Statistiche web
Visualizzazione post con etichetta ottobre. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ottobre. Mostra tutti i post

mercoledì 1 ottobre 2025

Poesie per ottobre XII


Ottobre, cuore dell'autunno, risalta nei versi di due grandi scrittori italiani del Novecento: il bolognese Riccardo Bacchelli ricorda con nostalgia i campi e le lunghe strade della sua terra colorate dalla stagione, tra la raccolta della frutta e la preparazione del mosto che sarà poi vino. Il ferrarese Giorgio Bassani presenta invece una scena marina, una spiaggia che sbiadisce nella pioggerella autunnale.

.

A. J. CASSON, "MILL LAKE, PARRY SOUND"

.


RICCARDO BACCHELLI

IMPROVVISA, LA FANTASIA...

Improvvisa, la fantasia m'ha condotto per le strade
rettilinee del Bolognese, bordate di rami
freddolosi, toccati dall'ottobre, con prospettive
di persiane verdi allineate sulle facciate.
Il Reno si stacca dai monti con incantevoli
indugi  e prende spazio  in pianura, alberi
e frutteti si spogliano con incredibile bellezza,
riposano al sole le terre. È il tempo
adesso che le cantine odorano di fermentazione,
e il contadino esce senz'arnesi a guardare
forse se qualche fosso non scola. Le terre,
gli uomini, il paese fortunato nelle adiacenze
del fiume, godono questo sole breve.
Gli uccelli son di passo.

 
(da Memorie del tempo presente, 1953)

.

.

.

.

GIORGIO BASSANI

MARINA D’OTTOBRE

Che la pioggia dilavi il cielo, e il sole
basso d’autunno vermiglio sfavilli,
viola si curverà la spiaggia al lieto
urto della risacca.
 
E andremo dentro la bruma, noi, nel lieve
sonno che su dal buio, dal segreto
sciacquio fuma, fidando che per noi e basta
 
un faro alfine brilli.

 
(da Storie dei poveri amanti, Astrolabio, 1945)

.


   LA FRASE DEL GIORNO   

Quando l'ottobre lento trascolora / è come il mosto dolce che le vespe / coprono fitte e ingorde dentro il fumo / tenue d' ottobre ch 'entra nelle stalle.
UMBERTO PIERSANTI, Passaggio di sequenza

.



Riccardo Bacchelli (Bologna, 19 aprile 1891 – Monza, 8 ottobre 1985), drammaturgo, giornalista, traduttore e critico teatrale italiano. La sua vasta produzione comprende poesie, romanzi, opere di teatro, saggi storici e critici. Al centro ideale della sua opera risalta l'ampia trilogia romanzesca Il mulino del Po.


Giorgio Bassani (Bologna, 4 marzo 1916 – Roma, 13 aprile 2000), scrittore e poeta italiano. Conosciuto soprattutto per i suoi romanzi ferraresi, Il giardino dei Finzi Contini e Gli occhiali d’oro su tutti, si considerava poeta e riteneva che esistesse un rapporto ben preciso tra la poesia e la sua prosa. La sua poesia nasce da moduli classici per evolversi ad assecondare il crepuscolare mal de vivre.


martedì 1 ottobre 2024

Poesie per ottobre XI


Ottobre e il suo vento che spazza via le foglie arrugginite: ne parlano il poeta argentino trapiantato a Parigi Juan José Saer, che osserva una sera in cui è facile immaginare la Senna e l'onnipresente Tour Eiffel sullo sfondo, e Néstor Martínez, poeta salvadoregno che  vive a Los Angeles, attratto dal suo giocoso e colorato vorticare che mette fine all'estate.

.

FOTOGRAFIA © ESKIPAPER

.


JUAN JOSÉ SAER

PER CANTARE

La sera è pulita come un lenzuolo vuoto.
A tratti, come una mano che scrive, il vento la offusca.
La divora,  come una speranza raggelata
da lampi di rimorso.
Sera tarlata di ottobre, luce sfrenata del giorno.
Non ho pace e sono felice.

(da L’arte di narrare, 1988)

.

.

.

.

NÉSTOR MARTÍNEZ

OTTOBRE

Ti diverti sulle foglie
scuoti i rami
scivoli giù dall'albero
giocoso, veloce, irrequieto,
dall’alto in basso
dal basso verso l'alto
vento del nord
salti da un albero all'altro
avvolgi il bosco
ti allontani veloce,
dietro di te una scia di foglie,
agitando  le braccia,
ti salutano
fino alla prossima estate.

.


   LA FRASE DEL GIORNO   

In autunno, d'ottobre, la pioggia cade pigramente, il vento respira, come se un tartaro offeso cantasse una canzone; una canzone infinita: oo - oo-oo-oo-oo.
MAKSIM GOR'KIJ, Le mie università

.



