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domenica 25 marzo 2012

Una triste piccola speranza


JOSEFA PARRA

STANZA D’ALBERGO, 1931

(Edward Hopper)

Se c'era ancora una promessa
tra me e te, un’offerta
prolungata, una luce laggiù
da poter seguire;
se restava la speranza
- sebbene fosse una triste
piccola speranza -;
se anche le tue labbra
mai hanno pronunciato
la parola mortale che io desideravo,
o qualcosa che le assomigliasse,
penso che ancora avrei trovato
una ragione per aspettarti.
E chissà se il commercio di carne
non fu, in qualche modo, una promessa?

(da Alcoba del agua, Quórum, 2002)

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Quando trovo poesie che prendono ispirazione da un dipinto, resto affascinato: il connubio tra poesia e arte mi consente di valutare come un’altra persona interpreta i sentimenti e le sensazioni espresse dalla tela. Per esempio, ho proposto Il ritratto di Giovanna Tornabuoni visto da Antonio Gómez Hueso, La ragazza del latte di Vermeer letta da Wislawa Szymborska, il Paesaggio con la caduta di Icaro interpretato da W.H. Auden. Le ho raccolte in un blog apposito, che ho battezzato Museo Poetico, una pinacoteca che esplora il legame arte-poesia. Ora è il turno di un celebre dipinto del pittore statunitense Edward Hopper, Hotel Room, del 1931, esposto al Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid. A dargli voce e forma di poesia è la filologa spagnola Josefa Parra: la dolorosa tristezza di un’attesa vana e senza speranze, come spesso appare nelle opere di Edward Hopper.

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EDWARD HOPPER, “HOTEL ROOM, 1931

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LA FRASE DEL GIORNO
La grande arte è l'espressione esteriore della vita interiore dell'artista, e questa vita interiore si tradurrà nella sua visione personale del mondo. La vita interiore di un essere umano è un mondo vasto e variegato
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EDWARD HOPPER




Josefa Parra Ramos, (Jerez de la Frontera, 7 febbraio 1965), poetessa spagnola: Laureata in Filologia, ha ricevuto il Premio Cernuda nel 2000. Il suo tema principale è l’amore, declinato nel fuoco vivo della passione e dell’erotismo, nelle braci dell’assenza e nelle ceneri della nostalgia.

sabato 18 febbraio 2012

Cos’è l’arte? (XXV)

 

EDGAR DEGAS

“La pittura è innanzitutto un prodotto dell'immaginazione,
non deve mai essere una copia. L'aria che si vede nei quadri non è respirabile”

Edgar Degas, “L’absinthe”
olio su tela, 1876 / Parigi, Musée d’Orsay

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ANTONI GAUDÍ

“La linea retta è la linea degli uomini, quella curva la linea di Dio”

Antoni Gaudí, Particolare della navata della Sagrada Familia (Foto © SBA73)
Barcellona, Basílica i Temple Expiatori de la Sagrada Família

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GIORGIO MORANDI

“Per me non vi è nulla di astratto: per altro ritengo
che non si via nulla di più surreale, e di più astratto del reale”

Giorgio Morandi, “Il vaso blu”
olio su tela, 1920 / Düsseldorf, Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen

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LA FRASE DEL GIORNO
L'artista è l'amante della Natura, perciò è il suo schiavo e il suo padrone.
RABINDRANATH TAGORE

lunedì 19 dicembre 2011

Cos’è l’arte? (Christmas Edition)

 

GHERARDO DELLE NOTTI

“La luce mostra la vera natura di tutto ciò che viene messo in chiaro; poi la luce trasforma ciò che essa illumina, e lo rende luminoso.” (San Paolo, Lettera agli Efesini)



Gherardo delle Notti (Gerard Van Honthorst), “Adorazione dei pastori”
olio su tela, 1622 / Colonia, Wallraf-Richartz Museum

