La poesia di Robert Creeley, poeta statunitense che nacque ad Arlington, nel Massachusetts, il 21 maggio di cento anni fa, è caratterizzata da un linguaggio immediato e dall'attenzione alla quotidianità. Con tono colloquiale e punteggiatura scarna, le sue poesie indagano la complessità delle relazioni umane: fu uno dei pionieri del cambiamento generazionale che si allontanò dalla storia e dalla tradizione come fonti poetiche primarie, dando nuova importanza alle esperienze di vita individuali.
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CREELEY NEL 1963 - FOTOGRAFIA © LAVERNE HARRELL CLARK
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LA RIMA
Esiste il segno
del fiore –
per prendere a prestito
il tema.
Ma cosa o dove riavere
quello che semplicemente
non è più amore.
L’ho veduta
e dietro di lei c’erano
i fiori e dietro i fiori
niente.
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UNA PREGHIERA
Benedici
una cosa piccola
ma infinita
e quieta.
Vi sono sensi
che creano un oggetto
col loro semplice sentirlo.
(da Per amore, Mondadori, 1971 - Traduzione di A. Lombardo)
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Altre poesie di Robert Creeley sul Canto delle Sirene:
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LA FRASE DEL GIORNO
Scrivere è come fare musica. Sta nel modo in cui si formulano le frasi, nel modo in cui si trattiene la nota, la si piega, la si modella e poi la si rilascia. E ciò che non si suona è importante quanto ciò che si dice.
ROBERT CREELEY, Racconti fuori dalla scuola
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Robert Creeley (Arlington, Massachusetts, 21 maggio 1926 – Odessa, Texas, 2 aprile 2005), poeta statunitense, tra i maggiori esponenti della lirica postmoderna. Viaggiò in Europa e Asia vivendo per quarant’anni in Giappone, dove apprese la filosofia buddhista e lo zen. È spesso accostato ai poeti della Black Mountain, pur essendone lontano stilisticamente.