Juan José Saer (Serodino, 28 giugno 1937 – Parigi, 11 giugno 2005), scrittore e poeta argentino. È ritenuto uno dei più importanti ed influenti autori della letteratura latinoamericana e della letteratura in lingua spagnola del XX secolo. Spazio e tempo sono i temi principali della sua opera.


Néstor Martínez (San Salvador, 1957), scrittore, giornalista e poeta salvadoregno. Ha studiato giornalismo in El Salvador, negli Stati Uniti e in Svezia. Ha lavorato per anni al quotidiano Diario Co Latino e collabora con i quotidiani di Los Angeles in lingua spagnola La PrensaLa Opinión.


domenica 1 ottobre 2023

Poesie per ottobre X


“Il dolce sole” del poeta reatino Sergio Solmi e la pioggia che scolora la luce del poeta anconetano Francesco Scarabicchi: due aspetti meteorologici di ottobre, il mese autunnale per eccellenza, quello del foliage e delle caldarroste, delle foglie che cadono e del vino novello.

.

FOTOGRAFIA © LARISA KOSHKINA/PUBLIC DOMAIN PICTURES

.


SERGIO SOLMI

SOLE D’OTTOBRE

Bianco sole d'ottobre appena vivo
che l'ora abbrividente oggi allumini
il tuo volto di pace è fatto vano
teso il tempo scandisce la mia vita.
Ché le tue cieche braccia ormai sol bramo,
le tue dolcezze sfinite, i tuoi baci
smemorati e pesanti,
l'ombra notturna che su noi si serra,
o amore, fresco sepolcro, tu dolce
buio come la terra.

(da Solaria, Vol. 6, 1931)

.

.

.

.

FRANCESCO SCARABICCHI

DOVE CADE LA PIOGGIA

Dove cade la pioggia,
c’è la luce di ottobre
che finisce.

(da Il prato bianco, L’Obliquo, 1997)


.

.

   LA FRASE DEL GIORNO   

Sera tarlata di ottobre, luce sfrenata del giorno. / Non ho pace e sono felice.
JUAN JOSÉ SAER, L’arte di narrare

.



Sergio Solmi (Rieti, 16 dicembre 1899 – Milano, 7 ottobre 1981),  scrittore, poeta, critico letterario e saggista italiano. È stato poeta tanto originale quanto radicato nella tradizione italiana nonché felice traduttore. Come critico, si occupò di letteratura francese (Alain, Montaigne, Rimbaud), di paraletteratura e di Giacomo Leopardi.


Francesco Scarabicchi (Ancona, 10 febbraio 1951 – 21 aprile 2021), poeta e traduttore italiano, che si occupava anche di arti visive. La sua è definita una poesia realistica e le sue tematiche sono concentrate sui temi del tempo, della vita, della morte e del ricordo.



lunedì 10 ottobre 2022

Nelle notti di ottobre


BAI HUA

L’ESTATE È ANCORA LONTANA

Uno dopo l'altro i giorni passano,
qualcosa ti si avvicina nel buio
Siediti, cammina un po',
guarda cadere le foglie,
la pioviggine,
una persona cammina per strada,
l'estate è ancora lontana

Così veloce eh, nasce e scompare,
tutto il buono arriva nelle notti di ottobre,
troppo bello, inosservato,
una calma uguale a quella delle tue scarpe
pulite, sul bordo del letto
il passato è remoto, caldo, gentile,
come una vecchia scatola,
come la carta ingiallita di un libro,
e l'estate è ancora lontana

Un incontro casuale, forse dimenticato,
fuori fa un po' freddo
la mia mano sinistra stanca
tende segretamente a sinistra
Quella stupida idea fissa
lontana ma penetrante
l'estate è ancora lontana

Mai più perdere la pazienza per niente,
Mai più innamorarsi per niente
riprendere le vecchie abitudini
anno dopo anno deprimersi
Cottage di bambù, camicia bianca
Non sei nel fiore della vita?
Una determinazione rara
l'estate è ancora lontana

1984

(da L'estate è ancora lontana, 2020)

.

"L'estate è il tempo di Bai Hua nella poesia" scrive Fiona Sze-Lorrain: è uno stilema che il poeta cinese usa per misurare la sua vita, per valutare, proporzionare, paragonare e comprendere. E, naturalmente, è tempo desiderato, tempo che per molti mesi dell'anno diventa bramosa attesa oppure nostalgia.

.

FOTOGRAFIA © TORANGE

.


   LA FRASE DEL GIORNO   

Concentro le mie energie e posso vedere / la brezza pomeridiana / soffiare attraverso gli sguardi che incontro / Che malinconia / che franca benevolenza / e romantica allegria dei vecchi tempi.
BAI HUA

.