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CARAVAGGIO

“...non esegue un solo tratto senza farlo direttamente dal modello vivo. E questa non è una cattiva via per giungere a buon fine, perché dipingere servendosi di disegni (anche se tratti dal vero) non è così sicuro come tenersi il vero davanti e seguire la natura in tutta la varietà dei suoi colori; ma bisogna anzitutto che il pittore adotti il criterio di scegliere dal bello le cose più belle” (Karel Van Mender)

Caravaggio, “Adorazione dei pastori”
olio su tela, 1609 / Messina, Museo Regionale

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GEORGES DE LA TOUR 

“E tuttavia egli riesce sempre a stupire e sedurre con l'audacia paradossale del suo colore e con un'armonia che coordina, al di là di qualsiasi convenzione, gli elementi più disparati, per quanto severi e contraddittori.”  (Hermann Voss)

Georges de la Tour, “L’Adorazione dei pastori”
olio su tela, 1644 / Parigi, Museo del Louvre

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LA FRASE DEL GIORNO
Solo nell'arte succede ancora che un uomo, consumato dai desideri, riesca a creare qualcosa che somigli al soddisfacimento e che, in virtù dell'illusione artistica, questo spasso, come fosse una cosa reale, dia luogo a conseguenze affettive. Giustamente si parla di incantesimo dell'arte e si paragona l'artista all'incantatore.
SIGMUND FREUD, Totem e tabù


sabato 17 dicembre 2011

Il ritratto di Giovanna Tornabuoni

 

ANTONIO GÓMEZ HUESO

GIOVANNA TORNABUONI

La sua serena bellezza non si può paragonare a nulla,
né lei vuole saperlo nella sua eleganza silenziosa.
Divino profilo di sobria dolcezza
con il nobile pallore della luce corporea.
Uno sguardo che contempla lo scorrere dei secoli
e niente può valere tanta bellezza
se non una posa immobile in sua presenza.
Bella nobildonna fiorentina,
io e te, per quanto sembri impossibile,
siamo,
nella magia di questo istante.

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Che cos’è l’essenza ultima dell’arte? La cancellazione del tempo, il durare oltre il momento, l’estendersi al futuro. Il poeta spagnolo Antonio Gómez Hueso, professore di scuola superiore, prova questa sensazione davanti al Ritratto di Giovanna Tornabuoni, dipinto da Domenico Ghirlandaio nel 1488 e ora appeso in una sala del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, sul Paseo del Prado. Oltre cinque secoli sono trascorsi da quando la nobildonna posò per il ritratto, ma l’eleganza di quel corpetto con motivi floreali, la nobiltà del portamento, la dolcezza un poco malinconica di quella ragazza di vent’anni – sembra presagire il suo destino, la morte di parto in quello stesso anno - sono gli stessi che colse il Ghirlandaio realizzando uno dei più bei ritratti femminili del Quattrocento, a conferma dell’epigramma di Marziale inserito sullo sfondo: “Ars utinam mores animumque effingere posses pulchrior in terris nulla tabella foret” (Arte, volesse il cielo che tu potessi rappresentare il comportamento e l'animo, non ci sarebbe in terra tavola più bella). Antonio Gómez Hueso capisce con poetica intenzione la bellezza dell’istante: in quel momento, in quei pochi secondi in cui ammira la tavola, il tempo non esiste più.

