venerdì 19 luglio 2024

Un apriscatole


CARLOS SPINEDI

A UN LETTORE INOSSERVATO

“Quante cose tra il calice e le labbra”
  Pallada – Antologia Palatina

Se mai le avversità
ti obbligassero a scegliere
tra un verso di Eliot,
una poesia equivoca di Kavafis,
o un’abbondante lattina di sardine
in olio d'oliva,
fai la tua scelta senza esitazione
e poi acquista un apriscatole multiplo
di acciaio inossidabile:
c'è qualcos'altro sul mercato
che poesie ermetiche
e bauli di lamiera leggera.

.

Capirei / se un’elegia ti pagasse la cena / se un’ode ti scaldasse la casa / se un inno ti curasse la pressione / se un idillio ti consentisse un salario / se un madrigale ti garantisse la pensione” scriveva Nelo Risi. Il poeta argentino Carlos Spinedi rovescia il punto di vista sulla bilancia del lettore: meglio comperare libri di poesia o una bella latta di sardine? E ancora, perché invece non investire su un bell’apriscatole resistente?

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

La passione non calcola mai il prezzo.
WILLIAM SOMERSET MAUGHAM, Il filo del rasoio

.



Carlos Spinedi (Río Gallegos, 1928 – Buenos Aires, 29 luglio 2015), poeta argentino. Negli anni Sessanta collaborò con Jorge Luis Borges e José Edmundo Clemente alla Biblioteca Nazionale. Tradusse dal greco Kavafis, Ritsos, Elytis, Seferis e Dimoulá. La sua poesia ricerca valori etici ed estetici che diano senso e un po' di bellezza all'esistenza.


giovedì 18 luglio 2024

Gli archi dell’amore


ALFONSO CALDERÓN

DONNA ADDORMENTATA

Sei sola sulla spiaggia,
amore mio,
e il tuo corpo accarezzato dai venti
ricorda i singhiozzi della schiuma.

Sei sola, ma nella tua solitudine
sogni vergini ti circondano,
e l'architettura seducente del mare
che avvolge onde come corpi posseduti.

Sogni, ma i sogni, amore mio
sono gli archi dell'amore,
e poi nel ricordo
resterà solo un profumo sulle labbra assorte,
il sapore di un pianeta che giace tremante,
come la pioggia, dolce,
come il silenzio, dolce,
come l'oblio, assoluto.

(da Primo consiglio agli arcangeli del vento, 1949)

.

Sono molti i poeti che descrivono l’amata addormentata (o l’amato). C’è quel mistero in chi dorme, quell’essere altrove pur rimanendo lì con il corpo. L’amata del poeta cileno Alfonso Calderón dorme su una spiaggia e fluttua nella sua solitudine nei territori oscuri del sogno: “Tu che conosci il caldo accento delle piume / e il calore infinito nascosto nella neve / cerca di penetrare questo vago futuro di sogno / in un prodigio di linfa o di rosa adolescente”.

.

FOTOGRAFIA © PXHERE

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

Continuo a pensare alla necessità di una vita interiore, quella che ci permetta di lasciare alle spalle le esigenze del mondo contemporaneo ed entrare, un po' storditi, nella pace di un nuovo giorno.
ALFONSO CALDERÓN, Ritorno in Sicilia




Alfonso Calderón Squadritto (San Fernando, 21 novembre 1930 – Santiago, 8 agosto 2009), scrittore, poeta e accademico cileno. Nel 1949 pubblicò la sua prima raccolta di poesie, Primo consiglio agli arcangeli del vento. La sua produzione letteraria abbraccia vari generi: poesia, memoria, romanzo, saggio e, soprattutto, quel genere ibrido, frammentario e residuo che è il diario.

mercoledì 17 luglio 2024

Le scarpe di lei


GHIANNIS RITSOS

SOTTO IL LETTO

Sotto il letto
le scarpe di lei
conservano la forma dei suoi piedi
il calore dei suoi piedi
respirano
e due uccelli bianchi
dagli occhi neri
con al collo
un anello cromato

(da Erotica, Crocetti, 1981 – Traduzione Nicola Crocetti)

.

"Ricordo un pomeriggio – mia madre era uscita da poco per una visita; / entrai nella sua stanza; m’infilai le sue scarpe – ancora calde dei suoi piedi – / ah, quel calore estraneo; – crebbi tutt’a un tratto come se avessi conosciuto / un peccato inspiegabile.  Per tutta la settimana non osai / guardare negli occhi mia madre. Mi nascondevo tra i cespugli del giardino / aspettando un castigo o una ricompensa – non so bene". Così racconta il poeta greco Ghiannis Ritsos  in Crisotemi.  Ed è rimasto nella sua psiche come un "peccato inspiegabile", visto che lo ritrova adulto in questi versi tratti da Erotica, che rappresentano le scarpe della donna amata rimaste sotto il letto.

.

LYNNE SAUNDERS, "LE TRE DI NOTTE"

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

Queste minime cose / per noi due / come son grandi. / Tutte.
GHIANNIS RITSOS, Erotica

.



Ghiannis Ritsos (Monemvasia, 1º maggio 1909 – Atene, 11 novembre 1990), poeta greco tra i maggiori del XX secolo. Fu candidato nove volte al Premio Nobel. La sua vita fu animata da un'incrollabile fede negli ideali marxisti e nelle virtù catartiche della poesia.


martedì 16 luglio 2024

Lei, l’innamorata


MEIRA DELMAR

L’ALTRA

Non sono quella che ti ama.

È un’altra,
che vive con la sua anima
dentro di me. A volte, sai,
chiudo gli occhi per
non cadere nei tuoi,
e ti parlo del vento
che scrive la mattina
nel suo diario di viaggio,
e dico sorridendo,
che un giorno me ne andrò.

Lei, l'innamorata,
allora mi attraversa le vene
e mi incendia il cuore.

E ti guarda in silenzio.
Dietro le mie palpebre, ti guarda
dimenticandoti.

