2 maggio 2021

Jean-Guy Pilon


È morto improvvisamente nel sonno mercoledì scorso il poeta canadese Jean-Guy Pilon. Era nato in Québec novant’anni fa. Avvocato, aveva lavorato soprattutto come regista e direttore dei servizi culturali di Radio Canada.Aveva diretto le riviste letterarie L’Héxagone e Liberté, da lui fondata. L’Accademia letteraria della provincia lo ha salutato così: “Se noi perdiamo un caro amico, la cultura del Quebec perde allo stesso tempo un uomo di lettere e cultura che ha svolto un ruolo importante dagli anni '50 in luoghi che hanno tutti segnato lo sviluppo e la diffusione della letteratura del Quebec. L'uomo di lettere era soprattutto un uomo tout court: onesto, generoso, sempre capace di ascolto e di empatia. La sua dipartita improvvisa ci lascia in una profonda tristezza”.

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PICCOLO MAPPAMONDO

Le frontiere accumulate
si dissolvono nella sosta
di una nuova notte
a ricomporre il mondo

Il mio paese ha il nome doloroso del mio amore
La mia città è quella che si offre
ai profumi discontinui
alle ragazze della stessa famiglia

Luci rosse luci verdi
dappertutto qui
e volti di false promesse
talora un corpo d’allegria
disteso
come un annegato che risale dai fondali marini
un sasso un cippo un’amarezza
un’altra pagina lungo la strada

Era a Montréal a Parigi ad Amsterdam
a Copenaghen forse a Firenze

Quante bugie dietro di noi
come dei globuli indivisibili
l’alba la donna la primavera

Che venga la pioggia sulle mie speranze
perché le mani tese sopra l’onda
si ricongiungano finalmente
nel silenzio che segue la parola.

(da Come acqua trattenuta, 1968)

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L’ALBERO

Il suo nome è pazienza
perché nessun autunno oscurerà
l’aroma delle sue fiere radici

L’albero non smette di proteggere
le ombre e le donne

di cui condivide i rifugi
con la generosità dell’autunno

(da Stagioni per la continuità, 1969)

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LA FRASE DEL GIORNO
Ogni stagione abbellisce la casa dei nostri amori.
JEAN-GUY PILON




Jean-Guy Pilon (Saint-Polycarpe, 12 novembre 1930 – 28 aprile 2021), poeta canadese di lingua francese. Avvocato, lavorò come regista per Radio Canada. Diresse l'Hexagone e fondò la rivista Liberté. Tra le sue raccolte spiccano Come acqua trattenuta, Stagioni per la continuità, Per salutare una città e Ricorso al paese.


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