Statistiche web

domenica 31 agosto 2025

Tu screziato sorriso


CESARE PAVESE

TO C. FROM C.

You,
dappled smile
on frozen snows—
wind of March,
ballet of boughs
sprung on the snow,
moaning and glowing
your little «ohs»—
white-limbed doe,
gracious,
would I could know
yet
the gliding grace
of all your days,
the foam-like lace
of all your ways—
to-morrow is frozen
down on the plain—
you, dappled smile,
you, glowing laughter.

Tu,
screziato sorriso
su nevi gelate -
vento di Marzo,
balletto di rami
spuntati sulla neve,
gemendo e ardendo,
i tuoi piccoli “oh!” -
daina dalle membra bianche,
graziosa,
potessi io sapere
ancora
la grazia volteggiante
di tutti i tuoi giorni,
la trina di spuma
di tutte le tue vie -
domani è gelato
giù nella pianura –
tu, screziato sorriso,
tu, risata ardente.

(da Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, EInaudi, 1951)

.

La prima C. è l'attrice statunitense Constance Dowling, attiva in Italia nel primo dopoguerra. L'altra C. è Cesare Pavese: lo scrittore piemontese si innamorò di lei, che aveva incontrato l'ultimo dell'anno del 1949 al veglione a casa di amici. Ma la relazione non decolla: il 6 marzo 1950 dopo una notte con lei a Cervinia, scrive: "È stata dolce e remissiva, ma insomma staccata e ferma". L'11 marzo Pavese compone questa poesia in inglese, il 16 Constance lo abbandona e parte per Roma. Non risponderà più nemmeno alle sue lettere e ritornerà a Hollywood, spezzandogli il cuore: "È una ragazza, una normale ragazza. Eppure è lei – terribile. Dal profondo del cuore: non meritavo tanto”.

.

ELABORAZIONE GRAFICA © DANIELE RIVA

.


  LA FRASE DEL GIORNO 

L'amore è desiderio di conoscenza.
CESARE PAVESE, Il mestiere di vivere

.



Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo, 9 settembre 1908 – Torino, 27 agosto 1950), scrittore, poeta, traduttore, saggista e critico letterario italiano. Nato poeta con Lavorare stanca, si è poi dedicato alla narrativa scrivendo romanzi famosissimi: Paesi tuoi, La luna e i falò, La casa in collina. I suoi temi principali sono il mito e la terra.


sabato 30 agosto 2025

Sul fiume una vela


FERNANDO PESSOA

LONTANO, ALLA LUNA

Lontano, alla luna,
sul fiume una vela
che passa serena,
cosa mi rivela?

Non so, ma la mia vita
mi è divenuta estranea,
a sogno senza vedere
I sogni che ho.

Che angustia mi avvolge?
Che amore non si esprime?
È la vela che passa
Nella notte che resta.

(da Atena, n. 3, Dicembre 1924 - Traduzione di Piero Ceccucci e Orietta Abbati)

.

Il turbamento interiore, quello che sarà poi espresso nel Libro dell'inquietudine, è alla base delle poesie ortonime di Fernando Pessoa: quando è lui a parlare, in prima persona, e non affida la visione poetica ai suoi alter ego, c'è questo suo danzare nel vuoto, accarezzando l'orlo del precipizio, "vietandosi di essere (ontologicamente)" come nota Leyla Perrone-Moisés.

.

IMMAGINE CREATA CON IA

.


  LA FRASE DEL GIORNO 

La mia anima è quel che non ha.
FERNANDO PESSOA, Poesie

.



Fernando António Nogueira Pessoa (Lisbona, 13 giugno 1888 – 30 novembre 1935),  poeta, scrittore e aforista portoghese, considerato uno dei maggiori poeti di lingua portoghese, diede l’avvio al Modernismo nel suo paese. In poesia si scompose in varie altre personalità, contrassegnate da diversi eteronomi, ognuno con un suo stile.


venerdì 29 agosto 2025

Per fare una poesia


ERNST JANDL

CONTENUTO

per fare una poesia
non ho niente

una lingua intera
una vita intera
una mente intera
una memoria intera

per fare una poesia
non ho niente

(da Poesia, 89 - Novembre 1995 - Traduzione di Luigi Reitani)

.

"Posso scrivere solo quando sono completamente presente, quando sono completamente 'dentro'. Ciò significa con tutte le mie funzioni, con il mio intelletto, con la mia sfera emotiva, con quello che potremmo chiamare la sfera sensoriale" disse in un'intervista del 1988 il poeta austriaco Ernst Jandl: tutto un mondo a disposizione ma se non c'è l'ispirazione, nulla accade - per citare Anna Achmatova "Quando di notte attendo il suo arrivo, / la vita sembra appesa a un filo. / Che sono gli onori, la gioventù, la libertà / davanti alla cara ospite col flauto in mano?"

.

FOTOGRAFIA © SUZI HAZELWOOD/PEXELS

.


  LA FRASE DEL GIORNO 

Non riesco a immaginare di affrontare la scrittura di una poesia escludendo completamente la possibilità del gioco.
ERNST JANDL, Poetica

.



Ernst Jandl (Vienna, 1º agosto 1925 – 9 giugno 2000), poeta, scrittore e traduttore austriaco, compagno di vita e d’arte di Friederike Mayröcker. Influenzato dal dadaismo, si dedicò alla poesia d’avanguardia ritraendo con ironia la realtà contemporanea, nei suoi risvolti più drammatici e in quelli quotidiani.


giovedì 28 agosto 2025

Due sedie di legno


GHIANNIS RITSOS

POI FECE NOTTE

Poi fece notte
due sedie di legno
sulla luna
sulle sedie
loro due
scalzi
l’uno di fronte all’altra
toccandosi appena
gli alluci.

(da Erotica, Crocetti, 1981 - Traduzione di Nicola Crocetti)

.

Il poeta greco Ghiannis Ritsos riesce con poche parole a ricreare a ricreare l'atmosfera di una stanza: la luna, due sedie di legno, due amanti a piedi nudi nella notte seduti sulle sedie. E in quello sfiorarsi degli alluci è racchiusa tutta la sensualità, tutta la complicità di un amore che non ha bisogno di discorsi o di sguardi, solo di quella minima fisicità. che, come scrive Efi Katsourou, "fa avvenire ogni piccola e grande resurrezione dell'esistenza". 

