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lunedì 1 dicembre 2025

Poesie per dicembre XII


La mattina di dicembre calabrese nei versi alessandrini e malinconici di Luigi Siciliani e l'alba torinese pura e cristallina di Giorgio Bàrberi Squarotti: due momenti di questo mese che chiude l'anno con le sue feste e i suoi bilanci, nella visione di due poeti italiani.

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FOTOGRAFIA © MIIA PARVIAINEN

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LUIGI SICILIANI

MATTINA DI DICEMBRE


La nebbia che copriva e terra e cielo
a poco a poco intorno si dirada.
Ecco, tondeggia in mezzo al verde cupo
delle sue foglie il giallo degli aranci.

È nata l'erba; il suolo n'è coperto.
Qua marciscono, a piè dei loro gambi
pieni di foglie accartocciate e grigie,
abbattuti i notturni gelsomini;

là i crisantemi sembrano percossi
da una gran doglia e abbassano la loro
capellatura sotto il grave peso

dell'acqua che ne preme e steli e foglie.
Solo le rose ridono, là bianche,
qua porporine, a salutare il sole.

(da Arida nutrix, 1920)

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GIORGIO BÀRBERI SQUAROTTI

PURA ALBA

La pura alba così limpida e tenera,
mentre per una volta anche a dicembre
fuggono verso occidente le nubi
oscure, in parte ancora colme, in parte
stracciate e lievi ormai, e la collina
buia rivela a poco a poco i dolci
fastigi d’alberi e di ville pallide:
contempla, prima che mescoli il vento
la folla, gli autobus, le vie affannate,
le acque del fiume maculato, i primi
eventi del dolore, le colombe
maligne, l’avvenire che c’è stato
per me una volta.

 
Torino, 6 dicembre 2002

 
(da Le Langhe e i sogni, 2003)

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Dicembre, nella mia memoria, è bianco come la Lapponia, senza renne. Ma con i gatti.
DYLAN THOMAS, BBC's Children's Hour, Dicembre 1945

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Luigi Siciliani (Cirò, 15 febbraio 1881 – Roma, 24 maggio 1925), poeta, scrittore, politico e giornalista italiano. Studioso di letterature classiche e traduttore, si ricorda, più che per la sua poesia (Sogni pagani e L'altare del fauno), per il romanzo a sfondo autobiografico Giovanni Francica.

Giorgio Bàrberi Squarotti (Torino, 14 settembre 1929 – 9 aprile 2017), critico letterario, poeta e italianista italiano. Allievo di Giovanni Getto, curò poi l'edizione di diverse opere. Diresse Letteratura e critica e Critica dantesca. Fu responsabile scientifico del Grande dizionario della lingua italiana UTET.


domenica 1 dicembre 2024

Poesie per dicembre XI


Dicembre con i suoi geli e le sue luci festose - quasi a compensare la crudezza del paesaggio - chiude l'anno, come rilevano due poetesse, la spagnola Susana March e l'italiana Daria Menicanti. È tempo di feste e mercatini, certo, ma anche di riflessioni su quello che è stato.

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FOTOGRAFIA © ALAN KAMUSAL/PXHERE

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SUSANA MARCH

DICEMBRE

Se un giorno mi metterò a cantare,
tutto canterà con me.

Questo silenzio dei campi
sarà lacerato dal mio grido.

Le nuvole vagano senza fretta
spogliando la strada.

Che orizzonte desolato
in questo mese freddo!

C'è un'ondata di gelo
sui giovani pini.

Dicembre alza un calice
di uccelli in esilio.

Sto dormendo, sto sognando
dolci focolari accesi…

(da Poesie, 1966)

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DARIA MENICANTI

DICEMBRE

L’anno si accorcia: l’anno –
dicevano – sta già bruciando gli assi.
Ma il coraggio che occorre
per accettare quello che sei stato
quello che sei – il poco che sei ora –
l’animo che ci vuole
per ricominciare tutto da capo.
Coi pochi amici ultimi e le care
cose prima che affondino
affrettati a doppiare a uscire
al largo azzurro e ignoto

(da Ultimo quarto, 1990)

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Dicembre è il momento per ricordare il passato e guardare al futuro.
RALPH WALDO EMERSON

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Susana March Alcalá (Barcellona, ​​28 gennaio 1915 - 21 dicembre 1990), scrittrice e poetessa spagnola. Le sue poesie, in versi liberi e sovente autobiografici, hanno per tema l'invecchiamento e la visione della vita come percorso e, nel dopoguerra, una aspra critica alla borghesia.


