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martedì 21 luglio 2026

Cantare come te


LUCIO MARIANI

DOMINA

Cantare come te
con le mani soltanto,
come te, che dici al vento
ogni bella parola immaginata.

(da Il sandalo di Empedocle, Crocetti, 2005)

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Le nostre mani sono espressive - e quelle di questa "Domina", la signora dei latini, nella poesia di Lucio Mariani sembrano poter dire tutto, rivestite d'amore, pura e silenziosa manifestazione del pensiero, capace di comunicare con la natura.

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FOTOGRAFIA © MAKSIM GONCHARENOK/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO 

La poesia è il sentimento che il cuore ha in eccesso e che si manifesta attraverso la mano.
CARMEN CONDE

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Lucio Mariani (Roma, 1936 – 16 ottobre 2016). Poeta e saggista italiano. Il suo linguaggio espressivo – spesso arditamente innovativo – riflette sulla condizione umana e recupera il valore perenne del mito attraverso una poesia che scuote, sovverte i concetti, disorienta le certezze.


lunedì 20 luglio 2026

Il profumo dei cibi


SUNAY AKIN

LA FINESTRA

Vuole che si diffonda nel quartiere
il profumo dei cibi che cucina
e lascia aperta la finestra
sotto sera
la sposina.

(da Macchie, 1988 - Traduzione di Laura Rotta e Giampiero Bellingeri)

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Il poeta turco Sunay Akın con il suo tipico stile caratterizzato da delicatezza, ironia e una profonda attenzione al quotidiano descrive in effetti gli sforzi di una giovane sposa per dimostrare le sue capacità di casalinga e ottenere l'accettazione di tutto il vicinato attraverso la sua deliziosa cucina: un orgoglioso modo di interagire e comunicare con il quartiere, ricercando l'integrazione e l'approvazione sociale.

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FOTOGRAFIA © MYLENA IKE/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

La ricchezza della vita non risiede nelle azioni, ma nei legami affettivi.
SUNAY AKIN, Un paio di scarpe

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Sunay Akın (Trebisonda, 12 settembre 1962), poeta, scrittore, conduttore televisivo, giornalista e filantropo turco. È il fondatore del Museo del giocattolo di Istanbul. il suo stile è influenzato principalmente da Orhan Veli Kanık e Cemal Süreya. Le sue poesie sono generalmente liriche brevi e di tono delicato.


domenica 19 luglio 2026

Se non due


ROBERT CREELEY

IL MIO AMORE

Cade come un bastone
giace come aria.
Stupore e meraviglia
provare che era vero.

Non è niente, se non due,
eguali - quando la mente ci pensa,
si addoppia
come una cosa sola.

Dov'è, esiste
dovunque, separato,
eppure pochi - come rugiada
per la notte.

(da Per amore, 1962 - Traduzione di Perla Cacciaguerra)

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Il poeta statunitense Robert Creeley, con il suo classico minimalismo, esplora la natura ambivalente del sentimento amoroso, necessario lacciuolo dovuto alla sua dualità: unione di due entità differenti che la mente percepisce contemporaneamente come singole e raddoppiate.

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FOTOGRAFIA © MERYEM SEVIM/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Anche la strada cambia / senza di te, anche il giorno.
ROBERT CREELEY, Sulla Terra

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Robert Creeley (Arlington, Massachusetts, 21 maggio 1926 – Odessa, Texas, 2 aprile 2005), poeta statunitense, tra i maggiori esponenti della lirica postmoderna. Viaggiò in Europa e Asia vivendo per quarant’anni in Giappone, dove apprese la filosofia buddhista e lo zen. È spesso accostato ai poeti della Black Mountain, pur essendone lontano stilisticamente.


sabato 18 luglio 2026

Centenario di Elizabeth Jennings


"Scrivere poesie con un minimo di serietà significa, prima o poi, imbattersi in alcune delle esperienze più profonde e vitali dell'umanità. L'arte della poesia è un'arte che, per sua stessa natura, spoglia il superfluo per rivelare solo ciò che è importante, solo ciò che è sufficiente. Ciò che la poesia scopre – e questa è la sua funzione principale – è l'ordine nel caos, il significato nella confusione e l'affermazione nel cuore della disperazione": la concezione poetica di Elizabeth Jennings, che nacque il 18 luglio del 1926 a Boston, cittadina della contea inglese del Lincolnshire, è in questo suo scritto del 1961. In effetti, la sua voce lirica riesce a combinare il controllo della forma con una chiara espressività e con una profonda spiritualità legata al cattolicesimo romano.

