Statistiche web

giovedì 6 gennaio 2022

Nelle antiche leggi


THOMAS STEARNS ELIOT

IL VIAGGIO DEI MAGI

Fu un freddo avvento per noi,
Proprio il tempo peggiore dell’anno
Per un viaggio, per un lungo viaggio come questo
Le vie fangose e la stagione rigida
Nel cuore dell’inverno.
E i cammelli piagati, coi piedi sanguinanti, indocili
Sdraiati nella neve che si scioglie.
Vi furono momenti in cui noi rimpiangemmo
I palazzi d’estate sui pendii, le terrazze,
E le fanciulle seriche che portano il sorbetto.
Poi i cammellieri che imprecavano e maledicevano
E disertavano, e volevano, donne e liquori,
E i fuochi notturni s’estinguevano, mancavano ricoveri,
E le città ostili e i paesi nemici
Ed i villaggi sporchi e tutto a caro prezzo:
Ore difficili avemmo.
Preferimmo viaggiare di notte,
Dormendo solo a tratti,
Con le voci che cantavano agli orecchi, dicendo
Che questo era tutta follia.

Poi all’alba giungemmo a una valle più tiepida,
Umida, sotto la linea della neve, tutta odorante di vegetazione;
Con un ruscello in corsa ed un molino ad acqua che batteva il buio,
E tre alberi contro il cielo basso,
E un vecchio cavallo bianco al galoppo sul prato.
Poi arrivammo a una taverna con l’architrave coperta di pampini,
Sei mani ad una porta aperta giocavano a dadi monete d’argento,
E piedi davano calci agli otri vuoti.
Ma non avemmo alcuna informazione, e così proseguimmo
Ed arrivati a sera non un solo momento troppo presto
Trovammo il posto; cosa soddisfacente voi direte.

Tutto questo fu molto tempo fa, ricordo,
E lo farei di nuovo, ma considerate
Questo considerate
Questo: ci trascinarono per tutta quella strada
Per una Nascita o per una Morte? Vi fu una Nascita, certo,
Ne avemmo prova e non avemmo dubbio. Avevo detto nascita e morte
Ma le avevo pensate differenti; per noi questa Nascita fu
Come un’aspra ed amara sofferenza, come la Morte, la nostra morte
Tornammo ai nostri luoghi, ai nostri Regni,
Ma ormai non più tranquilli, nelle antiche leggi,
Fra un popolo straniero che è rimasto aggrappato ai propri idoli.
Io sarei lieto di un’altra morte.

(da Collected poems 1909-1935, 1936)

.

È, questa di Thomas Stearns Eliot, poesia di circostanza: il poeta statunitense accettò infatti di scrivere cinque poesie da stampare in una serie di cartoline natalizie da uno scellino per i suoi editori, Faber and Gwyer. Il viaggio non è solo quello dei Magi in rotta verso Betlemme, ma è anche quello di ogni uomo verso la conoscenza o verso la fede – lo stesso Eliot si era convertito al cristianesimo proprio in quell’anno, il 1927. E risalta il disagio emotivo tipicamente eliotiano, quel suo monologare che rivela le cose poco a poco, utilizzando un simbolismo tutto da decifrare: i tre alberi, in fondo non sono che le tre croci del Golgota, a rievocare quell’incrocio tra nascita e morte che percorre tutta la poesia.

.

IMMAGINE © KOLBE TIMES

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Là dove poco o niente c’era / una stella cadde dall’alto cielo / e come se i suoi raggi fossero acqua viva / Il deserto si trasformò in un esteso verde.
ERNEST BRYLL, Canto di Natale




Thomas Stearns Eliot, (Saint Louis, Missouri, 26 settembre 1888 – Londra, 4 gennaio 1965), poeta, saggista, critico letterario e drammaturgo statunitense naturalizzato britannico. Premiato nel 1948 con il Nobel per la letteratura, è stato autore di diversi poemi, alcuni dei quali destinati al teatro: Il canto d'amore di J. Alfred Prufrock, La terra desolata, Quattro quartetti e Assassinio nella cattedrale.


mercoledì 5 gennaio 2022

Come nota in armonia


CLEMENTE REBORA

IL CONSOLATORE

E qui, senza riparo né scampo,
senza inganno né fuga,
io vivo con voglia nel tempo;
e del sangue di tutti è il mio polso.
Come canto in melodia,
come nota in armonia,
nell’amor della gente mi paleso:
e vil mi sembra quando con tormento
la voce si smarrisce appena mia.
Come vena profonda alle radici,
come pioggia feconda,
rinascer tento negli altri felici:
e torvo asseto quando la rinuncia
chiuso mi rende dove aperto fui.
Come mamma nella fame
tutto ai bimbi dona il pane,
così m’è grato confortare altrui
mentre rotolo dentro.