Daria Menicanti (Piacenza, 6 aprile 1914 – Mozzate, 4 gennaio 1995), poetessa, insegnante e traduttrice italiana. In lei si mescolano il registro sarcastico e ironico e quello più sottile della malinconia. Per Lalla Romano la sua era “una voce nuova, moderna e classica, per niente alla moda, ma libera e anche audace”.


venerdì 1 dicembre 2023

Poesie per dicembre X


Dicembre chiude l’anno con il suo letargo, con il fermo vegetativo che però trova rinascita nel solstizio, nel “Sole invitto” che lascia presagire il ritorno della luce. Al calendario che si assottiglia, alla neve e ai venditori di Natale del poeta catalano Miquel dels Sants Oliver si oppone il dicembre grigio e piovoso di Jaime Gil de Biedma.

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FOTOGRAFIA © PRATHYUSHA METTUPALLE/PEXELS

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MIQUEL DELS SANTS OLIVER

DICEMBRE

Nel blocco del calendario
rimane l’ultimo mese,
dall'albero centenario
cadono le ultime gemme.

I giorni, come un rosario
si sgranano bianchi e lievi,
verso il nuovo anniversario
sospinti dai venditori.

Come gli anni vanno i secoli,
e come l'albero i boschi:
presente, futuro e passato,

nazioni, evi e culture
che il Tempo spinge a future
immensa prosperità.

(da Poesie, 1910)

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JAIME GIL DE BIEDMA

L’ANNO CATTIVO

Dicembre è questa immagine
della pioggia che scroscia a rotaia di treno,
e diffonde un odore di carbonella e campi.
Dicembre è un giardino, è una piazza
in fondo alla città
a fine di una notte,
e la visione in fuga di porticati.

E gli occhi immensi
– tizzoni spalancati –
nel viso bruno di una
che trema come un passero fradicio.
Ha in mano un paio di scarpe rosse,
eleganti, fiammanti come un uccello
esotico.
Il cielo è nero e grigio
e rosa verso gli orli,
la luce dei lampioni un relitto giallognolo.
A un rovescio di pioggia, io attraverso,
piangendo,
vile come uno straccio, fradicio fino
all’anima.

(da Poesia, n. 200, Dicembre 2005 - Traduzione di Lucia Valori)

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Dicembre alza un calice / di uccelli in esilio. / Sto dormendo, sto sognando / dolci focolari accesi…
SUSAN MARCH

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Miquel dels Sants Oliver i Tolrà (Campanet, 4 maggio 1864 - Barcellona, ​​9 gennaio 1920), giornalista, saggista e poeta catalano. Ideologo del regionalismo, fu membro fondatore dell'Institut d'Estudis Catalans e direttore del Diari di Barcellona e La Vanguardia . Insieme al sacerdote Antoni Maria Alcover , iniziò il recupero del catalano all'inizio del  XX secolo.

Jaime Gil de Biedma y Alba (Barcellona, ​​13 novembre 1929 -  8 gennaio 1990), scrittore spagnolo, considerato uno dei più importanti poeti della seconda metà del XX secolo e della Generazione del 50.Nel suo lavoro ha fatto ricorso al colloquialismo (con se stesso e con i suoi lettori) e all'ironia per evidenziare questioni sociali ed esistenziali.


giovedì 1 dicembre 2022

Poesie per dicembre IX


Per dicembre due visioni di poeti di area anglosassone: il più pagano e inglese Algernon Swinburne e il più religioso statunitense Henry Wadsworth Longfellow, impegnati in una sorta di esercizio di stile sui dodici mesi dell’anno. Naturalmente due sono gli eventi che hanno bene in mente: la festa cristiana del Natale e la fine dell’anno.

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FOTOGRAFIA © LUNA LOVEGOOD/PEXELS



ALGERNON SWINBURNE

CAROLE PER UN ANNO: DICEMBRE

Dicembre, tu le cui mani sante
su mari tremanti e terre indurite
posano a segno sacramentale
il sigillo del Natale preso
a testimone dell’anno che nasce,
promessa che santifica la tua morte,
la gioia suprema che da te viene
conforta ogni dolore in terra e in mare.

(da Astrophel e altre poesie, 1894)

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HENRY WADSWORTH LONGFELLOW

IL CALENDARIO DELL’ANNO: DICEMBRE

Su una capra, con i capelli innevati
vengo, ultimo di tutti. Questo serto
è fatto di agrifoglio; in mano reco
il tirso, ornato da pigne fragranti.
Celebro la nascita del Divino
e il ritorno del regno di Saturno;
in ogni tempio suona “pace in terra,
agli uomini di buona volontà".

