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lunedì 16 febbraio 2026

Cees Nooteboom


Il romanziere, poeta e saggista olandese Cees Nooteboom, uno degli autori più importanti della letteratura europea del dopoguerra, è morto l’11 febbraio all’Aja, all'età di 92 anni, come annunciato dal suo editore De Bezige Bij. La sua opera ruota attorno a temi come il passare del tempo, la memoria, l'identità e la storia dell'Europa, ispirata e influenzata dalla Seconda Guerra Mondiale e dalle sue conseguenze.La poesia per Nooteboom è una meditazione esistenziale e filosofica, in cui trova risalto il «labirinto dell'io», un io unico e multiforme al tempo stesso, in costante mutamento e disintegrazione tra l'essere, il non essere e il sovrapporsi di linearità e circolarità nella percezione del tempo.

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FOTOGRAFIA © ABC

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HO PERCORSO LA STRADA PIÙ LUNGA

Ho percorso la strada più lunga, la strada
senza un arrivo. Spelonche, un paesaggio vuoto
con i colori della sabbia e della paglia. Altri camminavano
insieme a me, amici, fratelli, amanti

e tutti mi hanno detto addio, svoltando a sinistra
e a destra, sono scomparsi come spettri,
ognuno solo con se stesso. Senza voltarsi,
conoscevano la loro meta, tracciavano linee rette

nel vuoto. Le ho viste andarsene, le persone
della mia vita, uscire lentamente dalla mia
e dalla loro esistenza, Le ho immaginate finché
ancora le vedevo, sentivo le loro voci lontane,

suoni d’aria.

(da Addio, Iperborea, 2020 – Traduzione di Fulvio Ferrari)

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UN UCCELLO VOLA, CADE UNA PIUMA

Un uccello vola, cade una piuma.
Evento, la bilancia dell’universo
si inclina. Un pesce continua a nuotare,
l’acqua si increspa, cos’è ora l’equilibrio

del mondo? La scala è sulla
bilancia, non sul mondo, la domanda
si moltiplica. Ognuno è se stesso
prima di pensare.

Ma, e poi? Le poesie non devono avere
punti interrogativi, devono domare
la follia, non negarla, devono
evocare la loro forma dai pensieri vuoti

fino a convertirsi in essi.

(da L’occhio del monaco, Einaudi, 2019 – Traduzione di Fulvio Ferrari)

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Altre poesie di Cees Nooteboom sul Canto delle Sirene:



  LA FRASE DEL GIORNO  

La poesia offre qualcosa che va oltre le vite di ciascuno, trasporta in un luogo che sta più in alto della quotidianità. Compie questo strano miracolo per cui parte da un punto molto personale e arriva all’universale.
CEES NOOTEBOOM, La Repubblica, 21 dicembre 2015

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Cees Nooteboom (L’Aia, 31 luglio 1933 -11 febbraio 2026), scrittore olandese. La sua opera comprende lavori di poesia, narrativa, drammaturgia, commedia e cronaca di viaggio. È stato più volte candidato al Premio Nobel. Arguto umorista, filosofo penetrante, storico attento, viaggiatore curioso e appassionato, è spesso paragonato a Borges, Calvino e Nabokov.


domenica 14 settembre 2025

Stupidamente felice


J. C. BLOEM

DAPPERSTRAAT

La natura è per chi è appagato o vuoto.
E: che natura resta in questo paese?
Un bosco grande come un quotidiano,
poche villette sopra una collina.

Dammi le strade grigie di città,
i lungomari incastrati sui moli
le nuvole mai belle come quando
van per il cielo orlate d'abbaini.

Tutto è troppo per chi si aspetta poco.
La vita cela le sue meraviglie,
finché poi non ne svela lo splendore.

Questo è ciò su cui meditavo, zuppo
fradicio di pioggia, stupidamente
felice una mattina in Dapperstraat.