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DOMENICO GHIRLANDAIO, “RITRATTO DI GIOVANNA TORNABUONI”

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LA FRASE DEL GIORNO
L'arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla, e indica il contenuto del futuro.
VASILIJ KANDINSKIJ, Punto, linea, superficie




Antonio Gómez Hueso (Torredonjimeno, 2 agosto 1953) è uno scrittore spagnolo. Insegnante di scuola superiore, alla semplicità delle sue prime poesie, con il tempo passa ad un ermetismo surrealista e quindi alle astrazioni e ai giochi linguistici.



giovedì 15 settembre 2011

Cos’è l’arte? (XXIV)

 

LUCIAN FREUD

“Cosa chiedo a un dipinto? Gli chiedo di stupire, disturbare, sedurre, convincere”

Lucien Freud, “Girl with a white dog”
olio su tela, 1951-1952 / Londra, Tate Gallery

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GUSTAV KLIMT

“Chi vuole sapere di più su di me, cioè sull'artista, l'unico che vale la pena di conoscere, osservi attentamente i miei dipinti per rintracciarvi chi sono e cosa voglio”

Gustav Klimt, “Der Kuss”
olio su tela, 1907-1908 / Vienna, Österreichische Galerie Belvedere

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FRANCISCO GOYA

“Non ci sono regole nella pittura”

Francisco Goya, “La cometa”
olio su tela, 1777-1778/ Madrid, Museo del Prado

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LA FRASE DEL GIORNO
L'arte è la scienza resa chiara.
JEAN COCTEAU

domenica 21 agosto 2011

Il furto della Gioconda


Cento anni fa, la notte tra domenica 20 e lunedì 21 agosto 1911, il dipinto più famoso del mondo, la Gioconda di Leonardo da Vinci  venne rubato dal Louvre di Parigi. Il furto del secolo. A prelevare il pannello di pioppo di 77 cm x 53 e a nasconderlo sotto il cappotto prima di eclissarsi nella notte parigina fu un decoratore e imbianchino italiano emigrato in Francia dalla provincia di Varese, Vincenzo Peruggia. Secondo alcune fonti, si era nascosto in un armadio per le scope durante l’orario di apertura ed era poi sgattaiolato fuori; secondo altre si presentò alle 7 del mattino vestito con l’uniforme bianca degli inservienti del museo, che il 21 era chiuso. Comunque sia, il compito gli fu facilitato dall’aver lavorato alla messa in opera della teca che custodiva il dipinto, posto allora nel Salon Carré, e dall’aver conosciuto in tal modo le abitudini delle guardie: uscì mentre una di esse era andata a farsi riempire un secchio d’acqua e se ne andò in taxi. Il mattino del 22 agosto il pittore Louis Béroud si presentò presto al Louvre per eseguire uno schizzo preparatorio per l’opera che intendeva dipingere, Mona Lisa au Louvre, e trovò il muro vuoto. Chiese allora ai guardiani, che gli dissero che forse era nell’atelier fotografico. Non c’era…

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Prima di arrivare a Vincenzo Peruggia, altri furono sospettati: persino Guillaume Apollinaire, che fu arrestato e passò qualche giorno in prigione, e Pablo Picasso, tirato in ballo da Apollinaire, che venne a lungo interrogato dalla Gendarmerie: i due avevano manifestato l’intenzione di svuotare i musei distruggendo le opere in essi esposti per sostituirle con le proprie. Boutade da artisti megalomani, nulla più. E poi le autorità francesi pensarono anche che si trattasse di un affronto degli odiatissimi tedeschi. Non era vero, naturalmente. Il Louvre rimase chiuso per un’intera settimana per agevolare le indagini: quando riapri, al posto dell’illustre Monna Lisa era appeso un ritratto eseguito da Raffaello Sanzio, quello del letterato Baldassarre Castiglione.