(da Frammenti lirici, La Voce, 1913)

.

Un costante desiderio di purezza spirituale percorre come un filo rosso tutta la poesia di Clemente Rebora, dagli anni in cui fu combattente come soldato di fanteria a quelli in cui fu insegnante e poi sacerdote dopo aver trascorso sette anni nel Convento rosminiano di Monte Calvario a Domodossola. Dal contrasto tra lo slancio immanentistico verso l’opera umana e il disgusto del mondo emerge infine  a placare la crisi l’armonia ritrovata con l’apertura verso quanto lo circonda, verso la collettiva umanità.

.

FRANCESCO HAYEZ, "AUTORITRATTO IN UN GRUPPO DI AMICI"

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Sono un cane da fiuto del divino nell'umano.
CLEMENTE REBORA, Lettere




Clemente Luigi Antonio Rèbora (Milano, 6 gennaio 1885 – Stresa, 1º novembre 1957) poeta italiano. Dopo una giovinezza inquieta alla ricerca di una dimensione trascendente, prese parte alla Prima guerra mondiale rimanendo ferito sul Podgora. Nel 1928 una crisi religiosa lo avvicinò alla fede cattolica: nel 1936 fu ordinato sacerdote.


martedì 4 gennaio 2022

Il poeta sopravvive


LEONARDO SINISGALLI

POST SCRIPTUM

Qualcuno gode nell’orto
la sua ora di delizia,
qualcuno forsennato
scrive versi tra le ceste di noci,
qualcuno raschia il tartaro dalle botti
nei sottani. A mezza età
il poeta sopravvive. La sua fortuna
durò un soffio, un lampo
la sua grazia.

(da La vigna vecchia, Mondadori, 1956)

.

“Il poeta sopravvive”: è il poeta mezzo contadino e mezzo tecnologico di Leonardo Sinisgalli che risponde a suo modo alla crisi del mondo moderno, che è crisi sociale e culturale. Rimane lì, con il suo mestiere di artigiano delle parole capace però di etica e di estetica, a testimoniare quel lampo di grazia che è apparso nella memoria e nel sentimento.

.

GIORGIO DE CHIRICO, "LE MASCHERE"

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Siamo legati / dalla miseria della vita. / Ci parliamo piegandoci controvento.
LEONARDO SINISGALLI, La vigna vecchia




Leonardo Sinisgalli (Montemurro, 9 marzo 1908 – Roma, 31 gennaio 1981), poeta,  saggista e critico d'arte italiano. Noto come Il poeta ingegnere per il fatto che lavorò per Olivetti e Pirelli e per aver fatto convivere nelle sue opere cultura umanistica e cultura scientifica. Fondò e diresse la rivista “Civiltà delle macchine”.


lunedì 3 gennaio 2022

Poesie per gennaio VIII


Gennaio, che prende il nome da Giano (Ianus), il dio romano dai due volti in grado di guardare il passato e il futuro contemporaneamente, è la porta (latino ianua) dell’anno: è tempo di passaggio e di mutamento, portando con sé il nuovo anno, cui dà principio. Anche la terra sembra ricominciare, torna daccapo con la sua veste stagionale, come nota Arturo Graf. Quel mondo tutto nuovo, ricoperto dal biancore della neve, più luminoso dopo il solstizio, ha un’intima atmosfera che coglie anche Rainer Maria Rilke.

.

FOTOGRAFIA © PXHERE

.

.

ARTURO GRAF

FLORA NIVALIS

Bianco di neve, lucido di gelo,
Grandeggia il bosco in cupo sonno immerso:
Scintillante di stelle, algido, terso,
Traspar fra i rami irrigiditi il cielo.

E la crescente luna di gennajo,
Che nel sommo del ciel splende falcata,
Sembra una squamma d’oro intarsïata
In uno specchio di brunito acciajo.

Trema per l’alta notte e pei divini
Soporati silenzii a quando a quando
Teneramente doloroso e blando
Un gorgheggio di flauti e di clarini.

Chi è costei che così sola e franca
Per la foresta, in mezzo all’ombre, incede,
E segna appena con lo scarso piede
In suo cammin la intatta neve e bianca?