(da Quiet though sad, 1946)

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Insomma: il poeta olandese J. C. Bloem dichiara la sua preferenza per la città - Amsterdam, naturalmente -, a dispetto delle foreste e delle misere colline dei Paesi Bassi. Si noti il contrasto: la natura è noiosa perché ridotta ormai a un formato, come un quotidiano, mentre il tessuto urbano al contrario fa risaltare proprio incorniciandoli i lungomari e le nuvole. E proprio quella linearità è ciò che il poeta apprezza, non solo nella città, ma anche nella poesia stessa.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Devi imparare a esprimere ciò che hai da dire in modo sempre più semplice. Devi liberarti dalla tua stessa retorica.
J. C. BLOEM

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Jakobus Cornelis (Jacques) Bloem (Oudshoorn, 10 maggio 1887 – Kalenberg 10 agosto 1966), noto come J. C. Bloem, poeta e saggista olandese. La sua opera intrisa di nostalgia per un passato ideale che non è mai esistito come tale. Disilluso dalla vita reale, solo attraverso la poesia poteva affrontare questo desiderio insoddisfatto.


giovedì 7 luglio 2022

Remco Campert


"Con questo, la letteratura in lingua olandese perde un autore virtuoso e uno dei suoi scrittori più amati": così il suo editore De Bezige Bij ha annunciato la scomparsa del poeta e scrittore olandese Remco Campert. morto ad Amsterdam il 4 luglio all'età di 92 anni. Giovane poeta, appartenne al gruppo Vijftigers, collettivo di arte sperimentale che ruotava attorno alla rivista Braak, nel quale si fece notare per la sua estetica leggera, ariosa e malinconica. Fece prevalere il suo linguaggio, colloquiale, in controtendenza con la poesia degli Anni ‘50. La svolta con il grande pubblico avvenne però nel 1961 con un romanzo, Het Leven is vurrukkulluk, tradotto in italiano come Festa d’estate, su una giornata nella vuota esistenza di un gruppo di giovani ad Amsterdam. In seguito, vittima del blocco dello scrittore, si abbandonò a una solitudine letargica. Spiegò: "Sono la mia migliore compagnia. Ogni volta che stavo insieme a qualcuno, volevo stare sott'acqua per giorni e giorni. Stare insieme è essere soli due volte e non ne ho bisogno. Sono più che felicemente sposato con la mia carriera". E ancora: "Non ho potuto scrivere per anni. Non me la sentivo. Provavo una repulsione fisica. Ci pensavo, ma rimanevo paralizzato dai dubbi”. Ne uscì nel 1979, scrivendo Somberman’s action, edito nel 1985.

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REMCO CAMPERT NEL 1963

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ALLA POESIA

Vuoi davvero lasciarmi, poesia
alle tre e mezza del pomeriggio
in rue du Four
mentre sopra di me il cielo si chiude
in un buio tumulto
e un angolo di strada mi sbatte contro
e ho perso il conto di tutte le persone

beh, non te la caverai
Mi aggrappo alla ringhiera dell'autobus 39
e decido in un attimo di vertigine
che non sopporterò che tu mi scarichi
come una donna il suo vecchio amante
che non ha più alcun diritto

poi nel parchetto di Sèvres-Babylone
dove una giostra geme il suo valzer
e sotto gli alberi c'è quella gente di colore
con la barba grigia e la valigia di cartone
e un’intera famiglia senza casa
e la ragazza americana che la sera va a un concerto
con quel dolce ragazzo che ha appena incontrato
che le legge le poesie di Prévert
sei di nuovo qui
amici per sempre
non dimenticarlo mai
morire non è una scusa

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SULL’OVERTOOM

Sta sgelando
l'Overtoom
eppure il gelo sta tornando
o almeno così dicono i miei piedi
che misurano la giornata
Rimango vicino a casa
sempre più vicino
è la mia età
le nuvole si gonfiano di un colore pallido
l'odore di ieri mi accarezza ancora
Ho mangiato con il mio amico
abbiamo spezzato il pane insieme
e parlato dei nostri morti
ci siamo quasi persi di vista
anche se ridiamo ancora
cos'altro puoi fare?
abbracciarci dirci arrivederci
dopotutto non si sa mai

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LA FRASE DEL GIORNO
La poesia è un atto di affermazione.

