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mercoledì 26 agosto 2026

I bottoni della giacca


GHIANNIS RITSOS

LE COSE ELEMENTARI

In modo maldestro, con ago grosso, con filo grosso,
si attacca i bottoni della giacca. Parla da solo:
Hai mangiato il tuo pane? hai dormito tranquillo?
hai potuto parlare? tendere la mano?
ti sei ricordato di guardare dalla finestra?
hai sorriso al bussare della porta?
Se la morte c’è sempre, è la seconda.
La libertà sempre è la prima.

(da Il funambolo e la luna, Crocetti, 2005 - Traduzione di Nicola Crocetti)

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Il poeta greco Ghiannis Ritsos esalta la tranquilla quotidianità, la grandezza dei gesti più umili o insignificanti, quelli che fanno parte della dignità umana e della sopravvivenza, e che passano spesso inosservati. Di fronte alle oppressioni e alle sofferenze, è quella quotidianità a essere segno di resistenza.

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FOTOGRAFIA © KRISTINA CHUPRINA/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Dietro cose semplici mi nascondo, perché mi troviate.
GHIANNIS RITSOS, Poesie II

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Ghiannis Ritsos (Monemvasia, 1º maggio 1909 – Atene, 11 novembre 1990), poeta greco tra i maggiori del XX secolo. Fu candidato nove volte al Premio Nobel. La sua vita fu animata da un'incrollabile fede negli ideali marxisti e nelle virtù catartiche della poesia.


venerdì 21 agosto 2026

Una felicità meno falsa


CHARIS VLAVIANÒS

I TULIPANI DI SPINOZA

Per te

“Quando finalmente splenderà la luna
non avremo bisogno di altri paradisi,
di antiche melodie,
di arpe o appassionati strumenti a fiato.

Desideriamo una felicità meno falsa questa sera,
fiori rossi e gialli veri
che si possa
aspirarne il profumo,
anche quando vuole il buio.

Vieni. Lascia che le parole
si cullino indolenti
nel prato della fantasia,
che il tuo corpo nel mio
spiumi selvaggiamente a uno a uno
i petali di questa notte”.

(da Poesia, 208 - Settembre 2006 - Traduzione di Nicola Crocetti)

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Spinoza, noto per aver legato la sua filosofia alla natura, all'immanenza e alla ricerca di una gioia reale che liberi l'uomo dalle passioni tristi, ispira il desiderio d'amore del poeta greco Charis Vlavianòs: autentico, vissuto pienamente in contrapposizione a paradisi illusori o consolazioni astratte — come metafora di una felicità tangibile e terrena.

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FOTOGRAFIA © UGUR HAMZAYEV/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Il momento in cui l'immaginazione, / libera dalla sensazione del bianco ardente, / verticalmente si leva nel cielo.
CHARIS VLAVIANÒS

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Charis Vlavianòs (Roma, 1957), poeta greco. Ha pubblicato dieci raccolte di poesie, l'ultima delle quali è Sonetti della disperazione. Ha pubblicato anche una raccolta di pensieri e aforismi sulla poesia e sulla poetica intitolata L'altro posto (1994) e un libro di saggi intitolato, La poesia conta?: Pensieri sull'inutilità di un'arte (2007), nonché un libro con haiku.


martedì 18 agosto 2026

Due persone comuni


TITOS PATRIKIOS

TEMPO ASSEDIATO

Credevamo di conoscerci bene.
Ma quando i nostri stanchi vestiti
cominciarono a cadere
senza pretesti né scambi di ardore
e restarono i nostri corpi spontanei
apparve chiaro quanto fosse lunga la strada,
come il nostro tempo fosse assediato,
e noi, due persone comuni,
inaccessibili quasi
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(da La resistenza dei fatti, Crocetti, 2007 - Traduzione di Nicola Crocetti)

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"Novelli Don Chisciotte del mondo / muovemmo alla sua dura conquista / ma la corazza aspettava intatta il quando / finché si stancò di attendere la nostra gloria": scrive il poeta greco Titos Patrikios. Ma il nostro nemico non sono i mulini a vento della Mancia, bensì il tempo che preme, intrappola e assedia l'esistenza umana, le relazioni e i ricordi e ci costringe a costruirci corazze di maschere e pretesti.

