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mercoledì 22 luglio 2026

Centenario di José Paulo Paes


La poetica di José Paulo Paes, poeta brasiliano dello stato di San Paolo che, nasceva il 22 luglio di cento anni fa, consiste in un equilibrio perfetto tra estrema concisione verbale, lucidità ironica e giocosità: erede delle correnti più polemiche e combattive del primo Modernismo, si dimostrò sensibile, e attento alle sperimentazioni dell'avanguardia, subordinando alcune conquiste di quest'ultima all'inclinazione combattiva della sua poesia. Satira, umorismo, ironia, un certo retrogusto amaro, concisione epigrammatica, semplificazione delle forme, intento intertestuale e metalinguistico sono gli ingredienti fondamentali del suo linguaggio più maturo e personale.

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INVITO

La poesia è... giocare con le parole
come giocare con una palla,
un aquilone, una trottola.
Ma palle, aquiloni e trottole
si consumano a forza di giocarci.
Le parole no:
più ci giochi,
più diventano nuove.
Come l'acqua di un fiume,
che è sempre acqua fresca.
Come ogni giorno, che è sempre un nuovo giorno.
Vogliamo giocare con la poesia?

(Poesie con cui giocare, 1990)

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IL MISTERO DELL'AMORE

È il colibrì
che bacia il fiore,
o è il fiore
che bacia il colibrì?

(da Ride bene chi ride per primo, 1998)

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Un'altra poesia di José Paulo Paes sul Canto delle Sirene:

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   LA  FRASE DEL GIORNO 

La poesia è principalmente creazione nel regno delle parole, architettura verbale.
JOSÉ PAULO PAES, Jornal da Tarde, 19 luglio 1986

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José Paulo Paes (Taquaritinga, 22 luglio 1926 — San Paolo, 9 ottobre 1998), poeta, traduttore, critico letterario e saggista brasiliano. Modernista della Generazione del’45, e precisamente dei “Novissimos”, si dedicò anche alla “poesia concreta”, avanguardista e visuale, che struttura il testo poetico a partire dal suo supporto.



martedì 16 giugno 2026

Come una luna soffice


VINICIUS DE MORAES

IL TUO NOME

Il tuo nome, Maria Lúcia
Ha qualcosa che accarezza
Come una luna soffice
Che brilla sulla cresta di un'onda.
Sembra un mare che mormora
Dolcemente su una spiaggia
Ha il pallore che irradia
La stella quando svanisce.
È il nome di una dolce figlia
È il nome di una bella amata
Assomiglia a un pezzo di isola
Che emerge all'alba.
Ha un profumo di mirto
Ed è morbido come un peluche
È un accordo che non finisce mai
È qualcosa di troppo bello
Il tuo nome, Maria Lúcia...

Montevideo, 29/9/1958

(da Per vivere un grande amore, 1962)


La Maria Lúcia cui sono dedicati questi versi è Maria Lúcia Proença  - soprannominata "Lucinha" - e fu la quarta moglie del poeta brasiliano Vinicius de Moraes. La loro intensa relazione durò dal 1958 al 1963 e segnò un'importante esperienza anche poetica, come dimostra questa lirica scritta a Montevideo, dove de Moraes svolgeva una funzione diplomatica:  il testo esprime una profonda sensibilità associando il nome dell'amata a immagini che evocano un'eterea dolcezza.

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FOTOGRAFIA © VEJA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il nostro amore sarà semplice e senza tempo.
VINICIUS DE MORAES, Per vivere un grande amore

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Marcus Vinícius da Cruz de Mello Moraes (Rio de Janeiro, 19 ottobre 1913 – 9 luglio 1980), poeta, cantante, compositore, drammaturgo e diplomatico brasiliano. Di famiglia facoltosa, fu addetto d’ambasciata a Los Angeles e Parigi. Nel 1958 diede il via alla bossanova con i testi scritti con Jobim di Canção do amor demais, album di Elizeth Cardoso. Si sposò nove volte.


martedì 28 aprile 2026

Affinché altri


VINICIUS DE MORAES

IL POETA

Occhi che raccolgono
Solo tristezza e addii
Affinché altri possano guardare
Con amore i propri.

Mani che riversano solo
Silenzi e dubbi
Affinché altri possano essere
Vedovi dei propri.

Labbra che disdegnano
Le cose immortali
Affinché altri possano avere
Baciarle tanto.

Parole che
Pronunciano sempre un giuramento
Affinché servano
per l’eternità.