REMCO CAMPERT




Remco Campert (L'Aia, 28 luglio 1929 – Amsterdam, 4 luglio 2022), scrittore, poeta, ed editorialista olandese. Fece parte del movimento letterario dei Vijftiger, collettivo di arte sperimentale. Nel 1976 vinse il PC Hooft Prize per la sua poesia e nel 2015 il Prize der Nederlandse Letteren per la sua opera letteraria.


mercoledì 11 maggio 2022

Nell’abbraccio inciso


CEES NOOTEBOOM

PICASSO, ULTIME INCISIONI

In questa nube si accoppiano,
in questa nube nera, il desiderio nero inchiostro
costretto nel rame, netto e tenace,
dal veggente dietro la tenda, vuole

vuole anche quella donna e quell’uomo,
la doppia figura in cui
penetra e si rannicchia
come un tempo, quel secolo prima.

Nell’abbraccio inciso
cerca un mare e un letto, grida
di maree perdute, di un eterno
amplesso, con la nostalgia di chi

è costretto a vedere.

(da Le porte della notte, Edizioni Del Leone, 2003 – Traduzione di Fulvio Ferrari)

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Nella vecchiaia di Pablo Picasso ci sono una serie di litografie erotiche che sembrano voler far riemergere quell’energia creativa della giovinezza – le incisioni sono del 1969 e l’artista spagnolo ha 87 anni. È a quelle che si riferisce il poeta olandese Cees Nooteboom, riflettendo sulla parabola di arte e di vita del grande pittore.

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PABLO PICASSO, "IL BACIO, 10 07 1969"

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LA FRASE DEL GIORNO
Siamo i nostri segreti e, se tutto va bene, li porteremo con noi dove nessuno potrà toccarli.
CEES NOOTEBOOM, Le volpi vengono di notte




Cees Nooteboom (L’Aia, 31 luglio 1933), scrittore olandese. La sua opera comprende lavori di poesia, narrativa, drammaturgia, commedia e cronaca di viaggio. È stato più volte candidato al Premio Nobel. Arguto umorista, filosofo penetrante, storico attento, viaggiatore curioso e appassionato, è spesso paragonato a Borges, Calvino e Nabokov.


lunedì 10 maggio 2021

Mirino e otturatore


RUTGER KOPLAND

FOTOGRAFO

Perché questo guardare è aspettare e non sapere
cosa io aspetti. Non c’è momento
in cui si ripeta questo momento.

È l’attesa e non sapere dove
io sia, un posto tra la gente
che non ritroverò.

Ah, strumento paziente, mirino e otturatore
pazienti, io aspetto. Sento
lo scatto, Dio, quell’innocente

posa, il gesto, quello sguardo in cui
sono colpiti e
sono rimasti.

(da Utensili pazienti, 1993 – Traduzione di Giorgio Faggin e Giovanni Nadiani)

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La poesia di Rutger Kopland scava nel tempo e nella memoria, individuando dei punti fissi, che siano un ricordo dell’infanzia o della maturità, la vita delle figlie, l’Olanda rurale con le sue dighe e i suoi canali. Non può che attrarlo dunque l’arte della fotografia: quel meticoloso scatto che strappa un istante al tempo per consegnarlo al futuro.


FOTOGRAFIA © PXHERE

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LA FRASE DEL GIORNO
Il fotografo ha una grande responsabilità che è quella di fermare una frazione del tempo, in base alla cultura e al suo gusto, e trasmettere il suo punto di vista.
GERARD RANCINAN, Sette, 3 novembre 2011




Rutger Kopland, pseudonimo di Rudi van den Hoofdakker (Goor, 4 agosto 1934, – Glimmen, 11 luglio 2012), poeta olandese. Ottenne grande popolarità per il suo stile accessibile, premuroso, la sua leggera ironia, il suo sentimentalismo.


venerdì 21 agosto 2020

Così è l’acqua


RUTGER KOPLAND

L’ACQUA DI GIORNO E DI NOTTE

Di giorno l’acqua è lievemente
meno verde dei boschi, lievemente
meno azzurra del cielo, lievemente
meno di quant’altro, così è l’acqua.