.

IMMAGINE CREATA CON IA

.


  LA FRASE DEL GIORNO 

Il tuo corpo è infinito. Il tuo corpo / è un tenue petalo di rosa in un bicchiere d’acqua chiara.
GHIANNIS RITSOS, Parola carnale

.



Ghiannis Ritsos (Monemvasia, 1º maggio 1909 – Atene, 11 novembre 1990), poeta greco tra i maggiori del XX secolo. Fu candidato nove volte al Premio Nobel. La sua vita fu animata da un'incrollabile fede negli ideali marxisti e nelle virtù catartiche della poesia.


mercoledì 27 agosto 2025

Negli spazi tra le lettere


CRISTINA PERI ROSSI

IL BOOM EDILIZIO

Il Berlín, il caffè in cui ci incontravamo
non esiste più.
Al suo posto sorge una Barclays Bank.
La tua vecchia casa è stata demolita;
al suo posto hanno costruito un grattacielo.
Ecco perché scrivo questa poesia:
perché possa esistere sulla pagina bianca,
negli spazi tra le lettere,
contro il vento devastante
che distrugge la memoria.

(da Sulla scrittura, 1991)

.

"La letteratura è un riferimento speculare, a volte doppiamente: provo qualcosa e poi trovo il modo giusto perché anche il lettore provi la stessa cosa. Anni fa, mi ero innamorata e incontrai l'oggetto del mio amore in un caffè di Barcellona chiamato Berlín. Qualche mese fa, sono passata di nuovo da quel posto, e il caffè non c'era più: avevano aperto la filiale di una banca. Quando sono tornata a casa, ho scritto una poesia": è la stessa Cristina Peri Rossi a spiegare il senso di questa poesia, un monito della memoria, un fermaglio a bloccare una pagina del tempo che altrimenti sarebbe svanita.

.

HENRI CARTIER-BRESSON, "SIDEWALK CAFÉ, 1969"

.


  LA FRASE DEL GIORNO 

Il futuro è l’ombra del passato / nelle rosse braci di un fuoco /  venuto da lontano, non si sa da dove.
CRISTINA PERI ROSSI, Babel Barbara

.



Cristina Peri Rossi (Montevideo, 12 novembre 1941), scrittrice, poetessa, traduttrice e attivista politica uruguaiana. In esilio a Barcellona dal 1972, vi ha svolto tutta la sua carriera letteraria. La sua opera, sia in prosa sia in poesia, è basata sul tema amoroso, con un linguaggio denso di allusioni e metafore.


martedì 26 agosto 2025

Sicuro azzardo


PEDRO SALINAS

FEDE MIA

Non mi fido della rosa
di carta,
tante volte che n’ho fatte
tra le mie mani.
Né dell’altra io mi fido
della rosa vera,
figlia del sole e dell’ora,
sposa promessa del vento.
Di te che non ti ho mai fatto,
di te che mai ti hanno fatto,
di te mi fido, compiuto
sicuro azzardo.

(da Sicuro azzardo, Passigli, 2005 - Traduzione di Valerio Nardoni)

.

È certamente un testo metapoetico questo di Pedro Salinas: la meditazione sulla rosa, che è un atto tradizionalmente poetico e frequente in secoli di letteratura, trasforma il fiore nel simbolo della poesia stessa e della creazione. Al di là della rosa artificiale e della rosa reale, il poeta crede dunque nell'azzardo di una rosa superiore, essenziale, capace di contenere in sé entrambe le rose.

.

IMMAGINE© SHAREFAITH/PEXELS

.


  LA FRASE DEL GIORNO 

La poesia è un'avventura verso l'assoluto.
PEDRO SALINAS

.



Pedro Salinas y Serrano (Madrid, 27 novembre 1891 – Boston, 4 dicembre 1951), poeta spagnolo appartenente alla generazione del 1927. La voce a te dovuta, Ragione d’amore e Lungo lamento formano una trilogia poetica sull’amore per Katherine Prue Reading, docente americana, interrotto dopo il tentato suicidio della moglie Margarita.


lunedì 25 agosto 2025

La fredda pietra della gelosia


JACQUES PRÉVERT

IL FIUME

I tuoi giovani seni brillavano alla luna
ma lui ha buttato
il gelido sasso
la fredda pietra della gelosia
sul riflesso
della tua bellezza
che danzava nuda sul fiume
nello splendore dell'estate.

(da La pioggia e il bel tempo, 1955 - Traduzione di Ivos Margoni)

.

Tic linguistici, sciocchezze e giochi di parole. Ma Jacques Prévert sa anche essere molto più spontaneo, quando affronta le idee e i sentimenti: in questo caso la gelosia, che è una malattia dell'amore. Il poeta francese usa una metafora di freddezza: il gelido sasso – la fredda pietra -  a indicare l'effetto dannoso della gelosia, in antitesi allo "splendore dell'estate". Per quanto colpisca solo il riflesso, il gesto è comunque una negazione della libertà della ragazza.

.

FOTOGRAFIA © PXHERE

.


  LA FRASE DEL GIORNO 

La gelosia? Passione di un animale povero e avido che teme di mancare; sentimento ingiusto dell'uomo; conseguenza della nostra falsa morale e di un esteso diritto di proprietà su un oggetto senziente, pensante, volontario e libero.
DENIS DIDEROT, Supplemento al viaggio di Bougainville

.



Jacques Prévert (Neuilly-sur-Seine, 4 febbraio 1900 – Omonville-la-Petite, 11 aprile 1977), poeta e sceneggiatore francese. Surrealista, anarchico, polemico, umorista: molte sono le facce di Prévert, ma una la convinzione che sottende la sua poetica: l’amore è l’unica salvezza del mondo


domenica 24 agosto 2025

Dune d’oro


JUAN RAMÓN JIMÉNEZ

IL RICORDO, II

Come dune d’oro
che vengono e vanno, sono i ricordi.

