Completamente nuda.

Ma perché non arrossisci,
O luna sfacciata?
Non lo sai?
Non è bello essere nudi.

(da The Weary Blues, 1926)

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Il poeta statunitense Langston Hughes usa l'ironia per spezzare le convenzioni sociali sulla sessualità femminile - e questo, cento anni fa, nel 1926! - collegandole alle questioni del potere e della disuguaglianza. La "vergogna" è quella che reprime l'espressione sessuale, spirituale e intellettuale restringendo i desideri delle donne. E tutto questo guardando la bellezza della luna piena di primavera. Audre Lorde, poetessa neozelandese, commentando questi versi, scrisse che "dobbiamo contrastare questa forza che sale dai nostri pensieri più profondi e irrazionali".

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FOTOGRAFIA © DAVID BESH/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Ci sono persone che non amano la nudità al punto che trovano qualcosa di indecente anche nella nuda verità. 
FRANCIS HERBERT BRADLEY, Aforismi

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James Mercer Langston Hughes (Joplin, Missouri, 1º febbraio 1902 – New York, 22 maggio 1967), poeta, scrittore, drammaturgo e giornalista statunitense. Si affermò come uno dei migliori poeti della tradizione popolare. È noto soprattutto per i suoi ritratti penetranti e vivaci della vita degli afroamericani negli Stati Uniti, dagli Anni Venti agli Anni Sessanta.


lunedì 23 marzo 2026

Goccia a goccia


ANESTIS EVANGELOU

INCISIONE

Quando intagliano il lentisco
con un rasoio o un coltello affilato
e lo incidono per il lungo,
versa una lacrima profumata
e la raccolgono goccia a goccia –
proprio come
un rasoio e un coltello affilato,
la mia vita è stata scolpita dagli anni,
e dalle crepe del mio corpo,
i miei pochi versi sono sgorgati goccia a goccia.

(da La visita e altre poesie, 1987)

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Il poeta greco Anestis Evangelou, per esprimere la sofferenza delle sue faticose poesie, ricorre ad un'immagine particolare: quella del mastice di Chio, ovvero la resina del lentisco, usata per secoli come gomma da masticare. Per ottenerla, occorre incedere il ramo e farne colare le gocce.

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FOTOGRAFIA © AILINALEXIO

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  LA FRASE DEL GIORNO 

La poesia è una ferita aperta che scorre – / più è aperta meglio è.
ANESTIS EVANGELOU, Metodo di respirazione

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Anestis Evangelou, pseudonimo di Anestis Papadopoulos (Salonicco, 1937 - 1994),  poeta greco della seconda generazione del dopoguerra. La sua produzione poetica si distingue per i mezzi espressivi semplici, la pervasiva atmosfera di pessimismo e l'avversione del soggetto poetico verso la realtà e il sentimento di sconfitta. È in parte dedicata al sociale e in parte alla tendenza esistenziale-filosofica.


domenica 22 marzo 2026

Diranno che non è molto


ÁNGEL GUINDA

LA RICCHEZZA

Cose fragili
che sono sopravvissute ai traslochi,
essere sorpreso,
il ritorno a casa dal lavoro,
assenza di cattive notizie,
la comparsa delle foglie dagli alberi,
briciole di salute.
(Diranno che non è molto.
Mi sembra davvero tanto!).

(da L'arrivo del maltempo, 1998)

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Un oraziano accontentarsi delle piccole cose, minuzie, briciole di felicità: è questo il senso di ricchezza secondo il poeta spagnolo Ángel Guinda, la salute, la speranza e la resilienza personale che persistono nonostante lo stress sorprendendoci piacevolmente come un regalo inaspettato.