(da Per vivere un grande amore, 1962)

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Il poeta brasiliano Vinicius de Moraes esplora l'essenza dell'anima artistica: il poeta è un essere che vive le proprie emozioni e le trasforma perché altri godano i frutti di quella sua esperienza. La vita del poeta come un "continuum di dolore straziante", illumina la "visione della bellezza" indicando ai lettori la strada.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

La materia del poeta è la vita, e solo la vita, con tutta la sua sordidezza e sublimità. Il suo strumento è la parola.
VINICIUS DE MORAES, Per vivere un grande amore

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Marcus Vinícius da Cruz de Mello Moraes (Rio de Janeiro, 19 ottobre 1913 – 9 luglio 1980), poeta, cantante, compositore, drammaturgo e diplomatico brasiliano. Di famiglia facoltosa, fu addetto d’ambasciata a Los Angeles e Parigi. Nel 1958 diede il via alla bossanova con i testi scritti con Jobim di Canção do amor demais, album di Elizeth Cardoso. Si sposò nove volte.


sabato 18 aprile 2026

Con quanta dolcezza


CECILIA MEIRELES

ALBA IN CAMPAGNA

Con quanta dolcezza questa brezza pettina
la fine seta verde della risaia.
Né ciglia, né piuma, né bagliore di languida
luna, né sospiro di cristallo.

Con quanta dolcezza l'alba trasparente
tesse ariosi disegni di nebbia 
sulla seta fine della risaia! Nessuna lacrima,
nessuna perla, nessuna iride di cristallo...

Con quanta dolcezza le farfalle bianche
allacciano ai fili verdi della risaia
i loro nastri leggeri! Né dita, né petalo,
né il freddo profumo dell'anice nel cristallo.

Con quanta dolcezza l'uccello inatteso
plana da lontano sulla verde risaia!
Cielo caduto, fiore azzurro, ultima stella:
improvviso sussurro ed eco di cristallo.

(da Mare assoluto, 1945)

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Il risveglio della natura è al centro di questi versi della poetessa brasiliana Cecilia Meireles: con pennellate simboliste e delicate ricrea l'atmosfera tranquilla di una risaia dove si riflette la luce dell'alba. L'io lirico è assente, ma è facile immaginare la connessione tra la contemplazione del mondo naturale e il silenzio interiore.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Getta un canto sonoro o silenzioso / su quegli spettacoli instancabili: / fiore dello spirito, altruista ed effimero.
CECILIA MEIRELES, Viaggio

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Cecília Meireles de Carvalho Benevides (Rio de Janeiro, 7 novembre 1901 – 9 novembre 1964), poetessa, insegnante e giornalista brasiliana. Appartenne alla fase spiritualista del Modernismo brasiliano. Risaltano particolarmente nella sua poesia la tecnica e la ricchezza umana.


sabato 21 marzo 2026

Giornata della Poesia 2026


MARIO QUINTANA

LE POESIE

Le poesie sono uccelli che arrivano
da chissà dove e si posano
sul libro che leggi.
Quando chiudi il libro, prendono il volo
come da un nido.
Non hanno pista
né approdo,
si nutrono per un attimo in ogni paio di mani
e se ne vanno.
E tu guardi, allora, le tue mani vuote,
con la meraviglia di sapere
che il loro nutrimento era già in te...

(da La mucca e l'ippogrifo, 1977)

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MARIO QUINTANA
DELL’IMPAGINAZIONE

I libri di versi dovrebbero avere ampi margini e molte pagine bianche, e abbastanza spazio libero sulle pagine stampate in modo che i bambini possano riempirle di disegni – gatti, uomini, aeroplani, case, camini, alberi, lune, ponti, macchine, cani, cavalli, buoi, trecce, stelle… – che diventerebbero poi parte integrante delle poesie.

(da Quaderno H, 1973)

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Il messaggio centrale del poeta brasiliano Mario Quintana in questi suoi versi metapoetici che ho scelto per celebrare la Giornata Mondiale della Poesia è molto simile a quello di una frase di Octavio Paz che amo molto: "Ogni lettore è un altro poeta; ogni testo poetico, un altro testo". Il significato di una poesia non è confinato nelle pagine di un libro, ma risiede piuttosto nel lettore. La poesia, semplicemente, si posa su di noi per risvegliare qualcosa che già esisteva nella nostra anima.

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VLADIMIR KUSH, "DIARIO DELLE SCOPERTE"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Un momento di poesia è sufficiente / per darci l'eternità intera.
MARIO QUINTANA, Il colore dell'invisibile

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Mário de Miranda Quintana (Alegrete, 30 luglio 1906 – Porto Alegre, 5 maggio 1994), poeta e scrittore modernista brasiliano. Divenuto noto come il poeta delle "cose ​​semplici", il suo stile è caratterizzato da ironia, profondità e perfezione tecnica. I temi principali della sua poesia includono la vita, l'infanzia perduta e il tempo.


giovedì 22 gennaio 2026

La goccia d’acqua


CECILIA MEIRELES

EPIGRAMMA N. 5

Amo la goccia d'acqua che sta in equilibrio
sulla foglia piatta, tremando al vento.