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JACK VETTRIANO, "NOTTE IN CITTÀ”

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Del tuo passaggio quello ch’è rimasto / poco alla volta lo livella il tempo / come un ciottolo il fiume.
TITOS PATRIKIOS, La resistenza dei fatti

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Títos Patríkios (Atene, 21 maggio 1928), scrittore e poeta greco. Confinato per tre anni dalla dittatura militare sull’isola di Makronissos e poi esule a Parigi e Roma, ha trasposto nei suoi versi l’esperienza di prigionia ed esilio. La sua opera è critica verso il mondo ma ritiene necessaria la lotta in difesa dei valori anche attraverso la poesia.


mercoledì 5 agosto 2026

Una volta il mare


GIÒRGOS SARANDÀRIS

UNA VOLTA

Una volta il mare ci sollevò sulle sue ali
Con esso scendevamo nel sogno
Con esso pescavamo uccelli nell'aria
Di giorno nuotavamo tra voci e colori
La sera ci sdraiavamo sotto gli alberi e le nuvole
La notte ci svegliavamo per cantare
Poi il tempo fu tempestoso, la rovina del mondo
E solo allora la quiete
Ma andammo senza che nessuno ci fermasse
Per disperderci e gioire
Dalle rocce come dalle montagne la Via Lattea ci guidò
E quando il mare se ne fu andato Dio era vicino

(da Come un soffio d’aria, 1999)

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La poesia di Giòrgos Sarandàris si muove all'interno del quadro della ricerca dell'assoluto contro il decadimento della condizione umana, espressa attraverso l'abolizione della forma poetica e dell'espressione linguistica tradizionali: il mare simbolista di questi versi è quasi un'astronave che eleva l'uomo trasportandolo lontano dalla Terra per ricreare un mondo nuovo dopo l'apocalisse.

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MARC CHAGALL, "NOÈ E L'ARCOBALENO"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Il cielo amato / così ingenuo così gentile.
GIÒRGOS SARANDÀRIS, Come un soffio d’aria

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Giòrgos Sarandàris (Istanbul, 20 aprile 1908 – Atene, 25 febbraio 1941), poeta, filosofo e saggista greco della Generazione degli anni '30. Formatosi in Italia, si ispirò alla lirica pura di Ungaretti.Trasferitosi ad Atene, partecipò attivamente al rinnovamento delle lettere greche. Morì in seguito alle sofferenze patite sul fronte albanese, combattendo contro gli Italiani.


lunedì 3 agosto 2026

La terra greca


ÁNGELOS VLÁCHOS

LA TERRA GRECA

Conosci la terra dove
sbocciano i fiori d'arancio,
l'uva diventa rossa
e le olive maturano?
Oh! Nessuno la ignora,
è la terra greca.

Conosci quella terra, ovunque
macchiata di sangue,
dove valli e montagne
sono tombe di tiranni?
Oh! Nessuno la ignora,
è la terra greca.

Madre terra di antichi dei
e nuovi semidei,
terra di ricordi del passato
e terra di speranze per il futuro,
oh! nessuno la ignora,
lei è la terra greca.

(da Trenta inni per bambini, 1882)


La Grecia, soprattutto per chi ne ha frequentato la storia e la letteratura antica al liceo classico, ha un fascino che non sbiadisce: del resto è la culla della civiltà europea e ad essa dobbiamo quello che siamo divenuti nel corso di un paio e mezzo di millenni. Il poeta romantico Ángelos Vláchos scrisse questi versi che risuonano come un orgoglioso inno patriottico e un atto d’amore per la Grecia, terra dall’idilliaca natura di aranci, vigneti e ulivi, di lunghe lotte di liberazione dai tiranni, e soprattutto portatrice di una gloriosa eredità. 

