mercoledì 22 novembre 2017

Il ridicolo di scrivere poesie


WISŁAWA SZYMBORSKASzymborska

POSSIBILITÀ

Preferisco il cinema.
Preferisco i gatti.
Preferisco le querce sul fiume Warta.
Preferisco Dickens a Dostoevskij.
Preferisco me che vuol bene alla gente,
a me che ama l'umanità.
Preferisco avere sottomano ago e filo.
Preferisco il colore verde.
Preferisco non affermare
che l'intelletto ha la colpa di tutto.
Preferisco le eccezioni.
Preferisco uscire prima.
Preferisco parlare con i medici d'altro.
Preferisco le vecchie illustrazioni a tratteggio.
Preferisco il ridicolo di scrivere poesie
al ridicolo di non scriverne.
Preferisco in amore gli anniversari non tondi,
da festeggiare ogni giorno.
Preferisco i moralisti
che non promettono nulla.
Preferisco una bontà avveduta a una credulona.
Preferisco la terra in borghese.
Preferisco i paesi conquistati a quelli conquistatori.
Preferisco avere delle riserve.
Preferisco l'inferno del caos all'inferno dell'ordine.
Preferisco le favole dei Grimm alle prime pagine.
Preferisco foglie senza fiori che fiori senza foglie.
Preferisco i cani con la coda non tagliata.
Preferisco gli occhi chiari perché li ho scuri.
Preferisco i cassetti.
Preferisco molte cose che qui non ho menzionato
a molte pure qui non menzionate.
Preferisco gli zeri alla rinfusa
che non allineati in una cifra.
Preferisco il tempo degli insetti a quello siderale.
Preferisco toccar ferro.
Preferisco non chiedere per quanto ancora e quando.
Preferisco considerare persino la possibilità
che l'essere abbia una sua ragione.

(da Gente sul ponte, Scheiwiller, 1986 – Traduzione di Pietro Marchesani)

.

Possibilità che lasciano facoltà di scelta queste indicate dalla poetessa Premio Nobel polacca Wisława Szymborska (1923-2012) in uno dei suoi tanto amati elenchi. Ma, a ben guardare, disseminate qua e là tra le preferenze per così dire “personali” (il cinema al teatro, i gatti ai cani, le favole ai giornali) ci sono chiare prese di posizione, fino alla gemma della sentenza che chiude la poesia – del resto, come dice altrove sempre in Gente sul ponte: “Siamo figli dell'epoca, / l'epoca è politica. // Tutte le tue, nostre, vostre / faccende diurne, notturne /sono faccende politiche”.

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Daran

DIPINTO DI GERARD DARAN

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LA FRASE DEL GIORNO
Sopporta, mistero dell’esistenza, se strappo fili dal tuo strascico
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WISŁAWA SZYMBORSKA, Ogni caso

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