Nell'oceano d'aria, l'intero universo vibra in segreto,
e permane nel suo isolamento.

Il suo semplice cristallo contiene la forma, nell'istante incerto:
pronto a cadere, pronto a restare – limpido, preciso.

E la foglia è un piccolo deserto
per l'immensità dell'atto.

(da Viaggio, 1939)

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Questo epigramma racchiude quello che fu il senso dell'intera poetica di Cecilia Meireles: la poetessa brasiliana ha inseguito "l'istante eterno", il momento del perfetto equilibrio nell'incostanza, l'istante d'estasi che resiste a ogni pressione esterna. E cosa può rappresentarlo più della goccia d'acqua immobile su una foglia ma pronta a cadere al primo movimento?

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FOTOGRAFIA © ICON0/PDP

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Canto perché esiste l'istante / e la mia vita è completa. / Non sono allegra né triste: /  Sono poeta.
CECILIA MEIRELES, Viaggio

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Cecília Meireles de Carvalho Benevides (Rio de Janeiro, 7 novembre 1901 – 9 novembre 1964), poetessa, insegnante e giornalista brasiliana. Appartenne alla fase spiritualista del Modernismo brasiliano. Risaltano particolarmente nella sua poesia la tecnica e la ricchezza umana.


giovedì 1 gennaio 2026

Un nuovo anno


FERREIRA GULLAR

ANNO NUOVO

Mezzanotte. Fine
di un anno, inizio
di un altro. Guardo il cielo:
nessun segno.

Guardo il cielo:
l’abisso supera lo
sguardo. Lo stesso
stupefacente silenzio

della Via Lattea, come
un ectoplasma
sopra la mia testa:
niente lì indica
che sta iniziando un nuovo anno.

E non inizia
nel cielo o sulla terraferma
del pianeta:
inizia nel cuore.

Tutto comincia con la speranza
di una vita migliore
che tra le stelle
non si sente né si vede
né può esistere:
che questa è una cosa umana,
questo insetto
stellare
                  che sogna
                 (e combatte)

(da Rumori, 1987)

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Un giorno che subentra a un altro, un'ora che succede a un'altra, un minuto che si tramuta in quello successivo. Eppure diamo grande importanza a questo evento, a questo mutare della cifra finale di un anno in quella successiva. A quel sentimento del tempo dedica la sua riflessione ontologica il poeta brasiliano Ferreira Gullar, sempre attento alla sua corrosione della materia immediata delle cose.

Amiche e amici che leggete il Canto delle Sirene, auguri di un lieto e sereno 2026.

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FOTOGRAFIA © CIRCE DENYER/PDP

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Capodanno, / tanta attesa, e allora? / Solo un altro giorno.
IZUMI HŌRŌ

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Ferreira Gullar, pseudonimo di José Ribamar Ferreira (São Luís, 10 settembre 1930 – Rio de Janeiro, 4 dicembre 2016), poeta e scrittore brasiliano. Tematiche ricorrenti nella sua opera sono la riflessione sulla genesi della poesia e sulla corrosione del tempo che sottomette gli esseri al dolore e alla morte. È un poeta concreto e metafisico, quotidiano ed esistenziale allo stesso tempo. La realtà lo sollecita e questa realtà è la sua materia poetica.


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sabato 30 novembre 2024

Le spiagge bianche


EUNICE ARRUDA

LE SPIAGGE

Le spiagge bianche
e deserte
si sono stancate dei baci del mare
Adesso
si distendono
pigre
languide
perse nella bianca abitudine
della sabbia
Le spiagge sono stremate
dalle carezze
del mare
Per questo hanno freddo
e costruiscono castelli
di sabbia:

per passare il tempo

(da Invenzioni della disperazione, 1973)

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Le poesie di Eunice Arruda hanno l’estetica della concisione: precise e delicate, delineano l’ambiente esterno, queste spiagge invernali ad esempio, ma ne fanno in realtà uno specchio dell’intimità e della sua trasformazione emotiva, nonostante l’apparente immobilità: “Ho costruito la mia / casa sulla / sabbia // Ogni giorno / ricomincio”.

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FOTOGRAFIA © SOPHIE BACKES/UNSPLASH

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   LA FRASE DEL GIORNO   

L'amore è / il sole // Respirare / il colore del crepuscolo.
EUNICE ARRUDA, Gabriel

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Eunice Carvalho de Arruda (Santa Rita do Passa Quatro, 15 agosto 1939 - San Paolo, 21 marzo 2017), poetessa brasiliana. Laureatasi in Comunicazione e Semiotica, diresse l’Unione Brasiliana degli Scrittori. Esordì nel 1960 con È tempo di notte, cui seguirono altre tredici raccolte e un’antologia. La sua poesia fa della concisione un perno: taglia e riduce all’osso la parola.


venerdì 5 luglio 2024

Dov’è la poesia?