Bai Hua (Sichuan, 1956), poeta cinese. Dopo aver ottenuto una laurea in inglese presso il Guangzhou Foreign Languages ​​Institute, ha conseguito un Master in Tendenze letterarie occidentali presso l'Università di Sichuan.


sabato 1 ottobre 2022

Poesie per ottobre IX


Due dei Sonetti spirituali di Juan Ramón Jiménez per questo mese di ottobre: il mistero che si manifesta in piena luce nella caduta delle foglie, nella nudità dei campi ritemprati dall’aratura, traccia i confini della poesia del poeta spagnolo Premio Nobel 1958: l’estasi e la ricerca, la natura e lo spirito.

.

FOTOGRAFIA © OLEG SKLYANCHUK/FLICKR

.

.

JUAN RAMÓN JIMÉNEZ

OTTOBRE

Sdraiato sulla terra, là presente.
l’infinito paese castigliano,
che l’autunno avvolgeva nell’arcano
dorato del suo sole all’occidente.

Lento, l’aratro, parallelamente
la zolla apriva, e il seme con la mano
aperta nelle viscere il villano
gettava della terra, onestamente.

Pensai strapparmi il cuore, e là gettarlo,
pieno del suo soffrire alto e profondo,
del tenero terreno nel calore,

per vedere se, infranto, a seminarIo,
la primavera di svelasse al mondo
l’albero puro dell’eterno amore.

(da Sonetti spirituali, 1916)

.

.

.

.

JUAN RAMÓN JIMÉNEZ

OTTOBRE II

Nell’acqua calma e nella sua purezza
il sole indora il fiume e i suoi verdini;
le foglie secche vanno e i gelsomini,
gli ultimi, sull’oro con incertezza

Il cielo, verde, in più libera altezza
del suo ampio culmine, traccia i confini
del mondo in un estremo di giardini
fallaci. Sera piena di bellezza!

Che pace! Al pioppo chiaro giunge e canta
un uccello. Una nuvola svanisce
incolore e una farfalla graziosa,

luce, sprofonda nella luce… si alza
non so quale respiro, che fa triste
di non morir ancor di più la rosa.

(da Sonetti spirituali, 1916)

.

.

   LA FRASE DEL GIORNO   

In un crollo continuo di bellezza, / la vita si denuda, e si matura / la sua luce di verità divina.
JUAN RAMÓN JIMÉNEZ, Sonetti spirituali




JimenezJuan Ramón Jiménez (Palos de Moguer, 24 dicembre 1881 - San Juan, Portorico, 29 maggio 1958), poeta spagnolo premiato con il Nobel nel 1956, fu uno dei principali esponenti della Generazione del ’14 e del Modernismo. La sua ricerca poetica lo portò a privilegiare la poesia nuda ed essenziale, fatta solo di immagine e di parola al di là della musicalità esteriore.


venerdì 1 ottobre 2021

Poesie per ottobre VIII


Tutto il languore della stagione che si sfa, i suoi colori a volte prorompenti a volte delicati, i suoi grigi che anticipano l’argento di nebbia di novembre: questo è ottobre, raccontato dal poeta spagnolo José Ángel Valente e dal padovano Diego Valeri nella sua Venezia.

.

DMITRI DANISH, "OTTOBRE, VENEZIA"

.

.

JOSÉ ÁNGEL VALENTE

OTTOBRE

Una debole luce filtra
tra le foglie della sera.
Dammi
la tua mano e cammina
in punta di piedi con me
per non calpestarla mai,
per non ardere così lieve
nelle sue braci addormentate
e consumarti lenta
nel profilo dell’aria.

(da Frammenti di un libro futuro, 2000)

.

.

.

.