(da Ultima Thule, 1880)

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Nella notte cupa di dicembre / Tanto felice albero felice / Coi rami che non ricordano / La loro verde felicità.
JOHN KEATS




Algernon Charles Swinburne (Londra, 5 aprile 1837 – Putney, 10 aprile 1909), poeta e drammaturgo britannico, di epoca vittoriana. Personalità eccentrica, con un forte gusto della provocazione artistica, fu attivo nella cerchia estetista, romantica e poi decadente. La sua poesia, pagana e ispirata alla libertà medioevale, fu molto controversa.


Henry Wadsworth Longfellow (Portland, Oregon, 27 febbraio 1807 – Cambridge, Massachusetts, 24 marzo 1882), letterato statunitense. Influenzato dal movimento romantico europeo, ne trasferì gli aspetti più superficiali nel nuovo mondo, del quale cantò leggende e miti.


mercoledì 1 dicembre 2021

Poesie per dicembre VIII


Dicembre. Il mese freddo che dà inizio all’inverno ma che reca in sé la speranza del solstizio, l’antica festa del Sole trasformatasi nel Natale cristiano. Quel sole che trasfigura la terra gelida nella poesia di Ada Negri e che fa più miti i campi nei versi di Andrea Zanzotto.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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ADA NEGRI

MATTINATA INVERNALE

Ricordo.— Era il Dicembre:
la campagna apparìa smorta di neve,
irta di ghiacci.— L’alba tersa e lieve
animava il silenzio.

A l’orïente gelido
il sol rifulse: e allor, trasfigurata,
la neve palpitò come baciata,
e si fè tutta rosea:

Sovra le rame squallide,
su l’erbe vive ancor, su le brughiere
palpitò di dolcezza e di piacere
nel mattino purissimo.

(da Tempeste, Treves, 1895)

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ANDREA ZANZOTTO

PER IL MITE DICEMBRE OVE L’ERBA

Per il mite dicembre ove l'erba
immune ridonda
offerta ultima sui vecchi balconi,
acque gentili a stimolare i tardi
campi, sussurro fervido di venti
felicemente giunti.
E' dunque il fausto
il pingue inizio,
sparisce la devastazione?
Deviante per selve raggio ignaro,
per cristalline sedi, angoli angelici,
intirizziti
intirizziti amori?
...............
Non adulti i dolori?

(da Vocativo, Mondadori, 1957)




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LA FRASE DEL GIORNO
Dicembre è arrivato in silenzio, allungando le notti fino quasi ad unirle.

ÁNGEL GONZÁLEZ, Parola su parola




Ada_Negri

Ada Negri (Lodi, 3 febbraio 1870 – Milano, 11 gennaio 1945), scrittrice proveniente dalle classi operaie, insegnante a Motta Visconti, predilesse tematiche a sfondo sociale, su cui con il tempo prevalsero i sentimenti e il ricordo. Unica donna ammessa all’Accademia d’Italia, fu candidata due volte al Nobel.


Zanzotto_AndreaAndrea Zanzotto (Pieve di Soligo, 10 ottobre 1921 – Conegliano, 18 ottobre 2011), poeta italiano tra i più importanti del secondo Novecento. La sua poesia, che scava profondamente nella materia linguistica, è legata alle tracce e alle memorie del suo paese natio: "Qui non resta che cingersi intorno il paesaggio”.


martedì 1 dicembre 2020

Poesie per dicembre VII


La natura accidiosa del poeta goriziano Carlo Michelstaedter, il ghiaccio e la neve della poetessa statunitense Luise Glück, Premio Nobel di questo 2020 che ci vede ancora una volta confinati nelle nostre case con la prospettiva di un Natale sottotono: sono due aspetti meteorologici di dicembre che si riflettono negli stati d’animo.

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FOTOGRAFIA © ALAIN AUDET/PIXABAY
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CARLO MICHELSTAEDTER

DICEMBRE

Scende e sale senza posa
nebbia e pioggia greve e scura,
nella nebbia la natura
si distende accidiosa.

Goccia, goccia lieve chiara
va sicura al suo destin
scende e spera, e vanno a gara
altre gocce senza fin.

Giù l'attende terra molle
dove all'altre unita va
a formar le pozze putride
per i campi e le città.

Nella pozza riflettete
gocce unite in società
grigio in grigio terra e cielo
per i campi e le città.

Ma la noia il disinganno
fa le gocce sollevar
ed il bene che non sanno
van col vento a ricercar.

