VITTORIO SERENI
NELL’ESTATE PADANA
Campitello Eremo Sustinente
luoghi di fascini discreti
moltiplicanti l’orizzonte dei borghi
a passeggiate fuori porta
di sguardi e parole all’orecchio
tra gente incappottata ai primi
geli alle prime nebbie
a un sole timido in un passo d’addio
oggi nomi di spettri della calura
per campagne allucinate e afone
dove un amore dorme
acqua sognante acqua
a tutta quella sete.
(da Stella variabile, Garzanti, 1981)
.
“La natura che alletta e dissuade. La bellezza onnipresente e imprendibile” scrive riguardo a Stella Variabile il poeta Vittorio Sereni. Quei nomi di paesi del Mantovano usati come incipit evocano ricordi di gite primaverili e di nebbie autunnali. Ma nel cuore dell’estate padana quella memoria malinconica si trasforma nella desolata e afosa realtà dell’oggi, nel vuoto e nella sete di un caldo agosto.
IMMAGINE CREATA CON IA
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LA FRASE DEL GIORNO
Solo vera è l'estate e questa sua / luce che vi livella.
VITTORIO SERENI, Diario d’Algeria
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Vittorio Sereni (Luino, 27 luglio 1913 – Milano, 10 febbraio 1983), poeta italiano, è il capostipite della variante lombarda del novecentismo poetico, detto “Linea lombarda”. Ufficiale di fanteria, viene fatto prigioniero dopo l’8 settembre 1943. Nel dopoguerra è direttore letterario di Mondadori e cura la prima edizione dei Meridiani.

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