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FOTOGRAFIA © FEDERICO ABIS/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

La Grecia non è un dato di fatto, ma un destino.
EVANGELOS AVEROFF

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Ángelos Vláchos (Atene, 25 marzo 1838 – 19 luglio 1920), poeta e letterato greco.  Contribuì notevolmente, e in molti campi, alla rinascita della cultura neoellenica con opere originali e con traduzioni dall'inglese, francese, tedesco, italiano. Rinnovò la scena greca introducendovi l'atto unico e modi farseschi prossimi al vaudeville.


sabato 25 luglio 2026

Il funambolo


GHIANNIS RITSOS

IL FUNAMBOLO

No, non vuole lasciarsi andare; la corda trema; chiude gli occhi.
Il vuoto, in basso, nero per la calma. La corda non ha fine.
Gli occhi si aprono, si dilatano, fluttuano, guardano in alto,
si appigliano a una nube, a una foglia; cambiano, si arrotondano,
diventano due grandi anelli; si afferra ai suoi occhi – eccolo,
lascia la corda, fa una capriola per aria, si china,
gli cade il cappello, gli cade il fiore dall’occhiello; - eccolo ancora
tastare la corda con la punta delle dita; sale la scala,
sta in equilibrio, sorride; un ultimo inchino. Nessuno intorno
ad applaudirlo. Solo una voce: Reggiti, reggiti,
reggiti ai tuoi occhi. Chi lo chiama? Da dove lo chiamano?

19 maggio 1969

(da Pietre Ripetizioni Sbarre, 1972 – Traduzione di Nicola Crocetti)

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Il funambolo, in questi versi scritti dal poeta greco Ghiannis Ritsos nel 1969, e quindi durante la dittatura dei Colonnelli, è l'artista che si bilancia con il pericolo e si affanna sul vuoto, trasformando la paura in arte. Ma è anche il simbolo dell’eterna lotta dell’uomo, sempre in bilico tra il rischio della caduta e la ricerca del proprio equilibrio profondo.

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FOTOGRAFIA © MIKE M/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO 

Il Funambolo splendeva tutto, camminando sulla sua fune, sotto la luna, con una superba destrezza che dissimulava il rischio e la fatica, e perfino il travaglio dell'arte.
GHIANNIS RITSOS, Il funambolo e la luna

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Ghiannis Ritsos (Monemvasia, 1º maggio 1909 – Atene, 11 novembre 1990), poeta greco tra i maggiori del XX secolo. Fu candidato nove volte al Premio Nobel. La sua vita fu animata da un'incrollabile fede negli ideali marxisti e nelle virtù catartiche della poesia.


venerdì 24 luglio 2026

La favolosa aurora


KONSTANTINOS KAVAFIS

TURBAMENTO

L’anima mia nel mezzo della notte
è paralizzata e confusa. Fuori,
fuori di lei si compie la sua vita.

E attende la favolosa aurora.
E anch’io dentro di lei, con lei,
attendo, m’annoio, mi consumo.

(da Poesie segrete, Crocetti, 1985 – Traduzione di Nicola Crocetti)

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“Turbamento”, poesia di Konstantinos Kavafis del 1896, rappresenta uno dei primi segni dell’angoscia esistenziale e del senso di declino provati dal poeta greco. Quella alienazione, quella profonda angoscia notturna lo portano a sentirsi separato dalla propria essenza e dalla realtà. Kavafis osserva passivamente la dissoluzione, come intrappolato, serbando la speranza forse utopica di redenzione da quelle tenebre.

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FOTOGRAFIA © COTTONBRO STUDIO/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO 

Forse la luce sarà una nuova tirannia. / Chissà quali nuove cose mostrerà.
KONSTANTINOS KAVAFIS, Poesie

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Konstantinos Petrou Kavafis, (Alessandria d'Egitto, 29 aprile 1863 – 29 aprile 1933), poeta e giornalista greco. Pubblicò 154 poesie, spesso ispirate all'antichità ellenistica, romana e bizantina, percorre, mirando al sublime, i vari gradi di un'esperienza estetica congiunta alla pratica dell'amore omosessuale.


venerdì 17 luglio 2026

Centenario di Nikos Karùzos


Nikos Karùzos, poeta greco nato il 17 luglio di cento anni fa a Nauplia, città del Peloponneso orientale, fu esponente di spicco del Modernismo. La sua è una poesia filosofica, religiosa, mistica, che si distingue più che per gli accenti metafisici, per “una pienezza esistenziale, che lo spinge oltre i limiti dell’ego, verso la fusione con l’universo sensibile”, come nota il critico Demosthenes Kurtovic.