Dalle pozze dalle valli
sale il velo e in alto va,
non ha forma né colore
l'affannosa umidità.

Nella nebbia la natura
si distende accidiosa,
scende e sale senza posa
pioggia e nebbia fastidiosa.

(da Scritti, 1912)

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LOUISE GLÜCK

INIZIO DI DICEMBRE A CROTON-ON-HUDSON

Lance di sole. Lo Hudson si
scheggia di ghiaccio.
Sento i dadi d’osso
della ghiaia nel vento scricchiolare. Pallida
d’osso, la neve recente
aderisce come pelliccia al fiume.
Stasi. Partivamo per consegnare
regali di Natale quando scoppiò la gomma
l’anno scorso. Sopra le morte valve pini cimati
Da un temporale stavano, i rami spogli…
Ti voglio.

(da Primogenito, 1968)

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LA FRASE DEL GIORNO
Dicembre / e il cielo ritorna / con una mangiatoia / e con un albero di Natale /addobbato.
TAKIS VARVITSIOTIS




Carlo Raimondo Michelstaedter (Gorizia, 3 giugno 1887 – 17 ottobre 1910), scrittore, poeta filosofo e letterato italiano. Sul versante lirico, ha lasciato poesie di varia ispirazione e di diverso spessore con suggestioni petrarchesche, carducciane, dannunziane e leopardiane che ricalcano la sua riflessione teorica. Si uccise a 23 anni dopo un litigio con la madre.


Louise Elisabeth Glück (New York, 22 aprile 1943), poetessa statunitense nata da famiglia ebrea ungherese. È stata premiata con il Pulitzer nel 1993 ed è stata Poeta Laureato del Congresso nel 2003. Per anni lettrice d’inglese al Williams College, ora insegna a Yale. Nel 2020 è stata insignita del Premio Nobel per la Letteratura.


domenica 1 dicembre 2019

Poesie per dicembre VI


Dicembre, il mese che porta l’inverno e il freddo – “Bianco Natale” e neve mentre nei salotti riscaldati dal camino famigliole da pubblicità celebrano una festa religiosa trasformata in rito pagano e commerciale. Un mese che la scrittrice cubana Gertrudis Gómez de Avellaneda, abbandonati i mari caraibici e andata a vivere in Spagna a 22 anni, odia profondamente, un mese che sembra non piacere neppure al poeta basco Karmelo C. Iribarren.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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GERTRUDIS GÓMEZ DE AVELLANEDA

AL SOLE, IN UN GIORNO DEL MESE DI DICEMBRE

Regna nel cielo, Sole! Regna e infiamma
con il tuo divino fuoco il mio stanco petto:
senza luce, senza brio, compresso, stretto,
un raggio anela della tua ardente fiamma.

Al tuo influsso felice germoglia la gramigna,
il gelo cede al tuo fulgore disfatto;
Sali! A dispetto del rigido inverno,
Re della sfera, sole, la mia voce ti chiama.

Dai campi felici dove la mia culla
ricevette il tesoro dei tuoi raggi
mi allontana per sempre la fortuna.

Sotto altro cielo, in altra terra piango,
dove la nebbia mi opprime importuna...
Sali a romperla, sole! Io ti imploro!


(da Poesie liriche, 1877)

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KARMELO C. IRIBARREN

INTUIZIONE DEL FREDDO

Per Itzíar Mínguez Arnáiz

Non è quello dell'infanzia,
le mattine di dicembre,
lungo il fiume,
a scuola.

Né si tratta di quell'altro
che ti avrebbe sorpreso
anni dopo
più di un’alba
a barcollare.

No, questo è diverso, questo
fa paura:
arriva
del futuro.


(da Altra città, altra vita, 2011)

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LA FRASE DEL GIORNO
Dicembre davanti ti agghiaccia e dietro ti offende.
PROVERBIO ITALIANO





Gertrudis Gómez de Avellaneda (Puerto Príncipe, Cuba, 23 marzo 1814 – Madrid, 1º febbraio 1873), scrittrice cubana. È considerata una figura di spicco del romanticismo spagnolo. La sua opera più nota è Sab, un romanzo sulla lotta contro la schiavitù.