DIEGO VALERI

OTTOBRE A VENEZIA

Questi grigi di perla, e grigirosa,
e grigiverdi, in cui l'acqua ed il cielo
sembran vanire, come dietro un velo
d'eguale lontananza favolosa...
Giunge dal mare il fiato sonnolento
dello scirocco. Stancamente dondola
presso la riva l'ombra d'una gondola.
L'onda ha un singulto soffocato, dentro.
Venezia giace languida, disfatta.
E se un raggio di sol, rompendo il folto
delle nebbie, le palpita sul volto,
socchiude appena i gialli occhi di gatta.
La bionda carne delle pietre e il sangue
rosso dei rii, poi che il tramonto muore,
si scialbano d'un sùbito pallore
diaccio, come di febbre e il volto langue.
Dentro gli attoniti occhi di laguna
passan brividi foschi di tristezza;
lacrime di deserta tenerezza,
vi gocciano le stelle a una a una.
Un rio, tra case povere. Uno squarcio
d'azzurro in alto. Un viscido lustrare
d'olio nero nel fondo, e un occhieggiare
di vivi argenti sopra un verde marcio...
Ma il sole ora ha gittato a una cimasa
una pezza d'arancio e di granato
e l'acqua è tutta un brivido infiammato
che si riflette in faccia d'ogni casa.
Guizzi di rosse gemme e sprazzi d'oro
screziano l'ombra di velluto molle;
e un barcone di zucche e di cipolle
splende fastoso come un bucintoro.
Casette rosse d'un rosso di vela,
su cui lenta s'arrampica la vite
- e, giunta al sommo, spande la sua mite
verdura, e di sottile ombra le vela; -
aeree altane e balconi sereni
illuminati d'oleandri bianchi;
chiese vecchione e campanili stanchi
neri di salso e gialli di licheni;
muretti bigi chiazzati di scuro,
donde trabocca un cespo rosa, o pende
un tralcio d'oro, o al cielo si protende
l'ombra dogliosa d'un cipresso bruno;
come dolce, nel mobile cristallo
del rio, cupo e corrusco di scintille,
mirar le vostre tremule postille
d'ambra, di malachite e di corallo,
e calarsi e smarrirsi in quel beato
giardino ove fiorisce il fior del nulla,
ove la nostra tristezza fanciulla
ci attende col suo riso desolato...
Quando dalle stagnanti ultime brume
filtra, sul far dell'alba, un guizzo giallo,
l'acqua si salda in lucido metallo
e la pietra si stempra di roseo lume.
Poi, quando il sole, strappata ogni maglia,
nudo si lancia nell'azzurro nudo,
splendono i marmi d'un biancore crudo
di sale, e la laguna arde che abbaglia.
Ma alfine, ecco, su tutto s'è posata
la chiarità tranquilla del mattino;
e tra due cieli è fiorito il giardino
dove sogna la Bella addormentata.
Questa alberella dalle poche foglie,
pendule quasi per un fil di ragno,
nella sua rada trama d'oro vano
l'estremo riso d'autunno raccoglie.
Dietro e sopra, il deserto dell'azzurro,
muto infinitamente; ai piedi, l'onda
morta che inghiotte nell'ombra la sua fonda
albero e cielo con lene sussurro.

(da Poesie vecchie e nuove, Mondadori, 1952)

.

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Ottobre è là: quella nuvola nera / attesa sulla collina / piegata dai tocchi della sera.
ROCCO SCOTELLARO, È fatto giorno




ValenteJosé Ángel Valente (Orense, 25 aprile 1929 - Ginevra, 18 luglio 2000), poeta, saggista e traduttore spagnolo. Accostato al Gruppo poetico dei ‘50, dal 1966 evolve verso una poesia più esistenziale e influenzata dalla mistica.


Diego Valeri (Piove di Sacco, 25 gennaio 1887 – Roma, 27 novembre 1976), poeta, traduttore e accademico italiano, fu ordinario di Letteratura Francese all’Università di Padova per oltre vent’anni, tranne nel periodo 1943-45 quando riparò in Svizzera come rifugiato politico.


giovedì 1 ottobre 2020

Poesie per ottobre VII


Ottobre è il vero mese dell’autunno, quello che riempie i giardini di colori – ci penserà novembre a rendere grigia ogni cosa. Ma adesso è un ardere di rossi, di gialli, di bruni. In questo mare di dolcezza e malinconia si tuffano i poeti francesi Lionel Ray e René Guy Cadou.

.

FOTOGRAFIA © RON FLEISHMAN

.
.

LIONEL RAY

UNA SORTA DI CANTO

Una sorta di canto
identico al giorno che attraversa
il fogliame e scende,
furtivo, fino all’erba povera.

Un canto che parla d’ottobre
e d’acqua nascosta,
di lontananze senza amarezza,
di fronti mischiate, colline felici.

E questo bisogno di spazio tra
le parole, come una disposizione
di tracce e d’increspature.

Qui tra i fiori con il seme
delle onde, la vita circola e beve,
fuggiasca, ad antiche sorgenti.

(da Sillabe di sabbia, 2004 – Traduzione di Viviane Ciampi)

.

.

..

.

RENÉ GUY CADOU

OTTOBRE

Paese legato agli uccelli
Ai capelli delle donne
Alla spalla della più bella
Sono in piedi sui tuoi pianoforti cosparsi di foglie morte
In mezzo alla mia vita cosparsa anch'essa di foglie morte.

(da I sette peccati capitali, 1949)

.

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
E lungo i muri delle cancellate / la pietra aveva, dicevi, odore d'ottobre e il fumo / sapeva di campagna e di vendemmia.
FRANCO FORTINI, Poesia ed errore




Lionel Ray, pseudonimo di Robert Lorho (Mantes-la-Ville, 19 gennaio 1935),  poeta e saggista francese di padre bretone e madre vallona. Fino al 1970 ha pubblicato con il suo veronome, passando poi allo pseudonimo. Dopo una vita trascorsa nell’insegnamento, si è ritirato a Saint-Brieuc, in Bretagna.


