Statistiche web
Visualizzazione post con etichetta poesia macedone. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta poesia macedone. Mostra tutti i post

lunedì 17 agosto 2026

Non siamo una religione


NIKOLA MADŽIROV

LUCE E POLVERE

Nello spazio fra
le quattro stagioni ti troverò,
quando si portano a passeggio i bambini
e le anime sono rese
come piatti sporchi
in una mensa operaia.

Non siamo una religione
e nessuno crede nelle
nostre sacre scritture.

I nostri sguardi si nascondono
fra le pieghe delle tende
che fanno filtrare le preghiere d’altri
e la luce cadente.

Si toccheranno i nostri angeli
quando ci abbracciamo
nell’oscurità, qualcuno accenderà una candela
per proclamare un regno?

Siamo la luce di un fiammifero bruciato
che al toccarlo
diviene polvere.

(da Poesia, 290, Febbraio 2014 - Traduzione di Piero Salabè)

.

L'opera di Nikola Madžirov, poeta della Macedonia del Nord, è profondamente influenzata dalla sua storia personale: nato in una famiglia di rifugiati delle guerre balcaniche, descrive spesso se stesso come "un discendente di rifugiati e un erede di case temporanee". Questa perenne condizione di transitorietà si riflette nitidamente in questi versi, che esplorano la vulnerabilità delle relazioni umane, la precarietà e l'assenza di radici fisse e in cui il sacro degrada nel quotidiano condividendone tutte le incertezze.

.

FOTOGRAFIA © HUYNH MAU

.


  LA FRASE DEL GIORNO 

Nell'abbraccio all'angolo riconoscerai / qualcuno che se ne sta andando da qualche parte. È sempre così. / Vivo tra due verità / come una luce al neon che trema in / una sala vuota.
NIKOLA MADŽIROV, Pietra spostata

.



Nikola Madžirov (Strumica, 27 maggio 1973), poeta, saggista e traduttore macedone. È coordinatore internazionale per Lyrikline, Haus für Poesie di Berlino. Ha vinto il premio Studentski Zbor per il miglior debutto in Macedonia e successivamente il premio DJS per il contributo alla poesia internazionale in Cina.


giovedì 18 giugno 2026

Navette veloci


BLAŽE KONESKI

LE RONDINI

Le rondini stridono all'alba
Uccelli che dividono il giorno dalla notte

Siamo navette veloci
Che tessono il vago filo del mistero

Il crepuscolo è il nostro elemento
Sfiorando il limite di un momento

Ci hai viste
Orlare l'aria all'acqua

Ma i cieli non conservano traccia della nostra opera.
Così piangono le rondini.

(da La cisterna, 1966)

.

Le rondini, in questi versi del poeta macedone Blaže Koneski diventano simbolo di confine e transizione: tra il giorno e la notte, ma anche tra il mondo visibile e quello invisibile. Il loro rapido volo nel crepuscolo è in grado di farci pensare alla natura mistica della vita, del tempo e dell'esistenza umana, che lasciano - come le rondini - una traccia fugace nel cielo.

.

FOTOGRAFIA © GARDEN BIRDWATCHING

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

M'accorgo del cielo infinito solo se una rondine ne percorre un tratto.
ROBERTO GERVASO, Aforismi

.



Blaže Koneski (Nebregovo, 19 dicembre 1921 - Skopje, 7 dicembre 1993), poeta, scrittore, traduttore e linguista macedone. Ha dato un contributo fondamentale alla codificazione della lingua macedone. Fu altresì uno dei maggiori e più noti rappresentanti della poesia macedone per la complessità tematica e la maestria stilistica della sua produzione.


mercoledì 12 febbraio 2014

Scrivi e non vuoi ricordare

 

NIKOLA MADŽIROV

COLUI CHE SCRIVE

Tu scrivi. Di cose che già esistono.
Mentre esse dicono che te le inventi.

Sei silenzioso. Come una rete lanciata
da pescatori clandestini. Come un angelo
che sa cosa porterà la notte.

E viaggi. Scordi
per potere ritornare.

Scrivi e non vuoi ricordare
la pietra, il mare, i fedeli
che dormono con le mani disgiunte.

(da Poesia, n. 290- Traduzione di Piero Salabè)

 


La rivista Poesia di febbraio, numero 290, propone una scelta di liriche di Nikola Madžirov, poeta macedone. Questi versi rappresentano bene la sua poetica, quella di un esule da se stesso, di un uomo che si interroga sul destino, sulla precarietà del vivere e del sentire, e alla fine il poeta è colui che cerca di interpretare quello che accade: “Molte cose sono cambiate nel mondo / da allora, molte cose il mondo ha cambiato in noi”.

.

