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sabato 9 maggio 2026

Le parole che scrivi


SIRO ANGELI

APPROSSIMAZIONI ALL’ARTE POETICA, V

Forse potrai sapere
questo da un’infinita
serie di tentativi:
la verità, la vita
non fanno vive e vere
le parole che scrivi.

(da Il grillo della Suburra, Scheiwiller, 1990)

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La bellezza della poesia consiste proprio nella necessità del fallimento: il poeta friulano Siro Angeli sa bene che le parole possono descrivere un dolore, un'emozione o un paesaggio, ma non possono pienamente essere quell'emozione o quel paesaggio. l’azione del poeta non può essere che un tentativo infinito di avvicinarsi, una tensione costante che resta sempre un passo indietro rispetto alla pienezza del reale.

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FOTOGRAFIA  COTTONBRO STUDIOS/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Tradisci o ti tradiscono / le parole che scrivi / quanto quelle che dici, / unico scampo al rischio / è il tacere, se puoi.
SIRO ANGELI, Il grillo della Suburra

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Siro Angeli (Cesclans, 27 settembre 1913 – Tolmezzo, 22 agosto 1991), poeta, autore di teatro e critico letterario italiano. Combattente in Russia, diresse a lungo il terzo canale radiofonico della Rai. La sua poesia, segnata dalla scomparsa della moglie dopo dieci anni di matrimonio, si muove nell’ambito di una ricerca della verità superiore, contemplata spesso in una figura di donna stilnovista.


venerdì 8 maggio 2026

Ascoltando la pioggia


CHARLES SIMIĆ

CON IL CUORE CHE BATTE FORTE

Con il cuore che batte forte
abbandonati al momento
ora che hai trovato riparo
dall'improvviso acquazzone
sotto questi piccoli alberi ombrosi.

Ascolta il ticchettio acuto
come se una sarta
sognante e distratta
stesse cucendo insieme
il tempo e l'eternità per te.

Nella luce acquosa e verde smeraldo
del tardo pomeriggio,
anche le foglie faticano
a non tremare un po'
mentre ascoltano la pioggia.

(da Picnic notturno, 2001)

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Charles Simić, poeta serbo naturalizzato statunitense,  ama esplorare il mistero dell'ordinario e la "terribile bellezza" della vita quotidiana: sorpreso dal temporale,  corre a ripararsi sotto un albero. Il batticuore che prova non è solo quello della corsa: è anche quello dell'emozione del momento, dell'afflato poetico che quella situazione sta generando.

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FOTOGRAFIA © BIBHUKALYAN ACHARYA/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Ogni mattina dimentico com’è. / Guardo il fumo salire / a grandi passi sopra la città. / Non appartengo a nessuno.
CHARLES SIMIĆ, Smantellando il silenzio

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Charles Simić, vero nome Dušan Simić (Belgrado, 9 maggio 1938 – Dover, New Hampshire, 9 gennaio 2023), poeta statunitense di origine serba. Iniziò la propria carriera nella prima metà degli anni settanta con uno stile letterario minimalista, nel tempo divenuto sempre più riconoscibile. Nel 1990 è stato insignito del Premio Pulitzer per la poesia.


giovedì 7 maggio 2026

Fogliame di tenerezza


IVONNE BORDELOIS

SALICE PIANGENTE

Salice piangente
nella sera
fogliame di tenerezza
dove viene a posarsi
dolcissimo
l'uccello caparbio
del ricordo

(da L'allegra apocalisse, 1995)

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Ivonne Bordelois, linguista e poetessa argentina, esplora il potere della memoria: il ricordo, inquieto, sfuggente, riesce infine ad essere dolcissimo e a trovare finalmente pace nel fogliame della poesia.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Contro la notte, contro la pioggia, ti ricordo. / Con queste parole che non capiresti, ti ricordo. / Contro te stesso, contro me stesso, ti ricordo. // Con amore, ti ricordo.
IVONNE BORDELOIS, L'allegra apocalisse

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Ivonne Aline Bordelois (Juan Bautista Alberdi, 5 novembre 1934), poetessa, saggista e linguista argentina.  Allieva di Noam Chomsky e insegnante a Boston dal 1968, ritornò a Buenos Aires nel 1994, anno in cui iniziò a scrivere e a impegnarsi come redattrice culturale.


mercoledì 6 maggio 2026

Terra sfigurata


NOVELLA CANTARUTTI

J’ SIN

Lagrimi’ secj’
j’ sin,
su la nestra cjera
disfigurada.
E cours j’ sin,
ch’a mènin
su li’ viti’ cioncjadi’
e la masera.