René Guy Cadou (Sante-Reine-de-Bretagne, 15 febbraio 1920 – Louisfert, 20 marzo 1951), poeta francese. Ragazzo malinconico, portò quella nostalgia nella sua poesia. Tra i suoi temi la vita, l’amore, la fraternità e il ricordo dell’infanzia vista come un tempo felice.


martedì 1 ottobre 2019

Poesie per ottobre VI



Ottobre, l’autunno che divampa nel suo tingersi d’oro e di bronzo, di rame e di giallo. Tempo di funghi e di caldarrostai quando la sera si cerca il tepore del camino. Tempo di memorie e di dolcezze, tanto da aver fatto scrivere a Gesualdo Bufalino “Autunno, stagione sleale”. Quelle memorie che ritrova il poeta torinese Enrico Thovez, quelle dolcezze che sa cogliere Giovanni Pascoli.

.

FOTOGRAFIA © JPLENIO/PIXABAY

.

ENRICO THOVEZ

OTTOBRE

Calpesto adagio le foglie stridule al passo: ho rimorso
d'essere solo. Non penso soltanto a me quassù: sento
che un bene inutile palpita per l'aria, e fugge per sempre.
Guardate! È un magico incendio. Il sole basso sul colle
traversa d'un oro languido le masse rosse dei boschi.
Ardono pallidamente ; sembrano struggersi in fiamma
nel cielo cerulo: dicono qualcosa al cuore di tenero,
di grande. È forse il ricordo di un altro giorno d'autunno,
lontano, un altro tramonto languido d'oro, una fiamma,
e in fondo all'anima il lampo d'un indicibile amore.
Io salgo su per la ripida costa boscosa; mi pungo
aprendo a forza i cespugli, affondo in mucchi di foglie,
mi volto ansante a guardare, salgo più alto, più alto...
Al vento freddo le foglie accartocciate sui rami
crocchiano fragili, parlano. E tutt'attorno è un'immensa
caduta rossa di foglie, un rosso turbin di foglie.
Io, solo, ritto sul sommo della collina, protendo
la faccia al vento gelato, saluto il sole spettrale.
Godo del sibilo acuto dei rossi sciami, e mi creo
l'esile donna pensosa della mia mente, l'amante
che mi comprenda in quest'ora, in quest'angoscia, che langua
con me d'inutile amore per questo roseo fulgore
del cielo dietro le siepi, le rame e i tronchi dei boschi:
credo sentire sul viso il gelo della sua guancia...
Rabbrividisco; mi getto pel bosco a corsa, gemendo,
e annego me col mio spasimo nella pietà di quest'ombra.


(da Il poema dell'adolescenza, Streglio, 1901)

.

.

.

.

GIOVANNI PASCOLI

SERA D'OTTOBRE

Lungo la strada vedi su la siepe
ridere a mazzi le vermiglie bacche:
nei campi arati tornano al presepe
tarde le vacche.

Vien per la strada un povero che il lento
passo tra foglie stridule trascina:
nei campi intuona una fanciulla al vento:
Fiore di spina!...


(da Myricae, Giusti, 1891)

.

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Ed ero come il grappolo che resta / legato al tralcio dopo la vendemmia.
LINO CURCI, Un fuoco nella notte




Enrico Thovez (Torino, 10 novembre 1869 – Torino, 16 febbraio 1925) è stato un critico letterario, poeta e pittore italiano. La sua poesia usa il verso prosastico – due ottonari in realtà – e precipita spesso nell’enfasi, riuscendo a risaltare nella descrizione di ambienti oscuri e in penombra.


Giovanni Pascoli (San Mauro di Romagna, 31 dicembre 1855 – Bologna, 6 aprile 1912), poeta e accademico italiano, eccelso latinista, figura emblematica della letteratura di fine Ottocento. Nonostante la sua formazione eminentemente positivistica, è il maggiore esponente del Decadentismo.

lunedì 1 ottobre 2018

Poesie per ottobre V


Ottobre è l’autunno, il periodo in cui le foglie cambiano colore, è il mese che sa alternare piogge e giornate di sole. Può essere dolcissimo o malinconico, sa affascinare come un’altra faccia dell’aprile, come traspare in queste due poesie – di Fernanda Romagnoli, riservata poetessa romana, e di Karmelo C. Iribarren, autore basco, scelte per ottobre.

.

Ottobre

FOTOGRAFIA © COMFREAK/PIXABAY

.

.

FERNANDA ROMAGNOLI

NEL DUBBIO

Questo giorno d’ottobre ha iniziato
col sorriso stranito
di chi ritorna in città
da un viaggio, e gli sembra mutata,
di più misera apparenza,
le vie più strette. Possibile!
In così breve assenza! Sarà
che la stanchezza gli mette
malumore nell’animo, o che l’animo
non è desto del tutto.
Se almeno il sole sciogliesse
la foschia… Come il viso d’un fratello
che da lontano s’è riconosciuto
schiara tutta la via…
Sarebbe bello accadesse.
Nel dubbio, consideriamolo accaduto.

