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domenica 25 luglio 2010

Pacheco contro il progresso

JOSÉ EMILIO PACHECO

DISFATTA DI BILL GATES

Dopo il gran caldo e la lucentezza insopportabile del sole,
la tormenta elettrica,
la pioggia che non preannunciò il suo arrivo.
E il tuono immenso, imperatore dell'aria,
fa che il mondo esploda nei conduttori elettrici,
e per un istante ci trasformi
in ombre d'un mondo antico senza elettronica,
spettri apprendisti, aria nell'aria.

(da Secolo passato – Atto finale, 1999-2000)

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Bill Gates per dirne uno… il più rappresentativo, l’uomo che grazie ai sistemi operativi per i computer ha ottenuto soldi e successo fino a divenire la seconda persona più ricca al mondo, con un patrimonio stimato di 53 miliardi di dollari. Ma potrebbe essere anche il guru di Apple, Steve Jobs. Gente che ha fatto della tecnologia il proprio credo e il proprio business. Gente che ha modificato per sempre la faccia del mondo conosciuto.

Il poeta messicano José Emilio Pacheco, nato a Città del Messico nel 1939, si augura una deriva della tecnologia: basterebbe una importante tempesta geomagnetica, durante la quale il vento solare impatta per un giorno o due il campo magnetico terrestre per “friggere” ogni apparecchio elettronico, riportando indietro di decenni tutte le attività umane. Che cosa faremmo, come ci comporteremmo in un mondo che non conosceremmo più come il nostro? Come potremmo resistere senza aria condizionata e senza telefonini? E senza lanciare messaggi su Facebook o su Twitter? Come potremmo lavorare senza i computer? E non è fantascienza, badate bene: una tempesta solare di enormi proporzioni è prevista dalla NASA per il 2012, simile a quella che nel 1859 mise in crisi le telecomunicazioni spegnendo l’unica cosa esistente allora, il telegrafo. Oltre a distruggere i sistemi di telecomunicazione e quelli di distribuzione dell’energia, potrebbe innescare un vuoto nella sicurezza dei paesi, tanto che l’Università del Colorado ne ha parlato come di una possibile “Katrina spaziale”. Gli effetti che la NASA teme: “La distribuzione dell’acqua potabile in tilt in poche ore, cibi e medicine deperibili persi nel giro di 12-24 ore, interruzione immediata o potenziale del riscaldamento o del condizionamento dell’aria, dello smaltimento delle acque nere, dei servizi telefonici, dei trasporti, dei rifornimenti di carburante e così via”. Forse Pacheco questo non se lo augura…

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Tempesta solare © NASA

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LA FRASE DEL GIORNO
La tecnologia non tiene lontano l'uomo dai grandi problemi della natura, ma lo costringe a studiarli più approfonditamente.
ANTOINE DE SAINT-EXUPÉRY




José Emilio Pacheco Berny (Città del Messico, 30 giugno 1939, scrittore, poeta, saggista e traduttore messicano. È parte integrante della Generazione dei ‘50. La sua poesia concentra l’attenzione sulla storia, sulla ciclicità del tempo, sull’universo dell’infanzia e sulla vita nel mondo moderno.


mercoledì 16 settembre 2009

Malati di Internet

È indubbio che la tecnologia si sta ritagliando sempre più spazio nelle nostre vite sottraendo tempo alle attività di svago. Twitter, Facebook, i blog, i giochi online, gli SMS rischiano di renderci dipendenti da computer e telefonini. Ci sono alcuni internauti che sono oramai incapaci di “staccare”, di rimanere privi anche solo per pochi giorni e per poche ore dello strumento. Il sito americano ReSTART, che ha un programma per il recupero da questo tipo di dipendenza, ha stilato alcuni test per farci comprendere se siamo in grado di usare responsabilmente la rete e i computer.

Questo è il test per scoprire se si è “malati di Internet”:

• Navigare nel tuo sito preferito ti fa sentire meglio?
• Trascorri sempre più tempo online?
• Stai diventando sempre più irritabile?
• Stai perdendo interesse per qualsiasi attività che non sia il web?
• Trascuri gli amici e la famiglia per stare al computer?
• Ti senti inquieto quando non puoi usare Internet?
• Hai imparato a mentire su quante volte clicchi per vedere i tuoi video preferiti?
• L’uso del computer interferisce con il lavoro e il rendimento scolastico?
• Ti senti in colpa quando sei online?
• Dormi sempre meno per poterti connettere?
• Hai avuto bruschi cambiamenti di peso, soffri di mal di schiena, emicranie, o hai dolori alla mano e al braccio?
• Pensi a come connetterti anche quando stai facendo altro?

Chi ha risposto sì a tre o quattro di questi sintomi è a rischio dipendenza, chi ha risposto sì a cinque o più è già dipendente.

Come per tutte le cose, è l’abuso a causare danni. Troppo sale sui cibi aumenta la pressione arteriosa, troppi grassi il colesterolo, troppo vino porta alla dipendenza da alcol. Sarebbe saggio spegnere il computer ogni tanto e andare a farsi una passeggiata o leggere un buon libro. Adesso, ad esempio, mi formicola la mano destra… Arrivederci… 



Immagine © Free PNG img

 

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LA FRASE DEL GIORNO
Vent’anni fa nessuno avrebbe potuto immaginare gli effetti che Internet avrebbe avuto: intere relazioni che fioriscono, amicizie che prosperano… C’è una nuova immensa intimità e poesia casuale, per non nominare la pornografia più strana. L’intera esperienza umana sembra svelare se stessa come la superficie di un nuovo pianeta.
J. G. BALLARD, Intervista a “The Guardian”, 22 giugno 2004

sabato 12 settembre 2009

I libri più rubati su Internet


Il sito Freakbits ha voluto stilare una lista dei dieci libri elettronici più scaricati in maniera illegale – si tratta di download eseguiti su Bit