FERREIRA GULLAR

LA POESIA (frammento)

Dov'è
la poesia? La domanda è posta
ovunque. E la poesia
va all'angolo a comprare i giornali.

Gli scienziati smembrano Puškin e Baudelaire.
Gli esegeti smontano la macchina del linguaggio.
La poesia ride.

Viene emanata un'ordinanza: è vietato
mischiare la poesia con Ipanema.
Il poeta testimonia all'inchiesta:
la mia poesia è pura, un fiore
senza stelo, lo giuro!
Non ha passato né futuro.
Non sa di fiele né di miele:
è di carta.
Non è come il
giglio effimero che
passa.
E non è soggetta alle tarme
poiché ha protezione insetticida.
Credimi,
la mia poesia è immune alla vita.


(da Nella notte rapida, 1975)

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Ferreira Gullar, poeta brasiliano molto attento all’origine del verso, praticava spesso la metapoesia, ovvero la riflessione sulla poesia stessa. Qui l’indagine si sposta sulla sua funzione, sulla sua utilità sociale – si pensi al processo cui il regime sovietico sottopose il futuro Premio Nobel Iosif Brodskij per “parassitismo”, nel quale un giudice ottuso incalza la difesa: “Lei dovrebbe chiedergli dell’utilità del suo lavoro, e non del suo aspetto pubblico”. Gullar si pone davanti a un analogo processo in cui è testimone: l’indagine è sull’utilità e sullo spazio della poesia nella società odierna.

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UMBERTO BOCCIONI, "VISIONI SIMULTANEE"

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Perché la poesia può essere scritta ovunque, ecco perché è bella. La poesia non ha bisogno di nulla. Qualsiasi carta andrà bene.
FERREIRA GULLAR, Público, 21 settembre 2010

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Ferreira Gullar, pseudonimo di José Ribamar Ferreira (São Luís, 10 settembre 1930 – Rio de Janeiro, 4 dicembre 2016), poeta e scrittore brasiliano. Tematiche ricorrenti nella sua opera sono la riflessione sulla genesi della poesia e sulla corrosione del tempo che sottomette gli esseri al dolore e alla morte. È un poeta concreto e metafisico, quotidiano ed esistenziale allo stesso tempo. La realtà lo sollecita e questa realtà è la sua materia poetica.


giovedì 4 aprile 2024

Una vecchia casa


CARLOS DRUMMOND DE ANDRADE

LA CASA DEL TEMPO PERDUTO

Ho bussato alla porta del tempo perduto, non ha risposto nessuno.
Ho bussato una seconda volta, un'altra e un'altra ancora.
Non c'era risposta.
La casa del tempo perduto per metà è ricoperta
di edera; l'altra metà è cenere.

Casa dove non abita nessuno, e io busso e chiamo
per il dolore di chiamare e non essere udito.
Busso soltanto. L'eco restituisce
la mia smania di socchiudere quelle stanze gelide.
La notte e il giorno si confondono nell'attesa,
nel continuo bussare.

Il tempo perduto naturalmente non esiste.
È una vecchia casa vuota e dannata.

(da Farewell, 1996)

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Nei versi del poeta brasiliano Carlos Drummond de Andrade risuona spesso una voce dal passato, un invito alla ricerca della propria origine. La casa è un luogo fisso nel tempo, mentre questo invece scivola via come sabbia tra le dita. Ma, ahimè, il tempo perduto è irrecuperabile, è una strada che non ammette ritorno, per quanto lo possiamo desiderare.

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DIPINTO DI JACEK YERKA

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Il tempo passa? Non passa / per gli abissi del cuore.
CARLOS DRUMMOND DE ANDRADE, Ad amare si impara amando

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Carlos Drummond de Andrade (Itabira, 31 ottobre 1902 – Rio de Janeiro, 17 agosto 1987), poeta e scrittore brasiliano, considerato uno dei più influenti del suo tempo. Modernista, adottò il verso libero, proclamando la libertà idiomatica delle parole. Tra le tematiche fondamentali la famiglia, la terra natale, l'amicizia, la società, l'amore e l'esistenza.


domenica 18 febbraio 2024

Centenario di Lêdo Ivo


Il 18 febbraio 1924 nasceva a Maceió il poeta brasiliano Lêdo Ivo. Partito dal gruppo modernista della Generazione del 45, se ne distaccò praticando il verso lungo e componendo opere che andavano verso la critica sociale e l’indagine metafisica, sostenendo un modello di poesia impegnata nei confronti dell'individuo e della società. Alcuni critici lo chiamavano "il poeta indignato", anche se lui scelse di definirsi un "poeta municipale".

