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martedì 11 agosto 2026

Nel nostro spazio


LES MURRAY

FANTASCIENZA

Posso
viaggiare più veloce della luce,
e così puoi fare anche tu,
alla velocità del pensiero;
obiezione:
i nostri fumetti di pensiero
acquisiscono
uno strato invisibile all'arrivo;
nessuno laggiù ci vede;
scendere è impossibile
per essere reali o presenti;
telefoni e videotelefoni
sono quasi peggio;
restiamo immobili
nel nostro spazio,
scherzando e chiacchierando
con chi raggiungiamo,
ma non possiamo mai toccare
il nulla che ci tormenta;
quanto è bello, terrificante
e solitario tutto questo.

(da Più alto da sdraiato, 2010)

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La fantascienza, il viaggio interstellare e la tecnologia futuristica sono usati dal poeta australiano Les Murray, spesso polemico con la modernità e l'urbanesimo, come metafora per mettere in risalto la solitudine, i limiti del pensiero umano e l'alienazione causata dalle comunicazioni moderne. Non è quindi una visione del domani la fantascienza di Murray, ma uno specchio delle ansie e dell'isolamento del presente.

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FOTOGRAFIA © COTTONBRO STUDIO/PEXELS

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  LA FRASE DEL GIORNO 

Le religioni sono grandi poesie lente, mentre la maggior parte delle poesie sono religioni brevi e veloci.
LES MURRAY, Una foresta che lavora

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Leslie Allan Murray, detto Les (Nabiac, 17 ottobre 1938 – Taree, 29 aprile 2019), poeta e scrittore australiano. Profondamente legato al dialetto australiano e alla linfa vitale e al ritmo del mondo rurale che evoca, crea una musica linguistica ricca e fertile che segue non solo le correnti della vita umana, ma anche il mondo della natura nel senso più ampio in cui tale vita è inserita.


sabato 25 aprile 2026

David Malouf


«Siamo profondamente rattristati nell'annunciare la scomparsa dello scrittore e poeta David Malouf» ha comunicato la casa editrice Penguin Random House Australia. «David Malouf ha scritto opere di narrativa, saggistica, poesia, libretti e opere teatrali, lasciando un'impronta significativa e duratura sulla letteratura australiana». Nato nel 1934 da padre di origini libanesi cristiane e da madre inglese ebraica, visse in Europa dal 1959 al 1968 per poi tornare in patria e dividersi tra Australia e Toscana dal 1978. Come poeta, evoca un rapporto metamorfico tra uomo e natura, nel tentativo di riconquistare il primordiale stato edenico.

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FOTOGRAFIA © SAMUEL WIKI

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LA FESTA DEI GRANCHI

Impossibile più vicino
di così. La lingua s’infila
nel più intimo, nel più soave
dei tuoi angolini. So tutto,

ora so tutto dei tuoi segreti.
Spaccato il guscio
più niente tra di noi.

Assaporo il chiaro di luna

Fattosi carne
e le bolle che salgono su
dalle acque di scolo. M’immergo
tra radici e bacche di mangrovie

sotto cenere di luna, al freddo.
Sapevo che la baia
era più d’un semplice scintillio,

sapevo che se esistevi
potevo penetrare
nella tua vita e giù in fondo
afferrare le tue abitudini e conoscendo
le nostre differenze giungere a pensare che siamo
una cosa sola.

(da Poesia, n. 12 – Dicembre 1989 - Traduzione di Graziella Englaro)

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CHINARSI PER BERE

Inalare il dolce profumo dell'erba
di colline lontane, troppo ripide
da scalare, troppo lontane da vedere
in questa manciata d'acqua
raccolta dalla diga del fiume.

Toccare il cielo dove, come
un'unica ala, la mia mano
si immerge tra le nuvole. Assaporare
l'ombra dei salici da cesto,
il colore delle felci.

Un trespolo, color cucchiaio, si arrampica
dove la luna è tramontata, lasciando
bolle bianche,
e scolari in picnic
dondolano appesi a una corda - a testa

in giù i talloni illuminati dai raggi, come angeli
si tuffano nel sole
a mezzogiorno, nel silenzio
della pineta che sovrasta
una fattoria incassata nella collina.

Sorbire tutto questo
con le labbra, trattenerlo
nel palmo della mano.
E più in basso il sibilo
dei vulcani, la caduta di massi

e i metalli incandescenti che si raffreddano
in profondità blu-nere centinaia
di secoli fa.
Cogliere tutto questo
come lo coglie l'acqua:

la luce, il dolce sapore dell'erba
e il respiro lungo
dei bambini: un paesaggio
riflesso, trattenuto per un istante
e poi lasciato andare di nuovo.

