giovedì 19 novembre 2020

Le mie poesie


NINA CASSIAN

RACCOLTE, SCELTE, TRASCURATE…

…Le mie poesie…
le scrivo, le dimentico o smarrisco! tornano,
allora le cambio – anche se non cambiano il mondo
cambiano me… A volte non siamo d’accordo.
Sono il mio lascito… ma chi sono gli eredi?
Chi, per quanto povero, ha bisogno di questa improbabile, quasi
             inutile ricchezza,
mentre i grandi oppressori mantengono e adorano la povertà degli altri?
Perché dovrei raccoglierle (ce ne sono di penose)?
Perché sceglierle (sarei io il giudice imparziale del loro
            presunto valore)?
Meglio trascurarle, pezze di carta e parole, lasciarle a cavarsela
            da sole.
Noi scompariamo nel gelido riscaldamento globale
della Terra Matrigna…

(da C’è modo e modo di sparire, Adelphi, 2013 – Traduzione di Ottavio Fatica)

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La poetessa rumena Nina Cassian indaga, in questa confessione autobiografica, sul rapporto tra poeta e poesie. I versi scritti, con il passare del tempo, dove finiscono? Come centinaia di figli crescono, vanno per il mondo, ritornano talvolta, magari non le si riconosce più. La Cassian non si erge a giudice, non le distrugge, non le rinnega: belle o brutte che siano, lascia semplicemente che vivano la loro vita.

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DIPINTO DI VLADIMIR KUSH
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LA FRASE DEL GIORNO
Cosa cerchi tu  qui in vesti diafane / mentre accosti una coppa di parole / alle labbra indifferenti del tempo?
NINA CASSIAN, C’è modo e modo di sparire




Nina Cassian, pseudonimo di Renée Annie Cassian-Mătăsaru (Galați, 27 novembre 1924 – New York, 15 aprile 2014), poetessa, scrittrice e traduttrice rumena. Esponeste del Modernismo, nel 1985 si rifugiò negli Stati Uniti per sfuggire alla repressione del regime di Ceausescu, e lì rimase non solo a vivere, ma anche a scrivere poesie nella lingua del suo nuovo paese.


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