La luna sale, l’acqua è più nera
dei boschi grigi, più nera
del cielo grigio. La luna
d’argento nel salvadanaio del poeta.

Scivolano nubi davanti alla luna
e tutto scompare.


(da Tutti in bicicletta, 1969 – Traduzione di Giorgio Faggin e Giovanni Nadiani)

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L’acqua raccoglie i riflessi di ciò che le sta intorno e il poeta olandese Rutger Kopland registra i cambiamenti della luce con il passare delle ore: la rifrazione diurna è smorzata da quella stessa acqua che di notte invece amplifica l’oscurità. Il coup de théâtre è l'’apparizione poetica della luna, anch’essa transitoria però come tutte le cose umane.

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FOTOGRAFIA © DANIELE RIVA

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LA FRASE DEL GIORNO
Praticare la poesia significa / constatare con la massima / accuratezza che per esempio / nel primo mattino / i sorbi mostrano innumerevoli lacrime /come un disegno dell’infanzia / così tante e così rosse.
RUTGER KOPLAND, In mezzo al bestiame




Rutger Kopland, pseudonimo di Rudi van den Hoofdakker (Goor, 4 agosto 1934, – Glimmen, 11 luglio 2012), poeta olandese. Ottenne grande popolarità per il suo stile accessibile, premuroso, la sua leggera ironia, il suo sentimentalismo.


giovedì 13 febbraio 2020

Ti accarezzavo la schiena


RUTGER KOPLAND

LA TUA SCHIENA

Finché ti vedevo la schiena - come se tu volessi qualcosa da me

ecco perché ti accarezzavo la schiena con gli occhi
oh, da quanto la conoscevo

non mi andava di pensarlo, quel luogo comune
ma erano i miei occhi a pensarlo
tutto in noi è storia tutto

dev’esserci stato un tempo in cui noi
ancora non esistevamo, un tempo lontano

volevo accarezzare la tua schiena senza cercare me stesso
sotto la tua pelle e non vi cercavo neppure te
là nessuno ci trova

amore è una parola per qualcosa di diverso
da ciò che cercavo, non è stato l’amore a farci
ci ha fatti uno strumento noncurante attento
paziente, lo stesso
che tornerà ad annientarci

conosciamo le taciturne stampe anatomiche
che mostrano come si è

le vertebre bianche le costole le scapole
bianco scheletro indifeso con cui
si comincia e si finisce

ecco perché ti accarezzavo la schiena con gli occhi

(Je Rug, da Finché saremo liberati, 1997 – Traduzione di G. Faggin e G. Nadiani)

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Il poeta olandese Rutger Kopland con il suo stile piano e amante della parola comune, pratica spesso il tema sentimentale enfatizzando un momento comune e costruendovi sopra una riflessione sulla transitorietà dell’essere umano. Come in questo caso, dove la schiena della moglie diventa il trampolino di lancio per una meditazione sull’amore e sulla provvisorietà del vivere.

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DIPINTO DI ROB HEFFERAN

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LA FRASE DEL GIORNO
Se non mescoli la tua anima con un bastone ogni giorno, si congela.
RUTGER KOPLAND




Rutger Kopland, pseudonimo di Rudi van den Hoofdakker (Goor, 4 agosto 1934, – Glimmen, 11 luglio 2012), poeta olandese. Ottenne grande popolarità per il suo stile accessibile, premuroso, la sua leggera ironia, il suo sentimentalismo.


domenica 11 agosto 2019

E nient’altro


CEES NOOTEBOOM

LA PRIMA FOTO DI DIO

Questo era il mio aspetto dopo quel primo giorno.
Io, solo con le mie pietre di pietra,
Io, solo con i miei venti di vento.