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FOTOGRAFIA © THE GREEK HERALD

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ALL'IMPROVVISO

Ciò che chiamiamo sogno non è un sogno
la cui ampia realtà non è reale.
Da qualche parte rido, ma lì esisto già assolutamente,
come la nuvola che cambia in pochi secondi,
essendo solo una trasformazione non richiesta.
Nessun leone ha scambiato la sua preda
e l'anatra non ha smesso di succhiare il fango;
il polpo emerge dalla sua camera poco profonda di pietra blu
nelle radure la tigre è irrimediabilmente dimenticata.
Anche oggi si sta facendo notte. L'ansia
ripete: pascolerò il buio.

(da Il sacco a pelo, 1981)

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DESERTO COME LA PIOGGIA

Attraverso il mio sogno, non guarito,
nella sola rete del primo silenzio
ho mostrato agli uccelli i bivi della strada,
la verità accresce sempre lo slancio.
E il destino delle stelle
sarà cenere, sarà un grande fuoco,
ora imparo il mio sangue
senza i giacinti freschi,
ora ti vedo sul la via della bontà come un monito
con i gigli,
portando la borsa dei sospiri
e io continuo ad andare,
vado
alle
sorgenti.

(da Il cervo delle stelle, 1962)

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Altre poesie di Nikos Karùzos sul Canto delle Sirene: -

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Che dire? Il poeta è un autopsichiatra che si cura con l'alcol puro.
NIKOS KARÙZOS, Crepuscolo neolitico a Kronstadt

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Nikos Karùzos (Nauplia,  17 luglio 1926 – Atene, 28 settembre 1990), poeta della prima generazione del dopoguerra. La sua poesia, caratterizzata come filosofica, religiosa, mistica, si distingue per un traboccamento esistenziale, che la spinge  verso la fusione con l'universo sensibile.


giovedì 16 aprile 2026

La notte


NIKOS KARÙZOS

LA NOTTE MI SI ADDICE

In effetti, la notte mi si addice.
Prima di tutto, riduce le ambizioni; poi
corregge i pensieri; poi
raccoglie il dolore e lo rende più sopportabile;
seziona con riverenza il silenzio;
acuisce l'olfatto, ma soprattutto, la notte mi avvolge.

(da Dialoghi, 1956)

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Il poeta greco Nikos Karùzos amava la solitudine e la ricerca spirituale: la notte dunque, con la sua oscurità che cancella i colori e nega l'ipocrisia della luce, con il suo silenzio che spegne i rumori della vita quotidiana, diventa un rifugio in cui praticare la profondità esistenziale, la riflessione e l'essenza.

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FOTOGRAFIA © PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO  

L'amore ti ha colto sull'orlo di un precipizio / con bellezza nera, passione rossa. / Giorno e notte ti sciogli / le parole non esprimono nulla.
NIKOS KARÙZOS, Poesie

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Nikos Karùzos (Nauplia,  17 luglio 1926 – Atene, 28 settembre 1990), poeta della prima generazione del dopoguerra. La sua poesia, caratterizzata come filosofica, religiosa, mistica, si distingue per un traboccamento esistenziale, che la spinge  verso la fusione con l'universo sensibile.


domenica 12 aprile 2026

L’amore lontano


LAMBROS PORFIRAS

ANEMONI NEL VENTO, 1

L'Amore lontano si era posato sul pioppo,
nascosto tra le foglie argentee della primavera,
ma senza dubbio gli uccellini lo avevano percepito
e intonavano canti così dolci e cristallini.

E un uccellino impazzì per il suo grande amore
e sulla vetta più alta, sulla punta di un ramo,
si mise in equilibrio, cantando, e cadde, finché non rimase
lì, dove a malapena si fermano le lacrime di rugiada.

(da Ombre, 1920)

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Un amore migratore, fermo a riposare su un ramo prima di raggiungere l'anima cui è destinato. Eppure l'amore, in questa favola simbolista del poeta greco Lambros Porfiras, non può essere nascosto, non può rimanere celato nell'ombra, segreto. Si manifesta comunque.