Il vento li porta via
e stanno dove stanno,
stanno dove una volta sono stati,
e dove dovranno stare... Dune d’oro

Lo riempiono tutto, mare
totale d’ineffabile oro,
con tutto il vento in lui... Sono i ricordi.

(da Pietra e cielo, 1918 - Traduzione di Claudio Rendina)

.

Dune d'oro che il vento forma e modella, che continuamente scompone e ricompone: così vede i ricordi il poeta spagnolo Juan Ramón Jiménez: sono "paludi secche, sali / rossi, alte lagune che credemmo mari!" e il loro valore consiste proprio nell'essere in fuga, perduti, lontani.

.

FOTOGRAFIA © PHOTO-GRAPHE/PIXABAY

.


  LA FRASE DEL GIORNO 

Mia memoria immensa, / rendi secoli gli istanti che fuggirono.
JUAN RAMÓN JIMÉNEZ, Pietra e cielo

.



JimenezJuan Ramón Jiménez (Palos de Moguer, 24 dicembre 1881 - San Juan, Portorico, 29 maggio 1958), poeta spagnolo premiato con il Nobel nel 1956, fu uno dei principali esponenti della Generazione del ’14 e del Modernismo. La sua ricerca poetica lo portò a privilegiare la poesia nuda ed essenziale, fatta solo di immagine e di parola al di là della musicalità esteriore.


sabato 23 agosto 2025

Vivo, sono felice


GABRIEL CELAYA

TUTTO VALE LA PENA

Tutto vale la pena.
Attendo con ansia telegrammi che dicano,
ad esempio: "Sono arrivato sano e salvo. Abbracci".
Pagherei qualsiasi prezzo per un cognac decente;
sprecherei notti intere con qualsiasi ragazza.

Tutto vale la pena.
Tutto mi rapisce, e questa è la cosa terribile;
tutto mi eccita eppure è stupido,
tutto dovrebbe sembrarmi niente,
ma le inezie sono la mia vita, il mio tutto.

Tutto vale la pena.
Porto il capitale azionario della mia attività
come un pellerossa porta le sue penne arroganti.
È una miseria; non significa nulla;
ma il mio sangue risuona: vivo, sono felice.

(da Parlando a bassa voce, 1947)

.

"Per l'aria, per il mare, per il vento / per il mio amore, per - che so io? - / perché la vita si allarga ed è sempre diversa / (...) /  Per questo e per altri dettagli vale la pena vivere": un’altra poesia, La vergogna di essere felice, è quasi un corollario a questi altri versi del poeta spagnolo Gabriel Celaya, per il quale basta essere vivi per essere felici: "Sapete qual è il segreto? / Non sono ancora morto, / e per di più – molti sono indignati – / non sono nemmeno malato. / Il mio segreto è: Ancora".

.

FOTOGRAFIA © GERALT/PIXABAY

.


  LA FRASE DEL GIORNO 

La poesia è un'arma carica di futuro.
GABRIEL CELAYA, Canti iberici

.



Rafael Gabriel Juan Múgica Celaya Leceta, noto come Gabriel Celaya (Hernani, 18 marzo 1911 – Madrid, 18 aprile 1991), poeta spagnolo della generazione letteraria del dopoguerra. Fu uno dei più importanti rappresentanti di quella che veniva chiamata "poesia impegnata" o poesia sociale.


venerdì 22 agosto 2025

Privilegio degli amanti


FRANCESCO PETRARCA

IO MI RIVOLGO INDIETRO A CIASCUN PASSO

Io mi rivolgo indietro a ciascun passo
col corpo stancho ch’a gran pena porto,
et prendo allor del vostr’aere conforto
che ’l fa gir oltra dicendo: Oimè lasso!

Poi ripensando al dolce ben ch’io lasso,
al camin lungo et al mio viver corto,
fermo le piante sbigottito et smorto,
et gli occhi in terra lagrimando abasso.

Talor m’assale in mezzo a’ tristi pianti
un dubbio: come posson queste membra
da lo spirito lor viver lontane?

Ma rispondemi Amor: Non ti rimembra
che questo è privilegio degli amanti,
sciolti da tutte qualitati humane?

(da Canzoniere, XV)

.

Intorno al 1337 Francesco Petrarca dovette compiere un viaggio a Roma, dietro richiesta del cardinale Giacomo Colonna che desiderava averlo con sé. Il sonetto è dunque la testimonianza di quell'allontanamento forzato da Laura, e il poeta aretino - lo vediamo partire e continuare a voltarsi, fermarsi incerto ("fermo le piante" dei piedi) - ne trae uno spunto filosofico sulla consolazione dell'amore: Amore infatti gli risponde: "Non ti ricordi che questo è un privilegio degli amanti, cioè quello di poter vivere dell'amore verso qualcuno anche se la persona amata non è fisicamente presente?". Proseguendo il viaggio, avrà sempre negli occhi il volto di Laura, tanto che, incontrando un pellegrino che "viene a Roma, seguendo ’l desio, / per mirar la sembianza di colui / ch’ancor lassú nel ciel vedere spera: / / cosí, lasso, talor vo cerchand’io, / donna, quanto è possibile, in altrui / la disïata vostra forma vera."

.

ANONIMO, "LAURA E IL POETA"

.


  LA FRASE DEL GIORNO   

Ma l'amore, l'amore vero, l'amore intero, vuole una cosa e l'altra; vuole la fusione perfetta della sensualità e della tenerezza: anche per questo è raro.
UMBERTO SABA, Scorciatoie e raccontini

.



Francesco Petrarca (Arezzo, 20 luglio 1304 – Arquà, 19 luglio 1374), scrittore, poeta, filosofo e filologo italiano, considerato il precursore dell'umanesimo e uno dei fondamenti della letteratura italiana, soprattutto grazie alla sua opera più celebre, il Canzoniere, patrocinata quale modello di eccellenza stilistica da Pietro Bembo nei primi del Cinquecento.



>

giovedì 21 agosto 2025

Uno scettro


BLAS DE OTERO

PENNE

Ho in mano uno scettro
viola, verde, rosso.
Con lo scettro in resta entro
nella carta e scavo un fosso.