(da Poesie 1959-1989)



  LA FRASE DEL GIORNO  

Solo ciò che è misteriosamente nascosto in noi, che si cela a noi, mi interessa davvero. La maggior parte dei miei scritti, sia in poesia che in prosa, riguarda il capire perché l'interesse, la perplessità, l'incapacità di lasciar semplicemente passare qualcosa.
DAVID MALOUF, Poetry International, 14 giugno 2011

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David George Joseph Malouf (Brisbane, 20 marzo 1934 – 22 aprile 2026), poeta e scrittore australiano.Sia nelle liriche che nei romanzi ricorrono alcuni temi tipici della sua produzione: la fanciullezza in Australia, la peculiarità del Paese, l'attrazione per l'Europa, l'identità, spesso modulati in un continuo gioco di opposti.


lunedì 21 maggio 2018

Il rituale della ricerca


ANTIGONE KEFALA

L’ACROBATA

Io sono colui che celebra giorno dopo giorno
il rituale della ricerca davanti al tuo occhio nudo.
Non arrivo a te, benché
riesca ad urlare il tuo nome,
nello sconfinato desolato cielo,
giorno dopo giorno, anno dopo anno,
eternità. Lo sai bene.

Urlo solo per quietare la paura.
Riscaldo  il corpo gelato con la mia eco.
Fingo che tu non sia là.
Dimentico me stessa
ammirando i miei giochi di prestigio.
Resisti. Lo sforzo di tenerti
a questa fune tesa che non dà
sostegno contro l’oscurità.

Chi mi insegnerà a non avere paura
della caduta?

(da L'alieno, 1973)

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L’acrobata protagonista dei versi della poetessa australiana Antigone Kefala è il poeta stesso: il rituale è la ricerca continua della poesia, l’uso delle parole è un muoversi cautamente sospesi sul vuoto su una labile corda. Per muoversi celermente e sicuri è paradossalmente necessario lasciarsi andare, dimenticare l’abisso del reale.

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Acrobata

DIPINTO DI ERIC ZENER

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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia è un mezzo che ha le sue direzioni. Viene quando vuole venire, non viene quando non vuole venire. Non puoi forzarla, devi aspettarla.
ANTIGONE KEFALA, Heat, n. 24, Dicembre 2010




KefalaAntigone Kefala (Brăila, Romania,  28 maggio 1935) è una poetessa e narratrice australiana di origini greche, considerata tra le voci principali dell’emigrazione: la sua poesia è spesso centrata sull’alienazione e sulle differenze che prova chi è catapultato in un paese straniero.


giovedì 19 aprile 2018

Le case di gelato


ANTIGONE KEFALA

LA TERRA PROMESSA, I

Le strade erano di pasta dolce
le case di gelato
le bestie di liquirizia.
– Che bello -, abbiamo detto,
– Respirare l’aria verde
come in una favola,
nutrirci di acqua verde, salmastra,
respirare il fumo che si leva
dalle verdi rocce delle colline
e la luna solitaria
inchiodata in fondo al cielo.

(da Assenza, 1992)

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La terra promessa è l’Australia, dove la famiglia della poetessa Antigone Kefala emigrò dalla Grecia nel 1951: e questo paese appare di fiaba, addirittura surreale, un mondo completamente diverso agli occhi di chi è emigrato dall’Europa ancora sconvolta dagli effetti della guerra con davanti tutta una serie di possibilità ma anche gli effetti straniarti di ritrovarsi in un posto del tutto differente per paesaggio, usi e tradizioni.

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Australia

FOTOGRAFIA © SOUTH AUSTRALIA

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LA FRASE DEL GIORNO
Per un Emigrante, il Paese è irrilevante salvo che non sia il suo.
EMILY DICKINSON, Lettera a T.W. Higginson, giugno 1869




KefalaAntigone Kefala (Brăila, Romania,  28 maggio 1935) è una poetessa e narratrice australiana di origini greche, considerata tra le voci principali dell’emigrazione: la sua poesia è spesso centrata sull’alienazione e sulle differenze che prova chi è catapultato in un paese straniero.


giovedì 12 ottobre 2017

Centenario di James McAuley


Il poeta australiano James Phillip McAuley nasceva il 12 ottobre 1917 a Lakemba, un sobborgo di Sydney. Morì in Tasmania, a Hobart, nel 1976. La sua è una figura significativa della poesia australiana, ma anche controversa, in seguito alla sua conversione dall’anglicanesimo al cattolicesimo, avvenuta dopo un soggiorno in una missione in Nuova Guinea, che mutò sostanzialmente anche le sue idee politiche, virate dall’anarchismo al conservatorismo.

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james_mcauley_c_1971

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ALBA

Nel sortilegio delle prime luci,
quando il gallo si mette a cantare,
lei nascondendosi fra le mie braccia,
con tenerezza mi disse: «Conducimi
con te nel paradiso del piacere:
è questa l'ora ed è questa la chiave.
Fa presto caro ad aprire il forziere
del mio tesoro che saprai cercare».

«Assaggia le mie lacrime che pendono
ora tremanti sull'iride, e bevi
dalla gola che mugola i profondi
lamenti del mio corpo che s'arrende.
Svelto, prima che l'alba su noi irrompa
e tutti i suoi pensieri porti il giorno,
entra nel paradiso e mentre canta
il pettirosso prendi il tuo piacere».