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MEGLIO DI UNA PROTESTA

Strappa via dai miei amori ogni frammento:
troverai quel che vedi –
uno spaventapasseri –
non fui io a crearlo, fosti tu
nella tua mente tanto tempo fa.
Soffia sui miei tesori tutte le tue tempeste.
Quando raccogli ciottoli, trattali con prudenza –
le mie gemme ti abbagliano, lo vedi, e sono molte.

Ricorda che le bacche e i fiori che portasti
a morire qui in casa hanno uno strano
potere, di rinascere. Io li raccolsi, ed eccoli
sbocciare già nelle mie mani. Rapida
li pianto sotto un albero. Le gocce
risanano le piante a te serbate
e ridonano a me nuovi germogli.

(da Di conseguenza mi rallegro, 1977 – Traduzione di Silvio Raffo)

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POETA MODERNO

Non è il momento adatto a modi dolci
né a sentenze solenni, o astrusi orpelli,
immagini forbite o giochi ameni,
compiaciute malìe sentimentali.

Scriviamo in un’età di fame insonne –
travi di ferro, cuori tesi a piombo –
parola, non più canto è l’arte del poeta
e l’armonia deve mutarsi in rabbia.

(da Poesie, 1953 - Traduzione di Silvio Raffo)


Altre poesie di Elizabeth Jennings sul Canto delle Sirene:

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

I poeti lavorano gli uni sugli altri e attraverso gli altri.
ELIZABETH JENNINGS, Ogni forma che cambia

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Elizabeth Joan Jennings (Skirbek, 18 luglio 1926 – Bampton, 26 ottobre 2001), poetessa inglese. Considerata tradizionalista piuttosto che innovatrice, è nota per la sua poesia lirica e la padronanza della forma. La sua opera mostra una semplicità di metro e rima condivisa con i poeti di The Movement: Philip Larkin, Kingsley Amis e Thom Gunn.


venerdì 17 luglio 2026

Centenario di Nikos Karùzos


Nikos Karùzos, poeta greco nato il 17 luglio di cento anni fa a Nauplia, città del Peloponneso orientale, fu esponente di spicco del Modernismo. La sua è una poesia filosofica, religiosa, mistica, che si distingue più che per gli accenti metafisici, per “una pienezza esistenziale, che lo spinge oltre i limiti dell’ego, verso la fusione con l’universo sensibile”, come nota il critico Demosthenes Kurtovic.

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FOTOGRAFIA © THE GREEK HERALD

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ALL'IMPROVVISO

Ciò che chiamiamo sogno non è un sogno
la cui ampia realtà non è reale.
Da qualche parte rido, ma lì esisto già assolutamente,
come la nuvola che cambia in pochi secondi,
essendo solo una trasformazione non richiesta.
Nessun leone ha scambiato la sua preda
e l'anatra non ha smesso di succhiare il fango;
il polpo emerge dalla sua camera poco profonda di pietra blu
nelle radure la tigre è irrimediabilmente dimenticata.
Anche oggi si sta facendo notte. L'ansia
ripete: pascolerò il buio.

(da Il sacco a pelo, 1981)

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DESERTO COME LA PIOGGIA

Attraverso il mio sogno, non guarito,
nella sola rete del primo silenzio
ho mostrato agli uccelli i bivi della strada,
la verità accresce sempre lo slancio.
E il destino delle stelle
sarà cenere, sarà un grande fuoco,
ora imparo il mio sangue
senza i giacinti freschi,
ora ti vedo sul la via della bontà come un monito
con i gigli,
portando la borsa dei sospiri
e io continuo ad andare,
vado
alle
sorgenti.

(da Il cervo delle stelle, 1962)

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Altre poesie di Nikos Karùzos sul Canto delle Sirene: -

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Che dire? Il poeta è un autopsichiatra che si cura con l'alcol puro.
NIKOS KARÙZOS, Crepuscolo neolitico a Kronstadt

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Nikos Karùzos (Nauplia,  17 luglio 1926 – Atene, 28 settembre 1990), poeta della prima generazione del dopoguerra. La sua poesia, caratterizzata come filosofica, religiosa, mistica, si distingue per un traboccamento esistenziale, che la spinge  verso la fusione con l'universo sensibile.


giovedì 16 luglio 2026

L’arte è disincantata


ADRIENNE RICH

A UN CONCERTO DI BACH

Giungendo di sera alla città invernale,
abbiamo detto che l'arte è disincantata dalla vita.
Qui ci avviciniamo a un amore che non è pietà.