(da Il tredicesimo invitato,  Garzanti, 1980)

.

.

.

.

KARMELO C. IRIBARREN

OTTOBRE

I giorni passano
- come il postino davanti alla mia cassetta -
da lontano
            e si immolano

    sul mare
con molto sfoggio di colore
in un ultimo tentativo
di risultare
interessanti

(da Ondata di gelo, 2007)

.

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
C’è qualcosa in Ottobre / che fa zingaro il sangue. Dobbiamo alzarci e seguirla / quando da ogni collina in fiamme / ci chiama, e chiama ogni vagabondo per nome.
BLISS CARMAN, Canzoni da Vagabondia




Fernanda Romagnoli (Roma, 5 novembre 1916 – 9 giugno 1986), poetessa italiana. Visse un’esistenza chiusa e riservata, al seguito del marito militare a Firenze, Pinerolo e Caserta. Esordì nel 1943 con Capriccio, cui fece seguire Berretto rosso (1965), Confiteor (1973) e Il tredicesimo invitato (1980)


IribarrenKarmelo C. Iribarren (San Sebastián,  19 settembre 1959), è un poeta spagnolo, autodidatta. Associata al “realismo sporco” di Bukowski e Carver, in realtà la sua è una poesia più minimale, molto spesso frutto di osservazione della strada e dei bar, che l’ha fatta definire “realismo pulito” e “poesia di esperienza”. Tra le sue raccolte poetiche Serie B, Dal fondo del bar, Ondata di gelo, Attraversando la notte, La pelle della vita.


domenica 1 ottobre 2017

Poesie per ottobre IV


Ecco il colorato ottobre, a spalancare la porta dell’autunno, a condurci verso le nebbie di novembre e i primi freddi. Due poesie rurali per celebrarlo quest’anno, due poeti che ambientano le loro poesie nella campagna, quella lucana di Rocco Scotellaro e quella marchigiana di Umberto Piersanti.


Ottobre

FOTOGRAFIA © WALLPAPERCAVE.


ROCCO SCOTELLARO

OTTOBRE

L'estate si trascina
i cardi inariditi
e la mosca pusillanime,
le strade sparse di paglia,
il vuoto alle finestre,
il prezzemolo verde ancora
e il garofano nei vasi
ora che Ottobre s'impone.
Ottobre è là: quella nuvola nera
attesa sulla collina
piegata dai tocchi della sera.

(da È fatto giorno, Mondadori, 1954)

.

.

.

.

UMBERTO PIERSANTI

LO SPINO BIANCO

Le lunghe bacche rosse splendono
intatte quando l'ottobre entra,
i cieli sono i più azzurri
dell'anno, ma freddi e brevi,
porta pace lo spino
gli agnelli bianchi brucano foglie
e frutti, dormono al ceppo
ma quando viene la bruma
nera e spessa
e scolora le bacche, cascano secche
spegne malva e falasco
fa l'acqua nera
escono allora le anime dai rami
girano come fuochi quasi spenti
ma solo chi è malvagia lascia lo spino
se c'è uno che passa
quando annotta
dovrà seguirla
e perdere la strada

(da I luoghi persi, Einaudi, 1999)

.

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Sparge ottobre, col dolce movimento, / del sud, le rosse e le dorate foglie, / e nel cader delle sue chiare spoglie, / porta il pensiero all'infinito attento..
JUAN RAMÓN JIMÉNEZ, Sonetti spirituali




Rocco Scotellaro (Tricarico, 19 aprile 1923 – Portici, 15 dicembre 1953), scrittore, poeta e politico italiano impegnato nella lotta per miglioramento delle condizioni economiche e sociali dei contadini. La sua poesia è caratterizzata da da un'ambientazione pastorale serena, da un'armonia di immagini e visioni che esaltano la vita bucolica.


sabato 1 ottobre 2016

Poesie per ottobre III

 

C’è chi accoglie ottobre con la malinconica tristezza della fine dell’estate. In realtà ottobre è mese dolcissimo, inebriante con i suoi colori, con i rossi, i gialli, i bruni che tingono le foglie e si mischiano con l’azzurro del cielo e del mare, come nei versi del poeta greco Ghiannis Ritsos. Anche il poeta ferrarese Giorgio Bassani riesce a cogliere la solarità ottobrina, ancora lontana dai freddi grigiori di novembre. 


Ottobre

.FOTOGRAFIA © ZASTAVKI


GHIANNIS RITSOS

BEL SOLE INVERNALE

Il bel sole d’ottobre ha ubriacato le farfalle –
migliaia di farfalle bianche corrono sui cardi,
sul granturco giallo, sui bassi fondali della spiaggia,
a caccia delle loro ombre azzurre. Devi cedere – disse;
di nuovo cedere. Un’infima nobiltà. Tutti invecchieranno.
Si ammollirà anche il sasso nell’acqua. La farfalla più bianca
si posò sul berretto nero del cielo. Quello la prende,
la spinge con due dita tra le corde
nella rosa della chitarra; – è quella che passeggia ogni sera
fuori dai ristoranti popolari delle vie Chateaubriand e Doros.

