Chi non conosce l'incipit di Urlo, ballata psichedelica di denuncia della nuova America? "Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche..." è una sorta di manifesto della Beat Generation, di cui fu uno degli ispiratori l'autore, il poeta statunitense Allen Ginsberg, di cui ricorre oggi il centenario della nascita a Newark, cittadina del New Jersey adiacente a Manhattan. Ginsberg e i Beat segnarono una svolta nella poesia del Novecento, che non fu più la stessa, infrante tutte le regole, superati tutti i tabù. Ginsberg vi importa il suo stile di sequenze che vanno a comporre un film che racconta l'America del dopoguerra, il suo sogno e i suoi incubi, le sue contraddizioni; vi impasta le sue visioni e allucinazioni date dalle droghe, i deliri, i desideri, costruendo un linguaggio nuovo non solo nel discorso.
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FOTOGRAFIA © MICHIEL HENDRYCKX
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CANZONE
Il peso del mondo
è amore.
Sotto il fardello
della solitudine,
sotto il fardello
dell'insoddisfazione
il peso,
il peso che trasportiamo
è amore.
Chi può negarlo?
Nei sogni
sfiora
il corpo,
nel pensiero
costruisce
un miracolo,
nell'immaginazione
langue
finché è diventato
umano...
si affaccia dal cuore
ardente di purezza -
perché il fardello della vita
è amore,
ma trasportiamo il peso
stancamente,
e così dobbiamo riposare
tra le braccia dell'amore
finalmente,
dobbiamo riposare tra le braccia
dell'amore.
Non c'è riposo
senza amore,
non c'è sonno
senza sogni
d'amore -
pazzi o gelidi,
ossessionati da angeli
o da macchine,
il desiderio estremo
è amore
- non può essere amaro,
non può negare,
non può contenersi
se negato:
il peso è troppo greve
- deve dare
senza nulla riavere
come il pensiero
è dato
in solitudine
in tutta l'eccellenza
del suo eccesso.
I tiepidi corpi
brillano insieme
nel buio,
la mano si muove
verso il centro
della carne,
la pelle trema
di felicità
e l'anima appare
gioconda nell'occhio -
sì, sì,
è questo che
volevo,
ho sempre voluto,
ho sempre voluto,
ritornare
al corpo
in cui sono nato.
(da Poesie scelte 1947-1980, 1984 - Traduzione di Fernanda Pivano)
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GURU
È la luna che scompare.
Sono le stelle che si nascondono, non io.
È la città che svanisce, io resto
con le mie scarpe dimenticate
e la mia calza invisibile
È il richiamo di una campana.
(1965)
(da Planet News: 1961-1967, 1968 - Traduzione di Fernanda Pivano)
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Altre poesie di Allen Ginsberg sul Canto delle Sirene:
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LA FRASE DEL GIORNO
L'unica cosa che può salvare il mondo è il recupero della consapevolezza del mondo. Questo è ciò che fa la poesia. Per poesia intendo l'immaginazione di ciò che è andato perduto e di ciò che può essere ritrovato: l'immaginazione di chi siamo e la lenta presa di coscienza di noi stessi.
ALLEN GINSBERG, Litchfield County Times, 31 maggio 1985
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Irwin Allen Ginsberg (Newark, New Jersey, 3 giugno 1926 – New York, 5 aprile 1997), poeta statunitense, esponente della Beat Generation. La sua poesia, che voleva essere una rappresentazione obiettiva di sensazioni ed esperienze e una denuncia del fallimento dell'ottimismo americano, portava alle estreme conseguenze lo sperimentalismo formale di Walt Whitman.


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