La polizia bussò anche alla porta di Vincenzo Peruggia, a Parigi: la Gioconda era nascosta sotto il letto, ma nessuno pensò di perquisire l’appartamento, si accontentarono dell’alibi – naturalmente falso – fornito dall’imbianchino. Rimase lì per quasi due anni, fino a quando Peruggia si trasferì a Firenze. E lì divenne impaziente, contattò il proprietario di una galleria d’arte, Adolfo Geri, e gli disse che voleva restituire il dipinto alla sua patria, l’Italia. Si diceva un convinto patriota e pensava che un’opera di tal fatta dovesse essere esposta in un museo italiano. Un errore era alla base delle sue convinzioni: la Gioconda fu dipinta in Francia e non, come credeva lui, sottratta a un museo italiano durante le spoliazioni effettuate dalle truppe di Napoleone. Geri mise in contatto Peruggia con il direttore degli Uffizi, Giovanni Poggi. L’incontro avvenne all’Hotel Tripoli, in Via de’ Cerretani: Peruggia chiese 500.000 lire per le spese sostenute, Poggi chiese invece di poter autenticare l’opera. Nel frattempo, l’imbianchino andò a spasso per Firenze: fu lì che la polizia, allertata da Geri e Poggi, lo arrestò.

Il processo non andò poi tanto male per Vincenzo Peruggia: fu dichiararono “mentalmente minorato” e condannato a una pena di un anno e quindici giorni di prigione, poi ridotta di cinque mesi. Ma attirò le simpatie di molti, che vedevano nel suo furto un gesto romantico: lui stesso alimentò quell’immagine dichiarando di aver trascorso due anni meravigliosi guardando la Gioconda appesa sopra il tavolo della cucina.

Il dipinto invece cominciò il suo pellegrinaggio per tornare al Louvre: rimase esposto agli Uffizi, poi a Roma, a Palazzo Farnese, ambasciata di Francia, e alla Galleria Borghese in occasione del Natale 1913. Poi fu messo su un treno e inviato a Modane, dove le autorità francesi ne ripresero possesso. Fece tappa a Bordeaux e a Tolosa; il presidente della Repubblica in persona, insieme ai rappresentanti del governo, lo accolse nel Salon Carrè: Monna Lisa era finalmente tornata a casa.

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FOTOGRAFIE © MUSEO DEL LOUVRE

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LA FRASE DEL GIORNO
Mentre la ritraeva, c’era gente che cantava e suonava, e buffoni che la facevano restare allegra, per ridurre quella malinconia che si suole avere nella pittura di un ritratto.

GIORGIO VASARI, Le vite de’ più eccellenti architetti, pittori et scultori italiani

mercoledì 17 agosto 2011

Cos’è l’arte? (XXIII)

 

BALTHUS

“Dipingere è uscire da se stessi, dimenticare se stessi,
preferire l'anonimato a ogni cosa e rischiare talvolta
di non essere in accordo con il proprio secolo e con i contemporanei”


Balthus, “Les beaux jours”
olio su tela, 1945 / Washington, Hirshorn Museum

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HENRI DE TOULOUSE-LAUTREC

“Nel nostro tempo ci sono molti artisti che fanno qualcosa perché è nuovo.
Vedono il loro valore e la loro giustificazione  in questa novità.
Tuttavia ingannano loro stessi... la novità è raramente l'essenziale.
Questo ha a che fare con una cosa sola: rappresentare un soggetto
meglio di quanto faccia la sua natura intrinseca”

Henri de Toulouse-Lautrec, “La toilette”
olio su cartone, 1896 / Parigi, Musée d’Orsay

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RENÉ MAGRITTE

“La mente ama l'ignoto. Ama le immagini il cui significato è sconosciuto,
poiché il significato della mente stessa è sconosciuto”

René Magritte, “La condition humaine”
olio su tela, 1933/ Washington, National Gallery of Art

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LA FRASE DEL GIORNO
Si può concludere che il disegno altro non sia che un'apparente espressione e dichiarazione di ciò che si ha nell'animo.
GIORGIO VASARI

giovedì 14 luglio 2011

Cos’è l’arte? (XXII)

 

EDWARD HOPPER

“Se potessi esprimerlo con le parole, non ci sarebbe
nessuna ragione per dipingerlo”

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Edward Hopper, “New York Restaurant”
olio su tela, 1922 / Muskegon, Michigan, Art Museum

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GIORGIO MORANDI

“Si può dipingere ogni cosa, basta soltanto vederla”

Giorgio Morandi, “Natura morta”
olio su tela, 1963 / Bologna, MAMbo.

