giovedì 21 febbraio 2019

Sogno d’un dì d’estate


GIOVANNI PASCOLI

PATRIA


Sogno d’un dì d’estate.

Quanto scampanellare
tremulo di cicale!
Stridule pel filare
moveva il maestrale
le foglie accartocciate.


Scendea tra gli olmi il sole
in fascie polverose:
erano in ciel due sole
nuvole, tenui, róse
due bianche spennellate


in tutto il ciel turchino.

Siepi di melograno,
fratte di tamerice
il palpito lontano
d'una trebbïatrice
l'angelus argentino…

dov'ero? Le campane
mi dissero dov'ero,
piangendo, mentre un cane
latrava al forestiero,
che andava a capo chino.


(da Myricae, 1903)
.
Il titolo di questo componimento di Giovanni Pascoli scelto per l’analisi del testo alla simulazione della prima prova della maturità 2019 era in origine Estate ma Patria rende appieno quel senso di legame con la terra natia così vivido e straziante quando si è lontani e si prova un senso di estraniamento – lo fu per Pascoli ma anche per Quasimodo (L’uomo grida dovunque la sorte di una patria” scrisse in Lamento per il Sud). E dunque la patria pascoliana è la terra dei suoi morti in una vita segnata dai lutti e dunque davvero letteralmente “Patria” è la terra dei padri, è la Romagna che nella mente e nel rimpianto si associa a profumi e colori, a suoni e luci che sono cari e indelebili: il “sogno d’un dì d’estate” di un uomo che vive lontano e prova a mitigare l’amarezza dell’esilio con quella sorta di flash-back che anziché saziare, acuiscono la nostalgia.
.

SAN MAURO PASCOLI, CASA PASCOLI © MUSEO CASA PASCOLI
.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Il ricordo è poesia, e la poesia non è se non ricordo.
GIOVANNI PASCOLI, Primi poemetti, prefazione





Giovanni Pascoli (San Mauro di Romagna, 31 dicembre 1855 – Bologna, 6 aprile 1912), poeta e accademico italiano, eccelso latinista, figura emblematica della letteratura di fine Ottocento. Nonostante la sua formazione eminentemente positivistica, è il maggiore esponente del Decadentismo.

2 commenti:

giovanna gobbi ha detto...

Grazie per aver pubblicato questa poesia, per me che abito a San Mauro dove è nato il Poeta che amo,è molto gratificante.
E grazie anche per questo blog, che ci propone una così vasta panoramica poetica.
Un caro saluto.
Giovanna.

DR ha detto...

Grazie, Giovanna.

Ricambio il saluto e l’affetto per la sempre calorosa e accogliente Romagna.

Daniele