SIAMO

Lacrime secche
siamo,
sulla nostra terra
sfigurata.
E siamo cuori
che resistono
sulle vite schiantate
e le macerie.

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IL REQUIE

Il requie,
sot i mûrs di Vencion,
a’ lu scjafòin i claps.
’A si prèa
come chei ch’a son muars,
cencia cigus.
E ’a na si cjanta pi.


IL REQUIEM

Il requiem,
sotto i muri di Venzone,
lo soffocano i sassi.
Si prega
come quelli che sono morti,
senza grida.
E non si canta più.

(da Pagjni' seradi', Società filologica friulana, 1976)

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Il 6 maggio 1976 un disastroso terremoto devastò il Friuli: alle 9 di sera si verificò una scossa di 9° grado Mercalli, come si misurava allora, ovvero di 6.2 gradi Richter, durata un terribile minuto. Il poeta Pierluigi Cappello, che allora aveva nove anni e abitava a Chiusaforte, ricorderà: “Mi parve di stare al centro della notte del giudizio, l’immaginazione di migliaia di bambini friulani si espanse come un’enorme, dolente bolla per accogliere entro i suoi confini una nuova regione: la regione del terrore, un terrore primordiale, da passeri e cani spaventati. Ai primi crolli, il presente immutabile di quei bambini venne scagliato in bocca a un futuro buio, privo di dimensione”. “La terra si scrollava di dosso / le case” scrisse un altro poeta friulano, Giacomo Vit. Ma fu la poetessa in lingua friulana Novella Cantarutti, cinquantacinquenne insegnante di italiano e amica di Pasolini a registrare praticamente “dal vivo” l’emozione terribile del sisma che causò mille morti e ridusse in macerie Gemona, Osoppo, Buja, Venzone e Majano.

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FOTOGRAFIA DA REGIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Un minuto. La storia, ogni tanto si veste con i tempi che appartengono al quotidiano per plasmare le sue trasformazioni.
PIERLUIGI CAPPELLO, Messaggero Veneto, 4 maggio 2016

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Novella Aurora Cantarutti (Spilimbergo, 26 agosto 1920 – Udine, 20 settembre 2009), poetessa e scrittrice italiana, nota per le sue poesie in lingua friulana. Compose i suoi primi lavori letterari nel 1941, ma pubblicò solo dopo la fine della guerra,  su riviste locali, quali Il strolic furlan, Ce fastu? e Quaderno romanzo di Pasolini.


martedì 5 maggio 2026

Il tintinnio dei ciottoli


WILLIAM BUTLER YEATS

IL DICIANNOVESIMO SECOLO E OLTRE

Sebbene il grande canto non ritorni più,
c'è una gioia profonda in ciò che abbiamo:
il tintinnio dei ciottoli sulla riva
sotto l'onda che si ritira.

(da La scala a chiocciola e altre poesie, 1933)

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William Butler Yeats, con la fine dell’era romantica e vittoriana e delle sue certezze morali, constata il decadimento culturale, la frammentazione della modernità – i tempi in cui il poeta irlandese scrive hanno visto il sorgere di movimenti quali il Futurismo, il Dadaismo e il Modernismo – ed  enfatizza i fenomeni transitori rispetto alle grandi narrazioni, parallelamente alle tendenze moderniste a elevare i dettagli.