Questa antica disciplina, dolcemente severa,
rinnova la fede nell'amore e al contempo domina i sentimenti,
chiedendoci grazia in ciò che sopportiamo.

La forma è il dono supremo che l'amore possa offrire:
l'unione vitale della necessità
con tutto ciò che desideriamo, tutto ciò che soffriamo.

Un'arte troppo compassionevole è solo metà dell'arte.
Solo una fiera e austera purezza
può risanare il cuore, altrimenti tradito e troppo umano
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(da Un mondo che cambia, 1951)

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La poetessa statunitense Adrienne Rich in questi versi giovanili verifica come il rigoroso ordine matematico della musica classica sia in grado di fornire un'ancora emotiva che aiuta a elaborare la sofferenza e il desiderio umano. La poesia coglie il modo in cui la disciplina strutturale del compositore gestisce le emozioni e trasforma il dolore in arte.

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RAOUL DUFY, "IL CONCERTO ROSSO"

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

La musica, il suono delle parole che si combinano, è sempre stata importante per me.
ADRIENNE RICH, Paris Review, 2 marzo 2011

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Adrienne Rich (Baltimora, Maryland, 16 maggio 1929 – Santa Cruz, California, 27 marzo 2012), poetessa, saggista, insegnante e femminista statunitense. Le sue poesie seguono un percorso che porta alla consapevolezza dell’io e dell’essere donna, lesbica e ebrea americana. In rapporto conflittuale con il potere, rifiutò la National Medal of Arts offertale da Clinton.


mercoledì 15 luglio 2026

Mi mangio le sere


ÁNGEL GONZÁLEZ

TALVOLTA MI MANGIO LE SERE

Talvolta mi mangio le sere:
non tutte hanno polpa commestibile.

Se sono al mare,
addento prima le scogliere.
Poi le nuvole rossastre e il cielo
– sputo i gabbiani –
e per dessert, lascio i bagnanti
che giocano a palla, con i capelli spettinati.

Se sono in città,
mangio la sera a secco:
mastico lentamente i minuti
– dopo averne rimosso le spine –
e quando sono spariti,
me ne vado a rimuginare sulle ombre,
ricordando il tempo divorato
con un amaro sapore di nulla in gola.

(da Parola dopo parola, 1965)

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Il poeta spagnolo Ángel González imbastisce un componimento ironico e surreale in cui trasforma fisicamente il paesaggio in cibo – è la seconda strofa, quella che si riferisce a una località di mare, all’aperto,  dove è possibile lo svago e l’osservazione degli altri. Ma in città, nel chiuso recinto della propria casa, è il tempo a essere divorato, masticato e rimuginato, con tutti i suoi ricordi.

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FOTOGRAFIA © CHANDI GABREIL/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Oh, tu, intrepido forestiero / che guardi gli uomini: / contempla le stelle! / (Il Tempo, non la Storia).
ÁNGEL GONZÁLEZ, Campione di alcuni procedimenti narrativi

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Ángel González Muñiz (Oviedo, 6 settembre 1925 – Madrid, 12  gennaio 2008), poeta spagnolo della Generazione del ‘50. Premio Principe delle Asturie nel 1985 e Premio Regina Sofia nel 1996. La sua opera mescola intimismo e poesia sociale con un tocco ironico. Il passare del tempo, l’amore e la civilizzazione sono i suoi temi ricorrenti, giocati su toni di un’ottimistica malinconia.


martedì 14 luglio 2026

Fiori di mezzogiorno


GENEVIEVE TAGGARD

APPENA CONOSCIUTI

Solo poche ore!
Abbiamo danzato come il vento,
i nostri visi come fiori di mezzogiorno,
su un esile stelo si sono sollevati e volti.
Tu volavi, io ti seguivo, eguagliavo il tuo passo,
e mi fermavo alle tue soste, e oscillavo e mi aprivo...

Solo poche ore!
Abbiamo danzato come il vento,
assetati come fiori appassiti,
con le palpebre pesanti e gli occhi impauriti.

(da Per gli amanti appassionati, 1922)

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La poetessa statunitense Genevieve Taggard cattura l'emozione travolgente, la vulnerabilità e la fugacità di un incontro romantico appena nato: perfetta e immediata è l'armonia fisica ed emotiva tra i due amanti, la rapidità e la fugacità sono il combustibile che dà fuoco all'intensità.