IribarrenKarmelo C. Iribarren (San Sebastián,  19 settembre 1959), è un poeta spagnolo, autodidatta. Associata al “realismo sporco” di Bukowski e Carver, in realtà la sua è una poesia più minimale, molto spesso frutto di osservazione della strada e dei bar, che l’ha fatta definire “realismo pulito” e “poesia di esperienza”. Tra le sue raccolte poetiche Serie B, Dal fondo del bar, Ondata di gelo, Attraversando la notte, La pelle della vita.

sabato 1 dicembre 2018

Poesie per dicembre V


Dicembre porta l’inverno e le sue nevicate: ecco quella isolante, quasi protettiva, del poeta romeno George Bacovia che racchiude gli amanti in una casa calda mentre fuori infuria la tempesta. E poi la neve che il poeta lucano Rocco Scotellaro, spaesato,  trova sui monti trentini.

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Neve

FOTOGRAFIA © ODYSSEY

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GEORGE BACOVIA

DICEMBRE

Guarda come nevica dicembre.
Guarda la neve alla finestra, amore mio.
Di’ che portino altra legna,
per poter sentire il fuoco ruggire.

Avvicina la poltrona alla stufa,
che dobbiamo udirlo nel focolare.
Devo imparare la sinfonia della tormenta
o dei miei giorni – è lo stesso.

Di’ che portino anche il tè
e vieni più vicina, più vicina, per favore.
Leggimi qualcosa sui poli.
Lascia che la neve ci seppellisca…. Ci seppellisca.

Che bel tepore qui nella tua casa;
per me è totalmente sacra.
Guarda come nevica dicembre.
Non ridere. Continua a leggere…

È giorno e che buio c’è!
Ci serve una lampada. La porterai?
Guarda, la neve è alta quanto il muro,
la serratura della porta si è gelata.

Non andrò da nessuna parte oggi
il portico e il cortile sono invasi dalla neve.
Guarda come nevica dicembre.
Non ridere. Continua a leggere.

(da Piombo, 1916)

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ROCCO SCOTELLARO

L’ADIGE SCROSCIA

Hai visto per le montagne trentine
gioca il vento le sue rapine
sugli uomini che parlano quieti
sotto i campanili.
Le strade sono lacere ferite.
l’Adige scroscia qua dalla barriera.
Questa è la terra straniera
dei monaci bianchi
che sono i monti di neve.
Qui può stancarsi la melanconia
perché mi sono disperso e il mio grido
s’agghiaccia nella gabbia della funivia.

Dicembre 1947

(da Margherite e rosolacci, 1978)

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LA FRASE DEL GIORNO
Godi il regalo della luce / del cielo di dicembre, / tanto discreta / che è quasi solo trasparenza, / non dà fastidio ed è bellissima.
ÁNGEL GONZÁLEZ, Niente di grave


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BacoviaGeorge Bacovia, pseudonimo di George Andone Vasiliu (Bacău, 17 settembre 1881 – Bucarest, 22 maggio 1957), poeta romeno. Appartenuto al movimento simbolista, fu un antesignano del modernismo romeno.


Rocco Scotellaro (Tricarico, 19 aprile 1923 – Portici, 15 dicembre 1953), scrittore, poeta e politico italiano impegnato nella lotta per miglioramento delle condizioni economiche e sociali dei contadini. La sua poesia è caratterizzata da da un'ambientazione pastorale serena, da un'armonia di immagini e visioni che esaltano la vita bucolica.


venerdì 1 dicembre 2017

Poesie per dicembre IV


Il poeta honduregno Marco Antonio Madrid racconta molte facce di dicembre, intarsiandole nei suoi versi: la tradizione, le feste, il Natale, la fine di un anno,le riunioni familiari, ma dall’altro lato, la tristezza di chi è solo, la disperazione di chi ha perso un figlio, la nostalgia di chi torna e dovrà ripartire. Il poeta spagnolo Ángel González  filosofeggia pessimista sulla vita e sullo scorrere del tempo, ma intanto si lascia ammaliare dalla dolcezza della luce del cielo dicembrino.


Inverno

FOTOGRAFIA © GEORGE HODAN.


