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mercoledì 7 dicembre 2022

Centenario di Maria Luisa Spaziani


Che altro dire di Maria Lusia Spaziani, la poetessa italiana di cui ricorre oggi il centenario della nascita? Dal lungo elenco di testi pubblicati sul Canto delle Sirene, si può evincere che sia tra le mie predilette. Va ben oltre l’essere stata allieva di Montale e amica e musa: certo, ne subì l’ascendenza poetica, ma applicandola alle sue trasposizioni di dati oggettivi e autobiografici e aggiungendovi la frequentazione della letteratura francese. La sua idea di poesia? Lasciamo parlare lei stessa – da un’intervista del 2003: “La poesia svolge un ruolo analogo a quello della preghiera: un momento di solitudine con se stessi, con lo sguardo proiettato oltre la quotidianità, che ha bisogno di un luogo (la chiesa) dove sussiste una delimitazione spazio-temporale rispetto al quotidiano. Con la poesia succede la stessa cosa. La poesia è contemplazione. Anche se ci si riferisce a oggetti concreti, si tende a creare un alone di solitudine intorno alle cose che si stanno guardando”.

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SERE DI INVERNO

Sere di inverno al mio paese antico,
dove piomba il falchetto dentro i pozzi
d'aria, tra l'uno e l'altro campanile.
Sere rapite a un'onda di sambuchi
invisibili, ai vetri dei muretti
d'ultimo sole accesi, dove indugia
non so che gusto d'embrici e di neve.
Vorrei cogliervi tutte, o mie nel tempo
ebbre, sfogliate voci lungo l'arida
corona dell'inverno,
e ricomporvi in musica, parole
sopra uno stelo eterno

(da Le acque del sabato, Mondadori, 1954)

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SCILLA

Il peschereccio che dà un ritmo al mare,
che ne segna il respiro con rantoli e tonfi
tu non lo scorderai, Amleto ossessionato
dal silenzio inconsueto.

Nel vasto vuoto - pieno solo di cielo -
le parole salivano, mongolfiere d’argento,
a incidersi in azzurri troppo tersi.

Si persero nel nulla. Le raccatta il ricordo.
Altra illusione, i versi.

(da Geometria del disordine, Mondadori, 1981)

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A SIPARIO ABBASSATO

Quando ti amavo sognavo i tuoi sogni.

Ti guardavo le palpebre dormire,
le ciglia in lieve tremito.
Talvolta
è a sipario abbassato che si snoda
con inauditi attori e luminarie
- la meraviglia.

(da La stella del libero arbitrio, Mondadori, 1986)

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PIETÀ PER I GRANAI

Mi travolge Internet come un ciclone
di voci aliene. Così in una festa
ben preparata, con amici scelti,
irrompono fameliche le turbe.

Pietà per i granai con tanto amore
raccolti lungo gli anni. Cavallette
terribili si annunciano e divorano
il nostro tempo sacro.

(da Poesie dalla mano sinistra, Mondadori, 2002)

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Altre poesie di Maria Luisa Spaziani sul Canto delle Sirene:

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   LA FRASE DEL GIORNO   

La poesia per me è il lingotto d’oro: rappresenta la possibilità della verità detta in una forma non intercambiabile e della concentrazione di tutti i significati.
MARIA LUISA SPAZIANI, Italia Libri, 25 luglio 2003

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Maria Luisa Spaziani (Torino, 7 dicembre 1922 – Roma, 30 giugno 2014), poetessa italiana formatasi nel clima postermetico di chiara ascendenza montaliana. La sua poesia è venuta via via distendendosi dal mottetto o epigramma a forme narrativo-discorsive.


martedì 6 dicembre 2022

La dolce legge degli uomini


PAUL ÉLUARD

BUONA GIUSTIZIA

È la calda legge degli uomini
Dall’uva fanno il vino
Dal carbone fanno il fuoco
Dai baci fanno gli uomini
È la dura legge degli uomini
Mantenersi intatti malgrado
Le guerre e la miseria
Malgrado i pericoli di morte
È la dolce legge degli uomini
Cambiare l’acqua in luce
Il sogno in realtà
E gli uomini in fratelli
Una legge vecchia e nuova
Che continua a perfezionarsi
Dal fondo del cuore del bambino
Sino al rendiconto supremo.

(da Almanach ouvrier-paysan, 1950)


Nel 1949, quando scrisse questi versi per l'edizione dell'anno seguente del calendario Almanach ouvrier-paysan, dedicato all'umanità, il poeta surrealista francese Paul Éluard, dopo i durissimi anni della guerra, ritrovava la sua fede nella fratellanza universale. Alternando immagini di creazione e privazione, riesce ad affermare la personale salvezza dell'umanità, che consiste nel suo perpetuarsi malgrado l'ambizione di un mondo migliore continui ad essere frustrata.