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LE NECESSITÀ

Una porta chiusa non è sufficiente perché un uomo
nasconda il suo amore. Egli necessita anche di una porta aperta
per poter partire e perdersi nella folla quando questo amore esploderà
come un barile di polvere nell’arsenale raggiunto dal fulmine.
Un tetto non basta perché un uomo sia protetto
dal calore e dalla tempesta. Per sfuggire al lampo
egli necessita di un corpo steso nel letto
e a portata della sua mano ancora timorosa
di avanzare nel buio quando la pioggia cade nel silenzio del mondo aperto come un frutto
fra due tuoni.
Nella notte che declina, nel giorno che nasce,
l’uomo ha bisogno di tutto: dell’amore e del fulmine.

(da Illuminazioni,(Multimedia, 2002 – Traduzione di Vera Lúcia de Oliveira)

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LE LUCI DELL’AEROPORTO

Le luci dell'aeroporto corrono come arlecchini.
Nei passaggi a livello, fischiano i treni merci
portando i manichini che riforniscono i sogni.

E io sono colui che parte. E resta. E vola. E rimane.
Una luce di faro divide l'universo.
La mia mano cerca nel buio un corpo nuziale.

Lecco il sale segreto delle conchiglie socchiuse,
il silenzio racchiuso fra radici e liane
apre un sentiero solare in un acquedotto.

La canicola sorregge il chiarore.
Il giorno è un lampo frantumato.
Un cono d'ombra mi nasconde da me stesso.

E il giorno passa come una formica. I giorni passano
come la brezza fra le vele spiegate.
I giorni passano e portano sempre la morte.

Dico addio a me stesso alla vigilia della tenebra.
E ora la notte scende. Porta la causa persa.
La mia mano non tocca più il corpo diletto.

Un sole nero illumina la notte della mia anima
ma io voglio l'altro sole, il grande chiarore
del giorno materiale che si apre come una porta.

Solo con la mia ombra mi sento completo
e la maschera di tutto ciò che ho smesso di essere.
Il mio sole inabitabile nasce in qualunque orizzonte.

Solo al vento che soffia confido il mio stupore.
Ho bisogno di essere esatto e impenetrabile
per essere compreso dal giorno che passa.

Un volo di sparviero accompagna i miei passi
in direzione della vita, in direzione della morte,
sotto l’indifferenza di un cielo imperituro.

Vedo la morte nascosta in un raggio di sole:
i resti dell'aurora, nido di nessun uccello
l'abolizione del volo su ogni pianura deserta.

(da Requiem, 2008 -Traduzione di Vera Lúcia de Oliveira)

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Altre poesie di Lêdo Ivo sul Canto delle Sirene:

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Non sono stato io a scegliere la poesia. È stata la poesia a scegliermi.
LÊDO IVO, Vallejo & Co, 3 settembre 2013




Lêdo Ivo (Maceió, 18 febbraio 1924 – Siviglia, 23 dicembre 2012), poeta, saggista e giornalista brasiliano, appartenente alla "Generazione del 1945". Dopo una prima fase poetica caratterizzata dallo stile surrealista, si avvicinò al modernismo seguendo come modelli Rimbaud e Mallarmé.


giovedì 15 febbraio 2024

Ciò che amo in te


MANUEL BANDEIRA

MADRIGALE MALINCONICO

Ciò che amo in te
non è la tua bellezza.
La bellezza esiste solo in noi.
La bellezza è un concetto.
E la bellezza è triste.
Non è triste in sé,
Ma a causa della sua fragilità e incertezza.

Ciò che amo in te,
non è la tua intelligenza.
Non è il tuo spirito leggero,
così agile, così luminoso,
- uccello in volo nel cielo mattutino della montagna.
né la tua conoscenza
del cuore degli uomini e delle cose.

Ciò che amo in te,
non è la tua grazia musicale,
successiva e rinnovata ad ogni istante,
Grazia aerea come il tuo stesso pensiero,
grazia che turba e che appaga.

Ciò che amo in te
non è la madre che ho perduto.
Non è la sorella che ho perduto.
E mio padre.

Ciò che amo nella tua natura
non è il profondo istinto materno
nel tuo fianco aperto come una ferita.
né la tua purezza. Né la tua impurità.
Ciò che amo in te – compiangimi e consolami!
Ciò ch’e amo in te, è la vita.

(da Il ritmo dissoluto, 1924)

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"Il lirismo amaro, una sorta di humour pessimista, consente al poeta brasiliano Manuel Bandeira di cantare la bellezza come una cosa triste" come ha rilevato Emmanuel de Moraes: l'incontro delicato dei due amanti avviene così per sostituzione caotica di elementi negativi, capaci di generare la malinconia con cui il titolo indirizza la lettura.