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CLAUDE MONET, "PIOPPI SULL'ORLO DELL'EPTE"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Agli alberi, che nella pianura piangono rauchi l'oscurità, / porta una nuova risata, alle loro foglie appena spuntate. / Nella ruota del cielo la luce della sera, / e a me un piccolo nido di rondini a casa.
LAMBROS PORFIRAS, Ombre

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Lambros Porfiras (pseudonimo di Dimitrios Sypsomos (Kardamyla Chio, 1879 - Atene, 3 dicembre 1932), poeta greco.  Uomo malinconico e solitario, cantò nelle sue poesie l'amore, il mare e la natura greca, le taverne e le cose umili. Simbolista, utilizzò però un linguaggio semplice e musicale, dolce e armonico.


sabato 11 aprile 2026

Giochi d’amore


GIÒRGOS SARANDÀRIS

PASSEGGIATA NEL PRESENTE

Giochi d’amore
baci e baci
seni di ragazze di donne
gigli e rose

La mia memoria sente una carezza
levo gli occhi
abbandono le mani
nell’acqua più pura

salgo su un monte celeste
(guardo un mare
che si accorge di me)
giungo alla cima
cielo insperato
e incontro le nuvole

e in mezzo alle nuvole i miei anni
intatti

(da Poeti greci del Novecento, Meridiani Mondadori, 2010 - Traduzione di Filippomaria Pontani)

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Il poeta greco Giòrgos Saràndaris è acrobata sul filo della memoria: gioca con il tempo e il ricordo, si abbandona come un naufrago in quel mare di Grecia fino a incontrare l'innocenza e l'eros della giovinezza - richiamano le ragazze dei lirici greci antichi - per poi ritornare al colle del presente, all'altezza divenuta lontananza da quel tempo ricordato ma non perduto né dimenticato.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

I ricordi non sono solo suoni e immagini. Sono qualcosa che va ben oltre tutto ciò.
HIDEO KOJIMA, Metal Gear Solid

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Giòrgos Sarandàris (Istanbul, 20 aprile 1908 – Atene, 25 febbraio 1941), poeta, filosofo e saggista greco della Generazione degli anni '30. Formatosi in Italia, si ispirò alla lirica pura di Ungaretti.Trasferitosi ad Atene, partecipò attivamente al rinnovamento delle lettere greche. Morì in seguito alle sofferenze patite sul fronte albanese, combattendo contro gli Italiani.


lunedì 23 marzo 2026

Goccia a goccia


ANESTIS EVANGELOU

INCISIONE

Quando intagliano il lentisco
con un rasoio o un coltello affilato
e lo incidono per il lungo,
versa una lacrima profumata
e la raccolgono goccia a goccia –
proprio come
un rasoio e un coltello affilato,
la mia vita è stata scolpita dagli anni,
e dalle crepe del mio corpo,
i miei pochi versi sono sgorgati goccia a goccia.

(da La visita e altre poesie, 1987)

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Il poeta greco Anestis Evangelou, per esprimere la sofferenza delle sue faticose poesie, ricorre ad un'immagine particolare: quella del mastice di Chio, ovvero la resina del lentisco, usata per secoli come gomma da masticare. Per ottenerla, occorre incedere il ramo e farne colare le gocce.

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FOTOGRAFIA © AILINALEXIO

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  LA FRASE DEL GIORNO 

La poesia è una ferita aperta che scorre – / più è aperta meglio è.
ANESTIS EVANGELOU, Metodo di respirazione

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Anestis Evangelou, pseudonimo di Anestis Papadopoulos (Salonicco, 1937 - 1994),  poeta greco della seconda generazione del dopoguerra. La sua produzione poetica si distingue per i mezzi espressivi semplici, la pervasiva atmosfera di pessimismo e l'avversione del soggetto poetico verso la realtà e il sentimento di sconfitta. È in parte dedicata al sociale e in parte alla tendenza esistenziale-filosofica.


lunedì 9 marzo 2026

Innamorarci della vita


GIÒRGOS SARANDÀRIS

AMICIZIE

Ad Anastasios Drivas

Il cielo amato
Così ingenuo così gentile
Con la sua luce abbondante ci disturba
Non ci perdona
Di innamorarci della vita
Con entusiasmo

(da Come un soffio d'aria, 1999)

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L'entusiasmo umano per la vita terrena viene visto dal poeta greco Giòrgos Sarandàris come una sorta di "tradimento", una distrazione rispetto alla contemplazione dell'infinito. Il cielo del paesaggio greco, spoglio e luminoso, nella sua ingenua gentilezza, non può accettare il vigore talvolta disordinato dell'attaccamento alla vita.

