venerdì 31 luglio 2020

Venerazione


EUGENIO MONTALE

CLIZIA NEL ‘34

Sempre allungata
sulla chaise longue
della veranda
che dava sul giardino,
un libro in mano forse già da allora
vite di santi semisconosciuti
e poeti barocchi di scarsa reputazione
non era amore quello
era come oggi e sempre
venerazione.


(da Altri versi e poesie disperse, Mondadori, 1981)

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La ricerca di una musa femminile attraversò tutta la vita di Eugenio Montale. Il Premio Nobel genovese credette di individuarla in Gerti Frankel, in Maria Luisa Spaziani, nella “Mosca” Drusilla Tanzi, e in Irma Brandeis, giovane ebrea americana studiosa di Dante, che conobbe a Firenze nel 1933 e immortalò in alcune celebri poesie, travisandola nei panni ovidiani della donna angelo Clizia: Lo sai, debbo riperderti e non posso, Ti libero la fronte dai ghiaccioli, La primavera hitleriana. Il conflitto fu tra Irma e Drusilla, che il poeta frequentava contemporaneamente: la “Mosca” tentò in ogni modo di interrompere la storia, anche con due tentativi di suicidio e la ebbe vinta. Nell’ultima lettera Irma rimprovera Montale: “Purtroppo, io ti amo. Ogni cosa che fai per farti del male, la fai anche a me. Non posso sopportare questa nostra vita dolente e poco eroica, ridicola quasi, ma vedo che ormai è troppo tardi per porvi rimedio”. Qui, molti anni dopo – la poesia è del 1980 – l’ottantaquattrenne Montale ricorda Irma e sembra voler mettere i puntini sulle i a quella storia che non fu amore ma venerazione: “Tu / che il non mutato amor mutata serbi, / fino a che il cieco sole che in te porti / si abbàcini nell’Altro e si distrugga / in Lui, per tutti”.

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OTHON FRIESZ, "DONNA IN CHAISE LONGUE"

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LA FRASE DEL GIORNO
Cerco il segno / smarrito, il pegno solo ch'ebbi in grazia / da te.
EUGENIO MONTALE, Le occasioni




Eugenio Montale (Genova, 12 ottobre 1896 – Milano, 12 settembre 1981), poeta e scrittore italiano, Gli fu conferito il Premio Nobel per la Letteratura nel 1975 “per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni”, ovvero la “teologia negativa” in cui il "male di vivere"  si esprime attraverso la corrosione dell'Io lirico tradizionale e del suo linguaggio.

giovedì 30 luglio 2020

Tu regni


RAFAEL CADENAS

YOU

Tu appari,
tu ti spogli,
tu entri nella luce,
tu svegli i colori,
tu incoroni le acque,
tu cominci a inseguire il tempo come un liquore,
tu completi la costa più abbagliante,
tu predici se il mondo continuerà o cadrà,
tu scongiuri la terra di accordare il suo ritmo alla tua lentezza di lava,
tu regni al centro di questo incendio
e dal primo
al settimo giorno
il tuo corpo è un arrogante
                                           palazzo
dove vive
               il
                   terremoto.


(da Un’isola, 1958)

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Un’isola, opera edita nel 1958 dal poeta venezuelano Rafael Cadenas è un percorso in cui i versi passano dall’amore delle prime pagine al disamore delle ultime. Qui siamo all’inizio, addirittura a una sorta di creazione del mondo dove la donna è la divinità che origina l’universo e la poesia si fa litania, invocazione.

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FOTOGRAFIA DA TWITTER

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LA FRASE DEL GIORNO
Se la poesia non nasce, è però reale la tua vita, / sei la sua incarnazione. / Abiti nella sua ombra inespugnabile.
RAFAEL CADENAS, Un’isola




Rafael Cadenas (Barquisimeto, 8 aprile 1930), poeta, saggista e docente universitario venezuelano. Fece parte del gruppo Tavola Rotonda. Dotato di una raffinata sensibilità poetica, ha creato un’opera vincolata al pensiero filosofico.


mercoledì 29 luglio 2020

Accetterai


HEATHER BUCK

LA PROPOSTA

Questa sera, mentre la luce indugia
incredibilmente lenta sul frutteto
e io mi volto e ti chiedo,
la mano stretta nella tua,
gli occhi che provano a spiegare
il senso delle nuvole
curve sul vasto scenario del cielo,

accetterai un sentiero
che esiste solo percorrendolo,
una casa che respira
la vita solo condividendola,
una brocca piena di vino
che si riempie bevendola?


(da Aspettando il ferry, 1998)

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La poetessa inglese Heather Buck iniziò a scrivere su suggerimento del suo analista junghiano: una terapia dunque, in cui analizzare i propri sentimenti e le proprie paure andando alla scoperta del proprio io. Ecco allora questa proposta di condivisione, questo appello al marito di partecipare con lei al progetto di vita, alla ricerca della propria “destinazione”.

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LEONID AFREMOV, "COPPIA NELLA FOSCHIA"

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LA FRASE DEL GIORNO
La vita è come suonare un assolo di violino in pubblico e imparare a suonare lo strumento mentre si suona.
SAMUEL BUTLER, Dizionario dei luoghi non comuni




Heather Buck nata Heather Enwistle (Kent, 1926-2004), poetessa inglese. Cartografa per il Dipartimento della Guerra, urbanista per il Ministero e per la Contea di Essex, iniziò a scrivere nel 1966 su suggerimento del suo analista junghiano.


martedì 28 luglio 2020

Nell’ombelico il segno


SUNAY AKIN

ABBANDONO

Apposta quando mi hai piantato
non hai preso
il segno che ha lasciato
la tua testa
sul cuscino?

