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mercoledì 28 ottobre 2009

La collezione come diario

“Il collezionismo, oggi divenuto malattia sociale di massa, manifesta una particolare ossessione del tempo, è il tentativo di salvare dal suo flusso inesorabile qualcosa” scriveva Marco Belpoliti nei suoi “Minima” sulla “Stampa” il 15 settembre del 2008. In effetti ogni collezione è un diario: come annotiamo qualcosa sulla pagina bianca di un’agenda, allo stesso modo ci comportiamo quando incrementiamo la nostra raccolta: quando inseriamo una moneta nell’album o un francobollo nella sua taschina, quando a un mercatino acquistiamo un’immaginetta o una cartolina, fissiamo un’emozione, un sentimento, trasformiamo l’oggetto in un punto della nostra vita.

È proprio quello che racconta una “collezionista di professione”, Annette Messager, a Italo Calvino in “Collezione di sabbia”, articolo sul “Corriere della sera” del 25 giugno 1974, poi incluso nell’omonima raccolta: “Cerco di possedere e d’appropriarmi della vita e degli avvenimenti di cui vengo a conoscenza. Per tutta la giornata io sfoglio, raccolgo, metto in ordine, classifico, setaccio, e riduco il tutto nella forma di tanti album da collezione. Queste collezioni diventano allora la mia stessa vita illustrata”. Per la cronaca, la signora Messager catalogava nomi e oggetti in album dalla copertina di cartone: “Gli uomini che mi piacciono”, “Le donne che ammiro”, “I miei disegni infantili”, “Le carte che involgevano le arance che ho mangiato”…

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BANCONOTE



MONETE



FRANCOBOLLI  



SABBIA



LATTINE DI BIRRA



SORPRESINE KINDER



CAPSULE SPUMANTI


Fotografie da Pexels e Pinterest


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LA FRASE DEL GIORNO
Il fascino d’una collezione sta in quel tanto che rivela e in quel tanto che nasconde della spinta segreta che ha portato a crearla.
ITALO CALVINO, Collezione di sabbia

giovedì 27 agosto 2009

Gli ex libris

Oggetto di molte collezioni e ormai considerati come una forma d'arte grafica, gli ex libris sono un talloncino di carta che si incolla sul primo foglio di risguardo di un libro per significarne la proprietà. Più invasivo certo del nome scritto a penna, ma altrettanto più raffinato e più difficile da cancellare.

"Ex libris" è espressione latina che si può tradurre come "dai libri di..." e testimonia l'antichità di questo uso: se ne trovano addirittura sui codici redatti dagli amanuensi e sui primissimi libri stampati nel Quattrocento dopo l'invenzione di Gutenberg. Nel Seicento e nel Settecento erano diffusissimi.

La loro esecuzione venne affidata sempre più spesso ad artisti, che li realizzavano con la tecnica della xilografia o dello sbalzo su rame. Generalmente riportano un motto latino e naturalmente l'indicazione Ex libris, seguita dal nome del proprietario.






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LA FRASE DEL GIORNO
Non importa la quantità dei libri che hai, ma la loro qualità.
SENECA, Lettere a Lucilio, 45, 1