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FOTOGRAFIA © FERNANDA DE FREITAS/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Da quando ho corso come te, capisco / il lungo desiderio della gola, il respiro che arriva così in fretta, / il leggero balzo del cuore, i talloni che trascinano così dolorosamente, / e le rughe di calore distorte, che allungano la sabbia...
GENEVIEVE TAGGARD, Per gli amanti appassionati

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Genevieve Taggard (Waitsburg, Washington, 28 novembre 1894 - New York, 8 novembre 1948), poetessa americana. Cresciuta alle Hawaii, si trasferì a New York nel 1920 per insegnare. Biografa di Emily Dickinson, la sua poesia ha per temi l'amore, la bellezza e la natura selvaggia, nonché il cambiamento sociale e personale.


lunedì 13 luglio 2026

La durata di un respiro


INGE MÜLLER

CE NE STAVAMO SULL'ERBA

Ce ne stavamo sull’erba
E vedevamo tremare i pini selvatici
Nel vento. Vicina nuotava
Una nuvola candida.
I giunchi cantavano al fiume
E il vento si fermò
La durata di un respiro.

(da Poesia, n. 246 Febbraio 2010 - Traduzione di Gio Batta Bucciol)

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Inge Müller, poetessa tedesca, ebbe una vita tormentata, confluita nella  Trümmerliteratur (letteratura delle macerie), seguita ai bombardamenti alleati sulla Germania hitleriana. Eppure, in quel tormento, appare qualche sporadico momento  di profonda contemplazione e sospensione emotiva. La natura circostante fa da cornice a una quiete improvvisa: un'esperienza di pausa e armonia colta nell'arco di un solo respiro.

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FOTOGRAFIA © NIKITA GIRAFFE/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Esistono due tipi di piacere: uno consiste in uno stato di quiete, in cui corpo e mente non sono turbati da alcun tipo di dolore; l'altro deriva da una piacevole stimolazione dei sensi, che produce una corrispondente emozione nell'anima. È dal primo tipo di piacere che dipende principalmente la gioia di vivere. Si può quindi affermare che la felicità consiste nel benessere fisico e nella tranquillità mentale.
EPICURO

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Inge Müller, nata Inge Meyer (Berlino, 13 marzo 1925 - 1° giugno 1966) poetessa tedesca. La sua poesia è un'opera intima, dove parla da sola, ricorrendo alla paratassi, con brevi poesie, che a volte sembrano filastrocche ma dal tono tragico. Evoca i suoi ricordi, i suoi traumi e il suo malessere esistenziale.


domenica 12 luglio 2026

Cose da osservare


PENTTI SAARIKOSKI

LA MIA PARTE DI PATRIA

La mia parte di patria
comune: finestre,
le posseggo da solo:
macchine, gente, una parete grigia
e una striscia di cielo,
diverse son le cose
da osservare e da ascoltare
quando è giorno nel mondo.

(da Poesia n. 195 - Giugno 2005 – Traduzione di Viola Parente Capkova e Antonio Parente)

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La casa, la piccola parte di mondo che ci appartiene: ancora di più per il poeta finlandese Pentti Saarikoski, che soffriva di disturbi psicopatologici riconducibili all’autismo o alla sindrome di Asperger, che allora non era stata ancora diagnosticata. Saarikoski esplora il contrasto tra l'isolamento dell’individuo individuale e la condivisione dello spazio pubblico.

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EDWARD HOPPER, UFFICIO IN UNA PICCOLA CITTÀ”

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Per tutta la vita ho pensato di guardare fuori  dalla finestra . E invece guardavo nello specchio.
JAROSLAV DUŠEK, Riflesso del buio del buio

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Pentti Saarikoski (Impilahti, ora nella Repubblica di Carelia, 2 settembre 1937 – Joensuu, 24 agosto 1983), poeta finlandese. Il suo corpus di opere comprende poesie e traduzioni, tra cui classici come l'Odissea di Omero e l'Ulisse di James Joyce. Superò il Modernismo con la "poesia partecipativa", una sorta di azione politica della poesia.


sabato 11 luglio 2026

La lunga treccia


CORRADO GOVONI

BELLEZZE

Il campo di frumento è così bello
solo perché ci sono dentro
i fiori di papavero e di veccia;
ed il tuo volto pallido
perché è tirato un poco indietro
dal peso della lunga treccia.

(da Poesie 1903-1959, Mondadori, 1961)

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Bellezza della natura e bellezza femminile. Corrado Govoni, poeta qui nella sua accezione crepuscolare, traccia un'analogia visiva per paragonare la meraviglia dei fiori che costellano il campo di grano e ne arricchiscono lo splendore alla lunga treccia che raccoglie i capelli della ragazza lasciando libero il viso,  che appare tenue e delicato.