E all’improvviso ti bacia con la mia bocca,
e crede che sia io
quella che ti bacia.

(da Isola segreta, 1951)

.

La dicotomia tra cuore e ragione, tra passione e coscienza, tra corporeo e incorporeo, è ben rappresentata dalla poetessa colombiana Meira Delmar: l’opposto si manifesta e si afferma attraverso un unico corpo, l’amore è l’istinto che erompe e fa abbandonare la razionalità.

.

RON HICKS, "CAFFÈ E BACI"
.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

Questo amore non è di adesso. / Non è in noi che comincia a sentirsi innamorato / questo amore per l'amore, / che non si aspetta nulla.
MEIRA DELMAR, Isola segreta

.



Olga Isabel Chams Eljach (Barranquilla, 21 agosto 1922 - 18 marzo 2009),  poetessa colombiana di origini libanesi, sin dal 1937 usò lo pseudonimo Meira Delmar. Professoressa di Storia dell’Arte e Letteratura, diresse per molti anni la Biblioteca Pubblica dell’Atlantico. Le sue poesie sono caratterizzate da una sensualità di fondo.


lunedì 15 luglio 2024

Coro di stelle


RICARDO PASEYRO

DANZATRICI

per Wilfredo Penco

Consolazione degli occhi, queste luci
– coro di stelle, soli, universi –
girano come danzatrici silenziose.
E mentre passano sempre più lontano
e aprono l'infinito al tempo,
la Terra oscura cammina cieca.

(da Poesie complete, 2000)

.

La poetica di Ricardo Paseyro, come dice Guido Castillo, "non è un modo di ignorare le cose, ma piuttosto un'aria innocente di attraversarle; e non serve nemmeno a scopi diversi dal motivo stesso del canto. Non c'è né estetismo, né realismo, né psicologismo; c'è una voce naturale e meravigliosa del mondo che canta lasciandosi guidare dalla propria meraviglia, al cospetto di un'espressione che lo attira, di una forma che lo racchiude". Come le stelle e i pianeti che danzano.

.

FOTOGRAFIA © FAIK AKMD/PEXELS

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

Pellegrino inutile, viaggiatore / dell'inferno, vado in lacrime, nella nebbia, / cerco la luce della terra, il segno / dell'infinito, l'incantesimo.
RICARDO PASEYRO, Il lato del fuoco

.



Ricardo Paseyro (Mercedes, 5 dicembre 1925 – Parigi, 5 febbraio 2009), scrittore e poeta uruguaiano, membro della generazione del '45. Diplomatico in Francia per 15 anni, vi riparò nel 1974 dopo il colpo di stato di Bordaberry, ottenendo la cittadinanza francese. Genero di Jules Supervielle, ne diffuse l’opera.


domenica 14 luglio 2024

Cos’è la saggezza?


JAIME SABINES

COME UCCELLI PERDUTI, XIX

Dato che ora non c'erano né maestri né alunni,
lo studente chiese al muro:
Cos'è la saggezza?
Il muro divenne trasparente.

(da Maltempo, 1972)

.

La saggezza del silenzio: quello rappresenta il muro in questi pochi versi del poeta messicano Jaime Sabines. E lo studente - come accade in moltissime storielle zen - si legge dentro e diventa il maestro di se stesso.

.

FOTOGRAFIA © DAZAIOSAMU/PIXABAY

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

Il segreto di Dio: / ha avvicinato le sue labbra al mio orecchio / e non mi ha detto nulla.
JAIME SABINES, Maltempo

.



Jaime Sabines Gutiérrez (Tuxtla Gutiérrez, 25 marzo 1926 – Città del Messico, 19 marzo 1999),  poeta e politico messicano. Noto come “cecchino della letteratura”, la sua poesia tendeva a trasformare la letteratura in realtà. I suoi scritti si basavano sulla sua presenza in vari luoghi quotidiani.


sabato 13 luglio 2024

Per le tue mani


BARTOLO CATTAFI

IL SENSO GIUSTO

Tutto quello che passa
per le tue mani
ha una dolce impronta
un senso giusto
un sapore di semi
si riscatta dall’onta
del suo essere plumbeo
ogni ruga si spiana
sull’arco della fronte
chi da te si diparte
a te ritorna
come un pane sparito
rifiorito nel forno.

(da Marzo e le sue Idi, Mondadori, 1977)


Lo scontro sanguinoso e soave”, così tipico della poesia di Bartolo Cattafi, “fra il concreto e l’astratto, fra il gusto cieco, amaro, inebriante della corporeità e il richiamo ansioso e imperioso di una misteriosa geometria celeste”, come lo fotografò Giovanni Raboni, trova una specie di spiegazione in quello che è “un intervallo del buio”, un momento in cui le cose sembrano andare incontro a una spiegazione in quell’indagine sulla condizione umana che in fondo è tutta la sua poesia.

.

DIPINTO DI TATJANA NESTEROVA

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

Era questo lo scopo della vita / rincorrerla su ogni proda / prima che bruciasse / e che poi per suo conto rinascesse / metterle il sale sulla coda.
BARTOLO CATTAFI, L’aria secca del fuoco




Bartolo Cattafi (Barcellona Pozzo di Gotto, 6 luglio 1922 – Milano, 13 marzo 1979),  poeta italiano. La sua poesia spazia sui dilemmi esistenziali con sensibilità di diarista, spesso con uno sguardo metafisico dove sono protagonisti il vuoto e la solitudine. Nei suoi versi il tema del viaggio è una costante metafora del vivere.


venerdì 12 luglio 2024

Luglio sulle spalle


PAOLO VOLPONI

MIA QUAGLIA

Della chiarissima quaglia
che nasce sulla spiaggia
agli approdi dei templi,
nell’ora che la luna di marea
rotola sabbia
e pesci luminosi,
tu hai lo smarrimento
e l’attonito canto.
Conosci il canneto
dove l’insetto sorpreso
annega nelle gocce,
il campo spiumato
alle piogge meridiane del grano.
Sul tuo collo
è giugno
stagione delle falci
dal tenero filo,
luglio sulle spalle
con steli d’avena,
agosto sulla schiena
dorme come un cacciatore.