MARCO ANTONIO MADRID

DAGHERROTIPO PER UN RICORDO

Dicembre è un fiume che viene da lontano,
                                                da chissà quale allegria,
da chissà quale colore.
Ci porta la sua acqua miracolosa. E noi lo riempiamo
                                                di presepi,
di comete e candelabri che navigano verso il sole.
Dicembre è un albero dalle minuscole foglie,
è un pane dolce ma è anche la solitudine
di chi aspetta al freddo
con un lungo fiato di alcol nel suo cuore.
Dicembre è l’aroma della polvere pirica nella nebbia,
è un giradischi con una vecchia canzone.
“Se ne va dicembre, è già l’anno nuovo”.
Dicembre è una folla: la vecchia prega
                                                il bambino piange…
Alcuni ragazzi ballano, alcuni cantano, un altro
vuota un bicchiere di liquore. Dicembre è l’abbraccio profondo
di chi torna da un posto lontano macchiato di nostalgia
                                                e solitudine,
è la mezzanotte annunciata da un suono di campane
                                                attenuate
dagli scoppi dei fuochi d’artificio in un cielo a colori.
In questa folla ci sono grida, promesse
                                    parole di esultanza…
Con questa folla dividi la speranza.
In questa folla mutevole c’è il tuo volto, c’è la tua voce.
“E senti che tutto finisce, che scorre la vita,
                                     che corrono gli anni,
che se ne va dicembre”. Il giradischi non smette di suonare.
Ieri un uomo ha seppellito il figlio morto. Oggi da solo
                                                            viene a piangerlo.
Il vento della notte si fa più intenso.
La pioviggine cade senza sosta.

(da La voce segreta delle acque, 2010)

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ÁNGEL GONZÁLEZ

NON C'È FRETTA

Lascia che passino questi giorni,
lascia che passino questi anni,
e intanto
godi il regalo della luce
del cielo di dicembre,
tanto discreta
che è quasi solo trasparenza,
non dà fastidio ed è bellissima.
Lascia che passino questi anni,
pochi altri ancora,
sii paziente e aspetta
con la sicurezza che con essi
si sarà compiuto
definitivamente tutto.

(da Niente di grave, 2009)

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LA FRASE DEL GIORNO
Come è bella la luna di dicembre / che guarda calma tramontare l'anno. / Mentre i  treni si affannano si affannano / a quei fuochi stranissimi ella sorride.
SANDRO PENNA, Poesie




Marco Antonio Madrid (San Nicolás, 1968), poeta honduregno. Laureatosi in Lettere, ha lavorato come professore di filosofia e lettere in diverse università dell'Honduras. La sua attività didattica si è sviluppata principalmente presso il Dipartimento di Lettere dell'Università Nazionale Autonoma nella Valle della Sula.


Ángel González Muñiz (Oviedo, 6 settembre 1925 – Madrid, 12  gennaio 2008), poeta spagnolo della Generazione del ‘50. Premio Principe delle Asturie nel 1985 e Premio Regina Sofia nel 1996. La sua opera mescola intimismo e poesia sociale con un tocco ironico. Il passare del tempo, l’amore e la civilizzazione sono i suoi temi ricorrenti, giocati su toni di un’ottimistica malinconia.



giovedì 1 dicembre 2016

Poesie per dicembre III

 

Dicembre è il mese del solstizio e delle luci di Natale: sembrano replicare quello che più ci manca durante l’inverno, quello che ci ha immalinconito l’anima per tutto novembre. Quella promessa di nuova luce è il viatico per il passaggio dell’anno, è la speranza di una nuova primavera, come rileva Valerio Magrelli. Un alleggerimento che è anche quello di Sandro Penna, che vede una luna ingenua sorridere sul freddo tramontare dell’anno.

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Tramonto

JOE KAZIMIERCZYK, “TRAMONTO INVERNALE A MONTGOMERY”


VALERIO MAGRELLI

DICEMBRE

Minimo omaggio a John Donne

Dicembre, il lavandino si è svuotato:
tutta la luce se ne è andata via,
finché il mese sfinito, prosciugato,
giunge al cospetto di Santa Lucia.

Nel tenebrore della siccità
le mattinate sgocciolano notte,
e col solstizio dell’oscurità
l’intero anno si contrae per otte-

nere che lentamente, esile, torni
il moribondo flusso di corrente
ed un nuovo splendore inondi i giorni.

Solo così rinasce quel potente
getto di sole che rimette in moto
ruota, ciclo, marea, nascita, photos.

(da Il sangue amaro, Einaudi, 2014)

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SANDRO PENNA

COM’È BELLA LA LUNA DI DICEMBRE

Come è bella la luna di dicembre
che guarda calma tramontare l'anno.
Mentre i treni si affannano si affannano
a quei fuochi stranissimi ella sorride.

(da Poesie, Garzanti, 1973).