Il mio scettro dice, parla, canta
con la sua punta luminosa:
in mezzo alla carta pianta
una rosa luminosa.

Tra le mie dita si muove,
lo faccio scivolare tra le dita
come una spada di neve
in mezzo ai margini.

Il mio scettro canta, parla, dice
quello che voglio alla carta
io lascio che scivoli
sulla carta - faccia lui!

E vale più della mia mano,
perché la mia mano è silente;
ma parla, e non parla invano,
la mano non dice niente.

Grazie ad esso, verso la mia anima,
quando è triste
e quando regna la calma.
La mia mano e il mio scettro in resta.

Le devo la parola scritta,
le devo così tanto
che le lascio aprire
il mio cuore: e così canto.

Ho qui la penna verde,
gialla, viola, rossa.
Parla da sola, arde e splende
La mia mano non dice nulla
.

4-3-1969

(da Fogli di Madrid, 2010)

.

Il poeta spagnolo Blas de Otero vede la grande importanza della penna come strumento, il potere che riveste la scrittura. Otero sembra aver presente il cosiddetto "indovinello veronese", uno dei primi testi scritti da un amanuense in lingua volgare, a margine di un testo liturgico e risalente all'VIII-IX secolo: "Se pareba boves / alba pratalia araba / et albo versorio teneba / et negro semen seminaba" (Teneva davanti a sé i buoi / arava bianchi prati / e aveva un bianco aratro / e un nero seme seminava).  Eppure, anche la penna perde il suo potere, ora che è soppiantata dalle tastiere fisiche o virtuali. Resta comunque sempre un piacere stringerne una tra le dita, magari una stilografica, e tracciare segni, lasciare che traduca in inchiostro i pensieri.

.

FOTOGRAFIA © COTTONBRO STUDIOS

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Io penso effettivamente con la penna, perché la mia testa spesso non sa nulla di ciò che scrive la mia mano.
LUDWIG WITTGENSTEIN, Pensieri diversi

.



blas-de-oteroBlas de Otero Muñoz (Bilbao, 15 marzo 1916 – Madrid, 29 giugno 1979), poeta spagnolo. Esponente della Generazione del '36, segue la corrente poetica chiamata "poesia sradicata" attraverso la quale gli autori esprimono il proprio disagio e malessere nei confronti di un mondo che appare caotico e doloroso e nel quale non si riconoscono.


mercoledì 20 agosto 2025

Pioverà


JAIME TORRES BODET

AGOSTO

Pioverà... Lo ha detto al prato
il canto fresco del fiume;
lo ha detto il vento al bosco,
e il bosco al vento e al fiume.

Pioverà... I rami scricchiolano
e c'è odore di ombra tra i pini.
Il paesaggio naufraga nel verde.
Passano uccelli sperduti.

Resti soltanto tu
povero cuore senza nido
.

(da Poesie, 1924)

.

"L'acqua di agosto rinfresca il bosco": come testimonia il proverbio, la pioggia che viene a interrompere le giornate calde di agosto segna il declino dell'estate, il suo lento e dolce avviarsi verso l'oro d'autunno. Il poeta messicano Jaime Torres Bodet  in questi versi dal tono georgico ne osserva le avvisaglie nella natura.

.

FOTOGRAFIA © SMB13A

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Pioggia d'agosto: il meglio dell'estate se n'è andato, e il nuovo autunno non è ancora nato. Uno strano tempo irregolare.
SYLVIA PLATH, I diari integrali

.



Jaime Torres Bodet (Città del Messico, 17 aprile 1902 – 13 maggio 1974), poeta, scrittore e politico messicano. Più volte ministro, fu direttore generale dell’UNESCO e ambasciatore in Francia. La sua poesia ha un accento sapido e malizioso grazie al quale egli non cadde mai in effetti facili o gratuiti.


martedì 19 agosto 2025

Tutto il mio errare


EDGAR LEE MASTERS

WILLIAM GOODE

A tutti nel villaggio pareva, senza dubbio,
ch’io andassi qua e là, senza scopo.
Ma qui accanto al fiume si possono vedere al tramonto
i pipistrelli dalle morbide ali svolazzare a zig-zag –
devon volare così per acchiappare del cibo.
E se avete mai perduto il cammino di notte
nel profondo del bosco accanto al guado di Miller
e infilato più strade,
dovunque la luce della Via Lattea scintillasse,
tentando di trovare il sentiero,
capireste che io cercavo la via
con lo zelo più serio, e che tutto il mio errare
era un errare a questo scopo.

(da Antologia di Spoon River, 1915 - Traduzione di Fernanda Pivano)

.

Vagabondare per cercare la propria via, viaggiare per trovare se stessi, per conoscere la verità: William Goode, uno dei personaggi dell'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, è immerso in un'inquieta ricerca, in un continuo interrogarsi che agli altri però sembra un inutile vagare senza meta.

.

THEODOR KITTELSEN, "MOLTO LONTANO IL PALAZZO DI SORIA MORIA SCINTILLAVA COME ORO"

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Il vero viaggiatore è sempre un vagabondo, con le gioie, le tentazioni e il senso dell'avventura che caratterizzano un vagabondo. Viaggiare o è "vagare" o non è viaggiare. L'essenza del viaggio è non avere doveri, né orari fissi, né corrispondenza, né vicini curiosi, né comitati di accoglienza, né destinazioni fisse.
LIN YUTANG, L'importanza di vivere

.



Edgar Lee Masters (Garnett, Kansas, 23 agosto 1868 – Melrose Park, Pennsylvania, 5 marzo 1950), poeta, scrittore e avvocato statunitense, noto soprattutto come autore dell'Antologia di Spoon River, raccolta poetica di immaginarie epigrafi tombali del cimitero dell’altrettanto immaginaria città di Spoon River.


lunedì 18 agosto 2025

Ora sai perché Ulisse torna


ENRIQUE BADOSA

ITACA DAL CIELO

Come l'hai disegnata sulla mappa,
quando eri bambino e architetto di isole!
Quante volte sei salpato per le acque ioniche...
Itaca... L'hai vista da navigatore
eppure saldamente ancorata nel viaggio di ritorno,
ultima patria di tutta l'avventura.
Non ci sono quasi foreste?... Ma è
la più frondosa di raggi di sole!
E ascolta come il vento della scogliera
la fa sussurrare con alte vele
e contemplazione.
C'è così poco da vedere?... Quale luogo migliore
di un paesaggio severo
con l'eleganza della luce ellenica,
per ricordare la sontuosità
di una vita vissuta sul mare!
Penelope, Telemaco, Argo non meno fedeli...
Anche se forse la più definitiva
è questa aridità cercata per ricordo.
Ora sai perché Ulisse torna.