(da L'antica moneta, Vallecchi, 1955)

.

Paolo Volponi - un po' come il Saba di “A mia moglie” ("Tu sei come una giovane / una bianca pollastra (...) / Tu sei come una gravida / giovenca (...) / Tu sei come la rondine / che torna in primavera") - nei suoi versi spesso paragona la figura femminile ad animali con uno stilema che, al di là del francescanesimo letterario,  serve a "elencare, prendere, usare, sentire la materia".

.

DIPINTO DI SAMANTHA FRENCH

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

Tu sei donna / d’arioso giardino / e di terrazzo, / donna del mio paese / affacciata ai torrioni.
PAOLO VOLPONI, L'antica moneta

.



Paolo Volponi (Urbino, 6 febbraio 1924 – Ancona, 23 agosto 1994), scrittore, poeta e politico italiano, senatore della Repubblica Italiana nel corso di due legislature. Partito da una posizione tardoermetica e neorealista, approdò al poemetto narrativo, propedeutico alla sua attività di romanziere.


giovedì 11 luglio 2024

Gli occhi del lettore


ÁNGEL GONZÁLEZ

LA VERITÀ DELLA FINZIONE

Gli occhi del lettore si riempirono improvvisamente di lacrime
e una voce amorevole gli sussurrò all'orecchio:
"Perché piangi, se tutto
in quel libro è una finzione?"
E lui rispose:
—Lo so;
ma quello che sento è vero.

(da 101 + 19 = 120 poesie, 2000)

.

Se il compito dello scrittore è quello di trasmettere agli altri ciò che prova, allora quando il lettore si emoziona e riesce a provare le stesse sensazioni – o sensazioni simili, visto che Octavio Paz riteneva che il lettore aggiungesse le proprie emozioni e il proprio vissuto a quello dello scrittore - riesce a raggiungere lo scopo. Ed è quello che dice in versi il poeta spagnolo Ángel González.

.

DAVID HETTINGER, "RAGAZZA CHE LEGGE IN GIARDINO"

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

Quando incontro un verso triste, / sento nell’anima come una carezza. / Non che mi conforti la tristezza altrui; / è che mi sento meno solo.
ÁNGEL GONZÁLEZ, Niente di grave

.



Ángel González Muñiz (Oviedo, 6 settembre 1925 – Madrid, 12  gennaio 2008), poeta spagnolo della Generazione del ‘50. Premio Principe delle Asturie nel 1985 e Premio Regina Sofia nel 1996. La sua opera mescola intimismo e poesia sociale con un tocco ironico. Il passare del tempo, l’amore e la civilizzazione sono i suoi temi ricorrenti, giocati su toni di un’ottimistica malinconia.


mercoledì 10 luglio 2024

Quel nonnulla di sabbia


GIUSEPPE UNGARETTI

VARIAZIONI SUL NULLA

Quel nonnulla di sabbia che trascorre
Dalla clessidra muto e va posandosi,
E, fugaci, le impronte sul carnato,
Sul carnato che muore, d'una nube…

Poi mano che rovescia la clessidra,
Il ritorno per muoversi, di sabbia,
Il farsi argentea tacito di nube
Ai primi brevi lividi dell'alba…

La mano in ombra la clessidra volse,
E, di sabbia, il nonnulla che trascorre
Silente, è unica cosa che ormai s'oda
E, essendo udita, in buio non scompaia.

(da Il taccuino del vecchio, Mondadori, 1960)

.

La mano che rovescia la clessidra, e il riflesso di una nuvola nel vetro che contiene la sabbia, tutto qui. Ma intanto quel "nulla" che è il tema della poesia di Giuseppe Ungaretti è il tempo che scorre, è il flusso inesorabile del quale nulla rimane, come in un simile madrigale di Gabriele D'Annunzio, dove è la mano a disperdere la sabbia: “Alla sabbia del Tempo urna la mano / Era, clessidra il cor mio palpitante, / L’ombra crescente d’ogni stelo vano / Quasi ombra d’ago in tacito quadrante".

.

FOTOGRAFIA © FERNANDO ZHIMINAICELA/PIXABAY

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

Agglutinati all'oggi / I giorni del passato / E gli altri che verranno.
GIUSEPPE UNGARETTI, Il taccuino del vecchio

.



Giuseppe Ungaretti (Alessandria d'Egitto, 8 febbraio 1888 – Milano, 1º giugno 1970) è uno dei tre grandi poeti dell’Ermetismo italiano. Trasferitosi a Parigi nel 1912, prese parte alla Prima guerra mondiale nelle trincee del Carso e poi in Champagne. Dal 1935 al 1942 insegnò in Brasile e dal 1947 al 1965 fu professore di letteratura moderna alla Sapienza.


martedì 9 luglio 2024

José María Álvarez


Il 7 luglio a Cartagena se ne è andato all’età di 82 anni il poeta spagnolo José María Álvarez. Dotato di un un solido bagaglio accademico, si era laureato in Filosofia e Lettere, specializzandosi in Geografia e Storia, e faceva parte della generazione letteraria dei “novísimos”. La sindaca di Cartagena, Noelia Arroyo, ha salutato in un messaggio di cordoglio "uno dei poeti spagnoli più tradotti, viaggiatore inesauribile, amante della vita, personalità inimitabile e orgoglioso ambasciatore di Cartagena”. 

.

.


IN THE SUNNY SIDE OF THE STREET

Quasi senza rendermene conto,
tanto di ciò che ho amato
mi ha abbandonato…

Libri che mi piacevano e che oggi non sopporto,
posti che una volta
mi interessavano, ore di rapita giovinezza. Persone
care. Io stesso; quelli che sono stato.