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IMMAGINE CREATA CON IA

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Il Bello è principio di tutte le cose in quanto causa efficiente, che muove tutte le cose e le tiene insieme con l'amore verso la propria bellezza; e il Bello è il fine di tutte le cose.
PSEUDO-DIONISIO L’AEROPAGITA, I nomi divini

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Corrado Govoni (Tàmara, 29 ottobre 1884 – Lido dei Pini, 20 ottobre 1965), poeta e scrittore italiano. Dopo una prima esperienza crepuscolare aderì al futurismo, staccandosene in seguito per proseguire su una strada più personale, capace di coniugare toni crepuscolari, liberty e simbolisti.


venerdì 10 luglio 2026

Sono Penelope


IZABELA FILIPIAK

UNA TESSITRICE MALDESTRA

Ho 37 anni
Sono Penelope
Intreccio e districo
Accorcio e allungo
Attorciglio
Intorbido
Ritorno al punto o
Manca poco, ripeto

Tutti vedono come lavoro sodo
No, non è ancora pronto

Preferisco mangiare la tela piuttosto che accada per la  seconda volta

Preferisco essere lo zimbello di tutti e una tessitrice maldestra

Ognuno fa i suoi calcoli anche io ho fatto i miei

Pensavo che la vedovanza fosse un privilegio
E invece è una molestia infinita
 
Non desidero nessuno di loro
Dovrò scegliere uno di loro
Non anelo il ritorno di mio marito
Ma bramo le sue avventure e desidero
Che queste avventure mi penetrino dentro
Per diventare una cosa sola con me
 
Non c’è mai stato alcun marito
Dovrò scegliere uno di loro
Che fare? come salvarmi?
La mente corre come un topo sul telaio
Quando vago così il tempo scorre prima

(da Madame Intuita, 2002 – Traduzione di A. Amenta)

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Svariati poeti si sono cimentati con il mito omerico di Penelope: in questo blog sono raccolte poesie di William Carlos Williams, Ghiannis Ritsos, Katerina Anghelaki-Rooke, Carol Ann Duffy, Tua Forsström e Xoana Torres. Anche la poetessa polacca Izabela Filipiak lo reinterpreta in chiave femminista scavando dentro le convenzioni sociali e ridefinendo i ruoli imposti e le aspettative.

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ROMERO BRITTO, "PENELOPE DEI GIORNI NOSTRI"

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Mi stavo disegnando / il sorriso di una donna al centro / del mondo, indipendente, intenta, soddisfatta, / e certamente non in attesa.
CAROL ANN DUFFY, L’altro paese

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Izabela Morska Filipiak (Gdynia, 24 agosto 1961), scrittrice, saggista e critica letteraria polacca. Ha esordito nei primi anni '90 come una delle figure più singolari del panorama letterario. Fin dall'inizio, si è impegnata ad aprire la nuova letteratura nella Polonia democratica a voci precedentemente escluse dal discorso culturale.


giovedì 9 luglio 2026

Ancorarmi in te


EMILY DICKINSON

O FRENETICHE NOTTI!

O frenetiche notti!
Se fossi accanto a te,
queste notti frenetiche sarebbero
la nostra estasi!

Futili i venti
a un cuore in porto:
via la bussola,
via la carta.

Vogar nell’Eden!
Ah, il mare!
Se potessi ancorarmi
stanotte in te!

1861

(da Poesie di Emily Dickinson, Cya, 1947 - Traduzione di Margherita Guidacci)

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La poesia 249 di Emily Dickinson, in originale "Wild Nights – Wild Nights!" è una delle più dibattute della poetessa statunitense: quell'intensa espressione di desiderio e passione che utilizza una metafora marina descrive l'estasi amorosa o quella spirituale? Una cosa è certa: la tempesta e i venti diventano inutili una volta che il cuore ha raggiunto il suo porto sicuro.

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RAFAL OLBINSKI, "IMPULSO CARISMATICO

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Il desiderio, forse, è il dono che nessun altro dono può soddisfare.
EMILY DICKINSON, Lettera a Louise Norcross, 1872

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Emily Elizabeth Dickinson (Amherst, 10 dicembre 1830 –15 maggio 1886), poetessa statunitense, è considerata tra i migliori lirici del XIX secolo. La sua vita fu priva di eventi esteriori: dopo i trent'anni scelse un volontario isolamento nella casa paterna. La sua poesia spazia dalle piccole cose della vita quotidiana – la natura, le stagioni – ai grandi temi dell’anima innestati sul tema della solitudine.


mercoledì 8 luglio 2026

Musica nascosta


JAIME TORRES BODET

MUSICA NASCOSTA

Poiché il bosco
ha tanti fiori nascosti,
sembra profumato
il chiaro di luna.