Era il giorno in cui ero ancora felice,
la terra ancora deserta e vuota,
solo più tardi ho creato gli alberi,
gli animali, l’esercito e quel fotografo.

Spesso ho nostalgia del giorno
in cui l’ho fatto, lui per primo.
Lui e io, insieme nella mia creazione,
io con la mia giacca viola tra i venti di vento,
lui con il suo occhio come uno specchio
sulle mie pietre di pietra,

e nient’altro

(da Bitterzoet, 2000 - Traduzione di Fulvio Ferrari)

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La nostalgia di un tempo perduto, di una pienezza ancora pregna di possibilità, di un futuro davanti ancora da compiere. Ne soffriamo tutti, ne soffre persino Dio, ritratto qui dallo scrittore e poeta olandese Cees Nooteboom in una impossibile istantanea in un suo “paradiso” di terra e di vento, di polvere e deserti.

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FOTOGRAFIA © NASA

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LA FRASE DEL GIORNO
La memoria è come un cane che si sdraia dove vuole.
CEES NOOTEBOOM, Rituali




Cees Nooteboom (L’Aia, 31 luglio 1933), scrittore olandese. La sua opera comprende lavori di poesia, narrativa, drammaturgia, commedia e cronaca di viaggio. È stato più volte candidato al Premio Nobel. Arguto umorista, filosofo penetrante, storico attento, viaggiatore curioso e appassionato, è spesso paragonato a Borges, Calvino e Nabokov.



sabato 18 maggio 2019

Squame smarrite


RUTGER KOPLAND

IN PUGLIA


C’erano cose silenziose e sottili, in Puglia,
squame smarrite di un mondo come
rimane quando dèi e uomini lo
abbandonano, aride squame di pelle vecchia.

Volevo vedere qualcosa, vidi gli avanzi del giorno
nei campi ocra roventi, nelle pietre di ruggine,
gli avanzi della notte tra la cenere di olive riarse,
nell'ambra nera della lava sotto la luna, gli avanzi
di una veduta lapislazzuli di cielo e mare.

Volevo vedere qualcosa perché cercavo un tempo,
un luogo, parole insomma in quelle squame,
quella pelle di antichissima madre, di rinsecchita
nutrice, la sua pelle su cui cresce il caos e
dilania le parole per il tempo e il luogo.

Cose così silenziose e sottili, il ritorno alla polvere.


(da Utensili pazienti, 1993 - Traduzione di Giorgio Faggin e Giovanni Nadiani)

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Dal mio viaggio in Puglia riportai la sensazione di una terra ancestrale, con la storia nelle pietre, nei campi di finocchietto selvatico e menta, nei grandi oliveti sotto il sole che ardeva la terra. Mi inebriai del bianco dei muri di Ostuni, Locorotondo e Alberobello, dell'azzurro del mare di Bari, di Egnazia, di Manfredonia. Tutte sensazioni riportate alla luce da questi versi del poeta olandese Rutger Kopland.

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FOTOGRAFIA © MARTIN DE LUSENET/FLICKR

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LA FRASE DEL GIORNO
L’intera Puglia è terra di passaggio di venti e di nuvole che galoppano tra mare e mare. La vite, l’olivo e il mandorlo sono le piante della Puglia, e anche la sua principale ricchezza.
GUIDO PIOVENE




Rutger Kopland, pseudonimo di Rudi van den Hoofdakker (Goor, 4 agosto 1934, – Glimmen, 11 luglio 2012), poeta olandese. Ottenne grande popolarità per il suo stile accessibile, premuroso, la sua leggera ironia, il suo sentimentalismo.


giovedì 2 maggio 2019

Leonardo da Vinci


RUTGER KOPLAND

I CAVALLI DI LEONARDO

Quanti schizzi che non ha lasciato...