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MAX ERNST

“Puoi bere le immagini con i tuoi occhi”

Max Ernst, “L'Ange du foyer ou le Triomphe du Surréalisme”
olio su tela, 1937/ collezione privata

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LA FRASE DEL GIORNO
L’arte non è una sottomissione, ma una conquista.
ANDRÉ MALRAUX

giovedì 5 maggio 2011

Cos’è l’arte? (XXI)

 

HENRI MATISSE

“Non c'è niente di più difficile per un pittore veramente
creativo del dipingere una rosa, perché prima di tutto
deve dimenticare tutte le altre rose che sono state dipinte”

Henri Matisse, “Frutta e caffettiera”
olio su tela, 1898 / San Pietroburgo, Museo Hermitage

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GEORGES BRAQUE

“Nell’arte una sola cosa importa, quello che non si può spiegare”

Georges Braque, “Piatto di frutta e vetro”
collage e carboncino su carta, 1912 / collezione privata

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AUGUSTE RODIN

“L'arte è contemplazione, è il piacere dello spirito che penetra
nella natura e scopre che anch’essa ha un’anima”

Auguste Rodin, “Il pensatore”
bronzo e marmo, 1902/ Parigi, Museo Rodin

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LA FRASE DEL GIORNO
Ogni arte è imitazione della natura.
SENECA

venerdì 18 marzo 2011

Cos’è l’arte? (XX)


ALBERTO SAVINIO

“L'arte porta il ricordo in sé del paradiso perduto
ma insieme porta la promessa del paradiso ritrovato”



Alberto Savinio, “Il sogno di Achille”
olio su tela, 1929 / collezione privata

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VINCENT VAN GOGH

“In un quadro io vorrei dire qualcosa di consolante come una musica”

Vincent Van Gogh, “La vigne rouge”
olio su tela, 1888 / Mosca, Museo Puskin

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VASSILY KANDINSKY

“L'arte è il linguaggio che parla all'anima, nella forma che le è
propria, delle cose che sono il pane quotidiano dell'anima
e che essa non può ricevere che sotto questa forma”

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Vassily Kandinsky, “Mosca I”
olio su tela, 1916/ Mosca, Galleria Tretyakov

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LA FRASE DEL GIORNO
L'arte è il trionfo sul caos.
JOHN CHEEVER, The Stories of John Cheever Knopf

venerdì 25 febbraio 2011

Cos’è l’arte? (XIX)

 


EDGAR DEGAS

“L'arte non è ciò che vedi tu, ma ciò che consenti agli altri di vedere”

Edgar Degas, “Ballet: L’Étoile”
pastello su carta, 1876 / Parigi, Musée d’Orsay

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GUSTAVE COURBET

“L'immaginazione in arte consiste nel sapere trovare l'espressione più completa
di una cosa esistente, ma mai nel supporre questa cosa o nel crearla”

Gustave Courbet, “La vague”
olio su tela, 1870 / Tokyo, Museo Nazionale d’Arte Occidentale

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JAMES McNEILL WHISTLER

“Dire al pittore che la natura va presa com'è,
è come dire al pianista che può sedersi sul pianoforte”

James McNeill Whistler, “Nocturne in Blue and Gold: Old Battersea Bridge”
olio su tela, 1875/ Londra, Tate Britain

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LA FRASE DEL GIORNO
L'arte! L'arte! Che bella cosa questa vanità.
GUSTAVE FLAUBERT, Memorie di un pazzo

giovedì 13 gennaio 2011

Museo del ‘900


Chi a Milano passava per Piazza del Duomo nel corso degli ultimi tre-quattro anni poteva vedere il lato sinistro del Palazzo dell’Arengario chiuso da un cantiere. Tavole di legno impedivano l’accesso a quello che fino a quel momento era stato l’ufficio dell’Azienda di Promozione Turistica del Comune. Sulle assi era preannunciata l’apertura del Museo del ‘900 ed era possibile ottenere dei gadgets elettronici utilizzando un collegamento Bluetooth.

