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venerdì 15 luglio 2022

La complicità


SILVIA ELENA REGALADO

LA POESIA

La poesia,
quanto più pubblica
più è intima,
moltiplica la complicità
di altre intimità.

(da Sinistra che ancora palpiti, 2002)

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"Ogni lettore è un altro poeta" scrisse il Premio Nobel messicano Octavio Paz. Quindi - come dice la poetessa salvadoregna Silvia Elena Regalado, condividere una poesia significa condividere non solo la complicità con il poeta  ma anche quella del proprio vissuto con la poesia stessa, ovvero, per tornare all’assioma di Paz, “ogni testo poetico è un altro testo”.

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JOSEPH LORUSSO, "DONNA CHE LEGGE"

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LA FRASE DEL GIORNO
Il falso poeta parla di se stesso, quasi sempre in nome degli altri. Il vero parla con gli altri quando parla con se stesso.
OCTAVIO PAZ, Corrente alterna




Silvia Elena Regalado (San Salvador, 31 agosto 1961), poetessa, saggista e accademica salvadoregna. Appartiene al circolo letterario Xibalbá e dirige l’Unità di Cultura Roberto Armijo dell’Università Tecnologica di El Salvador.


sabato 2 luglio 2022

Tirso Canales


Il poeta salvadoregno Tirso Canales è morto il 29 giugno nella sua casa di San Salvador. Nato a Planes de Renderos il 26 marzo 1931, fece parte importante della cosiddetta “Generazione compromessa”, movimento degli Anni Cinquanta di ispirazione sartriana che si imponeva il rinnovamento estetico, poetico e sociale. Autore poliedrico, coltivò la poesia, la narrativa, la saggistica e la critica letteraria. Le sue poesie trattano prevalentemente questioni sociali e politiche. Il poeta Mario Argueta, direttore della Biblioteca nazionale, ha confermato la notizia sul suo account Twitter ricordando così l’amico: “È morto il poeta Tirso Canales della ‘Generazione compromessa’. Dopo tanti anni senza vederci, non dimentico la sua ultima frase: «Sessantasette anni della mia vita per le mie idee sono stati gettati nella pattumiera della storia». La sua emozione mi ha lasciato in silenzio. Ma mi ha reso triste pensare a cosa si riferisse".

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COLORE CON SENSAZIONE (ANTIMEMORIA)

Oggi la terra trema
l'uovo tropicale fa rotolare il giorno
lo spazio sfuma l’orlo delle forme
la pianura assorda le mandrie
di calce
e il sole fa vibrare la sua corda nella pupilla
il mattino fugge
(è molto possibile)
con le sue piume dorate infilate nella schiena

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CANTO CON IMPORTANZA

Dopotutto
cantare in ogni momento è buonsenso
anche se la nostra vita segue il suo filo
quando la luce fa nascere i fiori della terra
quando la pioggia sanguina sui tetti la sua cavalleria
quando l’mmiratore schiaccia con le mani l'idolo che applaude
quando andiamo sull'autobus schiena a schiena e fianco a fianco
quando vediamo che l'ingiustizia aumenta...

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LA FRASE DEL GIORNO
Quando si spegne il fuoco / un po' di luce rimane sugli oggetti / Solo allora il tempo può consumarsi le unghie.
TIRSO CANALES




Tirso Canales (Planes de Renderos, 26 marzo 1931 – San Salvador, 29 giugno 2002), poeta salvadoregno. Autore poliedrico, coltivò la poesia, la narrativa, la saggistica e la critica letteraria trattando in particolare temi sociali. Appartenne alla cosiddetta “Generazione compromessa”.


domenica 20 agosto 2017

Se tutto fosse diverso


CLAUDIA LARS

LETTERE SCRITTE QUANDO SCENDE LA NOTTE

I

Il tempo è tornato indietro — per un istante —
Nella casa dove la mia gioventù
Voleva mangiarsi il cielo.
Il resto lo conosci bene…
Vennero altri con le loro parole
E i loro corpi,
A cercarmi dolorosamente
O a lasciare la nebbia del viaggio
Nelle mie povere mani.
Il resto è silenzio…
Oggi ho le tue poesie nelle mie lacrime
E l’atteso messaggio — così tuo —
Entra nel mio cuore dopo mille anni di assenza.
Il resto è possedere questo miracolo
E sentirmi sulla riva del Gran Sogno
Come una rosa nuova.
"Dammi la tua mano, infine, per sempre"…


III

Avrei potuto vivere vicino a te
Dolcemente
E accendere la lampada e sedermi
Nell’ampia poltrona profumata di tempo.
Avrei potuto cogliere una rosa
E metterla sula tua scrivania
O ricamare a metà pomeriggio
Una tovaglia a fiori.
È avvenuto il contrario:
Andai lontano e sola
- Tremendamente sola -
perché non volesti accompagnarmi.
Ma gli andirivieni su quelle strade
Quanto mi insegnarono a conoscere me stessa!


