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lunedì 5 ottobre 2026

Frutti maturi


ROBERT FROST

NON RACCOLTO

Un odore di frutti maturi oltre un muro.
E abbandonai la strada abituale
Per cercare ciò che mi aveva fatto fermare,
Là, di certo, c'era un melo
Che si era alleggerito del suo carico estivo,
E libero da tutto tranne che dal suo futile fogliame,
Ora respirava leggero come il ventaglio di una signora.
Perché lì c'era stata una caduta di mele
Completa che il melo aveva donato all'uomo.
Il terreno era un cerchio di rosso intenso.

Qualcosa rimanga sempre non raccolto!
Molto resti fuori dai nostri piani,
Mele o qualcosa di dimenticato e perso,
Così che sentirne la dolcezza non sia un furto.

(da A Further Range, 1936)

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Il poeta statunitense Robert Frost riflette sul valore delle cose lasciate intatte, celebrate non per la loro utilità economica, ma per la loro pura presenza estetica - già deviare dalla strada solita è un'apertura verso l'imprevisto e la rottura degli schemi rigidi della quotidianità. L'auspicio che qualcosa resti sempre non raccolto e fuori dai piani utilitaristici è una celebrazione delle sorprese naturali e della bellezza fine a se stessa, del godimento senza possesso o consumo materiale.

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FOTOGRAFIA © MARTHA HOZHA/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

La natura ci dà sempre dei suggerimenti. Li dà ripetutamente. E all'improvviso cogliamo il suggerimento.
ROBERT FROST

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Robert Lee Frost (San Francisco, 26 marzo 1874 – Boston, 29 gennaio 1963), poeta statunitense, vincitore di quattro Premi Pulitzer. Le sue poesie, attraverso la raffigurazione con una notevole padronanza del linguaggio colloquiale della vita rurale del New England all’inizio del ‘900, indagano temi sociali e filosofici. La strada non presa è la sua poesia più celebre.


domenica 4 ottobre 2026

Se cerchi abbastanza a fondo


CARLOS DRUMMOND DE ANDRADE

MONITO

Se cerchi abbastanza a fondo, finisci per trovare
non la (dubbia) spiegazione della vita,
ma la (inspiegabile) poesia della vita.

(da Corpo, 1984)

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Bastano tre versi al poeta brasiliano Carlos Drummond de Andrade per impartire una lezione di vita: cercare di decifrare razionalmente l'esistenza è una trappola, qualsiasi spiegazione sarà sempre incerta o incompleta. Invece di cercare formule o risposte logiche, il vero significato risiede nel contemplare la bellezza, il mistero e l'inaspettato della vita quotidiana.

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FOTOGRAFIA © BLUE ARAUZ/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Non tutte le cose incomprensibili sono religiose.
CARLOS DRUMMOND DE ANDRADE, L'altro lato delle cose

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Carlos Drummond de Andrade (Itabira, 31 ottobre 1902 – Rio de Janeiro, 17 agosto 1987), poeta e scrittore brasiliano, considerato uno dei più influenti del suo tempo. Modernista, adottò il verso libero, proclamando la libertà idiomatica delle parole. Tra le tematiche fondamentali la famiglia, la terra natale, l'amicizia, la società, l'amore e l'esistenza.


sabato 3 ottobre 2026

Il sole calante dell’autunno


RAINER MALKOWSKI

UOMINI SUI TRAMPOLI

Non più cielo estivo
scintillante – ovunque
alziamo
i nostri occhi doloranti.
Ora un blu cupo,
già annerito
dallo spazio.
Il sole calante dell'autunno
alle nostre spalle
pone
punte aguzze sui
ciottoli del sentiero.
E perplessi,
così goffamente,
restiamo immobili con le nostre lunghe
ombre nel paesaggio –
uomini sui trampoli;
ironicamente,
prima che cali la notte,
ancora una volta
accentuati.

(da Le poesie, 2009)

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Le lunghe ombre della sera, quando il tramonto porta il sole ad essere basso: è ormai autunno e il poeta tedesco Rainer Malkowski ha la percezione che dà origine alla poesia: queste ombre allungate fanno sembrare che le persone camminino sui trampoli. L'uomo appare goffamente elevato prima dell'oscurità.