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LA FRASE DEL GIORNO
Dicembre / E il cielo ritorna / Con la sola cornice / Di uno specchio / Nudo.
TAKIS VARVITSIOTIS




Valerio Magrelli (Roma, 10 gennaio 1957), poeta, scrittore, traduttore, critico letterario e accademico italiano. Laureato in Filosofia all'Università di Roma, insegna Lingua e letteratura francese all'Università di Cassino. È autore di molte traduzioni di autori francesi come Mallarmé, Valéry, Jarry, Char, Ponge.

martedì 1 dicembre 2015

Poesie per dicembre II

 

Dicembre è mese di riflessioni, sospeso tra la fine dell’autunno e le luci di Natale: il poeta romantico John Keats sottolinea la cupezza delle notti di dicembre, fredde e ventose, e ne approfitta per paragonare il cambiamento naturale alla condizione umana, che non sa capacitarsi della fuga del passato. Anche la poetessa catalana Gemma Gorga raffronta il cadere delle foglie allo scorrere del tempo, alla vita.


Silent evening

EVGHENY LUSHPIN, “SILENT EVENING” 


JOHN KEATS

CANZONE

I

Nella notte cupa di dicembre
Tanto felice albero felice
Coi rami che non ricordano
La loro verde felicità:
Il vento non può dissolverli
Sibilando bianco tra loro,
Né le fredde sgelate trattengono
I germogli di primavera.

II

Nella notte cupa di dicembre
Tanto felice felice ruscello
Per le acque che non ricordano
Lo sguardo caldo del sole
E nell'oblio trattengono
Tormenti di cristallo
Dolci senza lamenti
Al tempo ghiacciato.

III

Oh, fosse così per tanti
Ragazzi e dolci amanti!
Ve n'è mai stato uno
Che non ha pianto al passato?
Percepire il mutamento, sentirlo,
Sapere che nessuno può sanarlo,
Che i sensi non possono indurirlo.
Questo mai è stato detto in poesia.

(Song, da Poeti romantici inglesi, Mondadori, 2005 – Traduzione di Franco Buffoni)

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GEMMA GORGA

LIBRO DELLE ORE: DICEMBRE

Dalla finestra guardo la piazza: ai platani
restano quattro foglie stanche che non
si decidono a spiccare l’ultimo volo. Quattro
sono anche i giorni che penzolano dal calendario,
sul punto di cadere quando nessuno guarda. Tutto
finisce per staccarsi e scivolare a terra
con il vento freddo della brutta
stagione. Il processo è lento, quasi
impercettibile. Bisogna restare notti intere
ad abituare lo sguardo alla quiete
prima di sentire come la vita perde i petali,
perde i giorni, perde l’ossigeno, perde gli uccelli,
perde i corpi e perde le risposte. Anche i morti
celebrano il Natale, seduti attorno
ai giocattoli. Dietro la finestra penso
a loro, ed è un modo di pensare a me.
E la vita perde le foglie, indifferente
a tutto, come un’immensa pianta caducifoglia.

(El llibre d’hores: desembre, da Instruments òtics, 2005)

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LA FRASE DEL GIORNO
A fine d’anno lo stagno / abbassa la palpebra grigia. / Scintillano sulla città / le luci di Cristo.
ANNE SEXTON, Diciotto giorni senza te





John Keats (Londra, 31 ottobre 1795 - Roma, 23 febbraio 1821) poeta inglese, unanimemente considerato uno dei più significativi letterati del Romanticismo. Peculiarità della poetica di Keats è la vivace rispondenza alla bellezza della poesia e dell’arte.


Gemma Gorga i López (Barcellona, 1968), poetessa catalana. Laureata in Filologia Spagnola, insegna all’Università di Barcellona. La sua poetica, iniziata con Ocellania nel 1997 e proseguita con la prosa poetica di Libro dei minuti, è un'ossessiva ricerca di costruzione sul disordine.


lunedì 1 dicembre 2014

Altre due poesie per dicembre

 

Il freddo dicembre si presenta ancora una volta con le sue luminarie e le sue decorazioni. Eccolo declinato in due contesti cittadini, con ansie e riflessioni dettate dai suoi giorni brevi e dal contrasto tra il buio e le luci, da Leonardo Sinisgalli, il poeta-ingegnere lucano trapiantato a Milano (una Porta Nuova ben diversa da quella odierna dove svettano la torre dell’Unicredit e i grattacieli del “Bosco verticale”), e da Piero Bigongiari, poeta fiorentino.


Mesiano

FOTOGRAFIA © ALESSIO MESIANO.


LEONARDO SINISGALLI

DICEMBRE A PORTA NUOVA

Mi raccoglie nel suo gomito
inerte la fredda sera d'autunno.
Scorre deserta sulle foglie

e mi ridesta a ogni tonfo
dei castagni. Tutto il bene
che mi resta forse è in quest'ora
calma che si accerta
a questa svolta che si gonfia
d'acque perché la ripa si fa stretta.
Poi rotta la dolcezza dell'indugio

ogni cosa decade con più fretta
e non mi duole l'alito d'ombra
che mi gela la fronte.
Sopra la spalletta curvo m'assale
il vento dalla buca del ponte.

