domenica 28 marzo 2021

Senza aver bisogno di uscire


JUAN CALZADILLA

ITACA

È più facile arrivare per chi è dentro
che per chi viene da fuori.
Non è necessario che avanzi a piedi lentamente
o di corsa, che sappia la direzione
o che la cerchi.
Né che dia segno di stare per arrivare,
leggero o sfinito, per i campi,
per strade, boschi
o crocevia.
Non importa il mezzo di trasporto,
lento o rapido,
né la velocità con cui percorre
la strada né il trascorrere delle ore.
Conoscendo bene il posto, non dovrà attraversare
la soglia
né aprire la porta per avvertire,
come Ulisse, che è arrivato.
E così, dentro, in casa, sono riuniti
insieme a lui, al caldo del camino, alcune braccia,
alcune labbra, alcuni sguardi.
Basterà che senta che è nella sua casa
per sapere in quello stesso momento
che, senza aver bisogno di uscire,
è già arrivato. è già arrivato.

(da Diario senza soggetto, 1999)

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Itaca, il ritorno a casa dell’eroe, è un tema che interessa molto i poeti: dalla celeberrima poesia di Konstantinos Kavafis (Quando ti metterai in viaggio per Itaca / devi augurarti che la strada sia lunga / fertile in avventure e in esperienze) a quella di Dinos Christianopulos (Ora torno con un estremo sforzo / di apparire irreprensibile e integro, torno / e sono, mio Dio, come il figliuol prodigo). Il poeta venezuelano Juan Calzadilla gioca con un paradosso: l’eroe è già a Itaca, è già dentro la casa, non arriva perché è già arrivato senza bisogno di arrivare.


IMMAGINE DA “THE GUARDIAN”

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LA FRASE DEL GIORNO
La ribellione dell'uomo finisce / nel suo desiderio di essere libero. /  E più spesso in pantofole / che lo separano dal suo desiderio.
JUAN CALZADILLA, La nuova Itaca




Juan Calzadilla (Altagracia de Orituco, 16 maggio 1931), poeta, pittore e critico d'arte venezuelano. Esordì nel 1954 con Prime poesie, promuovendo visioni d'avanguardia, incentrate sul surrealismo, con una militanza attiva e ribelle, prodotto dell'effervescenza politica e sociale. Fondò le riviste El techo de la ballena e Imagen (l984).


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