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PAUL DELVAUX, "OMBRE"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

La vita intreccia legami quasi impossibili da spezzare: tutto ciò che amiamo è parte vivente del nostro stesso essere.
MANUEL BANDEIRA

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manuel-bandeira-lManuel Carneiro de Sousa Bandeira Filho (Recife, 19 aprile 1886 - Rio de Janeiro, 13 ottobre 1968), poeta, critico letterario e traduttore brasiliano, appartenente alla “Generazione del 1922”, prima espressione del Modernismo. Il suo stile poetico è semplice e diretto, sempre in fuga dal lirismo.


lunedì 5 febbraio 2024

Il corpo di una poesia


ANA CRISTINA CÉSAR

GUARDO A LUNGO

Guardo a lungo il corpo di una poesia
finché non perdo di vista tutto ciò che non è il corpo
e sento un rivolo di sangue
che si separa dai denti
sulle gengive.

(da Cene di aprile, 1979)

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È una compenetrazione profonda quella che fa con la poesia la poetessa brasiliana Ana Cristina César: arriva a viverla, a farla diventare una parte di sé. Il corpo della poesia e il corpo del poeta sentono l'uno per l'altro e arrivano ad attingere alle medesime sensazioni.

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CHRISTIAN SCHLOE, "IL SEGRETO DELLA ROSA"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Per sfida al desiderio / insisto sul male di scrivere / ma non so se la dea affiora in superficie / o semplicemente mi punisce con i suoi ululati.
ANA CRISTINA CÉSAR

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Ana Cristina Cruz César nota anche come Ana C. (Rio de Janeiro, 2 giugno 1952 – 29 ottobre 1983), poetessa e traduttrice brasiliana. È considerata uno dei nomi più importanti della “generazione ciclostile” degli anni '70 e il suo nome è spesso legato al movimento Fringe Poetry.


sabato 3 febbraio 2024

Una tazza di tè


ADÉLIA PRADO

TREGUA

Oggi ho l'età che voglio avere.
Senza alcuno stridore.
Ho scambiato tutti i desideri per i ricordi
e una tazza di tè.

(da Bagaglio, 1976)

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La poetessa brasiliana Adélia Prado pratica la devozione del quotidiano, e lo fa accostando agli oggetti dell’abitudine, alle luci che dividono in frazioni la giornata, i lati oscuri, come se fosse possibile in qualche modo illuminare il punto cieco. Così, quasi abbandonata alla routine, riesce forse a trovare riposo come il nuotatore che sosta sulla riva prima di riprendere il mare.

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ELENA KATSYURA, "IL TÈ DELLA DOMENICA"

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Soffro a causa del mio spirito di collezionista-archeologa. Voglio mettere la bellezza in una scatola con una chiave per aprirla di tanto in tanto e guardarla.
ADÉLIA PRADO

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Adélia Luzia Prado de Freitas, meglio conosciuta come Adélia Prado (Divinópolis, 13 dicembre 1935), poetessa, docente e filosofa brasiliana. La sua poesia, modernista, parla del vivere quotidiano in una piccola città con perplessità e con un incanto guidato dalla fede cristiana.


lunedì 29 gennaio 2024

Eh, la donna amata


VINICIUS DE MORAES

LA BRUSCA POESIA DELLA DONNA AMATA II

La donna amata regge lo scettro, il suo potere
è massimo. La donna amata è colei che indica la notte
e dal cui seno sorge l'alba. La donna amata
è colei che traccia la curva dell'orizzonte e la linea della rotta delle stelle.
Non c'è solitudine senza che la donna amata appaia
nel suo acume. La donna amata è il modello indaco della cupola
E l'elemento verde antagonista. La donna amata è
il passato nel presente nel futuro
nel senza tempo. La donna amata è la nave sommersa.
è il tempo sommerso, è la montagna immersa nei licheni.
È il mare, è il mare, è il mare, la donna amata
e la sua assenza. Lontano, nelle placide profondità della notte
non c'è altro che il seno della donna amata
che illumina la cecità degli uomini. Alta, calma e terribile
questa è colei che chiamo con il nome di donna amata.
Nascita. Nascita della donna amata
è la donna amata. La donna amata è la donna amata è la donna amata
è la donna amata. Chi semina il vento? - la donna amata!
Chi raccoglie la tempesta? - la donna amata!
Chi determina i meridiani? - la donna amata!
Chi è la misteriosa portatrice di se stessa? La donna amata.
Rientranza, stella, petardo
Nient'altro che la donna amata necessariamente amata
Quando! E altro non c’è perché lei è
il pilastro e il mortaio, la fede e il simbolo, impliciti
nella creazione. Quindi sia lei! A lei il canto e l'offerta
la gioia e il privilegio, la coppa alzata e il sangue del poeta
che corre per le strade e illumina le perplessità.
Eh, la donna amata! Possa essere l'inizio e la fine di tutte le cose.
Potere generale, completo, assoluto alla donna amata!