Torrent tra le 100.000 e le 250.000 volte. Nessun romanzo, o quasi, nessun libro di poesie, molta pornografia o eros, un supporto per un gioco di ruolo (Leonardo) e manuali. Ecco i titoli:

1. Kamasutra

2. I segreti di Adobe Photoshop

3. La guida completa per idioti al sesso divertente

4. I quaderni perduti di Leonardo da Vinci

5. La casa solare – Una guida per progettisti

6. Dietro la pornografia – La scrittura erotica nell’antica Inghilterra

7. Twilight – La serie completa

8. Come spingere qualcuno a dire sì – La scienza dell’influenza

9. Fotografia di nudo – L’arte e il mestiere

10. Aggiustalo! – Come eseguire tutte le piccole riparazioni in casa


Che la letteratura sia assente dalla lista potrebbe essere motivo di consolazione, ma, se ci pensiamo un attimo, questo elenco sta a significare che alla gente – ai ragazzi, soprattutto, che divorano Internet – la letteratura interessa sempre meno. L’unico e-book che vi si avvicina solo marginalmente è la saga dei vampiri di “Twilight”. A me sarebbe piaciuto trovare nella lista le opere complete di Hemingway, Fitzgerald, Céline e Kafka, la Divina Commedia, l’Odissea… Almeno non c’è Dan Brown!



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LA FRASE DEL GIORNO
Più della metà della cultura moderna si basa su libri che non si dovrebbero leggere.
OSCAR WILDE, L’importanza di chiamarsi Ernesto

giovedì 20 agosto 2009

E-book Mondadori gratuiti


L’e-book, ovvero il libro in formato elettronico, qualche anno fa sembrava avere il potenziale per una larga diffusione. Invece, mi sembra che si sia arenato: il suo utilizzo forse aumenta nelle biblioteche e nelle scuole, ma certo è molto più agevole leggere un libro in edizione cartacea che sforzarsi gli occhi davanti a uno schermo. Per non parlare della fisicità del libro, del suo odore di carta e inchiostro, delle sensazioni tattili che danno le pagine…

La versatilità dei libri elettronici tuttavia li rende utili per le ricerche: infatti, secondo uno studio dell’Università dell’Illinois, solo il 10% degli utilizzatori di e-book, hanno dichiarato in un sondaggio a risposte multiple di usarli per il piacere di leggere, mentre il 78% dava come risposta la ricerca e il 58% lo studio; il 10% se ne serve anche per l’insegnamento.




Mondadori, sin dai primi tempi, ha avuto una selezione di classici in formato elettronico da scaricare gratis: adesso sono una dozzina, da “Cuore di tenebra” di Joseph Conrad a “La serenità” di Seneca, passando per “Le avventure di Pinocchio” di Collodi, “Le avventure di Tom Sawyer” di Mark Twain, il “Discorso sul metodo” di Cartesio e “Le relazioni pericolose” di Choderlos de Laclos.

Basta seguire questo link, inserire nome e cognome e una casella e-mail ed eseguire gratuitamente il download dei libri scelti. Naturalmente bisogna avere un lettore portatile di e-book o un lettore da installare sul computer o sul palmare, come Microsoft Reader, che si può scaricare anche dal link della casa editrice. Poi, naturalmente, è possibile acquistare dal vasto catalogo Mondadori anche gli ultimi best-seller.





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LA FRASE DEL GIORNO
Che ci vuole a scrivere un libro? Leggerlo è la fatica
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GESUALDO BUFALINO, Il malpensante

martedì 21 luglio 2009

La notte della Luna

«Ha toccato! Ha toccato il suolo lunare!»



Erano le 22 e 17 del 20 luglio 1969 in Italia quando Tito Stagno, il giornalista che seguiva la diretta per la RAI, che allora era l’unica televisione nazionale, pronunciava con enfasi queste parole. Tutto il paese, tutto il mondo, era davanti ai teleschermi per assistere a quello storico momento. Il LEM, primo oggetto costruito dall'uomo, toccava il suolo lunare. Ma bisognò aspettare fino alle 4 e 56 del 21 luglio perché Neil Armstrong divenisse il primo uomo a posare il piede sulla superficie della Luna, precisamente nel Mare della Tranquillità, e a compiere, secondo le sue parole “un piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per l’umanità”.


Il sogno che era stato di intere generazioni di uomini e donne diventava realtà in quella notte di luglio: quello che Jules Verne, Italo Calvino e Ludovico Ariosto avevano osato immaginare nella fantasia del romanzo e della poesia, era ora reso possibile dalla tecnologia. I tre astronauti, Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins, a bordo dell’Apollo 11 portarono a termine una missione leggendaria che poneva fine a un decennio di lotte tra Unione Sovietica e Stati Uniti per l’esplorazione del satellite terrestre. Ma, idealmente, a compiere quel passo sulla Luna erano in tanti: la cagnetta Laika, Valentina Tereshkova, Yuri Gagarin, l’equipaggio dell’Apollo 1 distrutto durante le operazioni di lancio, tutti gli astronauti che la NASA aveva addestrato e usato per le missioni preparatorie.



Mentre Aldrin raccoglieva campioni di pietre lunari, circa venti chili, Armstrong piantò la bandiera a stelle e strisce sulla superficie rocciosa e senza vento del pianeta, scattò numerose fotografie e lasciò una targa con incise queste parole:

«Qui uomini dal pianeta Terra
fecero il primo passo sulla Luna
Luglio, 1969 d.C.
Siamo venuti in pace per tutta l'umanità».


Fotografie: © NASA 



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LA FRASE DEL GIORNO
Penso che andiamo sulla Luna perché è proprio della natura umana affrontare le sfide.
NEIL ARMSTRONG, Conferenza stampa della missione Apollo

martedì 7 luglio 2009

La Bibbia più antica è sul web

La prima Bibbia cristiana di cui si ha notizia, un manoscritto su pergamena risalente alla metà del IV secolo, il “Codex sinaiticus”, è ora disponibile per la consultazione su Internet.