(da Vidi le muse, Mondadori, 1943)

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PIERO BIGONGIARI

SUL LUNGARNO DI DICEMBRE,
TRA UN PONTE E L'ALTRO IN COSTRUZIONE

È l'acqua che ha toccato la Tua mente
questa che scende dolcemente a valle
e muove il remo abbandonato sullo
scalmo come il pensiero al renaiolo.

È l'acqua del diluvio, delle tenebre.
Un blu affligge tenero le strade
poi più intenso è un colore d'uragano.

Da un caffè nel tepore del Lungarno
stendo la mano a Te, Signore delle
acque calme dentro la mandorla
cilestrina dei ponti,
                      lasciata la presa

si piega il timone della mia vita
al filo di queste acque indifferenti
dove il sole annega con luce lunare
un ultimo riflesso del fuoco primo.

Scendono dalla Tua eterna differenza
che nel lago del cuor m'era durata
i primi fuochi ciechi delle rive.

(da Le mura di Pistoia, 1958)

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LA FRASE DEL GIORNO
Il sole che fa breve il giorno di dicembre, / Rosa desolata sulle colline grigie, / Cupamente cerchiato, ha dato al mezzogiorno / Una luce più triste della luna calante.
JOHN GREENLEAF WHITTIER, Snow-Bound




Leonardo Sinisgalli (Montemurro, 9 marzo 1908 – Roma, 31 gennaio 1981), poeta,  saggista e critico d'arte italiano. Noto come Il poeta ingegnere per il fatto che lavorò per Olivetti e Pirelli e per aver fatto convivere nelle sue opere cultura umanistica e cultura scientifica. Fondò e diresse la rivista “Civiltà delle macchine”.


domenica 1 dicembre 2013

Dicembre: due poesie

 

Inutile girarci intorno: dicembre è il mese del solstizio d’inverno e del Natale. Due feste di luce e di luci, che si intrecciarono nel corso dei secoli fino a questo Natale odierno commerciale e laico, americanizzato e decristianizzato. Alle luci e al messaggio ad esse legato dedica i suoi versi il poeta svedese Lars Gustafsson. La cattolica non dogmatica austriaca Christine Busta si interessa invece a un dicembre più spirituale, una lunga preparazione alla festa.


Christmas

PASCAL CAMPION, “CHRISTMAS IS COMING”, PARTICOLARE.

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LARS GUSTAFSSON

DICEMBRE È SEMPRE STATO IL MESE

Dicembre è sempre stato il mese
in cui si smetteva di esistere.
Si diventava una parentesi nel buio, o poco più.
Si accendevano lanterne, lampade e candele.
Ma era evidente
che non bastavano
contro il fiume straripante delle tenebre.
È facile capire
un messaggio natalizio
più pagano, più primitivo:
A qualsiasi costo con torce e fiaccole
riavere una luce solare
il cui ritorno non era mai scontato.

(da Sulla ricchezza dei mondi abitati, Crocetti, 2010)

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CHRISTINE BUSTA

CIÒ CHE VORREI DONARTI PER L’AVVENTO

Un suono d’organo antidoto al mattino cupo,
il mio respiro contro il vento gelido del giorno,
fiocchi di neve come promessa di stelle la sera
e una luce per la via di chi era dato per perso,
l’angelo, che nel cuore della notte
annuncia la rinascita dell’amore.
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LA FRASE DEL GIORNO
Ecco il mese di Posidone / comincia; e gonfiano d'acqua / le nubi e cupamente / le impetuose bufere rombano
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ANACREONTE




Lars_Gustafsson_02

Lars Gustafsson (Västerås, 17 maggio 1936), poeta e scrittore svedese. Dalla fine degli Anni ‘50 ha prodotto una copiosa opera letteraria composta da romanzi, saggi, poesie e racconti. Nominato al Nobel, ottenne la Medaglia di Goethe.


Christine Busta (Vienna, 23 aprile 1915 – 3 dicembre 1987),  poetessa austriaca. Si colloca nella lunga tradizione cristiana e trae temi e immagini dal Vangelo dipingendo un Dio enigmatico e oscuro, misericordioso, ma anche giudice inesorabile e legislatore severo. Entra in empatia anche con il mondo "pagano" dei miti greci.