Andare a cercarlo? Le
acque di quello specchio non
sono
adatte
a navigare.
Il desiderio, le donne, oh, sono ancora lì. Ma
voglio condividere con loro
quel desiderio?
La passione della Libertà,
nemmeno immaginata quasi da nessuno.
Forse anche il sogno stesso
dell'Arte.

Ma il giorno che contemplo è bellissimo. È bello
questo tramonto sul mare.
E ho dei buoni libri a portata di mano
e musica che mi piace.
E sì, forse è una consolazione:
Non ho svilito la mia vita.

Mi sono rimaste poche persone
che significano qualcosa,
Non ho un paese, non è nemmeno la mia lingua
quella che forse amo di più.
A chiunque mi chieda
Da dove vieni? Dove stai andando?, semplicemente
rispondo:
cammino per il mondo,
sento il freddo della Luna,
e c'è ancora nei miei occhi
la curiosità.

(da Sulla delicatezza di gusto e passione, 2006)

.

.

LA LUNA ALTA DI ARGENTO BOLLENTE

“E il chiaro splendore di una fiamma viva”.
GARCILASO DE LA VEGA

L'alta e ardente Luna d'argento.
Qualunque cosa posso essere,
si fonde
con quel bagliore misterioso.
Ed è così felice, così
dolce
questa solitudine.
Respirare profondamente e sentire che mi riempie
il Mondo. Perla
di miracolosa trasparenza, Dea
del cielo, mi guardo in te
come in uno specchio. Trasformami
nel fremito del tuo splendore.

(da Museo delle cere, 1971)

.

.

Altre poesie di José María Álvarez sul Canto delle Sirene:



   LA  FRASE DEL GIORNO  

Non so davvero cosa possa essere la Poesia. So che una cosa è “quella” che chiamiamo Poesia quando la incontro, quando provo quell'emozione, quell'intensità, a volte insopportabile, quell'Incanto.
JOSÉ MARÍA ÁLVAREZ, Ángulo muerto, 19 giugno 2022

.



José María Álvarez, (Cartagena, 31 maggio 1942 – 7 luglio 2024), poeta, saggista e narratore spagnolo. Appartenente ai “novisimos”, tradusse Kavafis, Holderlin, Stevenson, Shakespeare, Villon e T.S. Eliot. L'opera principale di Álvarez è Museo delle cere, tentativo di completare un libro unico e onnicomprensivo.


lunedì 8 luglio 2024

Ho un bosco


DARIA MENICANTI

FANCY

Ho un bosco. Un grande bosco che non ho
e le più belle aiuole
che crescono di foglie fiori cose
parlanti. Colori di farfalle
vanno danzando e si posano alle rose
con applausi. Ai piedi ho un mare bianco
di giochi e di criniere, in alto il cielo
che hanno tutti con lune e con soli
e luoghi di nuvole e tuoni
lampi socchiusi e doppi arcobaleni

(da Ferragosto, Lunarionuovo, 1986)

.

Un paesaggio fantastico (“fancy” è l’immaginazione in inglese) quello che descrive Daria Menicanti: un giardino popolato di fiori, alberi e animali sotto un cielo in perenne mutamento nel corso dei giorni e delle notti, che, in fondo, è il paesaggio della mente, quel bosco dove "sulla scía delle parole (...) nasce il sole".

.

HENRI ROUSSEAU, “PAESAGGIO ESOTICO”

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

D’estate è meglio. La casa è languida / di lunghi veli freschi, di verdi / tranquilli.
DARIA MENICANTI, Ferragosto

.



Daria Menicanti (Piacenza, 1914 – Mozzate, 4 gennaio 1995), poetessa, insegnante e traduttrice italiana. In lei si mescolano il registro sarcastico e ironico e quello più sottile della malinconia. Per Lalla Romano la sua era “una voce nuova, moderna e classica, per niente alla moda, ma libera e anche audace”.


domenica 7 luglio 2024

Perché si smette di amare


JOSÉ ÁNGEL BUESA

SI SMETTE DI AMARE

Si smette di amare, e non si sa
perché si smette di amare:
è come aprire la mano e trovarla vuota,
e non sapere, all'improvviso, cosa abbiamo perso.

Si smette di amare, ed è come un fiume
la cui fresca corrente non disseta più;
come camminare in autunno sulle foglie secche
e calpestare la foglia verde che non sarebbe dovuta cadere.

Si smette di amare, ed è come il cieco
che ancora dice addio, piangendo, dopo che è passato il treno;
o come chi si sveglia ricordando la strada,
ma ora sa solo di essere ritornato.

Si smette di amare, come chi smette
di camminare per una strada, senza motivo, senza saperlo;
ed è trovare un diamante che brilla nella rugiada,
e quando lo raccogli, evapora anch'esso.

Si smette di amare, ed è come un viaggio
interrotto nell'ombra, senza proseguire né ritornare;
ed è cogliere una rosa per decorare la tavola
e perché il vento la sfogli sulla tovaglia.

Si smette di amare, ed è come un bambino
che vede naufragare la sua barchetta di carta;
oppure scrivere sulla sabbia la data di domani
e lasciare che il mare la prenda con il nome di ieri.

Si smette di amare, ed è come un libro
che, anche sfogliato pagina per pagina, è rimasto letto a metà;
ed è come l'anello che togliamo dal dito,
e solo allora sappiamo che ha segnato la pelle.

Si smette di amare e non si sa
perché si smette di amare...

(da Poeta innamorato, 1949)

.

Il poeta cubano José Ángel Buesa riflette sul dissolversi dell'amore presentando ben tredici immagini per riuscire a rendere l'idea di quello svanire, di quel disamore che alla fine è la perdita di qualcosa o il suo venir meno, il suo svuotarsi talora immotivato, lo svaporare dell'ebbrezza dell'innamoramento.