La versione originale conta 1460 pagine di 40 cm per 35, scritte in greco, e contiene la più antica copia completa del Nuovo Testamento, nel vernacolo della “koiné”, oltre al Vecchio Testamento nella versione detta “dei Settanta”, con numerosi commenti dei primi correttori. Il progetto è il risultato di quattro anni di lavori in collaborazione tra la Biblioteca Britannica, la Biblioteca dell’Università di Lipsia, il Monastero di Santa Caterina e la Biblioteca Nazionale di Russia di San Pietroburgo. L’importanza del testo per la ricostruzione dell’originale biblico è naturalmente immensa.

Ottocento di queste pagine si possono consultare sul sito “Codex sinaiticus”. Il referente britannico dell’operazione, Scot McKendrick, sottolinea le opportunità di ricerca che il documento offre agli studiosi: “Questo manoscritto apre una finestra sugli inizi della cristianità e le prove di come la Bibbia fu trasmessa di generazione in generazione”. Nel corso di tutti questi anni la pergamena è stata conservata nel Monastero di Santa Caterina, nella penisola del SInai, In Egitto, a pochi chilometri dalla frontiera israeliana. Solo nel 1844 è stato possibile esaminare il “Codex”: era in perfette condizioni grazie all’aria secca del deserto e alle pareti del monastero, che ne hanno garantito la conservazione.



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LA FRASE DEL GIORNO
Io non sapevo che la Bibbia fosse poesia! Pensavo che non fosse altro che religione!
SINCLAIR LEWIS, Opera d’arte

lunedì 25 maggio 2009

La Treccani gratis online

In un momento in cui i giornali on line dibattono sulla necessità di far pagare tutto, andando probabilmente incontro a morte certa, l’Enciclopedia Treccani sigla invece un ambizioso accordo con il ministero della Pubblica amministrazione e dell’Innovazione.

Lo sviluppo della didattica e della cultura porta la storica enciclopedia a essere disponibile gratis in rete. L’intesa è stata siglata sabato dall’amministratore delegato Franco Tatò e dal ministro Renato Brunetta nell’ambito del programma e-Gov 2012: la digitalizzazione dei contenuti è a carico del ministero.

L’Enciclopedia Italiana di Scienze Lettere e Arti, l’Enciclopedia Treccani Trevolumi, il Treccani sinonimi e contrari, la piccola Treccani, il Dizionario Biografico degli Italiani, il vocabolario Treccani, i Neologismi, l’Atlante storico Treccani  si potranno consultare su tre portali distinti:

  1. www.treccani.it/portale/sito/scuola – il portale dell’istituto
  2. www.italia.gov.it. – il portale governativo per il cittadino
  3. www.innovascuola.gov.it – il sito dedicato agli studenti e agli insegnanti
     

Come ha detto l’alacre ministro Brunetta a Adnkronos, «Altro che Wikipedia, questa è un’altra cosa ed è un esempio di collaborazione per valorizzare il patrimonio esistente».





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LA FRASE DEL GIORNO
La conoscenza è potere. La scrittura è fonte di potere nelle società moderne, perché rende possibile trasmettere conoscenza meglio, più rapidamente e più lontano.
JARED DIAMOND, Armi, acciaio e malattie

giovedì 30 aprile 2009

La Biblioteca Digitale Mondiale

 

Lo scorso 21 aprile a Parigi è stata presentata la Biblioteca Digitale Mondiale: un partenariato di 32 istituzioni con l’UNESCO e la Biblioteca del Congresso statunitense, il cui direttore James Billington è l’anima del progetto.

È lo stesso Billington a tracciare lo scopo dell’ambiziosa opera: “Se noi non vogliamo che le nostre biblioteche si trasformino in musei, dobbiamo offrire ai giovani l’occasione di avere accesso alle meraviglie prodotte dalle generazioni precedenti”. Così il sapere di epoche e regioni diverse viene traghettato nel XXI secolo.

Nella Biblioteca Digitale, purtroppo solo in inglese, francese, portoghese, arabo, russo, spagnolo e giapponese, possiamo trovare fotografie d’epoca, mappe e testi antichi: ci sono le favole di Esopo tradotte in tedesco, il diario di Napoleone in Egitto, quello di Thomas Jefferson, il giornale di bordo del brigantino “Hope” e quello del viaggio di Magellano. E poi la Costituzione degli Stati Uniti, la richiesta di cittadinanza americana di Albert Einstein, il Vangelo di Matteo in russo, le fiabe di Andersen in inglese e illustrate, un catechismo in spagnolo e tagalog usato nelle Filippine nel 1593.

Oltre mille documenti originali, consultabili con facilità e con ottima definizione, grazie al versatile strumento elettronico, che consente di navigare tra le pagine e di zoomare. Vale la pena farci una visita, e perdersi tra quelle carte che coprono diecimila anni di storia del mondo. “Creare un luogo della memoria in un’epoca che non ne ha più”, come dice James Billington.

 

Mappa di St. Augustine, Florida  – WDL

 

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LA FRASE DEL GIORNO
I libri sono l’umanità stampata.
BARBARA TUCHMAN, The Book

sabato 28 marzo 2009

Three Mile Island


Sette anni prima di Chernobyl, un incidente nucleare scosse il mondo, quello avvenuto nella centrale di Three Mile Island, in Pennsylvania, nella moderna e tecnologica America che aveva superato la grave crisi petrolifera dei primi Anni Settanta con il ricorso a nuove forme di energia.

Era il 28 marzo del 1979 quando nell'impianto, che sorge nei pressi di Harrisburg, si verificò una serie di problemi: il refrigerante dell'Unità 2 subì un aumento di pressione che innescò l'arresto di emergenza del reattore; purtroppo una valvola di rilascio non segnata sui progetti non funzionò a dovere e provocò gravi danni al nocciolo radioattivo, che si fuse parzialmente. Le autorità attribuirono poi le cause dell'incidente alla carenza di strumentazione nella sala di controllo e alla non adeguata preparazione degli operatori. L'Unità 2, a distanza di trent'anni, è ancora chiusa, in attesa di smantellamento.