Eppure
nel nostro amore confidavo
quanto nell’orologio
al molo dei battelli,
o alla stazione dei treni.

E come te,
anche mia madre mi aveva abbandonato
e mi sta nell’ombelico
il segno,
lasciato
dalla sua mancanza.


(da AntiQuori, Fermenti 2005 – Traduzione di Laura Rotta e Giampiero Bellingeri)

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L’abbandono da parte del partner spesso causa una ferita profonda: il legame infranto è una specie di distacco delle radici, uno strappo nell’emotività. Il poeta turco Sunay Akın ne resta traumatizzato, perde l’appiglio, la base su cui poteva fare riferimento, la comfort zone in cui si sentiva sicuro come lo era stato nell’utero materno – e la nascita dunque fu il primo trauma.

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FOTOGRAFIA © QUIN STEVENSON

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LA FRASE DEL GIORNO
Saper vedere / che cade / fra i fiocchi della neve / la piuma bianca dell'uccello migratore / riparato sotto la grondaia. // Ecco / amare.
SUNAY AKIN, AntiQuori




Sunay Akın (Trebisonda, 12 settembre 1962) è un poeta, scrittore, conduttore televisivo, giornalista e filantropo turco. È il fondatore del Museo del giocattolo di Istanbul. il suo stile è influenzato principalmente da Orhan Veli Kanık e Cemal Süreya. Le sue poesie sono generalmente liriche brevi e di tono delicato.

lunedì 27 luglio 2020

Sotto l’azzurro


CHARLES BAUDELAIRE

MOESTA ET ERRABUNDA

Dimmi, Agathe, qualche volta non ti vola via il cuore,
via dall'oceano nero dell'immonda città,
verso un diverso oceano acceso di splendore,
più chiaro, azzurro e fondo della verginità?
Dimmi, Agathe, qualche volta non ti vola via il cuore?

Il mare, il vasto mare consola i nostri affanni!
Da qual demone ha avuto l'incarico sublime
di cullarci, arrochito cantante che accompagna
dei burberi venti l'organo smisurato?
Il mare, il vasto mare consola i nostri affanni!

Treno, portami via! rapiscimi, vascello!
Va' lontano! qui il fango dei nostri pianti è intriso.
- Non è vero che a volte il triste cuore
d'Agathe dice: Ai rimorsi, ai crimini, ai dolori,
treno, portami via, rapiscimi, vascello?

Ah! come sei lontano, paradiso d'odori
dove sotto l'azzurro non c'è che amore e gioia,
dove è degna d'amore ogni cosa che s'ama
e nel puro piacere annega il cuore!
Ah! come sei lontano, paradiso d'odori!

Ma il verde paradiso degli amori infantili,
le corse, i baci, i fiori raccolti, le canzoni,
i violini che vibrano di là dalla collina
e a sera, sotto gli alberi, il vino nei boccali
- ma il verde paradiso degli amori infantili,

così innocente e colmo di piaceri furtivi,
già è più lontano dunque dell'India e della Cina?
Possiamo richiamarlo con i nostri lamenti,
può dargli nuova vita una voce argentina,
paradiso innocente di piaceri furtivi?


(Moesta et errabunda, da I fiori del male, 1857 – Traduzione di Giovanni Raboni)

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Charles Baudelaire prospetta alla “malinconica e vagabonda” Agathe un altrove, un mondo che forse neppure esiste, un luogo utopico che è ciò che rimane dell’innocenza dell’infanzia, un mare azzurro lontano dalla grigia città e dal suo spleen, un paradiso perduto, quel luogo che già altrove il poeta francese aveva evocato: “I soli declinanti / rivestono i campi, / i canali, l'intera città / di giacinto e d'oro; / il mondo s'addormenta / in una calda luce. // Laggiù tutto è ordine e bellezza, / lusso, calma e voluttà”.

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FOTOGRAFIA DA INSTAGRAM

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LA FRASE DEL GIORNO
Noi vogliamo, per quel fuoco che ci arde nel cervello, tuffarci nell'abisso, Inferno o Cielo, non importa. Giù nell'Ignoto per trovarvi del nuovo.
CHARLES BAUDELAIRE, I fiori del male




Charles Baudelaire (Parigi, 7 aprile 1821 - 31 agosto 1867), poeta francese, considerato il padre del Simbolismo. Dopo un viaggio in Oriente, trascorse quasi tutta la vita a Parigi in un alternanza di droghe, alcool, disordini e aspirazioni ideali. La sua poesia verte sull'uomo, le sue cadute e i suoi tentativi di rialzarsi tra spleen e ideale.


domenica 26 luglio 2020

Un’altra bocca


JULIO CORTÁZAR

AFTER SUCH PLEASURES

Questa notte, cercando la tua bocca in un’altra bocca
quasi credendoci, perché così da cieco è questo fiume
che attira nella donna e mi sommerge fra le sue palpebre
che tristezza nuotare infine verso la riva del sopore
sapendo che il sopore è questo schiavo ignobile
che accetta le monete false, le fa circolare sorridendo.

Scordata purezza, come vorrei riscattare
questo dolore di Buenos Aires, questa attesa senza pause né speranza.
Solo nella mia casa aperta sul porto
un’altra volta incominciare ad amarti
un’altra volta incontrarti al caffè
la mattina senza che tante cose irrinunciabili
fossero accadute
e non dovermi accontentare di questo oblio che sale
verso il nulla, per cancellare dalla lavagna i tuoi pupazzetti
e non ritrovarmi soltanto una finestra senza stelle.