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KONSTANTIN GORBATOV, "SALOTTO"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Quando ero molto giovane e la mia vita era così piena di aspettative, / volevo distruggere l'ordine costituito: / la famiglia, lo stato, la religione, il mondo. / Ora non voglio che mi distruggano.
ÁNGEL GUINDA, L'arrivo del maltempo

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Ángel Guinda Casales (Saragozza, 26 agosto 1948 - Madrid, 29 gennaio 2022), poeta e scrittore spagnolo. Insegnante di Letteratura, ha scritto poesia esistenziale e minimalista alla ricerca di un senso estetico in cui i temi principali sono la vita, l’amore, la morte e la poesia stessa. Tra le sue traduzioni opere di Cecco Angiolieri, Florbela Espanca e Àlex Susanna.


sabato 21 marzo 2026

Giornata della Poesia 2026


MARIO QUINTANA

LE POESIE

Le poesie sono uccelli che arrivano
da chissà dove e si posano
sul libro che leggi.
Quando chiudi il libro, prendono il volo
come da un nido.
Non hanno pista
né approdo,
si nutrono per un attimo in ogni paio di mani
e se ne vanno.
E tu guardi, allora, le tue mani vuote,
con la meraviglia di sapere
che il loro nutrimento era già in te...

(da La mucca e l'ippogrifo, 1977)

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MARIO QUINTANA
DELL’IMPAGINAZIONE

I libri di versi dovrebbero avere ampi margini e molte pagine bianche, e abbastanza spazio libero sulle pagine stampate in modo che i bambini possano riempirle di disegni – gatti, uomini, aeroplani, case, camini, alberi, lune, ponti, macchine, cani, cavalli, buoi, trecce, stelle… – che diventerebbero poi parte integrante delle poesie.

(da Quaderno H, 1973)

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Il messaggio centrale del poeta brasiliano Mario Quintana in questi suoi versi metapoetici che ho scelto per celebrare la Giornata Mondiale della Poesia è molto simile a quello di una frase di Octavio Paz che amo molto: "Ogni lettore è un altro poeta; ogni testo poetico, un altro testo". Il significato di una poesia non è confinato nelle pagine di un libro, ma risiede piuttosto nel lettore. La poesia, semplicemente, si posa su di noi per risvegliare qualcosa che già esisteva nella nostra anima.

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VLADIMIR KUSH, "DIARIO DELLE SCOPERTE"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Un momento di poesia è sufficiente / per darci l'eternità intera.
MARIO QUINTANA, Il colore dell'invisibile

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Mário de Miranda Quintana (Alegrete, 30 luglio 1906 – Porto Alegre, 5 maggio 1994), poeta e scrittore modernista brasiliano. Divenuto noto come il poeta delle "cose ​​semplici", il suo stile è caratterizzato da ironia, profondità e perfezione tecnica. I temi principali della sua poesia includono la vita, l'infanzia perduta e il tempo.


venerdì 20 marzo 2026

Il profumo dei giacinti


AMY LOWELL

EQUINOZIO DI PRIMAVERA

Il profumo dei giacinti, come una pallida nebbia, si frappone
tra me e il mio libro;
E il vento del sud, che attraversa la stanza,
Fa tremare le candele.
I miei nervi si agitano per uno scroscio di pioggia sulla persiana,
E sono a disagio per l’erompere dei germogli verdi
Fuori, nella notte.
 
Perché non sei qui a sopraffarmi con il tuo
amore teso e urgente?

 
(da Immagini del mondo fluttuante, 1919)

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Alle 15.46 con l'equinozio ha inizio la primavera. La poetessa statunitense Amy Lowell gioca con il dogma imagista che preferisce la presentazione alla rappresentazione e si allontana dalle più classiche celebrazioni primaverili della rinascita, esplorando piuttosto un desiderio irrequieto e una profonda tensione erotica.

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IMMAGINE © O SULVIA/PDP

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Un altro caro mese, un altro marzo / se ne va con il suo equinozio in fiore.
DARIA MENICANTI, Ultimo quarto

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Amy Lawrence Lowell (Brrokline, Massachusetts, 9 febbraio 1874 – 12 maggio 1925), poetessa statunitense della scuola imagista, che promosse il ritorno ai valori classici e alla precisa immediatezza delle immagini. Vinse il premio Pulitzer, postumo, nel 1926. Suo riferimento poetico fu Ezra Pound, sua musa la compagna di vita Ada Dwyer Russell.