(da Nuove poesie II, 1959)

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Alla Brusca poesia della donna amata del 1938 il poeta brasiliano Vinicius de Moraes ha fatto seguire una seconda parte, una ventina di anni dopo. quella donna amata che “è come una sorgente” continua a essere l’origine di tutto, la signora della vita, la padrona della mente, capace di governare tutte le cose, di incarnarle in sé, di dare un senso all’essere.

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MANUEL GARCÍA BLÁZQUEZ, "DONNA IN GIARDINO"

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  LA FRASE DEL GIORNO  

Essere felici è vivere nella passione.
VINICIUS DE MORAES

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Marcus Vinícius da Cruz de Mello Moraes (Rio de Janeiro, 19 ottobre 1913 – 9 luglio 1980), poeta, cantante, compositore, drammaturgo e diplomatico brasiliano. Di famiglia facoltosa, fu addetto d’ambasciata a Los Angeles e Parigi. Nel 1958 diede il via alla bossanova con i testi scritti con Jobim di Canção do amor demais, album di Elizeth Cardoso. Si sposò nove volte.


giovedì 14 dicembre 2023

Piccoli Dei


ANDERSON BRAGA HORTA

LINGUAGGIO II

Irriducibili al linguaggio,
le cose
diventano linguaggio.
O lo sono prima: così trasformiamo
la nostra visione delle cose.
Quindi, creiamo l'Universo
un universo parallelo,
di quasi tutti gli infiniti possibili.

Piccoli Dei in espansione,
È il nostro unico miracolo.

(Brasilia, 4/7/1967)

(da A viva voce, 2012)

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La poesia è lo strumento che ci pone in contatto con le cose e ce ne fa afferrare se non l'indicibile per lo meno una loro essenza. Attraverso la poesia, "una poesia senza forma come il fiore che si apre nel petto" dice il poeta brasiliano Anderson Braga Horta, "siamo dèi nella nostra piccolezza".


JOAN BROSSA, "POESIA VISIVA", 1971

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Leggere una poesia, in quanto il linguaggio della poesia è qualcosa di diverso dalla prosa, implica tradurla, cioè portarla nella nostra lingua abituale.
ANDERSON BRAGA HORTA, Signo

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Anderson Braga Horta (Carangola, 17 novembre 1934), poeta, scrittore di racconti e saggista brasiliano. Membro dell'Accademia Brasiliana dellei Lettere, tra i suoi numerosi libri antologie e traduzioni in portoghese di poeti del Secolo d'Oro spagnolo e sudamericani contemporanei. Ha ricevuto il Premio Nazionale di Poesia, il Premio Machado de Assis e il Premio Jabuti.


mercoledì 29 novembre 2023

Amore, Musica, Poesia


ANDERSON BRAGA HORTA

MICROCOSMO

La Musica,
la Poesia
e l’Amore.

ABC degli dèi,
che nella nostra piccolezza
decifriamo gloriosamente.

Lettere
con cui ricostituiamo la Parola,
ripetiamo il Suono essenziale,
riordiniamo il Caos.

Amore,
Musica,
Poesia.

Siamo dèi
nella nostra piccolezza.

(da A viva voce, 2012)

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Il poeta brasiliano Anderson Braga Horta ha sempre avuto attenzione per la metapoesia, ovvero la poesia che indaga sulla poesia stessa: “È il nostro unico miracolo” scrive altrove, quello che ci permette di essere “piccoli dèi in espansione”. E questo prodigio avviene attraverso la parola poetica e la creazione musicale che sa come catturare i suoni e disporli, ma anche attraverso l’Amore che ci eleva dalla nostra piccolezza.

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JOAN BROSSA, "IL NASTRO"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Il pensiero è un'estensione dei sensi. Se potessimo vedere tutto, non avremmo bisogno di pensare.
ANDERSON BRAGA HORTA, Signo

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Anderson Braga Horta (Carangola, 17 novembre 1934), poeta, scrittore di racconti e saggista brasiliano. Membro dell'Accademia Brasiliana dellei Lettere, tra i suoi numerosi libri antologie e traduzioni in portoghese di poeti del Secolo d'Oro spagnolo e sudamericani contemporanei. Ha ricevuto il Premio Nazionale di Poesia, il Premio Machado de Assis e il Premio Jabuti.


mercoledì 18 ottobre 2023

Le cose di ogni giorno


MANUEL BANDEIRA

IL MARTELLO

Le ruote stridono sui binari in curva
inesorabilmente.
Ma dal mio naufragio
ho salvato le cose di ogni giorno.
La mia stanza riassume il passato delle case in cui ho vissuto.
Nella notte
nel cuore duro della città
mi sento protetto.
Dal giardino del convento
viene il grido del gufo.
Dolce come un tubare di colomba.
So che domani quando mi sveglierò
sentirò il martello del fabbro
battere impavido il suo canto di certezze.