(da Salvo il crepuscolo, 1984 - Traduzione di Federico Guerrini)

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L’illusione trasforma il sogno nel rimpianto di aver ceduto a un’avventura amorosa che potrebbe relegare per sempre nel passato l’altro amore, quello vero. Così il poeta argentino Julio Cortázar si ritrova tra le mani soltanto monete false, la dolceamara nostalgia per un tempo andato, per un’innocenza perduta, nella continua lotta contro il nulla e l’oblio.

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EDWARD HOPPER, "ESCURSIONE NELLA FILOSOFIA"

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LA FRASE DEL GIORNO
Si può uccidere tutto meno la nostalgia, la portiamo nel colore degli occhi, in ogni amore, in tutto ciò che profondamente tormenta e libera e inganna.
JULIO CORTÁZAR, Rayuela




Julio Cortázar, all'anagrafe Julio Florencio Cortázar Descotte (Ixelles, Belgio, 26 agosto 1914 – Parigi, 12 febbraio 1984), scrittore, poeta, critico letterario, saggista e drammaturgo argentino naturalizzato francese, maestro del racconto, particolarmente attivo nei generi del fantastico, della metafisica, del mistero.


sabato 25 luglio 2020

La luce


PAUL ÉLUARD

INNANZITUTTO, XXI

I nostri occhi restituiscono la luce
E la luce il silenzio
Per non riconoscersi più
Per sopravvivere all'assenza.


(da L'Amore, la poesia, 1929)

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Noi siamo la luce e il nostro cuore splende” scrisse il poeta francese Paul Éluard. Quando questa luce non batte sullo specchio che i due innamorati sono l’uno per l’altro, allora scende il silenzio, scende il buio e non ci si riconosce più. E, se è vero che “Amando, ho creato tutto: reale, immaginario. / Ho dato la sua ragione, la sua forma, il suo calore / E il suo ruolo immortale a colei che mi illumina”, allora quell’assenza è un’oscurità totale.

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FOTOGRAFIA DI BRANDON KIDWELL

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LA FRASE DEL GIORNO
Davanti ai miei occhi eri luce / Davanti all’Amore amore.
PAUL ÉLUARD, Orientamenti




Paul ÉluardPaul Éluard, pseudonimo di Eugène Émile Paul Grindel (Saint-Denis, 14 dicembre 1895 – Charenton-le-Pont, 18 novembre 1952), poeta francese, è stato tra i maggiori esponenti del movimento surrealista. La sua poesia evolve da tematiche individualiste, di lirismo amoroso, a contenuti di forte ispirazione sociale.


venerdì 24 luglio 2020

Chi scrive


EUNICE ARRUDA

UN VISITATORE

Chi scrive
è
un visitatore

Viene di notte
e prende il posto del
sonno

Si siede a tavola
e mangia la mia fame

Scrive
ciò che nemmeno supponevo
Firma con il mio nome


(da Cambio di luna, 1986)

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Torna, come già accaduto in molti post, il poeta come profeta, come tramite di una rivelazione: anche la poetessa brasiliana Eunice Arruda sente di essere il mezzo attraverso cui la poesia stessa si esprime, un testimone che deve trasmettere il messaggio altrimenti inintelligibile.

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DIPINTO DI MIHAI CRISTE

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LA FRASE DEL GIORNO
Costruisco / un pezzo di / me / in ogni poesia.
EUNICE ARRUDA, Le cose effimere




Eunice Carvalho de Arruda (Santa Rita do Passa Quatro, 15 agosto 1939 - San Paolo, 21 marzo 2017), poetessa brasiliana. Laureatasi in Comunicazione e Semiotica, diresse l’Unione Brasiliana degli Scrittori. Esordì nel 1960 con È tempo di notte, cui seguirono altre tredici raccolte e un’antologia. La sua poesia fa della concisione un perno: taglia e riduce all’osso la parola.


giovedì 23 luglio 2020

Sogniamo assieme


MARIO BENEDETTI

INTIMITÀ

Sogniamo assieme
assieme ci svegliamo
il tempo fa e disfa
e intanto

non gli importa il tuo sogno
o il mio sogno
siamo pigri
o troppo cauti

crediamo che non precipiti
questo gabbiano
crediamo che sia eterno
questo accordo
che la battaglia è nostra
o di nessuno

viviamo assieme
assieme soccombiamo
ma questa distruzione
è uno scherzo
un dettaglio un impeto
un residuo
un aprirsi e chiudersi
del paradiso

ormai la nostra intimità
è così immensa
che la morte la nasconde
nel suo vuoto

voglio che mi racconti
il dolore che taci

dal canto mio,
ti offro la mia ultima speranza
sei sola
sono solo
ma a volte
la solitudine può
essere
            una fiamma.


(da Contro i ponti levatoi, 1966)

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L’amore spesso unisce due solitudini. Il poeta uruguaiano Mario Benedetti lo colloca all’interno del tempo, della finitudine umana: nonostante lo stare assieme, il dormire, il sognare e e lo svegliarsi nello stesso letto, resta questa tensione temporale con il suo carico di frustrazioni e disinganni, contro cui lotta l’intimità.

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CLARE ELSAESSER, “ASLEEP”

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LA FRASE DEL GIORNO
Ti voglio nel mio paradiso / ossia quel paese / in cui la gente vive felice / anche senza permesso.
MARIO BENEDETTI, Poesie di altri




Mario Orlando Hamlet Hardy Brenno Benedetti-Farugia, noto come Mario Benedetti (Paso de los Toros, 14 settembre 1920 – Montevideo, 17 maggio 2009), poeta, saggista, scrittore e drammaturgo uruguaiano. Figlio di immigrati italiani, fece parte della Generazione del’45. Nel 1973 fu costretto all’esilio dal golpe militare. Rientrò nel 1983.


mercoledì 22 luglio 2020

Per dire che amo


RAFFAELE CARRIERI

DARE E AVERE

Quanta, quanta pula
per un granello di grano:
che affanno.
Quanta, quanta rugiada
per fare una fragola:
una sola.
Quante, quante parole
per dire che amo
che t’amo.
Si placa il mare
nel silenzio del sale:
non muore.