Chi è costei che in verde gonna, cinta
L’aureo capo di sì pia corona,
Raggia da tutta la gentil persona
Il dolce lume onde l’aurora è tinta?

Di quanti fior la primavera i piani
Allieta e i clivi ed ogni erboso lembo,
Tu fiorite hai le trecce e pieno il grembo,
E piene, o cara, ambe le bianche mani.

O donzelletta, cui benigno elesse
A così nova meraviglia il cielo,
Stringe ogni gleba aspro e tenace il gelo:
Tu dov’hai colta sì gioconda messe?

O cara e pia! se amor non anche è morto,
Spargi lungo la via; spargi i tuoi fiori:
Troppo è la via selvaggia ed aspra, e i cuori
Vengon men per l’angoscia e lo sconforto.

(da Morgana, Treves, 1901)

.

.

.

.

RAINER MARIA RILKE

PAESAGGIO INVERNALE

Respirano lievi gli altissimi abeti
racchiusi nel manto di neve.
Più morbido e folto quel bianco splendore
riveste ogni ramo, via via.

Le candide strade si fanno più zitte:
le stanze raccolte, più intense.
Rintoccano l'ore. Ne viene
percosso ogni bimbo, tremando.
Di sovra gli alari, lo schianto di un ciocco
che in lampi e faville, rovina.

In niveo brillar di lustrini
il candido giorno là fuori s'accresce,
diviene sempiterno, infinito.

(da Liriche, Sansoni, 1942 – Traduzione di Vincenzo Errante)

.

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Il mese di gennaio, tempo degli auguri; quindi per buona sorte, Dio, pane, buoni ospiti.
PROVERBIO POLACCO




Arturo Graf (Atene, 19 gennaio 1848 – Torino, 31 maggio 1913), poeta, aforista e critico letterario italiano. La sua poesia, improntata a un pessimismo fra romantico e positivista tipico delle leggende medievali, si andò sempre più aprendo ad aneliti di speranza e di fede, e a un interesse vivo per la natura e la realtà.


René Karl Wilhelm Johann Josef Maria Rilke, noto come Rainer Maria Rilke (Praga, 4 dicembre 1875 – Les Planches, 29 dicembre 1926), scrittore, poeta e drammaturgo austriaco di origine boema. È celebre soprattutto per le Elegie duinesi  i Sonetti a Orfeo e I quaderni di Malte Laurids Brigge. La sua poesia, influenzata da Nietzsche, vede una realtà senza consolazioni.


domenica 2 gennaio 2022

Centenario di Blaga Dimitrova


Blaga Dimitrova, poetessa bulgara, nasceva il 2 gennaio di cento anni fa a Byala Slatina. Inviata in Unione Sovietica per divenire una scrittrice, seguì da principio le linee guida intellettuali del partito, distaccandosi già agli inizi degli Anni Sessanta virando verso una lirica più intimista sfociata in aperta ribellione al regime comunista dopo il Maggio ‘68: fu attaccata dalla stampa e le sue opere furono confiscate. Nel gennaio 1992 fu eletta vicepresidente,ma si dimise diciotto mesi dopo, delusa dalla politica, in contrasto con il presidente Želev. Conosciuta in particolare per le sue appassionate poesie d’amore, seppe apportarvi un tono meditativo e drammatico.

.

BLAGA DIMITROVA CON LA BAMBINA VIETNAMITA ADOTTATA NEL 1967.

.

.

SENZA AMORE

Da questo momento vivrò senza amore.
Libera dal telefono e dal caso.
Non soffrirò. Non avrò dolore né desiderio.
Sarò vento imbrigliato, ruscello di ghiaccio.

Non pallida per la notte insonne -
ma non più ardente il mio volto.
Non immersa in abissi di dolore -
ma non più verso il cielo in volo.
Non più cattiverie - ma nemmeno
gesti di apertura infinita.
Non più tenebre negli occhi, ma lontano
per me non s'aprirà l' orizzonte intero.

Non aspetterò più, sfinita, la sera -
ma l'alba non sorgerà per me.
Non mi inchioderà, gelida, una parola -
ma il fuoco lento non mi arderà.
Non piangerò sulla crudele spalla -
ma non riderò più a cuore aperto.
Non morrò solo per uno sguardo -
ma non vivrò realmente mai più.

1958

(da A domani, 1959 - Traduzione di Valeria Salvini)

.

.

TUTTO È AMORE

Non aver fretta! - mi sussurrava una segreta voce. -
Non è matura l'ora dell'amore! -
Ed io, incorreggibile disubbidiente,
Soltanto a lei, Dio, ho dato ascolto -
né io stessa so il perché.