VI

Se tutto fosse diverso
Io non avrei un lungo viaggio negli occhi
E versi e versi
In questa solitudine…
Se tutto fosse diverso
Io sarei al tuo fianco del tutto felice
E metà della tua anima.

(da Lettere scritte quando scende la notte, 1974)

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Se tutto fosse diverso… Quante volte abbiamo costruito le nostre vite con i se, quante esistenze alternative abbiamo sognato o immaginato senza avere o trovare la forza di viverle – anche per contingenze del tutto estranee al nostro potere. È questo pensiero che mette in versi la poetessa salvadoregna Claudia Lars, ricordando il suo primo amore, il poeta nicaraguense Salomón de la Selva, con cui ebbe una relazione interrotta dai suoi genitori, che la inviarono negli Stati Uniti: ormai avanti negli anni, tornata nella casa paterna, ripercorre quell’amore in quei luoghi che lo videro svilupparsi e sulle poesie a lei dedicate.

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Palk

ANNA PALK, “LA LETTERA”

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LA FRASE DEL GIORNO
Qualcuno ha detto molto giustamente: «Io sono quello che non ho fatto». Con questo si deve intendere che gli atti che non abbiamo compiuto, per il fatto stesso che vi pensiamo di continuo, sono il solo contenuto del nostro essere. In altri termini, io sono i miei rimpianti.
EMIL CIORAN, Quaderni 1957-1972




Margarita del Carmen Brannon Vega, conosciuta con lo pseudonimo di Claudia Lars (Armenia, 20 dicembre 1899 – San Salvador, 22 luglio 1974, poetessa salvadoregna. La sua opera, influenzata da Amado Nervo e Christina Rossetti,  ha un lirismo raffinato e si distingue per la padronanza della metrica.


sabato 25 febbraio 2017

All’angolo di qualche verso

 

AÍDA ELENA PÁRRAGA

HO DECISO DI ACCETTARE IL TUO INVITO

Ho deciso di accettare il tuo invito
e ti aspetto all’angolo di qualche verso.
Qui, dove la poesia si fuma l’ultima sigaretta
e la notte con i tacchi alti le dà un bacio.
Il posto dove iniziano gli assalti,
rapine perpetrate contro l’anima.
L’angolo dove bruciano le tue vocali
e le mie gonne conoscono le tue risposte,
l’unico punto in tutto l’universo
dove sempre la colpa è del caso.

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La poetessa salvadoregna Aída Elena Párraga aspetta all’angolo dove le anime e i corpi si fondono, il vicolo sperduto e isolato, male illuminato di qualche poesia. È in quel luogo metafisico dove l’appuntamento amoroso può trasformarsi in eros, complice la scintilla del caso.

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Wallhaven

FOTOGRAFIA © WALLHAVEN

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LA FRASE DEL GIORNO
L'amore è come la fortuna: non gli piace che gli si corra dietro.
THÉOPHILE GAUTIER, La signorina di Maupin




Aída Elena Párraga Cañas (San Salvador, 7 agosto 1966), poetessa e attrice teatrale salvadoregna. Fa parte del cast stabile della compagnia teatrale Amleto.  Nel 1995 ha vinto il primo premio per un saggio al Concorso di letteratura per giovani donne centroamericane, organizzato dall'UNESCO. Ha fatto parte del gruppo poetico “Poesía y Más...”,  con cui ha sviluppato recital di poesia drammatizzata.

venerdì 11 settembre 2015

Il segreto del fuoco

 

AÍDA ELENA PÁRRAGA

IL FUOCO E I SUOI MISTERI

Ho conosciuto il segreto del fuoco
molto prima che si incendiasse
la prima foresta.
Ancora prima di quel rogo,
prima della fiamma.
Come ogni scoperta
avvenne per caso,
incontrare la scintilla nella tua parola,
e poi - ahimè:
divampare
allo sfiorarmi casuale del tuo sguardo.

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Il fuoco è ancestralmente dentro di noi: la scoperta di come produrlo, gestirlo e usarlo fu la base della civiltà, il passaggio a un livello superiore di conoscenza. Eppure, dice la poetessa salvadoregna Aída Elena Párraga, c’è qualcosa di più potente e ancora più antico del fuoco dentro noi: è quell’amore capace di incendiarci l’anima.