Kàlamos, 29.X.72

(da Il funambolo e la luna, 1984 - Traduzione di Nicola Crocetti)

.

.

.

.

GIORGIO BASSANI
MI CHIEDI PERCHÉ MAI E QUANDO

Mi chiedi perché mai e quando
ti rispondo che è stato così
accorgermi semplicemente in un tardo pomeriggio qualsiasi
poniamo – giacché non è nemmeno detto - d’ottobre
del modo come la luce del sole colpiva il roseo
impervio fianco sud-ovest del palazzo
Sacchetti
- colpiva e al tempo stesso bagnava la luce non so se mi
segui… -
accorgermi delle foglioline nere e aguzze del rampicante - l’aria era mossa
capisci? - percorse a tratti
su su per il tramite di oscuri rameggi da una specie di
reiterata scarica elettrica la quale contemporaneamente
fosse infusa chissà come d’autentico e liquido
oro
e aver voglia di schianto dopo anni infiniti
di ridere ridere e insieme del suo perfetto
contrario

(da Opere, Mondadori, 2004).

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Ottobre è rosso e scende dai monti / di villa in villa / e di castagno in castagno
.
LUCIANO ERBA, il male minore




Ghiannis Ritsos (Monemvasia, 1º maggio 1909 – Atene, 11 novembre 1990), poeta greco tra i maggiori del XX secolo. Fu candidato nove volte al Premio Nobel. La sua vita fu animata da un'incrollabile fede negli ideali marxisti e nelle virtù catartiche della poesia.

giovedì 1 ottobre 2015

Poesie per ottobre II

 

Sparge le sue foglie ottobre, le consegna al vento, alle piogge, perché rientrino nel ciclo della vita: come nota il Premio Nobel spagnolo Juan Ramón Jiménez, prepara la natura al lungo riposo invernale, e lo fa con grazia e bellezza, riempiendo i boschi e i giardini di colori, quell’ottobre rosso” sorpreso in un parco milanese tra le moderne madri del dopoguerra dal poeta Luciano Erba.


parco_sempione

.FOTOGRAFIA © ALBERTO CANE BLOG


JUAN RAMÓN JIMÉNEZ

AUTUNNO

Sparge ottobre, col dolce movimento,
del sud, le rosse e le dorate foglie,
e nel cader delle sue chiare spoglie,
porta il pensiero all'infinito attento.

Che amena pace in questo stacco lento
da tutto; o prato bello, che i tuoi fiori
sfogli; oh già fredda, tu, acqua, che irrori
col tuo cristallo abbrividito il vento!

Incantamento d'oro, cella pura,
ove in anima il corpo è tenerezza,
gettato sopra un verde di collina!

In un crollo continuo di bellezza,
la vita si denuda, e si matura
la sua luce di verità divina.

(Otoño, da Sonetti spirituali, 1917 – Traduzione di Oreste Macrì)

.

.

.

.

LUCIANO ERBA

VANITAS VARIETATUM

Io talvolta mi chiedo
se la terra è la terra
e se queste tra i viali del parco
sono proprio le madri.
Perché passano una mano guantata
sul dorso di cani fedeli?
perché bambini scozzesi
spiano dietro gli alberi
qualcuno, scolaro o soldato
che ora apre un cartoccio
di torrone o di zucchero filato?
Ottobre è rosso e scende dai monti
di villa in villa
e di castagno in castagno
si stringe ai mantelli
accarezza il tricolore sul bungalow
nel giorno che i bersaglieri
entrano ancora a Trieste.
Tutto è dunque morbido sotto gli alberi
presso le madri e i loro mantelli aranciati
la terra, la terra e ogni pena d’amore
esiste altra pena?
sono di là dai cancelli: così le Furie
e le opere non sono finite.
 
Ma queste non sono le madri
io lo so, sono i cervi in attesa.

 
(da Il male minore, Mondadori, 1960)

.

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Nella nebbia d’ottobre / tutto il rosso è rosa.
JUAN RAMÓN JIMÉNEZ, Pietra e cielo




JimenezJuan Ramón Jiménez (Palos de Moguer, 24 dicembre 1881 - San Juan, Portorico, 29 maggio 1958), poeta spagnolo premiato con il Nobel nel 1956, fu uno dei principali esponenti della Generazione del ’14 e del Modernismo. La sua ricerca poetica lo portò a privilegiare la poesia nuda ed essenziale, fatta solo di immagine e di parola al di là della musicalità esteriore.