Non aver fretta! - E i grappoli tintinnano -
le campane di pioggia e di bronzo solare,
e nelle botti il vino sogna la tempesta,
si inaridiscono e si screpolano le labbra,
salate da una goccia di sangue.

Mistero d'amore, io non ti ho riconosciuto
nello sbocciare istantaneo della primavera.
Come è tangibile ciò che non sfioriamo,
come il calice non bevuto inebria,
come tutto è amore!

(da Voce, 1985 – Traduzione di Valeria Salvini)

.

.

Altre poesie di Blaga Dimitrova sul Canto delle Sirene:

.

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Cercami nelle parole / che non ho trovato.

BLAGA DIMITROVA, Sull’orlo




Blaga Nikolova Dimitrova (Bjala Slatina, 2 gennaio 1922 – Sofia, 2 maggio 2003), poetessa, scrittrice e politica bulgara, vicepresidente della Bulgaria dal gennaio 1992 al luglio 1993. Nel tempo la sua poetica passò da tematiche sentimentali che la portarono a scrivere prevalentemente liriche d'amore ad un maggiore impegno sociale e politico.


sabato 1 gennaio 2022

Il brillante d’una stella


ARTURO ONOFRI

CAPODANNO

O timidi arrivi del celeste, sul far della sera, fra le sfumanti nuvole e gli strappi sui tetti cupi!
   Un fremito come d'alba, un arpeggio sfiorato di risvegli, anima gli scialbi abbandoni di cose ed uomini sonnolenti, in questo ammantato crepuscolo di capodanno.
   Alla tavola non sparecchiata, due seggiole puntigliose si voltano ancora le spalle. Sulla tovaglia avvizzita, spicchi di cristallerie stanche e d'argenti soffrono in silenzio: gialli e rossi di bucce e di fiori spenti, sbadigli oblunghi di tazze e coppe sbevute.
   Ma in fondo alla sera, nell'azzurro diaccio dell'aria, vacilla solo il brillante d'una stella.

(da Orchestrine. Arioso, Neri Pozza, Venezia 1959)


Annuncia la rinascita quella stella brillante che sorge sulla stanchezza di un Capodanno trascorso a tavola in questi versi del poeta romano Arturo Onofri. Non c’è miglior augurio per questo 2022 che nasce, sperando che possa definitivamente liberarci dalla tenaglia della pandemia.

Buon anno!

.

IMMAGINE © DAVART1995

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
È importante che, quando iniziamo il nuovo anno, guardiamo avanti. Dovremmo proiettare la nostra intenzione in avanti, in modo da rendere quest'anno significativo.
TENZIN GYATSO, Lion’s Roar, 2 gennaio 2018




Arturo Onofri (Roma, 15 settembre 1885 – 25 dicembre 1928), poeta e scrittore italiano, tra i massimi poeti metafisici del Novecento. Aderì al Frammentismo, che costruisce le opere per mezzo di eventi slegati: i suoi versi prosastici fanno da contraltare alle prose abbellite da un’illuminazione lirica. La sua opera fu influenzata dall’incontro con Rudolf Steiner.


venerdì 31 dicembre 2021

L’anno finisce


SIBILLA ALERAMO

ROSA DELL'ANNO

Arrivai una volta,
che un anno finiva,
in un paese di mare,
era sera era freddo
io nessuno conoscevo,
saliva alla stanza
gelida e vasta
suono di danza
e, di più lontano,
l'ansito del mare.
Così m'addormii, né più ricordo
se in sogno piansi.
Una rosa ricordo
che il domani mi comprai,
nella stanza portai
per me sola il giorno
che l'anno incominciava,
bella e bianca fiorita
per me nel mattino del gelo,
e il mare che si lamentava.

Ancora in una sera
che l'anno finisce,
vasta è la stanza
ma c'è fuoco ed è mia,
lungi è il mare,
lungi chi vorrei con me, e tace,
sono sola come quella
che nella sera lontana
sì freddo aveva,
udiva il lamento del mare,
ancor non conosceva
l'amore d'oggi che tace.
Sono sola né piango,
se non forse in cuore,
c'è fuoco nella stanza,
fuori grida salve la città
grida speranza
nella notte dell'anno,
e domani, se non io,
qualcuno una rosa si comprerà.

(da Tutte le poesie, Mondadori, 2004)

.