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FOTOGRAFIA © ALEKSANDAR PASARIC/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Mi dirigo verso il mare / Ma guardo le stelle / Appesantire lo specchio / Dove il mio desiderio / Luccica dai tremori dell'acqua.
GIÒRGOS SARANDÀRIS

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Giòrgos Sarandàris (Istanbul , 20 aprile 1908 – Atene , 25 febbraio 1941), poeta, filosofo e saggista greco della Generazione degli anni '30. Formatosi in Italia, si ispirò alla lirica pura di Ungaretti.Trasferitosi ad Atene, partecipò attivamente al rinnovamento delle lettere greche. Morì in seguito alle sofferenze patite sul fronte albanese, combattendo contro gli Italiani.


domenica 8 febbraio 2026

A piccoli passi


ANESTIS EVANGELOU

A PICCOLI PASSI

A piccoli passi attraversi la memoria,
la musica lontana, i suoni di un altro mondo,
come te, ferita silenziosa e sempre aperta
per chi ha abbandonato la propria casa o l'ha persa inspiegabilmente,
per chi non ha un posto dove posare il capo,
come quando ti versano una medicina nel bicchiere
e non assapori più altro che amarezza,
come un bambino a cui viene strappato il giocattolo
e lasciato a mani vuote in un corridoio deserto –
a piccoli passi attraversi la memoria,
fai gocciolare una nuvola nel cuore, offuschi il giorno,
avvolgi i volti nella nebbia, tormenti
gli ultimi sogni che ci restano.

(da Descrizione dello sfratto, 1960)

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Quella presentata del poeta greco Anestis Evangelou è la situazione di chi ha perso per sfratto la casa e tutti i ricordi ad essa legati: "Chi avrebbe potuto immaginare / lo sfratto violento dalla casa ancestrale, / con i vecchi mobili gettati per strada, rotti, / quando il bambino giocava ancora spensierato / nei primi mesi d'estate?". Tutto è perduto, e, se certo è possibile ricominciare altrove, "Non ho una vecchia foto per riscaldare il ricordo".

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RUTH DEALY, SFRATTATI"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Ah, che / specchio terrificante è la poesia. / Non ha pietà.
ANESTIS EVANGELOU, Gli haiku

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Anestis Evangelou, pseudonimo di Anestis Papadopoulos (Salonicco, 1937 - 1994),  poeta greco della seconda generazione del dopoguerra. La sua produzione poetica si distingue per i mezzi espressivi semplici, la pervasiva atmosfera di pessimismo e l'avversione del soggetto poetico verso la realtà e il sentimento di sconfitta. È in parte dedicata al sociale e in parte alla tendenza esistenziale-filosofica.


lunedì 2 febbraio 2026

La sedia vuota


GEORGIOS DROSINIS

ASPETTANDOTI

Per te ho la sedia vuota vicino a me
e per entrambi il bicchiere pieno.
L'ora della sera risveglia il desiderio;
so che non verrai, eppure ti aspetto.

Se la porta scricchiola nel vento...
se un ramo secco si muove fuori nel giardino...
se il passo di uno sconosciuto passa per strada, — io desidero...
So che non verrai — eppure ti aspetto.

Il giorno si fa buio, freddo e desolato,
la mia candela accesa gocciola lacrime.
E provo la gioia di un martire:
sapere che non verrai, e aspettarti.

(da Idilli, 1884)

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La vana attesa, la lontananza, la separazione dall'amata, il dolore dell'assenza, ma non c'è disperazione in questa poesia di Georgios Drosinis: il poeta greco si crogiola nella malinconia dell'attesa, nella speranza della solitudine.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Hai fede quando ogni tuo sogno / lo accendi sull'altare del voto / e se uno qualsiasi dei tuoi voti è impossibile, /  aspetti che il miracolo accada.
GEORGIOS DROSINIS, Occhi chiusi

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Georgios Drosinis (Atene, 9 dicembre 1858 – 3 gennaio 1951), poeta e letterato greco. Rappresentante, insieme a Kostis Palamas, della cosiddetta nuova scuola ateniese, ne diresse per un decennio (1888-98) l'organo ufficiale, il periodico Hestía. Abbandonò via via la lingua pura in favore di un linguaggio più popolare e trattando in versi di scorrevole facilità argomenti leggiadri ed elegiaci.