(da Mappa della Grecia, 1979)

.

È una poetica del ritorno quella che esalta in questi versi il poeta spagnolo Enrique Badosa: ritorno all'isola che è sì fisicamente quel lembo di terra delle Ionie ma è anche un sogno incarnato da tanta letteratura - si pensi soprattutto a Kavafis, ma anche a Sophia De Mello Breyner Andresen, a Juan Calzadilla, a Dinos Christianopoulos. Luogo che attrae e che rimane dentro, che si trasforma in ricordo e desiderio.

.

FOTOGRAFIA © RIENPOST

.


  LA FRASE DEL GIORNO  

Tutta la Grecia è il centro della luce! / E più che mai mi chiedo, io mi chiedo, / cosa inizia e ha fine nella bellezza.
ENRIQUE BADOSA, Mappa della Grecia

.



Enrique Badosa Pedro (Barcellona, 21 marzo 1927 – 31 maggio 2021), poeta e giornalista catalano in lingua spagnola. Laureato in Lettere e Filosofia, giornalista di ABC, scrisse 21 raccolte poetiche dallo stile elegante sostenute da una solida cultura classica. Fu traduttore in catalano di Orazio e di poeti francesi e in spagnolo di opere medievali catalane.


domenica 17 agosto 2025

Il mare era color zaffiro


OSCAR WILDE

IMPRESSION DE VOYAGE

Il mare era color zaffiro, e il cielo
ardeva come un opale rovente nell'aria.
Issammo le vele; il vento soffiava favorevole
per le terre azzurre che si estendono a est.
Dalla prua scoscesa notai con occhio acuto
Zante, ogni uliveto e insenatura,
la rupe di Itaca, la cima innevata del Licaone,
e tutte le colline fiorite dell'Arcadia.
Il fruscio della vela contro l'albero maestro,
l'increspatura dell'acqua sul fianco,
l'increspatura delle risate delle ragazze a poppa,
gli unici suoni: quando l'Occidente cominciò a bruciare,
e un sole rosso cavalcò i mari,
finalmente giunsi sul suolo della Grecia!
 

(da Le poesie di Oscar Wilde, 1909)

.

Oscar Wilde, giunto a Katakolon, descrive un viaggio, quello che dal porto di Genova lo ha condotto in Grecia: non sono le impressioni che lascia intendere il titolo, quanto piuttosto una serie di transitorie visioni, come in un veloce montaggio di immagini che fanno apprezzare la meraviglia di arrivare alla sognata Grecia dei miti classici mentre il tramonto incendia il Mediterraneo.

.

IMMAGINE CREATA CON IA

.


  LA FRASE DEL GIORNO   

La Bellezza è l'unica cosa contro cui la forza del tempo sia vana. Le filosofie si disgregano come la sabbia, le credenze si succedono l'una sull'altra, ma ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, ed un possesso per tutta l'eternità.
OSCAR WILDE, Il rinascimento artistico inglese

.



Oscar Fingal O'Flahertie Wills Wilde, noto come Oscar Wilde (Dublino, 16 ottobre 1854 – Parigi, 30 novembre 1900), scrittore, aforista, poeta, drammaturgo, giornalista, saggista, e critico letterario irlandese dell'età vittoriana, esponente del decadentismo e dell'estetismo britannico. Celebre ed emblematico il suo romanzo Il ritratto di Dorian Gray.


sabato 16 agosto 2025

Lo sguardo del rospo


EUGÉNIO DE ANDRADE

TEORIA DEL VERSO

Carponi non c’è poesia;
non c’è verso
per quanto rasoterra
che non aspiri all’alto: stella
o faro che illumina l’essere
della parola.
Così il rospo:
nel lento e innocente
e smisurato sguardo del rospo
le acque sono di vetro.

(da Ufficio di Pazienza, Edizioni del Bradipo, 1997 - Traduzione di Carlo Vittorio Cattaneo)

.

Cos'è che ci colpisce di più in una poesia? È quella sua essenza, quel "quid" che la rende superiore, che la innalza dalla prosaicità, quell'intuizione, quella luce che la attraversa e la eleva, quel “faro che illumina l'essere” come nota il poeta portoghese Eugénio de Andrade.

.

FOTOGRAFIA © LAURA SEAMAN/UNSPLASH

.


  LA FRASE DEL GIORNO 

Su un piatto della bilancia, un verso basta / a pesare la mia vita sull'altro.
EUGÉNIO DE ANDRADE, Ufficio di Pazienza

.



Eugénio de Andrade, pseudonimo di José Fontinhas Rato (Póvoa do Atalaia, 19 gennaio 1923 – Porto, 13 giugno 2005), poeta e scrittore portoghese, tradusse García Lorca, Borges, Saffo e Ritsos. Della sua opera José Saramago disse che è una "poesia del corpo cui si arriva attraverso una depurazione continua”.


venerdì 15 agosto 2025

Un dolce vuoto


MAURIZIO CUCCHI

LA VACANZA CI APRE

La vacanza ci apre un dolce vuoto
di sospensione piena e alla partenza
ci agita e respira infinita.
Amo la gente del mese d’agosto,
che galleggia nell’aria
e nel tempo assopito.
Amo la folla anonima,
che esplora i viali quieta
e ride al mare in un caffè all’aperto.

Col cappellaccio in testa,
sono già qui che aspetto la corriera.
Mi volto sempre indietro,
negli occhi ho la salita,
ma intanto l’isola è sparita.

(da L'ultimo viaggio di Glenn, Mondadori, 1999)

.