RAFAL OLBINSKI, "PIERROT INNAMORATO"

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

La volta del disamore più doloroso / ho capito / che quello che più mi mancava / era che mi si tenesse per mano.
MARÍA RENÉE FERNÁNDEZ LAWSON, Soundtrack

.



José Ángel Buesa (Cruces, 2 settembre 1910 – Santo Domingo , Repubblica Dominicana, 14 agosto 1982), poeta e scrittore cubano. Nel 1932 pubblicò la sua prima raccolta di poesie. Emigrò da Cuba nel 1961 e, dopo aver vissuto alle Isole Canarie e in El Salvador , si stabilì definitivamente a Santo Domingo , dove si dedicò all'insegnamento.


sabato 6 luglio 2024

Viaggiare senza bagaglio


ADAM ZAGAJEWSKI

EN ROUTE

1. SENZA BAGAGLIO

Viaggiare senza bagaglio, dormire in treno
su una dura panca di legno,
dimenticare la propria terra natia,
uscire da piccole stazioni
quando sorge un cielo grigio
e le barche dei pescatori si dirigono verso il mare.


2. IN BELGIO

Piovigginava in Belgio
e il fiume serpeggiava tra le colline.
Ho pensato, sono così imperfetto.
Gli alberi sedevano nei prati
come preti in tonaca verde.
Ottobre si nascondeva tra le erbacce.
No, signora, ho detto,
questo è lo scompartimento per non parlanti.


3. UN FALCO VOLTEGGIA SULL'AUTOSTRADA

Sarà deluso se piomba giù
su lamiera, gas,
su un nastro di musica volgare,
sui nostri cuori angusti.


4. MONTE BIANCO

Brilla da lontano, bianco e cauto,
come una lanterna per le ombre.


5. SEGESTA

Sul prato un vasto tempio,
un animale selvatico
aperto al cielo.


6. ESTATE

L'estate era gigantesca, trionfante,
e la nostra piccola macchina sembrava persa
sulla strada che portava a Verdun.


7. LA STAZIONE DI BYTOM

Nel tunnel sotterraneo
crescono mozziconi di sigaretta,
non margherite.
Puzza di solitudine.


8. PENSIONATI IN GITA

Stanno imparando a camminare
sulla terraferma.


9. GABBIANI

L'eternità non viaggia,
l'eternità aspetta.
In un porto di pescatori
solo i gabbiani sono ciarlieri.


10. IL TEATRO DI TAORMINA

Dal teatro di Taormina si vede
la neve sulla cima dell'Etna
e il mare scintillante.
Chi è l'attore migliore?


11. UN GATTO NERO

Un gatto nero esce per salutarci
come per dire, guarda me
e non qualche vecchia chiesa romanica.
Io sono vivo.


12. UNA CHIESA ROMANICA

In fondo alla valle
una chiesa romanica riposa:
c'è del vino in questa botte.


13. LUCE

Luce sui muri delle vecchie case,
giugno.
Passante, apri gli occhi.


14. ALL'ALBA

La materialità del mondo all'alba —
e la fragilità dell'anima.

(da Eterni nemici, 2014)

.

Un viaggio attraverso l'Europa, compiuto in parte in treno e in parte con un'auto a noleggio: il poeta polacco Adam Zagajewski annota le sue impressioni e le sue sensazioni, si appunta la bellezza e la poesia che luoghi come Segesta, Taormina e il Monte Bianco sanno evocare ma anche le riflessioni sull'inquinamento, sulla guerra - Verdun e i campi della Marna, naturalmente - e sulle classi sociali.

.

FOTOGRAFIA © LYNN GREYLING/PUBLIC DOMAIN PICTURES

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

Ma poiché ero solo un camminatore disordinato, nessuno poteva fermarmi; perfino uno stato totalitario non era in grado di controllare i miei sogni ad occhi aperti, le mie fascinazioni poetiche, lo schema del mio cammino.
ADAM ZAGAJEWSKI, The Threepenny Review, Autunno 2008

.



Adam Zagajewski (Leopoli, Ucraina, 21 giugno 1945 – Cracovia, 21 marzo 2021), poeta, scrittore e saggista polacco. Esordì nel 1972 con Komunikat. Esponente della New Wave polacca, nel 1976 aderì al Comitato per la Difesa degli Operai e la dittatura comunista gli impedì di pubblicare. Cominciò allora il suo esilio a Houston e Parigi. Tornò a risiedere a Cracovia nel 2002.


venerdì 5 luglio 2024

Dov’è la poesia?


FERREIRA GULLAR

LA POESIA (frammento)

Dov'è
la poesia? La domanda è posta
ovunque. E la poesia
va all'angolo a comprare i giornali.

Gli scienziati smembrano Puškin e Baudelaire.
Gli esegeti smontano la macchina del linguaggio.
La poesia ride.

Viene emanata un'ordinanza: è vietato
mischiare la poesia con Ipanema.
Il poeta testimonia all'inchiesta:
la mia poesia è pura, un fiore
senza stelo, lo giuro!
Non ha passato né futuro.
Non sa di fiele né di miele:
è di carta.
Non è come il
giglio effimero che
passa.
E non è soggetta alle tarme
poiché ha protezione insetticida.
Credimi,
la mia poesia è immune alla vita.


(da Nella notte rapida, 1975)

.

Ferreira Gullar, poeta brasiliano molto attento all’origine del verso, praticava spesso la metapoesia, ovvero la riflessione sulla poesia stessa. Qui l’indagine si sposta sulla sua funzione, sulla sua utilità sociale – si pensi al processo cui il regime sovietico sottopose il futuro Premio Nobel Iosif Brodskij per “parassitismo”, nel quale un giudice ottuso incalza la difesa: “Lei dovrebbe chiedergli dell’utilità del suo lavoro, e non del suo aspetto pubblico”. Gullar si pone davanti a un analogo processo in cui è testimone: l’indagine è sull’utilità e sullo spazio della poesia nella società odierna.

.