(da Il cigno lanciere, Schwarz, 1955)

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Con poche immagini immediate che sembrano richiamare ad un gioco di specchi il poeta tarantino Raffaele Carrieri ricostruisce la difficoltà della vita per emergere, del sentimento per esprimersi. Eppure, tutto vive e si manifesta con vitalità in un’armonia naturale.

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FOTOGRAFIA © LUIGINO5051/INSTAGRAM

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LA FRASE DEL GIORNO
La Poesia è Speranza. / Amata o disamata / Produce gelo fuoco / E un certo vuoto / Nel quale uno si riconosce / E un altro fugge.
RAFFAELE CARRIERI, La giornata è finita




Raffaele Carrieri (Taranto, 23 febbraio 1905 – Pietrasanta, 1984), scrittore e poeta italiano. A quattordici anni abbandonò la città natale e viaggiò imbarcandosi come marinaio su bastimenti mercantili. Tornato in Italia fu per due anni gabelliere a Palermo. ”La mia poesia è tutta autobiografica; ispirata a fatti realmente accaduti, a viaggi, a soggiorni in paesi stranieri” scrisse di sé.


martedì 21 luglio 2020

Non sarò di moda


LINO CURCI

CONTROCORRENTE

Non cederò all'invito dell'ironia dissacrante,
non cadrò nella nevrosi così vezzeggiata dai critici
dove il linguaggio balbetta alla radice semantica,
non giocherò col linguaggio, non sporcherò la parola,
non sarò di moda. La vita è seria,
non giocherò con la vita, con i mali dell'uomo.
Resterò come sono e scontento di esserlo,
e che altro potrei fare ormai
se non restare nella verità
portandone gli insulti come un trofeo.


(da Con tutto l’uomo, Rizzoli, 1973)

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Lino Curci si può definire “esistenzialista cristiano”: la sua poesia indaga la condizione umana per arrivare a comprendere una ragione superiore ponendo l’uomo e il suo destino al centro dei versi. Perché si rivestano di quel carattere morale devono giocoforza essere piani, addirittura colloquiali; come Gesualdo Bufalino (“Scrivo poesie che si capiscono, devo sembrare un cavernicolo”), Curci rifugge dallo sperimentalismo e dalle avanguardie di moda per concentrarsi sulla parola e sul suo significato.

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ILLUSTRAZIONE DI CHRISTIAN SCHLOE

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LA FRASE DEL GIORNO
Anche per questo / ci fu data la terra, / per patire il divino / dentro di noi.
LINO CURCI, Con tutto l’uomo




Lino Curci (Napoli, 1º marzo 1912 – Roma, 26 dicembre 1975), poeta e giornalista italiano. Partita da a una sorta di pascolismo, la sua poesia si fa meno retorica, puntando l’obiettivo sulla ricerca spirituale e religiosa dell’uomo.


lunedì 20 luglio 2020

L’incanto d’un fiume


WILLIAM CARLOS WILLIAMS

CORRENTE

Hai l’incanto d’un fiume
sotto cieli tranquilli.
Ci sono cose imperfette
ma vi si stende una musica.

E dice per che letto
di tenebre si spinge la corrente
a che smagliante mare
che increspa la mia mente.


(da Poesie, Einaudi, 1957 – Traduzione di Vittorio Sereni)

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Ho trovato questa poesia di William Carlos Williams trascritta in un taccuino della mia gioventù: quello che mi attrasse allora è probabilmente la semplicità e lo scivolare piano della scrittura, proprio come un fiume. Certo, anche la tematica, quella di un amore che allo stesso tempo è incantevole e imperfetto, tranquillo e tenebroso, che sa parlare al corpo ma anche alla mente.

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VLADIMIR VOLEGOV, "JANE CON L'OMBRELLO"

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LA FRASE DEL GIORNO
Non posso dire / di essere andato all'inferno / per il tuo amore,  / ma spesso  / mi sono trovato lì / in cerca di te.
WILLIAM CARLOS WILLIAMS, Viaggio verso l’amore




WilliamsWilliam Carlos Williams (Rutherford, New Jersey, 17 settembre 1883 – 4 marzo 1963), poeta, scrittore e medico statunitense. Fece parte degli “Altri” con Man Ray e Duchamp, divenendo uno dei principali esponenti del Modernismo americano. Per “Quadri da Bruegel e altre poesie” ottenne nel 1963 un Premio Pulitzer postumo.


domenica 19 luglio 2020

Il prezzo delle orchidee


MASAOKA SHIKI

IL PREZZO DELLE ORCHIDEE

Un uomo sordido e avaro
osa contrattare
il prezzo delle orchidee.


(da Poesie, Acquaviva, 2004 - Traduzione di Kantaro Nishida e G. D. Angelillo)

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Si può dare un prezzo alla bellezza? Si può discutere il suo valore? Naturalmente no: e il poeta giapponese Masaoka Shiki, uno dei quattro riconosciuti maestri dell’haiku, ne rivendica l’emozione, il piacere che essa ci sa dare, tacciando di avarizia e di grettezza chi ne vede solo la venalità.