"Il dolce vuoto", quel tempo sospeso in cui la vacanza è raccolta, in cui le abitudini e le incombenze vengono rallentate o dimenticate: mi servo dei versi del poeta milanese Maurizio Cucchi per augurare uno spensierato Ferragosto a tutti voi che leggete queste pagine.

.

FOTOGRAFIA © CONNOR MCMANUS/PEXELS

.


  LA FRASE DEL GIORNO   

Coraggio uomo. Sappi apprezzare questa villeggiatura, questo mutare una volta tanto, come l’aria, il punto di vista… ti aiuta a deporre la spoglia, per qualche istante a fingerti Dio.
PAUL KLEE




Maurizio Cucchi (Milano, 20 settembre 1945), poeta, critico letterario, traduttore e pubblicista italiano. Laureatosi all'Università Cattolica di Milano con una tesi su Nelo Risi e Andrea Zanzotto, la sua poesia è una faticosa ricerca che sfoglia il passato strato a strato e ridispone gli elementi, sovrapponendoli a visioni oniriche, ricostruendo la figura paterna.


giovedì 14 agosto 2025

Così, nessuno ti potrà amare


GUSTAVO ADOLFO BÉCQUER

TORNERANNO LE NERE RONDINI

Torneranno le nere rondini
e appenderanno i nidi sul tuo balcone,
e un'altra volta con l'ala sui vetri
chiameranno per gioco;

ma quelle che frenavano il volo,
per contemplare la tua bellezza e la mia gioia,
quelle che impararono i nostri nomi,
quelle…non torneranno!

Torneranno le folte madreselve
per scalare le mura del tuo giardino,
e ancora una volta di sera, sempre più belli,
si apriranno i loro fiori;

ma quelle tempestate di rugiada,
le cui gocce guardavamo tremare
e cadere come lacrime del giorno…,
quelle…non torneranno!

Torneranno le parole ardenti dell’amore
a risuonare nelle tue orecchie;
il tuo cuore dal suo profondo sonno
si potrà forse risvegliare;

ma muto e assorto e inginocchiato,
come si adora Dio sull’altare,
come io ti ho amato…; disingànnati:
così, nessuno ti potrà amare!

(da Rime, 1871)

.

Nella cinquantatreesima delle sue Rime il poeta spagnolo Gustavo Adolfo Bécquer traccia una separazione netta tra il passato e il futuro: la felicità, la gioia amorosa è relegata nei giorni andati, a quei tempi in cui poteva dire "Oggi la terra e i cieli mi sorridono, / oggi giunge al fondo della mia anima il sole, / oggi l’ho vista…, l’ho vista e mi ha guardato…" Non ci sarà più l'intensità di quell'amore, forse per l'amata che si è allontanata ritornerà quello dei sensi, ma l'amore che mira verso l'alto, quello che è puro spirito non ritornerà.

.

FOTOGRAFIA © ROBERT SO/PEXELS

.


  LA FRASE DEL GIORNO   

Abbiamo dato forme reali a un fantasma, / una ridicola invenzione della mente, / e, dopo aver creato l'idolo, abbiamo sacrificato / il nostro amore sul suo altare.
GUSTAVO ADOLFO BÉCQUER, Rime

.



Gustavo Adolfo Claudio Domínguez Bastida, più noto come Gustavo Adolfo Bécquer (Siviglia, 17 febbraio 1836 – Madrid, 22 dicembre 1870), poeta, scrittore e giornalista spagnolo. Il suo ideale poetico è lo sviluppo di una lirica intimista, espressa con sincerità, semplicità, musicalità di forma e facilità di stile, ispirata da Heine, Byron e De Musset e che a sua volta ispirerà i modernisti spagnoli.


mercoledì 13 agosto 2025

Da San Marco a Rialto


EVGENIJ REJN

CANAL GRANDE

A Girolamo Marcello

Da un palazzo all’altro, dondolando sul vaporetto,
guardando la ruggine spenta di un colore bruciato,
sotto la pioggia di vetro dell’Adriatico, made in Murano,
e nella scia della tranquilla carovana
mi aprivo un varco da San Marco a Rialto
per un pertugio di legno marcio e di basalto.
E i pilastri, i balconi, i frontoni, le palafitte intagliate,
le imposte, e i gradini nell’acqua bassa, le trine,
e gli altri arabeschi di pietra s’increspavano nel canale,
e i fianchi del vaporetto respingevano i frantumi.
Nell’umido crepuscolo l’imbarcadero
s’avanzava coi lampioni colorati, e sull’orlo il tavolato
irrequieto mandava bagliori di perla,
la città s’offuscava e lampeggiava, nell’aere torbido
della sera, d’increspatura veneziana,
e gravava con una ciocca tinta scompigliata;
come scostando dalla fronte un capello spezzato,
Venezia diceva, modulando la voce:
“Lasciatevi guardare, voi che accanto mi passate,
di faccia e di profilo, e di tutto il visibile,
nella luce che si spegne prima della vera notte,
lasciatevi guardare da vicino, coi miei occhi.
Voi girate con la giostra del Tempo,
dall’ombra uscite nella festa del mattino,
avanzando assieme all’acqua del canale
verso la barriera con cui m’incorniciò
la storia, moltiplicata per la pietra.
Punto e basta. E dico: Amen!
Voglio dire nella lingua del clamore
dalle feritoie del vecchio bastione,
dalle piazze, dai mercati, dalle torri campanarie,
che la legge veramente sta alla vostra volontà.
Io rimango. Voi passate. Così dev’essere,
non sono ancora un colonnato in rovina,
sono tutta intera e giungerò in capo al mondo,
come un mortaio che spara nell’eternità.
Passerete, ma San Marco resterà,
una barca deserta se ne andrà per il canale,
nessuno sui ponti, sul litorale,
e allora leverò lo sguardo al cielo e – O Dio! –
lassù, nella confusa lontananza, dove
sfreccia un asteroide,
il mio ultimo spettatore socchiuderà gli occhi”.

(da Poesia, 193 - Aprile 2005 - Traduzione di Mirella Meringolo)

.

Il sovraffollamento turistico è l'ultima piaga che attenta alla vita di Venezia. Ma la città che sorge dalle acque della laguna ne ha viste tante nella sua storia secolare e sicuramente supererà anche questa. A darle voce in questi versi è il poeta russo Evgenij Rejn, che la percorre in lungo e in largo.

