JUAN EDUARDO CIRLOT
A GAUDÍ
Fulmine di carne fatta di roccia,
gesto di invocazione incarnata;
vecchio di cristallo la cui occhiata
è
un girasole dalla bocca doppia.
Nella tua preghiera, folle è la luce
colma di gentilezza esasperata;
una tempesta blu, paralizzata,
si prostra davanti al grido che la induce.
La tua architettura è un bosco che soffre
crocifisso in furia che non si estingue
sotto le distruzioni zenitali.
Io chiedo a quella vite che mi avvolga
con braci e zaffiri, questa lingua
di peccati e di canti capitali.
(da 44 sonetti d’amore, 1971)
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Il poeta spagnolo Juan Eduardo Cirlot, fu uno dei primi a riscoprire e nobilitare l'opera di Antoni Gaudí, cui dedicò anche un saggio, L’arte di Gaudí. Questo sonetto è un omaggio poetico all’architetto catalano e al suo genio che lo portò a edificare la Sagrada Familia di Barcellona. Cirlot interpreta il sapiente uso di forme organiche - iperboloidi ed elicoidi - come una ricerca del sacro attraverso la geometria naturale.
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FOTOGRAFIA © ERIK SCHEREDER/PEXELS
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LA FRASE DEL GIORNO
La curva chiusa dà il senso del limite, così come la retta è espressione dell'infinito..
ANTONI GAUDÍ, Idee per un’architettura
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Juan Eduardo Cirlot Laporta (Barcellona, 9 aprile 1916 – 11 maggio 1973), poeta e scrittore spagnolo. Surrealista e dadaista, assunse una vasta tradizione spiritualista con l'interesse per la simbologia che permeò tutta la sua attività letteraria. La sua scrittura riversa atti di giocoleria lessicale all'interno di un generale tono elegiaco.


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