Poiché il cielo
ha tante stelle nascoste,
sembra guardarci
la notte di luna.

Poiché l'anima
ha la sua musica nascosta,
sembra che l'anima
pianga con la luna!

(da Canzoni, 1922)

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La luna come un catalizzatore emotivo, in questi versi del poeta messicano Jaime Torres Bodet, che appartiene al suo primo periodo modernista ed è notevole per la semplicità e la musicalità: un parallelo tra i misteri della natura e le emozioni umane.

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FOTOGRAFIA © MARINO KURUNIĆ/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Lì nella pineta, / accanto alla valle, / scorre un’acqua limpida / che pulisce l’anima.
JAIME TORRES BODET, Canzoni

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Jaime Torres Bodet (Città del Messico, 17 aprile 1902 – 13 maggio 1974), poeta, scrittore e politico messicano. Più volte ministro, fu direttore generale dell’UNESCO e ambasciatore in Francia. La sua poesia ha un accento sapido e malizioso grazie al quale egli non cadde mai in effetti facili o gratuiti.


martedì 7 luglio 2026

Desiderio cosmico


ELÍAS NANDINO

EROTISMO DELLA MENTE

La stella brilla anche se è nuda
  — Rubén Darío

Quando, nelle notti
di intimità celeste,
contemplo le stelle
nella loro nuda bellezza,
vengo invaso da slanci
di desiderio cosmico,
e soffro e mi dispero
perché non posso
afferrarne nemmeno una.

(da Erotismo in rosso e bianco, 1983)

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Elías Nandino, poeta messicano, esplora l'insaziabile pulsione che sopravvive nella mente quando la realtà fisica impone dei limiti: la bellezza delle stelle, perfetta, rimane irraggiungibile, inaccessibile al corpo ma anche alla mente, che non sa andare oltre il visibile: "Nelle mie viscere arde / l'ossessione di un pensiero / che è una fame sessuale che sento / accesa nel mio cervello".

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FOTOGRAFIA © DIMA/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Io sono la verità - la verità impura - / trasparente, senza recessi: / non posso essere altrimenti, / né posso trasformare la mia struttura.
ELÍAS NANDINO, Erotismo in rosso e bianco

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Elías Nandino Vallarta (Cocula, 19 aprile 1900 - Guadalajara, 2 ottobre 1993) , poeta messicano. Chirurgo, iniziò a pubblicare poesie a 22 anni. Le sue opere trattano temi oscuri, come la notte, il sogno e la morte, aprendo con la maturità al sentimento e al rapporto del corpo con la natura.


lunedì 6 luglio 2026

Alle scogliere


ÁLVARO MUTIS

LIED MARINO

Sono venuto a chiamarti
alle scogliere.
Ho gridato il tuo nome,
e solo il mare mi ha risposto
con il latte fulmineo
e vorace della sua schiuma.
Nel ricorrente caos
delle acque, il tuo nome passa
come un pesce che lotta e fugge
nella vasta distanza.
Verso un orizzonte
di menta e ombra,
il tuo nome viaggia,
rotolando sul mare estivo.
Con l'arrivo della notte,
ritorna la solitudine,
insieme al suo seguito
di funerei sogni.

(da Summa di Maqroll il Gabbiere, 1997)

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La solitudine, la potente e indifferente vastità dell'oceano, l'erranza, la solitudine: ci sono tutti i temi cari a Maqroll il Gabbiere, l'alter ego letterario del poeta e scrittore colombiano Álvaro Mutis: la voce che chiama (l'amata lontana? la patria distante?) viene inghiottita dal buio, dalle acque ribollenti, lasciando ancora una volta la consueta triste solitudine.

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FOTOGRAFIA © COTTONBRO STUDIO/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Vivere senza ricordare sarebbe forse il segreto degli dei.
ÁLVARO MUTIS, La nave dell'ammiraglio

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Álvaro Mutis Jaramillo (Bogotà, 25 agosto 1923 – Città del Messico, 22 settembre 2013), scrittore e poeta colombiano naturalizzato messicano. Le sue opere, dal linguaggio incisivo, ricco di immagini e fortemente metaforico, hanno come protagonista il marinaio Maqroll, sorta di alter ego dell'autore.


domenica 5 luglio 2026

Camminare nudi


DENISE LEVERTOV

UN MANTELLO

"Perché ci vuole più coraggio
    a camminare nudi"
  WB Yeats

E ho camminato nuda
fin dall'inizio,

inspirando

la mia vita,
espirando
poesie,

arrogante nella mia innocenza.