Due strofe per due stagioni della vita nella medesima giornata, quella del 31 dicembre: la poetessa Sibilla Aleramo ricorda di avere trascorso un lontano Capodanno solitario in una stanza d’albergo e di avere acquistato una rosa rossa come segno di auspicio per rallegrare l’anno che iniziava. Molto tempo è passato, molta vita sotto i ponti: ora è nella tranquillità della propria casa, ma lontano è l’amato, ancora trascorre da sola la notte che chiude l’anno e ne apre un altro. Domani qualcuno comprerà una rosa rossa come segno di auspicio.

Buon 2022, lettori del Canto delle Sirene! A voi porgo la rosa rossa della poesia.

.

IMMAGINE DI PUBBLICO DOMINIO DA PXHERE

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Non importa quanto sia stato duro il passato, puoi sempre ricominciare.
BUDDHA




Sibilla Aleramo, pseudonimo di Marta Felicina Faccio detta Rina (Alessandria, 14 agosto 1876 – Roma, 13 gennaio 1960), scrittrice e poetessa italiana. Attiva nell’impegno femminista, esordì con il romanzo autobiografico Una donna. La relazione con il poeta Dino Campana generò un importante carteggio e numerose poesie.




Greca



STATISTICHE DEL CANTO DELLE SIRENE PER L’ANNO 2021

VISITE: 67.390 (-32%)

PAGINE VISTE: 420.113 (+42%)

TEMPO MEDIO SUL SITO: 1:52 (+24%)


LE DIECI PRINCIPALI CHIAVI DI RICERCA
(escludendo “Il canto delle sirene” e simili):

  1. il poeta è un fingitore
  2. accade che le affinità d’anima
  3. quando beltà splende
  4. primavera poesia neruda
  5. mi sono risolto mi sono voltato indietro
  6. si chiamava moammed sceab
  7. futility owen traduzione
  8. quasi anonima sorridi e i sole indora i tuoi capelli
  9. si vis amari ama
  10. il rombo del tuono nel cielo nuvoloso

RECORD DI VISITE: 741, il 24 marzo)
(il più basso 141 il 22 agosto)


I POST PIÙ LETTI IN ASSOLUTO NEL 2021

  1. Il bimbo e la mela (Guido Gozzano, Parabola)
  2. Il poeta è un fingitore (Fernando Pessoa, Autopsicografia)
  3. Spostatelo al sole (Wilfred Owen, Futilità)
  4. Variazioni su Orazio (Orazio, Carmina, I, 11)
  5. La sfogliatrice di Pascoli (Giovanni Pascoli, Ultimo canto)
  6. Si chiamava Moammed Sceab (Giuseppe Ungaretti, In memoria)
  7. Apollo e Dafne
  8. Lattiginosa d’alba (Giorgio Caproni, Prima luce
  9. Le affinità d’anima (Eugenio Montale, Ex voto)
  10. Un frutto appena sbucciato (Giorgio Caproni, Marzo)

I POST PIÙ LETTI TRA QUELLI SCRITTI NEL 2021

  1. Solitario palpito di stella (Clemente Rebora, Stella mia)
  2. Centenario di Richard Wilbur (Un buco nel pavimento, Pezzo da museo)
  3. Centenario di Biagia Marniti (Sono terra, Grappolo di uva splendente)
  4. Ti invento (Maria Teresa Horta, Invento)
  5. Una solida impronta (Leonid Martynov, L’impronta)
  6. Dove gli altri ci sognano (Alfonso Brezmes, Topografie)
  7. Il padre (Pablo Neruda, Il padre)
  8. Joan Margarit (Embraceable you, La ragazza del semaforo)
  9. Poesie per febbraio VII (Negri, Violette di febbraio / Valeri, Fine di febbraio)
  10. Bicentenario di John Keats (Voglio una coppa piena, Ode alla malinconia)

SITI CHE LINKANO IL BLOG
(cui va Il mio doveroso grazie)

  1. La Poesia di Claudio Malune
  2. La belle auberge
  3. La Spada
  4. Nervi d’arpa
  5. Friuli multietnico
  6. Mixtura
  7. L’olivo saraceno
  8. Il giardino delle Esperidi
  9. La poesia non si mangia
  10. Blanc de ta nuque

PROVENIENZE DA SOCIAL NETWORK, AGGREGATORI E MOTORI DI RICERCA

  1. Google
  2. Bing
  3. Facebook
  4. Blogger
  5. Yahoo
  6. FeedBurner
  7. Duckduckgo
  8. Ecosia
  9. Pinterest
  10. Dlvr.it