UMBERTO BOCCIONI, "VISIONI SIMULTANEE"

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

Perché la poesia può essere scritta ovunque, ecco perché è bella. La poesia non ha bisogno di nulla. Qualsiasi carta andrà bene.
FERREIRA GULLAR, Público, 21 settembre 2010

.



Ferreira Gullar, pseudonimo di José Ribamar Ferreira (São Luís, 10 settembre 1930 – Rio de Janeiro, 4 dicembre 2016), poeta e scrittore brasiliano. Tematiche ricorrenti nella sua opera sono la riflessione sulla genesi della poesia e sulla corrosione del tempo che sottomette gli esseri al dolore e alla morte. È un poeta concreto e metafisico, quotidiano ed esistenziale allo stesso tempo. La realtà lo sollecita e questa realtà è la sua materia poetica.


giovedì 4 luglio 2024

La gioia


WENDELL BERRY

IMPARARE A POCO A POCO

Imparare a poco a poco il desiderio di tutte le cose
che forse non è affatto desiderio
ma amore eterno che forse
non è affatto amore ma gratitudine
per l'essenza di tutte le cose che
forse non è affatto gratitudine
ma la gioia del creatore in ciò che è fatto,
la gioia in cui ci riposiamo.

(da Rimasugli, 2009)

.

L'assioma desiderio-amore-gratitudine conduce alla gioia con cui ci muoviamo nel mondo, una volta accettatolo come tale - è uno dei pensieri frequenti di Wendell Berry: "Sii felice anche se hai considerato tutti i fatti" è la norma di vita seguita dal poeta statunitense, che per metterla in pratica, si trasferì nel 1965 nella fattoria di famiglia in Kentucky.

.

FOTOGRAFIA © KOINONIA FARM

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

Una corretta educazione permette ai giovani di mettere ordine nella propria vita, il che significa sapere quali cose sono più importanti di altre.
WENDELL BERRY

.



Wendell Erdman Berry (Henry County, Kentucky, 5 agosto 1934), poeta, narratore e ambientalista statunitense. Dal 1965 vive in una fattoria di 50 ettari,Lane’s Landing, dove coltiva grano e cereali. La sua poesia non poteva che essere elegiaca e pastorale.


mercoledì 3 luglio 2024

Rivolto al passato


CONCHA MÉNDEZ

ASSENZA

Il mio sguardo è rivolto al passato,
e, in ore che non scordo, ti trattiene
incastonato la mia memoria.
L'ampio fiume del tuo paese; il sogno
di quel paesaggio vissuto con te.
La tua differenza. Vagabondare
per mari di speranze inesistenti…
Penso a tutto ciò oggi. Quanto è lontano
il profilo intimo di quelle ore!
Io ho tagliato il filo che era invisibile,
sciolti gli ormeggi ormai, levata l'ancora.
Mi ricordo di te oggi e non ci credo.

L'Avana, 1939

(da Piogge legate, 1939)

.

"Vieni, Tristezza, sorella mia che da me stessa da secoli sei /generata o forse da millenni, / vieni a vestire le mie ore, che non si sentano nude": nel 1939 la poetessa spagnola Concha Méndez è esule all'Avana con il marito, il poeta Manuel Altolaguirre. La condizione di esuli è dura, ed è evidente in questi versi lo sconforto dovuto alla sconfitta repubblicana in Spagna, alla scomparsa dei circoli letterari in cui era cresciuta, alle difficoltà della vita in un paese straniero.

.

FOTOGRAFIA © Q000024/PXHERE

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

Cento confini ha visto la mia fronte / muovermi è la mia vita...
CONCHA MÉNDEZ, Ombre e sogni

.



Concha Méndez, pseudonimo di Concepción Méndez Cuesta (Madrid, 27 luglio 1898 – Città del Messico, 7 dicembre 1986), poetessa spagnola della Generazione del '27. La sua poesia è distinta in due fasi: la prima modernista, influenzata da García Lorca e Alberti, la seconda oscura e intimista, dai toni esistenzialisti, segnata dall'esilio.


martedì 2 luglio 2024

Ismail Kadare


Ismail Kadare, scomparso ieri a Tirana all’età di 88 anni, è uno dei grandi della letteratura albanese. Esordì come poeta per diventare un romanziere di spicco, più volte indicato tra i papabili per il Premio Nobel. Usò la sua penna come arma invisibile per sopravvivere al paranoico dittatore comunista Enver Hoxha: la sua sofisticata narrazione, spesso paragonata a quella di George Orwell o Franz Kafka, utilizzava metafore e ironia per rivelare la natura della tirannia di Hoxha, che governò l'Albania dal 1946 al 1985. Nel 1990, prima del crollo del regime, Kadare si rifugiò a Parigi, dove ottenne l’asilo politico. Il presidente albanese Bajram Begaj ha dichiarato: “L’Albania e gli albanesi hanno perso il loro genio delle lettere, il loro emancipatore spirituale, i Balcani il poeta dei loro miti, l’Europa e il mondo uno dei più rinomati rappresentanti della letteratura moderna”.

.

FOTOGRAFIA © ILLYRIA

.


POESIA

Poesia,
come hai trovato la strada verso me?
Mia madre non conosce bene l'albanese,
scrive lettere come Aragon, senza virgole e punti,
mio ​​padre vagava per i mari nella sua giovinezza,
ma tu sei arrivata,
camminando sui marciapiedi della mia tranquilla città di pietra,
e hai bussato timidamente alla porta della mia casa a tre piani,
al numero 16.

Ci sono molte cose che ho amato e odiato nella vita,
per molti problemi sono stato una "città aperta",
ma ad ogni modo…
Come un giovane che torna a casa a tarda notte,
esausto e distrutto dai suoi vagabondaggi notturni,
anch'io sono qui, che torno da te,
sfinito dopo un'altra scappatella.

E tu,
senza rinfacciarmi la mia infedeltà,
mi accarezzi tenera i capelli,
mia ultima fermata,
poesia.