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ILLUSTRAZIONE © KAREN ARNOLD/PUBLICDOMAINPICTURES

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Non verremo alla meta ad uno ad uno, / ma a due a due. Se ci conosceremo / a due a due, noi ci conosceremo / tutti, noi ci ameremo tutti e i figli / un giorno rideranno / della leggenda nera dove un uomo / lacrima in solitudine.
PAUL ÉLUARD, Il duro desiderio di durare

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Paul ÉluardPaul Éluard, pseudonimo di Eugène Émile Paul Grindel (Saint-Denis, 14 dicembre 1895 – Charenton-le-Pont, 18 novembre 1952), poeta francese, è stato tra i maggiori esponenti del movimento surrealista. La sua poesia evolve da tematiche individualiste, di lirismo amoroso, a contenuti di forte ispirazione sociale.


lunedì 5 dicembre 2022

Usignolo, piccolo poeta


MARIA ÀNGELS ANGLADA

APPRENDIMENTO

Usignolo, piccolo glossatore
                                             Seferis

Usignolo, piccolo poeta,
forse senza accorgermene, ho imparato da te
questi lunghi silenzi
mentre il sole della vita batte così pienamente.

Forse, senza rendermene conto, l'ho imparato
dalla tua pazienza appostata
tra le fronde:
l’attesa di una fragile quiete
in cui le parole trovano il loro filo d'argento,
il fratello oscuro del tuo canto splendente.

(da Arietta, 1996)

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Amo troppo le nostre parole / da tante labbra di cenere, urlo e fiamma.  / Non mi servono per mascherare abilmente / pochi pensieri chiari / o per costruire, su alberi di mistero, / nidi di sogni remoti”: è il canto semplice e perfetto dell’usignolo quello della poesia secondo la poetessa catalana Maria Àngels Anglada, quel filo di note naturale e musicale che riesce a esprimere la bellezza.

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DEL KATHRYN BARTON, "DAL SUO NIDO SUL LECCIO L'USIGNOLO LO UDÌ"
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   LA FRASE DEL GIORNO   

Al crocevia / delle strade della notte, risuona la voce: / abbiamo scelto, aspettando l'alba, / i dardi della verità, o un aspro silenzio.
MARIA ÀNGELS ANGLADA, Dittico

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Maria Àngels Anglada i d'Abadal (Vic , 9 marzo 1930 – Figueres , 23 aprile 1999),  poetessa, scrittrice e saggista catalana. Laureata in Filologia Classica, coltivò la critica letteraria, con particolare attenzione alla letteratura catalana e italiana e alla mitologia greca. La sua poesia è opera di sintesi tra classicismo e modernità.


domenica 4 dicembre 2022

Un bacio nella coppa


BEN JONSON

A CELIA

Bevimi solo con gli occhi
e io risponderò con i miei;
o lascia un bacio nella coppa
e non cercherò il vino.
La sete che sale dall'anima
esige una bevanda divina
ma anche se io bevessi
il nettare di Giove
non lo scambierei con il tuo.

Ti ho mandato un serto di rose,
non solo per onorarti
ma con la speranza che al tuo fianco
non potessero appassire.
Hai respirato appena
su di esse e me le hai restituite.
Da allora crescono e profumano, giuro!
non di se stesse ma di te.

(da La foresta, 1616)

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Ben Jonson ritrae un innamorato respinto - tema assai comune nella poesia del Seicento: ma più il desiderio è frustato, più divampa, nonostante tutti i dinieghi dell'amata, che si rifiuta non solo di bere con il pretendente e di degnarlo dei suoi sguardi ma gli restituisce persino i doni che le fa. La poesia prende spunto da una delle lettere del sofista greco Filostrato, vissuto nel periodo imperiale romano tra il II e III secolo dopo Cristo: "Bevimi solo con i tuoi occhi…. E se vuoi, porta la coppa alle tue labbra e riempila di baci, e dammela così".

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GUILLAUME SEIGNAC, "LA ROSA ROSSA"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Non ci sarà amore perduto.
BEN JONSON, Ognuno fuori dal suo umore

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Benjamin Jonson (Westminster, 11 giugno 1572 - Londra, 6 agosto 1637), drammaturgo, poeta e attore inglese del Rinascimento. Creatore di un nuovo tipo di commedia, esercitò anche con la sua opera poetica e la sua assimilazione dello spirito classico un grande influsso sui poeti dell'epoca di Carlo I.


sabato 3 dicembre 2022

Il pane di vita


FRANCESCO FLORA

COME IL PANE CRESCONO I MONTI

… Gli occhi al cielo stupore incanta:
occhi e luna hanno un solo albore.
Batte l’astro sul labbro schiuso
sopra i denti sostanza-di-luna.

Come il bimbo nel seno materno
chiuso è il silenzio ma vivo.
Lievita il grembo, lievita l’aria
tutto il mondo fa il pane di vita.

(da Ausonia, Febbraio 1951)

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Francesco Flora è più noto come critico letterario che come poeta – ricordo di avere usato le sue antologie per tutti gli anni del liceo e tra l’altro fu lui a coniare il termine “ermetici”per indicare la nuova generazione apparsa nei primi decenni del Novecento. La sua poesia, raffinata ed elegante, è attenta alla “lievitazione e tramutazione delle cose”, in quella che è stata definita una specie di “transustanziazione laica”, ed è ben chiara in queste due quartine la sua attenzione al mutamento.