.

FOTOGRAFIA © WOLFGANG/PEXELS

.


  LA FRASE DEL GIORNO   

A Venezia si potrebbe vivere a lungo anche da soli e posso capire come ai tempi del suo splendore e della sua libertà i suoi figli l'abbiano quasi personificata nel loro amore e l'abbiano amata non come una cosa ma come un essere. 
GEORGE SAND, Storia della mia vita

.



330px-Rein_Jevgeni.IMG_7050

Evgenij Borisovic Rejn (San Pietroburgo, 29 dicembre 1935),  poeta e scrittore russo, Negli anni '60, insieme a Joseph Brodskijy , Dmitri Bobyshev e Anatoly Naiman, animò gli Orfani della Achmatova, gruppo poetico di Leningrado. Le sue poesie furono pubblicate su samizdat e giornali clandestini sovietici.


martedì 12 agosto 2025

Centenario di Donald Justice


Donald Justice, poeta statunitense, nacque a Miami il 12 agosto del 1925. Acclamato come "l'erede supremo di Wallace Stevens", nelle sue poesie si dimostrò cantore della memoria vivente americana, risalendo all'infanzia, ricostruendo quei piccoli villaggi con i portici e le chiese bianche della provincia. Con voce malinconia, ha indagato i timori e le riconciliazioni di quel tempo perduto.

.

FOTOGRAFIA © SUN SENTINEL

.


IL POETA A SETTE ANNI

Sul portico, capovolta una sedia,
Il bimbo ha steso una coperta sporca
contro la pioggia lunga e maestosa
strisciandoci a gattoni come un orso,
nella tana a leccarsi le ferite.
E poi ancora nel cortile ventoso,
lancia a mano tesa un aereo di carta.
fragile effimera nell'aria infida.
Le sere d'estate girava sempre
più in tondo finché la terra ubriaca
saliva a incontrarlo; o si accovacciava
tra le erbacce del terreno incolto,
aspettando il tramonto e qualche caro
che lo portasse a casa con dolcezza.

(da Gli anniversari estivi, 1960)

.


UNA MAPPA DELL'AMORE

Il tuo viso più di quello degli altri
mappa i luoghi ricordati a metà
in cui sono giunto mentre dormivo —
continenti che un sogno aveva tenuto
segreti a tutti quelli che erano desti
finché mi sono svegliato davanti al tuo volto,
e ho ricordato la costa,
e l'interno buio.

(da Gli anniversari estivi, 1960)

.


Un’altra poesia di Donald Justice sul Canto delle Sirene:

.


  LA FRASE DEL GIORNO   

La nostalgia arriva con l’odore della pioggia.
DONALD JUSTICE, Il creatore del tramonto

.



Donald Rodney Justice (Miami, Florida, 12 agosto 1925 – Iowa City, Iowa, 6 agosto 2004), poeta e librettista statunitense. Ha pubblicato tredici raccolte: la prima,Gli anniversari estivi, vinse il Lamont Poetry Prize assegnato dall'Academy of American Poets nel 1961; Poesie scelte ottenne il Premio Pulitzer per la poesia nel 1980.


lunedì 11 agosto 2025

Io ti sento tacere da lontano


VINCENZO CARDARELLI

DISTACCO

Io ti sento tacere da lontano.
Odo nel mio silenzio il tuo silenzio.
Di giorno in giorno assisto
all’opera che il tempo,
complice mio solerte, va compiendo.
E già quello che ieri era presente
divien passato e quel che ci pareva
incredibile accade.
Io e te ci separiamo.
Tu che fosti per me più che una sposa!
Tu che volevi entrare
nella mia vita, impavida,
come in inferno un angelo
e ne fosti scacciata.
Ora che t’ho lasciata,
la vita mi rimane
quale un’indegna, un’inutile soma,
da non poterne avere più alcun bene.

(da Poesie, 1942)

.

Il distacco, la fine di un amore, è un'esperienza con cui molti si trovano a dover fare i conti. È un legame che si spezza, un'appartenenza che viene meno e che lascia strascichi: dolore, rimpianto, perdita, spaesamento. Lo sa bene il poeta Vincenzo Cardarelli che, sconsolato, scrive: "Ora sì, posso dire / che m'appartieni / e qualche cosa fra di noi è accaduto / irrevocabilmente. / Tutto finì, così rapido! / Precipitoso e lieve / il tempo ci raggiunse. / Di fuggevoli istanti ordì una storia / ben chiusa e triste. / Dovevamo saperlo che l'amore / brucia la vita e fa volare il tempo".

.

IMMAGINE CREATA CON IA

.


  LA FRASE DEL GIORNO   

La tua assenza che tumultuava, / nel vuoto che hai lasciato, / come una stella.
VINCENZO CARDARELLI, Poesie

.



Vincenzo Cardarelli, nato Nazareno Caldarelli (Corneto Tarquinia, 1º maggio 1887 – Roma, 18 giugno 1959), poeta, scrittore e giornalista italiano. Sorta dall’Avanguardia degli Anni Dieci, la sua poetica rivela influssi dell’espressionismo linguistico e del frammentismo, ad esprimere  temi come lo sradicamento, il viaggio, l'adolescenza, la perdita di identità.


domenica 10 agosto 2025

Un’infinita nave di stelle


ENRIQUETA OCHOA

LA NOTTE DELLA PIOGGIA DI STELLE

Un fenomeno celeste era stato annunciato in anticipo.  Giunto il giorno stabilito, corremmo fuori a contemplare la notte. Eravamo come cavallette nervose che saltavano da una parte all'altra, per osservare come un'infinita nave di stelle naufragava nel mare del cielo.

(da Assalti alla memoria, 2004)

.

La poesia di Enriqueta Ochoa mira al recupero di un passato mitologico e alla percezione inconscia della saggezza collettiva che ha attraversato i millenni. Porsi di fronte al paesaggio, agli elementi naturali, al cosmo popolato di stelle in questo caso, è il suo modo per costruire un universo poetico in cui uomini e donne sono un tempio al cui centro brilla quella forza.