Dalla centrale di Three Mile Island si verificò un rilascio di radiazioni, in particolare di gas nobili e di iodio 131. Non vi furono vittime né tra i lavoratori né tra la popolazione, almeno direttamente.
L'incidente si era verificato alle 4 del mattino, la stampa fu avvertita alle 9: non si parlava di fuga radioattiva, ma la CBS scatenò il panico con un annuncio, risultato poi infondato, di una radioattività intensa all'interno dell'impianto e misurabile nel raggio di un miglio.
Il giorno dopo furono chiuse le scuole; altro panico si diffuse quando le sirene di allarme di Harrisburg, due giorni dopo, suonarono accidentalmente: il governatore suggerì di trasportare lontano dall'area le donne incinte, le autostrade in uscita dalla città si riempirono di migliaia di auto e si verificarono molti incidenti...

Il mondo si divise tra detrattori e sostenitori dell'atomo, fu da lì che iniziarono a comparire le spillette con il sole e la scritta "Nuclear no thanks". In sostanza, è sempre sbagliato decidere qualcosa sull'onda emotiva - lo fu in Italia per il referendum sul nucleare dopo il disastro di Chernobyl. Però dall'incidente di Three Mile Island nacque una maggiore attenzione all'uso dell'energia atomica, una maggiore ricerca sulla sicurezza degli impianti e su un minore impatto ambientale - almeno in Occidente. Dietro la "cortina di ferro", che ancora era solida e impermeabile, no: e i risultati si videro il 26 aprile del 1986.




Il presidente Carter visita Three Mile Island il 1° aprile 1979
(Fotografia: National Archives and Records Administration)


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LA FRASE DEL GIORNO
Non c'è malvagità nell'atomo: solo nelle anime degli uomini.
ADLAI STEVENSON

martedì 17 febbraio 2009

Meraviglie antiche


Abbiamo già visto con il meccanismo di Anticitera l'ossessione degli antichi di misurare l'universo ed il mondo, di applicare le proprietà della fisica alla vita quotidiana. Quell'oggetto misterioso non è un'intuizione isolata nelle meraviglie tecniche e scientifiche dell'antichità: grandi matematici quali Euclide, Archimede, Ctesibio ed Erone non si limitarono allo studio dei numeri e della geometria, ma si dedicarono anche all' applicazione pratica dei principi individuati.

Un ambito di attuazione abbastanza vasto fu quello dell'idraulica: i giochi d'acqua che ornavano le fontane usufruivano della pressione dell'acqua per generare suoni e movimenti; del 275 a.C. è l'organo idraulico, strumento musicale che si avvaleva del medesimo principio. La meccanica portò a sviluppare macchine per l'uso teatrale: con carrucole, ruote, pesi e contrappesi si realizzavano dei dispositivi che simulavano gli effetti speciali: è noto agli storici del teatro il girotondo delle Baccanti attorno al dio Dioniso nella famosa tragedia di Euripide. Con il vapore veniva invece alimentata la "Eolipila", una miniturbina la cui funzione rimane sconosciuta: la azionava l'acqua vaporizzata dal calore di un fuoco acceso sotto di essa.




È anche grazie a questi piccoli esperimenti che gli uomini di oltre duemila anni fa riuscirono a costruire quelle che ancora oggi sono definite "le sette meraviglie del mondo": tutti ci siamo chiesti come sia stato possibile erigere le Piramidi, quale sforzo sovrumano sia occorso, quali tecniche siano state ideate e adoperate. Così deve essere stato per le opere andate distrutte, in particolare il Faro di Alessandria, che illuminava la notte per miglia e miglia, e i giardini di Babilonia: nessuno è più riuscito da allora a portare la vegetazione lussureggiante nel cuore dell'Iraq.

E noi, che con le nostre macchine e i nostri computer, ci crediamo padroni del mondo...




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LA FRASE DEL GIORNO
Fino a quando la macchina sia presente, si ha l'obbligo di usarla. Nessuno attinge acqua dal pozzo, quando si può girare un rubinetto.
GEORGE ORWELL, La strada di Wigan Pier

giovedì 11 dicembre 2008

1 su 133 milioni


Parliamo un po' di blog, oggi, basandoci sui numeri del rapporto di Technorati sullo Stato della Blogosfera 2008.

133.000.000 è il numero di blog censiti nel 2008, il doppio di un anno fa, quando erano 70.000.000. Nel 2005 erano 20.000.000, nel 2004 4.000.000. Ne è stata fatta di strada dal 1997, anno in cui i "weblog" furono fondati da un gruppo di utenti di Linux per dialogare tra loro.

Ma attenzione: quel numero immenso è fasullo. I blog attivi non sono che pochi milioni, la maggior parte è ormai morta da tempo, rimane nei motori di ricerca come bottiglie lanciate in mare. L'autore del messaggio non se ne cura più, chi casualmente apre la bottiglia e legge ciò che vi è scritto la ributta in mare. A tutti noi capita di ricercare qualcosa nel web e di imbatterci in uno di questi relitti: l'ultima data segnata è ormai lontana nel tempo. I blog aggiornati almeno una volta alla settimana sono poco più di un milione, addirittura quelli aggiornati giornalmente sono solo 900.000.

La ricerca poi valuta le motivazioni: il 75% dei bloggers li tiene per soddisfazione personale, il 54% per divertimento, il 42% per ricavarne un piccolo guadagno (naturalmente l'indagine, svolta in 60 paesi, consentiva risposte multiple). Altri dati: gli argomenti principali sono tecnologia, politica, musica e cinema; gli autori dei blog sono per lo più maschi (66%) e per metà hanno un'età compresa tra i 18 e i 35 anni. Quanto alla localizzazione geografica: il 43% si trova negli Stati Uniti, il 27% in Europa, il 13% in Asia; usano l'inglese nel 72% dei blog, ma non in Europa, dove si utilizzano 34 lingue.