(Yalta 1959)

(da Versi e poesie selezionate, 1966)

.

.

E QUANDO LA MIA MEMORIA

E quando la mia memoria stanca,
come i tram dopo mezzanotte,
si fermerà solo alle stazioni principali,
non ti dimenticherò.

Ricorderò
la sera silenziosa, infinita nei tuoi occhi,
il singhiozzo soffocato sulla mia spalla,
come neve che non può essere spazzata via.

È arrivato l’addio
e me ne vado, lontano da te.
Niente di insolito,
ma una notte
le dita di qualcuno si intrecceranno tra i tuoi capelli,
le mie dita lontane tanti chilometri.

(da il mio secolo, 1961)

.

.

ORARI DEI TRENI

Adoro quegli orari dei treni nelle piccole stazioni ferroviarie,
sostando sulla banchina bagnata a contemplare l'infinità dei binari.
L'ululato lontano di una locomotiva. Cosa cosa?
(Nessuno capisce il nebuloso linguaggio delle macchine a vapore)

Treni passeggeri. Vagoni cisterna. Vagoni merci pieni di minerale
passano senza fine.
Così trascorrono i giorni della tua vita attraverso la stazione del tuo essere,
colmi di voci, rumori, segnali
e del pesante minerale della memoria.

(da Perché pensano queste montagne, 1964)

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

La letteratura autentica e le dittature sono incompatibili, lo scrittore è nemico naturale delle dittature.
ISMAIL KADARE

.



Ismail Kadare (Argirocastro, 28 gennaio 1936 – Tirana, 1° luglio 2024), scrittore, poeta, saggista e sceneggiatore albanese. Iniziò scrivendo poesie, ma fu la pubblicazione del suo primo romanzo, Il generale dell'armata morta, che ne fece la figura letteraria dominante in Albania e gli diede notorietà internazionale.


lunedì 1 luglio 2024

Poesie per luglio X


Il poeta spagnolo Jacobo Cortines ci conduce in un giardino di luglio, con i suoi fiori e i suoi profumi e una luna rossa come ospite d’onore. E in un giardino ci porta anche il poeta torinese Agostino Richelmy: gelsomini e insetti e un’altra luna, questa non piena.


FOTOGRAFIA © PIXABAY

.


JACOBO CORTINES

RITORNO IN ESTATE

Con l’estate l’immagine ritorna alla memoria:
il giardino con gli archi di cipresso potati,
la tuberosa, la bignonia, il muro rosso e bianco,
l'albero annaffiato quando arriva il pomeriggio,
la siepe degli eucalipti, il mormorio dei pioppi,
la strada che porta alle dolci colline,
e la luna arancia rotonda in mezzo ai rami.
È luglio e la finestra è piena di gelsomini.

(da Passione e paesaggio, 1983)

.

.

.

.

AGOSTINO RICHELMY

SERA DI LUGLIO IN GIARDINO

Si rompe il cielo al rozzo
e remoto frastuono dei decrepiti
motori e degli aerei supersonici.
Timida olezza l’aria
e nella grigia luce
vedo gl’immacolati gelsomini.
Pie corolle nel chiostro
dei loro steli attorcigliati stretti
al graticcio murale
sono sorprese or ora
dal taciturno arrivo
dei volatili insetti.
Imenotteri bruni
testé nati dalla marcida palude
sembrano modellini
di novelli elicotteri.
Sotto la luna tronca e semispenta
nel nuvolone rotto
me li figuro, mostri
pelosi che natura
mutua d’esca e diletico
pone, ganzi o lenoni,
sulle corolle intemerate
degli efebici gelsomini.

(da La lettrice di Isasca, Garzanti, 1986)

.


   LA  FRASE DEL GIORNO  

Solo per gli occhi tuoi neri / lo scrosciare della pioggia / ritrova la sua melodia, / e, alla tua porta, vestito d’azzurro, / luglio aspetta che tu apra, coi gelsomini / pronti per le tue trecce.
RABINDRANATH TAGORE, Dono d’amore

.



jacobo_cortinesJacobo Cortines Torres (Lebrija, 1946), poeta, saggista, traduttore, editore, accademico e professore universitario spagnolo. Laureato in Lettere e Filosofia, insegna Letteratura spagnola a Siviglia. Poeta riflessivo, segue la lezione dei classici e soprattutto di Petrarca.


Agostino Richelmy (Torino, 25 marzo 1900 – Collegno, 27 febbraio 1991), poeta e traduttore italiano. Attivo negli ambienti letterari del capoluogo piemontese sin dagli anni '30, Tra i suoi lavori si ricordano soprattutto le traduzioni per Einaudi: le Favole di Fedro, le Bucoliche e le Georgiche di Virgilio, e opere di Voltaire, Gustave Flaubert e Alfred de Musset.


domenica 30 giugno 2024

Papaveri sparsi


FRANCESCO CHIESA

FINE DI GIUGNO

Papaveri, ciani, nel grano ch'è già tutto d'oro!
color della fiamma che ondeggia, del cielo che sta.

E tu, oro immenso… Oro folto che i solchi e i sentieri
dissimuli: grande che arrivi ai pampini e agli olmi!

Agli olmi onde scroscia la tempesta dell'ebbre cicale…
E voi, miti azzurri dispersi nell'oro, acri fuochi.

Papaveri, avvii d'una porpora miracolosa
che tessono in qualche lor selva dorata le fate.

Papaveri sparsi, come macchie d'eroico sangue
nell'aurea leggenda dei popoli, nel carme dei vati!

Nel gran che si muove tutto biondo, e le spighe già fanno
un fremere d'elitre vive, un sibilo immenso;

nel mar che diventa più colore di sole ogni giorno,
o boccioli, screzi di cielo! famiglia di fiamme!

Miti occhi cerulei di bimbi, di vergini: o ciani!
Azzurri, che par la festiva tua veste, o Madonna.