Ora il Museo del ‘900 è finalmente aperto: è stato inaugurato il 6 dicembre 2010 nei quattro piani dell’edificio, originario degli Anni Trenta ed esempio di arte razionalista. Praticamente si esce dalla fermata Duomo della metropolitana e si entra nell’esposizione, che conta ben 400 opere. Ad accogliere i visitatori sulla rampa elicoidale nera c’è l’enorme Quarto stato di Pelizza da Volpedo, celeberrima tela del 1902, quasi a sancire la fine di un’epoca e l’ingresso in un’altra. E infatti ci si imbatte subito dopo nelle avanguardie: Braque, Picasso, Klee, Matisse, Kandinskij, Modigliani. Ecco subito dopo i futuristi: Balla, Boccioni, Carrà, Depero, Funi, Soffici.

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Carlo Carrà, “Natura morta”

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È un’orgia di dinamismo e sperimentalismo, un’evoluzione distintamente percepibile: ci si precipita a leggere sulle didascalie il materiale usato, come per i collage di Soffici. Si guardano quei libri di Marinetti, consapevoli di trovarsi di fronte a un pezzo di storia della letteratura. Si rimane ad osservare Forme uniche della continuità nello spazio, la scultura di Boccioni, e viene la tentazione di togliere di tasca una moneta da 20 centesimi per confrontarla.


Umberto Boccioni,Forme uniche della continuità nello spazio”

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Amedeo Modigliani, "Ritratto di Paul Guillaume”

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Paul Klee, "Wald Bau"


 Si sale di un piano e si trovano gli Anni ‘20, ‘30 e ‘40:  le fabbriche di Sironi, le donne di Casorati, le figure metafisiche di De Chirico, le bottiglie di Morandi, le impressionanti sculture di Martini, l’astrattismo, l’arte monumentale, le sculture di Melotti, il postimpressionismo.  Il terzo piano ci porta alle opere polimateriche di Alberto Burri e nella Milano a cavallo tra gli Anni ‘50 e i ‘60: le invenzioni di Piero Manzoni, dalla Merda d’artista all’Uovo con impronta, l’arte informale di Vedova, Capogrossi, Novelli, Accardi e Tancredi. E ancora la pop-art italiana con Adami, Baj, Schifano, Rotella, Boetti, Pistoletto, Calzolari, Kounellis. La torre dell’Arengario ospita i famosi “tagli” di Lucio Fontana e una sua enorme installazione del 1970 con luci al neon, ricreata per il Museo in accordo con la Fondazione Fontana. Da lassù si gode anche una visuale insolita di Piazza del Duomo.


Lucio Fontana, “Signorina seduta”


L’installazione di Lucio Fontana

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MUSEO DEL '900
Palazzo dell'Arengario
Piazza Duomo (MM Duomo)
Milano

ORARI DI APERTURA:
LUN.  14.30 - 19.30
MAR. MER. VEN. e DOM.  9.30 - 19.30
GIO. e SAB.  9.30 - 22.30

Dal 7 dicembre 2010 al 28 febbraio 2011 l’ingresso è gratuito grazie alla sponsorizzazione di Bank of America Merrill Lynch.


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LA FRASE DEL GIORNO
L'arte non riproduce il visibile; piuttosto, crea il visibile.
PAUL KLEE

venerdì 7 gennaio 2011

Cos’è l’arte? (XVIII)

 

ARDENGO SOFFICI

“La felicità è una forma dell’arte.”


Ardengo Soffici, “Piccola velocità”
collage su cartoncino, 1913/ Milano, Museo del Novecento

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GIACOMO BALLA

“Data l'esistenza della fotografia e della cinematografia, la riproduzione
pittorica del vero non interessa né può interessare più nessuno.”