Ripetizioni a non finire: fasci di muscoli, tendini,
ossa, giunture, l'intero macchinario
di cinghie motrici e leve con cui
si sposta un cavallo,

e con migliaia di sottilissime linee che quasi
invisibili scompaiono dolcemente nella carta
la pelle di orecchie, palpebre, narici,
pelle dell'anima...

deve aver voluto sapere com'era
fatto un cavallo e aver capito
che non era possibile,

quale fosse il segreto di un cavallo che prendeva forma
sotto il suo lapis.

Fece disegni splendidi, li esaminò,
li scartò.


(da Prima della scomparsa e dopo, Edizioni del Leone, 2005 - Traduzione di Giorgio Faggin e Giovanni Nadiani)

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Il 2 maggio di cinquecento anni fa uno dei più grandi geni della storia, Leonardo da Vinci, moriva nel Castello di Clos-Lucé ad Amboise, in Francia. Il suo ingegno e il suo eccelso talento illuminarono il Rinascimento, spaziando nei più svariati campi, dalla pittura alla scultura, dall’anatomia all’architettura, dall’ingegneria alle invenzioni, dove fu precursore di molti meccanismi realizzati nei secoli a venire.

L’omaggio a tante espressioni di conoscenza che Leonardo lasciò nei suoi innumerevoli scritti è affidato a Rutger Kopland, poeta olandese.

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LEONARDO DA VINCI, STUDIO DI CAVALLI – WINDSOR, ROYAL LIBRARY

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LA FRASE DEL GIORNO
La scienza è il capitano, e la pratica
sono i soldati.
LEONARDO DA VINCI, Aforismi, novelle e profezie




Rutger Kopland, pseudonimo di Rudi van den Hoofdakker (Goor, 4 agosto 1934, – Glimmen, 11 luglio 2012), poeta olandese. Ottenne grande popolarità per il suo stile accessibile, premuroso, la sua leggera ironia, il suo sentimentalismo.


sabato 3 marzo 2018

Metti qualcosa in padella


RIEKUS WASKOWSKY

ARS POETICA

          (She got ev'rything she needs
            she is an artist, she don't look back)

L’arte della Poesia
è simile a quella culinaria:
metti qualcosa in padella
senza troppo pensarci...
e riesce bene se sai cucinare.

(da Wie het eerst zijn stenen kwijt is..., 1970)

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Fare poesia è come cucinare, dice il poeta olandese Riekus Waskowsky, transculturalista capace di spaziare dalla poesia cinese antica di Li Po a quella sudamericana, dal medioevo carolingio al blues. In effetti, questa sua definizione sui generis dell’arte poetica che parte da una citazione di “She belongs to me” di Bob Dylan (Lei possiede tutto quello di cui ha bisogno / È un’artista, non guarda indietro), non è del tutto campata in aria: per fare poesia non basta andare a capo, occorre metterci quella che è l’essenza stessa della poesia, un aroma che non è facile definire ma che, diversamente da certe miscele segrete di spezie, non si può imitare – se c’è, allora anche un elenco di cose diventa poesia.


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Cook Book

IMMAGINE PUBBLICITARIA AMERICANA DEGLI ANNI ‘50

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LA FRASE DEL GIORNO
Per prima cosa non devi dire / "Vorrei scrivere una poesia": di’ / Che hai voglia di dare al giorno / Un altro po' di luce.
JOSEPH TUSIANI




WaskowskyHendericus Mattheus (Riekus) Waskowsky (Rotterdam, 15 ottobre 1932 - 14 aprile 1977), poeta olandese, svolse ogni genere di lavoro per sostenersi. Tradusse dallo spagnolo García Lorca e Neruda e dall’inglese Evelyn Waugh.  


lunedì 27 marzo 2017

Il meglio è qui

 

RUTGER KOPLAND

STRIDULO CANCELLO

Stavamo addossati allo stridulo cancello,
fuori del mondo come cavalli.

Ancora terra, letame e soir
de Paris, una sera di dove e di quando.