Ma dalle nubi di canto del mio fiato
nell'aria fredda,

si è formato un mantello

bianco e,
        dove una parola qua
        un'altra là,

si era gelata, splendente,
pesante come pietra.

Una maschera che non avrei voluto

portare, come di ghiaccio,
mi copre il viso.
                         Gli occhi guardano avanti, 
un desiderio muto al centro del canto.

(da Reimparando l'alfabeto, 1970)

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La poetessa inglese naturalizzata statunitense Denise Levertov analizza il complesso rapporto tra l'ispirazione artistica, l'espressione di sé e l'immagine pubblica che ne deriva. Finché la poesia rimane espressione personale, è pura e semplice, leggera, addirittura ingenua, ma quando diventa manifestazione esteriore, va incrostandosi di giudizi e interpretazioni e  acquista pesantezza.

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FOTOGRAFIA © ROCKETMANN TEAM/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

La poesia ha un qualche effetto sociale, che il poeta lo voglia o no. Possiede una forza cinetica, mette in moto elementi nel lettore che altrimenti rimarrebbero stagnanti.
DENISE LEVERTOV, Il poeta nel mondo

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Denise Levertov (Ilford, 24 ottobre 1923 – Seattle, Washington, 20 dicembre 1997), scrittrice e poetessa britannica naturalizzata statunitense. Il legame profondo con l'imagismo e le tecniche di Pound, l'adesione alla poetica dell'esperienza di W. C. Williams e dei suoi epigoni del Black Mountain si decantarono nella sua poesia in un armonioso, singolare equilibrio tra suggestioni mitiche e richiami al concreto.


sabato 4 luglio 2026

L’astore


ANISE KOLTZ

TU SEI L'ASTORE

Piomba su di me nell'erba
tu sei l'astore
che trasporta il mio sangue
più in alto della foresta

senti i lamenti
del mio piacere
tra i tuoi artigli

(da Il circo del sole, 1966)

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La poetessa lussemburghese Anise Koltz si serve della figura dell'astore, rapace delle foreste diffuso in Europa, Asia centrale e Nordamerica, per descrivere la passione amorosa. La fusione dei corpi è rappresentata non come un atto delicato, ma come un'estasi travolgente e vitale, dove persino la sottomissione fisica si trasforma in pura gioia.

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FOTOGRAFIA © ROBERT SO/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Mi piace sentirti / su di me / come un ponte crollato // il mio fiume / levigherà le tue pietre.
ANISE KOLTZ, Il muro del suono

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Anise Koltz (Eich, 12 giugno 1928 - 1° marzo 2023), poetessa lussemburghese. Di origini ceche, tedesche, inglesi e belghe, iniziò a pubblicare in tedesco per poi divenire una delle principali scrittrici in lingua francese. Al suo attivo ha anche dei racconti per bambini e numerose traduzioni.


venerdì 3 luglio 2026

Gli amori non corrisposti


VIVIAN LAMARQUE

OH METEOROLOGIA

Il fascino discreto degli amori non corrisposti
come un colpo di fulmine in assenza di metà fulmine
non potrà mai smettere d'amare chi non ama.
Oh meteorologia! Cielo sempre uguale
mai a confronto il prima e il dopo
sull'unilaterale amore splende sempre uguale
al neon il sole, non accadrà tramonto di un astro
mai sorto, mai lasciata mai essendo stata avvistata.

(da L'amore da vecchia, Mondadori, 2022)

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Con l'ironia e delicatezza che le sono consone la poetessa trentina Vivian Lamarque  esamina il tema dell'amore non corrisposto, che non può svanire perché mai è stato affrontato, ma che rimane come un sogno, un desiderio inappagato che continua ad aleggiare sulla vita.

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FOTOGRAFIA © ARTEM PODREZ/PEXELS

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Splendidissima era la vita accanto a lui sognata. / Nel sogno tra tutte prediletta la chiamava. / E nella realtà? / La realtà non c’era, era abdicata. / Splendidissima regnava la vita immaginata.
VIVIAN LAMARQUE, Il signore d'oro

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LamarqueVivian Comba Provera Pellegrinelli Lamarque (Tesero, 19 aprile 1946) è una scrittrice, poetessa e traduttrice italiana dal francese. Di origini valdesi, ha insegnato italiano agli stranieri e nei licei. Ha ottenuto il Premio Viareggio, il Premio Montale, il Pen Club e, per le fiabe, il Premio Rodari e il Premio Andersen.


giovedì 2 luglio 2026

Dal suo mondo


ANTONIO MURCIANO

VECCHIO AMORE

Oggi, in piedi nella strada solitaria,
con il sole a picco sulle banderuole,
ho capito che la vita
a volte apre ferite che non guarisce.