(da Lira dei cinquant’anni, 1940)

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Le cose di ogni giorno, quelle salvate dal naufragio del vivere: nel suo appartamento il poeta brasiliano Manuel Bandeira è circondato dalla sicurezza degli oggetti quotidiani e in quella tranquilla routine si lascia rassicurare dai suoni della notte cittadina, dallo sferragliare dei tram al verso del gufo in un giardino, che l’indomani si trasformeranno nel ritmico e confortante battere del martello del fabbro sull’incudine.

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CARL VILHELM HOLSØE, "INTERNO ILLUMINATO DAL SOLE"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Viene il giorno, e per tutto il giorno / continuo a possedere il grande segreto della notte.
MANUEL BANDEIRA, Bello bello

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manuel-bandeira-lManuel Carneiro de Sousa Bandeira Filho (Recife, 19 aprile 1886 - Rio de Janeiro, 13 ottobre 1968), poeta, critico letterario e traduttore brasiliano, appartenente alla “Generazione del 1922”, prima espressione del Modernismo. Il suo stile poetico è semplice e diretto, sempre in fuga dal lirismo.


martedì 26 settembre 2023

Assomigli al mare


LÊDO IVO

MARE FEMMINILE

Ti amo perché assomigli al mare
e accanto al tuo corpo i giorni si ripetono come cicatrici  non del tutto chiuse.
Ti amo perché sei più bella quando sosti
nei momenti senza rive o leggende
quando le tue ginocchia ricordano le sabbie dure
e il sangue è un sole che ti  scorre nelle vene.

Così come sei, ricordi il mare che si alza, il mare
      femminile delle scogliere e delle grotte sottomarine,
      il mare della mia infanzia, elevato nei miei sogni, il mare
      seduto come un trono sulla terra.
Con i tuoi piedi posti come prue di navi, evochi il
      mare spogliato di tutte le isole, il mare degli innamorati
      che si amano come bestie marine in mezzo ad
      acque alte, il mare di densità profonde come
      le chiesuole.
Ammetti l'amore unito all'acqua e alla pietra
e sei bella come il sogno, l'onda o il vento di mare.

(da Linguaggio, 1951)

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La poesia di Lêdo Ivo si bilancia in equilibrio tra la realtà e il ricordo. A questo si aggiunge lo stilema del mare, che è vita e colore e suono: quando diventa la donna amata, si fonde allora nell’universale, il paesaggio femminile è il paesaggio marino in una realtà alterata che è sì quella del sogno ma anche quella dell’infinito.

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DIPINTO DI ERIC ZENER

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   LA FRASE DEL GIORNO   

La mia terra è uguale al mare, ha la purezza dell’acqua. / Tutte le parole sono monete perdute.
LÊDO IVO, La notte misteriosa

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Lêdo Ivo (Maceió, 18 febbraio 1924 – Siviglia, 23 dicembre 2012), poeta, saggista e giornalista brasiliano, appartenente alla "Generazione del 1945". Dopo una prima fase poetica caratterizzata dallo stile surrealista, si avvicinò al modernismo seguendo come modelli Rimbaud e Mallarmé.


venerdì 15 settembre 2023

Alla terrificante bellezza


ADÉLIA PRADO

COSTELLAZIONE

Guardavo attraverso la finestra
la Via Lattea versarsi
sulla massa degli alberi.
A causa del vetro, della trasparenza dell'aria,
o perché in me sono nate le lacrime,
ho avuto l'impressione che alcune stelle
si tuffassero nel fiume,
che altre si impigliassero tra i rami.
La gente dormiva,
ho invocato Dio
come il cane che senza apparente minaccia
abbaiava disperato nella notte meravigliosa:
O Agnello di Dio, o Croce del Sud,
O Agnello, o Croce!
Come il cane, la mia lingua abbaiava
alla terrificante bellezza.

(da Terra de Santa Cruz, 1981)

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“La terrificante bellezza”, quella che incute addirittura timore da tanto è estesa, quella che Sant’Agostino chiamò “bellezza mutevole creata dalla Bellezza Immutabile”: la poetessa brasiliana Adélia Prado ammira nella notte il cielo stellato – quello dell’emisfero australe, dove spicca la Croce del Sud – e ne rimane estasiata e commossa.

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FOTOGRAFIA © PXHERE

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Se la bellezza è considerata una funzione, sarà l'unica cosa richiesta alla letteratura.
ADÉLIA PRADO, Suplemento Literário de Minas Gerais, Giugno 1984

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Adélia Luzia Prado de Freitas, meglio conosciuta come Adélia Prado (Divinópolis, 13 dicembre 1935), poetessa, docente e filosofa brasiliana. La sua poesia, modernista, parla del vivere quotidiano in una piccola città con perplessità e con un incanto guidato dalla fede cristiana.