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FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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LA FRASE DEL GIORNO
Le filosofie si disgregano come la sabbia, le credenze si succedono l'una sull'altra, ma ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, ed un possesso per tutta l'eternità.
OSCAR WILDE




Masaoka Shiki, pseudonimo di Masaoka Tsunenori (Matsuyama, 14 ottobre 1867 – Tokyo, 19 settembre 1902), poeta, critico letterario e giornalista giapponese. È considerato, con Matsuo Bashō, Yosa Buson e Kobayashi Issa, uno dei quattro grandi autori di haiku, l'unico a non esser vissuto nel periodo Edo.


sabato 18 luglio 2020

Secco duro gessoso


BARTOLO CATTAFI

CONFINE

Secco duro gessoso
apparve il disegno del paese.
Là portammo le nostre
leggi, sistemi
di peso, di moneta, di misura.
Il mondo si concluse entro un confine
di pietre abbacinanti,
non vedemmo al di là di quell’altro mondo:
valido, vittorioso
quando ci travolse.
Vagammo a lungo
nei luoghi perduti.
Il paese ci apparve in movimento,
fertile, fluido, mutevole,
ricco di regole e di merci,
emporio e scalo di molte regioni.
Secco duro gessoso sovente è l’occhio,
le mani, lo scalpello lo assecondano,
foggiano cose a nostra somiglianza.


(da L’osso, l’anima, Mondadori, 1964)

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Questo crudo paese, questo arido territorio, “secco, duro e gessoso” dove si inoltra come un mercante il poeta messinese Bartolo Cattafi, è secondo alcuni critici la poesia stessa: ha un confine che non è facile da valicare, vi si entra spesso di contrabbando e si prova ad imporre le proprie leggi, i propri usi e i propri costumi. Le interpretazioni della realtà non possono che essere frammentarie, provvisorie, sotto quel sole che abbacina e fa intravedere miraggi.

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FOTOGRAFIA © CASSIE DRAKE

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LA FRASE DEL GIORNO

La poesia è tentata decifrazione del mondo, cattura e possesso di frammenti del mondo, nuda denuncia del mondo in cui si è uomini, cruento atto esistenziale.
BARTOLO CATTAFI




Bartolo Cattafi (Barcellona Pozzo di Gotto, 6 luglio 1922 – Milano, 13 marzo 1979),  poeta italiano. La sua poesia spazia sui dilemmi esistenziali con sensibilità di diarista, spesso con uno sguardo metafisico dove sono protagonisti il vuoto e la solitudine. Nei suoi versi il tema del viaggio è una costante metafora del vivere.


venerdì 17 luglio 2020

Questa camera


KONSTANTINOS KAVAFIS

SOLE DEL POMERIGGIO

Oh! Io l’ho ben conosciuta
Questa camera.

                        Uffici commerciali
In quella accanto, e in questa,
Presentemente. Affittata tutta
La casa ad agenzie di mediatori,
S.p.A., importatori…

Come mi è dentro ancora,
Questa camera!

Il canapè era qui, presso la porta;
Davanti c’era un
hali, un tappeto turco,
Sul vicino scaffale due vasi gialli.
E a destra (o era di fronte?) armadio a specchio.
Al centro il tavolo dove scriveva,
Tre grandi sedie di giunco.
Il letto era vicino alla finestra
E là ci siamo tante volte amati.

Miseri arredi, dove mai sarete?

Il letto era vicino alla finestra,
Il sole del meriggio obliquamente
Posava là.

Quattro del pomeriggio. Ci dicemmo
Per una sola settimana addio…
E non finì mai più la settimana.


(Ο ήλιος του απογεύματος
da Un’ombra fuggitiva di piacere, Adelphi, 2004 – Traduzione di Guido Ceronetti)

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Uno scorcio abbagliante – non è soltanto il caldo sole del pomeriggio a illuminare la stanza ora divenuta un ufficio, è il sole abbacinante della nostalgia a colpire il poeta greco Konstantinos Kavafis. Il ricordo di un amore si rivela in quei mobili conservati ormai solo nella memoria – finiti in qualche altra casa, in un negozio di rigattiere, distrutti? – ma ancora vividi come viva è la ferita di quell’addio.

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EDWARD HOPPER, "UFFICIO IN UNA PICCOLA CITTÀ"

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LA FRASE DEL GIORNO
Non è da corpi pavidi / Godere splendidamente / Nel bruciarsi.
KONSTANTINOS KAVAFIS, Un’ombra fuggitiva di piacere




Konstantinos Petrou Kavafis, (Alessandria d'Egitto, 29 aprile 1863 – 29 aprile 1933), poeta e giornalista greco. Pubblicò 154 poesie, spesso ispirate all'antichità ellenistica, romana e bizantina, percorre, mirando al sublime, i vari gradi di un'esperienza estetica congiunta alla pratica dell'amore omosessuale.


giovedì 16 luglio 2020

Hernando Socarrás


Il poeta colombiano Hernando Socarrás è morto la notte di domenica 12 luglio. Era ricoverato all'ospedale di Cartagena da sei giorni a causa di un'emorragia cerebrale.

La sua è un’opera poetica di una bellezza rara, vicina alla musica, alle arti plastiche, al silenzio: il bianco infatti domina le sue pagine. In un’intervista dichiarò: “Ho assunto il bianco come un’estensione. Come luogo. Il bianco dice il non detto nella poesia, e in questa pausa resta solo ciò che è riservato alla meditazione. Quando questa attitudine compie il suo lavoro, credo che si ottiene l’identità che assiste il lettore”. E ancora: “Voltare la pagina. Partecipare agli affari del campo. Il linguaggio degli alberi, l'aria degli uccelli. Recuperare l'immediatezza del silenzio così da vivere con me stesso. Un posto dove posso trovarmi con più certezza”.
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FUNZIONE DEL BIANCO NATURALE


Scrivo.
La necessità è dissolvere
ogni foglio
in bianco naturale

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MCMXCII

Il mortale è sufficiente.
Ci concede la vita
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ERETTILE

Scavare nello sciame della tua eco
quando ancora umida

semiaperta

sembra il mare
contro il mio corpo.