I frequentatori invece sono numerosissimi: solo negli USA gli utenti dei blog sono 77 milioni, contro i 74 di Myspace e i 41 di Facebook. Nel mondo il 77% degli utenti attivi su Internet legge abitualmente almeno un blog.

"Il canto delle sirene" è uno su 133.000.000, ma anche uno dei 900.000 aggiornati quotidianamente. Le statistiche? Ogni giorno i suoi lettori sono un centinaio, arrivati per le strade più disparate. Pochi, ma buoni...


Immagine © Voltierdigital



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LA FRASE DEL GIORNO
Anche il progresso ha la sua poesia.
GIOVANNI GUARESCHI, Don Camillo e i giovani d'oggi

mercoledì 10 dicembre 2008

L'archivio di Life


Il gruppo americano Time Inc., proprietario della rivista "Life", importante punto di vista tra gli Anni '30 e i '70, ha deciso di mettere a disposizione gratuitamente su Internet milioni di immagini, tutte quelle nell'archivio della rivista.

L'iniziativa inedita è subito divenuta oggetto di controversie; sebbene la società dichiari di aver messo in rete solo le immagini prese da fotografi stipendiati e di possederne quindi i diritti, gli eredi e i possessori dei diritti dei fotografi più famosi, come Pierre Boualt, Robert Capa e Cartier-Bresson, battono già cassa.

Il sito invece è più democratico: mischia foto belle ad altre meno riuscite, nomi celebri ad altri sconosciuti. Solo il 3% delle foto presenti furono pubblicate su "Life", così diventa arduo cercare una determinata fotografia, lo sbarco in Normandia visto da Capa, per esempio: accanto vi saranno altre foto, altre versioni, diversi punti di vista. Un altro limite è la estrema concisione delle definizioni a corredo. Accanto alle foto anche un celebre filmato, l'assassinio di Kennedy ripreso da Abraham Zapruder: è la perla tra i video.

L'accordo per la messa in rete è stato siglato con Google. "Life", che ha cessato le pubblicazioni nel 2007, dopo essersi trasformato in mensile nel 1972, così risorge dalle sue ceneri. Il suo presidente, Andy Blau, ha dichiarato con entusiasmo alla stampa: "Avevamo un archivio di immagini gigantesco in un deposito del New Jersey. È una rinascita". I navigatori appassionati di storia e fotografia avranno un nuovo paradiso in cui immergersi, salvo che i diritti d'autore non lo prosciughino, lasciandolo un deserto sacrificato al dio denaro. La macchina di "Life" sarà a pieno regime ad inizio 2009 con oltre dieci milioni di foto. Ma già adesso se ne possono consultare due milioni all'indirizzo ospitato da Google.

Gli utenti, che possono consultare il sito in sedici lingue, possono guardare le immagini, stamparle, utilizzarle a scopi didattici. Naturalmente non sarà possibile farne un uso commerciale: per acquistare i diritti occorrerà rivolgersi all'agenzia Getty. Le fotografie sono anche acquistabili già incorniciate on line: il prezzo varia tra i 79 e i 109 dollari. Su Google invece la definizione è stata ridotta per evitare la rivendita.

A febbraio un'altra iniziativa, il sito Life.com, finanziato dalla pubblicità con il partenariato di Getty: proporrà una "visione del mondo attraverso l'immagine", 3000 fotografie nuove ogni giorno.










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LA FRASE DEL GIORNO
Fotografare è trattenere il respiro quando le nostre facoltà convergono per captare la realtà fugace; a questo punto l'immagine catturata diviene una grande gioia fisica e intellettuale. Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore.
HENRI CARTIER-BRESSON, Contrasto

martedì 9 dicembre 2008

Il ritorno del vinile


Non va in pensione, sebbene abbia compiuto da poco i sessant'anni: anzi, superati gli acciacchi dell'età, ritorna trionfalmente in auge. È il vecchio disco di vinile. "Ricordi" ha inaugurato una sezione apposita per gli LP, anche "Fnac" ha il suo angolo del 33 giri.

Messi in soffitta sul finire degli Anni '80 con l'avvento del chirurgico compact-disc, sempre perfetto e sicuro di sé, ora il gracidante ed imperfetto LP irrompe di nuovo nelle nostre vite. Naturalmente sono i giovani a pretenderlo, la generazione che non lo ha mai ascoltato e che si è formata sul download e sull'MP3, sugli iPod: dal consumo di musica disordinato passano all'acquisto dei grandi classici su 33 giri, dai Led Zeppelin ai Rolling Stones, da Neil Young a Bob Dylan.

Tornare a mettere piede in un negozio di dischi ha un fascino particolare e i discografici in crisi profonda seguono la moda e rilanciano stampando i dischi in vinile anche di artisti contemporanei: seguono questo fenomeno che attrae i ragazzi tra i 16 e i 25 anni. Marianne Faithfull ha chiesto espressamente l'uscita su questo formato della sua ultima fatica, imitando i White Stripes.

Così il 33 giri esce dalle nicchie dei collezionisti e scavalca la crisi del CD, strozzato sia dalla pirateria, sia dall'esosità dei discografici. Non è ancora un consumo notevole, resta marginale certo, ma risponde alla voglia del pubblico di possedere un oggetto bello esteticamente, artisticamente abbigliato, che suona in modo più caloroso dell'asettico erede e concorrente. Per il 2009 molte case hanno annunciato la pubblicazione di pezzi introvabili.

Io preferisco il suono pulito del CD e la comodità dell'MP3. Ma il mio giradischi è sempre là, posato al culmine dello stereo. Se è il caso, sono pronto.





Fotografia: Scudit


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LA FRASE DEL GIORNO
La forza del godimento e quella del ricordo dipendono l'una dall'altra.
HERMANN HESSE, Album illustrato

sabato 22 novembre 2008

Roma, I secolo a.C.