Versi dimenticati salivano dal fondo,
dolci località che rimano con oscurità,

e tu sussurrasti: qui, il meglio
è qui, dove sei adesso, dove

appoggi le tue mani. Ci stendemmo
sulla terra, uno sull’altra, il cancello

strideva pressato dai cavalli.

(da Chi trova ha cercato male, 1972– Traduzione di G.Faggin e G.Nadiani)

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Nella campagna olandese bucolica e ventosa il poeta Rutger Kopland scopre che il proprio posto talvolta è dove si è – non in oscure lontane località o nelle scintillanti città del globo, ma lì, dove si trova il proprio affetto e la vita proprio da quello prende senso.

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Dochter

FOTOGRAFIA © SETH DOCHTER

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LA FRASE DEL GIORNO
L'umano arriva dove arriva l'amore; non ha confini se non quelli che gli diamo.

ITALO CALVINO, La giornata di uno scrutatore




Rutger Kopland, pseudonimo di Rudi van den Hoofdakker (Goor, 4 agosto 1934, – Glimmen, 11 luglio 2012), poeta olandese. Ottenne grande popolarità per il suo stile accessibile, premuroso, la sua leggera ironia, il suo sentimentalismo.


lunedì 18 aprile 2016

Praticare la poesia

 

RUTGER KOPLAND

SORBI

Praticare la poesia significa
constatare con la massima
accuratezza che per esempio
nel primo mattino
i sorbi mostrano innumerevoli lacrime
come un disegno dell’infanzia
così tante e così rosse.

(Lijsterbessen, da Onder het vee, 1966 – Traduzione di G. Faggin e G. Nadiani)

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Praticare la poesia, in effetti, come suggerisce il poeta olandese Rutger Kopland, significa andare al di là delle cose, cogliere quelle intime connessioni che vengono dalla memoria, saper ritrovare nell’ombra del dubbio quel bagliore di mistero e riuscire a vederlo per un istante solo.

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Sorbi

FOTOGRAFIA © JANNEKE VREUGDENHIL

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LA FRASE DEL GIORNO
Sì, / datemi una domanda priva di risposta.

RUTGER KOPLAND, Un posto vuoto dove stare




Rutger Kopland, pseudonimo di Rudi van den Hoofdakker (Goor, 4 agosto 1934, – Glimmen, 11 luglio 2012), poeta olandese. Ottenne grande popolarità per il suo stile accessibile, premuroso, la sua leggera ironia, il suo sentimentalismo.


venerdì 7 marzo 2014

Chi noi stessi siamo

 

CEES NOOTEBOOM

FANTASTICARE E RICORDARE

Chi noi non siamo
chi noi stessi siamo.

Chi è al di sopra delle parole
chi è all’interno delle parole.

Chi è presso il pensiero
chi è il pensiero.

Chi lascia la traccia
nella sabbia bianca
della pagina?

Chi la spiega?

(Traduzione di Fulvio Ferrari)

 


Fantasticare e ricordare, ovvero il sogno e la memoria, l’avvenire e il passato: la nostra vita è il presente, è come un fiume che scorre sotto questi due archi. E in questi termini passa anche la meditazione del romanziere e poeta olandese Cees Nooteboom, una domanda sul senso del vivere, un attimo di questo continuo presente in cui ci si sofferma a indagare.

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footprints-in-the-sand_216668

FOTOGRAFIA © FREEPIK

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LA FRASE DEL GIORNO
La vita / dovresti poterla / ricordare / come un viaggio all’estero.
CEES NOOTEBOOM




Cees Nooteboom (L’Aia, 31 luglio 1933), scrittore olandese. La sua opera comprende lavori di poesia, narrativa, drammaturgia, commedia e cronaca di viaggio. È stato più volte candidato al Premio Nobel. Arguto umorista, filosofo penetrante, storico attento, viaggiatore curioso e appassionato, è spesso paragonato a Borges, Calvino e Nabokov.