Painting-by-Daniel-Cacoua-001

DIPINTO DI DANIEL CACOUA

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
L’istante lontano mi chiede ogni giorno: / “È questa la finestra?”, “È questa la vita?” e io rispondo:  / “Sì”, ma in realtà, “non so”, non so se / parleranno gli uccelli senza dire “cielo”.
NIKOLA MADŽIROV




Nikola Madžirov (Strumica, 27 maggio 1973), poeta, saggista e traduttore macedone. È coordinatore internazionale per Lyrikline, Haus für Poesie di Berlino. Ha vinto il premio Studentski Zbor per il miglior debutto in Macedonia e successivamente il premio DJS per il contributo alla poesia internazionale in Cina.


lunedì 22 dicembre 2008

Kočo Racin


Un poeta poco noto alla grande letteratura europea nasceva un secolo fa a Veles, in Macedonia. Il suo nome è Kočo Racin, pseudonimo di Kosta Solev, ed è considerato il fondatore della moderna poesia macedone.

Kočo Racin, nato da famiglia povera il 22 dicembre 1908, poté seguire studi regolari solo fino ai tredici anni, poi iniziò a lavorare nella bottega paterna: divenne un vasaio. Erano anni di fermento e Racin meditava sul lavoro e sulle ingiustizie, così si iscrisse al partito comunista macedone, divenendone il personaggio più importante. I guai iniziarono all’inizio del 1934, quando venne arrestato e imprigionato a Sremska Mitrovica: vi rimase due anni. Il suo gusto per l’indipendenza e per il ragionamento libero da ogni logica di potere politico gli costò l’espulsione dal partito nel settembre del 1940. Nel 1941 la Jugoslavia capitolò all’Asse e Racin si rifugiò a Sofia, in Bulgaria. Anche lì trovò i guai: ricercato dalla polizia, tornò in patria, a Skopje, dove venne nuovamente arrestato e torturato. Appena rilasciato, raggiunse i partigiani e mise al loro servizio la sua penna e la sua pistola. Il 13 giugno 1943 rimase ucciso in un incidente molto sospetto vicino a Kičevo.

La sua attività poetica e letteraria ebbe inizio nel 1928: canzoni, racconti, articoli storici, critiche e saggi. Importante per il suo paese è “Lo sviluppo della nostra nuova letteratura”: Racin argomenta che il modo migliore per sviluppare la moderna letteratura macedone è quello di combinare il ricchissimo folklore della regione con le visioni sociali del Novecento. Ma la sua opera più celebre è “Albe bianche” (Beli mugri), edita nel 1939 a Zagabria.


LENKA

Da quando Lenka ha lasciato
la camicetta di puro lino
incompiuta sul telaio
per andare con i suoi zoccoli
a selezionare tabacco alla fattoria,
il suo viso è cambiato,
le sopracciglia sono cadute
le sue labbra si sono tirate.

Lenka non è nata
per quel maledetto tabacco!
Tabacco - veleno dorato
per i suoi seni - ghirlande rosa.

Il primo anno è passato
e un carico giaceva sul suo cuore,
il secondo anno è trascorso
e il male ha dilaniato i suoi seni,
il terzo anno la terra
ha coperto il corpo di Lenka.

La notte, quando la luna
avvolge di seta la sua tomba,
la brezza soffia su di lei
il suo triste dolore:
"Perché è rimasta
incompiuta quella camicetta?
Era la camicetta della tua dote..."



* * *


GIORNI

Come collane intorno alla gola
file di pietre fredde
così i giorni si distendono
sulle nostre spalle e pesano.

Sono i giorni - i giorni
le difficoltà dei braccianti a giornata!

Si alzano nel primo mattino
e tornano a tarda sera,
al mattino portano via con sé la gioia
la sera portano indietro il dolore -

che tormento - possa essere
dannata - questa vita da cani!

Nascere uomo - diventare merce
nascere uomini - e morire bestia,
come una bestia, ammazzarsi di fatica tutta la vita
per gli altri, nei poderi degli altri.

Per i palazzi degli altri
scavate le vostre tombe nere.

Per voi niente se non lavoro duro
per voi niente se non guai -
infilate una collana di giorni
infilate anelli di ferro forgiato,

infilate la catena di ferro
legata intorno alla vostra gola!






 Kočo Racin 




* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *
LA FRASE DEL GIORNO
L'uomo solo è l'artefice della propria storia, anche se la storia segue le sue leggi.

KOČO RACIN, I bogomili di Dragovizza




Kočo Racin, pseudonimo di Kosta Apostolov Solev (Veles, 22 dicembre 1908 – Kičevo, 13 giugno 1943), poeta e scrittore macedone, considerato uno dei padri della moderna letteratura in lingua macedone.  La sua opera principale è la raccolta di liriche Beli mugri ("Bianchi albori", 1939), che riflette condizioni e aspirazioni del suo popolo.