Google Earth - ha un'opzione incredibile: la possibilità di viaggiare per la Roma imperiale all'epoca di Costantino, nel 320 d.C. La ricostruzione è accuratissima e sembra davvero di volare sulla città in una specie di sbalorditiva macchina del tempo. Il programma ci consente di infilarci anche all'interno di noti edifici e di ammirarne i dettagli: Il Colosseo, il Circo Massimo, il Foro...

Proviamo anche noi allora a viaggiare nel tempo, oggi: ma andiamo un po' più indietro, entriamo nella Roma del I secolo avanti Cristo. È l'epoca di Pompeo, di Catilina, di Cicerone, di Catullo. Roma ci si presenta come una città in divenire, passata da solida Repubblica a potenza economica in espansione, dove, attratti dalle sue ricchezze e dal suo fascino, giungono a migliaia i cittadini provenienti dalla periferia dell'Impero. Come succederà con l'America a cavallo tra Ottocento e Novecento, con la Germania e la Svizzera degli Anni '70, con l'Italia di fine e inizio millennio. Tre milioni di schiavi, contadini e immigrati, che nel 65 a.C. saranno tutti espulsi con la Lex Papia, la Bossi-Fini di allora, che si rivelerà un semplice palliativo: gli stranieri ritorneranno tutti, e in numero maggiore.

Ci troviamo di fronte a eleganti e solide case signorili mischiate a case popolari sviluppate in altezza, come condomini ante litteram, spesso soggette a crolli e incendi per l'instabilità della costruzione, realizzate spartanamente, con sportelli di legno o di cuoio al posto delle finestre e con l'acqua potabile non in grado di raggiungere i piani superiori.
In qualcuna di quelle case signorili possiamo trovare donne ricche e libere, emancipate, esperte sul come farsi una dote e sui metodi anticoncezionali. Sono donne invise a Giovenale, che le definisce "insopportabili" ed è urtato dal loro parlare di poesia a tavola, ma molto amate da Catullo, come la Ipsililla del Carme 32 ("Ti prego, cocchina mia, invitami da te nel pomeriggio") o l'adorata Lesbia di tante poesie, la bella Clodia, moglie separata dell'ex governatore della Gallia Cisalpina Quinto Cecilio Metello.

Bene, fermiamoci qui: per sognare ancora ci basta aprire Google Earth o il libriccino dei Carmi.

Immagine: Google

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LA FRASE DEL GIORNO
Di nulla si può dire che è, di tutto che è stato o sarà. Così veloce precipita il tempo e impercettibilmente a ogni istante ci muta... Triturando in passato il futuro, il non-essere in altro non-essere...
GESUALDO BUFALINO, Il Giornale, 3o dicembre 1988

domenica 12 ottobre 2008

La Torre di Babele a Dubai


Lunedì scorso le autorità di Dubai, perla degli Emirati Arabi Uniti, hanno annunciato la costruzione di una torre alta più di un chilometro. L'edificio, appartenente alla compagnia immobiliare governativa Nakheel, dalla quale prenderà il nome, costerà qualcosa come 38 miliardi di dollari (circa 28 milioni di euro).

Inutile dire che la Nakheel Tower sarà l'edificio più alto del mondo, battendo il record già detenuto dalla stessa città, la Burj Dubai, attualmente in costruzione, alta "solamente" 694 metri, ma che forse potrebbe superare gli 800. Ma il suo record potrebbe essere effimero: già si vocifera del progetto di un grattacielo di ben 2.400 metri!

Evidentemente le autorità di Dubai non temono quello che successe a Babele, come riporta la Genesi, al capitolo 11: «Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese del Sennaar e vi si stabilirono. Si dissero l'un l'altro: "Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco". Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. Poi dissero: "Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra". Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: "Ecco, essi sono un popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro". Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.»

Dev'essere comunque un'ansia tutta asiatica questa di elevarsi con le proprie case fino al cielo: se Babele si trovava nell'odierno Iraq, nella classifica dei grattacieli più alti del mondo ben diciannove dei primi venticinque si trovano in Cina, Malesia ed Emirati Arabi, venti con la Nakheel; e i primi sette in assoluto, davanti alle Sears Towers di Chicago. L'Europa non ha di queste ambizioni, poggia sulle sue solide radici ed il suo edificio più elevato è la Torre della Commerzbank a Francoforte, 299 metri. L'Italia si ferma alla Torre Telecom di Napoli, 129 metri, che nel 1995 ha sottratto per soli due metri il primato nazionale al vecchio Grattacielo Pirelli, che svetta in Piazza Duca d'Aosta a Milano dal 1965.

Le autorità di Dubai comunque non si fermano qui: oltre all'autodromo per la Formula 1 e alle isole artificiali che riproducono il planisfero mondiale, sorgerà anche una nuova città, Jumeira Gardens, caratterizzata - ma guarda un po' - da torri, delle quali tre di 600 metri, che saranno collegate da passerelle. Intanto, nel mondo, l'economia va a rotoli e i brokers provano un altro tipo di vertigini...



Il progetto della Nakheel Tower (Foto AP)



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LA FRASE DEL GIORNO
Lo stupore vero è fatto di memoria, non di novità.
CESARE PAVESE, Il mestiere di vivere, 2 agosto 1942

sabato 27 settembre 2008

Cento anni alla catena


Cento anni fa, il 27 settembre 1908, fu un giorno rivoluzionario per l'industria: dallo stabilimento di Piquette, vicino a Detroit, usciva la prima Ford Model T. Di per sé già quell'automobile era un evento: progettata da Henry Ford e Charles Harolde Wills con gli ungheresi Jòsef Galamb e Jeno Farkas, la vettura presentava soluzioni innovative, dal cambio elicoidale ai freni a tamburo.

La vera rivoluzione però stava nella tecnica di produzione: la prima catena di montaggio e l'uso di parti intercambiabili. Dalla dimensione artigianale si passava a quella prettamente industriale: un complesso manufatto come un'automobile poteva essere razionalmente assemblato riducendo il tempo necessario per la sua produzione. All'epoca una vettura Ford era costruita in 12 ore, con la catena di montaggio del 1908 bastavano 93 minuti per realizzare la Model T.