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FOTOGRAFIA © ANDREAS FICKL/PEXELS

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Tutto diventa superfluo, quando lo si possiede a lungo.
RAINER MALKOWSKI, Di virtù e vizi

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Rainer Malkowski (Berlino, 26 dicembre 1939 - Brannenburg, 1° settembre 2003), poeta tedesco. Con tono laconico, ha creato poesie in cui la natura gioca un ruolo importante e che mostrano una grande affinità con la Nuova Soggettività. Per lui si trattava soprattutto di osservare e della rassicurante consapevolezza di osservare.


venerdì 2 ottobre 2026

Centenario di Cecilia Casanova


La poetica di Cecilia Casanova, poetessa cilena di cui ricorre il centenario della nascita, si fonda su una profonda semplicità, su un'intensità che sa trasformare in brevi componimenti i dettagli minimi della vita quotidiana e domestica in un universo lirico intimo e universale: si tratta di frammenti luminosi, come dei pezzi di specchio, che riverberano senza clamore le piccole cose vicine che spesso sfuggono a uno sguardo distratto, come il volo di un uccello o il ticchettio del tempo.

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COME LA COSA PIÙ SOLITARIA

Solitudine, non ti ricordi?
Ero tuo amica.
Ti cercavo nelle notti stellate,
ti chiamavo nei pomeriggi infuocati.

Oggi, però, la tua presenza mi spaventa,
e nei giorni grigi e nebbiosi
vago per le strade, persa,
alla ricerca di volti familiari.

(da Come la cosa più solitaria, 1949)

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IN QUALCHE MODO ESISTI

            A Enrique Lihn
Di notte
il tuo stato ti turba
e esci?
Allora il mio comodino scricchiola
e, sebbene il mio cuore si spezzi,
mi commuove sapere
che in qualche modo esisti.

(da Me stessa, 2001)

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Altre poesie di Cecilia Casanova sul Canto delle Sirene:

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Una poesia viene uccisa dalla verbosità / come un cigno viene ucciso dall'inquinamento.
CECILIA CASANOVA, Poesie del vago e del simpatico

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Cecilia Casanova (Santiago del Cile, 2 ottobre 1926 – 2 novembre 2014), poetessa cilena. Autrice di poesie spesso brevissime ma chiare e intense, è stata accostata ad Emily Dickinson per la sua sensibilità nei confronti della natura e per la ricerca dell’immenso nel quotidiano.


giovedì 1 ottobre 2026

Poesie per ottobre XIII


Due modi di vedere ottobre: la meditazione concettuale di Bartolo Cattafi e il sensualismo elegiaco di Antonia Pozzi. Il poeta siciliano ne trae un travaglio interiore, un riflettere che non dona sollievo ma rispecchia l'inesorabile disfacimento esistenziale. La poetessa milanese invece ci immerge in un panorama ancora vivo di colori: ottobre non è fredda rinuncia, ma trasformazione infuocata ed erotica.

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FOTOGRAFIA © MOHAN NANNAPANENI/PEXELS

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BARTOLO CATTAFI

D’OTTOBRE

Nei punti meditati
sui gradini dove
il pensiero si ferma e non riposa
perduta la stagione
(luce calore forza
di fuochi fantasiosi)
mentre il mondo ingiallito prova
foglia per foglia a perdersi.

 
(da L'allodola ottobrina, Mondadori, 1979)

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ANTONIA POZZI

SOLE D’OTTOBRE

Felci grandi
e garofani selvaggi
sotto i castani –
mentre il vento scioglie
l'un dopo l'altro
i nodi rossi e biondi
alla veste di foglie
del sole –
e il sole in quella
brucia
della sua bianca
bellezza
come un fragile corpo
nudo –

 
(da Parole, 1939)

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Lascia che le fanfare gridino mentre cammino tra le pepite dorate nell'ammirato fruscio delle foglie e i tappeti stesi davanti a me, le strade si dispiegano, guarda e rallegrati, nobile ottobre.
VERONICA KIVISILLA, Veronica officinalis

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Bartolo Cattafi (Barcellona Pozzo di Gotto, 6 luglio 1922 – Milano, 13 marzo 1979),  poeta italiano. La sua poesia spazia sui dilemmi esistenziali con sensibilità di diarista, spesso con uno sguardo metafisico dove sono protagonisti il vuoto e la solitudine. Nei suoi versi il tema del viaggio è una costante metafora del vivere.