(da Fuochi di primavera, Formiggini, 1919)

.

Semplicità idillica e sentimentale: è quello che i critici rilevano nell’opera del poeta ticinese Francesco Chiesa, autore dotto e longevo. L’idillio sicuramente si manifesta in questi otto distici che descrivono un campo di grano come un mare biondo dove galleggiano le macchie dei papaveri.

.

FOTOGRAFIA © PXHERE

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Il papavero e la spiga nascono dallo stesso grano.
ANTONIO MACHADO, Canzoniere apocrifo

.



Francesco Chiesa (Sagno, 5 luglio 1871 – Lugano, 10 giugno 1973), poeta e insegnante svizzero. Laureato in Giurisprudenza, dopo un breve periodo alla procura di Lugano, passò all’insegnamento di lettere e storia dell’arte al liceo cantonale. Fondò la Piccola rivista ticinese e fu uno strenuo sostenitore della lingua italiana.


sabato 29 giugno 2024

I cigolanti carretti


ANGELO BARILE

INSONNIA

I cigolanti carretti
che frangono l’estiva notte
carichi solo di fresco;
e dietro lasciano argento,
primizia d’alba, rimprovero
d’alba che mi cerca il petto;
da spigoli d’insonnia
un dopo l’altro li sento
passarmi a filo del letto:
sporgo una mano che li tocca,
porto un’erba alla bocca
ancora peccaminosa.

(da Primasera, Edizioni Circoli, 1933)

.

Una lirica davvero delicata questa di Angelo Barile, poeta di Albissola Marina: siamo nei primi Anni Trenta e per la strada passano i carri che vanno al mercato - bellissima l'immagine dell'alba lasciata indietro. Nel dormiveglia sembra quasi di toccarli, di ritrarre una mano che trattiene l'erba che trasportano.

.

ROBERT BEVAN, "CARRI DI FIENO"

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

O desiderî, cavalli leggeri! / Ora sul prato pascolate avare / erbe, mordete l’aria che s’annera.
ANGELO BARILE, Quasi sereno

.



Angelo Barile (Albissola Marina, 12 giugno 1888 – Albisola Capo, 20 maggio 1967),  poeta italiano. Sottotenente di fanteria durante la Prima guerra mondiale, fu poi antifascista. La sua poetica, sullo sfondo dell’amato borgo marino, è fortemente influenzata dalla fede cattolica e quindi dalla sua visione profondamente religiosa della vita.


venerdì 28 giugno 2024

Battono il primo grano


ROCCO SCOTELLARO

DORMONO SULLE SELCI PIÙ GROSSE

Le ginestre delirano dei canali.
E colombi e tordi invano
nelle ore risalgono
il cammino dell’acqua

Battono il primo grano nel piazzale.
Un’altra sera e vi sarà nidiata
d’uomini distesi nell’aiata.

Così maggio è passato
un aereo nel cielo
che lo guardi fin che puoi
una fanciulla nel tenero velo
l’adolescenza scritta nel quaderno
un limbo, ora l’inferno.

Ora hanno trovato
le donne nello stipo
un serpente addormentato
E i mietitori nelle giubbe rosse
cercano il letto sulle selci grosse.

1948

(da Margherite e rosolacci,  Mondadori, 1978)

.

Maggio è passato ed è arrivato giugno: nell'universo contadino del poeta lucano Rocco Scotellaro è tempo di mietitura sulla terra arsa. C'è anche la comparsa del mistico "serpente protettore", una sorta di lare della casa ereditato dalla ritualità dell'antichità romana.

.

PIETER BRUEGEL IL VECCHIO, "I MIETITORI"

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Noi non ci bagneremo sulle spiagge / a mietere andremo noi / e il sole ci cuocerà come crosta di pane. / Abbiamo il collo duro, la faccia / di terra abbiamo e le braccia / di legna secca colore di mattoni.
ROCCO SCOTELLARO, Margherite e rosolacci

.



Rocco Scotellaro (Tricarico, 19 aprile 1923 – Portici, 15 dicembre 1953), scrittore, poeta e politico italiano impegnato nella lotta per miglioramento delle condizioni economiche e sociali dei contadini. La sua poesia è caratterizzata da da un'ambientazione pastorale serena, da un'armonia di immagini e visioni che esaltano la vita bucolica.


giovedì 27 giugno 2024

Un bagliore dopo l’altro


GHIANNIS RITSOS

INGANNI

Ore di oblio voluto o involontario. Spossatezza.
Chiudi gli occhi. Cosa ci guadagniamo, tanti secoli,
a scegliere insonni un bagliore dopo l’altro
in notti oscure, distinguendo appena
una finestra miniaturizzata negli occhiali
di un bambino miope, – una finestra diciamo così aperta
sul miracolo del mondo. Chi volevi ingannare?
Non te, naturalmente. Chiudi gli occhi.

Karlòvasi, 29.VI.1987

(da Molto tardi nella notte, Crocetti, 2020 – Traduzione di Nicola Crocetti)

.

Che cos’è la poesia? Come dice Ghiannis Ritsos, che vi medita nell’estate dell’isola di Samo, non è che un minuscolo bagliore colto al volo, spesso ingannevole, e per giunta riflesso. Ma è su quel barlume che si ostina il poeta, è su quell’unica possibilità di penetrare il mistero illuminando anche solo per un istante l’oscurità.

.

FOTOGRAFIA © PLATO TERENTEV/PEXELS

.


  LA FRASE DEL GIORNO 

Così, come un funambolo, guardando dritto davanti a sé, / si tiene eretto sulla sua stessa profondità.
GHIANNIS RITSOS, Testimonianze

.



Ghiannis Ritsos (Monemvasia, 1º maggio 1909 – Atene, 11 novembre 1990), poeta greco tra i maggiori del XX secolo. Fu candidato nove volte al Premio Nobel. La sua vita fu animata da un'incrollabile fede negli ideali marxisti e nelle virtù catartiche della poesia.