Sì, c'erano i lati negativi, ma forse allora l'alienazione, la ripetitività dei gesti erano ancora lontani dai pensieri degli ingegneri. In breve infatti la fabbrica non risultò in grado di soddisfare la domanda e nel 1910, quando le unità prodotte erano ormai 12.000, lo stabilimento si trasferì ad Highland Park. Per velocizzare ulteriormente la catena, dal 1915 la Model T era disponibile in un solo colore, il nero. Nel corso del 1914 Ford produsse più vetture di tutti gli altri concorrenti insieme, e nel decennio 1914-1925 un'automobile su due nel mondo era una Ford. Grazie all'innovazione della catena di montaggio avviata nel piccolo stabilimento di Piquette...


Fotografia © Biscuit in Pursuit - licenza Attribuzione-Non commerciale CC BY-NC-SA 2.0



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LA FRASE DEL GIORNO
Gli uomini sono delle disgraziate creature condannate al progresso.
GIOVANNINO GUARESCHI, Don Camillo


sabato 16 agosto 2008

Europeana


La Commissione Europea ha invitato l’11 agosto ad aumentare il contributo finanziario alla biblioteca digitale europea, che metterà a disposizione dei navigatori le collezioni dei musei e delle biblioteche dei ventisette stati membri. “Investimenti pubblici e privati supplementari sono necessari per accelerare la digitalizzazione” ha dichiarato Viviane Reding, il commissario alla società dell’informazione e ai media.

Il prototipo della biblioteca, che si chiamerà “Europeana”, verrà inaugurato a novembre. Il portale sarà ospitato dalla Biblioteca nazionale d’Olanda e consentirà già dai primi tempi l’accesso a circa due milioni di documenti. Nel 2010, quando la messa in rete diventerà pienamente operativa, il numero dovrebbe salire a sei milioni. Libri, quadri, fotografie, opere musicali e film inseriti dalle istituzioni culturali dei 27 saranno consultabili. Questo porrà però due problemi: il primo è quello del denaro, serviranno cioè ulteriori finanziamenti; il secondo è invece più delicato, andando a toccare i diritti d’autore. Sono in corso trattative e discussioni per trovare una soluzione: che siano collegamenti ai siti dei proprietari dei diritti o delle condizioni poste agli utenti, qualcosa si troverà…

Al momento solo l’1% degli archivi di musei e biblioteche sono disponibili in formato digitale. È per questo che la Commissione ha annunciato un aiuto pari a 120 milioni di euro nel biennio 2009-2010, lodando paesi come la Grecia e l’Olanda per gli sforzi compiuti. Altri si mostrano meno ambiziosi: Lituania, Finlandia e Slovacchia preferiscono usare diversamente i fondi europei. Altri ancora preferiscono una collaborazione con enti privati.

“Europeana” potrebbe diventare un formidabile strumento di diffusione culturale in Europa, un po’ come accade nelle biblioteche americane. Oppure potrebbe rivelarsi l’ennesimo spreco burocratico. Spetta a noi, ma soprattutto ai politici europei farne un buon uso.


Carl Spitzweg, "The Bookworm"



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LA FRASE DEL GIORNO
Fortunatamente la sopravvivenza e la fama delle opere poetiche migliori non dipende mai dai giudizi dei dotti: grazie a Dio, quel che è buono e vitale si è sempre preservato da solo, mentre anche i più zelanti tentativi di valorizzare molte grandezze hanno avuto raramente successo, o forse mai.
HERMANN HESSE, Dall’Italia

sabato 28 giugno 2008

Scusi, dov’è il Muro?


Il Muro di Berlino… Sembrava un’indegnità insormontabile piazzata attraverso l’Europa, una cortina reale caduta a tagliare in due il continente: di qua l’Ovest con il suo progresso, il consumismo e le contraddizioni, di là l’Est con le sue Trabant, le statue agli operai e la libertà inesistente. Da una notte di agosto del 1961 era là, solido e invalicabile, tra le due Germanie.


La costruzione del Muro, 1961


Eppure, oggi che il Muro è caduto da neanche vent’anni - era il 9 di novembre del 1989 - a Berlino è difficile trovarne le vestigia: anche i tassisti faticano a scovarlo. Dei suoi 155 km originari non ne restano che 3, miseri tronconi che non sanno neppure lasciare immaginare l’orrore e il terrore che si doveva provare avvicinandosi al “corridoio della morte” sorvegliato dai temibili VoPos della Germania Orientale.

Le autorità berlinesi probabilmente rimpiangono di non aver conservato i resti del Muro: ma era doveroso abbattere completamente quell’infamia, rimuovere dal ricordo di un popolo quella divisione nata dalla disfatta nella Seconda Guerra Mondiale e dalle ceneri del terzo Reich. Il Municipio cittadino è così corso ai ripari, realizzando la “Mauerguide“, la guida del Muro: si tratta di un piccolo apparecchio simile alle guide audio dei musei, dotato però di un piccolo schermo e di un sistema GPS, che permette ai turisti di seguire virtualmente il tracciato del Muro, a piedi o in bicicletta, senza perdere le meraviglie architettoniche della città. Vi sono alcune tappe-chiave, immancabili per un visitatore che si rispetti: la Porta di Brandeburgo, simbolo della divisione prima e della riunificazione poi; il Checkpoint Charlie, unico punto autorizzato per il passaggio tra Est e Ovest; la East Side Gallery, la galleria d’arte all’aperto dipinta su ciò che resta del Muro.



Immagine © Hanisau Land


La Mauerguide consente anche di prendere parte a un gioco interattivo, di vedere testimonianze inedite e filmati d’archivio. La responsabile del progetto, Eva Wesemann, della società Antenna Audio, ne spiega la filosofia: “Il nostro scopo è di ricostruire un’atmosfera facendo appello all’emozione”.
Senza dimenticare le 1100 persone uccise mentre tentavano di raggiungere l’Occidente e la libertà scavalcando il Muro.