domenica 4 gennaio 2026

La bellezza delle donne


TITOS PATRIKIOS

ROSE PERENNI

La bellezza delle donne che cambiarono la nostra vita
più profondamente di cento rivoluzioni
non si perde, non si cancella con gli anni
per quanto sfumano i tratti
per quanto cambiano i corpi.
Resta nei desideri un tempo suscitati
nelle parole giunte anche se in ritardo
nell’esplorazione incerta della carne
nei drammi mai dichiarati
nel riflesso delle separazioni, nelle identificazioni totali.
La bellezza delle donne che cambiano la vita
resta nelle poesie scritte per loro
rose perenni che effondono sempre lo stesso profumo,
rose perenni, come da secoli cantano i poeti
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(da La resistenza dei fatti, Crocetti, 2007 – Traduzione di Nicola Crocetti)

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Il tempo passa, cambiano le relazioni, cambiano gli uomini e cambiano le donne: ma – dice il poeta greco Titos Patrikios – per quanto si possa invecchiare, ingrigire, accumulare rughe, resta la bellezza, resta l’amore cantato nei versi, resta la passione, sono immortalati nelle poesie, sottratti alle ingiurie del tempo.

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FOTOGRAFIA © GEORGE HODAN/PDP

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  LA FRASE DEL GIORNO  

E i nostri corpi / restano il confine che di continuo cambia / tra le cose andate / e quelle che vengono.
TITOS PATRIKIOS, La resistenza dei fatti

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Títos Patríkios (Atene, 21 maggio 1928), scrittore e poeta greco. Confinato per tre anni dalla dittatura militare sull’isola di Makronissos e poi esule a Parigi e Roma, ha trasposto nei suoi versi l’esperienza di prigionia ed esilio. La sua opera è critica verso il mondo ma ritiene necessaria la lotta in difesa dei valori anche attraverso la poesia.


mercoledì 24 dicembre 2025

Il campanile suona Natale


STELIOS SPERANTZAS

NATALE

Nel nostro angolo
il camino acceso è rosso.
Cadono ciuffi di neve
sulla finestra.
 
Il paese resta sveglio
tutta la notte
e il campanile
suona  Natale.
 
Vieni, tu che
stasera lodano gli Arcangeli,
prendi il nostro pane,
che ha un buon profumo e taglialo.
 
Vieni, il nostro piccolo angolo
ti aspetta.
Ti ho fasciato, mio ​​Cristo,
per tenerti al caldo.

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È questa poesia di Stelios Sperantzas un canto che, musicato, i bambini greci conoscevano bene, insegnata nelle scuole con un'altra opera dello stesso autore, “Neve sul campanile”: "E andiamo avanti / con lanterne accese. / E andiamo avanti, / avvolti nel calore". È infatti su quel calore che punta Sperantsas, quel calore buono che è non solo quello delle case dove ci si ritrova - e dove c'è un posto per il Bambino - ma anche quello nel cuore delle persone.

E allora, amici lettori del Canto delle Sirene, Buon Natale!

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IMMAGINE CREATA CON IA

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   LA FRASE DEL GIORNO  

Nella santa notte di Natale - chi non lo sa? - / dei Magi ogni anno a mezzanotte brilla la stella. / E chi la trova tra le altre stelle e non la perderà / seguendola può raggiungere un'altra Betlemme.
GEORGIOS DROSINIS, Elleniki Demiurghia, Anno II, n. 45, Natale 1949

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Stelios Sperantzas (Smirne, 1888 – Atene, 6 giugno 1962), poeta e scrittore greco. Medico e professore universitario, fu scrittore prolifico: poeta tradizionale, emotivo, particolarmente sensibile ai temi patriottici e alla letteratura per l’infanzia, cui  dedicò gran parte della sua opera.


giovedì 28 agosto 2025

Due sedie di legno


GHIANNIS RITSOS

POI FECE NOTTE

Poi fece notte
due sedie di legno
sulla luna
sulle sedie
loro due
scalzi
l’uno di fronte all’altra
toccandosi appena
gli alluci.