Lei veniva da casa sua.
Io percorrevo  lo stesso marciapiede per i fatti miei.
Ma sono passati così tanti anni,
così tanti ricordi dall'ultima volta che l'avevo vista,
che rivederla è stato
come avere degli aghi nelle vene,
come una mano che stringe il collo
e fa seccare la saliva.

Era lasciare che mi salisse in bocca
una parola sciocca, una qualsiasi;
era fare un gesto assurdo con la mano
mentre lei passava, vecchio amore, lei.

Non era cercarla. No.
Non era parlarle o desiderarla.
Lei veniva dal suo mondo
e ha attraversato il mio, viva, morta.

(da i giorni intimi, 1962)

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L'emozione di un incontro inaspettato per strada con un vecchio amore evoca nel poeta spagnolo Antonio Murciano un impatto emotivo e fisico. Ma, ahimè, il passato se ne è andato per sempre e quelli che si incrociano per un momento nella via sono due estranei ormai, morti ognuno alla vita dell'altro.

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RICHARD BLUNT, "UNA STORIA DA RICORDARE"

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Se la vita è un viaggio, / lo percorreremo. / Io, con me stesso e con te. / Tu, con i miei sogni.
ANTONIO MURCIANO, I giorni intimi

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Antonio Murciano González (Arcos de la Frontera, 29 dicembre 1929), poeta spagnolo. È il poeta che all'interno della sua generazione - quella degli anni Cinquanta - e della sua terra - l'Andalusia - si avvicina con maggiore forza alla poesia popolare tradizionale, il cui filone poetico si era quasi completamente interrotto a partire dal dopoguerra.


mercoledì 1 luglio 2026

Poesie per luglio XII


Due poeti spagnoli per cantare luglio: il calore del sole a picco che secca la terra e la inaridisce, i muri bianchi di un paesaggio catalano nei versi di César Simón. E i campi di grano pronti per essere mietuti in un altro paesaggio, dipinto a colori da Max Aub.

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FOTOGRAFIA © MERIÇ TUNA/PEXELS
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CÉSAR SIMÓN
MURO CON ALBERO


Questa terra ocra.
Muri bianchi,
sporchi di rosa,
di blu.

Questi recinti con i loro cancelli
rosicchiati, con i loro muri
di fango.

Come vibra il sole
sulle buche.

Come bruciano il muro,
il cancello, come a malapena
la chioma dell'acacia
contro il cielo,
contro il cielo di luglio,
oh venti di vita
che soffiate da così lontano.


(da Erosione, 1971)

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MAX AUB

ESTATE


1

Proprio come nell'amore,
ciò che tu dai, io do.

Dopo aver dato
la sua neve per le nuvole,
il campo, fedele specchio,
dà il verde per l'azzurro.

Proprio come nell'amore,
ciò che tu dai, io do.


2

Luglio darà il suo raccolto
al sole più caldo,
miele voluttuoso
che ondeggia e cede al vento.


                                           18-3-42


(da Diario di Djelfa, 1970)

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   LA  FRASE DEL GIORNO  

Il mio amore era l'infinito luglio, quando potevo guardare / il sole bruciare, infinito luglio, inevitabile e spaventosamente luminoso / e confuso dal bagliore delle pietre, infinito luglio.
LIISI OJAMAA, Luglio infinito

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César Simón (Valencia, 16 agosto 1932 - 11 dicembre 1997), poeta e scrittore spagnolo. La sua opera appartiene cronologicamente alla cosiddetta "generazione del secondo dopoguerra" e  presenta uno stile di scrittura austero e uno sguardo profondo nell'analizzare ciò che trascende il quotidiano.


Max Aub Mohrenwitz (Parigi, 2 giugno 1903 – Città del Messico, 23 luglio 1972), scrittore, drammaturgo e poeta spagnolo naturalizzato messicano. Nelle sue opere tende a cogliere - col supporto e la mediazione della forma teatrale - gli aspetti ideologici, politici e umani degli avvenimenti dell'epoca che vive e a farne risaltare conflitti e contraddizioni.