Giacomo Balla, “Velocità astratta + rumore”
olio su cartone, 1914 / Venezia, Collezione Peggy Guggenheim 

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REMBRANDT VAN RIJN

“Scegli solo un maestro: la Natura.”

Edgar Degas, “Cristo nella tempesta sul mare di Galilea”
olio su tela, 1633/ rubato nel 1990 dallo Stewart-Garden di Boston

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LA FRASE DEL GIORNO
La pittura è poesia silenziosa, e la poesia è pittura che parla.
SIMONIDE DI CEO, citato in Plutarco, “Della gloria degli ateniesi”

martedì 14 dicembre 2010

Cos’è l’arte? (XVII)

 

EUGÈNE DELACROIX

“Bisogna sempre sciupare un po’ un quadro per finirlo.”


Eugène Delacroix, “Frédéric Chopin”
olio su tela, 1838/ Parigi, Louvre

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ÉDOUARD MANET

“Si vede come si vuol vedere, ed è questa falsità che costituisce l'arte.”

Édouard Manet, “Le bar aux Folies-Bergère”
olio su tela, 1882 / Londra, Courtauld Institute of Art

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CLAUDE MONET 

“Bisogna rifare dieci volte, cento volte lo stesso soggetto.
Niente in arte deve sembrare dovuto al caso.”

Claude Monet, “Ninfee”
olio su tela, 1915 / Monaco di Baviera, Neue Pinakothek

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LA FRASE DEL GIORNO
La Scienza è il piedistallo della verità, l’Arte quello della bellezza.

NICOLÁS SALMERÓN

venerdì 12 novembre 2010

Cos’è l’arte? (XVI)



SALVADOR DALÍ

“Quelli che non vogliono imitare qualcosa, non producono nulla.”

Salvador Dalí, “El fantasma de Vermeer de Delft que puede ser usado como una mesa”
olio su tavola, 1934/ St. Petersburg, Salvador Dalí Museum

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VICTOR VASARELY

“Sono uno scienziato che fa ricerca in laboratorio.”

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Victor Vasarely, “Zebras”
serigrafia, 1942 / Aix-en-Provence, Fondation Vasarely

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GIORGIO DE CHIRICO

“Un'opera d'arte per divenire immortale deve sempre superare i limiti dell'umano senza preoccuparsi né del buon senso né della logica.”

Giorgio de Chirico, “Canto d’amore”
olio su tela, 1914 / New York, Museum of Modern Arts

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LA FRASE DEL GIORNO
L'opera d'arte nasce dalla rinuncia dell'intelligenza a ragionare il concreto.

ALBERT CAMUS, Il mito di Sisifo

giovedì 14 ottobre 2010

Cos’è l’arte? (XV)

 

JEAN-AUGUSTE-DOMINIQUE INGRES

“I capolavori non sono fatti per sbalordire.
Sono fatti per persuadere, per convincere,
per entrare in noi attraverso i pori”

Jean-Auguste-Dominique Ingres, “La Grand”
olio su tela, 1814/ Parigi, Louvre

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LEONARDO DA VINCI

“La pittura è una poesia che si vede e non si sente,
e la poesia è una pittura che si sente e non si vede.
Adunque queste due poesie, o vuoi dire due pitture,
hanno scambiati i sensi, per i quali esse dovrebbero
penetrare all'intelletto”

Leonardo da Vinci, “Bacco”
olio su tavola, 1515 / Parigi, Louvre

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JOHN CONSTABLE 

“Non vediamo nessuna cosa veramente
fino a che non la capiamo”

 

John Constable , “Wivenhoe Park”
olio su tela, 1816 / Washington, National Gallery of Arts

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LA FRASE DEL GIORNO
L’arte è un’amante gelosa.

RALPH WALDO EMERSON, La condotta della vita