Luciano Erba (Milano, 18 settembre 1922 – 3 agosto 2010), poeta, critico letterario, traduttore del secondo Novecento, appartenente alla Quarta generazione della Linea Lombarda. Insegnò Letteratura Francese e Letterature Comparate  all’Università Cattolica di Milano.


mercoledì 1 ottobre 2014

Altre due poesie per ottobre

 

Due poesie che descrivono l’inquietudine di ottobre, magari non sul principio del mese, ma quando è già avanzato e annuncia con la caduta delle foglie l’arrivo dell’argentiere di nebbie novembre: quella malinconia inesplicabile è il tema dei versi di Ángel González  e di Franco Fortini.


FALL FOLIAGE

.FOTOGRAFIA © PAT LITTLE / AP


ÁNGEL GONZÁLEZ

A VOLTE, IN OTTOBRE, È QUELLO CHE AVVIENE

Quando non succede nulla,
e l’estate se ne è andata,
e le foglie cominciano a cadere dagli alberi,
e il freddo arrugginisce gli argini dei fiumi
e fa più lento il corso dell’acqua;

quando il cielo sembra un mare violento,
e gli uccelli cambiano paesaggio,
e le parole si sentono ogni volta più lontane,
come sussurri che il vento disperde;

allora,
si sa,
quello che avviene:

le foglie, gli uccelli, le nuvole,
le parole disperse e i fiumi,
ci riempiono di un’improvvisa inquietudine
e di pena.

Non cercatene il motivo nei vostri cuori.
È soltanto ciò che ho detto:
è quello che avviene.

(da Narices, buhitos, volcanes, 2000)

.

.

.

.

FRANCO FORTINI

CONGEDO

Piccola notte, è I’ora di lasciare
La lampada, e dormire.
Quali voci per le vie
A quest’ora? È I’ottobre
Dei carbonai, la nebbia.

Questo piccolo mondo ora non duole
Ed è buio e lontano
Coi suoi deboli treni.
È I’ora di lasciare
La lampada e guardare

Senza rimpianto il sonno.

1954

(da Poesia e errore, Feltrinelli, 1959)

.

..

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Ottobre volge in oro foglie d’acero; / Molte sono cadute, una indugia; / Presto scivolerà dal ramoscello / Soldo da dita di un avaro che muore.
THOMAS ALDRICH




Ángel González Muñiz (Oviedo, 6 settembre 1925 – Madrid, 12  gennaio 2008), poeta spagnolo della Generazione del ‘50. Premio Principe delle Asturie nel 1985 e Premio Regina Sofia nel 1996. La sua opera mescola intimismo e poesia sociale con un tocco ironico. Il passare del tempo, l’amore e la civilizzazione sono i suoi temi ricorrenti, giocati su toni di un’ottimistica malinconia.


martedì 1 ottobre 2013

Ottobre: due poesie

 

Ottobre è, come aprile, un mese colorato. Come scrisse Albert Camus, “l’autunno è una seconda primavera, quando ogni foglia è un fiore”. Quel rosso, quel giallo, quel brunito delle foglie osservano dal cuore di un giardino la poetessa Cristina Campo e un giovane Attilio Bertolucci.


343182

 RACHEL McNAUGHTON, “COLORI D'AUTUNNO, TOSCANA”


CRISTINA CAMPO

CANZONCINA INTERROTTA

Laggiù di primo ottobre
la marea delle foglie
all'angelica notte
già tratteneva il piede.

Non vedute cadevano
(là tutto era furtivo),
lento frusciava rune
al plenilunio un fico.

Sfilava dal tuo sogno
un micio le sue cabale,
veranda incomparabile,
dolce Capodimondo.

Solo la veemente
mia ora lacerava
sul cancello le rose ...
E riversa una statua

forse mordeva - al turbine
di quel volo - l'autunno,
origliere di muschio…

.

.

.

.

OTTOBRE

ATTILIO BERTOLUCCI

Sporge dal muro di un giardino
La chioma gialla di un albero.

Ogni tanto lascia cadere una foglia
Sul marciapiede grigio e bagnato.

Estasi, un sole bianco fra le nubi
Appare, caldo e lontano, come un santo.

Muto è il giorno, muta sarà la notte
Simile ad un pesce nell’acqua.

(da Sirio, 1929)

.

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
È il caro tempo dell'anno quando / più dolci nubi il cielo del mattino / attraversano, e il passo di chi parte / trova foglie più fitte nel sentiero / che s'allontana
.
ATTILIO BERTOLUCCI, Lettera da casa




Cristina Campo, pseudonimo di Vittoria Maria Angelica Marcella Cristina Guerrini (Bologna, 29 aprile 1923 – Roma, 10 gennaio 1977), scrittrice, poetessa e traduttrice italiana. Cresciuta nel culto della bellezza e animata da un'incoercibile tensione alla perfezione, etica non meno che estetica, fu influenzata a lungo dal pensiero di Simone Weil e di Hugo von Hofmannsthal.