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GIOVANNI SEGANTINI, "LE DUE MADRI"

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Essere uomini significa essere poeti, dar nome alle cose e alle azioni.
FRANCESCO FLORA, Scrittori italiani contemporanei




Francesco Flora (Colle Sannita, 28 ottobre 1891 – Bologna, 17 settembre 1962), critico letterario, storico della letteratura, poeta, scrittore e accademico italiano, di formazione crociana, nonché antifascista. Come autore si mise in evidenza per due brevi raccolte poetiche nelle quali descrisse la sua visione orfica del mondo.


venerdì 2 dicembre 2022

Uno stato del mio essere


CARLOS DRUMMOND DE ANDRADE

ASSENZA

Per molto tempo ho creduto che l'assenza fosse mancanza.
E mi dolevo, ignorante, della mancanza.
Oggi non la rimpiango.
Non vi è mancanza nell’assenza.
L'assenza è uno stato del mio essere.
La sento, chiara, così attaccata, adagiata tra le mie braccia,
che rido e danzo e invento allegre esclamazioni,
perché l'assenza, questa assenza assimilata,
nessuno può più strapparmela.

(da Corpo: nuove poesie, 1984 - Traduzione di Clara Silva)

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L’assenza che diventa presenza, un vuoto che invece è pieno: è questo ossimoro alla base della poesia di Carlos Drummond de Andrade, è questa ricostruzione di ciò che non c’è che viene a diventare quasi un’ombra, una parte di noi. Il poeta brasiliano sottolinea il fatto che “assenza” e “mancanza” non sono affatto sinonimi, ma due differenti situazioni in cui emerge come tavola di salvataggio il ricordo con la sua funzione simbolica.

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LA STATUA DI CARLOS DRUMMOND DE ANDRADE A RIO DE JANEIRO - FOTOGRAFIA DA PINTEREST

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Le cose tangibili / diventano insensibili /al tocco della mano. // Ma le cose finite, / al di là della bellezza, /queste rimarranno.
CARLOS DRUMMOND DE ANDRADE, Chiaro enigma

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Carlos Drummond de Andrade (Itabira, 31 ottobre 1902 – Rio de Janeiro, 17 agosto 1987), poeta e scrittore brasiliano, considerato uno dei più influenti del suo tempo. Modernista, adottò il verso libero, proclamando la libertà idiomatica delle parole. Tra le tematiche fondamentali la famiglia, la terra natale, l'amicizia, la società, l'amore e l'esistenza.


giovedì 1 dicembre 2022

Poesie per dicembre IX


Per dicembre due visioni di poeti di area anglosassone: il più pagano e inglese Algernon Swinburne e il più religioso statunitense Henry Wadsworth Longfellow, impegnati in una sorta di esercizio di stile sui dodici mesi dell’anno. Naturalmente due sono gli eventi che hanno bene in mente: la festa cristiana del Natale e la fine dell’anno.

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FOTOGRAFIA © LUNA LOVEGOOD/PEXELS



ALGERNON SWINBURNE

CAROLE PER UN ANNO: DICEMBRE

Dicembre, tu le cui mani sante
su mari tremanti e terre indurite
posano a segno sacramentale
il sigillo del Natale preso
a testimone dell’anno che nasce,
promessa che santifica la tua morte,
la gioia suprema che da te viene
conforta ogni dolore in terra e in mare.

(da Astrophel e altre poesie, 1894)

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HENRY WADSWORTH LONGFELLOW

IL CALENDARIO DELL’ANNO: DICEMBRE

Su una capra, con i capelli innevati
vengo, ultimo di tutti. Questo serto
è fatto di agrifoglio; in mano reco
il tirso, ornato da pigne fragranti.
Celebro la nascita del Divino
e il ritorno del regno di Saturno;
in ogni tempio suona “pace in terra,
agli uomini di buona volontà".

(da Ultima Thule, 1880)

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   LA FRASE DEL GIORNO   

Nella notte cupa di dicembre / Tanto felice albero felice / Coi rami che non ricordano / La loro verde felicità.
JOHN KEATS




Algernon Charles Swinburne (Londra, 5 aprile 1837 – Putney, 10 aprile 1909), poeta e drammaturgo britannico, di epoca vittoriana. Personalità eccentrica, con un forte gusto della provocazione artistica, fu attivo nella cerchia estetista, romantica e poi decadente. La sua poesia, pagana e ispirata alla libertà medioevale, fu molto controversa.


Henry Wadsworth Longfellow (Portland, Oregon, 27 febbraio 1807 – Cambridge, Massachusetts, 24 marzo 1882), letterato statunitense. Influenzato dal movimento romantico europeo, ne trasferì gli aspetti più superficiali nel nuovo mondo, del quale cantò leggende e miti.