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FOTOGRAFIA © ART7ENI/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Possiamo rendere la nostra mente così immobile come acqua calma che gli esseri si radunano intorno a noi, potendo così scorgere, forse, la propria immagine, e vivere per un istante una vita più limpida, forse persino più intensa, grazie alla nostra quiete.
WILLIAM BUTLER YEATS, Il crepuscolo celtico

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Yeats_BoughtonWilliam Butler Yeats (Dublino, 13 giugno 1865 – Roquebrune-Cap-Martin, 28 gennaio 1939), poeta, drammaturgo, scrittore e mistico irlandese. Spesso indicato come W. B. Yeats, fu anche senatore dello Stato Libero d'Irlanda negli anni venti.Fu insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1923 “per la sua poetica sempre ispirata, che con alta forma artistica ha dato espressione allo spirito di un'intera nazione”.


lunedì 4 maggio 2026

La rosa dei tuoi capelli


CARLOS OQUENDO DE AMAT

COMPAGNA

Le tue dita sapevano acconciare i capelli come nessun altro
meglio degli esperti parrucchieri dei transatlantici
oh, e i tuoi meravigliosi sorrisi, ombrelli contro il caldo
tu, che porti un cinema sulla guancia.

accanto a te, il mio desiderio è un bambino.

quando mi dicevi che
la vita è dritta come un pezzo di carta,

e io annaffiavo la rosa dei tuoi capelli sulle tue spalle.

per questo, e per la magnolia del tuo canto

che peccato
la pioggia cade irregolare come il tuo nome

(da 5 metri di poesie, 1929)

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È surrealismo puro quello di Carlos Oquendo de Amat, poeta peruviano dalla vita breve e tormentata: una poesia d’amore in cui la modernità non nuoce al lirismo, ma lo fa emergere nuovo e diverso dalle immagini, come notò César Vallejo: “Non attira l'attenzione sul fatto che sia moderna o meno” ma solo sul fatto che è pura poesia.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Scambierei un arazzo antico / che porta / un cesto di sorrisi / con rose spensierate / e paesaggi sospesi dal mignolo / con fiumi gentili e cieli palpabili.
CARLOS OQUENDO DE AMAT, 5 metri di poesie




Carlos Augusto Luis Humberto Nicolás Oquendo de  Amat (Puno, 17 aprile 1905 – Guadarrama, Spagna, 6 marzo 1936), poeta peruviano. Legato all’avanguardia surrealista, la sua unica opera, 5 metri di poesie, un libro appunto di cinque metri di carta ripiegata a fisarmonica, esplora  la tenerezza femminile, le donne, l'amore, la città e la natura.


domenica 3 maggio 2026

Uno scrive come può


ALFONSO BREZMES

NON DISTURBARE

Uno vive come può.
La stanza della vita
è solita essere disordinata e sporca,
come al risveglio dopo
una notte agitata.

Uno scrive come può.
E se non bussi prima alla porta
corri il rischio di ritrovarti
davanti al poeta nudo,
in abiti da uomo.

(da Quando non ci sono, Einaudi, 2025 - Traduzione di Mirta Amanda Barbonetti)

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L'identità e l'autenticità del poeta: se la vita è simile a un luogo disordinato e sporco, come una camera al risveglio, altrettanto ci dice Alfonso Brezmes, lo è il processo creativo. Entrare nello spazio della scrittura senza bussare espone al rischio di trovare il poeta "nudo", spogliato dalle sue sovrastrutture e mostrato nella sua essenza di uomo comune.

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AMÉRICA MÉNDEZ, "PABLO STRIEBECK"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Forse la poesia – scriverla o leggerla – è un modo per confrontarci con aspetti della nostra realtà che non possiamo o non vogliamo vedere.
ALFONSO BREZMES, El Cuaderno, Marzo 2024

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Alfonso Brezmes (Madrid, 1966), poeta spagnolo, fotografo e funzionario statale. La sua poesia è al tempo stesso colta e popolare, tanto da farlo apprezzare sia da critici e lettori tradizionali sia da un più largo pubblico. Il suo immaginario si nutre di riferimenti letterari (Baudelaire, Rilke…) ma anche di cinema e di cultura pop.