FOTOGRAFIA © NEALE LA SALLE/PEXELS

.


  LA FRASE DEL GIORNO   

Ho fame di essere / e mi siedo vicino alla finestra / masticando stelle.
ENRIQUETA OCHOA, Le vergini terrene

.



Enriqueta Ochoa (Torreón, 2 maggio 1928 – Città del Messico, 1º dicembre 2008),  poetessa messicana. La sua poeisa affronta temi di religiosità, misticismo e sogno con stile intimo e trasparente.  Ha profonde radici cristiane e rappresenta Dio maschio e femmina, “un'unità amorosa, una copulazione universale, una partecipazione mistica integrale senza confini né divisioni”.


sabato 9 agosto 2025

Questo presente


GIOVANNI RABONI

NON DI QUESTO PRESENTE ORA

Non di questo presente ora bisogna
vivere – ma in esso sì: non c’è modo,
pare, d’averne un altro, non c’è chiodo
che scacci questo chiodo. Né a chi sogna

va meglio, che le più volte si infogna
a figurarlo, e fa più groppi al nodo
se cerca di disfarlo (sta nel todo
che si crede nel nada, sempre) o agogna,

ma con che lama? troncarlo. La mente
infortunata non ha altra fortuna,
dunque, che nel pensiero? Certo a niente

più la mia si consola che se in una
deposizione o un offertorio gente
dispersa solennemente s’aduna.

(da Ogni terzo pensiero, Garzanti, 1993)

.

"Non di questo presente ora bisogna vivere- ma in esso sì…" dice Giovanni Raboni. Non c'è scelta dunque, il tempo che ci è toccato in sorte, questo flusso continuo degli eventi in cui siamo immersi è tutto ciò che abbiamo. Neppure il sogno, effimera evasione, è in grado di proporre una concreta via di fuga. In qualche modo dobbiamo allora accontentarci che la mente si tuffi "impavida nell’orrida / dolcezza del presente".

.

RENÉ MAGRITTE, "IL MAESTRO DI SCUOLA"

.


  LA FRASE DEL GIORNO   

La vita è questa cosa, la cosa in cui si sta, in cui non si può non continuare a stare anche quando teoricamente la vita finisce.
GIOVANNI RABONI, Corriere della Sera, 18 ottobre 2005

.



Giovanni Raboni (Milano, 22 gennaio 1932 – Fontanellato, 16 settembre 2004), poeta, critico letterario, giornalista, traduttore e scrittore italiano appartenente alla "generazione degli anni Trenta. Nel solco della tradizione lombarda, elaborò sin dalla prima raccolta Le case della Vetra (1966) una poetica d'intonazione civile ma anche esistenziale con toni piani e sommessi.


venerdì 8 agosto 2025

Le tue isole


BARTOLO CATTAFI

ISOLE

Vengono le tue isole
affiorano a poco a poco
o di colpo risplendono
l’affilato profilo
l’arcipelago
le tue terre al sole e alla nebbia
fondate sul nulla
timorose d’un soffio
con quanta vita alle spalle
che mare navigato.

(da L'osso, l'anima, 1964)

.

Le isole vagheggiate, le isole sognate nei lunghi anni trascorsi in giro per l'Europa: le Eolie che il poeta siciliano Bartolo Cattafi vedeva nel suo avvicinamento alla natia Barcellona Pozzo di Gotto. "Ma", come ricorda lui stesso "vi è anche un altro tipo di isole lontane, la cui lontananza non è misurabile con l’apertura del compasso (...) Una lontananza di natura non tanto geografica, quanto astratta, psicologica. Un isolamento non dovuto soltanto al mare, ma alla solitudine, all’abbandono, all’oblio in cui codeste isole vengono lasciate e in cui talvolta gli isolani stessi si stendono e si dondolano, come un’amaca, sognando ad occhi aperti benefici cambiamenti futuri".

.

FOTOGRAFIA © TOMMASO PUGLIESE/PIXABAY

.


  LA FRASE DEL GIORNO   

Comunque ero caduto in tentazione. / Era questo lo scopo delle isole.
BARTOLO CATTAFI, L'osso, l'anima

.



Bartolo Cattafi (Barcellona Pozzo di Gotto, 6 luglio 1922 – Milano, 13 marzo 1979),  poeta italiano. La sua poesia spazia sui dilemmi esistenziali con sensibilità di diarista, spesso con uno sguardo metafisico dove sono protagonisti il vuoto e la solitudine. Nei suoi versi il tema del viaggio è una costante metafora del vivere.


giovedì 7 agosto 2025

Vagare per le strade


BALDOMERO FERNÁNDEZ MORENO

LA STRADA

La strada, amico mio, è una vestita sirena
che ha luce, profumo, ondulazione e canto.
Vagare per le strade ti fa dimenticare la tua pena,
te lo dico io che ho vagato così tanto.

Tu scivoli in mezzo al mare di gente,
non hai quasi bisogno di camminare,
sei come una foglia secca, indifferente,
che scorre o non scorre come piace al mare.

E infine vedi tutto come se stessi sognando:
l'uomo, la donna, la macchina, il bosco.
Il mondo, in un turbine, scorre come rotolando.
Tu stesso non sei che un'altra cosa che rotola.

(da Città, 1917)

.

Il poeta argentino Baldomero Fernández Moreno si perde nei quartieri  di Buenos Aires, è un Odisseo che si lascia tentare dalla strada-sirena, che si lascia portare dalla folla come se si abbandonasse alla sua volontà. E va in quel turbine, in quella ressa, in cui tutto si confonde come un sogno.

.

FOTOGRAFIA © PXHERE

.


  LA FRASE DEL GIORNO   

L'uomo s'insinua nella folla chiassosa per soffocare il tumulto del proprio silenzio.
RABINDRANATH TAGORE, Uccelli migratori

.



Baldomero Fernández Moreno (Buenos Aires, 15 novembre 1886 - 7 giugno 1950), poeta e medico rurale argentino. La sua poesia, universale e profondamente nazionale allo stesso tempo, ha immortalato l'estetica dei quartieri di Buenos Aires e la calda placidità delle province e le loro caratteristiche rurali.