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LA FRASE DEL GIORNO
A volte la poesia fu / un’altra bocca.
HERNANDO SOCARRÁS





Hernando Socarrás (Cartagena, 4 novembre 1945 – 12 luglio 2020), poeta colombiano. Sin dalla prima raccolta Un solo aquello, del 1980, ha sempre praticato una poesia di sintesi che gioca con il bianco della pagina per costringere il lettore al silenzio e alla meditazione.




mercoledì 15 luglio 2020

Eliso d’ombre



FËDOR TJUTČEV

ELISO D’OMBRE È QUESTA ANIMA MIA

Eliso d’ombre è questa anima mia,
d’ombre mute, incantevoli, radiose,
nei pensieri del nostro prepotente
tempo, in gioie e dolori, senza parte.

Eliso d’ombre, anima mia,
che corre tra la vita e te? Tra voi,
larve d’andati, di migliori giorni,
e questa folla senza cuore?...


1836


(da Poesie, Adelphi, 2011 - Traduzione di Tommaso Landolfi)

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L’Eliso è il luogo ridente dove tra verdi prati e vallate boschive vivono i beati secondo gli antichi pagani: lì continuano a coltivare gli studi e di svaghi del mondo terreno. Il poeta russo Fëdor Tjutčev, che ama muoversi nella natura, espressione del Cosmo in contrasto con il Caos, trova dentro di sé il suo Eliso, in un susseguirsi di ricordi.

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EDWARD HOPPER, "LE OMBRE DELLA NOTTE"

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LA FRASE DEL GIORNO
Taci, appartati e nascondi / i tuoi sentimenti e i tuoi sogni, / e lascia che nella profonda anima / essi si innalzino e tramontino / silenziosamente, come stelle nella notte. / Contempla e taci.
FËDOR TJUTČEV, Poesie




Fëdor Ivanovič Tjutčev (Ovstug, 5 dicemnbre 1803 - Carskoe Selo, 27 luglio 1873), poeta e scrittore russo. Fu diplomatico per 22 anni, anche a Torino, e a Monaco, dove conobbe Heine e Schelling. Non si curò dei propri versi, che furono scoperti dai simbolisti russi a inizio Novecento.


martedì 14 luglio 2020

A Emme O Erre E


GLORIA FUERTES

IN QUESTO MONDO DI SIGLE

In questo mondo di secoli.
In questo mondo di sigle,
di idee e di partiti
(tutti bipartiti),
da sempre mi affilio
io appartengo all’AMORE.
Da sempre e non lo nascondo
- non insulto gli altri capi -
ma non rispetto altra legge che
quella della A, Emme, O, Erre, E.
Quella di amare e essere amato
e combatto senza essere soldato
disarmata e con decoro,
perché appartengo a questa specie
che per amore lascia tutto.


(da Peccavamo come angeli, 1997)

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La poetessa spagnola Gloria Fuertes dichiara con un ossimoro di essere un soldato pacifista: l’unico partito cui appartiene e del quale rispetta tutte le norme, basando su esse la sua vita è quello dell’amore, nel rispetto degli altri.

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FOTOGRAFIA DA PINTEREST

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LA FRASE DEL GIORNO
Si può creare pittura, scultura e musica astratta, ma una casa, un amore e una poesia non possono essere astratti.
GLORIA FUERTES




FuertesGloria Fuertes García (Madrid, 28 luglio 1917 - 27 novembre 1998), poetessa e scrittrice di libri per bambini, fu legata alla Generazione del’50 e al movimento denominato “postismo”. Femminista e omosessuale, difese l’uguaglianza tra uomini e donne, il pacifismo e la tutela dell’ambiente.


lunedì 13 luglio 2020

Un giorno dopo l’altro


PAUL ÉLUARD

ANCHE QUANDO DORMIAMO

Anche quando dormiamo vegliamo l’uno sull’altro
E questo amore più greve del frutto maturo di un lago
Senza riso e senza pianto dura da sempre
Un giorno dopo l’altro una notte dopo di noi


(da Il duro desiderio di durare, 1946 - Traduzione di Vincenzo Accame)

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Il poeta surrealista francese Paul Éluard eleva l’eterno canto d’amore: è un sentimento totale che non conosce soste, neppure nel sonno – il sogno anzi ne è parte integrante (non a caso Èluard annotò in epigrafe che sapeva che le poesie di questa raccolta sarebbero state illustrate da disegni di Marc Chagall).

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MARC CHAGALL "COPPIA DI AMANTI E FIORI", 1949

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LA FRASE DEL GIORNO
D'un giardino io parlo / E sogno / Ma io, appunto, amo.
PAUL ÉLUARD, Io non sono solo




Paul ÉluardPaul Éluard, pseudonimo di Eugène Émile Paul Grindel (Saint-Denis, 14 dicembre 1895 – Charenton-le-Pont, 18 novembre 1952), poeta francese, è stato tra i maggiori esponenti del movimento surrealista. La sua poesia evolve da tematiche individualiste, di lirismo amoroso, a contenuti di forte ispirazione sociale.


domenica 12 luglio 2020

In questa sonnolenza


SIRO ANGELI

NEL DESERTO DEL LETTO

Nel deserto del letto
bocconi, su di un fianco,
riverso (eguali in alto
le ore il vuoto, bianco
quadrante del soffitto
ripete), nel bruciore
degli occhi (ho letto, scritto,
fumato), cieco brancolo
in questa sonnolenza,
nemmeno inferno, limbo
che lentamente svena
i sensi e lascia il cuore
più vivo alla cancrena
dei sogni, alla tua assenza;
mentre, a eguale intervallo,
gocciola sullo smalto
gelido, con un timbro
eguale di metallo,
un filo d’acqua senza
pietà dal rubinetto.