Antonia Pozzi (Milano, 13 febbraio 1912 – 3 dicembre 1938), poetessa italiana. Laureatasi in Filologia con una tesi su Flaubert, si tolse la vita dopo una contrastata storia d’amore. Il suo diario poetico Parole fu pubblicato postumo, nel 1939: composto a partire dai diciassette anni, riflette un'amara e inquieta sensibilità in cui si avverte l'influsso della lirica di Rilke.


mercoledì 30 settembre 2026

La bandiera bianca


HANS MAGNUS ENZENSBERGER

SEPARAZIONE

Lascia che il cielo si frantumi fra me e te,
lascia che la bandiera bianca
con cui ci siamo avvolti nel sonno,
dolcemente innestati l'uno all'altro,
facendo spuntare foglie future, si frantumi.

Ma lunedì è arrivato.

Voglio che venga un vento
e cancelli il verde ricordo
delle ghirlande,
e che cada la neve,
e che il fumo
sopra la casa si disperda,
e che il cielo vomiti
ceneri fredde e pazienti
e faccia turbinare questa neve frantumata
intorno alla tua testa
e lentamente avvolga la mia.

(da Difesa dei lupi, 1957)

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La poesia di Hans Magnus Enzensberger con linguaggio sobrio e distaccato non idealizza le emozioni, si concentra piuttosto sui processi interpersonali, sulle influenze sociali o sull'impossibilità di un'intimità assoluta, come nel caso di una graduale e dolorosa separazione di due persone, in cui oggetti e abitudini familiari perdono il loro significato.

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RAFAL OLBINSKI, "ILLUSIONI 1991"
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   LA FRASE DEL GIORNO   

Nel corso degli anni entrambi arrivarono, seguendo vie diverse, alla conclusione saggia che non era possibile vivere altrimenti, né amarsi altrimenti: nulla a questo mondo era più difficile dell'amore.
GABRIEL GARCÍA MÁRQUEZ, L’amore ai tempi del colera

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Hans Magnus Enzensberger (Kaufbeuren, 11 novembre 1929 – Monaco, 24 novembre 2022), scrittore, poeta, traduttore ed editore tedesco. La sua poesia, con espressione volutamente antipoetica e provocatoria, non vede un mezzo di salvezza per l'uomo e si presenta come denuncia spietata di tutte le storture e debolezze della società.


martedì 29 settembre 2026

Sentire ciò che sento


GLORIA FUERTES

NELLE POESIE

Nelle poesie
devo fare sentire ciò che sento,
che tu veda ciò che vedo io,
che tu senta ciò che sento io,
che tu ami ciò che amo io.

Sono forte, lo sai,
ma a volte crollo
e ne escono versi furiosi e terrorizzati

(da Donna dai versi nel petto, 1993)

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Gloria Fuertes, poetessa spagnola, per una volta sveste i panni della figura pubblica allegra e scanzonata per mostrare la sua anima poetica, la sua vulnerabilità, ricordandoci che la sua poesia nasce da una profonda empatia con il mondo, ma anche dalle ferite e dalle paure della vita quotidiana.

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VLADIMIR KUSH, "DIARIO DELLE SCOPERTE"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Non conosco il peso poetico dei miei versi, ma so che è l'amore da cui nascono. Scrivo con il cuore e con la matita, come altri scrivono con la penna o la macchina da scrivere.
GLORIA FUERTES, Opere incompiute

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FuertesGloria Fuertes García (Madrid, 28 luglio 1917 - 27 novembre 1998), poetessa e scrittrice di libri per bambini, fu legata alla Generazione del’50 e al movimento denominato “postismo”. Femminista e omosessuale, difese l’uguaglianza tra uomini e donne, il pacifismo e la tutela dell’ambiente