In quell'ora legammo i nostri amori
puri come quel canto di richiamo,
pervasi di mistero come i fiori
saliti lungo il muro con un ramo.
Poi venne il giorno, coi fuochi d'oriente,
le cose che si muovono destò,
gli amori che si cercano, ma il nostro
sul petto, stanco, si addormentò.

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CREDO

Che ogni cosa è una parola
Ci chiedono di dire;
Dalla formica al quasar,
Dalle nuvole al fondo del mare -

Il significato non è nostro, ma è
Riposto nelle menti più sottomesse
Alla grammatica dell’esistenza,
Alla sintassi del reale;

Così l’alieno è mutato
In umano, la cosa nel pensiero:
Per i poveri gettoni del mondo
Paghiamo monete d’oro,

Coniate con la testa del re;
E le poesie sono la profezia
Di un nuovo cielo e una nuova terra,
Sentore di resurrezione.

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NOTA A MARGINE

Un raggio di luce, a chi lo osservi obliquo,
Resta invisibile nell’aria asciutta;
Ma risplende in un elemento torbido
Scagliando attorno ovunque i suoi bagliori

Diminuito da ciò che prende l’occhio.
Così da una casuale collisione
La poesia perde luce a ogni corpuscolo,
L’ordine chiaro della sua visione.

La più pura meditazione labile
O invisibile sembrerà a chi guardi
Obliquamente il suo fascio non riflesso;
L’occhio a livello coglie il suo splendore.

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LA FRASE DEL GIORNO
È guardando all’esterno e imparando e agendo nel mondo esterno, impegnandosi,  che allo stesso tempo si scoprono la natura e le risorse.
JAMES McAULEY




James Phillip McAuley (Lakemba, 12 ottobre 1917 - Hobart, 15 ottobre 1976), accademico, poeta, giornalista, critico letterario australiano. Convertitosi al cattolicesimo, nel 1956 fondò la rivista letteraria e culturale Quadrant con Richard Krygier. Dal 1961 fu  docente di inglese presso l' Università della Tasmania.


martedì 24 gennaio 2017

Amala e basta

 

DOROTHY PORTER

PER QUELLO CHE È

Guidando verso casa
alba e luna piena

su, verso
le Mountains

il cuore mi sguazza
nel petto

la luna bussa
al lunotto

amala e basta
dice la luna

smettila di contare il resto
nessuno vuole fregarti

amala e basta
amala

per quello che è.

(What she is, da La maschera di scimmia, 1994 – Traduzione S. C. Perroni)

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La poetessa australiana Dorothy Porter ci invita a correre il rischio dell’amore, a non ponderarne effetti e conseguenze ma a gettarci a capofitto tra le sue braccia, Certo, può finire, può ferire, ma è una meravigliosa avventura cui è stupido rinunciare.

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car-moon-700

IMMAGINE DA UNA PUBBLICITÀ CADILLAC

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LA FRASE DEL GIORNO
Chi ama riesce a vincere il mondo, non ha paura di perdere nulla. Il vero amore è un atto di totale abbandono.

PAULO COELHO, Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduto e ho pianto




Dorothy Featherstone Porter (Sydney, 26 marzo 1954 - Melbourne, 10 dicembre 2008), poetessa australiana. Ha ricevuto il Christopher Brennan Award alla carriera per la poesia. Le sue opere analizzano gli avvenimenti del vivere quotidiano  e si servono degli insegnamenti dei grandi classici, da Omero a Dante, e dei miti.



giovedì 2 ottobre 2014

Un archivio del toccare

 

NATHAN SHEPHERDSON

N. 71

Vorrei estrarre le tue impronte digitali dalla memoria
dissotterrare interi paesaggi da un archivio del toccare
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(da Sweeping the Light Back Into the Mirror, 2006 – Trad. di M. Mandorlo)

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Sweeping the Light Back Into the Mirror, prima raccolta del poeta australiano Nathan Shepherdson, ripercorre in brevi liriche la vita della madre, scomparsa a 72 anni – e 72 sono i testi. È un recupero della memoria, naturalmente, come ben sa chi si trova ad affrontare un evento del genere: è una ricostruzione che si avvale di ricordi, di immaginazione, di piccole cose, di profumi – la buckinghamia in fiore del N. 32, ad esempio. Assomiglia all’opera di un restauratore che esalti i colori sopiti di un affresco e riempia gli spazi bianchi con quello che può presumere. E quest’opera di recupero della memoria è una delle tante funzioni che assume la poesia, capace non solo di fermare il tempo nel suo accadere ma di andare a ritroso e scattare una fotografia del passato.

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Pace

LAURIE JUSTUS PACE, “FAITH IS THE FOUNDATION OF LIFE”

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LA FRASE DEL GIORNO
La ricchezza della vita è fatta di ricordi, dimenticati.
CESARE PAVESE, Il mestiere di vivere




Nathan Shepherdson (Brisbane, ?), poeta australiano. Vive nelle Glass House Mountains nel Queensland. Ha collaborato con l’artista Julie Barret realizzando l’edizione limitata Clouds in another’s blood (light-trap press) e continua ad esplorare le relazioni tra poesia, linguaggio ed arti visive.