(da L’ultima libertà, Mondadori, 1962)

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Ore apatiche, abuliche, ore di insonnia o di afa. Il poeta friulano Siro Angeli si perde in questo “deserto” e vi brancola in una ridda di pensieri alla soglia del dormiveglia: è ancora una volta l’assenza della donna amata a prendere possesso di tutto, quella Liliana che il destino ha voluto strappargli giovane: “Ecco viva a me torni, ecco rimuori / dentro un battito e l’altro delle palpebre”.

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ALISSA MONK, "IL MATTINO DOPO"

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LA FRASE DEL GIORNO
Che a me venisse amore / con i tuoi occhi alfine / tanto creduto avevo / che a me è venuto, amore
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SIRO ANGELI, L’ultima libertà




Siro Angeli (Cesclans, 27 settembre 1913 – Tolmezzo, 22 agosto 1991), poeta, autore di teatro e critico letterario italiano. Combattente in Russia, diresse a lungo il terzo canale radiofonico della Rai. La sua poesia, segnata dalla scomparsa della moglie dopo dieci anni di matrimonio, si muove nell’ambito di una ricerca della verità superiore, contemplata spesso in una figura di donna stilnovista.

sabato 11 luglio 2020

Tutto è nel niente


ANISE KOLTZ

LA POESIA

La poesia
è lo sguardo posato
su un presente illeggibile

Degli spazi si formano
e si frantumano
davanti a te

La poesia vede senza occhi
sospesa
sul vuoto dei secoli

E constata:
Tutto è nel niente


(da Galassie interiori, 2013)

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“La poesia nasce da tutto ciò che ha una scintilla di rivelazione” dice il professor John Keating a un suo allievo nel film L’attimo fuggente. Quella scintilla è ciò di inintelligibile che lo sguardo riesce a cogliere nella realtà, come dice la poetessa lussemburghese Anise Koltz: è allora che si può cogliere la fugacità dell’attimo, quel tutto che ama manifestarsi nel niente.

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DIPINTO DI ROB GONSALVES

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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia è un sogno fatto all’ombra della ragione.
TOMASS CESA




Anise Koltz (Eich, 12 giugno 1928), poetessa lussemburghese. Di origini ceche, tedesche, inglesi e belghe, iniziò a pubblicare in tedesco per poi divenire una delle principali scrittrici in lingua francese. Al suo attivo ha anche dei racconti per bambini e numerose traduzioni.


venerdì 10 luglio 2020

Come in questo momento


WILLIAM CARLOS WILLIAMS

CANZONE D’AMORE

Cosa dovrò dirti
quando ci incontreremo?
Tuttavia —
sono qui disteso a pensarti.

La macchia dell’amore
è sul mondo
Gialla, gialla, gialla
corrode le foglie
tinge di zafferano
le corna dei rami che si piegano
pesanti
contro un liscio cielo viola.

Non c’è luce qui —
solo una spessa chiazza di miele
che gocciola di foglia in foglia
di ramo in ramo
sciupando i colori
del mondo intero.
Sono solo,
il peso dell’amore
mi mantiene a galla
finché la mia testa
non batte contro il cielo.

Guardami!
I miei capelli gocciolano miele;
gli storni lo portano
sulle loro ali nere.
Vedi, finalmente
le mie braccia e le mie mani
giacciono oziose.

Come posso dire
se ti amerò ancora
come in questo momento?


(da Al que quiere, 1917)

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Un momento di pura meraviglia, quello che gli anglosassoni chiamano “the golden hour”, l’ora sospesa tra il pomeriggio e il tramonto, quando la luce si fa morbida e dipinge ogni cosa con i suoi toni caldi. È in quel momento che il poeta statunitense William Carlos Willams pensa all’amata lontana e si strugge: potrà amare ancora più che in quell’ora?

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FOTOGRAFIA © PHOTOPHIQUE

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LA FRASE DEL GIORNO
L’amore stesso è un fiore con radici in un terreno arido.
WILLIAM CARLOS WILLIAMS




WilliamsWilliam Carlos Williams (Rutherford, New Jersey, 17 settembre 1883 – 4 marzo 1963), poeta, scrittore e medico statunitense. Fece parte degli “Altri” con Man Ray e Duchamp, divenendo uno dei principali esponenti del Modernismo americano. Per “Quadri da Bruegel e altre poesie” ottenne nel 1963 un Premio Pulitzer postumo.


giovedì 9 luglio 2020

Il crepuscolo di un sogno


ÁNGEL GONZÁLEZ

SOLE GIÀ ASSENTE

Ancora un momento, mentre tutto svanisce,
la pietra che accoglie ciò che il cielo disprezza,
quel punto di luce
prima che finisca,
un po’ di calore
prima della notte…

Ancora un momento, mentre tutto si perde,
la memoria che serba la bellezza di un volto,
gli occhi lontani che versano
qui la loro chiarezza, dolce e leggera,
questo amore ostinato
prima dell’oblio…

Ma mai l’oblio:
un momento finale che si trasforma in sempre,
la luce sulla pietra,
lo sguardo
che luccica ancora
dopo avere visto
il crepuscolo di un sogno…


(da Parola dopo parola, 1965)

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Una sensazione che sfugge, l’attimo in cui il sole se n’è ormai andato ma rimane l’ultima effimera luce del crepuscolo: eppure, dice il poeta spagnolo Ángel González paragonando nelle prime due strofe tempo e memoria, quel leggero chiarore rimane impresso nello sguardo come un volto nel ricordo, come un amore ormai finito che nessun oblio potrai mai cancellare.