(da Erotica, Crocetti, 1981 - Traduzione di Nicola Crocetti)

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Il poeta greco Ghiannis Ritsos riesce con poche parole a ricreare a ricreare l'atmosfera di una stanza: la luna, due sedie di legno, due amanti a piedi nudi nella notte seduti sulle sedie. E in quello sfiorarsi degli alluci è racchiusa tutta la sensualità, tutta la complicità di un amore che non ha bisogno di discorsi o di sguardi, solo di quella minima fisicità. che, come scrive Efi Katsourou, "fa avvenire ogni piccola e grande resurrezione dell'esistenza". 

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Il tuo corpo è infinito. Il tuo corpo / è un tenue petalo di rosa in un bicchiere d’acqua chiara.
GHIANNIS RITSOS, Parola carnale

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Ghiannis Ritsos (Monemvasia, 1º maggio 1909 – Atene, 11 novembre 1990), poeta greco tra i maggiori del XX secolo. Fu candidato nove volte al Premio Nobel. La sua vita fu animata da un'incrollabile fede negli ideali marxisti e nelle virtù catartiche della poesia.


mercoledì 18 giugno 2025

Le aride isole del passato


GEORGIOS ATHANAS

NOSTALGIA

Riportami ai vecchi tempi,
cuore nostalgico,
e lasciami lì solo
come un naufrago giunto
nell'ora in cui un fulmine balenò
e si afferrò a uno scoglio.

Infelice cuore umano,
non sarai mai soddisfatto!
Mentre gioisci
dei tuoi fiori presenti,
desideri ardentemente
le aride isole del passato.

(da Sequenza, 1929)

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La nostalgia è uno stato d’animo venato di malinconia che causa lo struggimento dovuto al desiderio di un luogo lontano dove si è stati, o anche meglio di un tempo oramai perduto con tutte le sue mode e le sue situazioni – basti pensare alle vecchie pubblicità e alle fotografie degli anni della gioventù che inondano i social. Bellissima è l’immagine scelta dal poeta greco Georgios Athanas: un naufrago aggrappato allo scoglio del passato, illuminato per un attimo solo dal lampo. Eppure, quel naufrago del rimpianto vive in un presente fiorito…

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FOTOGRAFIA © JARMOLUK/PIXABAY

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La nostalgia è il desiderio di non si sa che. Esiste l’oggetto del desiderio, ma non ci sono le parole per dirlo.
ANTOINE DE SAINT-EXUPÉRY, Terra degli uomini

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Georgios Athanas, pseudonimo di Georgios Athanasiadis-Novas (Lepanto, 9 febbraio 1893 – 10 agosto 1987), poeta, scrittore, politico e giornalista giornalista greco. Fu primo ministro nel 1965 e membro dell'Accademia di Atene. Le sue poesie hanno un forte rapporto con la provincia. Nei suoi temi, si trovano elementi lirici e linguistici tratti dalla tradizione della Rumelia, regione storica dei Balcani meridionali.


giovedì 29 maggio 2025

Un boccone di notte


GHIANNIS RITSOS

IL TUO CORPO TAGLIATO

Il tuo corpo tagliato
da una lama di luce –
per metà carne,
per metà ricordo.

Illuminazione obliqua,
il grande letto
intero,
il tepore lontano,
e la coperta rossa.

Chiudo la porta,
chiudo le finestre.
Vento con vento.
Unione inespugnabile.

Con la bocca piena
di un boccone di notte.
Ahi, l’amore.

(da Erotica, Crocetti, 1981 - Traduzione di Nicola Crocetti)

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"La notte ti spoglia. Le sue mani tremano. Tutto nudo, il tuo corpo brilla nell'ombra": un raggio di luce che filtra dalle persiane accostate e va a illuminare un corpo di donna disteso su un letto dalla coperta rossa: nella memoria di Ghiannis Ritsos questa fugace immagine notturna diventa poesia ed è bellissima la chiusa, con quel "boccone di notte" giunto ad appagare la fame.

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IMMAGINE © WALLPAPERFLARE

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Giungono notti più lunghe. / Piante carnivore / avvolgono la casa, / avvolgono il letto. / Le tue labbra assenti / mi suggono.
GHIANNIS RITSOS, Erotica

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Ghiannis Ritsos (Monemvasia, 1º maggio 1909 – Atene, 11 novembre 1990), poeta greco tra i maggiori del XX secolo. Fu candidato nove volte al Premio Nobel. La sua vita fu animata da un'incrollabile fede negli ideali marxisti e nelle virtù catartiche della poesia.