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giovedì 13 agosto 2026

Vicente Quirarte


La poetica di Vicente Quirarte, scrittore messicano scomparso l’11 agosto all’età di 72 anni, si definisce come una difesa dell'arte di “scrivere con tutto il corpo”: la creazione letteraria viene vissuta come un'esperienza fisica, eroica e vitale. Per Quirarte, la poesia non è un semplice esercizio da scrivania; è uno spazio di battaglia quotidiana in cui coesistono la storia del Messico, l'amore, la vita urbana e un dialogo costante con la tradizione letteraria.

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FOTOGRAFIA © URIEL SANTIAGO VELASCO

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UNA DONNA E UN UOMO

Una donna e un uomo possono, ad esempio,
entrare in un albergo (quel tempio nascosto
che appare quando viene chiamato)
e fare l'amore in pieno giorno.

Ma una donna e un uomo devono prima
andare al cinema, anche se non capiscono mai
cosa succede sullo schermo,
e lui vede la peluria sulla guancia di lei,
e lei preme la mano contro la coscia di lui quando ha paura.

Oppure una donna e un uomo possono
fare una passeggiata, e la sua mano sembra
un'estensione della sua vita,
e allora il ritmo
della sua camminata si fa più pronunciato,
perché è solo come
una nave che solca l'alto mare
alle soglie della primavera.

O pagare il caffè ormai freddo quando i loro occhi
e le loro mani hanno detto sì mille volte.
E poi, senza toccarsi, fare o dire nulla,
una donna e un uomo possono finalmente
entrare in un albergo e donarsi l'uno all'altra,
lasciando la finestra aperta per far entrare
la brezza tiepida dai parchi,
il mormorio di chi esce dal cinema,
il tintinnio dei campanelli contro le tazze,
la voce flebile che dice "così".

(da Fra Filippo Lippi: Canzoniere di Lucrezia Buti, 1982)

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TRE POESIE DI CARRARA, II

(Mezzogiorno)

Prima, c'è una sete di labbra rivolte verso l'esterno,
un'apertura di palpebre gonfie
di tutta la sabbia del mare e del sole alto.
C'è un incantesimo di schiuma tremante,
un canto lontano di un bambino annegato,
di marmo in attesa di essere ferito.

Porto tra i giorni
il memoriale della tua pelle,
un diario di bordo in ore empie,
senza un marinaio capace di finirlo,
senza un'isola su cui placare la sete dei navigatori
stanchi di esaurire i loro baci
sulla pelle blu del mare e la sua menzogna.

Di fronte al Tirreno, abbiamo bevuto vino bianco
e la sabbia e il sole e quel desiderio
contenuto e sereno come il marmo
dove batte un sangue più eterno.

La violenza è iniziata con le tue parole:
"Non indosso niente sotto il vestito".
Il tocco del tuo corpo con il mio,
il mattino presto, il freddo, ti amo così tanto,
sono storie già raccontate da altri.

(da Fra Filippo Lippi: Canzoniere di Lucrezia Buti, 1982)

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Altre poesie di Vicente Quirarte sul Canto delle Sirene:

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  LA FRASE DEL GIORNO 

La poesia è come la peste: non si può sfuggirle. O – per usare un'analogia meno ripugnante – è come l'amore; Quando l'amore arriva, o desidera arrivare, arriva, prima o poi.
VICENTE QUIRARTE, Círculo de Poesia, 16 maggio 2005

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Vicente Quirarte Castañeda (Città del Messico, 19 luglio 1954 – 11 agosto 2026), poeta, saggista e scrittore messicano, autore di opere in vari generi letterari, come drammaturgia, poesia e letteratura fantastica. Presso l’Università Nazionale Autonoma del Messico ha lavorato come professore, ricercatore e coordinatore di workshop. Tra i suoi temi la storia del Messico, l'amore e la vita quotidiana.


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