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FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia ti illumina, ti chiarisce le cose, ti spiega il mondo e risponde al bisogno di capire la vita.
ÁNGEL GONZÁLEZ, Babab, n. 9, Luglio 2001




Ángel González Muñiz (Oviedo, 6 settembre 1925 – Madrid, 12  gennaio 2008), poeta spagnolo della Generazione del ‘50. Premio Principe delle Asturie nel 1985 e Premio Regina Sofia nel 1996. La sua opera mescola intimismo e poesia sociale con un tocco ironico. Il passare del tempo, l’amore e la civilizzazione sono i suoi temi ricorrenti, giocati su toni di un’ottimistica malinconia.

mercoledì 8 luglio 2020

Un’arancia


KIM ADDONIZIO

MOMENTI RUBATI

Se è successo, è successo una volta. Adesso tutto
è memoria – lui tagliava un’arancia: la buccia
intatta, poi il coltello, lo spicchio gelato
sollevato alla mia bocca, la sua bocca, la fine
membrana tra di noi, l’arancia squisita,
lingua, arancia, la mia nudità e la sua,
il modo in cui mi ha spinto contro il frigo –
Ora sento ancora le sue mani, il bacio
che non durò, ma che mandò neuroni gemelli
a balenare folli sulla corteccia. L’amore
è spietato, il modo in cui penetra
e continua ad emettere luce. Accanto alla stufa
mangiammo un’arancia. E c’erano fiori viola
sul tavolo. Era solo questione di ore.


(da Cos’è questa cosa chiamata amore, 2004)

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“La passione nella gola, l’eros che si fa parola” cantava nel 1981 Franco Battiato: la poetessa statunitense Kim Addonizio trasforma quell’eros, quell’attimo di foga, quella passione improvvisa che spinge due amanti uno nell’altra, in parola e in memoria, cui la sinestesia associa il profumo e il sapore di un’arancia.

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DIPINTO DI FAITH TE

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LA FRASE DEL GIORNO
Amami / quando sei solo, quando siamo troppo stanchi per parlare, quando / non credi più / a niente.
KIM ADDONIZIO, Cos’è questa cosa chiamata amore




Kim Addonizio, pseudonimo di Kim Addie (Washington, DC, 31 luglio 1954), poetessa e scrittrice statunitense. La sua è una poesia che “indirizza il lettore” e tratta i temi più svariati, dall’amore alla morte, dall’abuso di sostanze al sentimento filiale. La sua opera d’esordio è Il club del filosofo del 1994.


martedì 7 luglio 2020

Filo d’Arianna


GEORGES DESPORTES

LA TUA ASSENZA

La tua assenza è sempre
piena di te e dei tuoi gesti
nonostante la distanza
tu sei presente nel silenzio
e la tua immagine è reale
tanto da rendere il sogno più vivido
con te di giorno
nei miei sogni la notte
anche se
tu sei fuori dalla mia vita
o dalla mia mano
ma mai, mai
dallo spazio del mio amore!
Lontano
in un’altra parte del mondo che
ti rischiara
la tua voce quasi sempre mi guida
filo d’Arianna
e filo d’oro
che a te mi lega
oltre le ombre portate
dal mio gelido dolore
e dalla mia nostalgia
io rimango al passo sotto il calore
vivo del tuo sole


(da 12 poeti antillani contemporanei, 2008)

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Un amore lontano, fuori dalla vita, forse addirittura in un altro continente: eppure, è più vivo e presente che mai, e l’innamorato, il poeta martinicano Georges Desportes, respira al ritmo dei respiri di lei, vive delle sue parole, come un moderno Teseo si lascia guidare dal filo della sua Arianna in ogni cosa per dimenticare la sua nostalgia, per alleviare il dolore della distanza.

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DIPINTO DI RAFAL OLBINSKI
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LA FRASE DEL GIORNO
Quando prendo la penna / tutte le parole accorrono verso di me / come il pollame / a cui si dà il mangime.
GEORGES DESPORTES




Georges Desportes, (Ducos, Martinica, 26 gennaio 1921 – Fort-de-France, Martinica 5 agosto 2016), poeta, romanziere e saggista francese.  Attivista martinicano, responsabile dei programmi della radio francese d’Oltremare, fu direttore dell’Institut Aimé Césaire e curatore delle opere del poeta della “négrtitude”.


lunedì 6 luglio 2020

L’acqua trema


JOSÉ WATANABE

BASHŌ

L’antico stagno,
nessuna rana.
Il poeta scrive sulla superficie con il bastone
l’acqua trema da quattro secoli.


(da L’uso della parola, 1989)

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La poesie resiste nel tempo, anche quando il suo autore non esiste più da tempo: quella di Bashō, ad esempio, il più grande maestro degli haiku morto nel 1694. Ce lo ricorda il poeta peruviano José Watanabe con questa immagine che ne riscrive un celebre haiku: “In uno stagno antico / salta una rana / suono d’acqua”. I cerchi concentrici di quel colpo di bastone arrivano ancora oggi, muovono quell’acqua con i loro versi, cosa che in realtà vale ora anche per lo stesso Watanabe, scomparso nel 2007.

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FOTOGRAFIA © WALLPAPER HD

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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia è un dito che punta alla mente di ciascuno per mezzo del poeta.
JOSÉ WATANABE




José Watanabe Varas (Trujillo, 17 marzo 1945 - Lima, 25 aprile 2007) poeta peruviano. Voce dei “poeti del ‘70”, al tipico colloquialismo e allo sperimentalismo della corrente mescolò lo zen, il taoismo, il buddhismo e la cultura degli haiku che gli derivavano dalle sue origini giapponesi.