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LA FRASE DEL GIORNO
In una parola, tutto si può dire della storia universale, tutto quel che può venire in mente alla più sfrenata immaginazione. Una sola cosa non si può dire: che sia ragionevole.
FEDOR DOSTOEVSKIJ, Memorie dal sottosuolo

sabato 21 giugno 2008

60 anni a 33 giri


Il disco in vinile a 33 giri, noto anche come “long playing” o LP compie sessant’anni: fu presentato al pubblico dalla Columbia Records il 21 giugno 1948 all’Hotel Waldorf Astoria di New York. Il presidente della casa discografica Ted Wallerstein dimostrò la “lunga durata” da cui il disco in vinile prese il nome con un discorso di ventiquattro minuti, iniziato e terminato in coincidenza con la musica incisa, ovvero la Suite dello Schiaccianoci di Ciajkovskij. Anche gli scettici dovettero ricredersi e l’applauso segnò la nascita di un oggetto tecnologico che avrebbe rivoluzionato il modo di ascoltare la musica.



Come tutte le novità, anche il 33 giri ebbe bisogno di tempo per sfondare, ma subito la musica classica e le colonne sonore gli si affidarono con entusiasmo. La prima incisione pop fu la riedizione di una raccolta di successi di Frank Sinatra uscita in 78 giri. La musica leggera preferì affidarsi al 45 giri, lanciato nel 1949 dalla RCA. Ci penserà Elvis Presley a infrangere il tabù con gli LP “Elvis Presley” ed “Elvis” nel 1956. Poi arriveranno i Beatles e la lunga stagione dei gruppi rock. Gli album più venduti della storia sono degli LP: “Thriller” di Michael Jackson nel 1982 sfornò oltre tre milioni di copie. In Italia lo stesso anno Franco Battiato superò il milione di dischi venduti con “La voce del padrone”. Nacquero anche i “concept album”, gli album a tema, una serie di brani a formare una narrazione intera sulle due facciate del 33 giri: “Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band” dei Beatles fu il primo nel 1967, Claudio Baglioni in Italia raccontò una storia d’amore tormentata in “Questo piccolo grande amore” nel 1972.

Un punto di forza dei “long playing” è la copertina, spesso diventata un capolavoro di arte moderna: la banana di Andy Wahrol per “The Velvet Underground” dell’omonimo gruppo nel 1966, o il fenicottero rosa di Christopher Cross. Spesso venivano usate come poster. Il difetto invece sono i graffi cui vanno soggetti i microsolchi: già dopo pochi ascolti si rovinano irrimediabilmente causando lo sgradevole suono simile a un friggere d’olio.
Così nel 1982, quando apparvero i primi compact disc perfetti e puliti con la loro tecnologia laser e facilmente impilabili per le loro ridotte dimensioni, iniziò il declino degli LP. Anche poter passare da una traccia all’altra senza bisogno di una ricerca meccanica, sollevando il braccio del giradischi o addirittura voltando il disco, sancì la supremazia del CD.

Il 33 giri compie 60 anni ed è ormai un prodotto di nicchia, un vintage per chi non si rassegna al progresso e ritiene che la sonorità dell’adorato “long playing” sia più calda dell’incisione digitale.




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LA FRASE DEL GIORNO
Nella notte del senso, nella solitudine del vivente, la poesia è l’ultimo soffio vitale che resiste.
ANTONIO PRETE, Trattato della lontananza

domenica 13 aprile 2008

Bicentenario di Meucci

Il 13 aprile di duecento anni fa nasceva a Firenze Antonio Meucci, l'inventore di un oggetto che rivoluzionò la storia della comunicazione: il telefono.
Meucci, emigrato in America nel 1831 dopo il suo coinvolgimento nei moti rivoluzionari, trovò lavoro come macchinista teatrale al Tacon Opera House dell’Avana. Lì, osservando il sistema usato dai tecnici per comunicare gli ordini, ebbe la prima idea del telefono, realizzato nel 1854 all‘interno della fabbrica di paraffina da lui aperta a Staten Island. Due anni dopo fu in grado di collegare il laboratorio con la propria abitazione.
Nel 1871 registrò il brevetto per un dispositivo elettrico che era in grado di trasmettere a distanza dei suoni per mezzo di un filo. Purtroppo non riuscì a radunare i fondi necessari per rinnovare la concessione, oggi si direbbe che non trovò lo "sponsor".

L'inglese Alexander Graham Bell ne approfittò e ribrevettò il telefono nel 1876, avviandone l'applicazione industriale su vasta scala e aprendo un contenzioso con l'italiano sulla priorità dell'idea.
Una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti nel 1886 riconobbe al povero Meucci la paternità della contestata invenzione, senza però alcun beneficio commerciale. Risultato: ancora oggi esiste la “Bell”.

Dai primi ingombranti e spartani modelli si è giunti, dopo un secolo e mezzo, ai "cordless", ai videotelefoni e ai cellulari. Quel giorno del 1854 a Long Island fu tuttavia Meucci a entrare prepotentemente nella storia cancellando d'un colpo le distanze.

PS Venerdì mi ha telefonato ben tre volte Casini - era lui ma non era lui, insomma era un nastro registrato e mi chiedeva di votare per il suo partito perché lui c’entrava o centrava, non ho capito bene cosa volesse dire - lì ho maledetto l’invenzione di Meucci… Poi, ripensandoci, ho compreso che il male non sta mai nell’invenzione, che sia l’atomica o il telefono, ma nell’uso che se ne fa.




Telefono del 1896


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LA FRASE DEL GIORNO
È impossibile comunicare la sensazione di vita di qualsiasi parte della propria esistenza - ciò che ne costituisce la verità, il significato - l'essenza sottile e penetrante. È impossibile. Si vive come si sogna - soli...
JOSEPH CONRAD, Cuore di tenebra