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WallpaperUp

FOTOGRAFIA © WALLPAPER UP

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LA FRASE DEL GIORNO
L’amore è un fuoco. O ti scalda il cuore o lo riduce in cenere.
GUIDO ROJETTI, L’amore è un terno (che ti lascia) secco




Aída Elena Párraga Cañas (San Salvador, 7 agosto 1966), poetessa e attrice teatrale salvadoregna. Fa parte del cast stabile della compagnia teatrale Amleto.  Nel 1995 ha vinto il primo premio per un saggio al Concorso di letteratura per giovani donne centroamericane, organizzato dall'UNESCO. Ha fatto parte del gruppo poetico “Poesía y Más...”,  con cui ha sviluppato recital di poesia drammatizzata.

sabato 2 agosto 2014

Ma si vive

 

ROQUE DALTON

EPPURE, AMORE

Eppure, amore, attraverso le lacrime,
sapevo che infine sarei rimasto
nudo sulla riva delle risate.

Qui,
oggi,
dico:
ricorderò sempre la tua nudità nelle mie mani,
il tuo piacevole profumo di sandalo
inchiodato al sole del mattino;
il tuo riso di ragazza,
o di ruscello,
o di uccello;
le tue mani affusolate e amanti
come un giglio che ha tradito i suoi vecchi colori;
la tua voce,
i tuoi occhi,
quello di comprensibile in te che nei miei passi
pensavo di sostenere con le parole.

Ma non ci sarà più tempo per piangere.

È finita
l’ora della cenere per il mio cuore.

Fa freddo senza di te,
ma si vive.

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Una poesia tristissima questa del poeta, giornalista e rivoluzionario salvadoregno Roque Dalton: però è una poesia piena di realismo, con la presa di coscienza che comunque, anche dopo la fine di un amore si deve continuare a vivere. Farà freddo, si sentirà il vuoto dentro il cuore, sarà come se ci avessero strappato un pezzetto di cuore, un pezzetto di anima, un pezzetto di noi, ma riprenderemo il cammino, un passo dopo l’altro, vivendo.

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IMMAGINE © DC ART

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LA FRASE DEL GIORNO
L’inferno è non amare più.
GEORGES BERNANOS, Diari di un curato di campagna




Roque Dalton García (San Salvador, 14 maggio 1935 – Quezaltepeque, 10 maggio 1975), poeta, giornalista e rivoluzionario salvadoregno. La sua poesia rientra nel filone nazional-popolare: ricorrenti sono i temi del suo Paese, della giustizia e della libertà, dell'amore e della passione, ma talora l'autore si fa intimo e biografico. Lo stile oscilla fra delicatezza e rudezza, è spesso ironico e autoironico.


lunedì 7 luglio 2014

Sedurre una parola

 

FEDERICO HERNÁNDEZ AGUILAR

ISTRUZIONI PER SEDURRE UNA PAROLA

Come se bruciasse
ponila al centro della mano.
Con l’unghia del dito medio
con dolcezza e ardore
levale l’odore di semantica,
così da denudare la sua spalla.
Ricordati di parlarle calmo,
senza inganni,
lodando la sua determinazione
o la sua pigrizia
finché lei stessa smetta di muoversi
come un lombrico.
Toccala,
ammira le bontà del suo istinto,
lascia che senta il calore della tua arroganza.
Non dirle troppo presto
quale verso la richiede.
Non spaventarla con le tue ansie.
Frequenta i suoi multipli ombelichi
e sussurrale che la preferisci,
che non le accadrà nulla,
che ti conoscono là
da dove è venuta.
Accertati che il suo respiro affannato
sia diminuito
prima di passare la punta delle dita
sulle tempie arrossate.
Inumidendo ogni poro
prendila senza paura nelle tue mani.
Immagina i suoi peli rizzarsi.
Accondiscendi,
viziala
e così,
come si trasporta un uccello ferito,
porta la sua innocenza alla scrivania,
all’infinita pagina bianca!

(da Apología del cinismo, 2001)

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I poeti sanno quanta cura ci voglia nel ricercare la parola giusta, nell’incastonarla esattamente nel verso, soprattutto se deve sottostare alle regole della metrica o della rima. Lo sa naturalmente anche il poeta salvadoregno Federico Hernández Aguilar che si immagina tutto un gioco di seduzione per blandire una parola e convincerla ad entrare in una poesia.

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parola

FOTOGRAFIA © THEMESCOMPANY

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LA FRASE DEL GIORNO
Vola alta, parola, cresci in profondità, / tocca nadir e zenith della tua significazione, /
giacché talvolta lo puoi.

MARIO LUZI, Per il battesimo dei nostri frammenti




Federico Hernández Aguilar (San Salvador, 1974), scrittore, poeta, narratore, saggista e politico salvadoregno. Ha pubblicato una dozzina di libri che includono poesia, narrativa, saggistica e drammaturgia.